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mercoledì 20 luglio 2016

Città senza bottiglie



Nella vita ci sono poche certezze assolute, ma sicuramente una di queste è che l’acqua fa bene ed è l’unico alimento di cui non si può assolutamente fare a meno, tuttavia il dubbio che molti si pongono è: quale acqua bere? E spesso questa domanda resta senza risposta, conviene affidarsi a una soluzione domestica o meglio l’acqua in bottiglia? Una risposta definitiva non esiste. La qualità dell’acqua erogata dagli acquedotti varia sensibilmente da zona a zona, ultimamente poi sono apparse le “case dell’acqua” ampliando così la scelta ulteriormente, di certo un grosso svantaggio dell’acqua minerale è lo stoccaggio che porta a fare di bottiglie di plastica e il conseguente problema ambientale che ne comporta.

mercoledì 5 gennaio 2011

SACCHETTI di PLASTICA ADDIO. WWF: DOPO 50 ANNI LA RIVINCITA DELLA SPORTA ECOLOGICA

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SACCHETTI DI PLASTICA ADDIO

WWF: "DOPO 50 ANNI LA RIVINCITA
DELLA SPORTA ECOLOGICA"

A conti fatti la busta usa e getta fa male all'ambiente e al portafogli

    
L'era del sacchetto di plastica per la spesa, inquinante e non sostenibile, si è finalmente conclusa. Il 2011, con il divieto di 'circolazione' dei sacchetti non biodegradabili per 'l'asporto delle merci, per il WWF segna un punto di svolta poiché dopo 50 anni si prendono la rivincita quegli strumenti utilizzati dalle nonne come le sporte in tela, i carrelli della spesa, le retine che hanno tutte il pregio di poter essere riutilizzate infinite volte a beneficio dell'ambiente e del portafogli.

Il 1957, infatti, è la data che segnò l'inizio dell'era del sacchetto di plastica, prodotto per la prima volta negli Stati Uniti. Ne hanno decretato il successo le qualità peculiari: leggero, resistente, economico, conveniente per portare generi alimentari, vestiario e altri acquisti. I sacchetti di plastica ancora oggi sono tra gli oggetti di consumo più diffusi sulla Terra. 
Un peso di soli pochi grammi e una media di pochi millimetri di spessore, i sacchetti di plastica potrebbero sembrare completamente innocui se non fosse che vengono prodotti a partire dal petrolio e in quantità incredibili. Fabbriche in tutto il mondo sfornano circa 4-5.000 miliardi di buste di plastica l'anno, un quarto dei quali viene prodotto in Asia, contribuendo a immettere in atmosfera tonnellate di emissioni di carbonio ogni anno.
"L'Italia ha il record nei consumi delle buste di plastica, con oltre il 25% del totale dei sacchetti consumati nell'Unione Europea, corrispondenti a 260.000 tonnellate di plastica (poco meno di  400 sacchetti di plastica a testa) – ha dichiarato Eva Alessi, responsabile sostenibilità del WWF Italia - I sacchetti usa e getta sono oggetti che hanno avuto negli anni  un pesantissimo impatto ambientale: a fronte di una vita media di utilizzo di circa 20 minuti impiegano molti secoli per essere degradati rilasciando sostanze tossiche e bioaccumulabili nell'ambiente che contaminano acque e suoli ed entrare nelle reti alimentari del pianeta. Le alternative ci sono, pratiche e convenienti sia per l'ambiente che per il portafogli. E' solo questione di abitudine".
    
L'addio allo shopper di plastica è stato salutato con favore dal WWF che da anni promuove e appoggia iniziative volte a proporre soluzioni di riduzione dei rifiuti e alternative alla sporta di plastica con sporte "durevoli" in cotone e altri materiali.  La soluzione, infatti, sta nell'abolire o ridurre al minimo le sporte usa e getta e privilegiare sempre oggetti che abbiano invece caratteristiche di riutilizzabilità. 

Nel 2009 il WWF ha scelto, ad esempio, di accompagnare la catena di grande distribuzione Auchan nel processo di sostituzione dei sacchetti di plastica a favore delle borse cabas riutilizzabili, distribuite alla clientela presso i 51 punti vendita con la produzione di materiali informativi  (leaflet e panneli in tutti i punti vendita ) volti a sensibilizzare il grande pubblico sulla necessità di anticipare, attraverso sane abitudini d'uso individuali, l'entrata in vigore della normativa comunitaria disciplinante il bando dei sacchetti in polietilene. 

