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venerdì 28 febbraio 2014

O-I firma la nuova bottiglia Latte Tigullio


CENTRO LATTE RAPALLO SCEGLIE O-I PER RIPORTARE IL “LATTE IN VETRO”


Per celebrare il suo 60° anniversario, Centro Latte Rapallo dedica ai suoi consumatori un’edizione limitata di latte fresco Tigullio nella tradizionale bottiglia in vetro prodotta per l’occasione da O-I (Ownens-Illinois)

Genova, 28 febbraio 2014 - Il 2014 rappresenta per Centro latte Rapallo - Latte Tigullio, l’azienda ligure leader nella produzione e distribuzione di latte, derivati e alimenti extra freschi, il 60° anniversario dalla sua fondazione a Rapallo.

Da febbraio, per tutto l’anno, per celebrare il compleanno, l’azienda commercializzerà il latte fresco Alta Qualità in un nuovo pack, in edizione limitata: la storica bottiglia di vetro che riprende la tradizione della distribuzione del latte come avveniva a partire dagli anni ‘50.

La bottiglia è stata prodotta da O-I (Owens-Illinois), azienda leader nell’ideazione, progettazione e realizzazione di imballaggi in vetro, da sempre garante dei massimi standard di innovazione e sostenibilità.

Si tratta di una bottiglia speciale, da 750 ml, che ha ricevuto nel 1998 l’Oscar dell’Imballaggio, il concorso organizzato dall’Istituto Italiano Imballaggio in collaborazione con la Scuola del Design del Politecnico di Milano per le migliori confezioni in distribuzione.

Una scelta non solo di design e di stile per dare un segnale dell’anno particolare in tutte le case dell’affezionata clientela ligure, un ritorno al passato che guarda però all’innovazione sostenibile del futuro, a favore delle nuove generazioni.

Il design è elegante nella propria semplicità: forma sinuosa e maneggevole, dimensioni contenute e ben proporzionate. L’etichetta informativa (a collarino) posta a sigillo del tappo è l’unico elemento di decoro. La bottiglia ha un sistema di chiusura con tappo a vite “salva freschezza”, cosiddetto Twist Off, che garantisce il massimo della qualità e della praticità di consumo e permette di conservare al meglio il latte, anche dopo l’apertura.

Ad oggi il vetro è il materiale ideale per preservare la salubrità e le sostanze nutritive degli alimenti, è riciclabile al 100% e può essere riutilizzato all’infinito.  
Inoltre, l'impiego del vetro riciclato tra i materiali utilizzati per la produzione di bottiglie offre notevoli vantaggi: ogni kg di rottame di vetro utilizzato come materia prima rappresenta oltre 1,2 kg di materiali vergini risparmiati, ogni 10% di rottame di vetro utilizzato 5% in meno di emissioni di anidride carbonica e 3% di energia risparmiata.

Ad oggi il Centro Latte Rapallo è fra le poche aziende del settore in Italia ad annoverare una gamma di prodotti caratterizzati da così tante soluzioni di packaging che nel tempo hanno cambiato forme, colori e formati.

Il “prezzo anniversario” è di Euro 1,29, in vendita per tutto l’anno 2014 nella grande distribuzione e nel canale tradizionale.


Informazioni su O-I
Owens-Illinois, Inc. (NYSE: OI) è il maggiore produttore al mondo di contenitori in vetro e partner preferito di molti dei principali produttori di marchi di alimenti e bevande a livello globale. Con un fatturato di $7,0 miliardi nel 2012, la Società ha sede a Perrysburg in Ohio, Stati Uniti, e impiega circa 22.500 dipendenti che operano in 79 stabilimenti situati in 21 paesi. O-I offre imballaggi in vetro sicuri, sostenibili, puri, di effetto e in grado di conferire riconoscibilità ai marchi in un mercato globale in crescita. Il movimento di O-I Glass Is Life™ promuove nei principali mercati mondiali i numerosi vantaggi offerti dal confezionamento in vetro. Per ulteriori informazioni, visitare www.o-i.com o www.glassislife.com.

La grande bellezza di storia e natura all'Hortus Urbis: Riprendono le attività all'orto antico romano dopo la pausa invernale


Torna la grande bellezza di stare in mezzo alla storia e alla natura con l'arrivo della primavera all'Hortus Urbis, l'orto didattico antico romano nato dal progetto sperimentale sullo spazio pubblico e la biodiversità di Zappata Romana e del Parco dell’Appia Antica dedicato ai bambini romani e non solo. 
L'Hortus Urbis (www.hortusurbis.it) è un orto-giardino lungo l’antico Almone a due passi dalla via Appia Antica, la Regina Viarum. Il progetto è inedito non solo per il tema scelto, l'orto antico romano con vocazione didattica, ma anche per la modalità di realizzazione che ha visto il contributo corale e generoso di tante realtà che hanno in comune l'essersi “rimboccate le maniche” per recuperare aree abbandonate a Roma per restituirle all'uso di tutta la cittadinanza.
Riprendono il 23 marzo le attività al pubblico con i laboratori domenicali all'aria aperta per bambini, che proseguiranno per tutta la stagioneLa FESTA DI PRIMAVERA DEL 23 MARZO 2014 sarà occasione anche per festeggiare il secondo compleanno dell'orto con attività per grandi e piccini: baratto di piante e semi; laboratori di giardinaggio, pic nic,  laboratori di narrazione e la presenza di una bici-biblioteca[QUI TUTTE LE INFORMAZIONI, BROCHURE; FOTO E COMUNICATI STAMPA]
Le novità per il 2014 sono molte per un Hortus Urbis come meta romana privilegiata in vista dell'EXPO 2015:
  • Sabato 29 marzo si avvierà il Corso per adulti “Giardinaggio e orticultura: dalla teoria alla pratica”, tenuto da un esperto di orticoltura naturale e verde ornamentale articolato in 4 appuntamenti,ognuno con una parte sia teorica che pratica. Le attività per gli adulti proseguiranno nei mesi di aprile, maggio e giugno con corsi di acquerello nell'orto, cucina, potature, treeclimbing, fitolimurgia, riconoscimento di piante spontanee.;[QUI TUTTE LE INFORMAZIONI, BROCHURE; FOTO E COMUNICATI STAMPA]
  • proposte di attività all'aria aperta per un posto privilegiato per i bambini con: giardinaggio, laboratori per dipingere con la terra e con le piante tintorie; di teatro, storytelling, lettura e scrittura; di acquarello, riciclo, compostaggio, disegno, creatività, bicicletta. biodiversità; di cucina o del gusto; o semplicemente per arrampicarsi sugli alberi;
  • attività delle scuole che consentirà loro di sostenere e partecipare al progetto Hortus Urbis attraverso diverse formule che vanno da visite guidate, ai laboratori tematici o all'adozione di aiuole o piante antiche;
  • Scambiate la giacca con una zappa!”:l'orto e le attività di giardinaggio sono il teatro per lo sviluppo del lavoro di squadra per le aziende che vogliono partecipare al progetto Hortus Urbis e attivarsi concretamente nella salvaguardia del territorio;
  • forno popolare di quartiere”: apertura del forno in terra cruda dell'orto per tutti coloro che vogliano utilizzarlo per cuocere il proprio pane e altri alimenti di propria produzione;
  • attività collettive il primo sabato di ogni mese di lavoro all'orto aperte a tutti, esperti o meno, che hanno voglia di sporcarsi le mani, imparare facendo e conoscere altre persone;
  • in assenza di sovvenzioni pubbliche quest'anno è stata avviata una raccolta di fondi per accrescere e migliorare le attività e il numero di piante attraverso il sito www.hortusurbis.it.
Tenetevi liberi, il 23 marzo si festeggia presso l'ex Cartiera Latina a via Appia Antica 42/50. Un appuntamento da non mancare nella giornata ecologica del Comune di Roma che prevede il blocco del traffico. Venite a piedi, in bicicletta o con l'autobus!

