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lunedì 3 febbraio 2014

Nel 2013 gli italiani hanno speso 1.500 euro per luce e gas


Il 6% degli italiani ha cambiato operatore luce, il 4,5% quello del gas

Nel 2013 gli italiani hanno speso 1.500 euro per luce e gas

Record di costi in Val d’Aosta, più fortunati in Liguria e Sicilia



Milano, febbraio 2014Il 2013 è stato un anno in cui gli italiani hanno stretto la cinghia, pur di pagare tutte le bollette: luce e gas, insieme, sono costate alla famiglia media quasi 1.500 euro. A fare i calcoli è stato Facile.it (http://www.facile.it/energia-luce-gas.html): il comparatore ha analizzato il consumo annuo dichiarato dai clienti del portale, scoprendo che nelle diverse regioni d’Italia non solo cambiano le spese, ma anche la voglia di cambiare operatore per cercare un risparmio maggiore.
Quanto costa il gas
Nel 2013 è stata la spesa relativa al gas quella ad avere un impatto maggiore sul budget familiare: 990 euro la media nazionale, a cui gli italiani hanno cercato di far fronte cambiando operatore nel 4,5% dei casi. Non tutta l’Italia, ad ogni modo, si trova nelle stesse condizioni, anche perché le differenze climatiche determinano un bisogno differente di riscaldamento dell’abitazione. Le regioni che hanno dovuto pagare di più sono a Nord: in Valle d’Aosta sono stati spesi quasi 1.500 euro, mentre in Piemonte circa 1.250 ed in Emilia Romagna 1.160 euro. Fanalino di coda nella classifica delle spese per il gas le regioni del Sud Italia: in Sicilia e in Campania si spendono mediamente 780 euro all’anno, mentre la regione Sardegna è esclusa dalla classifica perché non è metanizzata.
Se questi sono i costi come reagiscono gli italiani? A fronte di un tasso di cambio operatore pari al 4,5%, le regioni che mostrano una propensione maggiore a scegliere un operatore diverso sono la Toscana, l’Umbria, l’Abruzzo e il Molise, tutte attorno al 6%. Più restii al cambiamento, di contro, sono il Trentino Alto Adige e la Valle d’Aosta: sottoscrivono contratti con un nuovo fornitore solo il 2% delle famiglie di queste regioni.
Quanto costa la luce
Per quanto riguarda le spese da sostenere per usufruire di energia elettrica la media nazionale è pari a circa 500 euro annui. Pur pesando questa voce in misura minore, Facile.it registra una volontà maggiore di risparmio: la percentuale di famiglie che hanno cambiato nel corso dell’anno è del 6%, che sale fino all’8% in regioni come Calabria e Sicilia, in cui il peso delle bollette salate si ripercuote su stipendi mediamente più bassi che altrove. Minore interesse a cambiare, ancora una volta, in Trentino Alto Adige e Valle d’Aosta (4%). Guardando, poi, alla spesa annua media, giocoforza è la Sardegna a svettare prima in classifica: non essendo metanizzata, sopperisce alla mancata presenza di gas con un uso più elevato di energia elettrica, che implica un costo pari a 630 euro annui. La seguono, a lunga distanza, le Marche (540 euro annui) e il Lazio (530 euro). Spendono meno Valle d’Aosta e Trentino Alto Adige, a spiegazione del loro scarso interesse a testare operatori diversi.
Ma perché si cambia operatore? Per quanto determinante, non sempre la spesa media della bolletta, in termini assoluti, è l’unico fattore a indurre al cambio del fornitore: incidono la fiducia nelle offerte vantaggiose del mercato, l’insoddisfazione nei confronti dell’attuale operatore, la capacità di convincimento della forza vendita di un’azienda e la pubblicità.
«La maggiore propensione a cambiare il fornitore di energia elettrica, rispetto al gas – sostiene Paolo Rohr, Responsabile Business Unit Energia di www.facile.it è legata alla diffusione del riscaldamento centralizzato in moltissime abitazioni: questo “tranquillizza” le famiglie, che puntano a risparmiare altrove. Si cambia, ad ogni modo, lì dove c’è più concorrenza tra gli operatori e, in questo senso, alcune regioni hanno maggiori opportunità rispetto ad altre».
Di seguito gli schemi riassuntivi di costi e propensione al cambiamento per energia elettrica e gas:
Regione
Spesa media annua energia elettrica nel 2013 (€)
Famiglie che hanno cambiato fornitore energia elettrica nel 2013 (%)
Abruzzo
465
7,0%
Basilicata
435
6,1%
Calabria
520
8,1%
Campania
510
6,1%
Emilia Romagna
475
4,2%
Friuli Venezia Giulia
505
4,8%
Lazio
530
7,3%
Liguria
435
4,3%
Lombardia
495
5,8%
Marche
540
6,2%
Molise
435
6,5%
Piemonte
485
6,6%
Puglia
460
5,1%
Sardegna
625
4,5%
Sicilia
485
8,0%
Toscana
515
7,8%
Trentino Alto Adige
420
4,0%
Umbria
460
7,4%
Valle d'Aosta
410
3,9%
Veneto
525
4,8%

