Cerca nel blog

sabato 7 giugno 2014

Giro di vite agli espianti forzati di organi in Cina


​Da giugno gli ospedali adibiti ai trapianti potranno operare solo con organi legittimamente donati.
 
Lo "Sportello dei Diritti" si è interessato più volte di uno dei fenomeni criminali più odiosi: la tratta di esseri umani per ricavarne organi per i trapianti. Mentre in Italia se ne discute poco o nulla, nonostante la recente segnalazione della nostra associazione che aveva rivelato come un'inchiesta francese, partita dalla Procura di Marsiglia avesse rivelato come il Nostro Paese sarebbe un crocevia di questo terribile ed odioso "commercio", è notizia di questi giorni che da giugno, in Cina tutti gli ospedali adibiti ai trapianti potranno operare solo con organi legittimamente donati.Negli ultimi decenni, associazioni per i diritti umani, organizzazioni mediche e i media internazionali hanno aspramente criticato la Cina per la pratica di prelevare gli organi dai condannati a morte.

La mancanza di chiari parametri legali e l'assenza di misure di controllo nelle carceri ha inoltre portato in molti casi ad abuso fisico dei prigionieri, i cui organi sono talvolta addirittura stati esportati in condizioni di semicoscienza.Di fronte a lunghe liste d'attesa e brevi prospettive di vita sono molti coloro che preferiscono recarsi in Cina, e pagare decine di migliaia di euro per il proprio intervento, spesso ignorando quale sia la provenienza degli organi. Conseguentemente, il governo cinese ha sviluppato un vero e proprio mercato nel settore, incredibilmente redditizio.

Organizzazioni per i diritti umani negli scorsi anni hanno inoltre denunciato che le esecuzioni dei condannati sono spesso effettuate secondo le necessità di trapianto. Per esempio, i prigionieri sono sparati alla testa nel caso in cui se ne debbano asportare i reni, sul petto per esportarne le cornee, inoltre gli sono somministrati anticoagulanti prima dell'esecuzione per facilitare l'intervento. Data e ora della condanna sono stabiliti secondo la richiesta di trapianto.Nel Marzo 2012, Huang dichiara sul Lancet, nota rivista medica, che addirittura il 65% dei trapianti in Cina utilizzino organi di donatori deceduti, di cui oltre il 90% provenienti da prigionieri giustiziati. Il governo cinese sostiene che tale prelievo avvenga solamente previo consenso del detenuto e della sua famiglia.

Giovanni D'Agata, presidente dello "Sportello dei Diritti", ricorda che secondo l'Organizzazione mondiale della sanità la carenza internazionale di organi per trapianti ha portato ad un mercato nero per il commercio di organi, così come la nascita di un particolare tipo di turismo in particolare in Cina, quello "dei trapianti d'organo".I reni sarebbero l'organo più trafficato, perché può essere rimosso ed il donatore in grado di condurre una vita sana.Un numero impressionante di reni, sarebbero illegalmente convogliati annualmente. Ed il commercio illegale di organi fornirebbe più di 1 miliardo di dollari ogni anno.

Il problema è che probabilmente ancora oggi la lotta contro questa forma di criminalità non è ancora affrontata a livello globale perché forse sottovaluta dalle autorità.Sul punto l'Unione Europea e gli stati membri a partire dall'Italia particolarmente interessata da esodi di massa di migliaia di uomini, donne e bambini che provengono anche dai paesi che stanno diventando i centri di questa nuova tratta, dovrebbero adottare una strategia comune per combattere questa piaga boicottando e vietando ogni forma di pagamento degli organi che, come ha affermato l'OMS, "rischia di trarre indebitamente vantaggio dei gruppi più poveri e vulnerabili, mina le donazioni altruistiche e porta allo sciacallaggio delle vite umane".

Lecce, 7 giugno 2014                                                                                                    

Nessun commento:

Posta un commento

Disclaimer

Protected by Copyscape


Il CorrieredelWeb.it è un periodico telematico nato sul finire dell’Anno Duemila su iniziativa di Andrea Pietrarota, sociologo della comunicazione, public reporter e giornalista pubblicista, insignito dell’onorificenza del titolo di Cavaliere al merito della Repubblica Italiana.

Il magazine non ha fini di lucro e i contenuti vengono prodotti al di fuori delle tradizionali Industrie dell'Editoria o dell'Intrattenimento, coinvolgendo ogni settore della Società dell'Informazione, fino a giungere agli stessi utilizzatori di Internet, che così divengono contemporaneamente produttori e fruitori delle informazioni diffuse in Rete.

Da qui l’ambizione ad essere una piena espressione dell'Art. 21 della Costituzione Italiana.

Il CorrieredelWeb.it oggi è un allegato della Testata Registrata AlternativaSostenibile.it iscritta al n. 1088 del Registro della Stampa del Tribunale di Lecce il 15/04/2011 (Direttore Responsabile: Andrea Pietrarota).

Tuttavia, non avendo una periodicità predefinita non è da considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 07/03/2001.

L’autore non ha alcuna responsabilità per quanto riguarda qualità e correttezza dei contenuti inseriti da terze persone, ma si riserva la facoltà di rimuovere prontamente contenuti protetti da copyright o ritenuti offensivi, lesivi o contrari al buon costume.

Le immagini e foto pubblicate sono in larga parte strettamente collegate agli argomenti e alle istituzioni o imprese di cui si scrive.

Alcune fotografie possono provenire da Internet, e quindi essere state valutate di pubblico dominio.

Eventuali detentori di diritti d'autore non avranno che da segnalarlo via email alla redazione, che provvederà all'immediata rimozione oppure alla citazione della fonte, a seconda di quanto richiesto.

Per contattare la redazione basta scrivere un messaggio nell'apposito modulo di contatto, posizionato in fondo a questa pagina.

Modulo di contatto

Nome

Email *

Messaggio *