Sabato 14 gennaio 2023 alle ore 18 a Interno 4 in via della Lungara 44, Roma, la presentazione del libro "Frufrú nulla è perduto", ambientato nel comune di Montegallo, in provincia di Ascoli Piceno nelle Marche, ripercorre il sisma del 2016 ed è un viaggio emotivo volto al recupero delle certezze e del senso di appartenenza che protegge e consola.
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mercoledì 11 gennaio 2023
Frufrú nulla è perduto
Sabato 14 gennaio 2023 alle ore 18 a Interno 4 in via della Lungara 44, Roma, la presentazione del libro "Frufrú nulla è perduto", ambientato nel comune di Montegallo, in provincia di Ascoli Piceno nelle Marche, ripercorre il sisma del 2016 ed è un viaggio emotivo volto al recupero delle certezze e del senso di appartenenza che protegge e consola.
mercoledì 30 maggio 2018
Fondazione Merloni, Istao, Censis e Nomisma presentano i progetti per la difesa dell’Appennino colpito dal sisma. Presente anche Enrico Letta.
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lunedì 30 ottobre 2017
Sisma Centro Italia - Wired Italia e ActionAid presentano “Immersi nel cratere”: reportage a 360° nel Centro Italia colpito dal terremoto
un'esperienza a 360 gradi nel Centro Italia colpito dal terremoto
Uno storytelling interattivo in prima persona per raccontare la voglia di restare e ricominciare
Wired e ActionAid presentano "Immersi nel Cratere", un reportage interattivo a 360° che trasporta il pubblico nelle condizioni di vita in Centro Italia a oltre un anno dalla prima scossa di terremoto. Quattro testimoni incarnano la capacità di reagire al disastro, accompagnando lo spettatore in un'esplorazione immersiva, raccontando speranze, paure e aspettative. "Immersi nel Cratere" è un racconto in prima persona, senza mediazioni di alcun tipo.
Il reportage interattivo, disponibile online sulla homepage della testata Wired, è aperto da una panoramica del Monte Vettore, che permette all'utente di porsi nella condizione migliore per proseguire l'esperienza. L'utente potrà muoversi in questo spazio e cliccare sulle foto dei personaggi presenti per accedere ai reportage che raccontano la storia di quattro protagonisti. Ogni reportage, della durata di circa quattro minuti, approfondisce un aspetto specifico legato al post-sisma. Gli spettatori viaggeranno insieme a Maurizio, dirigente scolastico di Camerino che è riuscito a garantire lo svolgimento delle lezioni anche durante l'emergenza; Stefano, fornaio di Arquata del Tronto con un grande amore per la sua terra e il suo lavoro; Assunta, tessitrice di Campotosto che sta facendo tutto il possibile per proseguire la sua professione nel paese in cui è cresciuta; Martina, giovane di Visso con la passione per il pattinaggio artistico a cui ha dovuto rinunciare dopo il crollo del palazzo del ghiaccio.
"Immersi nel cratere" intende portare lo spettatore dentro la realtà delle zone colpite, dove le comunità stanno cercando di riappropriarsi dei loro territori e ricominciare a vivere nonostante le molte difficoltà. A oltre un anno dalla prima scossa del 24 agosto 2016, la ricostruzione non è ancora cominciata e lo stato di emergenza è stato prolungato fino al 28 febbraio 2018. La rimozione delle macerie procede molto a rilento, mentre il numero degli sfollati è di 30mila.
L'impegno di ActionAid: il progetto SIS. M. I. CO.
L'intervento di ActionAid è cominciato subito dopo le prime scosse del 24 agosto, che hanno colpito il Centro Italia. Forte dell'esperienza maturata a seguito dei terremoti dell'Aquila nel 2009 e in Emilia Romagna nel 2012, attraverso il progetto SIS. M. I. CO. ActionAid intende garantire informazione trasparente, ascoltare i bisogni delle comunità e agevolare il dialogo con le istituzioni, nonché monitorare la gestione dell'emergenza e della successiva ricostruzione. L'intervento è strutturato su quattro pilastri fondamentali: una piattaforma informativa, l'attività con le scuole, il supporto alle comunità e all'associazionismo, i servizi alla cittadinanza.
sabato 10 giugno 2017
Sviluppato il Sistema di rilevamento anticipato delle onde sismiche - comunicato stampa
Il dispositivo attualmente è all'attenzione di importanti enti di ricerca mondiale e di protezione civile.