Regione
Spesa media annua gas nel 2013 (€)
Famiglie che hanno cambiato fornitore gas nel 2013 (%)
Abruzzo
1063
5,8%
Basilicata
875
4,6%
Calabria
992
3,8%
Campania
783
3,8%
Emilia Romagna
1159
3,8%
Friuli Venezia Giulia
1087
4,2%
Lazio
975
5,1%
Liguria
796
3,1%
Lombardia
1131
4,6%
Marche
943
4,7%
Molise
934
5,6%
Piemonte
1255
5,2%
Puglia
920
4,1%
Sardegna
non è metanizzata
n.d.
Sicilia
778
3,7%
Toscana
1020
6,1%
Trentino Alto Adige
1095
2,4%
Umbria
991
6,0%
Valle d'Aosta
1485
1,8%
Veneto
1073
4,2%

Questa la classifica complessiva annua:

Spesa complessiva annua
Valle d'Aosta
1.890
Piemonte
1.740
Emilia Romagna
1.630
Lombardia
1.620
Veneto
1.600
Friuli Venezia Giulia
1.590
Toscana
1.540
Abruzzo
1.530
Trentino Alto Adige
1.500
Calabria
1.510
Lazio
1.510
Marche
1.480
Umbria
1.450
Puglia
1.380
Molise
1.370
Basilicata
1.310
Campania
1.290
Sicilia
1.260
Liguria
1.230
Sardegna
 n.d.

IL PROSECCO SUPERIORE SCELTO DA SOTHEBY'S PER BRINDARE ALLE OPERE DI GAETANO PESCE

 

IL PROSECCO SUPERIORE SCELTO DA SOTHEBY’S PER BRINDARE ALLE OPERE DI GAETANO PESCE

Il Conegliano Valdobbiadene sarà a Parigi per l’inaugurazione della mostra dedicata al noto designer italiano

Da Sotheby’s  l’arte incontra l’eccellenza con il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore. Lo spumante docg più amato dagli italiani sarà infatti protagonista a Parigi  per accompagnare, con la sua piacevolezza, l’esposizione di una selezione delle opere del noto designer Gaetano Pesce.  Con le bollicine del Conegliano Valdobbiadene  si brinderà  durante il cocktail inaugurale in programma  martedì  4 febbraio, nella capitale francese. 

Un appuntamento irrinunciabile per gli amanti del design italiano di cui Pesce è uno dei suoi principali esponenti. I suoi capolavori hanno conquistato i più importanti musei del mondo,  come il MoMa di  New York e San Francisco, il Metropolitan Museum, il Victoria and Albert Museum di Londra,  il Pompidou Center e il Louvre a Parigi .

Ora, con in mano  un calice  di Prosecco Superiore, si potranno ammirare le sue opere in un contesto unico.   A Sotheby's, fondata a Londra l'11 marzo 1744,  è stata affidata la vendita di molti tesori del mondo.

L’esposizione, che continuerà fino al 15 febbraio, metterà insieme tre nomi di prestigio, unendo in un brindisi due eccellenze del Bel Paese, come  le creazioni del designer e le bollicine del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore, e un istituzione che, dai libri ai capolavori d'arte, dalle arti decorative, ai gioielli, rappresenta la storia del mercato d'asta internazionale.  Per il Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore si tratta dell’ennesimo impegno a sostegno dell’arte, della letteratura, della musica e dello sport.  Un legame che nasce dalla  consapevolezza che un vino che vanta una lunga tradizione  è esso stesso cultura.

 

 

    Consorzio Tutela Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore

 


38432 incidenti: la tecnologia ci salverà la vita

 

03.02.2014 - Qual è il rapporto tra sicurezza al volante e tecnologia? Come testimoniano i dati sugli incidenti stradali, finiscono per essere nemiche.

Il tema della sicurezza è sempre più sotto i riflettori, lo testimonia il volume crescente di iniziative volte alla sensibilizzazione promosse da enti nazionali attraverso spot televisivi, campagne e incontri formativi rivolti ai ragazzi.

Nonostante i più uniscano le forze per sostenere la causa della ‘guida prudente’, permane il nemico sovrano della sicurezza alla guida: la distrazione da tecnologia. A chi non è capitato di distogliere lo sguardo dalla strada per alzare il volume alla radio, dare ordini al GPS sulla strada da percorrere o, molto peggio, rispondere al cellulare sapendo che potrebbe benissimo aspettare.

La concentrazione, e soprattutto, gli occhi devono essere puntati sulla strada, sui pedoni che l’attraversano e sui segnali.

