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martedì 2 ottobre 2012
Prevensione dei suicidi e progetti innovativi: l'alleanza tra Psichiatria di Forlì e i medici di Base
lunedì 26 aprile 2010
6° corso di psicoeducazione per pazienti con Disturbo Bipolare e loro familiari: programma e modalità d’iscrizione. A Pisa, Domenica 27 Giugno 2010.
Il Disturbo Bipolare, nelle sue molteplici espressioni, è una delle patologie psichiatriche di più frequente riscontro nella pratica clinica quotidiana è rappresenta uno degli argomenti su cui più si è concentrata la ricerca psichiatrica moderna.
Nonostante la gran mole di conoscenze accumulate il Disturbo Bipolare costituisce per molti versi un paradosso infatti, sebbene tutti gli operatori del settore ne conoscano l’esistenza e le caratteristiche principali, molto spesso la malattia non è riconosciuta oppure viene mal diagnosticata e/o trattata con modalità improprie o inefficaci.
Lo scopo del corso è quello di fornire, al paziente ed ai propri familiari, informazioni sulle cause, le manifestazioni cliniche e le modalità di trattamento del Disturbo Bipolare.
RESPONSABILE DEL CORSO
Dr. Giuseppe Ruffolo, Medico-Chirurgo specialista in Psichiatria.
DATA
Il prossimo corso si svolgerà Domenica 27 Giugno 2010.
SEDE
Pisa, presso la sala meeting di un hotel della città (dettagli ulteriori verranno forniti ad iscrizione avvenuta).
COSTO DELLA PARTECIPAZIONE
Il corso ha un costo di Euro 250,00 per “nucleo” familiare (il paziente ed eventuali familiari, questi ultimi in numero massimo di 2). La cifra potrà essere versata il giorno stesso, prima dell'inizio del corso.
Verrà accettato soltanto denaro contante oppure assegno bancario (No BANCOMAT, no Carta di Credito)
Verrà rilasciata subito fattura fiscale.
MODALITA' E TERMINI PER L'ISCRIZIONE
La partecipazione al corso è limitata ad un numero massimo di 6 "nuclei" familiari (paziente più 2 suoi familiari).
Coloro i quali desiderassero partecipare sono invitati a farne richiesta mediante l’invio di una e-mail all’indirizzo: corsobipolare@forumpsichiatria.it
Sarà necessario:
1) inserire nel campo “oggetto” della mail la dicitura “iscrizione corso disturbo bipolare”;
2) fornire le generalità ed il numero di partecipanti;
3) fornire un recapito telefonico utile nel caso si rendessero necessarie comunicazioni urgenti aventi per oggetto lo svolgimento del corso suddetto.
L’invio della mail comporterà implicitamente l’autorizzazione al trattamento dei dati personali ai sensi del D. Lgs. 196/2003 per finalità strettamente connesse alla gestione dell’evento in oggetto.
Il termine ultimo per iscriversi è stato fissato per sabato 5 Giugno 2010.
LIMITAZIONI
La partecipazione al corso da parte del paziente è vincolata dalla sua condizione di benessere.
In altre parole, qualora il paziente dovesse trovarsi in fase depressiva o espansiva, la sua partecipazione non è consigliata; sarà possibile, tuttavia, la partecipazione dei suoi familiari qualora questi ultimi volessero avere maggiori informazioni su tutte le caratteristiche di questo disturbo.
PROGRAMMA DEL MATTINO
h 8:45
Registrazione dei partecipanti e disbrigo delle pratiche amministrative.
h 9:15
Modulo 1 - Cos’è la psicoeducazione per il Disturbo Bipolare.
Modulo 2 - Quali sono le cause del Disturbo Bipolare (il ruolo dei fattori genetici e di quelli ambientali e la loro interazione reciproca).
Modulo 3 - I sintomi: la depressione, la mania, l’ipomania e gli stati misti.
I disturbi dell’umore con sintomi psicotici (deliri, allucinazioni) e la loro differenziazione della schizofrenia e dai disturbi schizo-affettivi.
Contributi multimediali (audio/video) esplicativi delle manifestazioni cliniche di ipomania e stato misto.
Disturbo Bipolare e creatività artistica.
h 12:15
Sezione interattiva: discussione generale sugli argomenti trattati.
h 13:15
Pausa.
PROGRAMMA DEL POMERIGGIO
h 14:00
Modulo 4 – L’andamento della malattia nel tempo: il decorso del Disturbo Bipolare e la sua comorbidità con altre patologie psichiatriche (attacchi di panico, disturbi della condotta alimentare [bulimia nervosa, binge eating disorder], disturbo ossessivo-compulsivo, disturbi da uso di sostanze; il problema della “doppia diagnosi”).
Lo “spettro bipolare” ed i suoi rapporti con i disturbi di personalità (narcisistico, borderline, antisociale etc.).
Modulo 5 – Trattamento del Disturbo Bipolare e dei disturbi in comorbidità.
Psicoterapie.
Psicofarmacoterapie:
i farmaci principali, il loro effetto e gli effetti collaterali più comuni (i diversi tipi di antidepressivi, i neurolettici e gli antipsicotici, i sali di litio e gli altri stabilizzanti dell’umore, le benzodiazepine).
“Altre” opzioni terapeutiche: ESK-terapia etc.
Modulo 6 – Dai sintomi iniziali al recupero pieno: come riconoscere i sintomi iniziali di una nuova fase acuta (depressiva, espansiva) e quali provvedimenti intraprendere. Il ruolo dei familiari.
h 17:00
Sezione interattiva: discussione generale sugli argomenti trattati.
h 18:00
Chiusura dei lavori.
INFORMAZIONI ULTERIORI:
forumpsichiatria.it
psichiatria-online.it
mercoledì 8 aprile 2009
Schizofrenia e Realta'
SCHIZOFRENIA E REALTA'.
La denegazione e l'idealizzazione fusionale dell'Altro.
di Laura Tussi
La schizofrenia è una patologia estremamente complessa.[1]
Da un punto di vista psicanalitico è da considerarsi una malattia reattiva, vale a dire derivata da forti traumi in età neonatale ed infantile.
La schizofrenia è anche una patologia organica, in quanto deriverebbe da una predisposizione biologica ed ereditaria, usando il condizionale perché il cervello è ancora avvolto nel mistero della ricerca medica, sempre meno incentivata e sovvenzionata attualmente, soprattutto in Italia.[2]
Alla base di un disturbo di tipo psicotico, come la schizofrenia, appunto, si pone la relazione dell'individuo con il reale, che per gli schizofrenici è, al contempo, il più grande nemico e l'elemento d'amore necessario alla propria esistenza.
I processi psicanalitici si basano sulla conoscenza dello sviluppo psichico in età infantile, per cui i problemi che si manifestano nell'esistenza, sono conseguenza di traumi subiti o meccanismi irrisolti, in una regressione ad uno stadio infantile.
La schizofrenia può essere definita, appunto, una regressione ad una fase infantile, in cui il super io si determina come psicotico.
Negli schizofrenici la sensazione di vivere separati da tutto il resto del mondo è una condizione frequente e dipende dalle circostanze e dalla pervasività della parte psicotica rispetto a quella sana. La realtà degli eventi si nasconde spesso dietro ad una facciata che mette lo schizofrenico nella posizione e condizione di rimanere solo, diventando, narcisisticamente, il centro di un mondo che egli crea con costante tenacia e in cui, suo malgrado, occupa un posto di rilievo.
Gli schizofrenici sono rinchiusi in un mondo talmente soffocante che arrivano a provare disinteresse per tutto quanto li circonda, occupando tutte le loro energie nello sforzo di non perdersi, in un conflitto infinito, continuo, ciclico e vorticante.
La catastrofe che gli schizofrenici tentano di evitare è la perdita di se stessi.
Le allucinazioni non sono il disturbo alla base della psicosi, ma una specie di condensazione attraverso cui l'io riesce a dare corpo ad una parte delle energie psichiche e libere che lo attaccano. Alla base della schizofrenia è un disastroso rapporto con la realtà, generato anche dall'elaborazione incorretta di stadi remoti dello sviluppo psichico, nella manifestazione di una patologia che risulta un sistema difensivo alienato e incomprensibile.
Vivere in ondate di panico di variabile frequenza e durata, in pene e torture inesprimibili, vivere senza averne un motivo, vivere senza essere…
La schizofrenia è un forte sistema di difesa che nasce da un conflitto, producendo stratagemmi per aggirarlo.
Il conflitto è normalmente interno e scaturisce tra le regole dell'io inconciliabili con le pulsioni dell'es, ma negli psicotici esso viene disinteriorizzato e deriva cioè dall'incompatibilità tra io e realtà esterna.
La follia sarebbe quindi una strategia atta ad evitare un brutale conflitto con una realtà inaccettabile, dove denegare significa assumere un dato, ma senza accettarlo.
Searles descrive, tra il 1956 del 1965, i meccanismi basilari che utilizzano gli psicotici per ingenerare paradossi nell'altro, come scatenare eccitazione sessuale per poi negarla altrettanto subitaneamente, impegnare l'interlocutore su registri interpersonali incompatibili, in cambiamenti repentini dell'umore e dell'affettività.
La modalità con cui lo psicotico riesce a mantenere la natura fusionale della sua relazione con l'altro è strumento di rimozione del panico e dell'angoscia.
Lo schizofrenico attua una strategia di onnipotenza narcisistica per evitare la frustrazione conflittuale, per cui l'oggetto in seno al quale nasce questo conflitto viene svuotato, reso inutile, fagocitato, isolato e posseduto con esclusività.
