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mercoledì 28 febbraio 2018

Un laboratorio di analisi all’interno di una goccia

Una ricerca dell'Istituto nazionale di ottica del Cnr ha dimostrato la possibilità di intrappolare un fascio luminoso al suo interno e di eccitare onde acustiche di superficie con le caratteristiche di emissione intensa e coerente di un laser. 

Lo studio delle onde così generate permette di analizzare il liquido utilizzato, di natura biologica e non, con importanti ricadute in ambito medico, chimico e ambientale. 

I risultati sono pubblicati su Physical Review Letters.

 
Una ricerca dell'Istituto nazionale di ottica del Consiglio nazionale delle ricerche (Ino-Cnr) di Napoli ha mostrato la possibilità di realizzare un vero e proprio laboratorio all'interno di una goccia liquida generando onde ad altissima frequenza sulla superficie delle stesse. Lo studio, svolto in collaborazione con il Technion Israel Institute of Technology di Haifa, è stato pubblicato sulla rivista Physical Review Letters in evidenza come Editor's Suggestion.

"Le onde generate sulla superficie della goccia hanno le stesse caratteristiche di emissione intensa e coerente di un laser, ma corrispondono in questo caso a vibrazioni ad alta frequenza, nel range ultrasonico-ipersonico, anziché a fotoni", commenta Gianluca Gagliardi, ricercatore Ino-Cnr. "Il risonatore optomeccanico così realizzato si comporta come un vero e proprio micro-oscillatore, pur essendo costituito interamente da liquido mantenuto in forma sferica dalla sola tensione superficiale, che garantisce una regolarità superficiale quasi perfetta rendendo la goccia così un risonatore ottico ideale. Quando la quantità di liquido in gioco è inferiore a un determinato livello, tipicamente un microlitro (un milligrammo), la forza di gravità ha un effetto sostanzialmente trascurabile rispetto alla tensione e quindi la goccia può essere manipolata agevolmente e tenuta sospesa ad un capillare o poggiata su una superficie senza che questo perturbi in modo importante la sua sfericità. In questo modo, un oggetto così semplice e comune in natura viene trasformato in un sofisticato elemento ottico, al pari di un dispositivo costituito da materiale solido, come lenti e specchi".

La gocciolina "in virtù della sua perfezione e della trasparenza del liquido consente, se illuminata da un laser in direzione tangenziale, di mantenere la luce intrappolata lungo traiettorie equatoriali per un tempo migliaia di volte più lungo che in condizioni normali", continua il ricercatore. "Non solo. La goccia si comporta come risonatore acustico in cui parte dell'energia trasportata dalla luce si trasferisce alla superficie per eccitare onde ultrasoniche e ipersoniche, amplificate al suo interno come nella cupola di una chiesa".

Le ricadute applicative che possono derivare dalla scoperta sono molteplici e importanti. "Ad esempio, all'interno di un liquido quale una soluzione acquosa contenente un fluido biologico, come sangue o plasma, diventerebbe possibile effettuare un'analisi chimica diretta: una piccola gocciolina fungerebbe infatti da campione e da sensore allo tempo stesso", conclude Paolo De Natale direttore Ino-Cnr. 

"Dai cambiamenti nelle oscillazioni meccaniche e nella luce diffusa sarebbe possibile ricercare e monitorare la presenza di nanoparticelle o biomolecole disciolte. L'impatto potrebbe essere altrettanto significativo anche in ambiti come quello dei materiali avanzati, per la caratterizzazione diretta, accurata e totalmente non invasiva delle proprietà chimiche e meccaniche di composti liquidi senza ricorrere a strumentazione complessa".
 

Didascalia immagine
'Una goccia di polimero liquido illuminata da un fascio laser visibile'
da Giorgini et al., Phys. Rev. Lett. 120, 073902 (2018)

Roma, 28 febbraio 2018

La scheda
Chi: Ino-Cnr, sede di Napoli
Che cosa: Vibrazioni ipersoniche generate da luce intrappolata in una goccia. Studio pubblicato su Physical Review Letters 120, 073902 –15 February 2018 'Stimulated Brillouin cavity opto-mechanics in liquid droplets' DOI



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Accordo Quadro Cnr-Sci. Il Consiglio nazionale delle ricerche e la Società chimica italiana hanno firmato un nuovo Accordo Quadro

Accordo Quadro Cnr-Sci

Il Consiglio nazionale delle ricerche e la Società chimica italiana hanno firmato una nuova convenzione quinquennale che rinnova e rinforza la collaborazione e la condivisione di sapere ed esperienze tra i due enti.