 

Ricorriamo a qualche dato che dimostra quanto siano gravi le conseguenze che un solo attimo di distrazione può provocare: l’ultimo rapporto ACI-CENSIS classifica la distrazione alla guida come la prima tra le cause di incidenti in Italia, sono ben 38432 i casi. Seguita dal mancato rispetto delle regole della precedenza o del semaforo (causa di ben 37401 incidenti) e l’eccesso di velocità (25907 casi). Alle volte le statistiche sembrano essere più eloquenti delle chiacchiere.

I dati parlano chiaro, la distrazione proviene da una ‘tecnologia a portata di mano’. Nemico numero uno, il telefonino. Pe rispondere ad una telefonata tentiamo di guidare con una mano sola, credendo (e non è affatto così) di riuscire a  coordinare i gesti alla guida. Colpa anche del navigatore, che, come tutti sappiamo, molto spesso non recepisce correttamente gli input e ci porta fuori strada, costringendoci a distrarci per impostare nuovamente il percorso.

 

Quindi, che la tecnologia giochi un ruolo da protagonista negativo in fatto di incidenti è noto anche all’industria automobilistica che  ha deciso non fare orecchie da mercante e investire in sistemi innovativi per risolvere i problemi di sicurezza al volante.

 

Prima tra tutte la società belga Softkinetic che ha sviluppato la tecnologia di riconoscimento dei gesti che, con l’ausilio di una telecamera 3D installata nell’abitacolo, sfrutta il “monitoraggio dei gesti” per cambiare il modo con cui gli automobilisti interagiscono con i comandi dell’auto. Sarà in grado di aiutare il conducente a cambiare stazione radio senza spostarsi troppo dal volante, e addirittura analizzerà la sua posizione sul sedile per emettere un segnale qualora l’automobilista si stia per addormentare.

Quando ci si confronta su tecnologia Apple non resta certo in disparte, infatti, intende concedere in licenza alle case automobilistiche la tecnologia ‘Multitouch skin’ per la costruzione del  volante ‘sensibile al contatto’, basterà sfiorarlo per azionare, ad esempio, la funzione volume della radio senza perdere di vista la strada.

Si parla di contatto, chi ha pensato invece di potenziare la vista? General Motors, inventando il primo prototipo di parabrezza a realtà aumentata, il cd. ‘Head-Up Display’, che supporta il controllo del conducente sulla strada proiettando direttamente sul vetro del parabrezza e, senza ostacolare la visuale, le curve a cui va incontro con dei laser blu, i segnali stradali che appariranno in rosso e riprodurrà addirittura la sagoma del cane sbucato sulla strada di notte all’improvviso. La genialità del sistema prevede anche tre telecamere in grado di monitorare continuamente la direzione in cui sono rivolte le pupille per fornire le informazioni più utili al conducente. Per coloro i quali avessero intenzione di sperimentare le potenzialità di questa tecnologia: c’è da attendere fino al 2018, anno in cui GM prevede che approderà sul mercato.

Dunque, nonostante le attuali statistiche sugli incidenti lancino un allarme, la tecnologia può favorire la sicurezza stradale piuttosto che remarle contro. Naturalmente, prima di dare ad Apple, Softkinetic  e GM il premio di ‘paladini della sicurezza’, attendiamo che siano le future statistiche sugli incidenti a parlare.

Fonte: Assicurazioneauto.it

 

AUSED: nuovo Presidente

Andrea Provini è stato eletto nuovo Presidente AUSED per il biennio 2014-2015.

andrea-provini
L’Assemblea annuale dei soci AUSED (www.aused.org) ha eletto lo scorso 30 gennaio il nuovo Presidente per il biennio 2014-2015.
 Si tratta del dr. Andrea Provini, Global CIO di Bracco Imaging S.p.A.

Provini, laureato presso l’Università degli Studi di Milano, vanta una carriera d’eccellenza nell’ambito della direzione dei Sistemi informativi. Ha iniziato la sua carriera manageriale in RCS Mediagroup passando poi con ruoli di crescente responsabilità in Whirlpool Corporation, dove ha consolidato importanti esperienze internazionali. Nel 1997 ha assunto la sua prima direzione IT presso Cielo Venezia 1270 S.p.A., passando poi con lo stesso ruolo in Damiani Group, Faber S.p.A e Marazzi Group S.p.A. aziende nelle quali ha partecipato con successo a rilevanti processi di cambiamento ed internazionalizzazione dove l’ICT ha potuto sempre giocare un ruolo chiave.
Dal 2011 è in Bracco Imaging S.p.A. nel ruolo di Global CIO.

È con grande entusiasmo ed orgoglio – ha commentato Andrea Provini – che mi accingo a presiedere le attività AUSED del nuovo biennio. Ricevo da Erminio Seveso, Presidente uscente, e dal rinnovato Consiglio la grande responsabilità di guidare l’associazione in un’importante fase di cambiamento che prevede la definizione di un rinnovato piano strategico per l’associazione. Partendo dalle solide basi del presente, i valori e le competenze che hanno nel tempo consolidato l’autorevolezza e la rappresentatività di AUSED, muoveremo verso modi e strumenti innovativi di interpretare l’associazione. L’obiettivo è di permettere ad AUSED di divenire, ancora di più, il punto di riferimento per tutte le aziende rappresentanti l’universo della Domanda di servizi e strumenti ICT in Italia.”