L'oggetto, l'altro da sé, può divenire così il nemico più temibile in quanto esistente, in quanto incombente e minaccioso, tanto da risucchiare il soggetto al suo interno, nel momento in cui provoca una frustrazione.
Il solo fatto di poter provare un'attrazione irresistibile, un amore viscerale e perverso, verso ciò che può decretare la perdita di se stessi, risulta causa scatenante dell'odio difensivo più acerrimo. L'oggetto è dunque rifiutato, ma è anche indispensabile per l'esistenza psichica, dal momento che prendendo questo oggetto reale, in maniera perversa, lo schizofrenico pretende di avere influenza su tutto il suo agire.
Uno psicotico ha necessità di negare l'autonomia dell'oggetto reale, fino a livelli di fusione con lo stesso, perché una eventuale incongruenza frustrante dimostrerebbe l'impossibilità di poter esistere nel mondo che egli ha sempre creato.
Dunque l'unico modo che si prospetti, nella patologia psicotica, di contrastare la pericolosa attrazione verso l'oggetto reale è l'imposizione di una relazione di seduzione narcisistica, che, a livello psichico e psicogenetico, nello sviluppo psichico del bambino, si riferisce alla fascinazione reciproca nella relazione precoce con la madre e con il padre.
Negli schizofrenici la paradossalità si fonda sull'esistenza di ciò che implica una realtà psichica tra soggetto, oggetto e relazione tra i due.
Il paradosso dimostra che un oggetto reale esiste poiché è capace di lasciare uno spazio vuoto.
Una persona è importante proprio nel momento in cui questa viene a mancare, mentre agli schizofrenici questo meccanismo serve per dimostrare che tale persona esiste.
Essi sentono già la mancanza di colui che vive con loro, così è sicuro che ci sia sempre.
Lo schizofrenico non sopporta l'assenza e la separazione e il suo immaginare l'assenza gli crea una forte angoscia e un profondo sentimento di disperazione acuta.
Per lo schizofrenico la critica e la frustrazione vengono vissute come un attacco totale e radicale, non soltanto alla prestazione particolare, ma all'intero funzionamento del soggetto, che presenta una estrema fragilità e precarietà del senso d'identità nella continua esigenza di conferme, dimostrando un'estrema vulnerabilità alla frustrazione, che può far cadere il soggetto in un baratro di angoscia e in acuti scompensi psichici.
La ricerca della grandiosità attraverso la fusione con un oggetto idealizzato può raggiungere un culmine oltre il quale l'oggetto da idealizzato diviene persecutorio e temibile.
Quindi la paranoia ha una sua iniziale seduzione che è data dalla piacevolezza della grandiosità che si può tramutare in un baratro ostile di angoscia e disperazione.
In condizioni di benessere, lo schizofrenico sente amore per l'altro da sé, per il pari, in un tipo di relazione di scambio paritario, a volte molto creativa e produttiva.
Quando lo psicotico riceve critiche e osservazioni che risuonano soggettivamente frustranti, avverte un attacco alla personale identità, sentendo un senso di frammentazione identitaria interiore e personale che lo fa precipitare in un baratro di angoscia e disperazione acute, a cui tenta di reagire con la ricerca della fusione affettiva e sessuale con figure idealizzate e di riferimento.
In tali condizioni il rapporto con un pari perde di valore, mentre la fusione con un oggetto idealizzato compensa e appaga la svalutazione e la frammentazione identitarie.
Le relazioni che viviamo quotidianamente possono ingenerare reazioni di tipo schizofrenico, quando l'altro si pone in atteggiamenti sconfessanti e atteggiamenti frustranti nei confronti del soggetto.
Il dialogo maturo presuppone l'accoglienza dell'altro, il reciproco riconoscimento e l'interscambio costruttivo di idee, opinioni e punti di vista rispetto agli eventi della realtà.
Accogliere l'altro da sé, presuppone un atteggiamento di dialogo costruttivo che riconosca le diversità e le molteplici e di implicite differenze dell'alterità, dove non occorre dimenticare e denegare in modalità schizofreniche il rifiuto, l'assenza la negazione che l'altro esercita sul soggetto, ma riconoscere le reciproche scelte e posizioni relazionali.
laura tussi <tussi.laura@tiscali.it>
[1] Racamier P.C., Gli schizofrenici, Cortina Raffaello, 1983
[2] Con il contributo di Orlandini A., Prefazione a "Violazioni del setting", Raffaello Cortina, 1999
martedì 24 febbraio 2009
La Follia e' una Condizione Umana
"La follia è una condizione umana.
In noi la follia esiste ed è presente come lo è la ragione.
Il problema è che la società, per dirsi civile, dovrebbe accettare tanto la ragione quanto la follia, invece incarica una scienza, la psichiatria, di tradurre la follia in malattia allo scopo di eliminarla.
Il manicomio ha qui la sua ragion d'essere"
Franco Basaglia
Che ne pensi?
laura tussi
POLITICHE E SERVIZI PER LA SALUTE MENTALE.
Il complesso lavoro dell'analisi di gruppo
di LAURA TUSSI
"La follia è una condizione umana.
In noi la follia esiste ed è presente come lo è la ragione.
Il problema è che la società, per dirsi civile, dovrebbe accettare tanto la ragione quanto la follia, invece incarica una scienza, la psichiatria, di tradurre la follia in malattia allo scopo di eliminarla.
Il manicomio ha qui la sua ragion d'essere"
Franco Basaglia
La legge 180, Accertamenti e trattamenti sanitari volontari e obbligatori, del 13 maggio 1978, meglio nota come legge Basaglia (dal suo promotore in ambito psichiatrico, Franco Basaglia) è una nota e importante legge quadro che impose la chiusura dei manicomi e regolamentò il trattamento sanitario obbligatorio, istituendo i servizi di igiene mentale pubblici.
Successivamente la legge confluì nella legge 833/78 del 23 dicembre 1978, che istituì il Servizio Sanitario Nazionale.
La legge fu una vera e propria rivoluzione culturale e medica, basata sulle nuove e più "umane" concezioni psichiatriche, promosse e sperimentate in Italia da Franco Basaglia.
Prima di allora i manicomi erano poco più che luoghi di contenimento fisico, dove si applicava ogni metodo di contenzione e pesanti terapie farmacologiche e invasive, o la terapia elettroconvulsivante (che per alcuni casi viene tuttora utilizzata).
Le intenzioni della legge 180 erano quelle di ridurre le terapie farmacologiche ed il contenimento fisico, instaurando rapporti umani rinnovati con il personale e la società, riconoscendo appieno i diritti e la necessità di una vita di qualità dei pazienti, seguiti e curati da ambulatori territoriali.
Le discipline psicologiche e psichiatriche si basano su presupposti e modelli teorici, come lo sviluppo della personalità, la relazione tra i rapporti famigliari e gli scompensi clinici, le fluttuanti delimitazioni fra normalità e disturbi nevrotici e psicotici che si verificano per fattori biologici, psicologici, sociali.
Il DSM Diagnostic Statistical Manual of Mental definisce l'omosessualità come deviazione sessuale e nel 1974 i membri della commissione stabilirono di togliere l'omosessualità dalle patologie, dimostrando la relatività dei giudizi psichiatrici e l'incertezza delle diagnosi.
La ricerca di Harris dimostra l'influenza dei fattori sociali sulle situazioni patologiche che interagiscono nella genesi delle depressioni, delle psicosi e delle schizofrenie, come elementi di vulnerabilità e agenti causali, quali separazioni, perdite e delusioni. Warner individua variabili che incidono sulla patologia schizofrenica, come lo stress economico e la disoccupazione e indica fattori protettivi per rendere le psicosi più accolte nella società, fornendo al paziente un posto di lavoro, trattando la malattia nel setting psicoanalitico, con supporto clinico e psicologico.
Ciompi individua un modello esplicativo della schizofrenia con fasi premorbose, acuti scompensi psicotici ed un'evoluzione della patologia a lunga scadenza.
Con questo modello, la schizofrenia viene concepita come un processo nosografico intermittente e non come disordine cronico, per cui anche l'etnopsichiatria si è occupata delle variabili culturali nel manifestarsi della patologia.
Il paziente schizofrenico vive intensi momenti e piene fasi di lucidità estremamente creativi e produttivi, in cui il disagio mentale viene vissuto come risorsa e ricchezza valoriale e creativa, dove anche , grazie ai progressi della farmacologia, le estreme condizioni di sofferenza individuale ed esistenziale sono contenute e controllate, tramite la somministrazione dosata dei nuovi ritrovati farmacologici che spaziano dai neurolettici, agli antipsicotici, come l'aloperidolo.
Per evitare gli effetti collaterali tipici degli antipsicotici tradizionali, i ricercatori hanno sviluppato, negli ultimi anni, una serie di nuovi farmaci neurolettici con azione più specifica e selettiva sul sistema dopaminergico.
La clozapina (Leponex) è stato il primo farmaco classificato fra gli "atipici", grazie ai suoi scarsi effetti collaterali extra-piramidali (rigidità, parkinsonismo, ecc.).
La olanzapina (Zyprexa) rappresenta una delle ultime scoperte indirizzate a scopi antipsicotici.
Saraceno individua fattori macrosociali, differenze culturali, eventi esterni, condizioni socioeconomiche e contesti microsociali e familiari che influenzano la multidimensionalità della patologia, come segnale psichico di conflitti interni, di fenomeni di devianza e di grande e grave sofferenza individuale e scompenso psichico, fisico ed esistenziale.
