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venerdì 8 agosto 2025

Manfria - Gela la Perla del Mediterraneo

Tra le bellezze della Sicilia troviamo Manfria Frazione del Comune di Gela ubicata a circa 10Km dalla città e sulla statale 115 che collega Gela con Licata. . Il suo punto di Forza è la bellezza delle spiagge dorate con sabbie finissime . Un turismo diversificato tra i tanti proprietari di villette , alcuni B&B e tanta accoglienza da parte dei suoi abitanti. Un territorio molto vasto che parte dalla montagna di Montelungo prospiciente Gela fino ad arrivare ai confini con Marina di Butera con circa 15 Km di spiagge in alcuni punti ancora incontaminate.

Le presenze sono diversificate ma nel periodo estivo si denota un aumento esponenziale che può arrivare a 15.000 presenze con maggiore caratterizzazione del turismo fai da te libero e privo di costi relativi a sdraio e ombrelloni in affitto. Il carattere familiare e la bassa profondità delle acque pongono le rive come una sicurezza per i bambini. Non esistono lidi o altro solo sole, mare e natura Infine, il bollino Blu di goletta verde ne contraddistingue la purezza delle acque nel 2024

Una posizione strategica tra il territorio del libero consorzio di Caltanissetta in cui Gela ricade e la vicina città di Licata. La frazione offre inoltre una sua impronta storica caratterizzata in primo luogo dalla torre di avvistamento spagnola che si erge dalle montagne a strapiombo sul mediterraneo. La torre di Manfria così ribattezzata perché simbolo della frazione è una delle tanti torri di avvistamento sparse per la Sicilia costruite su indicazione dell'architetto fiorentino Camillo Camillani e sembra sia tra le più grandi, è infatti alta circa 15 metri con una base di circa 12,50 metri. La sua costruzione fu ordinata dal viceré Giovanni De Vega nel 1549 per poi essere completata nel 1578 .

Nelle parti circostanti si segnalano gli insediamenti Greci che vengono rappresentati dalla montagna l’atona dove venivano tagliati ampi blocchi di cristalli di gesso di cui la frazione è ricca. Nelle vicinanze la cava di gesso dove i cristalli venivano cotti e poi ridotti in polvere costituendo l’attuale cemento degli antichi utile alla costruzione delle dimore. Possiamo affermare che sono luoghi ricchi di storia molte volte dimenticati che oggi rievocano le varie dominazioni della Sicilia tra cui Cartaginesi e Romani.

Infine tra miti e leggende che da sempre hanno caratterizzato la frazione quella del gigante Manfrino la cui impronta sul gesso è ancora presente nelle parti interne della frazione. I Giganti come da narrazione Biblica erano i figli degli Angeli Caduti e frutto di amori verso le donne umane. Uno di loro sembra abbia abitato questi luoghi e si narra di in una leggenda misteriosa e incantata.. Erano i tempi dell’oro che caratterizzarono le colline di Manfria dove la potente famiglia “Manfrina” era in possesso di tutto il feudo di Manfria e lo abitò per diverse generazioni.

La leggenda narra che con la famiglia abitava la dama di “Provenza” oggetto di interessi da parte degli assalitori che trucidarono tutta la famiglia. Il gigante morente si rivolse al cielo chiedendo di risucchiare persone e ricchezze nelle viscere della terra. Gli abitanti della frazione parlano della “truvatura”luogo pieno di ricchezze ancora presente nelle montagne di Manfria e mai trovato.

CASTELLABATE E CILENTO - LA CARA ESTATE DELLA CRISI PREZZI ALLE STELLE OVUNQUE

CASTELLABATE - Si è turisti anche senza essere in vacanza, in Cilento.


Perché qui, d’estate anche se la vita rispetta il motto  “ scorre lenta “ basta varcare la soglia di casa per ritrovarsi in un set da cartolina: il mare cristallino, le spiagge affollate, il borgo famoso per le scene di “ Benvenuti Al Sud “ invaso da dialetti italici  e sorrisi abbronzati. 


Eppure, per chi vive il Cilento  tutto l’anno, l’estate non è solo luce e leggerezza. È anche il momento in cui si fa più forte una certa distanza tra chi arriva e chi resta, tra chi consuma e chi lavora, tra chi si gode il paradiso e chi, per mantenerlo tale, è costretto a fare i conti. Conti salati.


Il 2025 ha portato con sé una stagione turistica da record, ma anche rincari che rischiano di far traballare l’equilibrio tra accoglienza e sostenibilità. In molte località del sud della Campania , persino i piatti più semplici della tradizione popolare sembrano aver subito una metamorfosi gastronomica e soprattutto economica. 


Una frisella condita, che un tempo rappresentava il pasto povero per eccellenza, può oggi arrivare a costare 8 euro.

E se ci aggiungi qualche fetta di melanzana grigliata, un po’ di tonno, della mozzarella fresca e qualche pomodoro, il prezzo può anche raddoppiare.


Succede, per esempio, che  una “frisella gourmet”  tocca quota 17 euro . Ma non si tratta di un caso isolato. 

In altri stabilimenti balneari della costa , un panino  ben farcito – simbolo dello street food classico  – può superare i 14 euro, diventando un lusso da assaporare con cautela, più che un pasto veloce da spiaggia.


È la deriva di un Cilento  che piace sempre di più, ma che rischia di non riconoscersi più. 


Dove la tradizione diventa brand, l’autenticità si trasforma in esperienza da vendere, e la cucina di casa viene servita con sovrapprezzo, magari su un tagliere in legno con vista mare. Nulla di male, se non fosse che chi qui ci vive tutto l’anno – e non solo nei mesi del boom – si trova spesso a fare i conti con una terra che ama profondamente, ma che d’estate diventa, per assurdo, meno accessibile. Anche solo per una frisella.


Marco Nicoletti 

@castellabatelive24 / Pagina Facebook copyright ©️ 2025 


giovedì 7 agosto 2025

La Pace in Ucraina duello USA – URSS

Mentre i colloqui tra l’amministrazione americana e la Russia si fanno più fitti in attesa di un incontro tra Trump e Putin che dovrebbe avvenire tra il 31 agosto ed il 1° settembre 2025 in una località compiacente ai due contendenti che potrebbe essere quella deli Emirati Arabi Uniti. Il primo approccio con un nuovo pacchetto di proposte alla Russia è stato fatto dall’inviato americano Whitkoff, sembra che nei colloqui degli ultimi giorni come riferito dall’assistente del presidente Russo Yuri Ushakov la parte americana abbia avanzato una proposta che soddisfa Mosca. Naturalmente la posizione della Russia sull'Ucraina non è cambiata.