L’Assemblea AUSED ha altresì nominato Socio Onorario il dr. Erminio Seveso, Presidente AUSED uscente, che negli ultimi cinque mandati ha saputo far crescere, anche dal punto di vista della comunicazione e della presenza territoriale, l’associazione, costruendo passo per passo una “macchina” solida ed efficace.

Si ricorda che AUSED (associazione utilizzatori sistemi e tecnologie dell’informazione) è un’associazione di aziende tra Utenti di Sistemi e Tecnologie dell’Informazione, indipendente e senza scopi di lucro. Quest’anno compie ben 38 anni di presenza sul territorio italiano e, in tutto questo tempo, è sempre stata al fianco dei CIO e C-Level, supportandoli attraverso molteplici attività e servizi.

domenica 2 febbraio 2014

PROSECCO DOC VOLA A NY




IN PARTENZA PER GLI USA IL CONSORZIO PROSECCO DOC
VOLA A NEW YORK PER UNA MISSIONE FORMATIVA

Treviso, 2 febbraio 2014. “Non bastano i risultati positivi per dirsi arrivati. La crescita a due cifre registrata quest’anno dagli USA nelle importazioni di Prosecco (+ 20,5% il 2013 sul 2012) costituisce per noi una ragione in più per investire in promozione e formazione in un mercato che crede in noi e dal quale ci giungono consensi sempre più incoraggianti”.

Queste le parole del Presidente Zanette alla vigilia di una missione a New York, la seconda da dicembre quando si era recato nella grande mela per presentare il Prosecco Doc negli ampi locali di Eataly. Questa volta l’evento vede la collaborazione di Vinitaly e si inserisce nel quadro delle azioni pianificate per Vinitaly Tour International.

L’operazione presenta dei caratteri di originalità rispetto allo standard delle promozioni effettuate  usualmente per diffondere la conoscenza dei prodotti di bandiera all’estero.
“Si tratta – spiega il Presidente Zanette - di una promozione articolata in quattro Master Class.
L’obiettivo non tanto celato è non solo la diffusione di una migliore conoscenza del Prosecco, ma anche la dimostrazione che si tratta di uno spumante con caratteristiche, anche organolettiche, ben precise grazie alle quali viene apprezzato in tutto il mondo da un pubblico tanto esteso quanto eterogeneo”.

In parole povere: il Prosecco non è una scelta favorita solo dal suo vincente rapporto qualità/prezzo, ma una preferenza che viene data a un vino che piace per le sue peculiarità intrinseche.
La prima Master Class  mira alla valorizzazione del territorio di produzione del Prosecco, l’area estesa nelle 9 provincie del Veneto e del FVG con, con degustazione di 6 distinte tipologie di Prosecco.
Il secondo appuntamento è interamente dedicato alla ricerca degli aromi che caratterizzano il Prosecco, giocando con la possibilità di odorare in contemporanea una selezione di fiori e frutta che si ritrovano nel nostro vino.
Un terzo incontro, condotto dal noto blogger italoamericano Lou Di PALO, sarà incentrato su valorizzazione e scoperta dei più diversi abbinamenti cibo - Prosecco.
Infine vi sarà una Master Class dedicata al confronto tra il Prosecco e gli altri spumanti: dai più rinomati californiani alle bollicine francesi passando per i grandi cugini spagnoli”.

Le quattro Master Class, sono già in overbooking da giorni. Verranno condotte da  alcuni apprezzati giornalisti americani e da alcuni sommelier del calibro di Giuseppe Rosati (in servizio stabile da Felidia, uno dei ristoranti italiani più noti a NY). Si rivolgono a un pubblico attento e desideroso di meglio conoscere un prodotto che negli ultimi anni gli Stati Uniti considerano un vero e proprio fenomeno.

LU-MIERE Calici di Cinema | "Il dramma della gelosia" di Scol

LU-MIERE Calici di Cinema | “Il dramma della gelosia” di Scola | ore 20.30 | Museo della Stampa, p.tta Duca d’Atene – Lecce |


Nuovo  appuntamento al Museo della Stampa di Lecce, martedì 4 febbraio, ore 20.30, con la rassegna Lu-Miere" Calici di Cinema, a cura di Antonio Manzo ed in collaborazione con il Grifone Arte Contemporanea.

Per il primo appuntamento di febbraio è stato scelto il "Dramma della Gelosia" di Scola.
E' un film commedia italiano del 1970, diretto da Ettore Scola, ed interpretato da Marcello Mastroianni, Monica Vitti e Giancarlo Giannini.
Presentato in concorso al 23º Festival di Cannes, valse a Mastroianni il premio per la migliore interpretazione maschile. La serata sarà introdotta da una breve scheda informativa sul film, il profilo del regista e la sua filmografia essenziale più alcuni spunti tematici per la lettura.

