Tra aggressori e aggrediti il dualismo di una società globale che ha cambiato il suo volto ponendo le basi per un ricatto globale che deve essere pagato da tutti. I valori di una democrazia oramai perduta cadono nell’oblio di un totalitarismo necessario e giusto per alcuni. La guerra in Iran è giunta al diciottesimo giorno, voluta fortemente dall’idea del Grande Israele potente e dominatore che semina buonismo e lascia nella sua scia di conquista morti e carestie ma che avanza con forza sostenuta dal nuovo dominatore del mondo. Una nuova era che forse ci porterà al terzo Armageddon con conseguenze globali inaccettabili per la razza umana oramai abituata al perbenismo della società consumistica che non riuscirà mai a confrontarsi con privazioni e sacrifici voluti da talune religioni predominanti.
La guerra in Iran cambia il suo volto e si dirige verso un controllo globale delle risorse energetiche, non occorre più bombardare e distruggere i territori ma basta chiudere un territorio chiave per affogare l’economia globale. La chiusura dello stretto di Hormuz da parte dell’Iran che ha provveduto al minamento delle acque per impedire il passaggio di migliaia di petroliere è stata una decisione strategica che allarma ben 50 paesi al mondo costretti a inchinarsi ad un processo di negoziazione non con l’America ma con lo stesso Iran. Un contesto che rappresenta una piccola vittoria per gli Ayatollah che ora decidono chi debba passare attraverso una decisione diretti con i vari paesi.
Un allarme che si è sentito anche in America costretta a prelevare milioni di barili di petrolio dalle riserve strategiche per calmierare i prezzi. La controparte politica di Trump rappresentata dal senatore Chris Murphy accusa l'amministrazione Trump di incompetenza e menzogne, affermando che nella guerra contro l'Iran «gli obiettivi cambiano di giorno in giorno» e che tutto ciò costa agli Stati Uniti «almeno due miliardi di dollari al giorno». Un risultato completamente prevedibile delle operazioni militari contro l'Iran. Che ha avuto come conseguenza l’uccisione del massimo leader spirituale degli sciiti nel pieno del mese sacro. Lo Stretto di Hormuz è di fatto chiuso da già diciassette giorni. Non esiste alcun piano per riaprirlo.
“Una situazione che sta peggiorando, non migliorando, le notizie secondo cui l'Iran ha iniziato per la prima volta il minamento. Non possono essere discusse in Senato, tutti noi sappiamo che non appena inizia il minamento, contrastarlo nel breve termine è estremamente difficile, se non impossibile. Se lo stretto resterà chiuso per altre settimane o mesi sarà una catastrofe economica mondiale. I miei elettori stanno già pagando cifre folli per questa guerra. Tutto diventerà infinitamente peggiore se lo stretto non verrà riaperto, e l'amministrazione non ha un piano per farlo”. Continua Chris Murphy.
Il Senatore parla di incompetenza legata alla menzogna situazione che dovrebbe indignare ogni membro del Senato ed ogni cittadino di questo Paese. Questa guerra ci costa almeno due miliardi di dollari al giorno. Obiettivi raggiungibili non ce ne sono. Gli obiettivi cambiano di giorno in giorno. Non esiste alcun piano per gestire le conseguenze e gli effetti per i cittadini americani o per gli abitanti dei Paesi del Golfo. I rapporti sui nuovi missili Iraniani che stanno piovendo a pioggia sui nostri alleati nel Golfo sono una minaccia che ci colpirà inesorabilmente perché non esiste un piano che predisponga scorte per i nostri alleati nella regione, affinché possano proteggersi dall'assalto degli attacchi aerei iraniani.
Una grave situazione che sul campo viene descritta da un giornalista iraniano che ci rivela attraverso dei filmati come esattamente come funziona il blocco. Qualunque nave che accende i suoi sistemi o si muove oltre la linea viene immediatamente colpita dai droni dell'IRGC, senza preavviso, afferma. Trump sapeva del rischio di blocco dello Stretto di Hormuz da parte dell'Iran, ma ha comunque approvato l'operazione militare, scrive il Wall Street Journal citando le fonti. Il giornale sottolinea che Trump è stato incoraggiato dai successi in Venezuela e dagli attacchi agli impianti nucleari iraniani della scorsa estate. A causa di ciò, alla vigilia del conflitto, l'amministrazione statunitense era pervasa da un "eccesso di fiducia". Un’America che sta’ reagendo alla guerra voluta da Trump attraverso manifesti che rappresentano la divisione sociale in atto. I manifesti raffigurano i volti dei membri del servizio americani caduti e vengono affissi in tutta Washington con la dicitura: "Cody Khork non doveva morire combattendo l'Iran per la classe Epstein". Nel mirino Tucker Carlson che ha riferito di un possibile procedimento penale da parte delle autorità statunitensi. Il giornalista americano ha dichiarato che la CIA ha iniziato a indagare sulle sue attività e sta preparando una denuncia al Dipartimento di Giustizia. Ha collegato questo fatto ai suoi contatti con i rappresentanti iraniani, avvenuti prima dell'inizio del conflitto.
