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sabato 5 novembre 2016

Sharing economy o economia collaborativa: investire o essere investiti? Un cambio di paradigma

Novembre è il mese in cui Milano si interroga sul tema della sharing economy in occasione del convegno Sharitaly, l'evento leader in Italia sull'economia della collaborazione con l'obiettivo di promuovere il dibattito e lo scambio di pratiche e favorire la contaminazione tra comunità, piattaforme, amministrazioni e aziende. 
E' per questo che ho pensato, di condividere con la nostra community, attraverso il nostro COPERNICO RADAR, l'osservatorio di Copernico sul mondo del lavoro, nuove tendenze e lifestyle alcune riflessioni non solo sulla sharing economy in generale ma anche  del concetto di economia collaborativa, del perché sta acquisendo sempre più rilievo nel panorama italiano e internazionale e perché, in futuro, non se ne potrà fare a meno.

La sharing economy è basata sulla condivisione di beni sotto-utilizzati, condivisi con consumatori alla ricerca di risparmio e nuove esperienze. 
L'esemplificazione più efficace riguarda le seconde case, utilizzate in Italia al 6% medio annuo (fonte Halldis), costose e illiquide. 
In questo contesto, Airbnb (azienda americana valutata 26 miliardi di dollari) consente al privato di affittare direttamente ad un altro privato, Halldis (marchio leader in Italia) abilita la gestione per conto del proprietario, che vuole condividere la propria casa con altri turisti e viaggiatori. 
Il risultato è un beneficio netto per tutti: il consumatore ottiene l'esperienza desiderata al giusto prezzo, il proprietario dell'immobile un rendimento, la società nel suo complesso rimette in circolo gli immobili sfitti e l'economia turistica.

Ma su che basi nasce la sharing economy, che oggi si estende ad una miriade di altre categorie merceologiche come auto, vestiti, strumenti di lavoro e tecnologici, competenze e soldi? E' fenomeno di moda o segnale di una rivoluzione strutturale?

Astraiamoci per un attimo dalla sharing economy in sé e guardiamo agli scenari internazionali che si presenteranno tra qualche anno: avremo una popolazione che da 7 miliardi di individui raggiungerà i 9 miliardi nel 2030, un debito pubblico globale che crescerà dal 46% al 96% del PIL, dal 2007 al 2035 (fonte Future State 2030 KMPG) e un progressivo consumo delle risorse del pianeta. 
Nel 2030, un miliardo di persone vivrà in luoghi con carenza cronica di acqua, un problema non da poco: possiamo tranquillamente affermare che l'acqua sarà il petrolio di domani.  
Allo stesso tempo, nel 2030, il 60% della popolazione globale farà parte di una classe media (27% nel 2009) dotata di accesso ad internet e alle tecnologie mobile, con aspettative di consumo paragonabili alla classe media italiana oggi.

Si profila, quindi, un futuro di benessere diffuso in cui sarà necessario un approccio culturale diverso votato alla moderazione e alla sussidiarietà
Ne parlava già Jeremy Rifking, economista e attivista statunitense, nel 2000, quando con l'Era dell'Accesso dipingeva un cambio di paradigma dei valori dell'uomo: dalla proprietà all'accesso, dai beni all'esperienza. 
La sharing economy consente ai consumatori, quindi, di condividere i beni, dandone accesso temporaneo ad altre persone per un beneficio reciproco.

Ma come impatta questo cambiamento per le aziende? 

Nel mondo delle organizzazioni si parla di economia collaborativa, un passo oltre rispetto alla condivisione delle risorse propria della sharing economy, che Rachel Botsman, esperta del settore e founder del Collaborative Lab, definisce "un sistema economico di reti e mercati decentrati che sfrutta le attività inutilizzate facendo corrispondere richiesta ed offerta, bypassando gli intermediari tradizionali". 

L'economia collaborativa implica un approccio sofisticato e proattivo, ed è alla base della capacità di innovare

Gli ultimi cinque anni di pensiero manageriale ci pongono all'attenzione come l'innovazione sia elemento differenziante tra aziende di successo e aziende che periscono. 
In un contesto di economia stanca da molti anni, è interessante osservare come gli operatori economici – professionisti, pmi, grandi aziende – siano estremamente ricettivi alla condivisione delle risorse e chiaramente orientati al fare rete con altre realtà.

Un modello di economia collaborativa tra aziende è evidente negli Stati Uniti, dove è nata nel 2010 Wework, un'azienda oggi valutata oltre 10 miliardi dollari. 
Adam Neumann, il Co-founder e CEO, la definisce una piattaforma tecnologica che connette consumatori  creativi a spazi di lavoro. 

Una realtà, quindi, specializzata nello sviluppo e gestione di grandi spazi di lavoro innovativi a supporto di una forza lavoro in costante crescita: 
i freelancer.  Wework mette a disposizione dei suoi 30.000 members, distribuiti in 18 città internazionali (tra USA, GB e Europa), spazi fisici in cui lavorare, servizi a supporto della vita quotidiana – dall'assicurazione medica, all'IT, dal legal alla formazione, eventi formali e informali per incoraggiare gli incontri e una app che supporta la connessione e il lavoro virtuale con gli altri members. 