Lu-Miere" Calici di Cinema prevede una serie di proiezioni, a cadenza quindicinale, organizzate attraverso una programmazione organica e a tema che ripercorre le varie tappe della storia del cinema, omaggiando alcuni dei più rinomati registi italiani del ventesimo secolo.

La rassegna ha l'intento di promuovere l'Arte Cinematografica coinvolgendo sia l'appassionato della buona e vecchia pellicola d'autore, sia chi desidera rispolverare i vecchi classici, il tutto incorniciato in una location innovativa e senza tempo,luogo ideale dove far convivere le diverse arti e che racconta la storia della stampa.

La visione del film sarà allietata da un buon calice di vino delle più rinomate case vinicole locali, legando di volta in volta il nome dell’etichetta a quella del regista proposto, il tutto gentilmente offerto dallo sponsor ufficiale “Bottega del Corso” di Lecce.

info: museodellastampa@gmail.com

Siria: Salviamo il dittatore ? ; Morti 7300 bambini dal marzo del 2011 !!



Sembra essere opinione comune da parte degli stati quella di salvare la testa del dittatore Bashar al Assad . I trattati di pace  di Ginevra attualmente in essere rappresentano solo la facciata diplomatica di una guerra civile che si vuole far continuare. Alla luce  delle migliaia di morti, la guerra in Siria è solo una storia drammatica per i diritti umani. Sono oltre 136.000 le persone rimaste uccise in Siria dall'inizio del conflitto (marzo 2011), 47.998 sono i civili; tra le vittime , oltre 7.300 sono solo bambini. L'Osservatorio siriano per i diritti umani parla chiaro, dalla sua sede di Londra, e sottolinea come proprio lo scorso mese di Gennaio 2014 la recrudescenza del conflitto civile sia ampiamente aumentata dallo scoppio delle ostilità del 2011. Sembra chiaro che la comunità internazionale voglia favorire l’attacco finale del regime dittatoriale verso gli insorti. L'ultimo bilancio delle vittime registrato dall'ong alla fine di dicembre era di 130.433 morti, ma i violenti scontri tra ribelli e forze governative, così come tra ribelli e jihadisti, hanno causato quasi 6.000 morti da allora. Nel dettaglio, dall'inizio del conflitto sono almeno 31.629 i combattenti dell'opposizione ad essere rimasti uccisi, tra cui oltre 8.000 jihadisti; sul fronte del regime l'ong ha registrato la morte di 53.167 soldati e miliziani, di 271 combattenti del gruppo sciita libanese Hezbollah e di 338 membri di altre brigate sciite schierate al fianco di Damasco. Il bilancio dell'ong comprende anche 2.824 individui non identificati. L'Osservatorio ha sottolineato come il bilancio reale delle vittime potrebbe essere molto più pesante, a fronte dell'"estrema segretezza" da parte di ribelli, jihadisti e membri del regime sul numero dei propri caduti. L’appuntamento di Ginevra quindi ha solo allungato i tempi e nella prima fase come si evince dalle dichiarazioni  di Lakhdar Brahimi(diplomatico algerino), ha solo portato a risultati non certi. L’appuntamento del prossimo 10 febbraio si apre sotto l’Egidia dell’insicurezza , raggiungere un risultato utile sarà difficile, il dittatore ,infatti, non vuole fare nessun passo indietro. Dall’inizio dei negoziati sono morte 1900 persone. Ultima in ordine di tempo l’attacco sferrato  il 1 febbraio 2014 che ha provocato la morte di  46 civili, tra cui 13 bambini. Il raid è stato portato avanti dagli elicotteri del presidente  Bashar al Assad contro la città di Aleppo. La guerra civile continua ed i morti aumentano, la diplomazia internazionale continua a vivere una condizione di stallo e si parla  anche di una fuga organizzata dello stesso  Bashar al Assad attraverso la Turchia per cercare di arrivare ad una conclusione del conflitto.

