Cerca nel blog

mercoledì 18 marzo 2026

Giornata nazionale in memoria delle vittime da Covid-19. CNAI Catania: “omaggio ai 90 infermieri deceduti”

Il nucleo CNAI Catania, quale articolazione territoriale della Consociazione Nazionale delle Associazioni Infermiere/i, associazione professionale infermieristica fondata a Roma nel 1946 e affiliata dal 1949 al Consiglio Internazionale degli Infermieri (ICN), sottolinea l’importanza della Giornata nazionale in memoria delle vittime della pandemia, istituita nel 2021, come momento solenne di memoria, riflessione e raccoglimento collettivo, accompagnato dall’esposizione delle bandiere a mezz’asta sugli edifici pubblici. È fondamentale mantenere viva la memoria di quanto accaduto, rendere omaggio a tutte le vittime ed esprimere sincera vicinanza a chi ha perso i propri cari, con l’auspicio che simili tragedie non si ripetano mai più.

Il bilancio nazionale della pandemia ha colpito profondamente la professione infermieristica, con circa 90 infermieri deceduti e oltre 390.000 contagi, incluse le reinfezioni, a testimonianza dell’elevato livello di esposizione e della dedizione con cui questi professionisti hanno operato. Anche in Sicilia, come evidenziano i componenti del nucleo CNAI Catania, Giovanna Spanò, delegato, Calogero Coniglio, vice delegato, Maurizio Cirignotta, Biagio Cirino e Silvio Caceci, il personale infermieristico ha vissuto e continua a vivere significativi disagi, affrontando carenze strutturali di organico, turni gravosi e aggressioni, fattori che hanno reso più complesso garantire la continuità dei servizi e la sicurezza dei cittadini.

A distanza di anni dall’emergenza, permangono criticità legate alla carenza di personale, a stipendi inadeguati e alle difficoltà organizzative che incidono sulla qualità dell’assistenza e sul benessere lavorativo degli operatori. Il personale sanitario continua a garantire con professionalità e dedizione l’erogazione dei servizi, pur operando in contesti complessi e sottoposti a crescenti pressioni, un impegno che merita riconoscimento istituzionale e attenzione concreta da parte delle autorità. In Sicilia, i componenti del nucleo CNAI Catania evidenziano la necessità di promuovere modelli organizzativi capaci di rafforzare l’assistenza territoriale e di prossimità, ridurre la pressione sui pronto soccorso e sulle strutture ospedaliere e migliorare l’equilibrio complessivo del sistema sanitario regionale, tutelando chi quotidianamente opera al servizio della collettività.

Il ricordo delle vittime della pandemia e l’attenzione alle difficoltà affrontate dagli infermieri costituiscono un impegno condiviso che si traduce nella responsabilità di consolidare un sistema sanitario più resiliente, equo e capace di rispondere efficacemente ai bisogni dei cittadini.

CASTELLABATE, IL PORTO DI SAN MARCO PASSA A GESTIONE DIRETTA DEL COMUNE

 Il Comune di Castellabate ha approvato la Delibera di Giunta per la gestione in forma diretta e sperimentale per il triennio 2026-2028 degli ormeggi comunali, delle attrezzature e delle attività relative alla nautica da diporto in regime di concessione del Porto di San Marco. La scelta di optare per una gestione diretta è finalizzata a garantire la vigilanza e il controllo dell’area, l’ampliamento dei posti barca con una politica di distribuzione equa, il calmieramento delle tariffe e la trasparenza gestionale che estenderanno il bacino d’utenza ad altri segmenti di mercato, la valorizzazione territoriale con un forte incentivo economico sull’intero indotto cittadini, senza tralasciare la promozione di un turismo eco-consapevole e sostenibile e la totale continuità operativa dei relativi servizi sempre più qualitativi. Obiettivo significativo è anche il rispetto e la tutela dei vincoli dettati dall’Area Marina Protetta di Santa Maria, trasformando l’intera area portuale in un vero e proprio asset strategico per tutto il territorio. 

“Compiamo un passo importante verso una gestione più efficiente, trasparente e moderna del porto di San Marco. Tale azione ci consentirà di intervenire in maniera più rapida e concreta per migliorare i servizi e garantire maggiore equità nell’assegnazione dei posti barca. Inoltre, nei prossimi mesi procederemo con la prima installazione di nuovi e innovativipontili galleggianti, un intervento atteso da tempo che permetterà di aumentare la sicurezza, migliorare l’organizzazione degli ormeggi e rendere l’intera area portuale più funzionale e accogliente, in linea con la vocazione turistica e marittima del nostro territorio”, aggiunge il Sindaco di Castellabate, Marco Rizzo


CASTELLABATE, IL PORTO DI SAN MARCO PASSA A GESTIONE DIRETTA DEL COMUNE

 

Il Comune di Castellabate ha approvato la Delibera di Giunta per la gestione in forma diretta e sperimentale per il triennio 2026-2028 degli ormeggi comunali, delle attrezzature e delle attività relative alla nautica da diporto in regime di concessione del Porto di San Marco. La scelta di optare per una gestione diretta è finalizzata a garantire la vigilanza e il controllo dell’area, l’ampliamento dei posti barca con una politica di distribuzione equa, il calmieramento delle tariffe e la trasparenza gestionale che estenderanno il bacino d’utenza ad altri segmenti di mercato, la valorizzazione territoriale con un forte incentivo economico sull’intero indotto cittadini, senza tralasciare la promozione di un turismo eco-consapevole e sostenibile e la totale continuità operativa dei relativi servizi sempre più qualitativi. Obiettivo significativo è anche il rispetto e la tutela dei vincoli dettati dall’Area Marina Protetta di Santa Maria, trasformando l’intera area portuale in un vero e proprio asset strategico per tutto il territorio. 

“Compiamo un passo importante verso una gestione più efficiente, trasparente e moderna del porto di San Marco. Tale azione ci consentirà di intervenire in maniera più rapida e concreta per migliorare i servizi e garantire maggiore equità nell’assegnazione dei posti barca. Inoltre, nei prossimi mesi procederemo con la prima installazione di nuovi e innovativipontili galleggianti, un intervento atteso da tempo che permetterà di aumentare la sicurezza, migliorare l’organizzazione degli ormeggi e rendere l’intera area portuale più funzionale e accogliente, in linea con la vocazione turistica e marittima del nostro territorio”, aggiunge il Sindaco di Castellabate, Marco Rizzo


Iran: Giunti al diciottesimo giorno di guerra, parola d’ordine: “Creare disagi sull’ energia globale”.

Tra aggressori e aggrediti il dualismo di una società globale che ha cambiato il suo volto ponendo le basi per un ricatto globale che deve essere pagato da tutti. I valori di una democrazia oramai perduta cadono nell’oblio di un totalitarismo necessario e giusto per alcuni. La guerra in Iran è giunta al diciottesimo giorno, voluta fortemente dall’idea del Grande Israele potente e dominatore che semina buonismo e lascia nella sua scia di conquista morti e carestie ma che avanza con forza sostenuta dal nuovo dominatore del mondo. Una nuova era che forse ci porterà al terzo Armageddon con conseguenze globali inaccettabili per la razza umana oramai abituata al perbenismo della società consumistica che non riuscirà mai a confrontarsi con privazioni e sacrifici voluti da talune religioni predominanti.

La guerra in Iran cambia il suo volto e si dirige verso un controllo globale delle risorse energetiche, non occorre più bombardare e distruggere i territori ma basta chiudere un territorio chiave per affogare l’economia globale. La chiusura dello stretto di Hormuz da parte dell’Iran che ha provveduto al minamento delle acque per impedire il passaggio di migliaia di petroliere è stata una decisione strategica che allarma ben 50 paesi al mondo costretti a inchinarsi ad un processo di negoziazione non con l’America ma con lo stesso Iran. Un contesto che rappresenta una piccola vittoria per gli Ayatollah che ora decidono chi debba passare attraverso una decisione diretti con i vari paesi.

