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venerdì 19 ottobre 2018

MALTEMPO, È L’ANNO PIU’ CALDO DI SEMPRE IN EUROPA


MALTEMPO: COLDIRETTI, È L'ANNO PIU' CALDO DI SEMPRE IN EUROPA

Clima tropicale con violenti nubifragi, sale conto danni in Sardegna

Nonostante le violente manifestazioni temporalesche che a macchia di leopardo hanno colpito  la Penisola, il caldo anomalo di questi giorni lungo lo Stivale segna un 2018 si classifica fino ad ora come l'anno piu' caldo di sempre in Europa dove le temperature sono risultate superiori di 1,86 gradi alla media storica (1910-2000). È quanto emerge dalle elaborazioni Coldiretti relativa ai primi nove mesi dell'anno sulla base della banca dati Noaa, il National Climatic Data Centre dai quali si evidenzia peraltro che a livello planetario il 2018 si colloca al quarto posto tra gli anni più bollenti facendo registrare una temperatura media sulla superficie della Terra e degli oceani, addirittura superiore di 0,77 gradi rispetto alla media del ventesimo secolo.

La tendenza al surriscaldamento – sottolinea la Coldiretti - è evidente anche in Italia dove non si sono mai registrate temperature così elevate dal 1800 con valori superiori di 1,53 gradi la media storica. E l'anomalia – precisa la Coldiretti – è stata ancora più eclatante a settembre che ha fatto registrare temperature superiori di ben 1,82 gradi e precipitazioni inferiori del 61% la media storica di riferimento (1971-2000). Ora le condizioni metereologiche quasi estive nel pieno dell'autunno, la cosiddetta ottobrata, non sono – continua la Coldiretti – un fenomeno raro ma quest'anno si inseriscono in una quadro generale che conferma la tendenza al cambiamento climatico. La classifica degli anni interi più caldi da oltre due secoli si concentra infatti nell'ultimo periodo e comprende nell'ordine – precisa la Coldiretti – anche il 2015, il 2014, il 2003, il 2016, il 2007, il 2017, il 2012, il 2001 e poi il 1994.

Un processo che è accompagnato da una progressiva tropicalizzazione del clima con il moltiplicarsi di eventi estremi che hanno provocato solo quest''anno fino ad ora danni per 600 milioni di euro all'agricoltura secondo la Coldiretti. Ma il conto rischia di essere ancora piu' salato con l'ultima ondata di maltempo in Sardegna che ha già subito perdite in agricoltura per 5 milioni di euro dalla recente alluvione secondo la Coldiretti.

Gli effetti del clima tropicale – sostiene la Coldiretti - sono visibili sull'ambiente, non cadono le foglie dalle piante che per il caldo non sono entrate nella fase di riposo vegetativo caratteristico della stagione ma in giro ci sono ancora mosche e zanzare a testimoniare un autunno pazzo, con temperature ben al di sopra delle medie. Nelle case e nelle campagne è in atto una vera invasione di sciami di cimici che si stanno moltiplicando nel nord Italia costringendo nei centri abitati i cittadini a barricarsi in casa con porte e finestre chiuse mentre nelle campagne si contano i danni provocati da questi insetti insaziabili che stanno colpendo soia, mais, pere, mele, pesche e kiwi con danni fino al 40% dei raccolti nei terreni colpiti.

A preoccupare in questa fase – continua la Coldiretti – è anche l'eventuale brusco arrivo del maltempo con un forte abbassamento delle temperature che troverebbe le piante impreparate a difendersi con un conto ancora più salato per le campagne.

L'agricoltura è l'attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici ma è anche il settore più impegnato per contrastarli" afferma il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che "i cambiamenti climatici impongono una nuova sfida per le imprese agricole che devono interpretare le novità segnalate dalla meteorologia e gli effetti sui cicli delle colture, sulla gestione delle acque e sulla sicurezza del territorio.


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venerdì 5 ottobre 2018

MALTEMPO: COLDIRETTI, CALAMITA’ PER L’AGRICOLTURA CALABRESE


MALTEMPO: COLDIRETTI, CALAMITA' PER L'AGRICOLTURA CALABRESE

Aziende agricole sott'acqua con campi di ortaggi allagati e gravi danni agli oliveti e alle produzioni di qualità, sommerse dai nubifragi, mentre si segnalano diverse frane alle strade che impediscono agli agricoltori le consegne dei prodotti. 