Il giornalista ha ricordato che una simile pressione era già stata esercitata su di lui durante la preparazione dell'intervista con Vladimir Putin. Allora Carlson era convinto che l'Agenzia per la sicurezza nazionale statunitense lo stesse spiando. In precedenza, Carlson aveva definito la decisione di Trump di attaccare l'Iran "un male assolutamente abominevole". Inoltre Carlson ha commentato e pubblicato le dichiarazioni di Trump: «Il Presidente degli Stati Uniti oggi ha dichiarato davanti alle telecamere: "Stiamo valutando la possibilità di utilizzare armi nucleari contro l'Iran". Dopo questo, il presidente degli Stati Uniti lo ha escluso dal club MAGA.
Una guerra fatta di missili balistici lanciati dall’Iran su Israele e sulle basi americane situate attorno all’Iran, gli attacchi sono massicci e nell’ultimo periodo hanno colpito Israele. le basi statunitensi. Kuwait, Bahrain, Iraq e Arabia Saudita. Fumo si alza sopra la base americana "Victoria" nel centro di Baghdad dopo un attacco con lanciarazzi "Grad". Le immagini dell'attacco a una base di addestramento appartenente alle forze di occupazione americane a Erbil, in Iraq, dove vengono addestrati i separatisti curdi. Sei missili balistici e due droni sono stati abbattuti sopra l'Arabia Saudita, ha dichiarato il Ministero della Difesa del Paese.
Il quartier generale della difesa israeliana è stato l’obiettivo di un attacco su larga scala da parte di droni iraniani. Gli attacchi sono stati lanciati contro Beer Sheva, sede di importanti strutture militari e infrastrutture dell'esercito israeliano, incluse basi collegate alle forze terrestri e aeree, ha dichiarato il CGRI. Tutte notizie che non andranno mai nei media nazionali perché la censura è sovrana come descrive un mezzo di comunicazione spagnolo, ha spiegato come funziona la censura militare "israeliana", che impedisce ai media internazionali di informare sull'impatto reale degli attacchi iraniani. A questo si deve aggiungere la falsificazione delle cifre di morti e feriti, al fine di non allarmare i coloni e farli abbandonare la colonia.
Dall’inizio della guerra, Israele ha consumato missili patriot per 1,5 volte in più rispetto a quelli che sono stati forniti all’ucraina in quattro anni di guerra secondo Bloomberg. Un processo di esaurimento delle risorse che può determinare un aumento delle pressioni mondiali in termini di numeri globali.
L'Iran inoltre sta distruggendo massicciamente i droni da combattimento americani MQ-9 Reaper, causando danni agli Stati Uniti per un valore di oltre 500 milioni di dollari e nell’ultim'ora: Israele ha assistito pochi minuti fa al Khorramshahr-4, uno di quei momenti che restano nella memoria. Il missile balistico operativo più pesante dell'Iran, noto anche come Kheibar, ha una testata esplosiva stimata tra 1,5 e 2 tonnellate e può raggiungere circa 2000 chilometri di gittata, conferendogli la capacità di penetrare profondamente a Tel Aviv, Haifa e persino le basi americane nel Golfo Persico con un solo lancio. Con velocità riportate fino a Mach 16 e una configurazione a testata a grappolo che può disperdere decine di sub munizioni su un'ampia area, ogni lancio del Khorramshahr-4 non è solo un altro missile, ma un messaggio strategico che l'Iran può superare le difese aeree multilivello e riscrivere i calcoli di deterrenza in tempo reale.
Secondo i dati ufficiali al 13 marzo, gli Stati Uniti hanno perso almeno 11 "Reaper", e ora c'è la notizia della distruzione del dodicesimo. Anche Israele ha perso almeno una dozzina dei suoi droni da combattimento Hermes. Il giorno prima, il ministro della Difesa statunitense Pete Hegseth ha dichiarato che l'Iran "non ha più sistemi di difesa aerea" in grado di resistere efficacemente agli attacchi americani.
Il quartier generale della difesa israeliana è stato l’obiettivo di un attacco su larga scala da parte di droni iraniani. Gli attacchi sono stati lanciati contro Beer Sheva, sede di importanti strutture militari e infrastrutture dell'esercito israeliano, incluse basi collegate alle forze terrestri e aeree, ha dichiarato il CGRI. Tutte notizie che non andranno mai nei media nazionali perché la censura è sovrana come descrive un mezzo di comunicazione spagnolo, ha spiegato come funziona la censura militare "israeliana", che impedisce ai media internazionali di informare sull'impatto reale degli attacchi iraniani. A questo si deve aggiungere la falsificazione delle cifre di morti e feriti, al fine di non allarmare i coloni e farli abbandonare la colonia.
