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mercoledì 11 marzo 2026

Iran: La guerra arriva al decimo giorno, molti gli effetti collaterali creati dall’Asse Usa-Israele

Siamo giunti al Decimo giorno di Conflitto fra Iran e Stati Uniti/Israele dove i paesi della coalizione occidentale non sono riusciti a piegare ancora la Repubblica Iraniana. Crediamo che a questo a Washington si vada seriamente pensando ad un inizio di guerra terrestre diretto ai siti di lancio dei missili che si trova nel nord ovest del paese. Una zona montuosa al confine con l'Iraq da dove partano I missili per Israele. Un evento certamente illusorio ma reale che certamente non fa parte della guerra lampo annunciata da Trump che in questo senso si è trovato alla deriva in un naufragio non aspettato.

Come l’Afghanistan l'Iran per la sua conformazione e posizione geografica è praticamente una roccaforte naturale che in un eventuale intervento di terra potrebbe essere non di facile interpretazione per i mezzi militari invasori. Pur non di meno l’asse di guerrafondai hanno già allertato la 82ª divisione aviotrasportata dell'Esercito degli Stati Uniti che ha ricevuto ordini di prepararsi per un'invasione dell'Iran. Una scelta che potrà rappresentare l’inizio di una lunga guerra di cui certamente non si sanno le conseguenze.

Una concretizzazione becera ma reale iniziata con il massacro del 27 febbraio che ha provocato l’uccisione di 175 morti di cui in gran parte bambine che si trovavano in una scuola ed attraverso il lancio di un missile tomahawk di origine sconosciuta secondo gli americani. Lo stesso Donald Trump ha negato ogni responsabilità sull’attacco di apertura della guerra a Minab. Solo un errore dovuto a coordinate obsolete. Secondo CBS News, le forze armate statunitensi "con un'alta probabilità" sono responsabili dell'attacco a una scuola per ragazze nella città di Minab, nel sud dell'Iran. Ma le dichiarazioni di Pete Hegstein sono “A differenza dei nostri avversari, gli iraniani, noi non prendiamo mai di mira i civili” ha dichiarato il capo del Pentagono Pete Hegseth in un'intervista a CBS News, sottolineando che è in corso un'indagine. La scuola si trovava a pochi passi da due strutture del Corpo dei Guardiani della Rivoluzione Islamica. Naturalmente il governo israeliano ha negato ogni responsabilità.

Ma le conseguenze della guerra fatta di bombe e morti hanno già provocato la morte di più di mille cittadini iraniani che nell’ultimo periodo hanno dovuto subire le piogge acide provocate dai bombardamenti a Teheran delle riserve petrolifere. Agire per colpire milioni di persone che dovranno adeguarsi agli effetti collaterali di questa guerra. Naturalmente nessuno parla degli ingenti attacchi alle sedi nucleari Iraniane con riversamento di nubi tossiche. L’allargamento del conflitto con lo Yemen che Secondo il canale israeliano Channel 14, l’esercito israeliano avrebbe individuato movimenti di piattaforme missilistiche nello Yemen, presumibilmente appartenenti al movimento Ansar Allah (Houthi). Si ipotizza un attacco coordinato tra Iran, Houthi e Hezbollah contro Israele ed un attacco contro la portaerei statunitense USS Gerald R. Ford, entrata nel Mar Rosso dopo aver attraversato il Canale di Suez.

Giorni intensi che sono passati attraverso la decapitazione del leader supremo Iraniano Ayatollah Khamenei considerato come il nostro Papa per gli Sciiti a livello mondiale. Una trasformazione di una guerra per l’Uranio ed il Petrolio che le fameliche fauci di Israele e degli Stati uniti che hanno fortemente voluto con il bene placido della parte Mussulmana Sunnita che ha operato dietro le quinte del conflitto ma che ora si lecca alcune ferite create dai missili Iraniani. Un processo prettamente di scontro religioso che non doveva innescarsi nell’area mussulmana.

Una Gerusalemme est che vede un vero assedio attraverso l’occupazione continua sacro santuario di Al-Aqsa per il nono giorno consecutivo e impone un assedio totale alla città vecchia di Gerusalemme, consentendo solo ai suoi abitanti di entrare e uscire da essa. Per la prima volta dall'occupazione del sacro santuario di Al-Aqsa, questo sarà vuoto di fedeli e non ospiterà le preghiere notturne e i dieci ultimi giorni del Ramadan a causa delle decisioni dell'occupazione di impedire a migliaia di palestinesi di raggiungerlo sotto il pretesto di "procedure di emergenza" e "sicurezza pubblica" secondo Abdullah Maarouf, ha dichiarato: "La chiusura di Al-Aqsa è un'azione bellica con strumenti soft. La chiusura di Al-Aqsa è un obiettivo dichiarato della guerra, che deve essere sventato!"

