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giovedì 4 settembre 2008

Napoli: Festa 'nzegna

 
Dopo Piedigrotta la festa 'Nzegna
 
di Mario Carillo

   Napoli riscopre le antiche tradizioni con le feste popolari. Dopo un lungo declino, ritorna la Piedigrotta, seguita subito dopo dalla 'Nzegna, una delle ricorrenze più conosciute e apprezzate dal popolino, che fino agli anni 50 si svolgeva al Pallonetto di Santa Lucia.

    L'evento sarà riproposto, la mattina di domenica 14 settembre, dal regista Pasquale della Monaco strenuo difensore della fiabesca Villa Ebe sulle Rampe di Pizzofalcone, abbandonata e semidistrutta e cultore degli usi e costumi del quartiere, citato da grandi scrittori.

      Nell'Ottocento, un corteo partiva dai dedali di Santa Lucia, guidato dal classico "pazzariello", l'omino con la giubba rossa, il poderoso bastone di maresciallo seguito da musicisti che di solito, durante l'anno, si occupavano della promozione di nuove cantine, macellerie, salumerie aperte nella zona, decantandone le virtù con la famosa frase "Attenzione, battaglione è asciuto pazzo o' padrone", per far capire ai residenti che la qualità dei prodotti del suo committente, era ottima e i prezzi convenienti.

     Nel caso della 'Nzegna, la banda di musicisti multicolori era chiamata per guidare la processione che, partita dal Pallonetto era diretta a Palazzo Reale. Durante la corsa, il corteo, si fermava nelle due chiese del quartiere, Santa Lucia a mare e Madonna delle catene, la santa venerata dalla gente del posto perchè, secondo la leggenda nel 1860 fu rinvenuta nel porticciolo una cassa legata da pesanti catene; spezzato il ferro venne fuori un quadro della Vergine, subito chiamata dai presenti Madonna delle catene.

     Giunto in Piazza del Plebiscito, il corteo di giullari accoglieva tra le sue fila un luciano in carrozza travestito da Ferdinando II di Borbone e seguito da "cortigiani" riprendeva la sua corsa verso il mare per un bagno purificatore, da qui il termine 'nzegna, vale a dire insegnare a nuotare. Alcuni storici sostengono che 'nzegna significa indossare abiti nuovi, vale a dire "ingegnare", ma non ha senso visto il contesto della festa. I reali apprezzavano queste e altre manifestazioni popolari e Ferdinando II era, a sua volta, molto amato dai luciani.

   "La festa – dichiara il regista Della Monaco - che risale all'800 durata fino al 1953, quando fu sospesa perché un ragazzo gettato in mare rischiò la vita, vedrà la partecipazione del quartiere, giovani e anziani per ritrovare tutti insieme i valori dell'Oro di Napoli nobilissima. Un viaggio nella città dell'onirico del mito e degli Dei. Un omaggio al cinema alla musica e alla filosofia, con il tema dei personaggi dalle opere di Benigni, Fellini, Marotta/De Sica, Pasolini, Wagner, Wertmuller. Personaggi apparentemente diversi ma accomunati e legati dalla stessa radice e filo conduttore: i valori dell'umanità".

   Come nel film della Wertmuller, il regista metterà sulla carrozza anche una giovanissima regina e Ferdinando guaglione.

    Il corteo attraverserà il Pallonetto, sosterrà nella chiesa della Madonna della Catena per un omaggio alla tomba dell'ammiraglio Francesco Caracciolo e ai tanti personaggi della Rivoluzione napoletana del 1799 declamando i valori della giustizia e dell'eguaglianza; altra sosta nella chiesa di Santa Lucia a mare e, attraverso Via Cesario Console raggiungerà il caffè Gambrinus, Palazzo reale e finalmente tutti al Borgo Marinari per un salutare bagno purificatore. Il quartiere vestirà a festa, musiche dai bassi, dai balconi, festa nella festa. Il tutto si realizzerà con la partecipazione dei residenti e delle associazioni della zona, della fanfara dei Bersaglieri e la banda della Nato. Depurata dalle forme di violenza, come purtroppo accadeva anche nelle passate edizioni della Piedigrotta, la 'nzegna voluta da Pasquale della Monaco, può essere l'inizio di un'antica tradizione, da inserire nel novero dei grandi eventi cittadini.

 

 Mario Carillo <mcarill@tin.it>

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