Quale proposta Trump farà al presidente Putin ma possiamo azzardare qualche ipotesi reale. Tra le prime la testa di Zelensky, a seguire niente Ucraina nella Nato ed infine la cessione dei territori occupati corrispondenti alle regioni di Donetsk, Luhansk, Zaporizhzhya e Kherson il tutto dovrebbe essere attuato attraverso un accordo momentaneo di tregua per la guerra aerea. Il fatidico incontro ad alti livelli ha avuto dalla parte americana la proposta di un incontro a tre con a presenza di Zelensky cosa non grata ai russi.

Le dichiarazioni di Marco Rubio segretario di stato americano frenano in parte un accordo che sarà pieno di difficoltà come lo stesso ammette: “Sapete, i compromessi sono difficili da raggiungere. Ancora più difficile è spiegarli alla gente nel proprio Paese. Ma una cosa è certa: tutti vogliono che questa guerra finisca. La parte più difficile sono le condizioni con cui ciò avverrà. Oggi è stata una buona giornata, ma il lavoro è ancora tanto, non voglio abbellire la realtà. Ci aspetta molto, ma siamo sicuramente andati avanti più di ieri, quando non c’erano affatto progressi.”

“Se riusciremo continua Rubio a definire chiaramente cosa soddisfa entrambe le parti, allora il Presidente avrà la possibilità di organizzare un incontro tra Putin e Zelensky per trovare una soluzione. Dobbiamo far sì che le posizioni si avvicinino. Ma, probabilmente, per la prima volta da quando questa amministrazione è al lavoro, abbiamo esempi concreti di ciò che la Russia può richiedere per porre fine al conflitto. Prima non c’era nulla del genere. Naturalmente, la parola decisiva spetta agli ucraini, e dobbiamo avvicinare il più possibile entrambe le parti affinché il Presidente Trump possa intervenire e avere successo».

La parte sul campo della guerra vede l’avanzare dell’esercito Russo che ha accerchiato l’isola di Kherson che è stata evacuata da Kiev della sua popolazione. Le forze armate ucraine sono finite in una sacca di fuoco vicino a Volchanski Khutory, ha riferito Andrey Marochko, Nella regione di Dnipropetrovsk sono state distrutte le squadre di blocco della Guardia Nazionale ucraina, hanno riferito le forze di sicurezza russe; Vicino a Synelnykove nella regione di Kharkiv sono state distrutte fino al 50% delle squadre d'assalto della brigata delle forze armate ucraine, hanno riferito i militari russi sul posto. In sette mesi circa 93 mila soldati delle forze armate ucraine non sono tornate dopo assenze ingiustificate. Questo è quanto emerge dai calcoli dei media russi basati sui dati delle autorità ucraine.

Nell’ambito del duello che dovrebbe portare alla pace anche la deterrenza nucleare e le varie dichiarazioni fatte negli ultimi giorni da USA e URSS che da una parte schierano i sommergibili nucleari davanti la Russia a monito di puro bullismo e dall’altra invece spiegano cosa sia la “Mano Morta” Nucleare Russa. Se lo scenario bellico colpisce le grandi città russe con armi nucleari uccidendo il presidente Putin insieme a tutta la leadership militare, la Russia ha un sistema di rappresaglia di riserva - la «mano morta» I sensori in tutta la Russia raccoglieranno dati sulle radiazioni, l'emissione termica e l'attività sismica, confermando l'attacco nucleare.


Successivamente, il sistema attenderà istruzioni dal centro di comando di Mosca. Se non arriverà una risposta, la «mano morta» considererà che la leadership è stata distrutta. In quel momento il sistema lancerà autonomamente circa 4000 missili nucleari contro gli Stati Uniti ed i loro alleati della NATO, causando una devastazione globale con una catastrofe di distruzione reciproca che avverrebbe a prescindere dall’equilibrio delle forze in campo. Naturalmente dobbiamo ricordare quello che è avvenuto il 6 agosto 1945 quando la prima bomba atomica Little Boy colpì Hiroshima provocando tra le 150 mila e le 245 mila persone.

Infine, l’ultimo strumento di deterrenza secondo alcuni ben pensanti sono i dazi e le sanzioni verso i paesi che comprano petrolio dalla Russia ed in tal senso inizia la lotta verso le sovranità nazionali come racconta Lula in Brasile che ha dovuto subire i dazi di Trump al 50%. Tutto non si ferma al solo Brasile ma colpisce anche l’India e la Cina tutti facenti parte dei BRICS che assieme rappresentano circa 2,5 miliardi di persone circa 1/3 della popolazione mondiale. Ma ci chiediamo anche perché Trump abbia fermato i dazi verso la Russia?

Come spiegato dal governo Indiano colpito dai dazi Trumpiani sembra che gli Stati Uniti continuino a commerciare con la Russia nonostante le sanzioni e la retorica politica. Questi i vari prodotti: Fertilizzanti (urea, cloruro di potassio, ecc.) -1,3 miliardi di dollari; Metalli preziosi (palladio, platino, ecc.) -878 milioni di dollari; Prodotti chimici inorganici, inclusi materiali radioattivi - 695,7 milioni di dollari; Esafuoruro di uranio per il combustibile nucleare - 624 milioni di dollari; Componenti e parti per aerei — 75 milioni di dollari; Legname e prodotti in legno - 89,4 milioni di dollari; Attrezzature meccaniche e reattori - 80,8 milioni di dollari; Mangimi per animali, scarti dell’industria alimentare - 39,9 milioni di dollari; Metalli ferrosi e leghe ceramiche - 37,3 milioni di dollari; Prodotti in ferro e acciaio - 13,1 milioni di dollari;

Verdure, frutta e prodotti derivati per un valore superiore a 15 milioni di dollari; Gomma, plastica e prodotti chimici, oltre 10 milioni di dollari; Farmaci, cosmetici ed oli essenziali, oltre 2 milioni di dollari; Calzature, tessili, giocattoli e orologi, complessivamente oltre 10 milioni di dollari; Alluminio, rame e nichel in totale oltre 28 milioni di dollari; Altri prodotti eterogenei — dalla pelle conciata alle pubblicazioni stampate, fino ad animali vivi. Nel 2024, gli Stati Uniti hanno importato dalla Russia beni per un valore totale di circa 3 miliardi di dollari.