E' quanto emerge da un primo monitoraggio della Coldiretti sugli effetti dell'ondata di maltempo che ha colpito la Calabria dove è ora necessario  verificare le condizioni per la dichiarazione dello stato di calamità nelle zone più colpite. 

Un evento estremo che fa salire ad oltre mezzo miliardo di euro il conto dei danni all'agricoltura causati dall'inizio dell'anno da nubifragi, bombe d'acqua, grandinate, trombe d'aria e violenti temporali che hanno colpito a macchia di leopardo la Penisola. Grossi danni si segnalano in particolare – spiega Coldiretti - all'agricoltura della Calabria tirrenica. 

Nel Lametino sono andate sott'acqua le coltivazioni di ortaggi (in particolare le cipolle) e di fiori. Nel Reggino danni agli ortaggi ma anche agli oliveti nella fascia che va dalla media collina al mare. 

Inoltre nel Crotonese – continua la Coldiretti - le abbondanti piogge hanno sommerso le coltivazioni finocchio appena messo a dimora. Ovunque – aggiunge la Coldiretti - è rallentata la viabilità che risulta interrotta in numerose strade interpoderali. 

L'andamento anomalo di quest'anno conferma i cambiamenti climatici in atto che si manifestano – conclude la Coldiretti – con la più elevata frequenza di eventi estremi con sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense e il rapido passaggio dal sole al maltempo.

mercoledì 28 febbraio 2018

Burian: report Confagricoltura nelle campagne italiane

"IN ARRIVO GELATE CONNESSE AL VENTO SIBERIANO.

INTANTO PERO' SI RIEMPIONO INVASI GRAZIE A NEVE E PIOGGIA". 

"Allarme maltempo nelle campagne per le gelate connesse al vento gelido siberiano, anche se i danni potrebbero essere contenuti rispetto al passato". Lo sottolinea Confagricoltura che sta monitorando costantemente la situazione, anche attraverso le proprie strutture territoriali.

"In passato – osserva Confagricoltura - si sono riscontrate gelate storiche connesse al freddo proveniente dalla Siberia nel 1929, nel 1956 nel 1985 e nel 2012. In queste annate la durata delle gelate fu di diversi giorni superando in alcuni casi i dieci. La gelata attesa nei prossimi giorni dovrebbe essere più breve e durare, a seconda delle aree, dai due ai tre giorni".

"Preoccupazioni si hanno soprattutto per le  colture arboree che - dopo le temperature mediamente  più alte delle settimane scorse - potrebbero aver risvegliato le gemme. Attenzione, non sempre le gelate sono dannose – avverte Confagricoltura -. A certe condizioni potrebbero anche essere positive perché inducono un diradamento naturale nel prodotto. Se invece le gelate fossero intense e prolungate, potrebbero arrecare danni anche notevoli".

"Ma c'è anche una buona notizia: sta piovendo nel Sud Italia e nelle isole dove si riscontrano notevoli problemi nel livello degli invasi. E' – commenta l'organizzazione degli imprenditori agricoli - una boccata di ossigeno che permette il proseguo dell'agricoltura, in aree già sfiancate da numerosi problemi legati alle crisi di mercato. Del resto la copiosa neve che sta cadendo al Nord ed in particolare sulle Alpi permetterà di ricaricare in modo adeguato anche i laghi del Nord Italia che tanto avevano sofferto per la siccità del 2017".

Secondo le previsioni le temperature minime della pianura padana varieranno da - 6 °C a - 9 °C.  E' bene ricordare che nel gennaio 1985 raggiunsero -20 °C; anche nel febbraio 2012 in pianura le temperature minime scesero sotto i -20 °C in Piemonte, in Emilia Romagna furono raggiunti livelli similari.

SITUAZIONE MALTEMPO
Di seguito il report della Confagricoltura sulla situazione maltempo.