Contatti:
Aiutaci, sostieni l'Hortus Urbis:
Per arrivare:
Hortus Urbis presso l'ex Cartiera Latina, via Appia Antica, 42/50 (accanto alla fontanella)
In bici: ciclabile Cristoforo Colombo e percorrere il sentiero Circonvallazione Ardeatina
Bus: 118 e 218 sull'Appia Antica (Fermata Domine Quo Vadis) o 30express, 714 e 715 (Fermata Cristoforo Colombo/Bavastro o Cristoforo Colombo/Circonvallazione Ostiense) e percorrere il sentiero Circonvallazione Ardeatina nel parco Scott
In macchina: parcheggiare a via Carlo Conti Rossini, Largo Gavaligi, via Omboni, via Scott e dintorni e percorrere il sentiero Circonvallazione Ardeatina nel parco Scott.

giovedì 27 febbraio 2014

Intercettate milioni di immagini dalle webcam dalla GCHQ britannica

 Intervenga anche il Nostro Governo per tutelare la nostra privacy

 

Un nuovo scandalo che riguarda la privacy dei cittadini  rimbalza dalla Gran Bretagna e potrebbe aver coinvolto, almeno in astratto il diritto alla riservatezza anche di nostri concittadini.

Il Government Communications Headquarters (GCHQ letteralmente Quartier generale del governo per le comunicazioni) l'agenzia governativa del Regno Unito che si occupa della sicurezza, nonché dello spionaggio e controspionaggio, nell'ambito delle comunicazioni, attività tecnicamente nota come SIGINT (SIGnal INTelligence), avrebbe intercettato le immagini da webcam a milioni di utenti di Yahoo!, con l'aiuto della sua omologa americana NES, secondo i documenti rivelati dall’esperto informatico Edward Snowden che causò l'indignazione del gigante Internet.

In un primo periodo di sei mesi nel 2008, un programma del GCHQ avrebbe posto sotto osservazione le conversazioni video di oltre 1,8 milioni di utenti di account Yahoo!, ha rivelato il quotidiano britannico The Guardian, citando documenti segreti ottenuti da Edward Snowden.

Tra queste immagini vi sarebbero "una notevole quantità di comunicazioni sessualmente esplicite", ha aggiunto il quotidiano nella sua edizione internet, affermando che il GCHQ aveva cercato in qualche modo di tenerli fuori dalla portata del suo staff.

Il programma chiamato in italiano “nervo ottico” è stato attuato nel 2008 ed era ancora operativo nel 2012, secondo un documento interno del GCHQ. Ha raccolto le immagini "alla rinfusa", cioè indipendentemente dal profilo degli utenti di Internet e salvato un fotogramma ogni cinque minuti. Esso era destinato a sperimentare il programma di riconoscimento facciale automatico per controllare gli obiettivi attuali del GCHQ, ma anche di svilupparne di nuove.

L'uso di questi dati attraverso un'applicazione informatica della NSA, secondo The Guardian per Yahoo sarebbe un’"Inaccettabile violazione", ed ha espresso la sua rabbia, credendo che se questa informazione fosse vera, sarebbe una " violazione della privacy dei nostri utenti senza precedenti, il che è completamente inaccettabile". Un portavoce di Yahoo! ha anche detto: "Non eravamo consapevoli e non tolleriamo" questa attività.

Anche Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, rileva che questo colpo inflitto alla privacy dei cittadini, ove confermato, è un fatto gravissimo e assolutamente non tollerabile. Attendiamo, quindi, che il neogoverno italiano appena insediatosi non rimanga supino di fronte all’ennesima prova della violazione di diritti fondamentali dei cittadini e che risponda fermamente chiedendo una condanna a livello internazionale, affinché non si ripetano più questioni analoghe.

 


Telefono azzurro: l'Europa sempre piu' unita nel dare risposte al problema abusi e violenze sui minori


MILANO, 27 FEBBRAIO – Ogni giorno in tutta Europa più di 17 mila bambini e adolescenti si rivolgono – sempre meno con il telefono e sempre più tramite internet – ai centri di ascolto e segnalazione che si occupano della loro tutela contro tutti i tipi di abuso e di violenza. Le organizzazioni che gestiscono tali centri, una sessantina in tutta l’Ue, negli ultimi anni si sono attrezzate per poter dare risposte più efficaci soprattutto per quanto riguarda una maggiore sicurezza nella rete, ma quotidianamente devono fronteggiare altre e nuove sfide che proprio l’utilizzo e lo sviluppo di internet impongono.

Telefono Azzurro, la maggiore associazione nazionale operante nel settore, ha accolto in questi giorni a Milano i rappresentanti di una dozzina di analoghe organizzazioni europee (Olanda, Norvegia, Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Lettonia e Cipro, oltre ai dirigenti di INSAFE, la struttura europea che le raggruppa) per un confronto sulle rispettive esperienze al fine di creare una catena di tutela più efficace.

Obiettivo del “Cluster Meeting InSafe”, comprendere quale fra le varie soluzioni adottate sia oggi, in tempo di crisi economica, quella più rispondente dal punto di vista costi/benefici. Ma soprattutto capire quali siano i messaggi più adatti a suscitare l’interesse e il coinvolgimento di bambini, ragazzi ed adulti per far assimilare il concetto che nessuno è solo davanti ai problemi che quotidianamente si presentano ai più giovani.

Oltre alle violenze fisiche e psichiche, come è risultato evidente durante l’incontro, oggi è soprattutto la navigazione in Internet a rappresentare il pericolo maggiore per le nuove generazioni che, pur tecnologicamente preparate e pronte ad entrare in un mondo ricco di cultura e scoperte, spesso sono psicologicamente incapaci di affrontare certi tipi di realtà virtuale.