Un allarme che si è sentito anche in America costretta a prelevare milioni di barili di petrolio dalle riserve strategiche per calmierare i prezzi. La controparte politica di Trump rappresentata dal senatore Chris Murphy accusa l'amministrazione Trump di incompetenza e menzogne, affermando che nella guerra contro l'Iran «gli obiettivi cambiano di giorno in giorno» e che tutto ciò costa agli Stati Uniti «almeno due miliardi di dollari al giorno». Un risultato completamente prevedibile delle operazioni militari contro l'Iran. Che ha avuto come conseguenza l’uccisione del massimo leader spirituale degli sciiti nel pieno del mese sacro. Lo Stretto di Hormuz è di fatto chiuso da già diciassette giorni. Non esiste alcun piano per riaprirlo.

“Una situazione che sta peggiorando, non migliorando, le notizie secondo cui l'Iran ha iniziato per la prima volta il minamento. Non possono essere discusse in Senato, tutti noi sappiamo che non appena inizia il minamento, contrastarlo nel breve termine è estremamente difficile, se non impossibile. Se lo stretto resterà chiuso per altre settimane o mesi sarà una catastrofe economica mondiale. I miei elettori stanno già pagando cifre folli per questa guerra. Tutto diventerà infinitamente peggiore se lo stretto non verrà riaperto, e l'amministrazione non ha un piano per farlo”. Continua Chris Murphy.

Il Senatore parla di incompetenza legata alla menzogna situazione che dovrebbe indignare ogni membro del Senato ed ogni cittadino di questo Paese. Questa guerra ci costa almeno due miliardi di dollari al giorno. Obiettivi raggiungibili non ce ne sono. Gli obiettivi cambiano di giorno in giorno. Non esiste alcun piano per gestire le conseguenze e gli effetti per i cittadini americani o per gli abitanti dei Paesi del Golfo. I rapporti sui nuovi missili Iraniani che stanno piovendo a pioggia sui nostri alleati nel Golfo sono una minaccia che ci colpirà inesorabilmente perché non esiste un piano che predisponga scorte per i nostri alleati nella regione, affinché possano proteggersi dall'assalto degli attacchi aerei iraniani.

Una grave situazione che sul campo viene descritta da un giornalista iraniano che ci rivela attraverso dei filmati come esattamente come funziona il blocco. Qualunque nave che accende i suoi sistemi o si muove oltre la linea viene immediatamente colpita dai droni dell'IRGC, senza preavviso, afferma. Trump sapeva del rischio di blocco dello Stretto di Hormuz da parte dell'Iran, ma ha comunque approvato l'operazione militare, scrive il Wall Street Journal citando le fonti. Il giornale sottolinea che Trump è stato incoraggiato dai successi in Venezuela e dagli attacchi agli impianti nucleari iraniani della scorsa estate. A causa di ciò, alla vigilia del conflitto, l'amministrazione statunitense era pervasa da un "eccesso di fiducia". Un’America che sta’ reagendo alla guerra voluta da Trump attraverso manifesti che rappresentano la divisione sociale in atto. I manifesti raffigurano i volti dei membri del servizio americani caduti e vengono affissi in tutta Washington con la dicitura: "Cody Khork non doveva morire combattendo l'Iran per la classe Epstein". Nel mirino Tucker Carlson che ha riferito di un possibile procedimento penale da parte delle autorità statunitensi. Il giornalista americano ha dichiarato che la CIA ha iniziato a indagare sulle sue attività e sta preparando una denuncia al Dipartimento di Giustizia. Ha collegato questo fatto ai suoi contatti con i rappresentanti iraniani, avvenuti prima dell'inizio del conflitto.

Il giornalista ha ricordato che una simile pressione era già stata esercitata su di lui durante la preparazione dell'intervista con Vladimir Putin. Allora Carlson era convinto che l'Agenzia per la sicurezza nazionale statunitense lo stesse spiando. In precedenza, Carlson aveva definito la decisione di Trump di attaccare l'Iran "un male assolutamente abominevole". Inoltre Carlson ha commentato e pubblicato le dichiarazioni di Trump: «Il Presidente degli Stati Uniti oggi ha dichiarato davanti alle telecamere: "Stiamo valutando la possibilità di utilizzare armi nucleari contro l'Iran". Dopo questo, il presidente degli Stati Uniti lo ha escluso dal club MAGA.

Una guerra fatta di missili balistici lanciati dall’Iran su Israele e sulle basi americane situate attorno all’Iran, gli attacchi sono massicci e nell’ultimo periodo hanno colpito Israele. le basi statunitensi. Kuwait, Bahrain, Iraq e Arabia Saudita. Fumo si alza sopra la base americana "Victoria" nel centro di Baghdad dopo un attacco con lanciarazzi "Grad". Le immagini dell'attacco a una base di addestramento appartenente alle forze di occupazione americane a Erbil, in Iraq, dove vengono addestrati i separatisti curdi. Sei missili balistici e due droni sono stati abbattuti sopra l'Arabia Saudita, ha dichiarato il Ministero della Difesa del Paese.

Il quartier generale della difesa israeliana è stato l’obiettivo di un attacco su larga scala da parte di droni iraniani. Gli attacchi sono stati lanciati contro Beer Sheva, sede di importanti strutture militari e infrastrutture dell'esercito israeliano, incluse basi collegate alle forze terrestri e aeree, ha dichiarato il CGRI. Tutte notizie che non andranno mai nei media nazionali perché la censura è sovrana come descrive un mezzo di comunicazione spagnolo, ha spiegato come funziona la censura militare "israeliana", che impedisce ai media internazionali di informare sull'impatto reale degli attacchi iraniani. A questo si deve aggiungere la falsificazione delle cifre di morti e feriti, al fine di non allarmare i coloni e farli abbandonare la colonia.

Dall’inizio della guerra, Israele ha consumato missili patriot per 1,5 volte in più rispetto a quelli che sono stati forniti all’ucraina in quattro anni di guerra secondo Bloomberg. Un processo di esaurimento delle risorse che può determinare un aumento delle pressioni mondiali in termini di numeri globali.

L'Iran inoltre sta distruggendo massicciamente i droni da combattimento americani MQ-9 Reaper, causando danni agli Stati Uniti per un valore di oltre 500 milioni di dollari e nell’ultim'ora: Israele ha assistito pochi minuti fa al Khorramshahr-4, uno di quei momenti che restano nella memoria. Il missile balistico operativo più pesante dell'Iran, noto anche come Kheibar, ha una testata esplosiva stimata tra 1,5 e 2 tonnellate e può raggiungere circa 2000 chilometri di gittata, conferendogli la capacità di penetrare profondamente a Tel Aviv, Haifa e persino le basi americane nel Golfo Persico con un solo lancio. Con velocità riportate fino a Mach 16 e una configurazione a testata a grappolo che può disperdere decine di sub munizioni su un'ampia area, ogni lancio del Khorramshahr-4 non è solo un altro missile, ma un messaggio strategico che l'Iran può superare le difese aeree multilivello e riscrivere i calcoli di deterrenza in tempo reale.

Secondo i dati ufficiali al 13 marzo, gli Stati Uniti hanno perso almeno 11 "Reaper", e ora c'è la notizia della distruzione del dodicesimo. Anche Israele ha perso almeno una dozzina dei suoi droni da combattimento Hermes. Il giorno prima, il ministro della Difesa statunitense Pete Hegseth ha dichiarato che l'Iran "non ha più sistemi di difesa aerea" in grado di resistere efficacemente agli attacchi americani.

Il quartier generale della difesa israeliana è stato l’obiettivo di un attacco su larga scala da parte di droni iraniani. Gli attacchi sono stati lanciati contro Beer Sheva, sede di importanti strutture militari e infrastrutture dell'esercito israeliano, incluse basi collegate alle forze terrestri e aeree, ha dichiarato il CGRI. Tutte notizie che non andranno mai nei media nazionali perché la censura è sovrana come descrive un mezzo di comunicazione spagnolo, ha spiegato come funziona la censura militare "israeliana", che impedisce ai media internazionali di informare sull'impatto reale degli attacchi iraniani. A questo si deve aggiungere la falsificazione delle cifre di morti e feriti, al fine di non allarmare i coloni e farli abbandonare la colonia.