                                                                                                       Di Maurizio Cirignotta

sabato 1 febbraio 2014

MALTEMPO: DANNI COSTANO 2,5 VOLTE LA PREVENZIONE++


Negli ultimi 20 anni per ogni miliardo stanziato in prevenzione ne sono stati spesi oltre 2,5 per riparare i danni con il Ministero dell’Ambiente ha quantificato infatti in circa 8,4 miliardi di euro i finanziamenti statali dati a politiche di prevenzione, mentre nello stesso periodo si sono spesi 22 miliardi di euro per riparare i danni causati da frane ed alluvioni. E’ quanto afferma la Coldiretti che con riferimento all’ultima ondata di maltempo evidenzia che il bilancio è ancora più grave se si considerano le vittime e tragedie familiari che frane e alluvioni hanno provocato. Investire nella prevenzione è sempre piu’ urgente precipitazioni, sempre più violente e frequenti per i cambiamenti climatici in un Paese dove - sottolinea la Coldiretti - con più di 5 milioni i cittadini italiani che ogni giorno vivono o lavorano in aree considerate ad alto rischio idrogeologico e 6.633 i Comuni che hanno all’interno del territorio aree ad elevato rischio di frana o alluvione. L’aver inserito il Piano irriguo nazionale in una delle quattro linee di intervento delle risorse del Fondo europeo di Sviluppo Rurale riconosce la necessità di intervenire prioritariamente nella stabilità idrogeologica del territorio nazionale anche perché gli studi evidenziano che le bombe d`acqua causano i danni più gravi nei pressi degli argini, dove purtroppo si continuano ad autorizzare costruzioni. A questa situazione di fragilità territoriale non è estraneo il fatto che l’Italia ha perso negli ultimi venti anni 2,15 milioni di ettari di terra coltivata per effetto della cementificazione e dell’abbandono che ha tagliato del 15 per cento le campagne colpite da un modello di sviluppo sbagliato che ha costretto a chiudere 1,2 milioni di aziende agricole nello stesso arco di tempo.  Ogni giorno viene sottratta terra agricola per un equivalente di circa 400 campi da calcio (288 ettari) che le zone esposte al pericolo di frane e alluvioni che riguardano ben il 9,8 per cento dell’intero territorio nazionale”. Per proteggere il territorio e i cittadini che vi vivono l’Italia - conclude la Coldiretti - deve difendere il proprio patrimonio agricolo e la propria disponibilità di terra fertile dalla cementificazione nelle città e dall’abbandono nelle aree marginali con un adeguato riconoscimento del ruolo, economico, ambientale e sociale dell’attività agricola

Negli ultimi 20 anni per ogni miliardo stanziato in prevenzione ne abbiamo spesi oltre 2,5 per riparare i danni con il Ministero dell’Ambiente ha quantificato infatti in circa 8,4 miliardi di euro i finanziamenti statali dati a politiche di prevenzione, mentre nello stesso periodo si sono spesi 22 miliardi di euro per riparare i danni causati da frane ed alluvioni. E’ quanto afferma la Coldiretti che con riferimento all’ultima ondata di maltempo evidenzia che il bilancio è ancora più grave se si considerano le vittime e tragedie familiari che frane e alluvioni hanno provocato. Investire nella prevenzione è sempre piu’ urgente precipitazioni, sempre più violente e frequenti per i cambiamenti climatici in un Paese dove - sottolinea la Coldiretti - con più di 5 milioni i cittadini italiani che ogni giorno vivono o lavorano in aree considerate ad alto rischio idrogeologico e 6.633 i Comuni che hanno all’interno del territorio aree ad elevato rischio di frana o alluvione. L’aver inserito il Piano irriguo nazionale in una delle quattro linee di intervento delle risorse del Fondo europeo di Sviluppo Rurale riconosce la necessità di intervenire prioritariamente nella stabilità idrogeologica del territorio nazionale anche perché gli studi evidenziano che le bombe d`acqua causano i danni più gravi nei pressi degli argini, dove purtroppo si continuano ad autorizzare costruzioni. A questa situazione di fragilità territoriale non è estraneo il fatto che l’Italia ha perso negli ultimi venti anni 2,15 milioni di ettari di terra coltivata per effetto della cementificazione e dell’abbandono che ha tagliato del 15 per cento le campagne colpite da un modello di sviluppo sbagliato che ha costretto a chiudere 1,2 milioni di aziende agricole nello stesso arco di tempo.  Ogni giorno viene sottratta terra agricola per un equivalente di circa 400 campi da calcio (288 ettari) che le zone esposte al pericolo di frane e alluvioni che riguardano ben il 9,8 per cento dell’intero territorio nazionale”. Per proteggere il territorio e i cittadini che vi vivono l’Italia - conclude la Coldiretti - deve difendere il proprio patrimonio agricolo e la propria disponibilità di terra fertile dalla cementificazione nelle città e dall’abbandono nelle aree marginali con un adeguato riconoscimento del ruolo, economico, ambientale e sociale dell’attività agricola.