La teoria psichiatrica moderna si costituisce con la caduta dell'interpretazione magica e religiosa della follia.
Piro individua diversi periodi di considerazione della psichiatria: il periodo conservatore, di modernizzazione, di mutamento e di difficile riforma come gli anni 80 e 90.
Gli anni 60 vedono un clima politico e culturale nuovo, con proposte riformistiche, nella lotta antiistituzionale con il progetto di settorializzazione psichiatrica al fine di accogliere i malati in una certa parte del territorio con dispensari, ambulatori, istituti intermedi, favorendo il decentramento territoriale al fine di agevolare l'inserimento e l'integrazione del paziente nel tessuto sociocomunitario, abolendo la funzione istituzionale, repressiva e restrittiva, del manicomio, proponendo invece la cura e l'igiene mentale in un'ottica sociale più ampia, dove il diverso deve essere accolto dalla comunità e dalla società, assumendo come presupposto la "follia" quale imprescindibile condizione umana e ricchezza creativa e valoriale e abolendo il grave stato di sofferenza traumatica dell'individuo al presentarsi dei sintomi gravi delle malattie mentali.
Jones auspica l'organizzazione di comunità terapeutiche per sostituire alla gestione violenta del manicomio, una pratica sociocomunitaria, con l'eliminazione di rapporti autoritari, per lo sviluppo della comunicazione e della risocializzazione del malato psichiatrico.
Tale prospettiva vede un'applicazione pratica con gruppi psichiatrici intorno alla figura di Basaglia.
La riflessione sulla gestione concreta del malato è messa in discussione da differenti culture e approcci medici e terapeutici come per esempio l'antipsichiatria di Laing.
Il tema dell'istituzionalizzazione pone all'attenzione pubblica le considerazioni sul complesso dei danni psichici inferti al paziente per il lungo soggiorno coatto nelle istituzioni, con principi di autoritarismo e coercizione, che inducono nel degente una progressiva perdita di interessi, in un processo di repressione, regressione e restringimento della personalità che ingenera vuoto emozionale ed esistenziale.
La tesi di Basaglia si fonda sul presupposto che l'istituzione manicomiale deforma la malattia mentale, la nasconde e impedisce la presa di visione e di considerazione del problema sociale e istituzionale.
L'introduzione dei neurolettici e degli antipsicotici, come il Serenase e l'Haldol, crea negli ospedali un'azione di recupero del rapporto e della relazione basati sulla narrazione e l'analisi delle storie di vita da parte degli psicoterapeuti e degli psicanalisti, perché tali sostanze inibiscono e tengono a bada le fasi allucinatorie e deliranti delle psicosi e di conseguenza inibiscono e controllano le gravi condizioni di sofferenza esistenziale e di scompenso psicomotorio del paziente.
Tale processo e progresso medico e farmacologico si manifesta come un imprescindibile supporto all'ipotesi organizzativa moderna, come punto di riferimento della Organizzazione Mondiale della Sanità OMS.
Partendo dalla psichiatria, viene ripensata la categoria socioculturale dell'esclusione, per la cura del malato che si attua nella paura, nella repressione e occorre invece la riconquista della libertà, nella tutela del degente, nella difesa dell'integrazione e dell'accoglienza del diverso nella comunità e nella collettività, in un processo collettivo di integrazione e inserimento sociocomunitario del paziente.
La legge 180 contiene la legittimazione giuridica dell'umanesimo psichiatrico di Basaglia.
I principi della legge considerano la malattia mentale inclusa in una rete di servizi territoriali, ambulatoriali e ospedalieri, come i centri psicosociali di cura e assistenza. La legge 180 prevede l'assistenza psichiatrica come parte del Sistema Sanitario Nazionale SSN, la chiusura dei manicomi e l'organizzazione di decentramento della cura e dell'assistenza a livello territoriale, in servizi psichiatrici dislocati e decentrati nel tessuto sociocomunitario, nell'ambito del territorio.
Con la riforma psichiatrica prevista dalla legge 180, il ricovero del malato è volontario e non più obbligatorio e coercitivo e si intravede una nuova fase per lo sviluppo dei servizi di cura e assistenza con reti di servizi psichiatrici che prevedono dipartimenti per la salute mentale, lo sviluppo della riabilitazione psichiatrica, la regolamentazione dei processi per la chiusura degli ospedali psichiatrici stessi.
È presente una classificazione dei servizi per la salute mentale secondo modelli tipici: servizi forti, ospedali psichiatrici, servizi deboli e servizi con forte caratterizzazione organizzativa, con tecniche intervento sistemico, psicodinamico e farmacologico. Sussistono diversi sistemi organizzativi del sistema psichiatrico, come il dipartimento di salute mentale, il sistema dipartimentale con reti di servizi, i centri di salute mentale con collegamenti ai servizi sanitari e sociali, i servizi psichiatrici di diagnosi e cura, le strutture semiresidenziali come i day hospital, i centri diurni e le strutture residenziali.
Nel 1994 il governo Ciampi ha approvato un progetto/obiettivo di tipo nazionale riguardante la tutela della salute mentale con l'apertura presso le ASL di reti di strutture territoriali psichiatriche, residenziali e semiresidenziali con operatori dalle comprovate competenze professionali, nella concezione complessiva di superamento della struttura dell'ospedale psichiatrico, dell'istituzione a regime coatto e repressivo, fondata invece sul concetto di esclusione e di separazione del malato dalla società, dove si escludeva il principio di integrazione della diversità nel tessuto sociale.
L'analisi di gruppo
Nell'analisi di gruppo subentrano elementi concomitanti, le persone, le relazioni interpersonali e il rapporto tra le persone e il gruppo.
Nell'analisi di gruppo è posta enfasi sulle relazioni di transfert individuali, come la risonanza, l'effetto a specchio con ripercussioni sulla fantasia e i sentimenti.
La catena associativa gruppale è il modo in cui vengono espresse le fantasie dei singoli nel gruppo, con fenomeni transpersonali che si evolvono nell'atmosfera gruppale, nella sinestesia di vissuti, emozioni e sensazioni tra i partecipanti.
Nello stato gruppale nascente si evolve una fenomenologia che manifesta attesa messianica e illusione gruppale e collettiva che risponde ad un desiderio di sicurezza e di preservazione dell'unità individuale che sfocia in fenomeni di narcisismo gruppale con eventi di depersonalizzazione, derealizzazione e di individualizzazione, ossia perdita dei confini del sè e cambiamento, in una condizione di transito verso altre fasi.
La funzione alfa consiste nella capacità dell'analista di recepire le comunicazioni preverbali e verbali del paziente, con competenze di ricezione in attività di elaborazione.
Lo spazio comune del gruppo risulta dal superamento dello stato gruppale nascente allo stadio di gruppo come soggetto collettivo, con uno spazio e tempo, e ambito mentale relazionale, legato al sentimento di appartenenza.
Animare l'identità del gruppo significa collegare il processo gruppale con la sua base affettiva, evitando l'istituzionalizzazione e la sclerotizzazione collettiva.
La diade paziente e terapeuta genera un campo bipersonale con diversi livelli.
Il setting di transazione verbale presenta fantasie inconsce bipersonali e multipersonali, in un gioco incrociato di identificazioni proiettive che coinvolgono i membri del gruppo e l'analista stesso.
Il campo dello stato mentale consiste in un sistema complesso di fantasie, emozioni e idee, in un sistema di sincronicità e interdipendenza.
La semiosfera è l'ambito della determinazione di senso di ciò che accade nel gruppo come continuum ed insieme di sistemi elaborativi di senso.
La semiosfera è il corrispettivo a livello semiotico dell'unità del gruppo e della comune area sensoriale ed emotiva, come spazio comune del gruppo stesso.
La semiosfera è un insieme di sistemi di autorappresentazione e determinazione all'interno del gruppo come un continuum semiotico o semeiotico in cui operano sistemi gruppali.
Nel 1970 Bion intuisce un collegamento stretto tra cervello, brain e mente, mind. Secondo Bion il cervello inizialmente, nel processo di evoluzione umana, svolge compiti diversi e successivamente si è adattato ad albergare i pensieri.
L'onere di pensare i pensieri.
Questa operazione ingenera angoscia di contenuti e provoca il distacco dal gruppo. Infatti con l'onere del pensiero, l'individuo animale si trova solo.
Questo suggella il passaggio dal cervello come il proprio cervello, al cervello come mind, mente, ossia contenitore ed elaboratore di pensieri.
Secondo Bion non sussiste distinzione tra cognitivo e affettivo.
Il pensiero è affetto.
Si presenta una differenziazione tra pensiero tecnologico e pensiero con responsabilità di pensiero, in fase operativa ed operatoria.
I pensieri hanno la capacità di promuovere lo sviluppo della mente con emozioni, comunicazioni, sentimenti ed esperienze.
Le caratteristiche del pensiero di gruppo non sono la somma di qualità individuali, ma la complessità di fattori del collettivo come entità pensante, del pensare insieme.
La funzione terapeutica del pensiero di gruppo consiste nella capacità di metabolizzare l'ansia e l'angoscia.
Il gruppo disintossica la mente dell'individuo dalle tensioni, con la funzione di metabolizzare l'angoscia.
Nel 1981 Corrao definisce la funzione gamma simile alla funzione alfa con la capacità di pensiero del gruppo di metabolizzare le emozioni, le tensioni e gli elementi sensoriali.