Da giugno 2009 a luglio 2010 il progetto ha fatto  risparmiare  all'ambiente 30 milioni di shopper grandi in polietilene e 180 milioni di sacchetti piccoli, per un totale di 1458 tonnellate di plastica, pari a una superficie di 45mila chilometri quadrati (circa due volte la superficie della Toscana).

Il WWF ha patrocinato e appoggiato anche iniziative esterne, quali "Porta la Sporta" promossa dall'Associazione Comuni Virtuosi per invogliare cittadini e amministrazioni a ridurre l'uso della plastica.

Secondo i dati dello State of the Word 2010 sono 1,9 i milioni di chili di plastica che finiscono ogni ora negli oceani del pianeta dove vengono scambiati per cibo da diverse specie marine, particolarmente da quelle che si nutrono di meduse o calamari, prede che somigliano ai sacchi di plastica quando galleggiano in acqua. Tra le numerose specie minacciate sicuramente le tartarughe marine e i mammiferi marini.


Roma, 5 gennaio 2011

mercoledì 10 novembre 2010

Plastica Tossica in Cucina

La plastica ha rivoluzionato la vita delle persone. Se diamo una sbirciata nelle nostre case, ormai la troviamo ovunque, soprattutto in cucina. Esistono però delle sostanze chimiche che se a contatto con il cibo possono essere nocive, è quindi molto importante fare attenzione a ciò che abbiamo comprato o che desideriamo acquistare.


Come scegliere un prodotto di plastica per uso alimentare? Leggi Plastica Tossica in Cucina

giovedì 14 maggio 2009

UN PROBLEMA ATTUALE E GRAVE: LA PLASTICA

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UN PROBLEMA ATTUALE E GRAVE: LA PLASTICA 

Il 2009 doveva essere l'ultimo anno di vita dei sacchetti di plastica, prima della messa al bando. Niente sembra muoversi e allora i comuni fanno da sé. Vivere senza plastica è possibile? Sembrerebbe di sì. Storie di piccoli e grandi cambiamenti di abitudini

Vivere senza plastica è possibile?
A guardarsi intorno verrebbe quasi da rispondere con un no. Basta dare un'occhiata alla propria scrivania. Soltanto tra computer, cellulari e penne biro c'è una quantità di plastica davvero impressionante.

C'è chi ha fatto un tentativo: la giornalista della BBC Christine Jeavans per un mese ha raccontato sul suo blog com'è vivere senza utilizzare prodotti di plastica nel nostro mondo. Un'impresa quasi impossibile.

Ma c'è chi ha voluto fare di più: un anno intero senza plastica.
E' la storia che racconta il documentario Recipes for Disaster.
Senza bisogno di imbarcarsi in imprese altrettanto titaniche, modificare le piccole abitudini di tutti i giorni può fare la differenza, come tenere in borsa una shopper di tela anziché utilizzare le buste di plastica...

La frase ricorrente dovunque è sempre: Niente busta, grazie. Il lato ecologico della faccenda è il non contribuire a disseminare in giro plastica inutile semplicemente servendosi di shopper e buste riutilizzabili, il lato sociologico (e italiota) della faccenda è che i negozianti, invece di essere contenti o stimolati a porsi delle domande, ti guardano straniti come se fossi un extraterrestre.
E invece sì, è assolutamente possibile vivere senza sacchetti di plastica. Senza circondarsi di infiniti sacchetti di plastica quando si va al supermercato, in farmacia [dove oltretutto i sacchetti sono microscopici quindi praticamente inutili per qualunque altro utilizzo], in libreria, al mercato, a fare qualche commissione, etc.

Proprio su questo fronte, mentre il resto del mondo incentiva la scelta di materiali alternativi come le bioplastiche e il materbi, in Italia non si fanno passi in avanti, anzi si torna indietro...VENDERA' cara la sua pellaccia di polietilene. Non lasciamoci ingannare da quel suo aspetto flaccido e spiegazzato: lo shopper è un vero duro. Condannato ufficialmente a morte per crimine ecologico continuato ed aggravato. Fissata la data dell'esecuzione: 31 dicembre 2009, fra meno di otto mesi. Ma lui se ne fa un baffo. Statene certi: la scamperà anche stavolta, e il primo giorno di apertura dei supermercati del 2010 lo troverete quasi ovunque ancora vivo, lì alle casse, sbruffone e servizievole, comodo e prepotente.