La politica del doppio standard è un classico delle grandi democrazie che cercano di risolvere i loro problemi interni attaccando gli altri con sanzioni e dazi che alla lunga non porteranno a dei risultati concreti visto che il mercato globale è ampio e diversificato e costituisce la grande maggioranza della popolazione mondiale. La necessità è comunque quella di raggiungere un accordo di Pace con tutti gli strumenti possibili affinché l’Ucraina possa mantenere la sovranità nelle parti ancora non conquistate dalla Russia.

domenica 3 agosto 2025

Ragusa: Forum sulla strage di Bologna del 02 agosto del 1980

Si è svolto a Ragusa presso la sede del Laboratorio degli Annali in via pezza, 108 il primo forum semestrale dedicato alle stragi della storia che hanno caratterizzato l’Italia. Il forum è stato fortemente voluto dal Prof. Carlo Ruta per sostenere la memoria storica forte e resistente sugli anni più bui della nostra Repubblica. L’evento e stato introdotto dal Prof. Carlo Ruta che ha tracciato le linee guida dell’evento nel contesto storico. Presenti il Dr. Gianluca Floridia ed il Prof. Senatore Giuseppe Lumia a lungo presidente della commissione Parlamentare Antimafia.

I relatori hanno spiegato da diverse angolazioni coerenti con i fatti ed il contesto storico – politico, l’impegno istituzionale e le situazioni che favorirono la strage di Bologna fascista e legata ad ambienti di Stato. I morti furono 85 e circa 200 feriti che si trovavano alla stazione di bologna in quel fatidico o2 agosto del 1980 alle ore 10.25. L’evento ha rappresentato un momento significativo che ha visto partecipare anche magistrati, dirigenti di Polizia di Stato e Cittadini. 

Il Senatore Lumia nella parte finale ha esortato all’impegno ed alla partecipazione democratica affinché si faccia piena luce sui fatti dopo 45 anni. Nell’occasione il Prof. Carlo Ruta ha annunciato il secondo forum sulle stragi in Italia che si terrà il 12 dicembre 2025 e sarà dedicato alla strage di Piazza Fontana di Milano avvenuta il 12 dicembre del 1969. A 56 anni dall’evento storico ancora le indagini giudiziarie e la conoscenza storica ha luci ed ombre per gli innumerevoli depistaggi che hanno segnato il passo

sabato 2 agosto 2025

Dazi : UE – USA tra luci ed ombre

Dire che l’accordo a piene mani raggiunto dall’Unione Europea rappresentata dalla Von der Leyne con il Presidente degli stati Uniti Trump nella sua tenuta scozzese il 27 Luglio 2025 sia stato proficuo per le nostre economie è solo un aspetto idilliaco della filosofia attuale che l’ unione europea sta’ portando avanti. Il vero motto che ha caratterizzato l’incontro è quello di Trump: "Stati Uniti derubati per decenni da amici e nemici".

Uno dei più grandi accordi commerciali di sempre questo titolano i giornali dei potenti, sarà tutto vero? L’accordo include dazi del 15% sui beni UE in ingresso negli Stati Uniti e significativi acquisti da parte della UE di energia e attrezzature militari statunitensi. Prevede inoltre investimenti per 600 miliardi di dollari negli Stati Uniti da parte della UE, ha detto Trump. Von der Leyen ha detto che l'accordo includerà dazi del 15% su tutta la linea, affermando che "aiuterà a riequilibrare il commercio tra i due grandi partner commerciali". In realtà dietro la riduzione dei dazi dal 30% al 15% l’UE ha promesso di sostituire completamente il petrolio ed il gas Russo con GNL americano e combustibile nucleare danneggiando alcuni paesi europei.

In realtà guardando solo l’Italia noi acquisteremo armi dagli USA per 700 miliardi, importeremo energia pagandola il triplo di quanto la pagheremmo alla Russia, dazi al 15% su tutte le imprese italiane, tranne quelle che producono acciaio ed alluminio che invece pagheranno ben il 50%.

Il piano di vassallaggio di Bruxelles verso Washington prevede che la guerra in Ucraina sia esplicitamente a carico dell’UE, un aiuto che permette a Trump di organizzare la guerra nel Pacifico ed ostacolare la multi-polarizzazione del sistema monetario internazionale. I Dazi stabiliti sono al 15% sui prodotti provenienti dall’UE, l'UE aprirà i suoi mercati al commercio con gli USA senza dazi per alcuni prodotti, L'UE acquisterà energia americana per 750 miliardi di dollari e investirà 600 miliardi di dollari nell'economia degli USA. L'UE acquisterà anche una "quantità enorme" di equipaggiamento militare americano. L’America riceverà in cambio un plus di entrate da 7 a 91 miliardi di dollari solo dai dazi.

Un piano 3 ad 1 che possiamo definire come una perdita della nostra sovranità che da ora copre solo gli interessi americani, un indice di governo mondiale che pone l’Europa nelle condizioni di attuare solo gli ordini di Washington e dalle élite globaliste, anche a costo di affondare le proprie economie e cancellare le identità nazionali. Possiamo considerare veritiere le dichiarazioni dei nostri rappresentanti politici che hanno detto congiuntamente: “Giudichiamo sostenibili i dazi al 15%". Di contrasto S. Marino che ha concordato dazi al 10% con altri politici.

Una voce nella maggioranza certamente più tecnica quella di Giancarlo Giorgetti però ammette che i dazi al 15% faranno perdere all’Italia fino a mezzo punto di PIL. L’impatto sull’economia italiana dei dazi di Trump ci sarà, pur se tutti i dettagli dell’accordo raggiunto con l’Unione europea non sono ancora stati definiti. Lo dimostrano anche i dati dell’Istat sul secondo trimestre di quest’ anno. Una previsione al ribasso delle economie europee che già guardano al 2029 per un riallineamento ipotetico.

Possiamo affermare che Trump ha umiliato l’UE tre volte considerandola debole attraverso la cessione cedendo dei dazi imposti e non mediati mettendo gli interessi degli Stati Uniti al di sopra di quelli Europei. Una debolezza politica che si tocca con mano attraverso una visione divisa dell’Europa che non riesce ad alzare la testa verso altri grandi mercati quali la Cina che ha ultimamente accolto la Presidente dell’UE con l’autobus di servizio.

Un parallelismo naturalmente deve essere fatto e lo affronteremo con il Brasile paese che fa parte della coalizione BRICS. Le minacce globali Trump sono arrivate anche in questo paese che potrebbe sostenere dazi al 50% sui i prodotti provenienti dall’America. Secondo il Financial Times, Celso Amorim, principale consigliere per la politica estera del presidente brasiliano Lula, ha dichiarato che le pressioni del candidato repubblicano Donald Trump stanno spingendo Brasilia a rafforzare la cooperazione con i Paesi del blocco. "Le minacce da parte del presidente USA non fanno altro che rafforzare i nostri legami con i Brics", ha osservato Amorim, sottolineando la volontà del Brasile di diversificare le proprie relazioni internazionali. Una situazione politica ed economica che pone questo paese in netta diversificazione con l’atteggiamento UE che non ha saputo oggi affrontare le nuove sfide del commercio internazionale e degli accordi bilaterali.