Fra i dati resi noti da Telefono Azzurro, gli oltre 17 mila casi di cui l’associazione si è occupata negli ultimi cinque anni, per problematiche che spaziano da quelle legate alla sfera emozionale (27,8%), a quelle di carattere relazionale (24,4%), ai casi di abusi e maltrattamento (19,9%) a situazioni di disagio nei rapporti familiari (14,3%) e in quelli comportamentali (5,1%). Una casistica che, purtroppo, conferma come questi problemi siano oggi ancora più evidenti, anche se spesso sottaciuti, nella nostra società.


www.azzurro.it

Distrarsi due secondi a 50km/h è come guidare ciechi per 30 metri

L’indagine condotta dall’International Association of Movers rivela quali sono le fonti di distrazione più forti al volante e propone una guida per evitare di distrarsi in viaggio.

 

Un’indagine rivela che la distrazione più grande alla guida sono i nostri figli. Contrariamente a quanto si pensi, la vivacità dei bambini in auto distrae più di un cellulare, della radio e del navigatore satellitare. Lo rivela l’ultima ricerca condotta dall’International Association of Movers che ha intervistato un campione di 1500 automobilisti.

Lo scopo dell’indagine? Svelare cosa distrae di più uomini e donne alla guida, tema estremamente importante per la sicurezza stradale considerato che in Italia gli incidenti causati dalla distrazione sono più di 38430. Infatti, con queste cifre, l’ultimo rapporto ACI-CENSIS la classifica come prima causa di sinistri.

Quali sono le distrazioni più forti? I propri figli distraggono più di ogni altra cosa, lo ammette il 29% del campione. Colpevoli anche le cattive abitudini di guida: il 27% si distrae mentre cambia stazione radio, il 26% si dimentica di regolare il sedile prima della partenza e cerca di farlo durante la guida, il 15%, invece, distoglie lo sguardo dalla strada per impostare il percorso sul navigatore satellitare.

L’indagine, inoltre, rivela che nel 2014 gli automobilisti sono diventati sempre più multitask. E’ il ritmo frenetico di vita dei lavoratori che costringe a diluire la propria concentrazione in più attività: mentre è alla guida il 24% dichiara di controllare il telefonino, il 10% gli sms ricevuti e le notifiche su Facebook, Twitter. In particolare, l’indagine rivela che i più indisciplinati al volante sono i giovani di età compresa tra i 18 e i 24 anni.

 

Uno spunto interessante è offerto dagli uomini che sembrano essere più predisposti alle distrazioni: notare una bella donna nelle vicinanze significa distogliere l’attenzione dal volante per qualche minuto, lo ammette quasi un quarto degli uomini intervistati che dichiara di essere distratto talvolta dal fascino femminile. Solo il 3% delle donne, invece, dichiara di subire il fascino maschile mentre è al volante.

Quali sono le conseguenze della distrazione?

  • il 18% confessa di aver tamponato o rigato una macchina per essersi distratto
  • il 9% ha dichiarato di aver causato un incidente per cui è intervenuta l’assicurazione auto per il risarcimento
  • il 4% è stato vittima di un sinistro in cui ha riportato lesioni

 

L’amministratore della IAM ha voluto mettere in guardia da questi comportamenti "Le persone che pensano di poter essere multi-task durante la guida prendono in giro se stessi. Se si distolgono gli occhi dalla strada per soli due secondi ad una velocità di  50km/h è come se si viaggiasse per circa  27 metri completamente ciechi. Tutti i conducenti sviluppano cattive abitudini nel tempo. La chiave per ridurre le distrazioni e il loro impatto è imparare a considerare la propria guida come una competenza che ha bisogno di essere in continua valutazione e miglioramento".

Dopo aver dimostrato quanto sia importante la concentrazione alla guida, l’associazione ha pensato di stilare una lista di consigli pratici per ridurre la principale distrazione dovuta ai bambini in auto:

  • Tenerli impegnati in giochi che richiedono e premiano il comportamento tranquillo, che non richiedano la partecipazione diretta del conducente;
  • Videogiochi su cui si concentreranno mentre il genitore guida. E’ importante che il volume non sia eccessivo - anche le colonne sonore possono essere fonte di distrazione;
  • Se si parte per un lungo viaggio, portare in macchina tutto il necessario- merendine e bevande per evitare che disturbino il papà con continue richieste;
  • Pianificare fermate durante il viaggio. Scegliere un posto dove possano distendersi e sfogarsi;
  • Munirsi di un sacchetto di plastica (senza fori!) in caso soffrano di mal d'auto;
  • La presenza di un altro adulto in macchina è fondamentale, potrà prendersi cura dei bambini e lascerà che il conducente viaggi indisturbato.

IL MANIPOLATORE AFFETTIVO E LE SUE MASCHERE





Cinzia Mammoliti


Il manipolatore affettivo e le sue maschere
L’identikit dei dieci manipolatori relazionali
più pericolosi e come neutralizzarli


Dal bugiardo patologico al buon padre
di famiglia; dal parassita al cyber vampiro; dall’uomo del mistero al salvatore;
dalla finta vittima al mentore; dall’altruista
al dipendente: questi le 10 principali tipologie
di manipolatori psicologici. Quelli che le donne incontrano ogni giorno e che le trasformano
in vittime di molestie, stalking e talvolta peggio.


Dopo il successo de I serial killer dell’anima,
uno strumento indispensabile per chi
è vittima dei manipolatori.




Energy harvester step-up a bassissima tensione e circuito integrato di power manager



Energy harvester step-up a bassissima tensione e circuito integrato di power manager estende la vita utile delle batterie principali nelle reti di sistemi wireless (WSN)


