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mercoledì 4 marzo 2026

Canicattì: emergenza idrica, ANAFePC: "Nessun intervento regionale, chiesta verifica sulla qualità dell’acqua ad Arpa e Asp".

L’Accademia Nazionale per l’Alta Formazione e Promozione della Cultura, del Lavoro e del Sociale sta proseguendo un percorso graduale e ragionato per tutelare la salute dei cittadini, intraprendendo tutte le iniziative necessarie agli step previsti. In particolare, il 23 febbraio è stata trasmessa una richiesta di chiarimenti a ARPA Sicilia e all’ASP Agrigento sulla qualità dell’acqua erogata nel Comune di Canicattì, a seguito delle ripetute interruzioni del servizio idrico delle ultime settimane e delle criticità segnalate dai cittadini. La richiesta è finalizzata a verificare se siano stati effettuati controlli recenti presso i rubinetti delle abitazioni e nei punti terminali della rete idrica, nonché a conoscere gli esiti delle analisi chimico-fisiche e microbiologiche e l’eventuale attivazione di ulteriori misure di monitoraggio a tutela della salute pubblica, considerato che le ripetute interruzioni e successive riattivazioni del servizio possono incidere sulle condizioni della rete e sulla qualità dell’acqua distribuita. Ad oggi si è in attesa dei riscontri da parte degli enti tecnici competenti.

“La situazione presenta anche rilevanti profili sociali ed economici” – afferma Maurizio Cirignotta Vice Presidente ANAFePC – “dalle segnalazioni ricevute è emersa una significativa riduzione delle utenze attive nel territorio comunale, segno che migliaia di cittadini, esasperati da una distribuzione irregolare, tardiva e spesso insufficiente, avrebbero disdetto il contratto con il gestore, un fenomeno che non rappresenta solo un diffuso disagio, ma una vera frattura tra il servizio pubblico e i bisogni essenziali della comunità”.

Considerata la rilevanza sanitaria e il protrarsi delle criticità, è necessario garantire trasparenza sui controlli degli enti competenti per assicurare chiarezza istituzionale e tutela della salute dei cittadini. Di fronte a un’emergenza che incide su un diritto primario come l’accesso all’acqua, appare agghiacciante il silenzio della deputazione regionale, che dall’inizio della crisi non ha assunto iniziative né posizioni pubbliche. Troppo spesso la politica scivola nel populismo e finisce per ignorare i problemi reali. Su diritti fondamentali è invece indispensabile un impegno concreto e coordinato di tutti i livelli istituzionali, con il Comune, primo presidio sul territorio, chiamato a garantire operatività, soluzioni e trasparenza a tutela dei cittadini.

“Canicattì, storicamente principale realtà economica della provincia di Agrigento, ha svolto per decenni un ruolo centrale nello sviluppo agricolo, commerciale ed economico - continua Calogero Coniglio Presidente ANAFePC – in particolare con l’uva da tavola ‘Italia’ esportata nei mercati internazionali, rappresentando un caso emblematico delle criticità che colpiscono territori marginalizzati. Preoccupa il silenzio della deputazione regionale di fronte a una crisi che colpisce soprattutto le fasce più fragili e la mancanza di una rappresentanza diretta, un fenomeno inaccettabile che riguarda tutti i comuni siciliani privi di adeguati riferimenti istituzionali, lasciati spesso abbandonati. Senza distinzione di colori politici, si auspica che Canicattì, così come tutti i comuni siciliani privi di rappresentanza, ritrovi lo spirito di responsabilità e orgoglio che in passato ha consentito di esprimere rappresentanti autorevoli di ogni orientamento politico, promuovendo una riflessione condivisa per la tutela del territorio e la garanzia dei servizi essenziali per tutti i cittadini siciliani”.

“Continueremo a monitorare con determinazione l’evolversi della situazione, difendendo la salute dei cittadini, la qualità del servizio e la responsabilità istituzionale, affinché l’emergenza non diventi normalità”, conclude Coniglio.

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