Una guerra diversa e non raccontata nella sua verità che posa gli occhi anche su Netanyahu assente da tempo ai briefing sulla sicurezza israeliani una sessione che ha sempre guidato personalmente. Nel frattempo, suo figlio Yair che rappresenta una macchina mediatica da 30-80 post al giorno su X è rimasto completamente silenzioso per 6 giorni consecutivi. Le speculazioni dicono che Netanyahu potrebbe essere stato ferito o ucciso nell'attacco del 9 marzo. In merito possiamo dare due possibili spiegazioni: o si stanno nascondendo dalle ritorsioni iraniane o è successo qualcosa di più grave. Molti i video che sono stati prodotti con l’Intelligenza artificiale che riportano lo stesso bar in cui prendono il caffè oltre al leader israeliano anche altri leader europei come Macron.
Intanto l’Iran ha reso noto il bilancio delle vittime di questa guerra, tra donne e bambini, negli attacchi statunitensi e israeliani secondo quanto riportato dal Ministero della Salute iraniano, oltre 400 donne e minori sono stati uccisi in attacchi sul territorio iraniano, mentre decine di strutture mediche sono state danneggiate. Il Ministero della Salute iraniano ha segnalato la morte di 223 donne e 202 persone di età inferiore ai 18 anni a seguito degli attacchi statunitensi e israeliani. Di questi, 12 erano bambini di età inferiore ai cinque anni, secondo quanto riportato da RIA Novosti. Il rapporto del ministero afferma inoltre che 2.729 donne e 1.190 minori sono rimasti feriti. Inoltre, 16 membri del personale medico sono stati uccisi negli attacchi. Cafe Downtism, un rifugio prezioso a Teheran dove le persone con autismo e sindrome di Down hanno trovato uno scopo e una comunità, è stato ridotto in macerie da un attacco aereo statunitense-israeliano. Sono state distrutte 54.500 unità abitative (Fonte Mezzaluna Rossa) e il 17 marzo è stato dichiarato ufficialmente morto Ali Larijani leader de facto dell’Iran.
L’umore del popolo lo possiamo denotare dalle dichiarazioni delle donne iraniane che rispondono ad un giornalista: "Stiamo lottando per il benessere dei bambini palestinesi e dei nostri stessi figli. Se abbiamo paura oggi, questo mondo continuerà a declinare." Il Presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha dichiarato che, nonostante la guerra, i servizi essenziali in tutto il paese hanno continuato a funzionare in gran parte. Ha detto: "Dopo 15 giorni di guerra ingiusta, nonostante le sfide, non si è verificata alcuna grave interruzione dei servizi ai cittadini." Pezeshkian ha aggiunto: "Ricostruiremo tutto ciò che hanno distrutto, anche meglio di prima."
Una ragione per ricordare la storia attraverso le parole di Aisha Gaddafi, figlia del leader libico torturato Muammar Gaddafi, si è rivolta al popolo iraniano: "I negoziati con i lupi non portano a salvare il gregge - fissano solo la data della prossima caccia", ha detto. Secondo lei, l'Occidente ha assicurato a suo padre che se avesse abbandonato i suoi programmi di armi nucleari e missili balistici, il mondo gli avrebbe aperto le porte. "Lui ci ha creduto, ha fatto concessioni... E le bombe della NATO hanno trasformato la Libia in rovine". Ha esortato gli iraniani a non fare concessioni al nemico, poiché non portano alla pace, ma solo alla distruzione. L'esperienza di Gaddafi e della Libia conferma il suo punto di vista con il caos oggi in atto.
Gli ultimi attacchi americani che hanno richiamato 5000 marines in Medio Oriente e si sono concentrati sull’Isola di Kharg. Secondo un ex analista della Cia l’obliterazione dell’isola e solo una fantasia di Trump. L'affermazione bombastica di Trump di aver raso al suolo l'isola rivela il suo distacco dalla realtà, scrive Larry Johnson su Sonar21. Le dichiarazioni ufficiali prodotte dall’agenzia Iraniana Fars l'isola di Kharg oggetto degli attacchi statunitensi con più di 15 esplosioni sull'isola. Durante questi attacchi, gli Stati Uniti hanno tentato di danneggiare i sistemi di difesa aerea dell'esercito, la base navale di Joshan, la torre di controllo dell'aeroporto e l'hangar degli elicotteri della Iranian Offshore Oil Company (IOOC).