Un'esperienza simile è tutta italiana: Copernico. Una piattaforma dove in 9 sedi gli oltre 3000 membri, condividono spazi comuni come ristorante, club, coworking, sale meeting, ma soprattutto dove nascono giornalmente nuovi business e esperienze di condivisione della conoscenza e sperimentazioni collaborative

L'esempio della vita quotidiana di Copernico ci fa pensare che le aziende Italiane, apparentemente incagliate in un sistema stanco, siano invece proiettate verso gli scenari di prospettiva disegnati dalle best practice di matrice anglosassone.

Secondo una recente ricerca di Deskmag (il magazine online americano per lo smart working), il numero di questo genere di spazi continua a crescere a livello globale: solo nell'ultimo anno è  aumentato del 36%, per un totale di circa 7.800 luoghi sparsi nel mondo, al servizio di mezzo milione di persone, ovvero 46% in più rispetto all'anno scorso

Il motivo principale per cui i lavoratori moderni cercano questo tipo di contesto è creare una comunità: infatti per il 71% dei lavoratori, l'interazione resta in cima alle ragioni per cui scegliere un tipo di organizzazione più "smart" e meno convenzionale. 

Questi sono i veri centri nevralgici del nuovo modo "intelligente" di pensare il lavoro, spazi ideati proprio per facilitare la permeabilità tra business, vita quotidiana ed entertainment, per condividere conoscenze attraverso incontri dedicati alle avanguardie e a temi di interesse per lo sviluppo delle aziende.

L'economia collaborativa richiede un forte investimento culturale per le aziende e per gli individui, rappresenta tuttavia il migliore degli investimenti in un contesto di risorse scarse. 
Un contesto che in Italia è già vita vissuta da lungo tempo, e che oggi dunque pare rappresentare un'opportunità (culturale) piuttosto che un problema (strutturale).

Pietro Martani, CEO Copernico Holding Spa


COPERNICO RADAR
L'osservatorio smart  di COPERNICO – Where Things Happen sul mondo del lavoro, nuove tendenze e lifestyle
COPERNICO Where Things Happen è la piattaforma che innova la tradizionale visione dello spazio di lavoro e dà un nuovo volto allo smart working. COPERNICO gestisce attualmente 8 edifici, pari a 25.000 mq, ospita più di 600 aziende. Oltre 3.000 utenti quotidianamente utilizzano i suoi spazi come sede di lavoro e luogo preferenziale per meeting ed organizzazione di eventi.


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Arriva in Italia ZACAPA ROYAL. La gamma del pregiato rum guatemalteco si arricchisce di una nuova referenza.

Zacapa®, il rum guatemalteco considerato tra i migliori al mondo, annuncia l'arrivo in Italia di Zacapa Royalla nuova referenza extra lusso che arricchisce e amplia la sua già pregiata e celebre gamma.

Frutto del talento della Maestra Mezcladora, Lorena Vasquez, Zacapa Royal è un distillato d'eccellenza affinato in botti d'eccezione, fatte di rovere franceseproveniente esclusivamente da quattro foreste in passato appartenute ai reali di Francia conosciute col nome di Le Bois du RoyTMZacapa Royal è stato meticolosamente distillato da Lorena Vasquez, che ha selezionato con la massima cura i rum più rari e maturi custoditi nelle vaste cantine degli altipiani guatemaltechi e ha sviluppato, applicando il Sistema Solera, un lento processo di invecchiamento che utilizzando diversi tipi di botti per dare al liquidouna complessità e intensità di note unica.

L'esclusiva miscela dei rum selezionati, tutti invecchiati a lungo e in alcuni casi fino a 30 anni, è stata posta per la fase di affinamento finale in botti di rovere Le Bois du RoyTM per conferirle aromi e sapori complessi e delicati. Il pregiato legno di queste botti molto ricercate è protetto fin dal XIIIsecolo, quando l'abbattimento degli alberi fu soggetto a severe restrizioni dal Re di Francia. Da allora le botti sono state prodotte in quantità molto limitate e utilizzate unicamente per le riserve più preziose. Il risultato al naso e al palato è un sontuoso bouquet con punte intense di chiodo di garofano, cioccolato, frutta secca, noce moscata e mandorle tostate, accompagnate da note ricche e cremose di vaniglia e caramello. Questa raffinata composizione è in netto contrasto con l'equilibrio delle note dolci e speziate di cioccolato fondente alla ciliegia dello Zacapa XO: quello di Zacapa Royal è un gusto nuovo e sorprendente davvero memorabile. 

Lorena Vasquez sottolinea: "Nato dall'incontro di rum invecchiati fino a 30 anni e affinato in pregiate botti di rovere francese, Zacapa Royal è di una ricchezza davvero sublime. Straordinario per la profondità dell'aroma, il colore pieno, il sapore ricco. Siamo certi di aver creato un nuovo blend di qualità e gusto senza confronti, diverso da tutti gli altri.