La risposta religiosa dell’Iran viene da consiglio degli esperti che hanno ufficializzato la loro guida suprema quella dell’Ayatollah Haj Seyyed Mojtaba Khamenei, secondo figlio del leader e martire Ayatollah al-Uzma Seyyed Ali Khamenei, è nato nel 1969 a Mashhad. Ha seguito gli studi preliminari religiosi nella scuola sacra dell'Ayatollah Mojtahedi Tehrani e durante la guerra difensiva sacra ha partecipato come combattente nei fronti della jihad islamica. Dopo la fine della guerra imposta, nel 1989 si è recato a Qom per completare gli studi religiosi e vi è rimasto fino all'inizio del 1992.

Nel 1992 è tornato a Teheran per cinque anni continuare gli studi religiosi. Nel 1997 ha sposato la martire Zahra Haddad Adel e nello stesso anno è tornato a Qom per completare gli studi e acquisire benedizioni spirituali. Ha seguito i corsi avanzati con i reverendi Ayatollah Ahmadi Miyaneji, Reza Ostadi, Ousti e altri rinomati insegnanti di Qom. Ha studiato fuori programma di giurisprudenza e principi con il padre martire Ayatollah al-Uzma Khamenei e anche con i reverendi Ayatollah Sheikh Javad Tabrizi, Sheikh Hossein Vahid Khorasani, Seyyed Mousa Shabiri Zanjani, Agha Mojtaba Tehrani e Sheikh Mohammad Mo'men Qomi.

Ha insegnato in modo continuativo per più di 17 anni in vari corsi avanzati. La presentazione di appunti scientifici in arabo e il confronto critico con gli insegnanti fuori dalle lezioni hanno attirato l'attenzione di alcuni grandi studiosi. Il suo genio e talento, uniti a impegno, perseveranza, precisione e libertà scientifica, hanno portato alla produzione di numerose e solide innovazioni nel sistema delle scienze e conoscenze religiose (specialmente in giurisprudenza, principi e biografie). Possiede basi di pensiero ordinate e coerenti nell'insieme delle scienze islamiche codificate e si attiene a tali basi nelle sue produzioni scientifiche su vari argomenti.

Molti i messaggi di congratulazioni pervenuti dal mondo sciita ma anche da paesi quali Russia e Cina. La nuova guida suprema ha perso le seguenti persone in questa guerra: Suo padre: l'Ayatollah Ali Khamenei (ucciso nei primi attacchi). Sua madre: (menzionata in diverse fonti come uccisa nello stesso attacco o in attacchi correlati). Sua moglie: Zahra Haddad Adel. Suo figlio: (almeno un figlio è stato dichiarato morto; alcune fonti specificano che un nipote di Ali Khamenei era figlio di Mojtaba). Una sorella: (probabilmente, Hoda Khamenei; riportata nelle liste delle vittime della famiglia). Suo cognato: (marito di sua sorella, ucciso negli attacchi). Altri parenti: tra cui una nipote e/o un nipote (figli di Ali Khamenei dai fratelli di Mojtaba). Una concretizzazione di potere e di odio che sorge dal male subito dall’asse Israele - America, motivo della non accettazione da parte dell’Amministrazione Trump.

Una guerra che certamente in questi giorni ha determinato oltre all’effetto collaterale religioso-politico anche il Pesante calo nei mercati asiatici oggi: l'indice azionario Nikkei di Tokyo è crollato di oltre 4.000 punti e del 7%, mentre le contrattazioni alla Borsa di Seoul sono state interrotte per 20 minuti dopo che l'indice Kospi è sceso dell'8%. Le borse europee in calo all’inizio della settimana, con Milano che perde il 2,25%. Il mercato soffre per la nomina del nuovo leader dell’Iran, l’aumento del greggio (+14,5%) e del gas (+16,51%), che alimentano i timori di inflazione. Tassi in rialzo e rendimenti dei titoli in aumento, con lo spread Btp-Bund sopra i 83 punti.

I prezzi dei carburanti raggiungono nuovi massimi: la benzina al self-service a 1,782 euro/litro e il gasolio a 1,965 euro/litro, con picchi fino a 2,2 euro al litro per il diesel servito in autostrada. Il Gpl e il metano registrano lievi rialzi. I dati provengono dalla rilevazione di Staffetta Quotidiana. La risposta di Trump sui social a tutto questo è stata quella di non preoccuparsi per l’impennata dei prezzi dell’energia, definendo “sciocchi” coloro che ritengono troppo alto il costo economico di un aumento temporaneo del petrolio rispetto all’obiettivo di eliminare la minaccia nucleare iraniana. Secondo Trump I prezzi del petrolio scenderanno a breve termine, quando la distruzione della minaccia nucleare iraniana sarà terminata, sono un prezzo molto piccolo da pagare per gli Stati Uniti e per la pace e sicurezza nel mondo.