Linear Technology annuncia l'LTC3107, un convertitore DC/DC altamente integrato, progettato per prolungare la durata della batteria principale nelle reti di sistemi wireless (WSN) a bassa potenza. L'LTC3107 combina funzionalità di energy harvesting e power management con una cella di batteria principale per estendere la durata utile della batteria. L'LTC3107 raccoglie energia da generatori termoelettrici e dalle termopile quando queste fonti sono disponibili, accumula l'energia in eccesso in un condensatore per poi passare alla batteria principale per alimentare un nodo di sensori wireless quando l'energia raccolta non è disponibile.
Il convertitore di boost interno dell'LTC3107, combinato con un piccolo trasformatore step-up, raccoglie energia da tensioni di ingresso di soli 20mV, comunemente disponibili tramite fonti quali generatori termoelettrici e termopile e fornisce un'uscita che tiene traccia della tensione della batteria. Un'uscita LDO da 2,2V supplementare fornisce potenza a un microprocessore esterno. Se l'energia raccolta non è disponibile, il sistema viene alimentato direttamente dalla batteria e richiede solo 6µA. La combinazione tra il piccolo trasformatore step-up, il package di 3 x 3mm e il numero minimo di componenti esterni garantisce una soluzione molto compatta.
L'LTC3107 è progettato per utilizzare la batteria principale per l'avvio del circuito integrato e alimentare l'VOUT e l'LDO con o senza energia disponibile dalla fonte di energy harvesting. Quando è disponibile la fonte di energy harvesting, l'LT3107 commuta il funzionamento con alimentazione solo da tale fonte, con soli 80nA di corrente di riposo prelevata dalla batteria principale. Se la fonte di energy harvesting viene meno oppure se il carico supera l'energia accumulata, l'LT3017 passa alla batteria principale per alimentare l'VOUT e l'VLDO. L'indicatore BATT_OFF può essere utilizzato per tenere traccia dell'uso della batteria. 
L'LTC3107EDD viene offerto in un package DFN a 10 conduttori di 3 x 3mm, con prezzi che partono da $2,95/cad. per 1.000 pezzi. L'LTC3107IDD, la versione di grado industriale, è testato per il funzionamento a temperature operative di giunzione da -40°C a 125°C con prezzi a partire da $3,45/cad. per 1.000 unità. Entrambe le versioni sono disponibili a magazzino. Per maggiori informazioni, visitare la pagina www.linear.com/product/LTC3107


Riepilogo delle caratteristiche:LTC3107

  • Sistema di power management termico supportato dall'energy harvesting
  • VOUT traccia la tensione della batteria principale
  • Uscita LDO da 2,2V
  • Uscita di energia di riserva, bloccata a 4,3V
  • Funzionamento da ingressi di soli ±20mV
  • Indicatore di batteria in uso (BAT_OFF)
  • IQ dalla batteria:
    • 80nA durante l'energy harvesting
    • 6µA senza Energy Harvesting
  • Trasformatore step-up compatto standard
  • Package compatto DFN da 10 conduttori, di 3 x 3mm con caratteristiche termiche avanzate

Federlazio consegna documento a Sindaco Marino




 

FEDERLAZIO CONSEGNA AL SINDACO MARINO DOCUMENTO CON CRITICITA’ DI TUTTE LE CATEGORIE PRODUTTIVE

 


Roma, 27 febbraio 2014. Si è svolto presso il Campidoglio un incontro tra il Sindaco Ignazio Marino, l’Assessore alle Attività Produttive Marta Leonori e una rappresentanza della Federlazio composta dal Presidente Maurizio Flammini, il Direttore Generale Luciano Mocci, il past president Giorgio Trombetta, il Presidente di Federlazio-Servizi Luigi Campoli e Gianpaolo Olivetti (membro Consiglio Generale Federlazio). Nel corso dell’incontro la Federlazio ha consegnato al Sindaco Marino un documento contenente le principali criticità di ciascun settore produttivo che essa rappresenta (Aerospazio e Difesa, Ambiente, Edile, Editoria, Energia, Estrattivo, Metalmeccanico, Orthoprotesico, Salute, Servizi, Tessile-Abbigliamento, Trasporto, Turismo).

 

In un precedente incontro ufficiale tra Federlazio e il Sindaco Marino, infatti, il presidente Flammini dichiarò che l’Associazione stava lanciando una vasta operazione di ascolto delle categorie rappresentate. Flammini assunse quindi l’impegno davanti al Sindaco a realizzare un documento contenente le problematiche dei settori raccolte direttamente dagli operatori. Un documento con un taglio operativo, un vero e proprio “strumento di lavoro” per entrare dentro le specificità delle singole categorie. In altre parole, il punto di vista delle imprese sui problemi esistenti nei vari comparti produttivi, utile per individuare possibili soluzioni.

 

Infatti, come ha sottolineato il Presidente Flammini, “è inutile porre dei problemi alla Pubblica Amministrazione sugli argomenti che il mondo produttivo ritiene vitali per la crescita economica, se non si propongono le relative soluzioni. Il compito di una Associazione imprenditoriale non si deve fermare alla critica o al pianto ma avere il coraggio e fare lo sforzo di studiare e proporre progetti che risolvano i problemi individuati”.

 

Il Sindaco Marino ha dimostrato di aver apprezzato il lavoro svolto in questi mesi dalla Federlazio trattenendosi a lungo a discutere delle numerose problematiche segnalate nel documento. Il Sindaco ha dimostrato di condividere l’urgenza di Federlazio di trovare immediate soluzioni per far ripartire e dare nuovo smalto all’economia della nostra città.


Mipel 2014: Cepi Pelletterie presenta prodotti nuovi e i grandi classici della pelletteria Made in Italy

L'arte della lavorazione della pelle vanta numerosi estimatori in ogni parte del mondo. Cepi Pelletterie si avvale esclusivamente di maestranze italiane per la realizzazione di accessori e borse in pelle che si distinguono per l'alta qualità e per il design esclusivo.

Porta iPad Cepi Pelletterie Dal 2 al 5 marzo 2014 Cepi Pelletterie sarà presente a Mipel, che si terrà a Milano presso la nuova fiera di Rho. I prodotti dell'azienda di Pianoro saranno esposti presso lo stand F11, collocato all'interno del padiglione 8.

Mipel è un evento importante per tutte le aziende che vogliono relazionarsi con buyers internazionali per ottenere una visibilità maggiore nel settore. In questo contesto saranno presenti aziende italiane ed estere che hanno fatto della pelletteria una vera e propria arte, offrendo soluzioni personali di grande impatto.

Cepi Pelletterie non poteva mancare all'appuntamento milanese, partecipando con proposte che incontreranno il gusto sia di chi ama le creazioni classiche di pelletteria, sia di chi cerca prodotti innovativi e pregiati. In tal senso, le novità esposte saranno diverse, a partire dalla nuova cartella di lavoro. Rendere fashion un prodotto simile non è stato facile, tuttavia l'azienda è riuscita a creare un connubio perfetto tra eleganza e funzionalità. In particolare, la cartella professionale è stata realizzata per poter trasportare in tutta sicurezza non solo documenti, ma anche il proprio notebook.

La tecnologia, lo sappiamo bene, ha fatto passi da gigante. Nel corso del tempo sono stati creati nuovi dispositivi come smartphone e tablet, che se da un lato semplificano la nostra vita, dall'altro non sempre sono agevoli da trasportare, per via della delicatezza dello schermo LCD e del vetro. Cepi Pelletterie, pertanto, ha pensato di sfruttare questo segmento di mercato proponendo porta cellulari e porta iPad realizzati in pelle, che si distinguono per le diverse lavorazioni e per le nuance di colori a disposizione, ma anche per la loro resistenza e perché consentono di conservare e trasportare con facilità iPhone e iPad.