Guardando i dati ISPI sull’accordo fatto l’export europeo dovrebbe restare invariato ed il dazio al 15% causerebbe una contrazione delle esportazioni verso gli USA del 25-30% riducendo le entrate doganali di circa 66 miliardi l’anno. In pratica i dazi di Trump avranno un impatto sul Pil per gli USA del -1,32 % , Germania -29%, media UE - 0,21, Italia - 0,17, Francia - 0,11 secondo le stime dell’ISPI.

Per l’Italia uno dei settori più colpiti sarà quello agroalimentare il cui volume di affari con gli USA ammontava a circa 8 miliardi di euro e rappresentava il 25% di quelle comunitarie e a circa un decimo dell’export agroalimentare complessivo del Belpaese, che a fine 2024 ha sfiorato i 70 miliardi di euro in valore”, precisa Tommaso Battista presidente di Copagri.

Infine, oggi dare un valore ai dazi sarà certamente importante per il Made in Italy e per tutta l’economia italiana che operava negli USA. Un accordo quello del 27 luglio che ha puntato più su altri interessi certamente non europei e che porterà il sistema Europa pro Bellum ad un processo di caduta esponenziale della sua economia con un netto sbandamento verso gli interessi USA che possono essere contrastati solo andando verso altri mercati mondiali.

venerdì 1 agosto 2025

SAN MARCO DI CASTELLABATE - COMPLETATI I LAVORI AL COSTONE DELLA GROTTA

SAN MARCO DI CASTELLABATE - 𝐂𝐎𝐒𝐓𝐎𝐍𝐄 𝐑𝐎𝐂𝐂𝐈𝐎𝐒𝐎 “𝐋𝐀 𝐆𝐑𝐎𝐓𝐓𝐀”: 𝐓𝐄𝐑𝐌𝐈𝐍𝐀𝐓𝐈 𝐈 𝐋𝐀𝐕𝐎𝐑𝐈 𝐃𝐈 𝐌𝐄𝐒𝐒𝐀 𝐈𝐍 𝐒𝐈𝐂𝐔𝐑𝐄𝐙𝐙𝐀


Sono stati portati a termine gli interventi di messa in sicurezza del costone roccioso lungo il suggestivo sentiero naturalistico “La Grotta”, situato nella frazione San Marco di Castellabate


Un lavoro di grande rilevanza ambientale e paesaggistica, reso possibile grazie ad un investimento di circa 200.000 euro, con anche un contributo della Regione Campania pari a 148.000 euro, finalizzato a mitigare i rischi legati al dissesto idrogeologico che da diversi anni interessavano l’area in questione 




L’opera ha visto la realizzazione di interventi mirati alla stabilizzazione del versante roccioso, soggetto negli anni a frane e smottamenti, con l’obiettivo di preservare uno dei luoghi più iconici sul territorio comunale. Oltre alla messa in sicurezza, è stata riqualificata anche la passeggiata lungo il sentiero, ora completamente fruibile e libera


Marco Nicoletti

@castellabatelive24 / Pagina Facebook 

lunedì 28 luglio 2025

Ragusa: La strage di Bologna a 45 anni dall’evento, quale matrice e quali responsabilità.

A Ragusa il 02 agosto presso il Laboratorio degli Annali di via Pezza ,108 ritorna la storia d’Italia. Il racconto della contemporaneità storica legata alla strage di bologna che ha fatto 85 vittime ed i cui eventi giudiziari che ne sono seguiti hanno acceso le luci su responsabilità nascoste legate ai servizi. Le condanne che ne sono susseguite in via definitiva degli esecutori materiali i terroristi neri dei NAR Giusva Fioravanti, Francesca Mambro e Luigi Ciavardini, e per attività di depistaggio il capo della loggia P2 Licio Gelli, gli ufficiali dei servizi segreti Pietro Musumeci (P2) e Francesco Belmonte e il faccendiere Francesco Pazienza. In secondo grado è stato condannato anche Gilberto Cavallini per strage, in secondo grado nel processo dei mandanti troviamo, Paolo Bellini, l'ex capitano dei carabinieri Piergiorgio Segatel, e Domenico Catracchia, ex amministratore di condomini in via Gradoli a Roma, accusato di false informazioni al pm al fine di sviare le indagini.

Il Laboratorio degli Annali retto dal Prof. Carlo Ruta cercherà di aprire un altro fonte della storia contemporanea attraverso la ricostruzione degli aspetti più bui della nostra storia repubblicana. L’evento partito da Bologna in quel lontano sabato 02 agosto alle ore 10.25, quando un ordigno ad altissimo potenziale esplose nella sala d'aspetto di seconda classe della stazione ferroviaria di Bologna. Tra i relatori dell’evento che si svolgerà il 2 agosto a Ragusa alle ore 18.00 il senatore Giuseppe Lumia, già presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, il professor Carlo Ruta, direttore scientifico del Laboratorio degli Annali. Coordinerà la discussione il dottor Gianluca Floridia, professionista sanitario e attivista civile.

Questo per il laboratorio di Ragusa è l'inizio di un percorso, che vedrà inaugurare un forum periodico, semestrale o annuale, che si occuperà proprio delle stragi che hanno scosso la Repubblica. La data del 2 agosto, è significativa in quanto rappresenta i 45 anni dalla strage di Bologna.

domenica 27 luglio 2025

La luce che comunica: verso una nuova generazione di reti ottiche wireless


Recenti studi, frutto della collaborazione tra il Cnr, Scuola Superiore Sant'Anna, Laboratorio LENS, e le Università di Firenze e Pisa, hanno dimostrato un innovativo sistema di comunicazione wireless basato sulla luce visibile, che sfrutta LED e concentratori solari fluorescenti (LSC). I risultati, pubblicati sulle riviste Scientific Reports e Advanced Optical Materials, sono stati realizzati nell'ambito dei progetti PNRR RESTART e I-PHOQS, due iniziative che pongono l'Italia in posizione di avanguardia per la ricerca di frontiera in settori altamente strategici
 
 
Due importanti riviste scientifiche internazionali - Scientific Reports e Advanced Optical Materials – hanno dato risalto a recenti studi condotti da team di ricerca italiani che hanno dimostrato un sistema innovativo di comunicazione basato sulla luce visibile (VLC) a LED e le antenne ottiche fluorescenti in applicazioni realistiche, mostrandone l'ottimo potenziale.
 