Notevole per chi parla di pace e poi innesca il più grande conflitto in Medio Oriente che già hanno vinto (sostiene) e poi se ne va tranquillamente a giocare a golf mentre la guerra continua ad ammazzare centinaia di persone. Solo la prima settimana di guerra con l’Iran è costata agli USA circa 6 miliardi di dollari Il New York Times stima le spese sostenute da Washington per la guerra a fianco di Israele contro l'Iran, iniziata una settimana fa. Circa 4 miliardi sono stati spesi per munizioni, in particolare missili intercettori usati per respingere gli attacchi iraniani. I costi sono elevati anche per via dei sistemi di difesa aerea impiegati: un missile Patriot PAC-3 costa circa 3,7 milioni di dollari, mentre un intercettore THAAD può arrivare fino a 13 milioni. Ulteriori spese derivano dal dispiegamento di truppe e mezzi militari nella regione. Attualmente, secondo il quotidiano, oltre 50mila militari statunitensi sono schierati in Medio Oriente, insieme a due portaerei, decine di navi da guerra e bombardieri aggiuntivi.

A coprire i danni è proprio l’UE, infatti, gli alleati americani stanno osservando con panico come il Pentagono reindirizzi le consegne di armamenti per sostenere la guerra contro l’Iran. Sono arrabbiati e temono che le armi che Washington li ha costretti ad acquistare non arriveranno mai a destinazione, constata un politico americano. L’amministrazione Trump ha esercitato una fortissima pressione politica su alleati europei e asiatici, spingendoli ad aumentare i bilanci militari e a comprare armi statunitensi — dai missili intercettori ai bombardamenti guidati - solo per consumarle rapidamente nella propria guerra. «È del tutto naturale che, più a lungo dura il conflitto in Medio Oriente, più urgente diventi la questione delle forniture di munizioni, e più inevitabile sia per gli USA mobilitare le proprie risorse estere per mantenere l’operazione», - sottolinea il Politico.

Unica persona che sembra uscire vittorioso da questa guerra è proprio il Presidente Russo Putin lo stesso ha dichiarato la necessità in seguito alla guerra di interrompere completamente le forniture di energia all'Europa, ad eccezione di Ungheria e Slovacchia. La Russia è un fornitore affidabile di risorse energetiche. Lo è sempre stato. Continueremo sicuramente a fornire petrolio e gas ai paesi che sono essi stessi partner affidabili. Intendo non solo i nostri partner nella regione Asia-Pacifico.

Allo stesso tempo, ha voluto ricordare che i paesi dell'UE prevedono di introdurre restrizioni aggiuntive sull'acquisto di idrocarburi russi, incluso il GNL, dal 25 aprile, fino a un divieto completo di tali forniture nel 2027. A questo proposito, il governo è già stato incaricato di valutare la possibilità e la fattibilità di interrompere le nostre forniture di energia al mercato europeo. Non dovremmo aspettare che chiudano deliberatamente la porta in faccia. L'industria petrolifera russa è uscita rapidamente dalla crisi. Fino a una settimana fa, la situazione era una delle peggiori degli ultimi anni, ma la guerra nel Golfo Persico ha cambiato drasticamente la situazione. Il mondo è di nuovo più dipendente dal petrolio russo.

Ma chi fa i veri affari con la guerra in Iran? I figli di Trump guadagnano miliardi dalla guerra del padre Donald Trump Jr. e Eric Trump ha investito nella startup americana Powerus, specializzata nella produzione di droni e pronta a quotarsi in borsa tramite fusione con un'altra società. Gli investimenti sono stati effettuati in concomitanza con il lancio di un nuovo programma di droni del Pentagono, che prevede l'investimento di circa 1,1 miliardi di dollari nell'acquisto di centinaia di migliaia di droni entro il 2027. Questa è la seconda transazione simile dei figli dell'ex presidente statunitense nel 2026: in precedenza, Eric Trump ha sostenuto un progetto di quotazione in borsa del produttore israeliano di droni Xtend, del valore di 1,5 miliardi di dollari, concluso un mese prima dell'inizio del conflitto in Iran.

Infine, possiamo affermare secondo un'analisi approfondita di non essere di fronte alla Terza guerra mondiale, bensì alla Prima guerra globale: uno stato di conflitto endemico e diffuso che dal 2022 coinvolge oltre cinquanta Paesi e quattro miliardi di persone, con alleanze fluide e focolai difficili da spegnere. Per l'Italia, ciò significa il secondo shock energetico in un quadriennio. Il nostro gas proviene per l'89% da Paesi geopoliticamente a rischio (Algeria, Qatar, Libia, Russia) o inaffidabili come gli USA. La priorità nazionale, bipartisan e assoluta, dev'essere l'autonomia strategica: accelerare su rinnovabili, nucleare civile e sfruttamento dei nostri giacimenti nel Mediterraneo. Invece la politica si perde in sterili polemiche, mentre la Cina avanza.

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