La linea da viaggio rappresenta un altro punto di forza: Cepi Pelletterie, infatti, offre trolley morbidi e rigidi, borsoni, porta abiti con grucce interne, porta camicie e porta cravatte, ideali per chi viaggia per impegni di lavoro, oppure per piacere. Inoltre, sono presenti necessaire e beauty case per riporre le cose più piccole. I servizi da viaggio sono molto apprezzati per la qualità e per la resistenza dei tessuti, che consentono di trasportare i propri oggetti in tutta sicurezza.

Fiore all'occhiello dell'esposizione è il nuovo pellame di vacchetta pieno fiore, molto pregiato, a cui viene applicato un laminato in vari colori, dall'oro fino al classico nero. L'effetto finale è assolutamente notevole, dal momento che il prodotto appare metallizzato. Con questo nuovo pellame sono stati realizzati diversi articoli tra cui degli eleganti portagioie, che costituiranno i contenitori perfetti per i preziosi di ogni donna.

Oltre ai prodotti già citati non mancano i classici che hanno sempre contraddistinto la produzione di Cepi Pelletterie. L'azienda di Pianoro attraverso la partecipazione al Mipel mira a consolidare la propria posizione sul mercato, ampliando in questo modo la propria rete di contatti e mostrandosi, ancora una volta, ambasciatrice dell'eleganza e dello stile nella lavorazione di articoli artigianali in pelle.

Cepi Pelletterie
Via Garganelli 20
40065 Pianoro (BO)
info@cepipelletterie.com
Tel. (+39) 051 6516427
Fax (+39) 051 6516551

Burocrazia, un mostro che ha divorato 100mila imprese agricole in 10 anni. Un fardello da 7 mld di euro

Alla VI Assemblea elettiva della Cia presentati i primi risultati di un’indagine “ad hoc”. Gli agricoltori sempre più “divorati” dalla “macchina” amministrativa. Più di cento giorni l’anno per adempiere alle pratiche che costano due euro l’ora alla singola impresa. Ogni azienda crea carta per 25 chili circa.

 

Il “mostro” della burocrazia negli ultimi dieci anni ha “divorato” 100 mila imprese agricole, costrette a chiudere per il peso opprimente dei tremendi costi e della farraginosità dei rapporti con la Pubblica amministrazione. Un dazio che all’agricoltura costa oltre 7 miliardi l’anno: per la singola azienda equivale a due euro per ogni ora di lavoro, 20 euro al giorno, 600 euro al mese, 7.200 euro l’anno. Un “carico” asfissiante che costringe ogni imprenditore agricolo a produrre nei 365 giorni materiale burocratico cartaceo che, messo in fila, supera i 4 chilometri e ha un peso che sfiora i 25 chili. Non basta. Occorrono otto giorni al mese per riempire i documenti richiesti dalla Pubblica amministrazione centrale e locale. In pratica, cento giorni l’anno. Un compito che difficilmente l’imprenditore agricolo può assolvere da solo e, quindi, nel 65 per cento dei casi è costretto ad assumere una persona che svolge questa attività o, per il restante 32 per cento, a rivolgersi a un professionista esterno, con oneri facilmente immaginabili. Questi alcuni dei primi dati di un’indagine che sono stati presentati a Roma nel corso della VI Assemblea elettiva della Cia-Confederazione italiana agricoltori.

Secondo la Cia, il 30 per cento dell’aggravio economico burocratico è addebitabile a ritardi, disservizi e inefficienze della Pubblica amministrazione. Cifre che diventano ancora più macroscopiche se si prende in considerazione l’insieme dell’imprenditoria del nostro Paese, che spende in burocrazia la bellezza di 61 miliardi di euro l’anno. Un costo che, ridotto del 25 per cento, comporterebbe un aumento del Pil dell’1,7 per cento.

Comunque, in agricoltura si riscontrano grandi difficoltà. Più del 90 per cento degli agricoltori, secondo il sondaggio Cia, denuncia ostacoli e difficoltà per la propria attività a causa della burocrazia e chiede, quindi, una semplificazione amministrativa e fiscale che è ritenuta un fattore indispensabile per lo sviluppo.

Asfissiate da questo “peso”, il 25,5 per cento delle aziende agricole ha messo da parte progetti di ammodernamento, innovazione e ricerca, il 21,5 per cento non ha compiuto alcun tipo di investimento, il 18,7 per cento è stato costretto a ridurre le coltivazioni e il 10 per cento, addirittura, a chiudere.

Ogni mese le aziende agricole italiane sono costrette, in media, a impiegare dalle cinque alle sei giornate di lavoro per svolgere gli adempimenti amministrativi. Il 28 per cento -rileva l’indagine della Cia- afferma di aver dedicato dalle tre alle quattro giornate alla burocrazia, il 34 per cento dalle cinque alle sei giornate, il 38 per cento oltre le sei giornate.

Oltre il 60 per cento delle imprese agricole -annota l’indagine della Cia- ha visto crescere del 6-7 per cento i costi burocratici degli adempimenti amministrativi; il 15 per cento tra il 3 e il 4 per cento; il restante tra lo 0,5 e l’1,50 per cento. Il 65 per cento delle aziende ritiene, tuttavia, che negli ultimi dieci anni la burocrazia è andata aumentando con costi sempre più esorbitanti.

La Cia sottolinea che il maggiore onere che sopporta l’imprenditoria agricola italiana (94 per cento) è rappresentato dagli adempimenti “specifici” richiesti nel settore. Pesanti anche i “costi” dovuti al fisco (84 per cento) e alla sicurezza sul lavoro (75 per cento). Il 74,5 per cento delle imprese ritiene il costo degli obblighi burocratici un ostacolo alla propria attività produttiva.

Oltre il 78 per cento delle aziende interpellate sottolinea che la pressione fiscale e gli oneri previdenziali-contributivi costituiscono un pesante freno allo sviluppo e alla competitività. A sua volta, la burocrazia incide negativamente sull’attività, appunto, per il 90 per cento delle imprese.

Neanche l’introduzione di nuove tecnologie informatiche è riuscita, per il 64 per cento delle imprese agricole, a migliorare il rapporto con l’Amministrazione pubblica. E questo soprattutto a causa della complessità degli adempimenti e per il continuo cambiamento delle normative e degli adempimenti ai quali l’imprenditore agricolo è costretto.

Il 58 per cento delle imprese agricole ritiene che la difficoltà dei rapporti con la Pubblica amministrazione risiede soprattutto nel fatto che in questi ultimi anni siano aumentate in maniera esponenziale le scadenze burocratiche e siano rimaste alquanto complesse le richieste da parte degli uffici pubblici. Con l’aggravante che molte di queste norme vengono interpretate ed applicate in maniera diversa da regione a regione, da provincia a provincia e, addirittura, da comune a comune.