Le ricerche sono frutto della collaborazione tra l'Istituto di Telecomunicazioni, Informatica e Fotonica (TeCIP della Scuola Superiore Sant'Anna), l'Istituto Nazionale di Ottica del Consiglio nazionale delle ricerche di Sesto Fiorentino (Cnr-Ino), il Laboratorio LENS, l'Istituto di chimica dei composti organometallici del Cnr (Cnr-Iccom), il Dipartimento di Chimica "Ugo Schiff" dell'Università di Firenze e il Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale dell'Università di Pisa.
 
Il sistema, testato presso i laboratori della Scuola Superiore Sant'Anna, mostra come sia possibile realizzare sistemi di trasmissione dati wireless, stabili e a basso costo utilizzando LED bianchi commerciali e concentratori solari fluorescenti (LSC): tale tecnologia, che sfrutta materiali in grado di assorbire e riemettere la luce visibile, consente di superare i limiti dei ricevitori tradizionali, offrendo un ampio campo visivo, maggiore efficienza nella raccolta del segnale e una velocità di risposta adeguata per applicazioni reali, come la trasmissione video in alta definizione o l'accesso a Internet in ambienti indoor.  
 
Dalla teoria alla pratica: video HD trasmesso via luce
 
Una delle principali novità introdotte in questa ricerca è l'uso combinato di un Concentratore Luminescente e di LED ad alta potenza per l'illuminazione, sfruttando quindi la sinergia tra illuminazione e comunicazione. Nel primo studio, i ricercatori hanno realizzato e testato un sistema VLC integrato con le reti cablate esistenti, come l'Ethernet, capace di trasmettere un flusso video HD a 10 Mbit/s su una distanza di 2 metri. Il sistema, che utilizza un LED bianco da soffitto come trasmettitore e sfrutta un ricevitore VLC basato su LSC, sviluppato da Cnr-Ino in collaborazione con Cnr-Iccom e UniPi, ha mostrato ottime prestazioni in termini di sensibilità e campo visivo, anche senza allineamento preciso tra trasmettitore e ricevitore. In altre configurazioni, con l'utilizzo di modulazioni più avanzate, sono state dimostrate velocità di trasmissione superiori ai 70 Mbit/s. "La comunicazione in luce visibile ha il potenziale di rivoluzionare le reti di comunicazione, offrendo un'alternativa sicura e pervasiva alle tradizionali tecnologie wireless, dato che ogni sorgente luminosa a LED può essere trasformata in una sorgente di dati." afferma Giulio Cossu, Ricercatore della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa. "Abbiamo dimostrato che è possibile realizzare un collegamento ottico wireless stabile e veloce usando componenti semplici e facilmente integrabili negli ambienti quotidiani, integrabile con le reti che si usano ogni giorno".
 
Lo studio e la preparazione dei concentratori solari luminescenti, originariamente utilizzati per la conversione di energia solare, sono stati curati dal gruppo guidato da Andrea Pucci, professore ordinario del Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale dell'Università di Pisa in collaborazione con  Massimo Calamante, primo ricercatore del Cnr-Iccom di Sesto Fiorentino.
 
Nel secondo studio, i ricercatori hanno sviluppato e confrontato tre diversi materiali fluorescenti per identificare le soluzioni più adatte alle diverse applicazioni: dalle comunicazioni indoor (Li-Fi) a quelle basate sui laser.  "Questi risultati dimostrano che è possibile progettare antenne ottiche innovative, calibrandole per la specifica applicazione, scegliendo il materiale più adatto in base alle esigenze di velocità, efficienza e stabilità," aggiunge Jacopo Catani,  dirigente di ricerca del Cnr-Ino, che ha coordinato la realizzazione e la caratterizzazione dei nuovi ricevitori e il loro utilizzo in questo tipo di applicazioni. "In particolare, il fluoroforo H2 rappresenta una piattaforma estremamente promettente per le future generazioni di sistemi di comunicazione, considerato che nel nuovo standard 6G le comunicazioni wireless basate sulla luce rappresenteranno un elemento centrale, soprattutto in combinazione con le nuove sorgenti LED e laser a luce bianca."
 
Si apre, così, la strada a una nuova generazione di reti ottiche wireless, ideali per ambienti dove le comunicazioni radio sono limitate o indesiderate, ma anche in negozi, ospedali, musei, scuole e uffici.
 
Gli studi sono stati realizzati con il supporto delle iniziative PNRR "RESTART" e "I-PHOQS", due iniziative finanziate con il supporto del programma NextGenerationEU, e con il supporto del Cnr (Progetti Ricerca@CNR FLUOCOM), che pongono l'Italia in posizione di avanguardia per la ricerca di frontiera in settori altamente strategici: quelli della fotonica, delle telecomunicazioni e delle scienze quantistiche.
 
 
Roma, 25 luglio 2025
 
Didascalie immagini:
Immagine_1: Antenne ottiche innovative basate su tre diversi concentratori fluorescenti per comunicazioni ottiche wireless (OWC) Credits: Jacopo Catani
Immagine_2: Trasmissione di un video ad alta risoluzione con ricevitori ottici basati su concentratori fluorescenti.
 
La scheda
Chi: Istituto nazionale di ottica del Consiglio nazionale delle ricerche di Sesto Fiorentino (Cnr-Ino); Istituto di Telecomunicazioni, Informatica e Fotonica (TECIP della Scuola Superiore Sant'Anna); Laboratorio LENS, Istituto di chimica dei composti organometallici del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa (Cnr-Iccom); Dipartimento di Chimica "Ugo Schiff" dell'Università di Firenze; Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale dell'Università di Pisa
Che cosa: articolo "Exploiting luminescent solar concentrators in indoor visible light communication systems", Cossu, G., Gilli, L., Oliviero, L.  et al.  Sci Rep 15, 16509 (2025). https://doi.org/10.1038/s41598-025-00932-4, link https://www.nature.com/articles/s41598-025-00932-4; articolo "Comparative Test of Novel Fluorescent Optical Antennas for LED- and Laser-Based Optical Wireless Communications", Marco Meucci, Mauro Aresti, Giulio Cossu, Lorenzo Gilli, Luca Oliviero, Matteo Bartolini, Andrea Pucci, Ernesto Ciaramella, Jacopo Catani, Advanced Optical Materials 13/2025, https://doi.org/10.1002/adom.202570088 , link https://advanced.onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/adom.202570088



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www.CorrieredelWeb.it

giovedì 24 luglio 2025

Il legame di sangue tra Trump e Netanyahu

L’elezione di Donad Trump a Presidente degli Stati Uniti s’America ha rafforzato il legame indissolubile tra Usa e Israele e le recenti manifestazioni di affetto da parte di Netanyahu (Nobel) ci hanno dato piena consapevolezza che ci fosse di più del semplice e cordiale bilateralismo tra i due paesi. L’attacco all’Iran e la questione Gaza hanno sancito sotto gli occhi del Mondo il patto di sangue che ha portato a sporcarsi le mani con 6000 morti in Iran e 62.000 morti a Gaza. Un piano che va oltre gli accordi bilaterali tra i due paesi attraverso la costruzione a tavolino e fra amici di un processo di distruzione totale della striscia.