Massimo Inguscio, presidente del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) e Angela Agostiano, presidente della Società chimica italiana (Sci), hanno sottoscritto il nuovo accordo con cui si rafforza la sinergia di collaborazione e la condivisione  di sapere ed esperienze tra i due enti; il Cnr e la Sci, una delle più grandi e prestigiose Società scientifiche del nostro paese che annovera oltre 3500 Soci che svolgono la loro  attività nelle università e negli enti di ricerca, nelle scuole, nelle  industrie, nei laboratori pubblici e privati di ricerca e controllo, nella libera professione.

"Il Cnr e la Sci con questo Accordo lavorano assieme - afferma il presidente del Cnr Massimo Inguscio – per raggiungere obiettivi strategici di rilancio e rafforzamento delle attività e al fine di intraprendere ricerche, formazione avanzata e innovazione scientifica nelle tematiche di interesse comune. I due enti uniscono quindi le proprie competenze nei rispettivi ruoli di ricerca, impegnandosi nella realizzazione di una serie di attività volte a favorire la più ampia diffusione della cultura e della ricerca scientifica multidisciplinare in diversi campi e settori. Dalle scienze molecolari alle applicazioni che spaziano dal design alla preparazione di farmaci, ai nuovi prodotti biologicamente attivi, alla ricerca di nuovi materiali con proprietà definite e controllabili, dai prodotti che trovano applicazione nell'ambito delle energie rinnovabili, alle formulazioni innovative ottenute attraverso processi sostenibili, in generale con obiettivi finali il progresso e la salute dell'ambiente e dell'uomo".
"L'accordo siglato oggi tra la Società chimica italiana ed il Cnr – afferma il presidente della Sci Angela Agostiano - sottolinea la volontà di sviluppare sinergie per affrontare e dare  risposte alle grandi sfide aperte in campo sociale come quelle dell'energia, dell'alimentazione, della salute e dell'ambiente e l'impegno comune nella individuazione di iniziative di promozione, di divulgazione e di formazione scientifica nell'ambito della Chimica".

In Italia sono attive quasi tremila imprese chimiche, con addetti altamente qualificati. La chimica italiana nel suo complesso ha una grande capacità di attivazione di altri settori, sempre di alta qualificazione quali ad esempio quelli bio agro-alimentari, ambientali e della salute.

Il presidente del Cnr Massimo Inguscio e la professoressa Angela Agostiano presidente della Sci, hanno sottoscritto questo nuovo Accordo per il periodo 2018-23 per  sviluppare ed incrementare, con l'utilizzo delle rispettive risorse e nell'ambito dei rispettivi ruoli e competenze, attività di comune  interesse e rafforzare la sinergia già consolidata tra Cnr e Sci, condivisione di sapere tra rispettive reti di ricercatrici e scienziati.

L'attività di indirizzo programmatico sarà controllata da un Comitato, appositamente costituito dai presidenti del Cnr e della Sci, e da due componenti nominati per parte dagli stessi.

Roma, 27 febbraio 2018

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venerdì 8 dicembre 2017

CNR: osservato lo stato vetroso della luce

Un gruppo di ricerca di Sapienza, Isc-Cnr e Università di Gerusalemme ha osservato una nuova fase per la propagazione luminosa caratterizzata da proprietà tipiche dello stato vetroso. 
La ricerca pubblicata su Nature Communications.


La luce è composta da fotoni, particelle elementari che generalmente non interagiscono tra loro tanto intensamente da dare luogo a fasi collettive quali quella liquida o solida, come avviene invece per la materia. 

Nella fisica moderna la comprensione delle fasi collettive è di particolare rilevanza nei cosiddetti sistemi disordinati o complessi, quelli cioè che presentano molteplici modalità d'interazione.  