In generale i terremoti sono causati da improvvisi movimenti di masse rocciose (più o meno grandi) all'interno della crosta terrestre e si manifesta attraverso onde sismiche.
Le stesse sono rilevabili e misurabili attraverso particolari strumenti detti sismografi, usati comunemente dai sismologi, e visualizzabili su sismogrammi. Le onde sismiche si distinguono in tre tipi:
Onde di compressione o longitudinali (P)
Le onde longitudinali fanno oscillare le particelle della roccia nella stessa direzione di propagazione dell'onda. Esse generano quindi "compressioni" e "rarefazioni" successive nel materiale in cui si propagano.
Onde di taglio o trasversali (S)
Le onde S, ovvero onde "secondarie", si propagano solo nei solidi perpendicolarmente alla loro direzione di propagazione (onde di taglio).
Onde superficiali (R e L)
Le onde superficiali, a differenza di ciò che si potrebbe pensare, non si manifestano nell'epicentro, ma solo ad una certa distanza da questo.
Tali onde sono il frutto del combinarsi delle onde P e delle onde S, e sono perciò molto complesse.
A differenze degli strumenti di rilevazione esistenti l'unità di controllo P.C.S. rileva anticipatamente proprio queste onde e ne monitora l'andamento nel tempo.
Scenari Operativi
L'unità di controllo P.C.S. (prevenzione controllo sisma) è indicata per utilizzi civili ed in particolare per applicazioni di tipo "Environmental" per il monitoraggio di quei territori a rischio sismico e vulcanico nei quali un intervento tempestivo può salvare vite umane.
L'unità P.C.S. può anche essere integrata in sale di comando e controllo della Protezione Civile nazionale, distribuita in sezioni locali oppure utilizzata come "nodo" di una rete di Geo-stazioni di rilevamento Sisma ed eventi ambientali regionali, le applicazioni sono molteplici.
I mercati di riferimento sono quei paesi a forte rischio sismico come Europa (tra cui l'Italia), America, Asia (tra cui Giappone, Iran e Russia).
Sono stati individuati nr. 4 possibili scenari, tutti applicabili in un territorio a forte rischio sismico tra cui anche quello italiano:
1. Sisma in territorio aperto (territori sismici in genere e zone ad innevamento naturale di montagna);
2. Monitoraggio di eventi sismici in aree in cui sono presenti Infrastrutture Critiche (dighe, Centrali elettriche, centrali nucleari, aree industriali chimiche e petrolchimiche, etc.);
3. Sisma in strutture chiuse o terreni critici (sottostazioni elettriche, miniere, monitoraggio di terreni argillosi ad alta franosità, etc.);
4. Bio-edilizia ed edilizia tradizionale per la costruzione ed il monitoraggio di manufatti realizzati secondo le norme e le tecniche antisismiche.
Descrizione
L'unità di controllo P.C.S. si presenta in un contenitore metallico di dimensioni ridotte al cui interno risiedono le quattro principali unità:
1. Alimentatore-carica batteria/batteria (long life);
2. Unità Rilevatrice ed Elaborazione a Microprocessore;
3. Unità Logica Gestione Parametri ed Eventi;
4. Interfaccia gestione uscite.
L'unità di controllo P.C.S. è un "portable Device" con un tempo di deployment programmabile e che può funzionare sia alimentato da rete sia a batteria, al quale si deve connettere una "tastiera di comando e gestione" dedicata (quinto componente del sistema) per la gestione ed il controllo delle funzionalità della unità di controllo P.C.S.. È preferibile installare la centrale su strutture portanti o piastre amplificanti ed inoltre l'apparecchiatura si auto calibra, ovunque dove viene posizionata o installata, tempo massimo d'installazione 15 minuti.
Le visualizzazioni dello stato e gestione della rete (tramite tastiera) possono essere monitorate e controllate anche a distanza. Inoltre è in grado di trasmettere richieste di assistenza tecnica, tutto in automatico (altre descrizioni sono per ora riservate)
Roma, 10 giugno 2017
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lunedì 31 ottobre 2016
Il vero terremoto è dopo!
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Norcia: la basilica di San Benedetto crollata diventa il simbolo del sisma |
C’è amore e dolore.
In quel luogo troverete anni di battesimi, matrimoni, comunioni, cresime corse all’oratorio, ma anche tanti, tantissimi funerali.
Guardate bene l’immagine devastata dall’ennesima scossa e dite addio a parte del patrimonio storico italiano, che rappresenta il 70% di tutto quello che potete trovare il questo mondo.