Nord Italia
Secondo le previsioni le temperature minime della pianura padana varieranno da - 6 °C a - 9 °C. E' bene ricordare che nel gennaio 1985 raggiunsero -20 °C; anche nel febbraio 2012 in pianura le temperature minime scesero sotto i -20 °C in Piemonte, in Emilia Romagna furono raggiunti livelli similari.

Centro Italia
Nell'Italia centrale si prevedono  temperature in pianura-collina sino a -5 °C -6 °C. La situazione più preoccupante si rileva in Umbria con punte di -8 °C. Già nel Lazio la situazione migliora con minime su -4 °C. Anche in questo caso è bene sottolineare che nel 1985 le temperature registrate furono -14,0 °C a Guidonia Montecelio,  -13,2 °C a Grosseto, -13 °C a Pisa Sangiusto. Nei paesi collinari e appenninici  nel 2012 si registrarono temperature notturne anche di -18,5 °C, raggiunte solamente nell'inverno del 1985. Nelle zone costiere delle Marche le temperature tra il 5-6 febbraio 1985 scesero come minimo fino a -5 °C con punte di -10 °C nelle zone più esposte al gelo.

Sud Italia
Le minime previste nel Sud Italia non dovrebbero essere di particolare rilievo ad eccezione del nord della Puglia, Foggia -4°C, e le aree interne della Campania, Avellino -8°C. Nella maggior parte del Sud Italia le temperature saranno sopra lo 0°C. Situazione molto diversa nel 1985 dove, ad esempio, a  Foggia Amendola si riscontrarono  -10°C.


Danni ipotizzabili
In relazione alle temperature previste ed alla durata dell'evento Confagricoltura riassume i rischi relativi alle gelate ed al rischio neve:

Nord Italia
Possibili ricadute sui frutteti. Il kiwi è la pianta più a rischio perché non resiste a lungo alle basse temperature (in Piemonte vi sono più di 5.050 ettari di superficie investita). Anche l'albicocco. come il pesco ed il ciliegio, inoltre, potrebbero subire perdite. Per il melo e pero nessun tipo di problema. Attenzione all'olivo nel Garda. Le coltivazioni orticole in pieno campo potrebbero uscirne fortemente provate, sia per il gelo sia per la neve.

Disagi diffusi negli allevamenti a causa del servizio idrico con gelate alle condutture che portano acqua agli abbeveratoi; per la raccolta del latte nei comuni più isolati, per danni alle strutture per la neve. I danni alle infrastrutture elettriche possono peggiorare notevolmente la situazione. Nelle situazioni più estreme si potrebbero riscontrare problemi agli animali. La breve durata dell'evento però fa ben sperare.

Danni infrastrutturali per la neve, soprattutto ai cavi dell'energia elettrica. Occorre sollecitare da subito la Protezione civile e l'Enel a prevedere una strategia di primo intervento.

Le aziende che possiedono serre, inoltre, sono costrette a tenere gli impianti di riscaldamento costantemente accesi per evitare che gelino le tubature, ma col gasolio a costi elevati è un ulteriore problema per il settore.

Centro Italia
Olivicoltura. A 3, 4 gradi sotto lo zero l'olivo non soffre, ma sotto certe temperature, al di sotto degli 8 gradi il problema inizia a porsi. Per tale motivo c'è preoccupazione per alcune aree del Centro Italia per la coltivazione dell'olivo, in particolare Umbria e Marche ed alcune fasce esterne della Toscana.

Frutticoli. Il brusco arrivo del freddo mette in pericolo gli alberi da frutto con i mandorli già in fiore e le gemme di albicocchi e peschi in fase di apertura che rischiano ora di essere compromesse dalle basse temperature. Ma a soffrire sono anche le orticole in pieno campo: cavoli, verze, cicorie, broccoli, spinaci, radicchio, zucca, carciofi, cardi.


Sud Italia
I rischi dovrebbero essere limitati al Nord della Puglia ed alle aree interne della Campania.

Frutticoli. Il brusco arrivo del freddo mette in pericolo gli alberi da frutto con i mandorli già in fiore e le gemme di albicocchi e peschi in fase di apertura che rischiano ora di essere compromesse dalle basse temperature. Inoltre attenzione ai noccioleti. Ma a soffrire sono anche le orticole in pieno campo.


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