Una guerra diversa e non raccontata nella sua verità che posa gli occhi anche su Netanyahu assente da tempo ai briefing sulla sicurezza israeliani una sessione che ha sempre guidato personalmente. Nel frattempo, suo figlio Yair che rappresenta una macchina mediatica da 30-80 post al giorno su X è rimasto completamente silenzioso per 6 giorni consecutivi. Le speculazioni dicono che Netanyahu potrebbe essere stato ferito o ucciso nell'attacco del 9 marzo. In merito possiamo dare due possibili spiegazioni: o si stanno nascondendo dalle ritorsioni iraniane o è successo qualcosa di più grave. Molti i video che sono stati prodotti con l’Intelligenza artificiale che riportano lo stesso bar in cui prendono il caffè oltre al leader israeliano anche altri leader europei come Macron.

Intanto l’Iran ha reso noto il bilancio delle vittime di questa guerra, tra donne e bambini, negli attacchi statunitensi e israeliani secondo quanto riportato dal Ministero della Salute iraniano, oltre 400 donne e minori sono stati uccisi in attacchi sul territorio iraniano, mentre decine di strutture mediche sono state danneggiate. Il Ministero della Salute iraniano ha segnalato la morte di 223 donne e 202 persone di età inferiore ai 18 anni a seguito degli attacchi statunitensi e israeliani. Di questi, 12 erano bambini di età inferiore ai cinque anni, secondo quanto riportato da RIA Novosti. Il rapporto del ministero afferma inoltre che 2.729 donne e 1.190 minori sono rimasti feriti. Inoltre, 16 membri del personale medico sono stati uccisi negli attacchi. Cafe Downtism, un rifugio prezioso a Teheran dove le persone con autismo e sindrome di Down hanno trovato uno scopo e una comunità, è stato ridotto in macerie da un attacco aereo statunitense-israeliano. Sono state distrutte 54.500 unità abitative (Fonte Mezzaluna Rossa) e il 17 marzo è stato dichiarato ufficialmente morto Ali Larijani leader de facto dell’Iran.

L’umore del popolo lo possiamo denotare dalle dichiarazioni delle donne iraniane che rispondono ad un giornalista: "Stiamo lottando per il benessere dei bambini palestinesi e dei nostri stessi figli. Se abbiamo paura oggi, questo mondo continuerà a declinare." Il Presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha dichiarato che, nonostante la guerra, i servizi essenziali in tutto il paese hanno continuato a funzionare in gran parte. Ha detto: "Dopo 15 giorni di guerra ingiusta, nonostante le sfide, non si è verificata alcuna grave interruzione dei servizi ai cittadini." Pezeshkian ha aggiunto: "Ricostruiremo tutto ciò che hanno distrutto, anche meglio di prima."

Una ragione per ricordare la storia attraverso le parole di Aisha Gaddafi, figlia del leader libico torturato Muammar Gaddafi, si è rivolta al popolo iraniano: "I negoziati con i lupi non portano a salvare il gregge - fissano solo la data della prossima caccia", ha detto. Secondo lei, l'Occidente ha assicurato a suo padre che se avesse abbandonato i suoi programmi di armi nucleari e missili balistici, il mondo gli avrebbe aperto le porte. "Lui ci ha creduto, ha fatto concessioni... E le bombe della NATO hanno trasformato la Libia in rovine". Ha esortato gli iraniani a non fare concessioni al nemico, poiché non portano alla pace, ma solo alla distruzione. L'esperienza di Gaddafi e della Libia conferma il suo punto di vista con il caos oggi in atto.

Gli ultimi attacchi americani che hanno richiamato 5000 marines in Medio Oriente e si sono concentrati sull’Isola di Kharg. Secondo un ex analista della Cia l’obliterazione dell’isola e solo una fantasia di Trump. L'affermazione bombastica di Trump di aver raso al suolo l'isola rivela il suo distacco dalla realtà, scrive Larry Johnson su Sonar21. Le dichiarazioni ufficiali prodotte dall’agenzia Iraniana Fars l'isola di Kharg oggetto degli attacchi statunitensi con più di 15 esplosioni sull'isola. Durante questi attacchi, gli Stati Uniti hanno tentato di danneggiare i sistemi di difesa aerea dell'esercito, la base navale di Joshan, la torre di controllo dell'aeroporto e l'hangar degli elicotteri della Iranian Offshore Oil Company (IOOC).

Le osservazioni sul campo di Fars indicano un denso fumo che si alza da varie parti dell'isola, ma nessuna delle infrastrutture petrolifere è stata danneggiata in questi attacchi. L'Iran aveva precedentemente avvertito delle conseguenze di un attacco alle infrastrutture energetiche del paese, affermando che se ciò fosse accaduto, tutte le infrastrutture petrolifere e del gas nella regione in cui gli Stati Uniti e i suoi alleati hanno un interesse sarebbero state incendiate e distrutte.

A seguito di questi attacchi, Trump ha affermato che gli Stati Uniti avevano colpito con successo tutti gli obiettivi militari sull'isola di Kharg e "completamente distrutto" i sistemi di difesa aerea dell'isola. Tuttavia, 1 ora dopo l'attacco, c'era attività di difesa aerea sull'isola che smentisce completamente le loro affermazioni di aver distrutto tutte le difese aeree qui.

Trump ha anche ripetutamente affermato la completa distruzione delle capacità missilistiche dell'Iran, eppure l'ondata di attacchi missilistici e con droni dall'Iran ha ora raggiunto il suo 48° round. La nave da sbarco della Marina Militare statunitense USS Tripoli, con base in Giappone, si sta dirigendo verso il Medio Oriente, secondo il Wall Street Journal. È molto probabile che gli Stati Uniti tenteranno di sbarcare sull'isola di Kharg, al largo delle coste iraniane. L'isola di Kharg è un terminale iraniano nel Golfo Persico, attraverso il quale passa il 90% di tutte le esportazioni di petrolio greggio del Paese, pari a circa 1,5-1,6 milioni di barili al giorno. La Cina non perdonerà. E non permetterà lo sbarco. Per raggiungere l'isola, bisogna prima volare o navigare fino a lì. (Dati da Nasa Firms e immagini Google Earth).

L’Area del Medio Oriente è diventata incandescente con il nuovo attore. Il movimento yemenita "Ansar Allah" potrebbe bloccare lo Stretto di Bab al-Mandab a sostegno dell'Iran, ha dichiarato il rappresentante delle forze armate del movimento, Abed al-Sour. Secondo lui, le navi mercantili e le navi militari, incluse le portaerei, dirette verso gli Stati Uniti, in tal caso verrebbero fermate.

Che l’energia del futuro almeno per altri 50 anni sia il Petrolio, oggi brent a 106 dollari al barile, è dato dalle continue azioni di deterrenza verso paesi produttori mascherati da un piano di costruzione di un’arma nucleare da parte dell’Iran non vera. Ma gli effetti collaterali di questa guerra stanno emergendo con forza e rappresentano non un pericolo regionale ma certamente globale. La geopolitica sta cambiando il suo volto con una regressione sistemica che pone il più forte al centro dell’attenzione con atteggiamenti duri e totalitaristici che hanno superato ampiamente il diritto internazionale. Le conseguenze sono sotto i nostri occhi e tutto è iniziato con il Venezuela. Oggi siamo di fronte ad una guerra mondiale frammentata che vede Cuba dove massicce proteste sono scoppiate causa di carenze di carburante e blackout diffusi. Dove i manifestanti avrebbero preso d'assalto il quartier generale del Partito Comunista a Ciego de Ávila e l'avrebbero dato alle fiamme. Ma prossima vittima che il dragone cinese pronto ad agguantare è Taiwan.

Sono 26 gli aerei cinesi pronti ad attaccare Taiwan supportati da 7 navi della marina cinese. Una delle presenze più importanti Cinesi nella zona. La Cina è rimasta in silenzio per 16 giorni vicino a Taiwan gli esperti hanno detto "forse pace" poi ieri sono tornati i 26 aerei e la tregua non è mai stata pace la tregua era XI che aspettava la finestra perfetta. Una situazione geopolitica creata dal conflitto in Medio Oriente che si potrebbe allargare alla Corea del Sud che ha silenziosamente ritirato la sua difesa missilistica THAAD a causa dell'Iran ma anche al Giappone da parte della Corea del Nord.