Laura Tussi
domenica 26 ottobre 2008
La scoperta dell'inconscio
LA SCOPERTA DELL'INCONSCIO.
Percorso di studio da Freud a Jung
di LAURA TUSSI
La vita di Freud fu un'ascesa sociale dalla piccola all'alta borghesia che lo portò a curare pazienti degli ambienti sociali più elevati. La sua attività condusse alla nascita di diverse scuole con una dottrina ufficiale e all'utilizzo di una innovativa psichiatria di tipo dinamico, paragonabile, come portata culturale, alla rivoluzione copernicana e darwiniana. Freud morì esule a Londra, in seguito all'emanazione delle leggi razziali del 1938 in Austria, dove viene commemorato come simbolo della lotta per la libertà contro l'oppressione fascista. In Austria, a Vienna, dove visse Freud sussisteva una politica di assimilazione degli ebrei contrapposta all'antisemitismo dilagante. Gli ebrei avevano un'ideologia patriarcale con la supremazia del capo famiglia, la subordinazione della donna e i costumi puritani che incisero molto nello sviluppo del pensiero freudiano.
Freud intrattenne molteplici scambi epistolari con Charcot e Fliess che si occupavano di nevrosi e approfondì i suoi studi sulla cocaina per cui fu accusato di aver scatenato la cocainomania, ossia il terzo flagello dell'umanità insieme all'alcolismo e al morfinismo.
Freud fu affetto da una nevrosi che si manifestava in una "malattia creativa" che risolse dopo la pubblicazione nel 1900 de L'interpretazione dei sogni, un'autobiografia in maschera di elevata qualità letteraria. Freud durante il periodo creativo della sua nevrosi ebbe l'impressione di aver attraversato un momento di isolamento nella sua vita in un mondo ostile, come dimostrano diversi epistolari e documenti del tempo.
Nel 1910 fonda l'Associazione Psicanalitica Iinternazionale che vide parecchie defezioni di suoi allievi da Adler a Jung. Anna O. è lo pseudonimo della Pappenheim, una paziente di Freud che presentava una forte instabilità emotiva in una fase di psicosi manifesta, in seguito al trauma della morte del padre, per cui ottenne un soggiorno terapeutico nella casa di cura di Bellevue. Freud non considera il trauma come patogeno, ma intende come patogena la rappresentazione o l'idea del trauma, sviluppando da questi studi il concetto di difesa, nel dimenticare ricordi o idee penose, per cui utilizzò il metodo delle libere associazioni, (ricavato da L'interpretazione dei sogni) dove individuò nei suoi pazienti delle "resistenze", ossia momenti di inibizione e traslazione, come la proiezione sul terapeuta della figura paterna.
Nel 1905 pubblicò Tre saggi sulla teoria sessuale, per cui individuò nei nevrotici la rimozione dell'impulso sessuale, una sessualità perversa, una sessualità infantile con la localizzazione dell'impulso nelle zone erogene nelle fasi orale, genitale e fallica. Da queste analisi individuò la teoria della libido, del complesso edipico, del simbolismo sessuale e del romanzo famigliare.
La metapsicologia freudiana è un sistema per descrivere i fatti psicologici da un punto di vista topico (inconsio, preconscio e conscio), dinamico (le forze psichiche entrano in conflitto) ed economico ( principio di piacere e dispiacere).
Nel 1920 pubblica Al di la del principio di piacere in cui individua il fenomeno della coazione a ripetere, con la ripetizione traslata, da parte del paziente, di episodi spiacevoli. Come per Schopenauer, anche per Freud, la vita dell'uomo risulta dominata da due principi che classifica nelle pulsioni di eros (pulsioni libidiche) e pulsioni di morte (thanatos). Dalla prima topica, ossia dalle dimensioni del conscio, preconscio e inconscio, individua tre stati psichici o istanze: l'IO, l'ES e il SUPERIO. L'Io è un'organizzazione coordinata dei processi mentali, nella parte conscia e inconscia che costituiscono la morale. L'Es è sede del materiale rimosso e delle pulsioni dell'inconscio in cui risiede l'amoralità. Il SuperIo è l'istanza punitiva e giudicante, fonte di sentimenti sociali e religiosi, con la funzione di introiezione della figura paterna per superare il complesso edipico e costituisce l'ipermoralità.
Al 1895 risalgono gli Studi sull'isteria in un adattamento del metodo catartico di Breuer, dove Freud sviluppa i concetti di resistenza, traslazione e controtraslazione.
Freud sostiene che la psicanalisi considera la religione come un sintomo nevrotico. In Totem e Tabù del 1912 individua l'origine della religione e della civiltà con il collegamento tra complesso edipico e preistoria dell'umanità, citando studi di etnografia di Lang e Frazer che riconoscono l'orrore dell'incesto nei popoli primitivi, come nei nevrotici.
Nel 1921 con la Psicologia delle masse e l'analisi dell'Io, Freud sostiene che la libido unisce l'individuo al leader capo. Al 1929 risale il saggio Il disagio della civiltà in cui Freud sostiene la presenza di una nevrosi sociale per cui se vengono imposti limiti alle pulsioni sessuali la comunità risulta forte e unita, ma così si determina un conflitto tra le pulsioni libidiche represse e le richieste della società e della civiltà.
Jung, allievo dissidente di Freud, fonda la psicologia analitica, fondata sulla psichiatria di stampo romantico e sulla filosofia della natura e che come la psicanalisi freudiana risulta un prodotto del romanticismo, del positivismo, dello scientismo e del darwinismo. Jung nasce in Svizzera nel 1875 in una famiglia di ceto medio e la sua vita manifesta una riuscita affermazione sociale. Jung non accetta la teoria del complesso edipico e della libido di Freud. Nella casa di cura Burgholzli, Jung sperimenta il metodo del reattivo dell'associazione verbale, in cui il tempo di reazione delle associazioni verbali viene scientificamente misurato. Nei deliri dei degenti psicotici, Jung trova dei simboli universali: i cosiddetti archetipi. L'individuazione consiste in un progressivo sviluppo dall'inconscio al conscio, dall'Io al Sé, in cui si attua l'unificazione della personalità che originariamente nell'infanzia dell'individuo si manifesta nell'inconscio indifferenziato, come nella storia dei popoli e dei miti primitivi, e in seguito l'Io diviene cosciente. Jung utilizza i miti per comprendere i sogni e le fantasie dei pazienti. Infatti secondo Jung la libido freudiana è un'energia psichica che si esprime mediante simboli, ossia archetipi e il naturale sviluppo della libido si arresta per delle difficoltà e frustrazioni attuali che riattivano conflitti e complessi passati.
Nel 1921 è la volta del saggio Tipi psicologici, sistema di psichiatria dinamica attraverso l'applicazione di una mitologia comparata tra differenti tipologie religiose (buddismo, induismo, mitologia greca e cristianesimo) con l'interesse per i padri della chiesa, la storia delle religioni, lo studio degli gnostici (che si proponevano di sostituire alla fede la conoscenza), dei poemi classici, delle opere etnologiche: infatti l'Inconscio, in accezione junghiana, è la sede delle immagini primordiali, degli archetipi, ossia i simboli universali compresenti sia nei miti e nei sogni e nelle religioni dei popoli primitivi, sia nei deliri degli psicotici. La struttura della psiche umana, secondo Jung, risulta composta da un Io e da subpersonalità in relazione con l'istanza dell'Io, come la persona, l'anima, l'ombra, l'archetipo dello spirito e il Sé. La persona rappresenta una maschera sociale, infatti in latino il termine persona indica la maschera teatrale. L'ombra sono le caratteristiche personali che l'individuo nasconde agli altri e a se stesso. L'animus è una pluralità di figure maschili, per esempio il padre, contrapposta all'archetipo dello spirito, ossia il vecchio saggio e la magna mater. Il Sé identifica l'archetipo principale, l'inconscio, il centro della personalità, come totalità psichica, nell'unione tra conscio e inconscio.
Il processo di individuazione consiste nella successione esistenziale di passaggi, di eventi e crisi che conducono alla maturità, come i riti di iniziazione dei popoli primitivi. Sono passaggi di carattere esistenziale, metamorfosi nella vita umana, svolte dell'esistenza, come per esempio il matrimonio e la generatività. All'interno delle manifestazioni psicotiche si evidenzia un meccanismo mentale chiamato enantiodromia, un ritorno all'opposto, come autoregolazione dei processi mentali, esemplificato nella Divina Commedia nel viaggio di Dante dagli inferi, ossia dal basso, fino al paradiso, ossia l'alto, in una contrapposizione tra dimensioni opposte nei processi psichici, quale coniunctio oppositorum. L'enantiodromia è un capovolgimento, una regressione, sia all'interno della malattia creativa di carattere nevrotico, sia nella terapia sintetico ermeneutica di concezione junghiana. I sistemi di Freud e di Jung sono simili perché derivano entrambi dal superamento di un periodo produttivo e creativo, dall'evoluzione di una "malattia creativa" di carattere nevrotico o psicotico che contraddistingue in termini trasversali tutte le fasi del disagio psichico sia nevrotico che psicotico, dunque malattia creativa che viene tradotta in metodologia psicoterapeutica, partendo da un'esperienza individuale e autobiografica.
La psicoterapia consiste in un procedimento dialettico, nel confronto tra due persone nel trattamento individuale, in cui il terapeuta è compartecipe di un processo di sviluppo individuale. Il procedimento dialettico permette la possibilità di interpretare in modi vari i contenuti simbolici. Con il rapport, la traslazione, ossia il rapporto fra terapeuta e paziente, interagiscono due sistemi psichici. Il terapeuta confida nella propria personalità, quale punto di riferimento per il paziente, al fine di attuare il processo di individuazione per cui il paziente diventerà realmente quello che già è.