Uno dei concetti più paradigmatici e affascinanti della complessità è quello secondo il quale più copie identiche di un sistema disordinato possono mostrare comportamenti completamente differenti tra loro: teorizzato da Giorgio Parisi, tale fenomeno è noto come rottura di simmetria delle repliche e definito come fase vetrosa di un sistema disordinato, poiché caratterizzato da proprietà tipiche dello stato vetroso.


Un gruppo di ricercatori di Sapienza Università di Roma, dell'Istituto sistemi complessi del Consiglio nazionale delle ricerche (Isc-Cnr), e della Hebrew University of Jerusalem, coordinato da Eugenio Del Re e Claudio Conti, ha osservato per la prima volta la rottura di simmetria delle repliche per onde luminose che si propagano non linearmente in un mezzo disordinato. La ricerca è pubblicata sulla rivista Nature Communications.

"L'emergere di uno stato vetroso della luce è reso possibile dalla forte interazione disordinata che regola le onde elettromagnetiche quando viaggiano in particolari materiali. Per mettere in luce il fenomeno abbiamo pertanto studiato la propagazione di fasci laser in un sottilissimo film di materiale ferroelettrico disordinato e fotorifrattivo, dove i diversi raggi luminosi si influenzano fortemente ed in modo complesso tra loro", spiega Davide Pierangeli del Dipartimento di fisica di Sapienza. 


"Con questa abbiamo confermato come realizzazioni analoghe del sistema possano avere proprietà completamente diverse, pur nelle medesime condizioni sperimentali". 

"Si tratta di una importante verifica fotonica della teoria dei sistemi disordinati. Questo studio dimostra l'universalità del fenomeno di rottura di simmetria delle repliche per onde classiche", prosegue Claudio Conti, direttore dell'Isc-Cnr. 

"La scoperta di una fase vetrosa per la luce apre prospettive uniche per lo studio sperimentale di quei fenomeni complessi che raramente trovano una realizzazione in condizioni di laboratorio controllate", conclude Eugenio Del Re del Dipartimento di fisica di Sapienza. 


"La fisica dei sistemi disordinati ha infatti implicazioni enormi nella biologia, nelle neuroscienze, nelle dinamiche sociali, nelle nanotecnologie e nello sviluppo di nuovi materiali".

Didascalia immagine:
transizione della luce dallo stato fluido (a sinistra) a quello vetroso (a destra) come osservata tramite la distribuzione nello spazio di intensità luminosa





Roma, 8 dicembre 2017


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giovedì 16 novembre 2017

HUMANS, the Next Ones: al CNR il convegno sull'Intelligenza Artificiale (22 novembre)




HUMANS,
THE NEXT ONES

The everyday life @the age of A.I.

Mercoledì 22 novembre 2017
8,45 - 13

CNR - Aula Magna
Piazzale Aldo Moro,7 (Ingresso Via dei Marrucini) - Roma

A Future Open Day - the Awareness Building Conference
 

Il rapporto uomo-macchina da tempo indagato dalle scienze umane e dalla ricerca scientifica, deve trovare oggi - alle soglie del tempo dell'Intelligenza Artificiale che lascia intravedere un salto di paradigma epocale nel tessuto connettivo dei sistemi della conoscenza, della produzione e dell'economia - un rinnovato livello di consapevolezza da parte di tutti gli attori della scena sociale, culturale ed istituzionale, chiamati come mai prima ad affrontare il tema inesplorato del rapporto tra intelligenze diverse - biologica una e non biologica l'altra -, ciascuna capace di creare, oggi e sempre di più in prospettiva, un ecosistema proprio ed autoreferenziale.

La domanda dai confini inesplorati che si viene a porre è lapidaria e suggestiva: stiamo assistendo alla nascita di un nuovo genere umano?