MALTEMPO: MIGLIAIA AZIENDE SOTT'ACQUA, SI CONTANO I DANNI


Avviare le procedure per lo stato di calamita’ nei territori colpiti

 

Campagne sott’acqua con migliaia di aziende con i terreni allagati dalla violente precipitazioni che hanno provocato anche esondazioni di numerosi corsi d’acqua. E’ quanto emerge da un  primo monitoraggio della Coldiretti che chiede di avviare le procedure per verificare se esistono le condizioni per la dichiarazione dello stato di calamità nei territori colpiti. L’ondata di maltempo ha colpito sopratutto le regioni del centro Italia, dal Lazio alla Toscana dove sono stati allagati ettari ed ettari di terreni già seminati a grano non sopravviveranno perché l’acqua provoca l’asfissia radicale con una sorta di “soffocamento” e la conseguente perdita del prossimo raccolto.  Allagamenti si registrano un po’ in tutte le aree interessate dalle perturbazioni che hanno colpito anche attrezzature e macchine agricole. A preoccupare - sottolinea la Coldiretti - sono anche le frane e gli smottamenti sulle strade secondarie che impediscono la circolazione con il rischio isolamento per le aree rurali con i problemi per rifornire le stalle con foraggi e mangimi necessari all’alimentazione degli animali. La Coldiretti è impegnata nel monitoraggio e nella stima dei danni la cui conta è destinata a salire quando sarà più chiaro il futuro ed il destino dei raccolti. Siamo di fronte - continua la Coldiretti - ai drammatici effetti dei cambiamenti climatici che si stanno manifestando con il moltiplicarsi di eventi estremi, sfasamenti stagionali e precipitazioni brevi ma intense ed il repentino passaggio dal sereno al maltempo con vere e proprie bombe d'acqua che il terreno non riesce ad assorbire. Nell'82 per cento dei Comuni italiani sono presenti aree a rischio idrogeologico per frane e/o alluvioni ed oggi ben 5 milioni di cittadini vivono in zone di pericolo. A questa situazione - denuncia la Coldiretti - non è certamente estraneo il fatto che un modello di sviluppo sbagliato ha tagliato del 15 per cento le campagne e fatto perdere negli ultimi venti anni 2,15 milioni di ettari di terra coltivata. Ogni giorno - conclude la Coldiretti - viene sottratta terra agricola per un equivalente di circa 400 campi da calcio (288 ettari) che vengono abbandonati o occupati dal cemento.

 


CRISI: CIBI SCADUTI IN TAVOLA PER 60% DEGLI ITALIANI


CRISI: COLDIRETTI, CIBI SCADUTI IN TAVOLA PER 6 ITALIANI SU 10


Le differenze ed i consigli per risparmiare senza rischi per la salute 


Nell'ultimo anno sei italiani su dieci (59 per cento) hanno mangiato cibi scaduti. E’ quanto emerge da un sondaggio on line condotto dal sito www.coldiretti.it sugli effetti della crisi sui consumi delle famiglie.  In particolare - sottolinea la Coldiretti - ben il 34 per cento dei rispondenti ha portato in tavola alimenti fino ad una settimana dopo la data di scadenza, ma ben il 15 per cento fino ad un mese e l’8 per cento anche oltre, mentre il 2 per cento degli italiani non guarda mai la data di scadenza. In generale, consumare prodotti alimentari oltre la data di scadenza può esporre - sottolinea la Coldiretti - a rischi rilevanti  per la salute mentre nel migliore dei casi significa portare in tavola alimenti che hanno perso le proprie caratteristiche di gusto o aroma, ma anche nutrizionali.
Si tratta di una tendenza preoccupante che - sostiene la Coldiretti - conferma gli effetti negativi della crisi sulla qualità dell’alimentazione degli italiani che hanno dovuto tagliare la spesa, ridurre gli acquisti di alimenti indispensabili per la dieta e rivolgersi a prodotti low cost che non sempre offrono le stesse garanzie qualitative.  Gli acquisti di frutta e verdura nel 2013 sono scesi al minimo da inizio secolo con le famiglie che - prosegue la Coldiretti - hanno messo nel carrello appena 320 chili di ortofrutta nel corso del 2013, oltre 100 chili in meno rispetto al 2000 mentre il 16,8 per cento degli italiani non possono permettersi un pasto proteico adeguato ogni due giorni secondo l’Istat. Ad aumentare sono solo le vendite di prodotti alimentari low cost nei discount che sono gli unici a dare segnare un aumento nel corso del 2013 (+1,7 per cento) mentre le gli acquisti alimentari degli italiani scendono complessivamente del 3,9 per cento.

Per essere pienamente consapevoli dei pericoli che si corrono nel consumare alimenti scaduti occorre conoscere - prosegue la Coldiretti - la differenza tra la data di scadenza vera e propria e il termine minimo di conservazione che viene indicato sulle confezioni. La data di scadenza vera e propria - precisa la Coldiretti -  è la data entro  cui il prodotto deve essere consumato ed anche  il termine oltre il quale un alimento non può piu’  essere posto in commercio. Tale data di consumo non deve essere superata altrimenti ci si può esporre a rischi importanti  per la salute. Si applica ai prodotti preconfezionati, rapidamente deperibili da un punto di vista microbiologico ed è indicata con il termine “Da consumarsi entro” seguito dal giorno, il mese ed eventualmente l’anno e vale indicativamente per tutti i prodotti con una durabilità non superiore a 30 giorni.