Quello che io definisco il “petrolio italiano”
Eppure nonostante tutto questo scempio, il “fancazzismo della rete” riesce a partorire anche in questa occasione, perle di saggezza.
Basta leggere i commenti rivolti ai fedeli che si sono messi a pregare davanti alla basilica, a chi trova divertente il crollo di una chiesa, alla continua ricorsa dei numeri per identificare l’entità della scossa, a politici pronti a cavalcare il proprio “credo” politico o peggio all’inerzia di chi ci governa nel gestire una serie di eventi che si stanno susseguendo da fine agosto.
E pensare che in fondo quelle persone che stanno pregando cercano di trovare un supporto, un conforto sapendo di non avere più nulla e tu che sei seduto, al caldo dietro una tastiera, ti permetti di criticare il “Dio” e di rammentare che con la preghiera non si risolve nulla.
Già non si risolve nulla se chi la riceve ha il nulla nell’anima.
Se non si ha lo spirito e la fede per comprendere la vera natura di una preghiera, l’atto che si cela dietro, difficilmente potrai capire che cosa hanno bisogno quelle persone.
E pensare che per queste persone basterebbe ad esempio, offrire parte di quel supporto logistico e abitativo che viene offerto ad altri disperati che arrivano oltre mare.
Sfortunatamente il quel caso esistono interessi economici e politici che nulla hanno a che fare non il concetto di “razzismo”.
E allora che fare?
Ci sarebbero tante cose da fare che ognuno di noi potrebbe nel suo piccolo.
Tante cose immediate fosse anche una semplice preghiera o un semplice sacco a pelo comprato e inviato a chi no ha più nulla.
Tante cose, come decidere di trascorrere la propria vacanza invece che all’estero nel nostro Paese e spendere i soldini tra la gente che sta cercando di ricostruirsi una vita.
Alzi la mano quanti di voi, “leoni dietro le tastiere”, siete andati in vacanza dal 2009 ad oggi nell’Abruzzo e nelle Marche?
Quanti di voi acquistano l’olio, il vino e i prodotti marchigiani e umbri?
Quanti di voi conoscevano l’esistenza di Amatrice, dei Monti Sibillini o dell’entroterra marchigiano.
Ecco, tante cose si potrebbero fare sia pratiche sia di spirito, dopo il terremoto per aiutare chi ha bisogno e per nutrire il proprio spirito e la propria anima.
Già ma a priori occorre che l’anima esista.
il bubris cristiano fabris
Contagio sismico, cos'è? Ce lo piega una nota del CNR - Istituto di Geologia Ambientale e Geoingegneria
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Norcia: la basilica di San Benedetto crollata diventa il simbolo del sisma |
Tali volumi, sottoposti ad un nuovo stato di stress, possono cedere (rompersi) e generare terremoti a loro volta.
Sono processi di propagazione laterale della sismicità (contagio) relativamente frequenti, già osservati in altre aree sismiche della Terra come per esempio in Turchia, California e Haiti.
Questo processo sta coinvolgendo l’Appennino centrale in questi mesi.
Il terremoto si è spostato da Amatrice verso nord, nell’area di Visso e Ussita, e da questi luoghi oggi nuovamente verso sud nell’area di Norcia, dove il terremoto di Amatrice di agosto si era arrestato.
Gli intervalli di tempo tra un terremoto forte ed una altro forte adiacente possono essere di anni o decine di anni, ma anche giorni o mesi come sta accadendo oggi in Appennino centrale.
Purtroppo non siamo in grado di prevedere quando e come tale sequenza sismica andrà a scemare, né possiamo in linea teorica escludere altri terremoti forti come e più di quelli avvenuti fino ad oggi in aree adiacenti a quelle colpite in questi mesi.
Va però detto che se da una parte questa sequenza è fortemente preoccupante, dall’altro lato la propagazione laterale fa sì che si verifichino una serie di terremoti forti ma non fortissimi.
Molto peggio sarebbe se tutti questi segmenti della facomunicaglia (Amatrice, Visso, Norcia) si fossero mossi tutti insieme generando un terremoto di magnitudo almeno 7.0.
venerdì 26 agosto 2016
Antonio Coviello del Cnr-Iriss: "in Italia basterebbe un centinaio di euro l'anno per assicurare ogni abitazione contro il rischio terremoti o alluvioni. È opportuno prevedere un sistema riassicurativo pubblico-privato che consenta la riqualificazione edilizia e garantisca, in caso di calamità naturali, risarcimenti adeguati, certi e in tempi rapidi".
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