Il 30 per cento delle imprese lamenta, poi, il fatto che si trova a confrontarsi da sola con l’apparato burocratico e che più dell’85 per cento delle aziende agricole ricorre, almeno una volta all’anno, all’aiuto delle organizzazioni o dei professionisti esterni.

            Oltre al costo economico, l’aspetto che più denunciano le imprese (72 per cento) è costituito dalle lungaggini e dai tempi “scandalosi” richiesti per una semplice pratica di carattere amministrativo, per la quale sarebbero sufficienti solo poche ore, se non minuti.

Il 56 per cento degli imprenditori agricoli interpellati si é dichiarato disposto a nuovi investimenti di carattere produttivo e all’assunzione di manodopera se si dà un “taglio” del 30 per cento al carico burocratico che oggi pesa sull’azienda.

VERSACE: COLDIRETTI, DA MODA A CIBO, IL MADE IN ITALY VOLA VIA

Dall’inizio dell’anno è il terzo marchio a finire nel mirino di investitori stranieri

 

Dalla moda, con il caso Versace, all’alimentare si moltiplicano le operazioni di acquisizione dei gioielli del Made in Italy che trovano in questi settori le loro espressioni migliori. Ad affermarlo è la Coldiretti nel commentare l’acquisto da parte di Blackstone, private equity americano, del 20 per cento delle quote della casa di moda italiana, la terza dall’inizio dell’anno a finire nel mirino di investitori stranieri, dopo Krizia e Poltrona Frau. Un fenomeno, quello della vendita di marchi storici del tessuto produttivo italiano, che interessa tutti i settori, dall’agroalimentare fino ai trasporti, ma anche la moda. Nel 2013 era stata la volta di Loro Piana finire al gruppo francese LVMH per 2 miliardi di euro. Alla fine del mese di giugno 2013 la stessa multinazionale del lusso LVMH aveva acquisito - sottolinea la Coldiretti - una partecipazione di maggioranza nel capitale sociale della pasticceria Confetteria Cova proprietaria della societa' Cova Montenapoleone Srl, che gestisce la nota pasticceria milanese. La Lvmh di Bernard Arnault aveva già in portafoglio Bulgari ed è proprietario di Fendi, Emilio Pucci e Acqua di Parma mentre - continua la Coldiretti - la sua rivale francese Ppr di Francois-Henry Pinault controlla Gucci, Bottega Veneta e Sergio Rossi. Il colpo piu’ grosso nell’alimentare i francesi lo hanno messo a segno nel 2011 con la Lactalis che è stata, invece protagonista - afferma la Coldiretti - dell’operazione che ha portato la Parmalat a finire sotto controllo transalpino,. dopo aver già acquisito in passato la Galbani, la Locatelli e l’Invernizzi. Se nella moda gli emiri del Qatar si sono assicurati lo scorso anno lo storico marchio Valentino, assieme alla licenza Missoni nel settore vitivinicolo quest’anno – continua la Coldiretti - un imprenditore cinese della farmaceutica di Hong Kong, che ha acquistato per la prima volta un’azienda vitivinicola agricola nel Chianti, terra simbolo della Toscana per la produzione di vino: l’azienda agricola Casanova - La Ripintura, a Greve in Chianti, nel cuore della Docg del Gallo Nero. Nel 2013 - continua la Coldiretti – si sono verificate la cessione da parte della società Averna dell’intero capitale dell’azienda piemontese Pernigotti al gruppo turco Toksoz, e il passaggio di mano del 25 per cento della proprietà del riso Scotti ceduto dalla famiglia pavese al colosso industriale spagnolo Ebro Foods. Nel 2012 la Princes Limited (Princes), una controllata dalla Giapponese Mitsubishi, aveva siglato un contratto con AR Industrie Alimentari SpA (ARIA), leader italiana nella produzione di pelati, per creare una nuova società denominata "Princes Industrie Alimentari SrL" (PIA), controllata al 51 per cento dalla Princes, mentre il marchio Star passa definitivamente in mano spagnola con il gruppo Agrolimen che ha aumentato la propria partecipazione in Gallina Blanca Star al 75 per cento. Nel 2011 la società Gancia, casa storica per la produzione di spumante, è divenuta di proprietà per il 70 per cento dell'oligarca Rustam Tariko, proprietario della banca e della vodka Russki Standard mentre il 49 per cento di Eridania Italia Spa operante nello zucchero è stato acquisito dalla francese Cristalalco Sas e la Fiorucci salumi è passata alla spagnola Campofrio Food Group, la quale ha ora in corso una ristrutturazione degli impianti di lavorazione a Pomezia che sta mettendo a rischio numerosi posti di lavoro. Nel 2010 il 27 per cento del gruppo lattiero caseario Ferrari Giovanni Industria Casearia S.p.A fondata nel 1823 che vende tra l’altro Parmigiano Reggiano e Grana Padano è stato acquisito dalla francese Bongrain Europe Sas e la Boschetti Alimentare Spa, che produce confetture dal 1981, è diventata di proprietà della francese Financière Lubersac che ne detiene il 95 per cento. L’anno precedente, nel 2009 - prosegue la Coldiretti -, è iniziata la cessione di quote della Del Verde industrie alimentari spa che è divenuta di proprietà della spagnola Molinos Delplata Sl, la quale fa parte del gruppo argentino Molinos Rio de la Plata. Nel 2008 la Bertolli era stata venduta all’Unilever per poi essere acquisita dal gruppo spagnolo SOS, è iniziata la cessione di Rigamonti salumificio spa, divenuta di proprietà dei brasiliani attraverso la società olandese Hitaholb International, mentre la Orzo Bimbo è stata acquisita dalla francese Nutrition&Santè S.A. del gruppo Novartis. Lo stesso anno è stata ceduta anche Italpizza, l’azienda modenese che produce pizza e snack surgelati, all’inglese Bakkavor acquisitions limited. Nel 2003 hanno cambiato bandiera anche la birra Peroni, passata all'azienda sudafricana SABMiller mentre negli anni Novanta era stata la San Pellegrino ad entrare nel gruppo Nestlè e la Stock ad essere venduta alla tedesca Eckes A.G per poi essere acquisita nel 2007 dagli americani della Oaktree Capital Management. La stessa Nestlè - conclude la Coldiretti - possedeva già dal 1993 il marchio Antica gelateria del Corso e addirittura dal 1988 la Buitoni e la Perugina.

Adr e Codacons su aeroporto Fiumicino

 

TRASPORTI: AL VIA LA CONSULTA PER IL MIGLIORAMENTO DELLA QUALITA’ E DELL’IMMAGINE DELL’AEROPORTO LEONARDO DA VINCI

 

ADR E CODACONS AVVIANO IL PROGETTO “AEROPORTO AMICO”

 

Il nuovo organismo costituirà un ulteriore strumento per favorire il miglioramento della qualità dei servizi dell’aeroporto Leonardo da Vinci. Sarà composto dalle rappresentanze delle associazioni dei consumatori che vorranno farne parte e dai rappresentanti degli operatori coinvolti nell’erogazione di servizi al passeggero quali vettori, handler e forze dell’ordine.