"La complessità e la molteplicità dei sapori di Zacapa Royal – consiglia Lorena Vasquez – siapprezzano al meglio se bevuto liscio, per consentire al suo intenso aroma e al suo gusto ricco di svilupparsi pienamente. Personalmente preferisco degustare il suo carattere sublime in accompagnamento a una cena speciale o come digestivo, da sorseggiare senza fretta." 

Montserrat de Rojas, Global Marketing Brand Director di Zacapa, aggiunge: "Sappiamo che i consumatori mostrano un palato sempre più raffinato ed esigente, così come il crescente desiderio di vivere esperienze di gusto inedite, sorprendenti. Siamo convinti che la complessità di questo nuovo, nobile distillato saprà conquistare gli amanti del rum, del whisky e del cognac e sedurre chi ancora non conosce il nostro brand."
"Zacapa è il rum leader del mercato nel segmento premium e uno dei più premiati al mondo – continua Montserrat de Rojas – non potremmo essere quindi più entusiasti di arricchire la nostra gamma con un prodotto così pregiato."
La storia di Zacapa Royal ha inizio nella "Casa sopra le nuvole", a 2.300 metri sul livello del mare, sugli altipiani del Guatemala dove il tempo scorre lento per creare un rum di eccelsa qualità e incredibile complessità. Zacapa nasce da una combinazione più unica che rara di suolo e clima, estratto dal "miele vergine di canna da zucchero" più pregiato e invecchiato lentamente nelle fresche alture guatemalteche. Il sublime distillato ottenuto dopo anni di paziente attesa è la testimonianza dell'Arte della Lentezza, la magica filosofia di Zacapa.

In vendita a un prezzo di 260 a bottiglia, Zacapa Royal si posiziona di diritto nella fascia premium dei rum di qualità superiore, garanzia di un gusto straordinariamente ricco che promette di estasiare il palato. I rum Zacapa® sono disponibili nelle migliori enoteche, i locali e i ristoranti più esclusivi del mondo. 




DIAGEO 
Diageo è l'azienda leader mondiale del mercato bevande alcoliche, con un portfolio estremamente ricco di marchi prestigiosi Johnnie Walker, Crown Royal, J&B, Buchanan's e Windsor whisky, le vodke Smirnoff, Cîroc e Ketel One,  Captain Morgan, Baileys, Don Julio, Tanqueray e Guinness.
Diageo è quotata in borsa alla London Stock exchange (DGE) e alla New York Stock Exchange (DEO) e i suoi prodotti sono venduti in oltre 180 paesi in tutto il mondo. 
Maggiori informazioni su Diageo, sulle sue persone, sui suoi marchi e sul suo andamento sono disponibili all'indirizzo www.diageo.com
Dettagli sulla piattaforma globale di Diageo che promuove il bere responsabile si possono trovare sul sito www.DRINKiQ.com, insieme a informazioni su iniziative e strumenti per condividere le casistiche d'eccellenza.
Celebrating life, every day, everywhere.

ZACAPA®
ZACAPA è uno dei migliori rum del mondo. Prodotto nelle fertile terra del Guatemala , questo rum ultra premium è il risultato di una combinazione unica di terra, clima e ingredienti naturali dosati con perizia artigianale, e di uno speciale processo di invecchiamento in altitudine. Diversamente dalla maggior parte rum, che utilizzano melassa, ZACAPA viene prodotto con il solo succo concentrato della canna da zucchero, denominato ' miel virgen'. Invecchiato nalla 'Casa Sopra le nuvole', a un'altitudine di 2.300 metri, Zacapa viene affinato con l'antico Sistema Solera. Qui il clima fresco consente un lento e perfetto scambio di aromi tra il rum ed il legno delle botti di rovere, che hanno precedentemente ospitato robusti bourbon, delicati sherry, raffinati vini Pedro Ximénez e, nel caso di XO, pregiati cognac francesi. Zacapa è di proprietà di Rum Creation and Products Inc. (RCP), una joint venture 50/50 tra DIAGEO e Industrias Licoreras de Guatemala ( ILG ). DIAGEO è anche il distributore globale di Zacapa ad eccezione del Centro America e Guatemala Duty Free.


Informazioni sul Gruppo Industrias Licoreras de Guatemala (ILG):
Industrias Licoreras de Guatemala (ILG), attiva da oltre 90 anni, oggi è un gruppo in costante crescita. Ha ottenuto riconoscimenti in tutto il mondo a partire dal 1998 per la qualità dei suoi prodotti Hecho en Guatemala. ILG gestisce una propria distilleria e quattro stabilimenti produttivi, investe costantemente nell'innovazione tecnologica e ha filiali sui mercati in molti paesi del Centro America. Rum Creation and Products, Inc. (RCP) fa parte del gruppo Industrias Licoreras de Guatemala.