Il sacchetto di plastica non ha affatto i giorni contati. Solita storia all'italiana: annuncio, clamore, dibattito, reazioni, poi niente. Sembrava tutto già deciso con un comma (il numero 1130) della Finanziaria 2007, la prima dell'ultimo governo Prodi, che prevedeva di "giungere dal definitivo divieto, a decorrere dal 1° gennaio 2010, della commercializzazione di sacchi non biodegradabili per l'asporto di merci", rispettando la scadenza suggerita dalla direttiva comunitaria EN 13432. Brindisi tra gli ambientalisti, cruccio dei produttori, tutto inutile: la norma c'è ma non c'è, visto che i decreti attuativi per definirne i modi (e soprattutto per sanzionare chi non rispetterà il "definitivo divieto") non sono mai stati emanati.
Per ovviare all'immobilità in ambito nazionale su questo tema si sono attrezzati i sindaci. Sono sempre di più infatti i primi cittadini che propongono iniziative per bandire i sacchetti di plastica inquinante dal proprio Comune. Un esempio è Castellammare di Stabia, in cui l'esperimento è attivo da marzo... Spesa alimentare e altri acquisti non potranno più finire nelle classiche shopper di materiale non biodegradabile, ma esclusivamente in sacchetti di carta o mater bi. Il sindaco Salvatore Vozza ha firmato un'ordinanza che vieta a tutti i negozi e bar di distribuire le buste di plastica. I commercianti avranno tutto il tempo per organizzarsi per questa novità visto che l'ordinanza sarà esecutiva a partire dal primo marzo 2009.
"I sacchetti di plastica sono causa di inquinamento ambientale, essendo non biodegradabili- sottolinea l'assessore all'Ambiente Raffaele Longobardi- Costituiscono un problema per la raccolta differenziata, infatti troppo spesso nella zona dove la raccolta avviene con i cassonetti la frazione organica presenta impurità, dovuta proprio a questi sacchetti di plastica. Abolendo la loro distribuzione su tutto il territorio cittadino, potremo raggiungere risultati ancora più significativi.
L'Associazione Comuni Virtuosi ha anche lanciato una campagna si sensibilizzazione, Portalasporta.it. Questa campagna promossa dall'Associazione Comuni Virtuosi, con il patrocinio del WWF, è una campagna totalmente propositiva che vuole dimostrare come sia facile modificare stili di vita errati semplicemente diventandone completamente coscienti ed attuando semplici accorgimenti per poterli prevenire.
Stiamo parlando dell'uso o meglio dell'abuso della busta di plastica che è l'oggetto che più abbonda nelle nostre case (provate a contarle…), che riveste e trasporta ogni nostro acquisto, un oggetto usato per pochi minuti, ma che può durare anche 100 anni.
Spesso ci viene dato "gratuitamente", ma il costo è nascosto in un pesante pedaggio che tutti paghiamo; in un inutile spreco di risorse energetiche non rinnovabili (deriva dal petrolio), ma soprattutto in termini di danno ambientale.
Purtroppo i sacchetti vengono spesso incivilmente abbandonati o finiscono comunque nell'ambiente per opera di agenti naturali come acqua e vento, intasando scarichi con conseguenti allagamenti e attraverso corsi d'acqua raggiungono mari e oceani.
Qui avvengono i maggiori danni poiché i sacchetti agiscono come serial killer per la fauna marina e per gli uccelli che vi rimangono imprigionati.
La plastica dopo la morte dell'animale torna libera di uccidere ancora e dopo un lentissimo processo di foto degradazione di centinaia di anni si scompone in particelle tossiche sempre più piccole che è dimostrato siano già entrate nella catena alimentare dell'uomo.
Non solo i comuni, anche la grande distribuzione si attrezza per l'abbandono della plastica, come Auchan: L'avevano annunciato da tempo, ora, con sei mesi d'anticipo rispetto ai termini di legge, la multinazionale ha già iniziato a mettere in pensione i sacchetti di plastica.
Auchan ha infatti inaugurato il primo ipermercato sul territorio nazionale che bandisce il sacchetto di polietilene. Si tratta dell'ipermercato di Antegnate nella provincia di Bergamo (all'interno dell'Antegnate Shopping Center).Al posto del sacchetto di plastica il consumatore troverà quattro alternative attente all'ambiente, ovvero i sacchetti ottenuti dal mais, quelli fatti in cartone, in carta e infine in cabas.
La situazione italiana risulta ancora più incredibile se si pensa che altrove è proprio l'industria dei sacchetti di plastica a investire in materiali più sostenibili. L'American Chemistry Council (ACC), infatti, ha posto come obiettivo che i sacchetti di plastica del futuro dovranno essere prodotti con il 40% del materiale potenzialmente riciclabile entro il 2015. Per quella data si prevede di ridurre i rifiuti per un ammontare di circa 300 milioni di dollari (circa 220 milioni di euro) all'anno. L'obiettivo richiederà due punti primari, i quali dovranno soddisfare le seguenti condizioni:

1. Il processo di produzione dovrà essere rivisto, e per questo l'industria del sacchetto di plastica sta cercando di investire 50 milioni di dollari per questo scopo
Qui in Italia, invece, mentre attendiamo che cambi la legge, proviamo a cambiare le nostre abitudini.
Raffaele Pirozzi direttore giornaleonline www.notiziesindacali.com

lunedì 9 marzo 2009

Autodesk partecipa a PLAST 2009

Il Salone Internazionale delle Materie Plastiche e della Gomma si svolgerà a Milano presso Fiera Milano Rho dal 24 al 28 marzo 2009

MILANO, 09 Marzo 2009 — Autodesk, Inc. (NASDAQ: ADSK), leader mondiale nella fornitura di software di progettazione 2D e 3D, annuncia la sua partecipazione a “PLAST 2009”, il principale evento triennale europeo per l'industria delle materie plastiche e della gomma, che si svolgerà nel centro espositivo di Fiera Milano Rho dal 24 al 28 marzo 2009.

Il contemporaneo svolgimento di IPACK-IMA, mostra dei macchinari per imballaggio, darà vita a un grande evento di filiera - quella della plastica-imballaggio - attraverso due storiche manifestazioni, contigue e tecnologicamente sinergiche, che unificano le loro date. Autodesk sarà presente ad entrambe le manifestazioni fieristiche.
Presso lo stand di PLAST 2009 (B 36 padiglione 22), l’azienda presenterà la sua linea di software dedicata all’ambito manifatturiero e offrirà ai visitatori l’opportunità di entrare in contatto con le proprie soluzioni dedicate, che rappresentano la scelta ideale per ogni azienda che intende ottimizzare le sue risorse in tutte le fasi di lavorazione.

In particolare, Autodesk darà ampio risalto alle soluzioni tecnologiche Moldflow, che consentono ai progettisti di prevedere e ottimizzare le performance delle componenti plastiche durante ogni singola fase di progettazione e fabbricazione.
L’acquisizione di Moldflow Corporation, conclusasi lo scorso luglio, ha apportato importanti competenze di analisi e simulazione alle tecnologie Autodesk di prototipazione digitale. Le potenzialità combinate di analisi e simulazione consentono un processo digitale perfettamente ottimizzato per la progettazione di componenti, strumenti e elementi di produzione, aiutando le imprese a ridurre i loro costi di produzione e aumentare il loro time-to-market.

Il PLAST sarà anche l’occasione per presentare in Anteprima per l’Italia Autodesk Inventor Tooling: un nuovo e rivoluzionario modulo dedicato agli stampi plastici ed integrato con Moldflow.

Autodesk si pone l’obiettivo di fornire ai propri utenti anche la possibilità di capire al meglio quale sarà l’impatto dei propri progetti nei confronti dell’ambiente; questo lo fa attraverso specifiche funzioni che hanno la possibilità di seguire il ciclo di vita del progetto, valutandone tutti gli impatti ambientali e le inefficienze di processo. I software Autodesk sono ideali per la creazione di prodotti in maniera ecologica, anche nel settore delle materie plastiche che, grazie al loro peso contenuto e alla loro durevolezza, supportano sempre più spesso le iniziative di progettazione sostenibile.

Presso lo stand Autodesk, i visitatori potranno ricevere dettagliate informazioni anche sull’ultima versione di Autodesk Inventor, il software per la progettazione meccanica in 3D più venduto al mondo, che comprende numerose funzionalità, che semplificano la progettazione 3D e consentono a progettisti e ingegneri di operare in maniera più intuitiva e di migliorare la qualità dei prodotti, anche dal punto vista della sostenibilità. Ampio spazio sarà dedicato anche ai prodotti di modellazione per la creatività e visualizzazione in real time Autodesk® AliasStudio e Showcase, che offrono un significativo vantaggio competitivo in quanto consentono di sfruttare la visualizzazione 3D digitale di alta qualità per valutare diverse varianti di progetto e comunicare le proprie idee.