L’impegno nel Medio Oriente degli stati uniti potrebbe inoltre innescare un processo di regressione nella guerra in Ucraina oramai obsoleta visti i suoi quattro anni di guerra senza una concreta soluzione.
In tal senso un altro focolaio e pronto a scoppiare quello costruito ad hoc da Albania, Kosovo e Croazia si stanno preparando ad attaccare la Serbia, le dichiarazioni del presidente Vučić sono chiare: "Stanno formando un'alleanza per attaccarci. Aspettano l'escalation del conflitto tra Russia e Europa, così come il momento in cui la guerra in Medio Oriente che diventerà sempre più ampia. Aspettano che il caos mondiale permetta loro di farlo", ha dichiarato. In considerazione anche che la Nato è in fase calante con il suo maggiore azionista impegnato nella conquista globale. Una tempesta perfetta per una terza guerra mondiale?


martedì 17 marzo 2026

È disponibile Piece, la piattaforma che semplifica l’investimento immobiliare avvicinandolo al finanziario

È disponibile Piece, la piattaforma che semplifica l'investimento immobiliare

Dopo un periodo di incubazione, Piece è ora operativa a livello internazionale, e in conformità alla normativa europea e con il nulla osta da parte di Consob offre accesso a titoli tokenizzati riferiti a specifici immobili a reddito

 

Milano, 17 marzo 2026 – Piecereal estate FinTech europea fondata e sviluppata in Italia, annuncia il lancio della propria piattaforma digitale, che semplifica e rende più accessibile l'investimento nel mercato immobiliare, attraverso la digitalizzazione dei titoli legati agli immobili. Forte di una struttura regolamentata e trasparente e con il nulla osta da parte di Consobche ne ha verificato la correttezza, la trasparenza e la conformità normativa a tutela degli investitori, la piattaforma Piece consente di investire in immobili a partire da soli 100€.

Piece è nata in Italia con l'obiettivo di sviluppare una piattaforma capace di operare nel mercato immobiliare in contesti regolamentari complessi e su più mercati europei. Fin dall'inizio, il progetto è stato concepito con una prospettiva internazionale, combinando competenze tecnologiche, attenzione alla struttura giuridica e un approccio prudente alla costruzione del prodotto.

"Piece nasce in Italia come progetto imprenditoriale con una chiara vocazione europea", afferma Kentaro Sohara, Co-Founder di Piece. "Abbiamo dedicato tempo e impegno alla costruzione di una piattaforma solida, capace di operare all'interno di quadri normativi articolati. Il fatto che oggi la piattaforma sia operativa a livello internazionale rappresenta un passaggio naturale di questo percorso".

La piattaforma offre accesso a titoli tokenizzati riferiti a specifici immobili a reddito. Gli investitori partecipano economicamente ai proventi da locazione e alla possibile evoluzione del valore dell'immobile nel lungo periodo. L'infrastruttura digitale è stata pensata e strutturata con l'obiettivo di semplificare l'accesso diretto agli investimenti immobiliari a coloro che a causa delle elevate barriere di ingresso, delle complessità operative o di non adeguate disponibilità di capitale, hanno difficoltà ad accedere al mercato.

Un'impostazione europea, un quadro regolamentare solido

Piece è progettata per operare all'interno dei principali quadri normativi europei. La piattaforma è stata strutturata per funzionare in contesti regolamentari complessi, con particolare attenzione alla chiarezza dei ruoli, alla documentazione e alla tutela degli investitori.
L'emissione dei titoli e l'attività di intermediazione degli investimenti avvengono in conformità alla normativa europea vigente (MiFID II), con il coinvolgimento di soggetti autorizzati. Questo approccio consente a Piece di operare con un elevato livello di trasparenza e responsabilità lungo tutte le fasi che compongono l'investimento.

"Con Piece, investire nel settore immobiliare non è mai stato così accessibile", afferma Riccardo Momigliano, Co-Founder di Piece. "Anche senza un capitale ingente, chiunque può guadagnare dai rendimenti immobiliari attraverso titoli tokenizzati, senza acquistare o gestire immobili. Ogni investimento è collegato a un immobile che genera reddito reale, con sicurezza e trasparenza garantite dalla blockchain. Con Piece, investire nel settore immobiliare è più semplice, più sicuro e alla portata di tutti".

Struttura e approccio, non un modello di fondo

Ogni investimento è strutturato come titolo autonomo, collegato a un singolo immobile e caratterizzato da una durata definita. La distribuzione dei dividendi deriva dai canoni di locazione dell'immobile di riferimento. Un mercato secondario integrato consente agli investitori di acquistare o vendere i titoli dopo la fase di collocamento iniziale, offrendo potenziali opzioni di liquidità aggiuntive rispetto agli investimenti immobiliari tradizionali, pur senza garanzie di esecuzione o prezzo.

Con il lancio della piattaforma a livello globale, Piece si rivolge a quegli investitori che considerano l'investimento nel mercato immobiliare come una componente a lungo termine all'interno di un quadro regolamentato. Ulteriori immobili e funzionalità della piattaforma sono previsti nel corso dell'anno.

***

Informazioni su Piece

Piece è una real estate FinTech europea fondata e sviluppata da un team con forti radici nell'ecosistema startup italiano. l'azienda sviluppa una piattaforma digitale per investimenti in titoli tokenizzati collegati a singoli immobili. Piece opera con una prospettiva europea e mira a strutturare l'accesso agli investimenti legati al real estate in modo trasparente, responsabile e nel rispetto dei quadri normativi esistenti.



--
www.CorrieredelWeb.it

Il punto di Cambium: Offload Wi-Fi: trasformare l'infrastruttura in entrate.

Offload Wi-Fi: trasformare l'infrastruttura in entrate.


Di Morgan Kurk – CEO Cambium Networks

L'offload della rete Wi-Fi (ovvero il processo di spostamento del traffico da una rete principale a una secondaria per ridurre il carico e migliorare le prestazioni) consente transizioni fluide e sicure dalle reti cellulari a infrastrutture Wi-Fi affidabili utilizzando Passpoint e OpenRoaming. Ciò che per gli utenti risulta invisibile rappresenta un cambiamento significativo nel modo in cui il traffico mobile viene fornito e gestito e un'opportunità per monetizzare un investimento infrastrutturale migliorando al contempo l'efficienza.

Questo cambiamento è in fase di accelerazione: la domanda di dati mobili continua a crescere, mentre l'espansione delle reti cellulari tradizionali rimane costosa e lenta. Di conseguenza, gli operatori si rivolgono sempre più spesso a infrastrutture Wi-Fi affidabili per migliorare la copertura e gestire la congestione. Tutto ciò può trasformare l'offload in una vera e propria leva strategica piuttosto che in una semplice funzionalità di background per i provider che già possiedono e gestiscono reti a banda larga e Wi-Fi, come MSP e WISP.

Perché MSP e WISP sono posizionati per vincere

L'offload Wi-Fi è una naturale estensione dell'infrastruttura esistente:

• Monetizza le reti già implementate
• Estende la copertura mobile interna ed esterna
• Partecipa alle iniziative degli operatori senza la complessità del DAS
• Migliora l'esperienza dei clienti aggiungendo entrate incrementali

Il punto centrale è che tutta l'infrastruttura sia progettata e abilitata correttamente.

La partecipazione richiede più di semplici access point.

L'offload di livello carrier richiede un Onboarding sicuro e accesso basato sull'identità,
l'integrazione roaming senza soluzione di continuità (Passpoint/OpenRoaming) e un adeguato controllo delle politiche e segmentazione del traffico. Inoltre è necessaria una gestione centralizzata e multisito. Le reti frammentate rendono tutto questo difficile, mentre la complessità dell'integrazione aumenta l'OPEX e rallenta i tempi di monetizzazione.

Cambium Networks consente la partecipazione all'offload attraverso l'architettura unificata offerta da ONE Networks.