La psicoterapia è una pratica per conoscere se stessi e la propria natura con il coraggio di assumersene ogni responsabilità, con la rieducazione e la trasformazione della personalità nevrotica, in cui la nevrosi risulta un difettoso sviluppo individuale che risale all'infanzia.
Freud attribuisce rilievo all'etiologia (dal greco aitia, ossia causa) delle nevrosi, per cui si ottiene e si raggiunge la guarigione quando si rendono coscienti non tanto le cause, ma le interpretazioni nevrotiche. Al contrario, Jung sostiene che il compito della psicoterapia consiste nel mutare un atteggiamento cosciente del paziente, attraverso il potere della tendenza retrospettiva. Secondo Jung, al contrario di Freud, l'inconscio non rappresenta una ricaduta nell'infantilismo. Infatti per Freud, l'inconscio è un ricettacolo del materiale rimosso, dei desideri infantili, del piacere e dell'appagamento del mondo dell'infanzia, mentre in accezione junghiana, l'inconscio rappresenta un valore per l'umanità, è la base e la condizione dell'essere coscienti, nella vita psichica primaria, nell'intreccio di condizioni archetipiche. Occorrono la retrospezione e l'introspezione per penetrare nell'inconscio collettivo al fine di scoprire il significato e il valore delle idee collettive e della personale creatività.
Quindi Jung supera il concetto negativo dell'incoscio, il pessimismo freudiano, in quanto per Jung l'inconscio è creatività nella psiche collettiva, nella matrice dello spirito umano, nell'anima dell'umanità. Lo scopo della psicoterapia consiste nell'attivare un processo di sviluppo delle potenzialità creative del paziente, per cui la fantasia creativa e l'immaginazione si palesano e si evolvono nella fluidità del mutamento del divenire inconscio, ossia nella trasformazione e nella creazione e nell'autocreazione o autodeterminazione in cui si esplicano le tendenze simboliche e irrazionali dell'inconscio collettivo, in base ad un processo di centrazione in un processo di raggiungimento di un nuovo centro personale, di un'individuazione individuale.
La psicologia analitica di Jung (dal greco analuo ossia sciogliere) scioglie e appunto "analizza" i blocchi evolutivi, i nodi dello sviluppo e i complessi psichici. Nella psicoterapia sussistono quattro stadi: la confessione, la chiarificazione, l'educazione, e la trasformazione. Il trattamento analitico vede i suoi primordi nel prototipo della confessione religiosa, in cui la purificazione, ossia la catarsi avviene come negli antichi riti di iniziazione. Il metodo catartico tende alla piena confessione e dopo la catarsi purificativa i pazienti sono legati al terapeuta come in una dipendenza infantile. Infatti sulla figura del terapeuta è trasferita una imago paterna, attraverso il meccanismo psichico della traslazione. Il rapporto di traslazione richiede una chiarificazione che secondo Freud avviene tramite il metodo interpretativo, con una spiegazione riduttiva, che Jung rappresenta tramite l'idea del lato oscuro della natura umana, ossia l'ombra. A questo punto subentra lo stadio dell'educazione dal punto di vista sociale per un adattamento normale, che per esempio in Adler si esprime con il principio di potenza, mentre per Freud, attraverso il principio di piacere. La traslazione induce una controtraslazione o controtransfert per cui lo psicoterapeuta è anch'egli in analisi e risulta esposto alle stesse influenze trasformatrici del paziente e quindi per il terapeuta l'educazione all'autoeducazione deve puntare sul valore della propria personalità, per ottenere il cambiamento evolutivo della personalità.
Nella psicoterapia subentra la problematica degli opposti che costituisce la struttura del meccanismo psichico come tipica caratteristica della psiche umana. Gli opposti archetipici nei culti totemici e nelle varie confessioni religiose costituiscono una concezione del mondo, nell'equilibrio tra dolore e gioia attraverso la pratica psicoterapeutica. L'equilibrio tra i contenuti archetipici è il raggiungimento dello scopo della pratica psicoterapeutica. Il procedimento medico in psicoterapia consta di differenti livelli interpretativi: l'anamnesi, la diagnosi e la terapia. Attraverso l'anamnesi si ricavano i fatti storici del paziente, l'ambiente di vita perché le psiconevrosi e le psicosi sono stati di possessione di elementi di traslazione, per cui il fattore di guarigione è concentrato nella personalità dello psicoterapeuta, in rapporto con l'essere umano, il paziente, disturbato nella sua totalità e complessità, quindi la cura dell'uomo è un microcosmo psicofisiologico. La psiche e la personalità umana non risultano curabili per settori, ma nella globalità della personalità e della fisiologia dell'individuo. Il processo di individuazione consiste nel tornare all'esperienza del Sé, ossia a una presa di coscienza individuale, in cui il soggetto è alla base dello Stato e della società. La presa di coscienza dell'individualità coincide con l'unificazione di se stessi e con l'umanità di cui l'uomo è parte nella propria libertà di scelta e di autodeterminazione, in cui l'individuo è portatore di vita. Solo nel soggetto individuale la vita trova il senso ed il significato dello stare nel mondo per cui le nevrosi subentrano a causa del contrasto dell'individuo con le regole della comunità che implicano il disadattamento e il disagio esistenziale. In conclusione l'inconscio è un fenomeno collettivo, nella concordanza tra mitologemi, archetipi, per esempio fiabe, leggende, miti e religioni con simboli individuali come, sogni, fantasie, visioni, idee, deliri e allucinazioni.
Laura Tussi
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Redazione del CorrieredelWeb.it
www.CorrieredelWeb.it
domenica 8 giugno 2008
BASAGLIA, SALUTE MENTALE
POLITICHE SOCIALI E SERVIZI PER LA SALUTE MENTALE
Le discipline psicologiche costituiscono dei modelli teorici volti allo sviluppo della personalità, in un'otticadi valorizzazione delle relazioni nei rapporti famigliari, e nell'area degli scompensi clinici intesi come fluttuanti delimitazioni tra disturbi nevrotici e psicotici.
Da questa lettura sintomatologica deriva la considerazione di fattori biologici, psicologici e sociali, ossia fattori biopsicosociali che si associano al disturbo psichico. Nel Diagnostic Statistical Manual of Mental si definisce l'omosessualità come deviazione sessuale e nel 1974 i membri della commissione stabilirono di eliminare l'omosessualità dalle patologie. Questo dimostra la relatività dei giudizi psichiatrici e l'incertezza delle diagnosi.
Una ricerca di Brown Harris ha dimostrato l'influenza dei fattori sociali rispetto alle situazioni patologiche, proponendo eventi fattoriali che interagiscono nella genesi delle depressioni, come fattori di vulnerabilità, agenti causali di separazione, perdita e delusione.
Lo studio di Warner relativo alla schizofrenia riporta l'eziogenesi della patologia a cause di stress economico e disoccupazionale e indica fattori protettivi al fine di rendere le psicosi maggiormente accolte e integrabili nella società, fornendo posti di lavoro, con il trattamento della patologia nel settino terapeutico, tramite supporti clinici e psicologici.
Ciompi evidenzia un modello esplicativo della schizofrenia con fasi premorbose, periodi di acuti scompensi psicotici, in un'evoluzione a lunga scadenza. Con questo modello analitico, la schizofrenia viene concepita come una patologia intermittente e non come disordine cronico in base a studi di etnopsichiatria che si occupa di variabili culturali.
Saraceno riconsidera le proprie osservazioni analitiche in ambito schizofrenico ad una multidimensionalità della malattia riconducibile a fattori macrosociali, a differenze culturali, a eventi esterni, a condizioni socioeconomiche e a contesti microsociali ossia interfamigliari. La patologia schizofrenica presenta segnali di conflittualità, di devianza, di sofferenza individuale.
La psichiatria è cura dell'anima, dal greco antico, e la teoria psichiatrica moderna si è costituita con la caduta delle interpretazioni magico-religiose della follia. Piro individua differenti periodi nella fase evolutiva della modernizzazione psichiatrica: il periodo conservatore, la fase di modernizzazione, il mutamento e la difficile riforma degli anni '80 e'90.
Gli anni '60 vedono un clima politico e culturale nuovo con proposte riformistiche, con le rivendicazioni antiistituzionali e il progetto di settorializzazione psichiatrica, in cui si prevedeva di raccogliere i degenti in un settore, in una certa parte del territorio fornita da dispensari, da ambulatori e istituti intermedi.
Jones prospettava la costituzione di una comunità terapeutica nel sostituire alla gestione violenta del manicomio la gestione comunitaria con l'eliminazione dei rapporti autoritari, lo sviluppo della comunicazione e la risocializzazione del malato.
L'applicazione pratica di tale prospettiva avvenne con gruppi e commissioni di psichiatri intorno al ministro Basaglia. La riflessione sulla gestione concreta del malato viene messa in discussione da diverse culture medico terapeutiche come ad esempio l'antipsichiatria di Laing.
Il tema dell'istituzionalizzazione prevede la risoluzione di un complesso di danni e interferenze per il lungo soggiorno coatto, con principi di autoritarismo e coercizione, dove il degente manifesta la progressiva perdita d'interessi in un processo di regressione e restringimento dell'io, nel più acuto vuoto emozionale. La tesi di Basaglia verte sull'immagine e sull'analisi dell'istituzione manicomiale come ente che deforma la malattia mentale, nascondendola, impedendone una chiara lettura.