Humans. The next ones. The everyday life @ the age of AI - conferenza promossa dall'Associazione Italiana per l'Intelligenza Artificiale e da Artix con il patrocinio del Consiglio Nazionale delle Ricerche e la collaborazione di Management Innovation - si rivolge agli stakeholders del futuro e del cambiamento e cerca la risposta chiamando ad una riflessione comune visioni e linguaggi filosofici, scientifici, economici ed industriali

IL PROGRAMMA
ore 8.45 Registrazione partecipanti

ore 9.15 Saluto Istituzionale
Tommaso Edoardo Frosini, Vice Presidente CNR

ore 9.30 Comunicare la scienza
Amedeo Cesta, CNR-ISTC // Presidente Associazione Italiana Intelligenza Artificiale
Marco Panella, Presidente Artix

ore 9.45 H+I: the Human Intelligence 
Marco Panella, Presidente Artix

ore 10.00 A+I: the Artificial Intelligence
Marco Gori, Docente di Informatica, Dipartimento Ingegneria dell'Informazione e Scienze Matematiche, Università di Siena

ore 10.15 L'intelligenza oltre
Umberto Guidoni, Astronauta

ore 10.30 Il rating dell'intelligenza
Francesca Jacobone, Docente di Economia dei Sistemi Produttivi, Dipartimento di Ingegneria, Università degli Studi Roma Tre
ore 10.45 L'economia al tempo dell'Intelligenza Artificiale
Anna Pettini, Docente di Economia Politica, Dipartimento di Scienze per l'Economia e l'Impresa, Università di Firenze

ore 11.00 L'umano dinanzi ai suoi limiti
Paolo Benanti, Docente di Etica della Tecnologia, Pontificia Università Gregoriana

ore 11.15 Il lavoro al tempo dell'Intelligenza Artificiale
Piero Poccianti, Vice Presidente Associazione Italiana Intelligenza Artificiale

ore 11.30 La salute al tempo dell'Intelligenza Artificiale
Amedeo Cesta, CNR-ISTC // Presidente Associazione Italiana Intelligenza Artificiale

ore 11.45 La mobilità al tempo dell'Intelligenza Artificiale
Daniele Magazzeni, Lecturer in Artificial Intelligence, King's College London
ore 12.00 L'Intelligenza Artificiale al servizio del cittadino
Marco Bani, Capo Segreteria Tecnica, Agenzia per l'Italia Digitale

ore 12.15 Progetti di ricerca in AI del CNR
Case History

ore 13.00 Chiusura dei lavori.

Registrazione obbligatoria al sito
https://www.eventbrite.it/e/biglietti-humans-the-next-ones-the-everyday-life-the-age-of-ai-39003377151?aff=es2


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lunedì 31 ottobre 2016

Contagio sismico, cos'è? Ce lo piega una nota del CNR - Istituto di Geologia Ambientale e Geoingegneria

Norcia: la basilica di San Benedetto crollata diventa il simbolo del sisma

Ogni volta che si sviluppa un terremoto lungo una superficie di faglia, la zona ipocentrale si scarica (rilassamento) e vengono caricati i volumi adiacenti (lateralmente) alla faglia stessa. 

Tali volumi, sottoposti ad un nuovo stato di stress, possono cedere (rompersi) e generare terremoti a loro volta.

Sono processi di propagazione laterale della sismicità (contagio) relativamente frequenti, già osservati in altre aree sismiche della Terra come per esempio in Turchia, California e Haiti.
 

Questo processo sta coinvolgendo l’Appennino centrale in questi mesi. 

Il terremoto si è spostato da Amatrice verso nord, nell’area di Visso e Ussita, e da questi luoghi oggi nuovamente verso sud nell’area di Norcia, dove il terremoto di Amatrice di agosto si era arrestato. 

Gli intervalli di tempo tra un terremoto forte ed una altro forte adiacente possono essere di anni o decine di anni, ma anche giorni o mesi come sta accadendo oggi in Appennino centrale.
 

Purtroppo non siamo in grado di prevedere quando e come tale sequenza sismica andrà a scemare, né possiamo in linea teorica escludere altri terremoti forti come e più di quelli avvenuti fino ad oggi in aree adiacenti a quelle colpite in questi mesi.
 

Va però detto che se da una parte questa sequenza è fortemente preoccupante, dall’altro lato la propagazione laterale fa sì che si verifichino una serie di terremoti forti ma non fortissimi. 

Molto peggio sarebbe se tutti questi segmenti della facomunicaglia (Amatrice, Visso, Norcia) si fossero mossi tutti insieme generando un terremoto di magnitudo almeno 7.0.

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