 

 

 

Fiumicino, 27 febbraio 2014 -  Aeroporti di Roma e Codacons annunciano oggi l’istituzione  della “Consulta per il miglioramento della qualità e dell’immagine dell’aeroporto Leonardo da Vinci” di Fiumicino, di cui fanno parte Adr, Codacons, Assoutenti e Movimento Difesa del Cittadino. Un organismo che costituirà un momento strutturato e stabile di ascolto delle esigenze della clientela e di confronto sulle azioni di miglioramento da intraprendere. Per Adr, infatti, la continua ottimizzazione dei servizi erogati al passeggero è una assoluta priorità. Alla Consulta parteciperanno, oltre a rappresentanze qualificate di tutte le associazioni di consumatori che vorranno farne parte, i rappresentanti degli operatori che più direttamente sono coinvolti nell’erogazione dei servizi alla clientela: vettori, handler e forze dell’ordine.

Nell’ambito di questa iniziativa e su impulso anche del Codacons è stato avviato inoltre il progetto “Aeroporto Amico” che prevede l’attivazione di un insieme strutturato e coordinato di iniziative a supporto della Consulta. Più nello specifico le attività avviate avranno lo scopo di:

 

  • analizzare la situazione attuale, attivando specifiche azioni di ascolto dei passeggeri e della clientela target, e, conseguentemente, individuare le azioni di miglioramento da mettere in pratica;
  • monitorare gli effetti delle azioni di ottimizzazione poste in essere sull’immagine dell’aeroporto e sulla soddisfazione dei passeggeri;
  • attivare punti di ascolto per fornire supporto in tempo reale ai viaggiatori per gestire eventuali criticità operative;
  • comparare i livelli di servizio erogati ai passeggeri a Fiumicino con quelli fruiti nei principali scali europei, per consentire una più puntuale comprensione dei gap qualitativi esistenti e delle aree su cui intervenire;

Le attività del gruppo di lavoro indipendente sono state già avviate . Dalle prime fasi dell’analisi emerge che il lavoro  fin qui portato avanti da Adr sta dando i suoi frutti , infatti  i principali processi operativi nel 2013 hanno evidenziato incoraggianti segnali di miglioramento. Il 2014, anche con il contributo della nuova Consulta, dovrà essere l’anno dell’allineamento di Fiumicino ai migliori scali europei.

Augusto Preta confermato Presidente dell'International Institute of Communications - Chapter Italiano


Roma 27 febbraio. Augusto Preta è stato confermato Presidente dell’Italian Chapter dell’International Institute of Communications (IIC) per il prossimo triennio.
L’IIC (www.iicom.org) è un organismo internazionale indipendente, non profit, statutariamente definito come “il luogo indipendente della convergenza”, non solo fra tecnologie e mercati, ma anche fra modelli culturali e forme d’organizzazione sociale. Questo suo ruolo, riconosciuto dai più autorevoli organismi internazionali (Unesco, ITU, EBU, Commissione Europea, Governi Nazionali), garantisce ai propri membri la possibilità di essere parte di una vasta rete di relazioni, unica al mondo. Accanto alle attività istituzionali (pubblicazioni, ricerche, Conferenza Annuale), l’IIC promuove il Telecom e Media Forum, che si tiene 3 volte l’anno a Washington, Bruxelles e in altra sede internazionale (nel 2013 a Istanbul) e il Regulatory Forum, riservato alle Autorità di Regolamentazione (di circa 40 paesi), oltre alle iniziative dei singoli chapter nazionali.

Il Presidente, Augusto Preta, è uno dei maggiori esperti in Italia nel settore dell’economia dei contenuti, dei media digitali e della televisione (broadcast e broadband), autore di studi, saggi e ricerche pubblicati in Italia e all’estero. Nel ringraziare della riconfermata fiducia, Augusto Preta ha dichiarato: “E’ mia intenzione continuare a realizzare iniziative di grande prestigio, portando in Italia i maggiori esperti internazionali ed estendendo il legame esistente tra il chapter nazionale e l’IIC nel suo complesso. E’ questo il modo migliore per dare anche al dibattito nazionale sulle comunicazioni quel profilo di autorevolezza, indipendenza, serietà e prestigio di cui necessita e che l’IIC ha sempre assicurato in quasi mezzo secolo di storia”
 

SCUOLA. Manifestazione al Miur di 17mila nuovi docenti: idonei, ma non possono insegnare



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Nelle discipline senza più candidati l’amministrazione vuole assumere i vincitori dei vecchi concorsi a cattedre, che in molti casi svolgono ormai altri lavori e non sono più interessati all’insegnamento: mentre dell’ultimo ‘concorsone’, bandito nel 2012, solo una parte degli idonei verrà immesso in ruolo.

 

Anief-Confedir condivide le ragioni della protesta e ricorda che l’11 marzo potrebbe essere il Consiglio di Stato a dirimere l’ennesimo pasticcio prodotto dalle stanze di Viale Trastevere.

 

Come si fa a vincere un concorso, superando i test preselettivi, le prove scritte, il colloquio finale, e poi non essere nemmeno inseriti nelle graduatorie di merito? È quello che si chiedono gli oltre 17mila partecipanti al concorso a cattedre, bandito dell’ex Ministro Francesco Profumo attraverso il D.D.G. n. 82 del 24 settembre 2012, che pur risultando idonei alla professione dell’insegnamento sono rimasti esclusi delle liste dei nominativi a scorrimento da cui il Miur attinge per le immissioni in ruolo. Nelle discipline senza più candidati continueranno così incredibilmente ad essere assunti i vincitori dei vecchi ‘concorsoni’, che in molti casi svolgono ormai altri lavori e non sono più interessati all’insegnamento.

 

Domani questi docenti contesteranno questa illogica scelta dell’amministrazione scolastica con una manifestazione nazionale che si terrà davanti al Ministero dell’Istruzione: dalle ore 11 e fino alle 17 ricorderanno ai tecnici di Viale Trastevere che se si vuole veramente puntare sulla meritocrazia non si possono lasciare al loro destino migliaia di persone che hanno dimostrato, superando un pubblico concorso, di essere almeno presi in considerazione per l’insegnamento nella scuola pubblica italiana.

 

A tal proposito va ricordato che in base all’art. 6 della Legge 124 del 3 maggio 1999, che ha modificato il decreto legislativo n. 297, del 16 aprile 1994, il cosiddetto "testo unico" della scuola, i partecipanti ai concorsi a cattedra collocati nelle graduatorie di merito, anche se in posizione successiva al numero di posti messi a bando, devono essere utilizzati per il 50% delle assunzioni. Non va meglio per l’altro 50%, riservato alle GaE, che ad aprile verranno aggiornate: anche in questo caso l’amministrazione ha immotivatamente lasciato fuori gli abilitati tramite Tfa e, prossimamente, i 70mila tramite Pas, oltre che gli stessi idonei al concorso.