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Nuovo boom di #brexit su Twitter, ma stavolta vince il #remain

L'hashtag torna di moda dopo la decisione della Corte suprema britannica. Prevale la voglia di restare nell'Ue

A poco più di 4 mesi dal referendum con cui il popolo britannico ha detto "good bye" all'Unione Europea #brexit torna prepotentemente in cima ai topic trend di Twitter. Lo sostiene un'indagine di www.ilsocialpolitico.it, il primo "social magazine" che indaga sull'attività 2.0 di politica, istituzioni, influencer e fenomeni sociali.
A dare nuovo impulso al tema è stata la decisione della corte Suprema Britannica di derubricare a mera "consultazione popolare" il voto del 23 giugno scorso e di demandare al Parlamento del Regno Unito la decisione definitiva sulla permanenza o meno nell'Ue. Pochi minuti dopo la pronuncia della massima istanza giudiziaria di Londra #brexit è schizzato ai primi posti della classifica Twitter.
I numeri parlano chiaro: una media di oltre 5.600 tweet l'ora sull'argomento. Dati cui si aggiungono quelli del reach (cioè gli utenti unici potenzialmente raggiunti da post contenenti il topic), pari a circa 2 milioni e 150 mila, e delle impressions (vale a dire il numero di volte che l'oggetto sociale in questione ha avuto possibilità di essere visto da un certo pubblico), che hanno raggiunto grosso modo quota 2 milioni e 800 mila.
Ma il dato più importante è un altro. I tweet contenenti l'hashtag correlato #remain (solo o associato a #brexit) hanno raggiunto 1 milione e 600 mila utenti unici e sono stati potenzialmente visti 1 milione e 780 mila volte. Viceversa i "cinguetti" con #leave hanno agguantato circa 970 mila profili singoli e sono stati potenzialmente letti 1 milione e 170 mila volte. Non solo: tra i tweet contenenti #leave l'hashtag #remain è stato uno dei più utilizzati. Insomma il topic che invoca il mantenimento del sodalizio Londra-Bruxelles risulta essere il più virale nel contesto generale di una discussione sulla Brexit.
Twitter ha quindi dato voce a quella parte di opinione pubblica britannica che in questi mesi non si è rassegnata all'uscita dall'Unione Europea. Un dato che i parlamentari del Regno Unito non potranno sottovalutare. Lo stesso vale per le inquietudini espresse da chi nelle scorse ore ha tweetato sull'argomento. Associate a #brexit troviamo parole chiave che aprono interrogativi cui i politici inglesi dovranno mettere mano nel momento in cui adotteranno la decisione definitiva. Tra i problemi sollevati troviamo in particolare quelli relativi ai profughi (migrants, refugee e Calais) e alla situazione economica che la Gran Bretagna si troverà ad affrontare (finance e market growth) nei prossimi anni.

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Chi siamo:  IlSocialPolitico.it è il primo "social magazine" che indaga sull'attività 2.0 di politica, istituzioni, influencer e fenomeni sociali.  Nato da un'idea dei giornalisti Luca La Mantia e Guido Petrangeli, il Social Politico è un portale d'informazione ed un osservatorio sui social media, intesi come i nuovi strumenti di comunicazione politica. 


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Vino: Germania Paese obiettivo delle 19 aziende dell'Istituto Grandi Marchi. Lunedì a Monaco evento istituzionale


(5 novembre 2016). Presidiare il posizionamento qualitativo del vino italiano e valorizzare le varietà produttive regionali, lavorando sul valore - più che sul volume - del nostro export enologico sul primo mercato europeo di sbocco, la Germania.  Sono questi gli obiettivi della trasferta tedesca delle 19 cantine dell'Istituto del vino Grandi Marchi che, lunedì 7 novembre a Monaco, apriranno ufficialmente il loro evento istituzionale a cadenza annuale. Per il terzo anno consecutivo, quindi, l'Istituto che esprime il 7% dell'export vinicolo complessivo nazionale e che vanta ben 12 regioni rappresentate, sceglie il top market europeo per fare il punto su una piazza consolidata ma con una competizione sempre più forte.

Per il presidente dell'Istituto, Piero Mastroberardino: "Un posizionamento di pregio per il vino italiano è il paradigma da seguire per sostenere le nostre esportazioni in Germania. I prodotti della vigna del nostro Paese meritano che gli apprezzamenti qualitativi ormai riconosciuti dalla critica internazionale si traducano in ritorni di valore adeguati agli investimenti in ricerca, sperimentazione, innovazione che gli operatori della nostra filiera fanno senza interruzione ormai da tanti anni. Il mercato tedesco – prosegue Mastroberardino – ha ampi spazi decisamente interessanti per questa categoria di vini: c'è un pubblico evoluto e pronto a recepire il messaggio esclusivo che il brand 'vino italiano' incorpora e diffonde. Per questo servono azioni mirate – conclude il presidente di Grandi Marchi – rivolte a far emergere la ricchezza del vigneto tricolore con specifici programmi di educazione e informazione dedicati soprattutto ai giovani".