L'introduzione dei neurolettici crea negli ospedali un'azione di recupero in un rapporto basato sulle storie di vita, e sulle applicazioni delle metodologie autobiografiche nel recupero psichiatrico.
Tale progresso medico e farmacologico costituisce un supporto all'ipotesi organizzativa moderna quale punto di riferimento dell'Organizzazione Mondiale della Sanità.
Partendo dalla psichiatria viene ripensata la categoria socioculturale dell'esclusione, dove la cura del malato si muove nella paura, nella repressione e occorre la riconquista della libertà, della tutela, della difesa nella comunità e nella collettività.
La Legge 180 emanata dal Ministero Basaglia consiste nella legittimazione giuridica di un innovativo umanesimo psichiatrico.
I principi della legge prevedono che la malattia mentale sia gestita in una rete di servizi territoriali, ambulatoriali e ospedalieri, dove l'assistenza psichiatrica è parte del Sistema Sanitario Nazionle, in cui il malato mentale ha diritti altri, dove si prevede in primis la chiusura delle strutture manicomiali e la riorganizzazione dei servizi.
La riforma psichiatrica di Basaglia prevede una nuova fase nello sviluppo dei servizi con reti di servizi psichiatrici che includono dipartimenti per la salute mentale; lo sviluppo della riabilitazione psichiatrica; la regolamentazione dei processi di chiusura degli ex ospedali psichiatrici.
E' prevista la classificazione dei servizi per modelli tipici come servizi forti (ospedale psichiatrico), servizi a legame debole (Centri Psico Sociali), e servizi con una forte caratterizzazione organizzativa che prevede tecniche di intervento sistemico, psicodinamico, e farmacologico.
Coesistono differenti sistemi organizzativi del sistema psichiatrico quali il dipartimento di salute mentale come sistema dipartimentale con reti di servizi, centri di salute mentale con collegamento di servizi sanitari e sociali, servizi psichiatrici di diagnosi e cura, strutture semiresidenziali quali day hospital e centri diurni e strutture residenziali in collegamento con i DSM.
Nel 1994 il governo Ciampi approva il progetto obiettivo nazionale relativo alla tutela della salute mentale, in cui l'ASL consiste in una rete di strutture territoriali psichiatriche, residenziali e semiresidenziali dove vengono valorizzate le competenze professionali degli operatori, in un'ottica complessiva di superamento dell'ospedale psichiatrico tradizionale.
venerdì 6 giugno 2008
NEUROLOGO ROSARIO SORRENTINO: "DONNE PIU' SOGGETTE AD ATTACCHI DI PANICO MA PIU FORTI DI UOMINI NEL RISOLVERE PROBLEMA"
NEUROLOGO ROSARIO SORRENTINO: "DONNE PIU' SOGGETTE AD ATTACCHI DI PANICO MA PIU FORTI DI UOMINI NEL RISOLVERE PROBLEMA"
Ufficio Stampa
Ecoradio
martedì 3 giugno 2008
FIRENZE: LEGGE 180 TRENT'ANNI
SOCIETA' TOSCANA DI PSICHIATRIA DEMOCRATICA
SOCIETA' ITALIANA DI PSICOTERAPIA CONCRETA
LEGGE 180
TRENT'ANNI
giovedì 12 giugno alle 21
Presso l'Ex OP San Salvi, sede di Chille de la Balanza
Via San Salvi 12 FIRENZE
partecipano:
SANDRO RICCI Università di Verona
MAURIZIO FERRARA Università di Firenze
CESARE BONDIOLI Arezzo
SANDRA ROGIALLI Firenze
coordina PAOLO TRANCHINA
DURANTE L'INCONTRO SARA' PRESENTATO IL TESTO:
LEGGE 180 XXX ANNO
A cura di Paolo Tranchina e Maria Pia Teodori
Fogli d'informazione n. 5-6 Numero Monografico
gennaio-giugno 2008 Pagine 256 – 53 interventi - Euro 25
(Abbonamenti: individuale E. 30, istituzioni E. 60, da inviare sul CCP 81552713 intestato a DBA Firenze)
Per info:
lunedì 2 giugno 2008
Attacchi di Panico – Agorafobia: un corso per chi soffre del disturbo
Dr. Giuseppe Ruffolo, Medico-Chirurgo con specializzazione in Psichiatria
Data
Domenica, 21 Settembre 2008
Sede
Aula IBS - Pisa
Costo
Il corso ha un costo per partecipante di € 250,00. Tale importo potrà essere versato, mediante assegno bancario, direttamente in sede, al momento della registrazione dei partecipanti; verrà subito rilasciata fattura fiscale (sarà necessario fornire il proprio codice fiscale).
Richiesta di informazioni
Inviare una mail all’indirizzo info@psichiatria-online.it
Modalità e termini per l’iscrizione
Il corso prevede un massimo di 10 partecipanti. Coloro i quali desiderassero iscriversi potranno farne richiesta entro Lunedì 1 Settembre 2008 mediante l’invio di una e-mail all’indirizzo info@psichiatria-online.it. Sarà necessario:
1) inserire nel campo Oggetto della mail la dicitura “iscrizione al corso”;
2) fornire le proprie generalità;
3) fornire un recapito telefonico utile nel caso si rendessero necessarie comunicazioni urgenti aventi per oggetto lo svolgimento del
corso suddetto. L’invio della mail comporterà implicitamente l’autorizzazione al trattamento dei dati personali ai sensi del D.Lgs. 196/2003 per finalità strettamente connesse alla gestione dell’evento in oggetto.
IL PROGRAMMA DEL CORSO
Domenica 21 Settembre 2008 - mattino
h 8:45
Registrazione dei partecipanti e disbrigo delle pratiche amministrative
h 9:15
Modulo 1 – Ansia, panico ed agorafobia
La natura dell’ansia: ansia “utile”, come reazione a pericoli reali ed ansia “patologica”, come reazione a falsi pericoli.
Come si sviluppano gli attacchi di panico (“perché ho dei falsi allarmi?”).
Qual è il ruolo dell’ereditarietà e del temperamento nello sviluppo del disturbo da panico - agorafobia?
L’ansia anticipatoria e l’evitamento agorafobico: cosa sono, come si generano e quali sono le loro conseguenze?
La multiformità delle manifestazioni cliniche del panico e lo sviluppo delle tematiche ipocondriache (“perché ho paura di avere una malattia fisica”?).
Modulo 2 – La respirazione
La respirazione eccessiva (iperventilazione): i diversi tipi e le modalità per il suo riconoscimento.
Respirazione lenta: la sua importanza terapeutica e le principali tecniche per la messa in pratica.
Il diario della frequenza del respiro.
Modulo 3 – Il rilassamento
Imparare a riconoscere la tensione ed imparare a rilassarsi.
I principali esercizi di rilassamento.
h 12:15
Discussione generale sugli argomenti trattati
h 13:00
Pausa
Domenica 21 Settembre 2008 - pomeriggio
h 14:00
Modulo 4 – L’esposizione
Come si genera l’evitamento agorafobico?
In cosa consistono l’esposizione “in vivo” e quella “in immaginazione”?
Come realizzare un programma di esposizione e come metterlo in pratica.
Modulo 5 – Pensiero funzionale e disfunzionale
Come riconoscere i pensieri che danno origine e mantengono l’ansia e come imparare a controllarli.
Tecniche per respingere i pensieri ansiogeni disfunzionali e per sostituirli con pensieri funzionali.
Modulo 6 – I farmaci impiegati nel trattamento del disturbo da panico – agorafobia
Gli antidepressivi (serotoninergici, triciclici etc.), gli ansiolitici (benzodiazepine) ed “altri” farmaci (stabilizzanti dell’umore etc.)
I meccanismi d’azione
Gli effetti collaterali principali
Le controindicazioni
Il problema della “sindrome da dipendenza” da benzodiazepine (ansiolitici)
Per quanto tempo è necessario continuare una terapia farmacologica?
h 17:00
Discussione generale sugli argomenti trattati e chiusura dei lavori
Links:
www.forumpsichiatria.it
www.psichiatria-online.it
domenica 25 maggio 2008
Psichiatria: NON LEGARE PIU'. EUROPA SENZA MANICOMI
L'OBBLIGO DI NON DIMENTICARE
NON LEGARE PIU' IN UNA EUROPA SENZA MANICOMI
Roma 13-14 maggio 2008
Il Convengo Europeo di Psichiatria Democratica (L'obbligo di non dimenticare. Non legare più in una Europa senza manicomi, Roma 13-14 maggio 2008) è stato particolarmente interessante sia per la qualità degli interventi che per la loro quantità, e per il contributo significativo dei relatori stranieri.
PRIMA GIORNATA
Emilio Lupo ha chiesto che l'istanza del titolo: una Europa senza manicomi, una Europa senza strumenti di contenzione, sia esteso a tutto il mondo.