Affamare la gente e ucciderli allo stesso tempo con le scuse più disparate addossate ad Hamas naturalmente. La stessa Humanitarian Foundation (GHF) è l’unico gestore del cibo per gaza è intestata a un ex Militare Americano è pienamente responsabile oggi delle morti per fame tra i palestinesi. La violazione del diritto internazionale ad usare le coste del mediterraneo da parte dei Palestinesi non ha sortito nessuna reazione in sede ONU. L’ultima riunione del consiglio di sicurezza proposta dagli Emirati Arabi Uniti e sostenuta da oltre 90 Stati Membri ha visto il veto degli Stati Uniti. L’appello di Gutierrez sull’immediato cessate il fuoco umanitario è caduto sotto l’onta del connubio Israele - Stati Uniti.

Ma andiamo nel dettaglio delle cose, Donald Trump ha in famiglia tre nipoti tutti cresciuti in ambienti rabbinici ortodossi. La figlia Ivana Marie (oggi Ivanka) si è convertita all’ebraismo per sposare Jared Kushner noto imprenditore Sionista membro attivo della Chabad Lubavitch strettamente legato a Netanyahu, Israele e al Mossad (Servizi segreti Israeliani).

Tra le note di qualcosa che tutti sanno ma che nessuno vuole dire occorre dare sento agli atteggiamenti antisistema del Presidente Americano che è stato salvato due volte dal collasso finanziario nel 1984 quando la sua Holding affonda le banche ebraiche legate ai Rockefeller (via Chase Manhattan). E nel 1996 quando ci fu il crollo dei casinò e delle proprietà di Atlantic City, fu salvato dagli investitori ebraici legati a Goldman Sachs e ambienti israeliti.

Durante la sua prima presidenza sposta l’ambasciata Usa a Gerusalemme dando un riconoscimento totale al dominio israeliano, firma gli accordi di Abramo, con la normalizzazione di paesi Arabi alla regia del paese Sionista. Cosa che si è ampiamente vista anche nell’ultimo anno in un processo fantasma di non presa di posizione sullo stato palestinese. Sono stati assegnati fondi miliardari a Israele anche durante le crisi economiche interne USA; è stata data la protezione totale al Mossad nelle operazioni in Siria, Iran, Palestina.

Corre l’anno 2016 e la Trump Tower ospita un incontro con specialisti israeliani di PsyGroup per la manipolazione dell’elettorato software derivati da Cambridge Analytica con supporto dell’intelligence israeliana. Il potere della Chabad Lubavitch non è soltanto basato sull’oggetto religioso ma rappresenta una punto di collegamento occulto tra il potere spirituale,il denaro e la geopolitica di potere. La figlia di Trump Ivanka , il marito Jared Kushner ed i tre nipoti sono internamente legati a questo mondo, un mondo che sogna il Terzo Tempio a Gerusalemme come centro del Nuovo Ordine Mondiale teocratico.

Il valore che dobbiamo dare ai comportamenti di Trump a favore di Netanyahu è legato alla origine delle cose che in America si tocca con mano e ci riferiamo all’attacco sionista sull’Iran descritto dal giornalista americano Derek Arthur sul Times “La politica Oscura dietro l’attacco di Trump in Iran”. A pagare Mike Waltz rimosso e inviato all’Onu perché trovato a contattare Netanyahu che avrebbe palesemente chiesto un appoggio gratis per il bombardamento sui siti nucleari iraniani.

La sua rielezione ha rappresentato per i Sionisti un mondo nuovo per fare affari Trump, infatti, non compariva da tempo tra i 5000 uomini più ricchi d’America. Una entrata di liquidità dove gli Stati Uniti sembrano essere diventati un altro paese che attraverso una persona che trae profitto dal potere con la sua politica del quanto ci guadagno. Come descritto da Ben Rodhes sul New York Time.

Ci chiediamo a questo punto se i soldi pieni di sangue dei Sionisti che hanno legato e vincolato Trump in mille favori possano essere alla base di una finzione politica contro il sistema geopolitico mondiale che non potrà mai sfuggire all’Ordine Mondiale di Gerusalemme attualmente al potere.

Gioco pubblico, l’allarme di EGP FIPE: “Forte il rischio di dumping contrattuale anche nelle gaming hall”


Giochi pubblici

L'ALLARME DI EGP FIPE: "FORTE IL RISCHIO DI DUMPING CONTRATTUALE ANCHE NELLE GAMING HALL. OCCORRE INTERVENTO DELLE ISTITUZIONI PREPOSTE"

Il Presidente Cangianelli: "Il lavoro qualificato è fondamentale per garantire legalità, tutela della salute e concorrenza equa"

Roma, 22 luglio 2025"La lotta all'illegalità e la tutela della salute dei consumatori passano anche dalla cura della professionalità di chi lavora nelle gaming hall, la cui qualificazione è assolutamente imprescindibile. Questa è la sede giusta per esprimere la nostra preoccupazione per il permanere del fenomeno del dumping contrattuale che ormai interessa anche gli esercizi autorizzati al gioco pubblico".

Così Emmanuele Cangianelli, Presidente di EGP FIPE, l'organizzazione di categoria degli esercenti attivi nei giochi regolamentati parte di Confcommercio, in occasione della presentazione del "Manuale sul Dumping Contrattuale nei Pubblici Esercizi" tenutasi oggi al CNEL.

Un fenomeno certamente pericoloso che emerge dai risultati della ricerca condotta da ADAPT sulla base dei contratti depositati presso il Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro.  Da questa emerge chiaramente come, anche per le sale specializzate nei giochi pubblici, si assista alla diffusione di contratti collettivi nazionali firmati da sigle sindacali poco rappresentative, con condizioni economiche e normative più svantaggiose. Tutti fattori che rischiano di alimentare un mercato del lavoro parallelo e sottopagato.