Per il loro evento istituzionale, che dopo la tappa di Monaco proseguirà a Colonia (8 novembre), le 19 cantine dell'Istituto Grandi Marchi saranno protagoniste di un seminario- tasting guidato dal giornalista e scrittore Steffen Maus. In degustazione le migliori etichette delle imprese associate, secondo uno schema di presentazione che evidenzierà ed esalterà le diverse peculiarità produttive regionali e l'originale interpretazione qualitativa delle aziende associate.

 

Istituto del vino italiano Grandi Marchi: Alois Lageder, Argiolas, Biondi Santi Greppo, Ca' del Bosco, Michele Chiarlo, Carpenè Malvolti, Donnafugata, Ambrogio e Giovanni Folonari Tenute, Gaja, Jermann, Lungarotti, Masi, Marchesi Antinori, Mastroberardino, Pio Cesare, Rivera, Tasca D'Almerita, Tenuta San Guido, Umani Ronchi. www.istitutograndimarchi.it



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venerdì 4 novembre 2016

Dal giapponese ALOS 2 nuovi dettagli sugli effetti del terremoto

                               
Le elaborazioni effettuate dal Cnr-Irea sulle immagini radar acquisite dal sensore giapponese ALOS 2 (operante in banda L), relativamente al terremoto del 30 ottobre 2016, confermano i risultati ottenuti dalle precedenti analisi basate sui dati dei sensori Sentinel-1 e COSMO-SkyMed, aggiungendo nuovi dettagli.

In particolare, la mappa di deformazione co-sismica (fig. 1), calcolata utilizzando le immagini ALOS 2 pre e post-evento (acquisite rispettivamente il 24 agosto e il 2 novembre 2016), evidenzia due lobi principali di deformazione. Il primo, che interessa l’area di Norcia, mostra uno spostamento verso ovest e un sollevamento che, nella linea di vista del radar, corrispondono a circa 35 cm di deformazione. Il secondo mette in luce un significativo abbassamento del suolo nell’area di Castelluccio (più di 60 cm in linea di vista del sensore) e uno spostamento verso est dell’area di Montegallo.

Figura 1 Mappa di deformazione co-sismica (nella linea di vista del radar), ottenuta con la tecnica dell'interferometria radar differenziale, a partire dai dati radar ALOS 2 acquisiti il 24/08/2016 ed il 02/11/2016, da orbite ascendenti

L'interferogramma ALOS 2 elaborato da Ingv (fig. 2) mostra ancora una volta la complessità della deformazione a scala locale. I due profili (fig. 3) tracciati attraverso le zone di massima deformazione nelle aree interessate dai due terremoti di Visso M 5.9 e Norcia M 6.5, mostrano il movimento della superficie terrestre causato dallo scorrimento in profondità dei due lati del piano di faglia, avvenuto durante i due eventi sismici. Grazie alla loro minore sensibilità alla copertura vegetale rispetto ai dati di altri satelliti, i dati ALOS 2 forniscono informazioni molto importanti per ricostruire geometria e posizione delle sorgenti sismiche.                  
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Figura 2 Interferogramma ALOS 2. L'ellissi mostra la zona in cui il terreno si è allontanato dal satellite lungo la linea di vista. Questa direzione è inclinata rispetto alla verticale di 34° verso est.
Le linee che tagliano l'interferogramma da ovest a est sono le tracce dei profili in figura 3.

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Figura 3 Valori dei movimenti del suolo causati dai due eventi di Visso e Norcia, misurati su due profili le cui tracce sono mostrate in fig. 2.

I dati ottenuti dal satellite ALOS 2 sono frutto degli accordi esistenti tra l’Agenzia Spaziale Italiana e quella giapponese (Jaxa), ulteriore dimostrazione della cooperazione internazionale che è alla base dell’attività spaziale, come già evidenziato con i satelliti Cosmo SkyMed e Sentinel in molteplici occasioni. 

Roma, 4 novembre 2016

Climaveneta conquista un’altra vetta … a Milano!