Il vero manicomio è la medicina
Rocco Canosa ha sostenuto che la legge 180 è entrata nell'assistenza sanitaria perché il vero manicomio è la medicina che rende difficilmente riconoscibile la miseria nascosta dietro il sintomo. Esiste una nuova marginalità diffusa che fa sì che la domanda di ogni persona con svantaggio sociale non arrivi ai servizi se non come controllo e emarginazione. Le gravi difficoltà di integrazione producono cronicità, processi espulsivi. I CSM rischiano di essere ambulatorietti, le strutture alternative luoghi nei quali si sa quando si entra ma non si sa mai quando si esce. Le scelte sono fatte dell'alto, le regole sono rigide. E' necessario riprendere l'attraversamento istituzionale per distruggere l'ordinamento disciplinare. Altrimenti faremo sempre più i conti con la residualità della psichiatria, con il suo rifiuto della storia e della soggettività. La medicina espelle come sempre la questione sociale. La gestione dei problemi psichiatrici avviene sempre più in SPDC chiusi dove si legano i pazienti, come negli Ospedali psichiatrici. Bisogna analizzare attentamente come funziona il circuito psichiatrico cercando di impedire che accresca lo stigma. La storia di Psichiatria Democratica è basata su processi di amicizia e di lotte, per questo dura da 35 anni.
La salute non si vende: ripartire dai diritti civili
Giovani Berlinguer: La legge 180 è stata varata in uno dei periodi più fertili della politica italiana, dalla metà degli anni '60 alla fine degli anni '80. In questo periodo si sono prodotte leggi fondamentali sui diritto dei lavoratori, la legge sull'aborto, il Servizio Sanitari Nazionale, e ci sono state lotte dei lavoratori per sostenerle. Ci sono stati scioperi generali per difendere lo slogan "La salute non si vende" contro la monetizzazione del rischio. Anche l'OMS ha riconosciuto, dal 2001, l'importanza delle esperienze italiane, cosa continuata col Libro Verde del 2006. In un articolo del Trattato di Lisbona si parte dal principio di sussidiarità. Le istituzioni superiori non devono fare quello che fanno le istituzioni inferiori. Si è anche sostenuto che non si devono omologare i sistemi sanitari perché molti governi vogliono fare da sè, mantenendo gli aspetti reclusori della psichiatria. Bisogna ripartire dai diritti civili. Bisogna stabilire che la cura è un diritto civile e creare un "Habeas corpus" per chi soffre di disturbi psichici. In Italia è già pronta una legge della destra che tende a chiudere i ponti tra strutture sanitarie e territorio. Bisogna aprire nuove sedi e nuove strade. Bisogna rendere più fluida l'ideologia di Psichiatria Democratica. Leggo che la genetica non deve entrarci, come se fosse obbligatorio passare dalla genetica all'eugenetica. Non tutti gli ospedali vanno decostruiti. E' necessario puntare molto sulla questione sociale. Ci sono sempre più possibilità di cura, ma sempre meno accessibilità. Povertà mentale, iniqua distribuzione dei saperi: la tendenza è medicalizzare sempre più la salute mentale attraverso diagnosi che investono sempre più anche i bambini. Se un bambino non è iperattivo, che bambino è?
Secondo le statistiche i malati gravi sono 1 su 4. Ci sono quindi 2 milioni e 200.000 ammalati mentali gravi. In Europa (500 milioni di abitanti) ci sarebbero 93 milioni di malati gravi. Bisogna opporsi alla tendenza a medicalizzare la vita e a distruggere la voglia di partecipazione.
La paura è usata per abolire diritti sanciti. Non si può essere cittadini per ceto
Roberto Musacchio: La perdita di produttività dovuta alle malattie mentali è alta. Siamo di fronte a un consumo abnorme di farmaci. A livello europeo abbiamo lavorato molto sul concetto di Diritti Civili. C'è stata una proposta di lotta allo stigma. Occupandoci di "Sanità trasformata" abbiamo stabilito il diritto del cittadino a farsi curare dove vuole. Il problema è che è la società a essere sofferente per il passaggio dalla civiltà contadina a quella industriale, dalla società statuale a quella globale. I problemi sono legati al fatto che stiamo passando da una società che ha cercato di promuovere una idea di sicurezza, a una società sicuritaria si cui agisce la politica. Il sicuritarismo è un cancro che mina due secoli di lotte. Si basa sulla paura usata per modificare globalmente i diritti sanciti in Italia. L'talia è la nazione più americanizzata dell'Europa. Discriminare Rumeni e Rom, che sono cittadini europei, è antieuropeo. Non si può essere cittadini per ceto, perché così i poveri sono fuori dalla cittadinanza. Questo è pre-illuministico. Abbiamo costruito la paura dello straniero, ma nelle nostre case gli stranieri fanno lavori domestici, accudiscono gli anziani e i malati, in fabbrica sono indispensabili. Se si ha paura di chi si ha bisogno si rischia di creare mostri. Per censo o pericolosità si cerca di escludere, limitare la cittadinanza europea. La libertà va intesa come terapia anche per la società. La battaglia di chiudere i manicomi è la battaglia di non trasformare l'Europa in un manicomio.
Vietare la contenzione fisica
Lorenzo Toresini: Bisogna arrivare a vietare la contenzione. Franco Basaglia a Gorizia, il primo giorno di servizio, si rifiutò di firmare il registro delle contenzioni. Occorre un divieto preciso. L'insuccesso della legge 180 è la continuità di questa pratica barbara.
Siamo pochi perché non esiste nessun sito su Internet che usi il nostro messaggio
Giusi Gabriele: Mi chiedo se come Psichiatria Democratica siamo ancora uniti in questi cambiamenti. Se riusciamo a immaginare il manicomio come metafora quando si pone il problema della paura, il problema dei devianti. Il manicomio è l'uso repressivo, autoritario della forza e del potere. Possiamo rivedere le nostre chiavi di lettura, ricollegare aree più vaste, e siccome tutto è molto liquido, non si può usare la radicalità. Siamo troppo liquidi o troppo autoreferenziali? Mi ha colpito la vicenda di Verona. Quei giovani avevano bisogno di una identità e l'hanno ottenuta uccidendo un altro ragazzo, non perchè era matto, rumeno, nero, ma perchè aveva il codino. Mi sono spaventata perché non serve nemmeno più costruire uno stereotipo, basta che abbia il codino.
Siamo pochi perché non riusciamo a comunicare con uno che ha meno di 20 anni. Siamo pochi perché non esiste nessun sito su Internet che usi il nostro messaggio. Non si capisce, non convince.
Cosa dire a uno che sta chiuso in una casa in città, che sta chiuso perché ha paura? Dove è andato a finire il discorso su mente e corpo? Giungere ad essere altro da sé? Ognuno si rappresenta come vuole. L'analisi del potere è la decostruzione dei nessi sociali. Perché non la usiamo come chiave di lettura per capire cosa succede adesso? Sento questo come limite perché noi non stiamo capendo quello che sta succedendo adesso. Mass media truccati: non esiste una comunicazione di massa che abbia a cuore la verità. Distruzione di qualsiasi forma di informazione corretta. Dopo 30 anni, come siamo in grado di creare forme di comunicazione, di contenuti adeguati? Ci sono troppi limiti. Da non riuscire a comunicare con l'esterno, con la diversità.
La schizofrenia è la parte autentica di noi stessi che deve essere repressa per sopravvivere
Carlo Ricucci:
- La schizofrenia è la parte autentica di noi stessi che deve essere repressa per sopravvivere.
- Dal Medio Evo a oggi ci siamo mossi nella direzione sbagliata: divertimento e sesso sono ancora
tabù.
- Non è un certo comportamento a renderlo patologico, ma è la sua inaccettabilità sociale a renderlo
tale.
- Non le ricchezze sono politica, ma i bisogni di amore.
- Non sono gli schizofrenici a essere troppo allegri e straordinari, ma è i mondo che è troppo triste e
ordinario
Luigi Saracchi ha ricordato episodi della propria infanzia definendosi irascibile e fantasioso, e la storia fantastica di una rana
Girolamo Di Giglio, anche a nome di Gisella Trincas, ha ricordato un importante manifesto con 10 questioni fondamentali firmato dalle associazioni dei familiari insieme ad altri gruppi, sindacati, Psichiatria Democratica, Magistratura Democratica, ecc. Il titolo del manifesto è: "Ogni persona per ciò che è nel rispetto della propria dignità e nella libertà" ( Il manifesto è pubblicato sul N° 5-6 dei Fogli d'nformazione: Legge 180 XXX ANNO, gennaio-giugno 2008, pag.173-175)
Katarina Horska ha ricordato la figura della psicoanalista di gruppo Von Platten membro del tribunale di Norimberga contro i crimini nazisti. La Von Platten è mancata di recente, quasi centenaria. Da tempo si era trasferita da noi in Toscana, dove continuava il suo lucido insegnamento.
Hans Pfefferer Wolf dell'Università di Hannover ha indicato la necessità ricreare una casa del senso di se stessi, in collegamento a un museo di quadri e disegno fatti ad Heidelber da pazienti. Ha auspicato la necessità di aprire un dibattito con le neuroscienze, facendoci avanti noi per incontrarne i rappresentanti. Inoltre ha richiesto di favorire forme di educazione che rendano più socievole la società. Infine, citando i ricordi di Antonino Pio, ha ricordato la sua frase: "Non attendere la città di Platone. Ti deve bastare anche un miglioramento minimo".
Hunter Stork della Società tedesca di Psichiatria Sociale, ha portato al congresso i saluti dell'associazione e ha approfondito il punto di vista della psichiatria trialogica, che si basa sulla valorizzazione dei rapporti di pazienti, familiari e operatori. Infine ha ricordato che da vicino nessuno è normale.
Gemma Azumi del Comune di Roma ha criticato il fatto che si parli di sicurezza solo in termini di forze di polizia e di vigili urbani ai quali si vuole dare il manganello. Ha sostenuto che abbiamo avuto leggi eccezionali ma poco applicate, e che le legge 180 ha avuto un grande impatto in Europa.