Con la piattaforma Cambium, gli MSP e i WISP possono gestire Wi-Fi, switching, sicurezza, SD-WAN, wireless fisso e backhaul in fibra attraverso un unico sistema di gestione. Le integrazioni OpenRoaming e offload sono configurate direttamente all'interno di cnMaestro™, con una applicazione centralizzata delle policy in tutti i siti.

Questa architettura unificata offre:

• Implementazione semplificata e provisioning zero-touch
• Applicazione automatizzata delle politiche attraverso l'automazione basata sulle politiche
• Intelligenza applicativa per prestazioni voce e streaming
• Micro-segmentazione sicura su larga scala
• Efficienza operativa su reti distribuite

L'economia dell'offload dipende dall'affidabilità e dalla semplicità operativa. Uno stack unificato riduce la complessità e protegge i margini. L'offload Wi-Fi non riguarda solo lo spostamento del traffico: si tratta di trasformare il Wi-Fi gestito in un'infrastruttura che genera entrate.

Gli MSP e gli operatori che adottano un'architettura unificata potranno muoversi più rapidamente, operare in modo più efficiente e scalare con sicurezza.



--
www.CorrieredelWeb.it

sabato 14 marzo 2026

MONTECORICE - TRAGEDIA NELLA NOTTE SULLE RIPE ROSSE

MONTECORICE (Salerno) – Due giovani fidanzati (Michele Pirozzi di 29 anni e Maria Magliocco di 24 anni, originari di Capaccio Paestum ) hanno perso la vita in un tragico incidente stradale avvenuto nella notte tra venerdì 13 e sabato 14 marzo lungo la litoranea del Cilento, nel territorio comunale di Montecorice. La vettura su cui viaggiavano è uscita di strada, sfondando il guard-rail e precipitando in una scarpata per circa 200 metri.


Secondo una prima ricostruzione dei fatti, ancora al vaglio delle forze dell’ordine, l’auto avrebbe perso aderenza in un tratto particolarmente insidioso della carreggiata. Non si esclude, tra le ipotesi investigative, anche il possibile coinvolgimento indiretto di un altro veicolo o una manovra improvvisa.


L’allarme è stato lanciato da alcuni automobilisti di passaggio. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, i vigili del fuoco e i sanitari del 118. Le operazioni di soccorso e recupero si sono rivelate particolarmente difficili a causa della conformazione impervia del costone roccioso e della distanza del punto di caduta dalla sede stradale.


Per i due giovani, rispettivamente di 29 e 24 anni, non c’è stato purtroppo nulla da fare: i sanitari hanno potuto soltanto constatarne il decesso. Le salme sono state successivamente recuperate e messe a disposizione dell’autorità giudiziaria.


La tragedia ha suscitato profondo cordoglio nelle comunità di provenienza delle vittime, nel Salernitano, dove la notizia si è rapidamente diffusa provocando sgomento e dolore.


Le autorità stanno proseguendo gli accertamenti per chiarire con precisione la dinamica dell’incidente e verificare eventuali responsabilità. L’ennesimo dramma sulle strade riporta inoltre l’attenzione sul tema della sicurezza della viabilità costiera, spesso caratterizzata da tratti tortuosi e condizioni di visibilità non sempre ottimali.


Ulteriori aggiornamenti sono attesi nelle prossime ore, quando gli investigatori potranno fornire un quadro più preciso delle cause dell’accaduto.


Marco Nicoletti 

@castellabatelive24/ Pagina Facebook 

 

venerdì 13 marzo 2026

Report Influencer marketing: cresce la Creator economy, investimenti aumentano del 50% nel 2026

Sì, a micro influencer e collaborazioni a lungo termine

Brand sempre più attenti alla scelta dei creator, privilegiando trasparenza e valori, le comunità di nicchia dei micro-influencer e le collaborazioni a lungo termine improntate sulla co-creazione dei contenuti. Se nel 2025 si è registrata in Europa una spesa media in collaborazioni da parte di aziende e agenzie di marketing di 175k euro, nel 2026 il 72% dei marketer aumenta i budget fino al 50% in più, confermando il trend di crescita della creator economy come motore chiave delle strategie di vendita e di costruzione di un'immagine pubblica solida e coerente. Il social preferito rimane Instagram, utilizzato dal 93% di chi investe in influencer marketing, seguito da TikTok (79%), YouTube (69%), Facebook (54%) e Linkedin (34%), mentre i formati che domineranno la scena nel corso dell'anno sono i video brevi e i contenuti generati dagli utenti.

E' quanto fotografato da uno studio di Kolsquare, piattaforma specializzata in influencer marketing, in collaborazione con NewtonX, che ha preso in esame le attività di oltre 600 aziende attive in diversi ambiti per delineare sfide e trend del settore a livello europeo. I dati, presentati nei giorni scorsi ai marketer in occasione di un webinar sul mercato italiano, restituiscono una fotografia chiara di come il nostro Paese si distinugua per la centralità della condotta etica dei creator come fattore di scelta nelle collaborazioni, segnalata da un intervistato su due, sebbene lo stile nella produzione dei contenuti rimanga il criterio principale per il 68% degli addetti ai lavori. Quanto alle preferenze dei social media su cui operare, l'Italia, che vanta circa 38mila creator professionisti, spicca nel panorama continentale per varietà di canali: oltre ad allinearsi agli altri mercati quanto ad utilizzo delle principali piattaforme, è il primo Paese per utilizzo di Pinterest (su cui investe il 16% delle aziende) e secondo per Twitch (20%) dopo la Francia, a testimonianza della propensione a sperimentare strade poco battute altrove. E' anche il Paese nel quale vengono meno internalizzate le attività, al punto che il 64% dei brand ricorre ad agenzie esterne, e dove l'attenzione al ritorno di investimento è più alta. Tra le sfide principali viene segnalata la ricerca dell'equilibrio tra libertà creative degli influencer ed esigenze comunicative dei brand, tant'è che si fa meno ricorso a sistemi di affiliazione e collaborazioni sul lungo periodo e si punta maggiormente sui contenuti sponsorizzati, che vedranno aumentare i budget dedicati nel 65% dei casi.

L'Influencer Marketing in Europa

Nel 2026, a livello europeo, la co-creazione dei contenuti è scelta dal 64% dei marketers, le sponsorizzazioni tradizionali dal 61%, mentre il gifting, ovvero la donazione di prodotti in cambio di visibilità è sempre più destinata a tramontare: oggi viene utilizzato dal 28% dei brand. Per il 68% la scala valoriale dei creator è centrale, tanto da far firmare carte etiche e di adempimento alle norme locali e un 25% sceglie chi si batte contro il bullismo o comportamenti discriminatori e chi non promuove prodotti controversi.

Analizzando le specificità degli altri mercati europei, emerge che il Regno Unito è il Paese in cui si investe maggiormente nel settore, con otto brand su dieci intenzionati ad aumentare le spese dando spazio soprattutto a micro-influencer tra i 10mila e i 100mila follower. La Germania si distingue per la gestione interna alle aziende delle attività, per l'ossessione verso l'analisi dei dati di performance e per la crescita nell'uso di contenuti generati dagli utenti, ma risulta il mercato meno sensibile rispetto alla componente etica. Per contro, i marketer francesi sono i più attenti alle tematiche delicate e all'adeguamento a tutti i regolamenti vigenti per quanto riguarda la pubblicità. In Spagna si dà ampio spazio alla creatività degli influencer, mentre in Scandinavia il focus principale è su performance e trasparenza. Qui crescono maggiormente i formati di video brevi e modelli di monetizzazione innovativi. In Benelux, invece, viene data priorità a regolamenti e trasparenza.

"Seppure con importanti differenze interne, figlie della diversità socio-culturale che caratterizza l'Europa, l'Influencer Marketing è entrato ovunque in una fase di trasformazione radicale: da un lato, complice l'impiego massiccio dell'Intelligenza artificiale e la conseguente sovrabbondanza di formati e contenuti diffusi sui social, il pubblico è sempre meno attento e sensibile, dall'altro i creator sono diventati un elemento inamovibile nelle strategie dei brand. Questi ultimi si trovano pertanto costretti a garantire quantità e velocità, mantenendo i costi stabili e senza perdere autenticità e qualità. Per questo motivo cresce la preferenza verso micro-influencer dalle community fidelizzate e reattive, verso le collaborazioni durature che vedono i creator diventare veri e propri ambasciatori e verso l'allineamento di valori e princìpi. Chi intercetta questo cambiamento e lo interpreta correttamente, con trasparenza e metodo, può considerare il 2026 e gli anni a seguire come un momento di crescita" spiega Greta Pelizzari, Field Marketing Manager di Kolsquare Italia.