Unità Climaveneta sulla cima di Torre Hadid
Cresce ancora il numero delle unità Climaveneta installate presso le nuove torri in costruzione in Italia e nel Mondo. E’ infatti da poco terminata la posa delle unità Climaveneta presso Torre Hadid, progettata da Zaha Hadid Architects, in via di realizzazione sull’area dell’ex Fiera di Milano.
La torre, alta 170 metri e composta da 44 piani, ospiterà dal 2018 il quartier generale del Gruppo Generali, proprietario dell’intera area Citylife su cui sorge. Il volume fuori terra è costituito dal grattacielo di 39 piani ad uso uffici posato su un podio polifunzionale di altri 4 piani, che ospiterà un cinema multisala, ristoranti e spazi commerciali.
Entrambi i volumi sono serviti da unità Climaveneta: centrali trattamento aria con una portata aria totale di 300.000 m3/h per climatizzare la torre ed una combinazione di CTA e roof top con una portata aria totale di 150.000m3/h per il podio. Una particolarità di questo ambizioso progetto è data dal fatto che le CTA a servizio della torre sono dotate di un doppio sistema di recupero rotativo entalpico ad elevata efficienza e di un doppio sistema di ventilazione in grado di assicurare continuità di funzionamento in qualsiasi circostanza. Ancora 4 delle 8 CTA della torre sono state posate proprio in questi giorni nei locali impianti posti al 42esimo piano. Per poter alloggiare agevolmente queste potenti unità in un locale di dimensioni ridotte, posto al penultimo piano dell’edificio, l’installatore ha deciso di sollevarne i pezzi con la gru e quindi assemblare le unità sul posto, per poi procedere con i lavori di carpenteria necessari a chiudere la copertura del piano.
Altra particolarità dell’impianto è data dagli 11 roof top a servizio del multisala nel podium, che sono dotati di recupero rotativo entalpico in grado di ottenere dall’aria in espulsione sia calore sensibile che latente, tanto in funzionamento invernale quanto estivo. In particolare, il recupero latente favorisce la deumidificazione in estate e l’umidificazione degli ambienti serviti in inverno, con valori di efficienza energetica molto elevati.
Efficienza, flessibilità, affidabilità: queste le parole chiave di una nuova ed importante installazione Climaveneta nel cuore di Milano.

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Media Relations
Sara Di Clemente
sara.diclemente@climaveneta.com

Presentazione In esilio da me di Giovanna Fracassi presso Padova Expo Libri, dall’11 al 14 novembre 2016, Padova

Da tempo/ ti cerco/ nei lembi stracciati/ e indifferenti/ dell’Universo/ fra gli atomi freddi/ nelle algide e sterili pieghe/ della notte più lontana.// Ma non sento./ Ma non vedo./ Ma non tocco.// Nulla ho da offrirti/ seppure/ tu lo volessi.// Resto sorda./ Resto cieca./ Resto immobile.// Qui al centro del vuoto.// [...]” – “Relativo” da “In esilio da me

Dall’11 al 14 novembre 2016 a Padova si avrà la terza edizione della fiera interamente dedicata ai libri ed all’editoria della città: Padova Expo Libri. Iniziativa nata nel 2013 in concomitanza con ArtePadova e che vuole promuovere l’offerta editoriale del Nord Est dell’Italia.

Giunti alla 26esima edizione della manifestazione dell’arte moderna e contemporanea ArtePadova, l’affascinante città sarà dunque sede di arte e letteratura coniugate assieme per offrire alle case editrici non solo una vetrina espositiva delle novità editoriali ma soprattutto un’occasione di intrattenimento, conoscenza e cultura.

Un pubblico consolidato, colto, curioso ed aperto alle nuove proposte culturali che troverà un terreno fertile nel quale confrontarsi con lettori provenienti dal Triveneto e da tutta Italia grazie all’organizzazione di conferenze sua con editori che con gli autori invitati alla manifestazione.

Infatti, all’interno di Padova Expo Libri, sarà allestito uno spazio simile ad un vero salottino letterario, che darà la possibilità per gli editori di promuovere gli autori già presenti in catalogo, nuove uscite e scrittori emergenti, oltre all’opportunità di organizzare incontri su tematiche proposte dalle stesse case editrici.

Ed è proprio in questo salottino che si avrà il piacere di incontrare la poetessa Giovanna Fracassi con la sua ultima novità “In esilio da me” pubblicato nell’aprile 2016 dalla casa editrice Kimerik.

La quinta pubblicazione dell’autrice “In esilio da me” vede lo scorrere in oltre duecento pagine di battiti, zampilli, orme, ombre ed onde sino ai confini della malinconia più estrema per poi risalire ed addentrarsi nei territori del sogno estatico della coscienza.

I mutamenti del tempo, i traguardi della vita, ed il mondo fuori dal verso sono ricercati come necessità di equilibrio tra l’essere poeta e l’essere persona. Un’ambiguità che non ineluttabilmente deve ricercare il malessere, infatti, nelle liriche della raccolta si nota la discussione continua fra questi due modi di rappresentarsi all’esterno come se l’autrice fosse in continua ricerca di bilanciamento e collaborazione fra la normalità e la pazzia.

In una recente intervista Giovanna Fracassi sostiene:Molti anni fa ebbi modo di entrare, per ragioni di studio, in un reparto psichiatrico. Rimasi molto colpita dall’assoluta naturalezza con cui si comportavano i cosiddetti “pazzi”. Molti non avevano nessun freno inibitorio: restavano nudi, esposti, o ti si avvicinavano osservandoti senza alcun timore ma con genuina curiosità, attratti magari da una spilla, o volevano toccare i capelli, o all’improvviso si mettevano a cantare, a ballare. In quell’occasione ricordo che mi ritrovai a pensare che la pazzia era tale forse solo per noi, i cosiddetti sani e “normali”; che per loro, forse eravamo noi ad essere pazzi con i nostri vestiti, i nostri modi compassati ecc. Pensai che la pazzia poteva essere solo un altro modo, diverso di vedere la realtà. Ecco in questo senso, posso legare la pazzia alla poesia. Il poeta sceglie un altro punto di vista, un altro punto di osservazione e si lascia guidare da un suo pensiero “diverso” e lo esprime in un modo inusuale, magari anche trasgressivo, violento o viceversa delicato, in punta di piedi, ricorrendo alle espressioni più semplici o alle immagini che più sono in sintonia con ciò che vuole esprimere.