"Come accade per i pubblici esercizi in generale, tra i contratti depositati solo alcuni – tra cui il CCNL FIPE – hanno una reale applicazione diffusa e riconosciuta, a fronte di altri che interessano solo poche centinaia di lavoratori a livello nazionale – conclude Cangianelli – Così si generano disparità sostanziali nei trattamenti economici, in particolare per le figure operative. Come EGP FIPE crediamo sia doveroso richiamare l'attenzione sull'opportunità di un intervento deciso da parte di Governo, INPS e Ispettorato del lavoro affinché sostengano le imprese che adottano contratti più rappresentativi, intervenendo su chi cerca scorciatoie per ridurre il costo del lavoro, rischiando così di abbassare gli standard necessari all'esercizio delle concessioni di giochi pubblici. Condizioni che alimentano, di fatto, una concorrenza tossica a scapito dei lavoratori, creando ingiustizie anche nella competizione tra imprese e allontanandosi dai livelli di offerta essenziali per la legalità, la tutela degli utenti e l'integrità del comparto dei giochi pubblici."

Reato femminicidio. Ciò che la legge non dice… e peggiora

Reato femminicidio. Ciò che la legge non dice… e peggiora

Il Senato - unanimità - ha approvato l'istituzione del nuovo reato di femminicidio (1). Il testo va alla Camera per l'iter di approvazione.
In pratica viene sanzionato un omicidio con alcune aggravanti che dovrebbero servire ai giudicanti per fare meno sconti di pena ai rei, sia nella formulazione del giudizio che nell'esecuzione della pena. A cui si aggiungono stanziamenti per alcune forme di prevenzione (numero verde 1522), nonché aiuti per i figli coinvolti.

I nostri legislatori ora si sentiranno un po' meglio.
Noi no.
Ci viene in mente il reato di omicidio stradale, a suo tempo approvato con altrettanta aspettativa che, però, non ha contribuito a far diminuire gli incidenti e le vittime della strada (2).

Come per chi involontariamente provoca la morte di qualcuno (omicisio stradale), anche nel caso di femminicidio, la base per cui certe cose accadono non viene intaccata. Si interviene sugli effetti, per renderli meno dolorosi, ma poco sui motivi. Nel caso del femminicidio, l'unica prevenzione è un maggiore stanziamento per il telefono 1522.

Molti dicono che è una questione di cultura, educazione… e rimandano la realtà ad un ipotetico ravvedimento degli individui di fronte alle proprie barbarie: guidare un veicolo in modo irresponsabile, credere che la partner sia di propria proprietà.

Abbiamo visto, per l'omicidio stradale, migliorare radicalmente la qualità e sicurezza dei veicoli, delle strade, delle prevenzioni, delle sorveglianze? Ovviamente ci dicono di sì, ma i dati Istat in crescita sugli incidenti 2024 ci dicono che non è stato fatto bene e, allo stato, non vediamo grandi mobilitazioni tecnologiche e infrastrutturali alla bisogna,

Qualcuno crede che la barbarie di un uomo che ammazza per cosiddetto amore o odio la propria partner, si attenuerà perché, per esempio, quando l'assassino finirà in galera, potrà accedere alla semilibertà solo dopo aver scontato tre quarti di pena? Suvvia. A parte alcuni maschi che si ammazzano dopo aver ammazzato, della severità della pena al nostro assassino non gliene frega nulla, sia perché in fuga o perché rassegnato.

Il problema, che non trova spazio nella legge sul femminicidio (e che sarebbe "tecnicamente" difficile  farlo rientrare), è che viviamo in una società in cui tutto invita a considerare la donna un oggetto, a partire proprio dai rapporti interpersonali. La donna è oggetto quando lavora e non solo: tempi spesso non armoniosi col suo genere, retribuzioni e disponibilità inferiori, maggiori difficoltà in ogni tipo di inserimento sociale, a partire dalle barriere di asili nido che mancano, possesso del suo corpo da parte di religioni mantenute dallo Stato e Stato -quello cosiddetto laico-, etc. Certo, non siamo più quando i nostri codici prevedevano l'attenuante per il delitto d'onore (abrogato solo nel 1981…), ma il fatto che i femminicidi crescono fanno capire che quanto fatto fino ad oggi, non solo non è bastato, ma ha aggravato la situazione.

I nostri legislatori, per essere credibili, dovrebbero spostare la propria unanimità di consensi anche su tutti gli aspetti economici che rendono le donne cittadine di serie B. Ma non lo fanno, e credono di farci fessi con questo fumo negli occhi dell'odierna legge che, solo per i più idioti tra loro, serve a sciacquarsi la coscienza. Mentre gli altri, la maggior parte, non rinuncerebbe ad un minimo dei propri privilegi (di maschi e di femmine che sono come i maschi) per un'uguaglianza che, questa sì, sarebbe la base, quantomeno, per cominciare ad affievolire i femminicidi.



1 - https://www.aduc.it/notizia/reato+femminicidio+senato+approva+unanimita_141343.php
2 - https://www.aduc.it/notizia/incidenti+stradali+2024+aumento+istat_141345.php


Vincenzo Donvito Maxia - presidente Aduc

La mostra Women for Women Against Violence apre l'International Scledum Film Festival (Schio, 1° agosto)


Giovani, è allarme soft skills: 4 Gen Z su 10 faticano a comunicare sul lavoro

GIOVANI, È ALLARME "SOFT SKILLS": 4 GEN Z SU 10 FATICANO A COMUNICARE SUL LAVORO

Uno studio britannico sottolinea le difficoltà dei ragazzi e delle ragazze tra i 18 e i 25 anni che si affacciano al mondo del lavoro: riguardano la resilienza, la capacità di lavorare in squadra e addirittura le conversazioni telefoniche, sgradite a un talento su 4. "Guai però a cedere alla colpevolizzazione delle nuove generazioni. La chiave di lettura deve rimanere la valorizzazione delle differenze che questa generazione porta. Accanto a un accompagnamento al 'risveglio' e allo sviluppo di quella parte di competenze umane e relazionali che, nell'epoca dell'avvento dell'AI, quasi paradossalmente sono ancora più determinanti", spiega Francesca Verderio di Zeta Service, realtà italiana leader nella consulenza e servizi HR e payroll

 