A differenza - continua la Coldiretti – il Termine Minimo di Conservazione (TMC) riportato con la dicitura “Da consumarsi preferibilmente entro“  indica  la data fino alla quale il prodotto alimentare conserva le sue proprieta' specifiche in adeguate condizioni di conservazione. Cioè indica  soltanto la finestra temporale entro la quale si conservano le caratteristiche organolettiche e gustative, o tutt'al più, nutrizionali, di un alimento, senza con questo comportare rischi per la salute in caso di superamento seppur limitato della stessa. Si sottolinea però che tanto più ci si allontana dalla data di superamento del TMC, tanto più vengono a mancare i requisiti di qualità del prodotto , quale il sapore, odore, fragranza, ecc.

Attualmente - spiega la Coldiretti - solo pochi alimenti hanno una scadenza prestabilita dalla legge come il latte fresco (7 giorni) e le uova (28 giorni). Per tutti gli altri prodotti la durata  viene stabilita autonomamente dagli stessi produttori, in base ad una serie di fattori che vanno dal trattamento tecnologico alla qualità delle materie prime, dal tipo di lavorazione e di conservazione per finire con l’imballaggio. Per questo, non è difficile, durante un controllo commerciale, vedere due prodotti simili, ma di marchio differente con data di scadenza diversa. E’ infatti compito di ogni singola azienda effettuare prove di laboratorio sui propri prodotti, per misurare la crescita microbica e valutare dopo quanti giorni i valori organolettici e nutrizionali cominciano a modificarsi in modo sostanziale.

Il risultato è ad esempio che -  continua la Coldiretti - per l’olio d’oliva extra vergine alcune aziende  consigliano il consumo entro 12  mesi, altre superano i 18, con il rischio di perdere le caratteristiche nutrizionali e di gusto secondo studi del dipartimento di Scienze e tecnologie alimentari e microbiologiche dell’università di Milano. Tali ricerche  evidenziano come gli effetti del mancato rispetto dei tempi di scadenza variano - continua la Coldiretti - da prodotto a prodotto: per lo yogurt, che dura 1 mese, il prolungamento di 10-20 giorni non altera l’alimento, ma riduce il numero dei microrganismi vivi, mentre al contrario per i pomodori pelati quasi tutte le confezioni riportano scadenze di 2 anni anche se la qualità sensoriale è certamente migliore se si consumano prima.

La tentazione di mangiare cibi scaduti è spesso dettata nelle case anche dalla volontà di ridurre gli sprechi che secondo l’indagine Coldiretti/Ixe’ ha coinvolto piu’ di sette italiani su dieci (73 per cento) nel 2013. Un obiettivo che però non deve andare a scapito della qualità dell’alimentazione ma puo’ essere egualmente raggiunto - conclude la Coldiretti - facendo la spesa in modo piu’ oculato magari nei mercati degli agricoltori di Campagna Amica dove i prodotti sono piu’ freschi e durano di piu’, riducendo le dosi acquistate, o riutilizzano nei tempi giusti quello che avanza con i piatti della cucina del giorno dopo.
 


NELL’ULTIMO ANNO HAI MANGIATO CIBI SCADUTI ? %

No mai                                                                                                           41

Sì, ma non oltre una settimana                                                                   34

Sì, ma non oltre un mese                                                                             15

Sì, anche oltre un mese                                                                               8

Non guardo la data di scadenza                                                                2



Fonte: www.coldiretti.it  


Dalla Slovacchia l'invenzione di una plastica organica resistente a peso e urti


In un articolo pubblicato sul  quotidiano Hospodarske Noviny e riportato dall’agenzia Tasr, è stata segnalata la scoperta di una nuova tecnologia per la produzione di sacchetti di plastica che si decompongono senza lasciare residui entro pochi giorni.

Una scoperta che vale la pena riportare anche in Italia, rileva Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, perché potrebbe costituire un ulteriore passo per la graduale scomparsa a livello globale delle materie plastiche sintetiche derivate dal petrolio che tanto danno producono all’ambiente per i tempi biblici di decomposizione.

I ricercatori dell’Università Tecnica Slovacca (STU) di Bratislava, avrebbero inventato un  nuovo prodotto plastico costituito da materie puramente organiche (siero di latte, canna da zucchero e mais) che si decompone in brevissimo tempo una volta immesso nel compost.

L’equipe di scienziati ha già presentato una domanda per il brevetto della scoperte alle autorità internazionali, e secondo il giornale il materiale dovrebbe entrare presto nell’uso commerciale, tant’è che vi sarebbero già le prime trattative con produttori di involucri di plastica e un produttore di stampanti 3D.

Secondo alcuni esperti, l’invenzione vale milioni di euro.

Pavel Olexy del Dipartimento per la Plastica e Gomma della Facoltà di Chimica e Tecnologie Alimentari della STU ha detto che il contributo fondamentale del team slovacco nella messa a punto della tecnologia è l’aver rimosso una delle caratteristiche maggiormente negative dei materiali organici, la fragilità, creando una combinazione unica di polimeri e additivi, che insieme rendono il materiale stabile.

 


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