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venerdì 17 settembre 2010

CACCIA: WWF: OCCASIONE PERSA PER RISPETTARE LA FAUNA E I DIRITTI DELLA COLLETTIVITÀ


APERTURA CACCIA

WWF: OCCASIONE PERSA PER RISPETTARE

LA FAUNA E I DIRITTI DELLA COLLETTIVITÀ

     

Domenica 19 si apre la caccia in quelle  pochissime  regioni (solo 2 Piemonte e Liguria e le Province di Trento e Bolzano) che hanno aspettato la data regolare di apertura per la stagione venatoria stabilita dalla  legge: la terza domenica di settembre. In tutte le altre Regioni  si spara già da tre settimane, con un danno gravissimo inferto alla fauna selvatica che viene colpita nel periodo delicatissimo di riproduzione, di cura dei piccoli e di preparazione  per i lunghi voli che moltissime  specie di uccelli si apprestano ad  iniziare  verso i luoghi di sosta invernale.  

 

Fulco Pratesi Presidente onorario WWF Italia ha detto "Quello che tutto il mondo non capisce (vedi l'inchiesta di Jonathan Franzen sulla caccia in Italia, Malta e Cipro pubblicata sul New Yorker a luglio con un' intervista al sottoscritto) è come sia possibile che l'1% della popolazione possa arrogarsi il diritto di aggredire a suo piacimento il patrimonio faunistico di proprietà anche del restante 99% degli italiani" .

 

Il WWF ribadisce il giudizio completamente  negativo sulla mancata applicazione da parte delle  Regioni italiane  della  nuova legge  (Art. 42 della Legge  comunitaria  2009) , approvata dal Parlamento italiano a luglio, ma del tutto disattesa dalle Amministrazioni regionali.

Queste non hanno  neanche tenuto conto  delle indicazioni dell'Ispra  (Istituto Superiore Ricerca Ambientale organo tecnico- scientifico dello Stato) che il 29 luglio scorso ha inviato  a tutte le Regioni  un  importante documento ("Guida per la stesura dei calendari venatori ai sensi della legge n. 157/92, cosi' come modificata dalla legge comunitaria 2009, art. 42"),  che stabilisce che, per molte  specie di animali selvatici, la caccia in Italia dovrebbe aprirsi il 1° ottobre e chiudersi il 20 gennaio, mentre per altre  andrebbe almeno temporaneamente sospesa e per molte altre specie la caccia potrebbe essere autorizzata solo in presenza di "piani di gestione" che ne valutino la consistenza e lo stato di "salute".    

La risposta delle Regioni è persino peggiore degli anni passati:  numerose e gravi violazioni  delle  norme della  Legge  quadro sulla caccia, sia quelle precedenti alla riforma dell'art. 42  (ad esempio le preaperture, la mancata  tutela delle  "Zone di Protezione Speciale", la caccia  in deroga), sia quelle "nuove" - ma che in realtà l'Europa ci chiedeva di applicare dal 1979 - richiamate anche nel parere dell'ISPRA.

 

Alcuni casi particolarmente gravi sono stati fermati solo grazie alle nostre proteste e diffide: Veneto e Lombardia volevano riapprovare la barbara ed illegale pratica della "caccia in deroga", determinando l'uccisione di milioni di piccolissimi  uccelli, protetti dall'Unione  Europea.

Una buona notizia arriva proprio in questi giorni da Trento dove il Comitato Faunistico Provinciale ha sospeso per questa stagione la caccia alla pernice bianca e alla coturnice.

Un risultato arrivato  grazie alle pressioni e all'attività divulgativa del WWF sul territorio, con il coinvolgimento della popolazione e l'appoggio della Provincia Autonoma a cui vanno i ringraziamenti dell'associazione.

 

Dopo l'approvazione pochi mesi fa dell'art. 42 della Legge Comunitaria, questa stagione venatoria avrebbe potuto segnare la svolta, la stagione di un prelievo venatorio finalmente basato non sulle richieste e i desiderata dei cacciatori ma su solide basi scientifiche. Niente di tutto questo è però avvenuto.

 

Poiché le note e le  diffide  inviate  di concerto con altre associazioni  a giugno a tutte le Regioni non sono risultate sufficienti, ora  il WWF tornerà nelle Aule dei Tribunali amministrativi regionali per chiedere attraverso numerosi ricorsi l'applicazione ed il rispetto delle regole da parte di Regioni e Province, per la tutela della fauna selvatica e dell'ambiente, dovere stabilito anche dalla Costituzione, per garantire l'adeguamento della gestione dell'attività venatoria alle regole stabilite dall'Unione Europea ed ormai introdotte anche nel nostro Paese.

 

Il comportamento delle Regioni   conferma la grande carenza  di attenzione per la  tutela della fauna  selvatica ed il  sostanziale  inadempimento di leggi italiane ed europee, nonostante l'anno della Biodiversità che avrebbe dovuto suggerire l'opportunità di ben altra condotta.  Tutto ciò in contraddizione con la  sensibilità del Parlamento che ha approvato l'art. 42  e con un sondaggio promosso in questi giorni dalle stesse associazioni di cacciatori (condotto da Astra) che  rivela che il 47% degli italiani è contro la caccia, mentre un 43% si dice "non contrario alla caccia" per principio ma la accetta solo se "normata, limitata, responsabile e sostenibile". Solo il 10% è quindi favorevole ad una caccia senza regole adeguate come quella attuale.

 

L'importanza del pieno rispetto delle regole viene ribadita anche dal Corpo Forestale che proprio in questi giorni ha stilato un  elenco di 12 consigli per essere un "cacciatore a norma di legge".

Proprio per vigilare sul rispetto delle regole, come ogni anno sul territorio ci sono anche le 350 guardie volontarie venatorie del WWF che lavorano in stretta collaborazione con l'Autorità Giudiziaria.

Il lavoro delle Guardie è documentato anche dai numerosi video caricati su You Tube nel canale WWF alla pagina  http://www.youtube.com/view_play_list?p=A2C3A0384192FCDB

 

 

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