Quello delle competenze è un tema sempre più importante per i ragazzi e le ragazze che si affacciano su un mercato del lavoro ultra-competitivo, in particolare quelli della Gen Z, cioè i nati tra il 1997 e il 2012. Giovani che, secondo un recente studio britannico pubblicato dal magazine di settore HrNews dimostrano maggiore preparazione dal punto di vista tecnico e delle hard skills ma meno rispetto a quelle che sono le cosiddette soft skills. L'indagine, svolta su oltre 2mila persone, tra le quali 590 datori di lavoro, ha infatti evidenziato come studenti e lavoratori nella fascia di età tra i 18 e i 25 anni registrino le maggiori difficoltà in quest'area. In particolare, secondo la ricerca, quasi 4 su 10 (il 37%) hanno difficoltà nella comunicazione interpersonale, quasi 3 su 10 (il 28%) nella resilienza e nel problem solving (il 27%). Le difficoltà comunicative possono avere un impatto diretto sulle competenze chiave richieste in ogni ufficio, dato che quasi un quarto (24%) dei Gen Z non ama le conversazioni telefoniche e a volte addirittura le evita del tutto. Anche i millennial, tuttavia, sono restii a rispondere al telefono, con il 21% che ne fa volentieri a meno, quando possibile.

Tuttavia, a fronte di questi dati, quello che, secondo gli esperti, va assolutamente evitato è il cosiddetto "Gen Z bashing" e, in generale, il bashing generazionale, ovvero la tendenza a colpevolizzare i ragazzi e le ragazze. "Non possiamo permetterci di leggere questi dati come una colpa da imputare alla Gen Z. È una narrazione non utile e fuorviante", afferma Francesca Verderio, Training & Development Practice Leader di Zeta Service, realtà italiana leader nella consulenza e servizi HR e payroll. "Queste fragilità – aggiunge - non sono un tratto anagrafico, ma il risultato di un sistema educativo e formativo che ha fatto il possibile ma non abbastanza e non aveva gli strumenti per evolvere con la stessa velocità del mercato del lavoro. Il Covid-19, con le sue lezioni a distanza e l'isolamento sociale, ha rallentato momenti di contatto fisico proprio in una delle fasi in cui si impara, a stare in relazione".

Parole che trovano riscontro in ulteriori dati dell'indagine inglese: quasi metà (il 43%) delle persone intervistate ha infatti dichiarato di non aver ricevuto insegnamenti sulle competenze trasversali durante la più giovane età. Una tendenza che, però, proseguirebbe anche nel mondo del lavoro, con oltre un quarto (27%) dei partecipanti al sondaggio che ha riferito di non ricevere alcun supporto nello sviluppo delle competenze trasversali e il 43% che non partecipa ad alcuna formazione esterna o attività di team building. Eppure le soft skills nel lavoro sono fondamentali: anche in era di intelligenza artificiale i datori di lavoro, nello studio, hanno attribuito un'importanza maggiore alla capacità di svolgere un lavoro in squadra (55%) piuttosto che alle competenze informatiche, fondamentali solo per il 26%. Ma non tutto è perduto, le competenze relazionali si formano e si fondano fin dai primi anni di vita e possono essere certamente "risvegliate e riallenate". Inoltre non possiamo dimenticare che, questa fase di fatica che queste generazioni hanno attraversato, ha certamente sviluppato capacità e punti di vista differenti dei quali le aziende e il contesto sociale devono fare tesoro.

"Oggi il contesto competitivo ci impone una riflessione strutturale: servono piani formativi che affianchino lo sviluppo tecnico a quello umano. – continua Francesca Verderio di Zeta Service -- In un'epoca di AI, sono proprio le competenze che le macchine non replicano – ascolto, empatia, visione sistemica – a generare valore. Non solo, anche l'utilizzo efficace dell'AI è necessariamente connesso alla capacità umana di discernere, avere spirito critico e saperla usare come strumento ponendosi al di sopra e non lasciandosi influenzare o guidare da essa.  Come professionisti e professioniste lo vediamo ogni giorno, sia internamente sia nelle consulenze che offriamo alle aziende per un più efficace e sostenibile sviluppo organizzativo: dai percorsi di coaching che aiutano le figure manager a integrare KPI e intelligenza emotiva, ai training blended per ruoli tecnici dove il problem solving convive con il pensiero empatico, fino ai progetti di team coaching che risolvono conflitti strutturali facilitando la collaborazione tra funzioni diverse. Anche per questo abbiamo deciso di formare le nostre persone, a partire dalle figure più junior, su soft skill come l'ascolto, la comunicazione per cooperare, lo spirito critico, il pensiero divergente, la propensione all'autosviluppo".

Ecco allora quali sono, secondo le figure esperte di Zeta Service, le 10 caratteristiche comportamentali che chi oggi entra nel mondo del lavoro dovrebbe allenare maggiormente, accompagnato anche dall'azienda nella formazione:

1.             Focus su obiettivi singoli, costanza e coerenza: la capacità di concentrazione prolungata su un task va allenata accanto ad un multitasking che non va dimenticato.

2.             Comunicazione verbale e la capacità di integrare la relazione in modo multicanale: saper parlare con efficacia, integrando i contributi e conoscendo e governando le caratteristiche dei canali di comunicazione.

3.             La chiarezza espositiva e la capacità di trasmettere concetti in modo razionale e razionale: e-mail chiare, dirette e pertinenti sono fondamentali per una performance che mira a fare squadra e a risolvere problemi complessi.

4.             Accountability e Decision making: esercitare il potere e la competenza ad attivarsi rispetto al proprio livello di padronanza e sfidarsi ad andare oltre.

5.             Spirito critico: capacità di governare e farsi un'opinione propria e se serve divergente rispetto alla realtà che si affronta è la via per l'innovazione e la crescita, oltre che per un utilizzo davvero efficace dell'AI.

6.             Resilienza e locus of control bilanciato: avere la capacità di pesare i propri contributi e contestualizzarli, analizzando tutte le variabili in gioco, riconoscendosi azioni positive e mettendosi in discussione in ottica di miglioramento continuo.

7.             Negoziazione sostenibile, in logica sempre di reciproco vantaggio: una competenza chiave in ogni relazione professionale, interna o esterna.

8.             Ascolto attivo, empatia e cura autentica della relazione: comprendere, non solo sentire, è il prerequisito di ogni relazione sana. E comprendere i bisogni dell'altro è ciò che conferisce leadership e fiducia.

9.             Propensione all'autosviluppo: accogliere il feedback come leva di apprendimento, non come attacco personale.

10.          Pensiero positivo: non "pensare positivo" a tutti i costi, ma coltivare la capacità di leggere le opportunità anche nelle criticità.

 




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