Per ulteriori informazioni e registrarsi all’evento, visitare il sito Autodesk al seguente link: www.autodesk.it/plast

Informazioni su Autodesk

Autodesk Inc. è leader mondiale nella fornitura di 2D e 3D design software per i settori industriale, architettonico ed edilizio, dei mezzi di comunicazione e dello spettacolo. Sin dall’introduzione di AutoCAD nel 1982, Autodesk ha sviluppato la più ampia gamma di soluzioni per la creazione di prototipi digitali all’avanguardia per permettere ai clienti di sperimentare le loro idee prima di metterle in pratica. Le aziende Fortune 1000 si affidano ad Autodesk per gli strumenti di visualizzazione, simulazione e analisi di prestazioni reali nelle prime fasi del processo di progettazione per risparmiare tempo e denaro, migliorare la qualità e favorire le innovazioni. Per ulteriori informazioni su Autodesk, visitare www.autodesk.it


Autodesk, Moldflow, Autodesk Inventor, Autodesk AliasStudio e Autodesk Showcase sono marchi o marchi registrati di Autodesk negli Stati Uniti e/o in altri paesi. Tutti gli altri nomi, nomi di prodotto o marchi appartengono ai rispettivi proprietari.

Autodesk si riserva il diritto di modificare la propria offerta di prodotti e le specifiche in ogni momento e senza preavviso e non è responsabile per errori tipografici o grafici che potrebbero apparire in questo documento.

© 2009 Autodesk, Inc. Tutti i diritti riservati.

mercoledì 26 novembre 2008

Dalla plastica all'oggetto di classe

La plastica:
da nemica dell'ambiente ad oggetto di cult.


La Fondazione Pl-art di Via Martucci, primo centro museale e di ricerca sulle materie plastiche, presenta dal 4 al 23 dicembre una mostra di gioielli di Wanda Romano, creativa del riuso e della trasformazione degli oggetti di plastica.

L'artista, diplomata all'Accademia di Brera, realizza gioielli con materiale riciclato e soprattutto anelli legati all'idea di gioiello/scultura da indossare, oggetto che veste la mano – spiega la Romano - non semplice monile. In mostra circa sessanta opere di raffinato design creati in PET, il materiale usato per la fabbricazione di bottiglie d'acqua e di bibite.


La Galleria Plart, inaugurata nel mese di gennaio di quet'anno, in un ambiente di oltre mille metri quadri, a pochi passi da Piazza Amedeo a Napoli, ospita una celebre raccolta. Un viaggio inedito, lungo le strade della creatività degli ultimi decenni tra plastica e arte.


Sono esposti oggetti che risalgono alla fine dell'800 raccolti da Maria Pia Incutti, fondatrice della struttura, collezionista di arte contemporanea e di manufatti realizzati in plastica.

Oltre 1500 pezzi, dalla celluloide alla bakelite, dalla parkesina alla galalite e all'ebanite: stoviglie multicolori, vasi dalle forme aerodinamiche, gioielli, apparecchiature elettriche, oggetti diversi che nel loro insieme raccontano l'evoluzione delle forme e delle tecnologie realizzate dei primi materiali sintetici. Un prodotto di scarto, nocivo per l'ambiente se recuperato e trattato si può trasformare in mille oggetti e, spesso in opere d'arte.


La fondazione Plart, spazio polifunzionale dedicato alla ricerca scientifica e all'innovazione tecnologica per la conservazione e il restauro di opere d'arte e di design in materiale plastico ospiterà nei prossimi mesi Show, collections, limited editions, workshop, mostre personali di artisti e designer internazionali, altre collezioni private di oggetti di plastica, seminari e convegni.


Il calendario degli eventi è stato presentato alla stampa da Renata Caragliano, responsabile della programmazione artistica, da Ezio Martuscelli, docente di chimica applicata ai beni culturali del Suor Orsola Benincasa e da Cecilia Cecchini, curatrice dell'area museale.