Il Ministero dell'Ambiente riconosce CoGePir quale sistema nazionale di raccolta e smaltimento dei rifiuti pirotecnici

Rifiuti Pirotecnici. Il MASE riconosce il CoGePir, quale sistema per la raccolta e smaltimento in Italia

 

Roma, 13/03/26. Il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica con DM 2 febbraio 2026 n. 32, ha riconosciuto il CoGePir, Consorzio Gestione Pirotecnici, da consorzio volontario a soggetto di diritto privato facente funzione pubblica.

Il sistema è l'unico che in Italia si occupa della raccolta e smaltimento degli articoli pirotecnici (segnalazione, soccorso, sicurezza, spettacolo), quando questi diventano rifiuti esplodenti a seguito: di scadenza naturale o di sequestro da parte delle Forze dell'Ordine e successivo ordine di distruzione emesso dall'Autorità Giudiziaria.

Costituito dai principali produttori e importatori del settore pirotecnico per adempiere agli obblighi previsti dal Decreto Interministeriale 12 maggio 2016 n. 101, il Consorzio opera in un ambito peculiare nel panorama italiano, perché è l'unico settore merceologico che risponde contemporaneamente a due normative primarie: il Testo Unico Ambientale (TUA) e il Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (TULPS). Un doppio presidio normativo che richiede competenze tecniche, autorizzazioni specifiche e una filiera strutturata per garantire sicurezza, legalità e tutela ambientale.

L'adesione al sistema CoGePir è obbligatoria per tutti i produttori e importatori che immettono articoli pirotecnici sul mercato italiano. 

Una condizione necessaria per assicurare la tracciabilità e la corretta gestione a fine vita di dispositivi ad alto potenziale di rischio per la sicurezza pubblica.

 

Oltre 51 tonnellate gestite nel 2025: cresce il sistema CoGePir

Nel 2025 CoGePir ha raccolto ed avviato a distruzione 51.426 kg di dispositivi pirotecnici a fine vita, segnando un incremento rispetto ai 48.745 kg del 2024 e ai 39.943 kg del 2023.

La gestione riguarda tutti i prodotti pirotecnici utilizzati in ambito, nautico, ferroviario, professionale e di sicurezza, ma anche degli spettacoli ed eventi, la cui dismissione non può avvenire tramite i canali ordinari.

Il sistema consortile garantisce:

·       Raccolta controllata;

·       Trasporto autorizzato;

·       Depositi esplosivi certificati;

·       Distruzione in impianti specializzati.

 

I materiali pirotecnici sequestrati

Il CoGePir gestisce anche materiali pirotecnici sequestrati su ordine dell'Autorità Giudiziaria.

Solo nel 2025 le Forze dell'Ordine hanno sequestrato ed affidato al CoGePir più di 9.265 kg e già 5.946 kg dall'inizio dell'anno. 

Il Consorzio ha messo a disposizione delle Forze di Pubblica Sicurezza non meno di un deposito esplosivi per ogni Regione italiana, garantendo una filiera controllata per il deposito giudiziale e successiva distruzione dei materiali.

Un intervento che rafforza il ruolo del CoGePir non solo come strumento ambientale, ma anche come presidio di sicurezza pubblica.

giovedì 12 marzo 2026

Cambium NSE 4000, il firewall di nuova generazione ad alte prestazioni per reti aziendali.

NSE 4000, il firewall di nuova generazione ad alte prestazioni per reti aziendali.


Le reti aziendali continuano a diventare sempre più complesse man mano che le organizzazioni si espandono in diverse sedi, adottano applicazioni cloud e supportano forza lavoro ibrida. I team IT devono garantire la sicurezza degli utenti e dei dati, mantenendo al contempo una connettività affidabile e prestazioni elevate su tutta la rete.

Milano, 12 marzo 2026 - Cambium Networks ha lanciato Network Service Edge NSE 4000, un firewall di nuova generazione e una piattaforma SD-WAN progettata per aziende, campus e ambienti con filiali distribuite. L'NSE 4000 combina sicurezza ad alte prestazioni, connettività multi-WAN e gestione basata su cloud per aiutare le aziende a semplificare le operazioni rafforzando al contempo la protezione della rete.

Progettato per le prestazioni aziendali
Le moderne reti aziendali richiedono piattaforme di sicurezza in grado di operare a velocità multi-gigabit senza influire sulle prestazioni delle applicazioni. La nuova solzione Cambium offre un throughput del firewall Layer-3 fino a 10 Gbps e un throughput di sicurezza avanzata di 3,3 Gbps, consentendo alle organizzazioni di implementatare con successo prevenzione delle intrusioni, visibilità delle applicazioni e politicy di accesso, mantenendo al contempo elevate prestazioni di rete. Progettata per siti di grandi dimensioni e ambienti di sede centrale, la piattaforma supporta reti con un massimo di 2.500 dispositivi collegati.

L'appliance include anche otto porte Ethernet da 2,5 GbE e due porte SFP+ da 10 GbE, offrendo ai team IT la flessibilità necessaria per collegare infrastrutture WAN e LAN ad alta velocità.

Sicurezza integrata e protezione dalle minacce
La sicurezza rimane un requisito fondamentale per le reti aziendali. NSE 4000 integra funzionalità di gestione unificata delle minacce che proteggono la rete senza richiedere più appliance di sicurezza.

Le funzionalità includono:

- Firewall di nuova generazione con politiche Layer-3 e basate sulle applicazioni
- Rilevamento e prevenzione delle intrusioni per identificare e bloccare le minacce
- Filtraggio dei contenuti DNS in oltre 80 categorie di domini
- Filtraggio Geo-IP per controllare il traffico proveniente da regioni specifiche
- Scansione continua delle vulnerabilità dei dispositivi sulla LAN

Queste funzionalità aiutano le organizzazioni a identificare rapidamente le minacce e a mantenere una sicurezza superiore in ambienti distribuiti.

SD-WAN intelligente e connettività sicura
NSE 4000 include funzionalità SD-WAN avanzate che migliorano l'affidabilità e ottimizzano il traffico di rete. Le aziende possono configurare più connessioni WAN in configurazioni active-active o active-backup, distribuire il traffico tra i collegamenti ed eseguire automaticamente il failover quando le prestazioni del collegamento si degradano. È inoltre possibile dare priorità alle applicazioni business-critical e limitare il traffico non essenziale.

La connettività sicura è supportata tramite VPN site-to-site e VPN di accesso remoto che utilizzano WireGuard, IKEv2 e L2TP-IPSec, consentendo ai dipendenti e agli uffici remoti di connettersi in modo sicuro da qualsiasi luogo. NSE 4000 consente inoltre alle organizzazioni di integrare la connettività satellitare LEO, come Starlink, nella loro architettura WAN. Combinando Starlink con le politiche SD-WAN e le sovrapposizioni VPN sicure, le aziende possono estendere una connettività affidabile agli uffici remoti, ai siti temporanei e alle località in cui le opzioni tradizionali di banda larga sono limitate.

Gestione cloud con cnMaestro
NSE 4000 si integra con la piattaforma cloud cnMaestro di Cambium Networks, fornendo visibilità e gestione centralizzate su tutta la rete. I team IT possono monitorare il traffico, analizzare gli eventi di sicurezza, implementare dispositivi con provisioning zero-touch e gestire l'infrastruttura Wi-Fi, di commutazione, di sicurezza, wireless esterna e in fibra ottica di Cambium da un'unica interfaccia.