Le osservazioni sul campo di Fars indicano un denso fumo che si alza da varie parti dell'isola, ma nessuna delle infrastrutture petrolifere è stata danneggiata in questi attacchi. L'Iran aveva precedentemente avvertito delle conseguenze di un attacco alle infrastrutture energetiche del paese, affermando che se ciò fosse accaduto, tutte le infrastrutture petrolifere e del gas nella regione in cui gli Stati Uniti e i suoi alleati hanno un interesse sarebbero state incendiate e distrutte.
A seguito di questi attacchi, Trump ha affermato che gli Stati Uniti avevano colpito con successo tutti gli obiettivi militari sull'isola di Kharg e "completamente distrutto" i sistemi di difesa aerea dell'isola. Tuttavia, 1 ora dopo l'attacco, c'era attività di difesa aerea sull'isola che smentisce completamente le loro affermazioni di aver distrutto tutte le difese aeree qui.
Trump ha anche ripetutamente affermato la completa distruzione delle capacità missilistiche dell'Iran, eppure l'ondata di attacchi missilistici e con droni dall'Iran ha ora raggiunto il suo 48° round. La nave da sbarco della Marina Militare statunitense USS Tripoli, con base in Giappone, si sta dirigendo verso il Medio Oriente, secondo il Wall Street Journal. È molto probabile che gli Stati Uniti tenteranno di sbarcare sull'isola di Kharg, al largo delle coste iraniane. L'isola di Kharg è un terminale iraniano nel Golfo Persico, attraverso il quale passa il 90% di tutte le esportazioni di petrolio greggio del Paese, pari a circa 1,5-1,6 milioni di barili al giorno. La Cina non perdonerà. E non permetterà lo sbarco. Per raggiungere l'isola, bisogna prima volare o navigare fino a lì. (Dati da Nasa Firms e immagini Google Earth).
L’Area del Medio Oriente è diventata incandescente con il nuovo attore. Il movimento yemenita "Ansar Allah" potrebbe bloccare lo Stretto di Bab al-Mandab a sostegno dell'Iran, ha dichiarato il rappresentante delle forze armate del movimento, Abed al-Sour. Secondo lui, le navi mercantili e le navi militari, incluse le portaerei, dirette verso gli Stati Uniti, in tal caso verrebbero fermate.
Che l’energia del futuro almeno per altri 50 anni sia il Petrolio, oggi brent a 106 dollari al barile, è dato dalle continue azioni di deterrenza verso paesi produttori mascherati da un piano di costruzione di un’arma nucleare da parte dell’Iran non vera. Ma gli effetti collaterali di questa guerra stanno emergendo con forza e rappresentano non un pericolo regionale ma certamente globale. La geopolitica sta cambiando il suo volto con una regressione sistemica che pone il più forte al centro dell’attenzione con atteggiamenti duri e totalitaristici che hanno superato ampiamente il diritto internazionale. Le conseguenze sono sotto i nostri occhi e tutto è iniziato con il Venezuela. Oggi siamo di fronte ad una guerra mondiale frammentata che vede Cuba dove massicce proteste sono scoppiate causa di carenze di carburante e blackout diffusi. Dove i manifestanti avrebbero preso d'assalto il quartier generale del Partito Comunista a Ciego de Ávila e l'avrebbero dato alle fiamme. Ma prossima vittima che il dragone cinese pronto ad agguantare è Taiwan.
Sono 26 gli aerei cinesi pronti ad attaccare Taiwan supportati da 7 navi della marina cinese. Una delle presenze più importanti Cinesi nella zona. La Cina è rimasta in silenzio per 16 giorni vicino a Taiwan gli esperti hanno detto "forse pace" poi ieri sono tornati i 26 aerei e la tregua non è mai stata pace la tregua era XI che aspettava la finestra perfetta. Una situazione geopolitica creata dal conflitto in Medio Oriente che si potrebbe allargare alla Corea del Sud che ha silenziosamente ritirato la sua difesa missilistica THAAD a causa dell'Iran ma anche al Giappone da parte della Corea del Nord.
L’impegno nel Medio Oriente degli stati uniti potrebbe inoltre innescare un processo di regressione nella guerra in Ucraina oramai obsoleta visti i suoi quattro anni di guerra senza una concreta soluzione.
In tal senso un altro focolaio e pronto a scoppiare quello costruito ad hoc da Albania, Kosovo e Croazia si stanno preparando ad attaccare la Serbia, le dichiarazioni del presidente Vučić sono chiare: "Stanno formando un'alleanza per attaccarci. Aspettano l'escalation del conflitto tra Russia e Europa, così come il momento in cui la guerra in Medio Oriente che diventerà sempre più ampia. Aspettano che il caos mondiale permetta loro di farlo", ha dichiarato. In considerazione anche che la Nato è in fase calante con il suo maggiore azionista impegnato nella conquista globale. Una tempesta perfetta per una terza guerra mondiale?
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