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martedì 10 marzo 2026

ANAFePC a Corleone per ricordare Rizzotto. Sindacalista ucciso dalla mafia per difendere i lavoratori

“Trovarmi davanti alla tomba di Placido Rizzotto è per me motivo di grande emozione e riflessione. Da sindacalista sento un forte legame con la sua storia. Rizzotto scelse di stare dalla parte dei più deboli, dei braccianti e dei lavoratori sfruttati e per difendere i diritti dei contadini sacrificò la propria vita. Dal suo esempio continuiamo a trarre insegnamento”. Lo dichiara Calogero Coniglio, presidente dell’Associazione ANAFePC, in visita al cimitero di Corleone per rendere omaggio a Rizzotto, sindacalista e partigiano ucciso dalla mafia nel 1948 a 34 anni. Il suo corpo fu ritrovato nel 2009 in una foiba e identificato nel 2012.

Rizzotto fu sequestrato e assassinato il 10 marzo 1948 da Luciano Liggio, su ordine del boss Michele Navarra, per il suo impegno nelle lotte per l’occupazione delle terre e per l’emancipazione dei braccianti siciliani. Tornato in Sicilia dopo la Seconda Guerra Mondiale, si oppose al potere mafioso, ricoprì l’incarico di segretario della Camera del Lavoro di Corleone e, da sindacalista, guidò le mobilitazioni per le terre incolte.

Dopo il dopoguerra rifiutò l’incarico di campiere offerto dalla mafia e aderì al Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria, promuovendo le prime occupazioni simboliche delle terre incolte. Subì minacce fino al rapimento e all’uccisione. Le indagini furono condotte dall’allora capitano dei Carabinieri Carlo Alberto dalla Chiesa. Nel 2012 l’esame del DNA confermò l’identità dei resti, consentendo i funerali di Stato alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Rizzotto resta simbolo della lotta alla mafia e della difesa della dignità del lavoro e della democrazia. Tra la fine dell’Ottocento e il secondo dopoguerra in Sicilia furono circa 70 i sindacalisti uccisi, molti per aver difeso i diritti dei lavoratori.

La commemorazione a Corleone ha visto la partecipazione di autorità civili e militari, rappresentanti sindacali e cittadini, con omaggio al cimitero e deposizione di una corona di alloro in piazza Garibaldi sotto il busto di Rizzotto.

“La sua storia – aggiunge Coniglio – è esempio di coraggio, coerenza e impegno civile e rappresenta il riscatto di una Sicilia segnata da miseria e paura. La sua morte testimonia il prezzo umano della battaglia per la giustizia sociale e per il suo coraggio nel contrastare la mafia. Emozionante vedere i bambini al cimitero e poi in piazza leggere poesie e dedicargli una canzone davanti al busto di Rizzotto". "La dignità dell’impegno sindacale – conclude Coniglio – non si riceve per concessione ma si esercita ogni giorno. Rizzotto ci ha insegnato che non esiste vera giustizia senza coraggio e che la libertà si conquista anche a costo della vita. Il suo nome resta monito e guida”.

 

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