 

La verità è che il Miur continua a non voler adottare la corretta interpretazione delle norme sul reclutamento. Producendo così altri pasticci. Come già accaduto alcune settimane fa, quando ha ratificato le 4.447 assunzioni di insegnanti di sostegno penalizzando proprio i vincitori del concorso a cattedra: nella scelta dei docenti da immettere in ruolo, con decorrenza giuridica 1° settembre 2013, l’amministrazione ha infatti ‘riesumato’ i vincitori delle vecchie graduatorie. Dimenticando, anche in questo caso, i vincitori dell’ultimo concorso a cattedra.

 

Per questi motivi, Anief condivide quindi le ragioni della protesta del 28 febbraio. E attende con speranza l’esito della sentenza del Consiglio di Stato che il prossimo 11 marzo si esprimerà proprio sulla loro sorte, dopo che alcuni Tar sulla linea imposta dal Miur, per la gestione dei vincitori dell’ultimo ‘concorsone’, hanno sollevato problemi di giurisdizione.

 

Secondo Marcello Pacifico, presidente Anief e segretario organizzativo Confedir “fa bene il neo Ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, a valorizzare la formazione iniziale puntando sui tirocini formativi nell'ottica diun ringiovanimento del personale docente’, ma allora non si comprende perché non si cominci attraverso l’assunzione dei 17mila docenti idonei all’insegnamento vincitori di concorso. Come anche dei 13mila abilitati tramite Tfa ordinario. Che senso ha lasciare ai margini 30mila docenti meritevoli, le cui conoscenze e competenze sono state accertate da commissioni statali? È davvero illogico e irrazionale – conclude il sindacalista Anief-Confedir – selezionarli e poi lasciarli a casa”.

 

27 febbraio 2014         

Innovativo servizio di Personal Branding per ottimizzare l'immagine di imprenditori e professionisti

 PERSONAL PR
EuroNetMedia.org promuove un innovativo servizio di
Personal Branding per aiutare professionisti e imprenditori a
ottimizzare e valorizzare la propria immagine, implementando
le strategie più appropriate per amplificarla e renderla
un brand di successo.


Le persone sono la chiave. Le competenze, i valori personali, le singole esperienze sono le vere risorse per emergere. É su questo potenziale che si basano le Personal PR, l'innovativo servizio di Personal Branding creato da EuroNetMedia.org per aiutare professionisti e imprenditori a far conoscere e valorizzare la propria immagine: l'arte di promuovere se stessi.

Per i professionisti e per le aziende sempre di più il segreto del successo è puntare sul Brand Personale, grazie al quale creare contenuti originali e raggiungere o amplificare la propria presenza sulla stampa e sui media online.

Il Personal Branding è uno strumento importante per presentarsi e promuovere se stessi e la propria attività in modo efficace e incisivo. Uno dei temi di maggior interesse per qualsiasi professionista o imprenditore è infatti come ottenere visibilità, poiché il marketing è il primo passo di qualunque strategia di business.

Attualmente la tendenza non è più solo di pubblicizzare il brand aziendale, ma anche l'imprenditore stesso, quale capitano della nave. Come? «Proprio attraverso il Personal Branding: la costruzione e ottimizzazione di un "marchio personale" che identifichi e metta in evidenza i valori, le competenze, le esperienze e le conoscenze individuali di ciascun professionista o imprenditore» commentano i responsabili di EuroNetMedia.org.

Salvatore Striano e Giovanna Taviani in Toscana con il cinema dei F.lli Taviani - Progetto di Prevenzione della devianza



Dal 3 al 7 marzo 2014
Greve - San Miniato - Empoli - Montopoli
IL RISCATTO
PROGETTO DI PREVENZIONE DELLA DEVIANZA PER L’EDUCAZIONE ALLA LEGALITÀ
rivolto alla cittadinanza e agli studenti della scuola secondaria del Comprensorio del Cuoio, con il Comune di Empoli e di Greve


Salvatore Striano , protagonista di Cesare deve morire, e la regista Giovanna Taviani, autrice del cortometraggio Il Riscatto, grazie al sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato coronano finalmente un progetto a lungo coltivato: diffondere la testimonianza di una redenzione possibile attraverso la cultura e l'arte, raccontando ai giovani delle scuole il percorso che ha portato l'ex detenuto napoletano, ora attore di successo, dall'inferno dei quartieri spagnoli alla Toscana di Dante e della Resistenza italiana.

La manifestazione prevede 5 incontri con i ragazzi della scuola secondaria dei comuni di Greve (FI), San Miniato (PI), Empoli (FI) e Montopoli (PI), che coinvolgeranno anche gli studenti di Santa Croce sull'Arno (PI) e Castelfranco di Sotto (PI). Al fianco di Giovanna e Salvatore, ci saranno Enzo Cintelli e Lisandro Nacci, fondatori dell'Associazione Giuseppe Gori, che nel film a cui il progetto è intitolato evocano la memoria della lotta partigiana e delle sofferenze della popolazione sanminiatese.

Nel corso della settimana, insieme al docu-corto Il Riscatto dedicato alla storia di "Sasà" Striano, saranno proiettati i film di Paolo e Vittorio Taviani citati nel cortometraggio: Cesare deve morire (il 3 marzo a Greve - cinema Arrigo Boito h 21.00 e il 6 marzo a San Miniato - circolo Arci Casa Culturale h 21.00) e La notte di San Lorenzo (il 4 marzo a San Miniato - circolo Arci Casa Culturale h 21.00 e il 5 marzo  a Empoli - Cinema la Perla h 21.30), per ricordare, in prossimità del 70° anniversario della strage nel duomo (luglio 1944) uno dei momenti più drammatici della storia toscana. 

"Il progetto" dichiara Giovanna Taviani "è nato insieme all'idea originaria del film che ho girato con Sasà: raccontare il riscatto di un uomo che ha trovato nella cultura la forza per rinascere e per potersi perdonare. Striano ha passato gli anni più belli della sua giovinezza in una cella senza cielo, ma  dopo una vita segnata dal sangue della camorra e dall'orrore del carcere,  si è salvato grazie all'incontro con il teatro e l'arte. Portare ai più giovani questo messaggio ci è sembrato un passo non solo naturale, ma necessario."

I protagonisti dell'evento, insieme alle autorità locali, incontreranno la stampa martedì 4 marzo alle h 12.00 nella Sala del Consiglio del comune di San Miniato. 

INFO: associazione La Ruzzola tel. 0571 49614


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