Precedenti pubblicazioni di Giovanna Fracassi: “Arabesques” (2012), “Opalescenze” (2013), “La cenere del tempo” (2014), “Emma, alle porte della solitudine” (2015), e tantissime antologie enciclopedie e riviste nelle quali sono state presentate altre sue liriche.

Padova Expo Libri è una nuova iniziativa che punta ad affermarsi come appuntamento irrinunciabile tra le fiere del settore oltre ad essere un evento imperdibile per tutti gli amanti dei libri e della letteratura partendo dalla convinzione che Letteratura e Arte debbano mantenere un forte legame perché un libro è una piccola opera d’arte ed i libri hanno sin dagli albori delle diverse culture solleticato le fantasie di tutti gli artisti.

Dunque l’invito è dall’11 al 14 novembre 2016 a Padova. Non mancate. Sarà possibile non solo assistere ai tanti eventi in programma ma conversare ed approfondire il rapporto tra scrittore e lettore che in quest’opera digitale è divenuto fin troppo disumanizzato e computerizzato.

Si consiglia di contattare l’autrice Giovanna Fracassi per ricevere una copia della silloge con autografo e dedica personalizzata.

“[…] Solo l’anima/ si lascia trapassare/ da questo desiderio/ mai sopito/ seppur taciuto/ seppur negato.// E le mie mani aperte/ sono ormai piagate/ e i miei piedi/ sono chiodi arrugginiti/ conficcati in questa realtà/ dove tutto è inutilmente relativo.” – “Relativo” da “In esilio da me

Written by Alessia Mocci

Info
giovanna.fracassi@libero.it

Fonte


Riferimento di tensione di precisione può fornire fino a 200mA, raggiunge la regolazione del carico di 0,1ppm/mA e una deriva di 10ppm/°C

Riferimento di tensione di precisione può fornire fino a 200mA,
raggiunge la regolazione del carico di 0,1ppm/mA e una deriva di 10ppm/°C 


Linear Technology annuncia l'LT6658, un riferimento di tensione di precisione che integra due buffer di uscita a corrente elevata. Basato su un riferimento di tensione di tipo band gap da 2,5V, ciascuna uscita può essere configurata separatamente per qualsiasi tensione compresa tra 2,5V e 6V. Entrambe le uscite offrono una precisione iniziale di 0,05%, una deriva della temperatura di 10ppm/°C e un rumore in bassa frequenza di soli 1,5ppm. Le uscite possono fornire fino a 50mA e 150mA, rispettivamente, e assorbire fino a 20mA. La regolazione tipica del carico è di soli 0,1ppm/mA con una corrente di carico fino a 150mA. Le uscite con buffer possono essere collegate in parallelo per ottenere corrente ancora superiore.
L'LT6658 è ideale per pilotare l'ingresso di riferimento per un convertitore analogico-digitale (ADC) o digitale analogico (DAC) ad alta risoluzione utilizzando un'uscita, alimentando contemporaneamente altri dispositivi tramite la seconda uscita. Le due uscite eseguono il tracking reciproco su temperatura e carico per supportare applicazioni che richiedono rail di potenza raziometrici. Le uscite hanno un'eccellente reiezione dell'alimentazione e sono stabili fino a 50μF di carico capacitivo sull'intero range operativo specificato. Grazie a questa capacità in uscita, l'LT6658 può fungere sia da riferimento che da regolatore combinato. In alternativa, può essere utilizzato per generare un riferimento più una messa a terra virtuale, oppure due riferimenti di tracking combinati.
"La crescente richiesta, da parte dei clienti, di riferimenti di tensione di precisione con pilotaggio simile a quello di un regolatore, ci ha ispirati a creare queste soluzioni con buffer esteso", ha dichiarato Brendan Whelan, Design Manager di Linear Technology. "Il risultato è lo straordinario REFULATOR LT6658".
L'LT6658 è attualmente disponibile in una versione con uscita a 2,5V. Nel primo semestre 2017 saranno disponibili opzioni per 1,2V, 1,8V, 3V, 3,3V e 5V. I prezzi partono da $ 2,35/cad. per 1.000 unità. Per maggiori informazioni, visitare la pagina www.linear.com/product/LT6658.