Nei prossimi giorni, partirà un programma di attività didattiche e laboratori, rivolto alle scuole di ogni ordine e grado. L'auspicio della fondatrice Maria Pia Incutti, un corso di laurea in restauro di materie plastiche e, il rammarico per l'assenza delle istituzioni locali per un progetto innovativo unico in Italia.


Le prossime mostre dal 31 gennaio al 31 marzo 2009, Alessandro Ciffo, della corrente del "Radical Design". Anfore, tavoli, mobili e vasi, pezzi che si possono utilizzare anche come sculture d'uso quotidiano. Dal 28 aprile al 30 giugno arriveranno dal Bakelite Museum di Williton duecento pezzi del mercante collezionista inglese Patrick Cook. Oggetti realizzati in "plastiche naturali" combinati con corna e zoccoli d'animale, conchiglie, bois durci, gomma, vulcanite e gutta perca. Esemplari del XVIII secolo in Inghilterra.


Dal 20 ottobre 2009 al 6 gennaio 2010 sarà il turno del Future Systems. Uno studio d'architettura tra i più innovativi della Gran Bretagna costituito da due partner Jan Kaplicky e Amanda Levete. Future Systems in questo periodo è impegnato nella costruzione della stazione metropolitana di Monte Sant'Angelo a Napoli.

Mario Carillo (napoli-news.net)

martedì 29 aprile 2008

Sacchetti di plastica al bando in Senegal e Canada

Sacchetti di plastica al bando in Senegal e in Canada

Greenreport.it. L'Agence de Presse Sénégalaise (Aps) intervista Elhadj Guissé, rappresentante dell'Onu per i diritti economici e sociali, che apprezza l'intenzione del governo di Dakar di vietare l'utilizzo dei sacchetti di plastica a causa dei «danni irreparabili» che questi rifiuti causano all'ambiente.

In Africa i sacchetti di plastica sono già stati proibiti in Tanzania, Etiopia e Kenia, una decisione spesso impopolare ma, spiega Guissé,, «Sono questi sacchetti che oggi intasano tutti i canali di scolo, favorendo così la stagnazione delle acque in luoghi che diventano in seguito nidi di zanzare, vettori della malaria. Il problema con i rifiuti plastici è che sono impermeabili e non sono riciclabili (evidentemente ci si riferisce alla situazione senegalese ndr). In Senegal l'indisciplina costituisce una difficoltà supplementare. La situazione di inquinamento che caratterizza la baia di Hann, (nella foto) presentata come la seconda baia più grande del mondo dopo quella di Rio de Janeiro, è emblematica dei danni causati all'ambiente dall'utilizzo della plastica. I 15 chilometri della baia di Hann sono diventati il triste scenario di uno dei più grandi depositi di spazzatura del Senegal.

La spiaggia di Hann era storicamente uno dei luoghi di relax e balneazione della capitale senegalese, ma numerosi fattori di inquinamento la hanno trasformata presto in un luogo difficilmente frequentabile. Sulla baia, oltre a Dakar, si affacciano anche le città di Thiaroye e Rufisque, tutte con una demografia galoppante, dove si concentrano la maggior parte delle industrie del Paese. In alcuni periodi l'eutrofizzazione del mare, dovuta agli scarichi industriali ed urbani, è impressionante.

Dall'altra parte del mondo, nel ricco Canada, i problemi sono sicuramente altri, ma i sacchetti di plastica sono ugualmente uno di questi, tanto che le associazioni dei commercianti al dettaglio, Éco Entreprise Québec e Recyc-Québec. hanno lanciato un codice volontario di buone pratiche riguardante gli shoppers che contiene 20 misure destinate a ridurre il numero di sacchetti di plastica distribuiti nei negozi, riducendo anche il loro conferimento in discarica.

I commercianti hanno redatto questo codice volontario su richiesta del ministro dello sviluppo sostenibile, Line Beauchamp, che ha annunciato di voler ridurre del 50% la quantità di sacchetti di plastica entro il à 2012.