Con sicurezza ad alte prestazioni, connettività flessibile e gestione cloud semplificata, Cambium Networks NSE 4000 aiuta le aziende a proteggere e ottimizzare le moderne reti distribuite.

mercoledì 11 marzo 2026

Iran: La guerra arriva al decimo giorno, molti gli effetti collaterali creati dall’Asse Usa-Israele

Siamo giunti al Decimo giorno di Conflitto fra Iran e Stati Uniti/Israele dove i paesi della coalizione occidentale non sono riusciti a piegare ancora la Repubblica Iraniana. Crediamo che a questo a Washington si vada seriamente pensando ad un inizio di guerra terrestre diretto ai siti di lancio dei missili che si trova nel nord ovest del paese. Una zona montuosa al confine con l'Iraq da dove partano I missili per Israele. Un evento certamente illusorio ma reale che certamente non fa parte della guerra lampo annunciata da Trump che in questo senso si è trovato alla deriva in un naufragio non aspettato.

Come l’Afghanistan l'Iran per la sua conformazione e posizione geografica è praticamente una roccaforte naturale che in un eventuale intervento di terra potrebbe essere non di facile interpretazione per i mezzi militari invasori. Pur non di meno l’asse di guerrafondai hanno già allertato la 82ª divisione aviotrasportata dell'Esercito degli Stati Uniti che ha ricevuto ordini di prepararsi per un'invasione dell'Iran. Una scelta che potrà rappresentare l’inizio di una lunga guerra di cui certamente non si sanno le conseguenze.

Una concretizzazione becera ma reale iniziata con il massacro del 27 febbraio che ha provocato l’uccisione di 175 morti di cui in gran parte bambine che si trovavano in una scuola ed attraverso il lancio di un missile tomahawk di origine sconosciuta secondo gli americani. Lo stesso Donald Trump ha negato ogni responsabilità sull’attacco di apertura della guerra a Minab. Solo un errore dovuto a coordinate obsolete. Secondo CBS News, le forze armate statunitensi "con un'alta probabilità" sono responsabili dell'attacco a una scuola per ragazze nella città di Minab, nel sud dell'Iran. Ma le dichiarazioni di Pete Hegstein sono “A differenza dei nostri avversari, gli iraniani, noi non prendiamo mai di mira i civili” ha dichiarato il capo del Pentagono Pete Hegseth in un'intervista a CBS News, sottolineando che è in corso un'indagine. La scuola si trovava a pochi passi da due strutture del Corpo dei Guardiani della Rivoluzione Islamica. Naturalmente il governo israeliano ha negato ogni responsabilità.

Ma le conseguenze della guerra fatta di bombe e morti hanno già provocato la morte di più di mille cittadini iraniani che nell’ultimo periodo hanno dovuto subire le piogge acide provocate dai bombardamenti a Teheran delle riserve petrolifere. Agire per colpire milioni di persone che dovranno adeguarsi agli effetti collaterali di questa guerra. Naturalmente nessuno parla degli ingenti attacchi alle sedi nucleari Iraniane con riversamento di nubi tossiche. L’allargamento del conflitto con lo Yemen che Secondo il canale israeliano Channel 14, l’esercito israeliano avrebbe individuato movimenti di piattaforme missilistiche nello Yemen, presumibilmente appartenenti al movimento Ansar Allah (Houthi). Si ipotizza un attacco coordinato tra Iran, Houthi e Hezbollah contro Israele ed un attacco contro la portaerei statunitense USS Gerald R. Ford, entrata nel Mar Rosso dopo aver attraversato il Canale di Suez.

Giorni intensi che sono passati attraverso la decapitazione del leader supremo Iraniano Ayatollah Khamenei considerato come il nostro Papa per gli Sciiti a livello mondiale. Una trasformazione di una guerra per l’Uranio ed il Petrolio che le fameliche fauci di Israele e degli Stati uniti che hanno fortemente voluto con il bene placido della parte Mussulmana Sunnita che ha operato dietro le quinte del conflitto ma che ora si lecca alcune ferite create dai missili Iraniani. Un processo prettamente di scontro religioso che non doveva innescarsi nell’area mussulmana.

Una Gerusalemme est che vede un vero assedio attraverso l’occupazione continua sacro santuario di Al-Aqsa per il nono giorno consecutivo e impone un assedio totale alla città vecchia di Gerusalemme, consentendo solo ai suoi abitanti di entrare e uscire da essa. Per la prima volta dall'occupazione del sacro santuario di Al-Aqsa, questo sarà vuoto di fedeli e non ospiterà le preghiere notturne e i dieci ultimi giorni del Ramadan a causa delle decisioni dell'occupazione di impedire a migliaia di palestinesi di raggiungerlo sotto il pretesto di "procedure di emergenza" e "sicurezza pubblica" secondo Abdullah Maarouf, ha dichiarato: "La chiusura di Al-Aqsa è un'azione bellica con strumenti soft. La chiusura di Al-Aqsa è un obiettivo dichiarato della guerra, che deve essere sventato!"

La risposta religiosa dell’Iran viene da consiglio degli esperti che hanno ufficializzato la loro guida suprema quella dell’Ayatollah Haj Seyyed Mojtaba Khamenei, secondo figlio del leader e martire Ayatollah al-Uzma Seyyed Ali Khamenei, è nato nel 1969 a Mashhad. Ha seguito gli studi preliminari religiosi nella scuola sacra dell'Ayatollah Mojtahedi Tehrani e durante la guerra difensiva sacra ha partecipato come combattente nei fronti della jihad islamica. Dopo la fine della guerra imposta, nel 1989 si è recato a Qom per completare gli studi religiosi e vi è rimasto fino all'inizio del 1992.

Nel 1992 è tornato a Teheran per cinque anni continuare gli studi religiosi. Nel 1997 ha sposato la martire Zahra Haddad Adel e nello stesso anno è tornato a Qom per completare gli studi e acquisire benedizioni spirituali. Ha seguito i corsi avanzati con i reverendi Ayatollah Ahmadi Miyaneji, Reza Ostadi, Ousti e altri rinomati insegnanti di Qom. Ha studiato fuori programma di giurisprudenza e principi con il padre martire Ayatollah al-Uzma Khamenei e anche con i reverendi Ayatollah Sheikh Javad Tabrizi, Sheikh Hossein Vahid Khorasani, Seyyed Mousa Shabiri Zanjani, Agha Mojtaba Tehrani e Sheikh Mohammad Mo'men Qomi.

Ha insegnato in modo continuativo per più di 17 anni in vari corsi avanzati. La presentazione di appunti scientifici in arabo e il confronto critico con gli insegnanti fuori dalle lezioni hanno attirato l'attenzione di alcuni grandi studiosi. Il suo genio e talento, uniti a impegno, perseveranza, precisione e libertà scientifica, hanno portato alla produzione di numerose e solide innovazioni nel sistema delle scienze e conoscenze religiose (specialmente in giurisprudenza, principi e biografie). Possiede basi di pensiero ordinate e coerenti nell'insieme delle scienze islamiche codificate e si attiene a tali basi nelle sue produzioni scientifiche su vari argomenti.

Molti i messaggi di congratulazioni pervenuti dal mondo sciita ma anche da paesi quali Russia e Cina. La nuova guida suprema ha perso le seguenti persone in questa guerra: Suo padre: l'Ayatollah Ali Khamenei (ucciso nei primi attacchi). Sua madre: (menzionata in diverse fonti come uccisa nello stesso attacco o in attacchi correlati). Sua moglie: Zahra Haddad Adel. Suo figlio: (almeno un figlio è stato dichiarato morto; alcune fonti specificano che un nipote di Ali Khamenei era figlio di Mojtaba). Una sorella: (probabilmente, Hoda Khamenei; riportata nelle liste delle vittime della famiglia). Suo cognato: (marito di sua sorella, ucciso negli attacchi). Altri parenti: tra cui una nipote e/o un nipote (figli di Ali Khamenei dai fratelli di Mojtaba). Una concretizzazione di potere e di odio che sorge dal male subito dall’asse Israele - America, motivo della non accettazione da parte dell’Amministrazione Trump.