Riepilogo delle caratteristiche: LT6658

  • Precisione e deriva eccellenti:
    • grado A (precisione iniziale di 0,05% e deriva di 10 ppm/°C)
    • grado B (precisione iniziale di 0,1% e deriva di 20 ppm/°C)
  • Riferimento di tracking a due uscite
  • Ciascuna uscita configurabile da 2,5V a 6V
    • Uscita 1: Alimentazione da 150mA/dissipazione da 20mA
    • Uscita 2: Alimentazione da 50mA/dissipazione da 20mA
  • Basso rumore: 1,5ppmP-P (da 0,1Hz a 10Hz)
  • Ampio range di tensioni operative fino a 36V
  • Regolazione carico: 0,1ppm/mA
  • PSRR AC: 96dB a 10kHz
  • Connessione di rilevamento Kelvin sulle uscite
  • Shutdown termico
  • Pin di alimentazione separati per ciascuna uscita
  • Opzione con tensione da 2,5 V disponibile ora
    • Versioni disponibili a breve: 1,2V, 1,8V, 3V, 3,3V e 5V
  • Disponibile nel package MSE16 con pad esposto

Expert System entra in ECSO, la massima organizzazione europea dedicata alla sicurezza informatica

L’ECSO, ‘European Cyber Security Organisation’, è il punto di riferimento per lo sviluppo delle attività di cyber security secondo le indicazioni di Horizon 2020

 
Modena, 4 novembre 2016 –  Expert System, società leader nello sviluppo di software semantici per la gestione delle informazioni e dei big data, quotata sul mercato AIM di Borsa Italiana, entra a far parte dell'European Cyber Security Organisation (ECSO). 
Fondata nel 2016 a Bruxelles con l’obiettivo di riunire i principali stakeholders in un’unica organizzazione capace di guidare le strategie di cyber security a livello europeo, l’ECSO si prefigge di promuovere la ricerca e l’innovazione nell’ambito della sicurezza digitale e di contrastare tutte quelle forme di criminalità che sempre più spesso fanno leva sui canali informatici.

Il primo obiettivo dell’Organizzazione è la creazione di una “European Cyber Security Strategic Research and Innovation Agenda” che, una volta approvata dal comitato di programma di Horizon 2020, costituirà il punto di riferimento per tutti gli investimenti nel settore della cyber security, a partire da un investimento pari a 450 milioni di euro con l’obiettivo di arrivare a generare 1,8 miliardi di investimenti entro il 2020.

“Stando alle più recenti ricerche di settore, solo una azienda europea su 5 non ha subito attacchi informatici nel 2015”, ha dichiarato Maurizio Mencarini, EMEA Head of Sales - Intelligence Division di Expert System
 
 “Un dato impressionante, che sottolinea quanto la cybersecurity riguardi tutti, imprese, amministrazioni, operatori dei servizi essenziali come sanità ed energia ma anche mercati online che dovranno avere la possibilità di garantire la sicurezza delle proprie infrastrutture. Siamo pertanto orgogliosi di mettere a disposizione dell’ECSO la nostra esperienza e di stimolare l’interesse nei confronti di tecnologie più evolute e intelligenti: la capacità di analizzare i dati nel modo più efficace possibile è oggi infatti l’elemento chiave per valutare eventi, situazioni, minacce.”

Gli scopi principali di ECSO sono la promozione della ricerca, lo sviluppo e l'innovazione volte a sostenere la sicurezza informatica a livello europeo; il supporto e la promozione dell’uso di soluzioni europee di sicurezza informatica per dare impulso a un mercato unico digitale europeo (Digital Single Market), agevolando il dialogo fra le industrie di sicurezza informatica europee e favorendo l’incremento della domanda; il rafforzamento dell'autonomia strategica europea in materia di sicurezza informatica; il potenziamento della competitività dell'industria europea della sicurezza informatica nel mercato globale; lo sviluppo di soluzioni europee per la protezione delle infrastrutture e di servizi per la protezione del cyber spazio e del mercato unico digitale.

Maggiori informazioni sono disponibili qui http://www.ecs-org.eu Twitter: @ecso_eu


Expert System S.p.A., quotata sul mercato AIM Italia di Borsa Italiana, è leader nel settore del Cognitive Computing e Text Analytics. Attraverso la tecnologia proprietaria Cogito, basata sull’analisi semantica, Expert System innova il modo con cui le aziende elaborano le informazioni, offrendo il proprio tool di intelligenza artificiale per comprendere il significato di grandi quantità di documenti, e ricavare conoscenza strategica dai big data per accrescere il proprio vantaggio competitivo e migliorare i processi decisionali. 
 
Fra i principali clienti del Gruppo, che ha sedi in Italia, Francia, Spagna, Germania, UK, USA e Canada: Shell, Chevron, Gruppo Eni, Telecom Italia, Intesa Sanpaolo, Il Sole 24 ORE, Ely Lilly, BAnQ, Biogen, Bloomberg BNA, Elsevier, Gannett, IMF, RSNA, Sanofi, SOQUIJ, The McGraw-Hill Companies, Thomson Reuters, Wiley, Wolters Kluwer, Networked Insights, Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti e Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti.

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