Per continuare ad andare avanti è però indispensabile assumere personale.
Thomas Boch, di Amburgo, ha ripreso il discorso sull'importanza del trialogo e approfondito le conseguenze terapeutiche della decostruzione della schizofrenia. Ha anche sostenuto la necessità di passare da una medicina basata sull'esperienza a un'esperienza basata sul lavoro.
Nel 1300 il primo documento europeo contro la contenzione fisica
Verso un Movimento Europeo Democratico per la Salute Mentale
Gunter Winkler ricordando i diritti inalienabili della persona e auspicando la creazione di una associazione europea, ha denunciato i crimini nazisti ricordano 40 bambini altoatesini uccisi con terribili esperimenti dai medici di Hitler. Ha poi ricordato il primo documento contro la contenzione fisica del 1300 secondo il quale nessuno può essere sottoposto a tortura, contenzione, rottura delle sue interazioni sociali. Ha poi denunciato l'uso massicci della contenzione fisca in tutte le case di riposo d'Europa e nelle cliniche private, in una delle quali un paziente è stato contenuto per 6 mesi. Occorre una 180 bis per tutta l'Europa che proibisca la contenzione fisica e qualsiasi forma di violenza in tutte le strutture di cura. Questi processi sarebbero favoriti dalla creazione di un Movimento Europeo Democratico per la Salute Mentale che richieda:
- Stessi diritti per i malati di mente come per i malati organici
- Maggiore informazione per la popolazione sui mezzi di comunicazione
- Critica a porte chiuse, psicochirurgia e a tutti trattamenti disumani.
Thomas Platz di Klagenfurt, in Austria, ha analizzato la riforma psichiatrica in Carinzia e in Austria, valutandone gli aspetti critici.
Markku Salo di Helsinki ha approfondito i diversi aspetti della psichiatria finlandese offrendo anche indicazione su una ricerca portata avanti da psichiatrizzati in collegamento con l'èquipe di Livorno
(Vedi: Mario Serrano, Paolo Pini: Facciamo finta che, Operatori, familiari, utenti contro lo stigma: Una ricerca, Fogli d'informazione N° 3-4 luglio-dicembre 2007, pag. 112)
Francesca Vannozzi, storica dell'Univesità di Siena, ha presentato un filmato sul manicomio della sua città.
SECONDA GIORNATA
LEGGE 180 XXX ANNO
Paolo Tranchina, interrogandosi sulla radicalità di Franco Basaglia che già al primo congresso di psichiatria sociale di Londra del 1964 aveva auspicato la eliminazione del manicomio, non la sua riforma, l'ha collega alle lotte operaie della salute che chiedevano "MAC ZERO" cioè l'eliminazione totale di ogni nocività negli ambienti di lavoro. Mac Zero e manicomio zero sono dello stesso ordine. Il movimento Italiano affonda però le sue radici anche nella Resistenza, della quale Franco Basaglia ha fatto parte, pagando il suo impegno politico con sei mesi di carcere. Ha poi ricordato l'impegno con la stampa di Franco che pubblicava sui maggiori quotidiani almeno un articolo al mese. Ha poi collegato il successo della riforma alla capacità del movimento di coniugare le esperienze scientifiche più raffinate con la quotidianità, la vita.
Si è poi soffermato sul numero speciale N° 5-6 dei Fogli d'informazione (gennaio-giugno 2008) dedicato al trentennale della legge 180 e intitolato LEGGE 180 XXX ANNO con articoli storici e valutativi, testimonianze di osservatori privilegiat e interventi stranieri. In particolare ha ricordato una frase di Annalisa Landi di Bologna, che si definisce "a volte paziente, a volte contenta giullare della Psichiatria, ma prima di questo di se stessa" : Scrive Annalisa: "Esprimere angoscia è dignità umana, chiedere aiuto lo è altrettanto e un atto di profonda autonomia", (pag.73) splendido rovesciamento che trasforma la sofferenza in dignità umana e il chiedere in un diritto, l'affermazione della propria autonomia. Interessante anche l'intervento di Ota de Leonardis che confrontando la legge 180 con la legge 194 le chiama ambedue "esperienze dell'inconciliabile" (pag. 156). A proposito delle modifiche alla 180 proposte dal governo Berlusconi, ha concluso iricordando l'intervento di Gabriella Trincas, la presidentessa dell'UNASAM, la maggiore associazione di familiari: " Non permetteremo a nessuno di cancellare con un colpo di legge 30 anni di progresso civile" (pag. 157-158). Questa combattività fa ben sperare.
(Per chi fosse interessato l'abbonamento è: Privati 30 Euro, Istituzioni 60 da inviare sul CCP 81552713 intestato a DBA Firenze).
Bruno Norcio si è soffermato sulla esperienza dei pazienti ricercatori, segno importante di rovesciamento dei ruoli, e ha illustrato il progetto Progess Acuti che ha descritto la situazione attuale e denunciato il fatto che nell'80% dei 247 SPDC siano usati letti di contenzione.
Ernesto De Martino e Franco Basaglia come annunciatori della antropologia dialogica
Annamaria Rivera, approfondendo il pensiero di Franco Basaglia, ha discusso la dialettica del sé e dell'altro parlando del lungodegente come sopraffatto da processi di incorporazione, posseduto dall'istituzione, corpo vissuto dall'istituzione e per l'istituzione. Basaglia opera una critica della razionalità occidentale. La follia è resa muta dal dominio della razionalità, con tutto ciò che comprende, perché essa ha oggettivato il paziente nel linguaggio della malattia. La follia assume emblematicamente la rappresentanza di ogni diversità. Essa è prova del disciplinamento del corpo e della mente, perché l'operatore deve mettere in questione i propri pregiudizi per mettere in questione l'oggettivazione del malato.
I crimini di pace sono caratterizzati da invisibilità perché perpetrati in istituzioni chiuse, manicomio, carceri, CPT . Sono caratterizzati anche da occultamento ideologico che oggi significa:
crescente banalizzazione e invisibilità del razzismo, ricerca di capri espiatori. La stigmatizzazione dello straniero ha a che fare con alcuni caratteri propri delle società occidentali: atomizzazione, individualismo, concentrazione progressiva degli apparati simbolici, per cui l'immigrato diviene figura antinomica. L'immigrato come antidoto dell'anonimia (dell'essere anonimi). I migranti sono percepiti come estranei e incompatibili con l'etica edonistica dominante. Si aggira intorno all'altro il fantasma della predazione. Della contaminazione, lo sporco è etnicamente omogeneo. La clandestinità è assimilata alla devianza e alla criminalità. Viene associata dalla decadenza, al crollo della civiltà occidentale, che è società liquida. Il migrante fa paura, per il cambiamento. I migranti sono i pilastri della globalizzazione purchè accettino di essere invisibili, omologati, non diversi.
Secondo Basaglia la follia è una delle possibilità umane, nello scambio di senso e umanità tra pazienti e terapeuti. Se accolto nel valore di sfida etica e teorica, politica ed epistemologica, il pensiero di Franco Basaglia permette una lettura del presente adeguata alla realtà. Attraverso l'empatia che crea comunanza, rispetto delle differenze, Basaglia allude alla capacità di immaginare gli altri. De Martino e Basaglia preannunciano l'antropolgia dialogica, un modo possibile di fare sia antropologia che pratica psichiatrica, con l'impegno politico come parte costitutiva della ricerca antropologica e delle pratiche di salute mentale.
Gabriella Pini ha sottolineato l'importanza dei mass media per aprire dialoghi con la popolazione e sostenere le lotte antistituzionali.
Sono poi stati proiettati e commentati tre documentari: 44 matti in viaggio a Strasburgo; Un Treno speciale per Pechino; Trekking in Marocco.
Mariagrazia Bertelloni ha parlato dell'esperienza di Massa Carrara e della rete regionale toscana utenti.
Se fosse qui Basaglia direbbe: "Io sono un Rom"
Ernesto Venturini ha riferito di un incontro a Ravenna con 70 infermieri che nel 1972 fecero una lunga esperienza a Trieste. Hanno espresso una forte volontà di continuare a lottare per la 180. Ha poi aggiunto: " Se fosse qui Basaglia direbbe: 'Io sono un Rom'.
Mola di Brindisi ha riportato una interessante esperienza di catering, lavanderia sociale e vetreria artidstica.
Peter Lehman di Berlino ha discusso delle raccomandazioni del progetto europeo Harssment per il superamento della discriminazione dei pazienti psichiatrici nell'ambito sanitario.
Fatuma Alì ha affrontato l'esperienza di 9 anni di lavoro psichiatrico in Groenlandia.
Vito Flaker, Slovenia, ha illustrato i processi di deistituzionalizzazione nella nuova Europa, a Hrastovec.
Pilar Susanna Ha riflettuto sulla situazione attuale della riforma psichiatrica in Spagna.
Infine Salome Janelidze di Tblisi in Georgia ha illustrato la difficile situazione psichiatrica del suo paese, nel processo che lo ha portato dalla psichiatria sovietica alla deistituzionalizzazione.
In conclusione Gigi Attenasio ha sottolineato l'importanza dello scambio culturale e affettivo che il convegno ha favorito - particolarmente sentito in questo periodo difficile - che ha permesso di approfondire nei suoi diversi aspetti nazionali e internazionale la ricchezza e diversità dei percorsi della deistituzionalizzazione.
Paolo Tranchina <tranteo@cosmos.it>
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