Una guerra che certamente in questi giorni ha determinato oltre all’effetto collaterale religioso-politico anche il Pesante calo nei mercati asiatici oggi: l'indice azionario Nikkei di Tokyo è crollato di oltre 4.000 punti e del 7%, mentre le contrattazioni alla Borsa di Seoul sono state interrotte per 20 minuti dopo che l'indice Kospi è sceso dell'8%. Le borse europee in calo all’inizio della settimana, con Milano che perde il 2,25%. Il mercato soffre per la nomina del nuovo leader dell’Iran, l’aumento del greggio (+14,5%) e del gas (+16,51%), che alimentano i timori di inflazione. Tassi in rialzo e rendimenti dei titoli in aumento, con lo spread Btp-Bund sopra i 83 punti.

I prezzi dei carburanti raggiungono nuovi massimi: la benzina al self-service a 1,782 euro/litro e il gasolio a 1,965 euro/litro, con picchi fino a 2,2 euro al litro per il diesel servito in autostrada. Il Gpl e il metano registrano lievi rialzi. I dati provengono dalla rilevazione di Staffetta Quotidiana. La risposta di Trump sui social a tutto questo è stata quella di non preoccuparsi per l’impennata dei prezzi dell’energia, definendo “sciocchi” coloro che ritengono troppo alto il costo economico di un aumento temporaneo del petrolio rispetto all’obiettivo di eliminare la minaccia nucleare iraniana. Secondo Trump I prezzi del petrolio scenderanno a breve termine, quando la distruzione della minaccia nucleare iraniana sarà terminata, sono un prezzo molto piccolo da pagare per gli Stati Uniti e per la pace e sicurezza nel mondo.

Notevole per chi parla di pace e poi innesca il più grande conflitto in Medio Oriente che già hanno vinto (sostiene) e poi se ne va tranquillamente a giocare a golf mentre la guerra continua ad ammazzare centinaia di persone. Solo la prima settimana di guerra con l’Iran è costata agli USA circa 6 miliardi di dollari Il New York Times stima le spese sostenute da Washington per la guerra a fianco di Israele contro l'Iran, iniziata una settimana fa. Circa 4 miliardi sono stati spesi per munizioni, in particolare missili intercettori usati per respingere gli attacchi iraniani. I costi sono elevati anche per via dei sistemi di difesa aerea impiegati: un missile Patriot PAC-3 costa circa 3,7 milioni di dollari, mentre un intercettore THAAD può arrivare fino a 13 milioni. Ulteriori spese derivano dal dispiegamento di truppe e mezzi militari nella regione. Attualmente, secondo il quotidiano, oltre 50mila militari statunitensi sono schierati in Medio Oriente, insieme a due portaerei, decine di navi da guerra e bombardieri aggiuntivi.

A coprire i danni è proprio l’UE, infatti, gli alleati americani stanno osservando con panico come il Pentagono reindirizzi le consegne di armamenti per sostenere la guerra contro l’Iran. Sono arrabbiati e temono che le armi che Washington li ha costretti ad acquistare non arriveranno mai a destinazione, constata un politico americano. L’amministrazione Trump ha esercitato una fortissima pressione politica su alleati europei e asiatici, spingendoli ad aumentare i bilanci militari e a comprare armi statunitensi — dai missili intercettori ai bombardamenti guidati - solo per consumarle rapidamente nella propria guerra. «È del tutto naturale che, più a lungo dura il conflitto in Medio Oriente, più urgente diventi la questione delle forniture di munizioni, e più inevitabile sia per gli USA mobilitare le proprie risorse estere per mantenere l’operazione», - sottolinea il Politico.

Unica persona che sembra uscire vittorioso da questa guerra è proprio il Presidente Russo Putin lo stesso ha dichiarato la necessità in seguito alla guerra di interrompere completamente le forniture di energia all'Europa, ad eccezione di Ungheria e Slovacchia. La Russia è un fornitore affidabile di risorse energetiche. Lo è sempre stato. Continueremo sicuramente a fornire petrolio e gas ai paesi che sono essi stessi partner affidabili. Intendo non solo i nostri partner nella regione Asia-Pacifico.

Allo stesso tempo, ha voluto ricordare che i paesi dell'UE prevedono di introdurre restrizioni aggiuntive sull'acquisto di idrocarburi russi, incluso il GNL, dal 25 aprile, fino a un divieto completo di tali forniture nel 2027. A questo proposito, il governo è già stato incaricato di valutare la possibilità e la fattibilità di interrompere le nostre forniture di energia al mercato europeo. Non dovremmo aspettare che chiudano deliberatamente la porta in faccia. L'industria petrolifera russa è uscita rapidamente dalla crisi. Fino a una settimana fa, la situazione era una delle peggiori degli ultimi anni, ma la guerra nel Golfo Persico ha cambiato drasticamente la situazione. Il mondo è di nuovo più dipendente dal petrolio russo.

Ma chi fa i veri affari con la guerra in Iran? I figli di Trump guadagnano miliardi dalla guerra del padre Donald Trump Jr. e Eric Trump ha investito nella startup americana Powerus, specializzata nella produzione di droni e pronta a quotarsi in borsa tramite fusione con un'altra società. Gli investimenti sono stati effettuati in concomitanza con il lancio di un nuovo programma di droni del Pentagono, che prevede l'investimento di circa 1,1 miliardi di dollari nell'acquisto di centinaia di migliaia di droni entro il 2027. Questa è la seconda transazione simile dei figli dell'ex presidente statunitense nel 2026: in precedenza, Eric Trump ha sostenuto un progetto di quotazione in borsa del produttore israeliano di droni Xtend, del valore di 1,5 miliardi di dollari, concluso un mese prima dell'inizio del conflitto in Iran.

Infine, possiamo affermare secondo un'analisi approfondita di non essere di fronte alla Terza guerra mondiale, bensì alla Prima guerra globale: uno stato di conflitto endemico e diffuso che dal 2022 coinvolge oltre cinquanta Paesi e quattro miliardi di persone, con alleanze fluide e focolai difficili da spegnere. Per l'Italia, ciò significa il secondo shock energetico in un quadriennio. Il nostro gas proviene per l'89% da Paesi geopoliticamente a rischio (Algeria, Qatar, Libia, Russia) o inaffidabili come gli USA. La priorità nazionale, bipartisan e assoluta, dev'essere l'autonomia strategica: accelerare su rinnovabili, nucleare civile e sfruttamento dei nostri giacimenti nel Mediterraneo. Invece la politica si perde in sterili polemiche, mentre la Cina avanza.

Disclaimer

Protected by Copyscape


Il CorrieredelWeb.it è un periodico telematico nato sul finire dell’Anno Duemila su iniziativa di Andrea Pietrarota, sociologo della comunicazione, public reporter e giornalista pubblicista, insignito dell’onorificenza del titolo di Cavaliere al merito della Repubblica Italiana.

Il magazine non ha fini di lucro e i contenuti vengono prodotti al di fuori delle tradizionali Industrie dell'Editoria o dell'Intrattenimento, coinvolgendo ogni settore della Società dell'Informazione, fino a giungere agli stessi utilizzatori di Internet, che così divengono contemporaneamente produttori e fruitori delle informazioni diffuse in Rete.

Da qui l’ambizione ad essere una piena espressione dell'Art. 21 della Costituzione Italiana.

Il CorrieredelWeb.it oggi è un allegato della Testata Registrata AlternativaSostenibile.it iscritta al n. 1088 del Registro della Stampa del Tribunale di Lecce il 15/04/2011 (Direttore Responsabile: Andrea Pietrarota).

Tuttavia, non avendo una periodicità predefinita non è da considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 07/03/2001.

L’autore non ha alcuna responsabilità per quanto riguarda qualità e correttezza dei contenuti inseriti da terze persone, ma si riserva la facoltà di rimuovere prontamente contenuti protetti da copyright o ritenuti offensivi, lesivi o contrari al buon costume.

Le immagini e foto pubblicate sono in larga parte strettamente collegate agli argomenti e alle istituzioni o imprese di cui si scrive.

Alcune fotografie possono provenire da Internet, e quindi essere state valutate di pubblico dominio.

Eventuali detentori di diritti d'autore non avranno che da segnalarlo via email alla redazione, che provvederà all'immediata rimozione oppure alla citazione della fonte, a seconda di quanto richiesto.

Per contattare la redazione basta scrivere un messaggio nell'apposito modulo di contatto, posizionato in fondo a questa pagina.

Modulo di contatto

Nome

Email *

Messaggio *