Tra gli impegni presi dai commercianti figurano: offrire alternative ai sacchetti di plastica, concederli solo in occasione di acquisti voluminosi; sensibilizzare I lavoratori dei negozi sull'importanza della riduzione alla fonte dei sacchetti; sensibilizzare I clienti sull'utilizzo di sacchetti e borse durevoli.
L'impegno volontario sarà seguito da una rendicontazione dell'iniziativa per valutare la reale adesione dei commercianti e da un sondaggio tra i consumatori sul cambiamento delle loro abitudini di acquisto che verranno presentati al ministero dello sviluppo sostenibile.

martedì 6 febbraio 2007

Disfattura Gratis? Siamo sicuri? di Envi Ronman

Cari Amici,
sembra, pare, simormora che
, secondo il codice di eco-condotta per i veicoli fuori uso italiani a fine vita, a partire dal 2007 saranno i produttori a garantire la disponibilità di un sistema, distribuito sul territorio nazionale, presso il quale il trattamento avverrà secondo regole rispettose dell'ambiente, facilitando al massimo il recupero di ricambi e di materiali riciclabili, quali ferro, vetro, gomma e plastica.

In altre parole saranno i produttori a doversi accollare gli oneri di smaltire i prodotti a fine vita - leggi le nostre vecchie macchine scassate. Una buona notizia.

Non solo per i nostri miseri portafogli. Se i produttori si devono preoccupare di quanto è riciclabile quello che producono inizieranno a trovare economicamente vantaggioso produrre beni facilmente riciclabili. Quindi nel caso delle auto: facili da smontare e fatte con materiali più omogenei e recuperabili. Parafrasando il vecchio Ford quello che non c'è non si butta. Sembrerebbe insomma che il progressivo recepimento della direttiva europea da parte di tutti gli stati membri, ci fa sperare che saranno sempre di piu' i rifiuti avviati al recupero e quindi disponibili sul mercato.

Per maggiori dettagli sulla normativa vi rimandiamo alla sezione del
sito ad essa dedicata: normativa su riciclaggio rifiuti


Buon lavoro a tutti

Envi Ronman


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Categoria Richiesta: Metals/Ferrous metals/Iron

Titolo Richiesta: HDPE CLEAR TRASPARENT PELLET
Categoria Richiesta: Plastics/PE/HDPE

Titolo Richiesta: hdpe neutro
Categoria Richiesta: Plastics/PE/HDPE

Titolo Richiesta: scrap tyre
Categoria Richiesta: Tyre and Rubber/Tyre/Scrap Tyres

Titolo Richiesta: Non Woven made of Plastic or Cellulose
Categoria Richiesta: Paper and cardboard/Pulp

Titolo Richiesta: STOCKLOT OF PAPER AND PRINTED PLASTIC IN ROLLS
Categoria Richiesta: Paper and cardboard/Newsprint

Titolo Richiesta: Buy aluminum composite panel waste
Categoria Richiesta: Other waste/Other

Titolo Richiesta: PC-CD metalized
Categoria Richiesta: Plastics/PC

Titolo Richiesta: PA waste
Categoria Richiesta: Plastics/PA

Titolo Richiesta: Nylon waste
Categoria Richiesta: Plastics/Nylon

Titolo Richiesta: CERCO PEHD
Categoria Richiesta: Plastics/PE/HDPE

Titolo Richiesta: CERCO PP PARAURTI O CASSETTE - pp bumpers
Categoria Richiesta: Plastics/PP

Titolo Richiesta: COMPRO PELD - LDPE NEUTRO
Categoria Richiesta: Plastics/PE/LDPE

Titolo Richiesta: richiesta pp film
Categoria Richiesta: Plastics/PP

Titolo Richiesta: Reprocessed LDPE Granules - Natural
Categoria Richiesta: Plastics/PE/LDPE

Titolo Richiesta: bitume
Categoria Richiesta: Liquids, Oils and Chemicals/Oils and Petrochemical

Titolo Richiesta: Film grade recycled HDPE and LDPE granules
Categoria Richiesta: Plastics/PE/HDPE

Titolo Richiesta: Heavy Melting Scrap / Waste[HMS]
Categoria Richiesta: Metals/Ferrous metals/Other ferrous metals

Titolo Richiesta: Cerco cascame
Categoria Richiesta: Plastics/Other plastics

Titolo Richiesta: Seek PA66 Airbag Scraps
Categoria Richiesta: Plastics/Nylon

Titolo Richiesta: policarbonato da estrusione
Categoria Richiesta: Plastics/PC

Titolo Richiesta: PE- HDPE polietilene
Categoria Richiesta: Plastics/PE/HDPE

Titolo Richiesta: We want (Post Industrial or post consumer) of Plastic Scrap
Categoria Richiesta: Plastics/PP

Titolo Richiesta: granulato da PFU
Categoria Richiesta: Tyre and Rubber/Tyre/Granul (Tyre Crumb min 1 mm)

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