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giovedì 19 dicembre 2019

Salute e sport invernali, dagli esperti il decalogo per prevenire e curare i frequenti infortuni sulla neve

SALUTE E SPORT INVERNALI, DAGLI ESPERTI IL DECALOGO PER PREVENIRE E CURARE I FREQUENTI INFORTUNI SULLA NEVE

Prestare attenzione alle condizioni atmosferiche, allenarsi per migliorare la condizione fisica e dotarsi delle giuste attrezzature. 

Sono questi alcuni dei consigli forniti dagli esperti per evitare spiacevoli infortuni legati agli sport invernali che ogni anno colpiscono oltre 30mila italiani. 

Tra le raccomandazioni c’è anche quella di affidarsi alle nuove tecnologie laser come Theal Therapy, utile a garantire guarigioni più rapide.

Praticare attività sportiva tutto l’anno è molto utile per migliorare il benessere psicofisico, ma è proprio durante i mesi invernali che aumenta il rischio di infortuni a causa di una mancata preparazione atletica e inesperienza sul campo. Lo dimostra un’indagine dell’Istituto Superiore di Sanità, secondo cui nel 2018 sono state 30mila le persone che hanno subito incidenti sulla neve, di cui 25mila hanno necessitato di primo soccorso e circa 1100 di ricovero in ospedale. Un trend negativo che ha coinvolto sia atleti professionisti sia personaggi famosi: da Arnold Schwarzenegger, che si ruppe il femore sugli sci, ad Angela Merkel che si fratturò il bacino, fino ad arrivare alla campionessa norvegese Ragnhild Mowinckel, costretta a saltare l’intera stagione a causa di un infortunio al ginocchio, e alla campionessa statunitense Lindsay Vohn, appena ritiratasi dalle competizioni anche a causa dei ripetuti infortuni. Ma quali sono le raccomandazioni per evitare tali infortuni e curarli al meglio? La prevenzione inizia a casa con un regime alimentare corretto, un periodo di allenamento e l’acquisto di attrezzature sportive sicure. Una volta scesi in pista è fondamentale osservare le condizioni meteo, fare stretching e rimanere idratati. Infine, in caso di infortuni, per ridurre i tempi di recupero gli esperti raccomandano l’utilizzo della laserterapia.

Proprio per questo è nata Theal Therapy, la terapia laser made in Italy di Mectronic che, sfruttando il mix perfetto di diverse lunghezze d’onda, adatta il trattamento in base a parametri fisiologici come età, dolore, fototipo e tipologia di tessuto. “Praticare sport invernali senza prima sottoporsi a un adeguato allenamento rende più frequenti il rischio di infortuni. La mia esperienza diretta m’insegna che chi pratica sci alpino tende ad essere maggiormente vittima di fratture agli arti inferiori, in primis al ginocchio, e di lesioni dei legamenti, come il crociato. Chi si dedica allo snowboard invece soffre più spesso di lesioni agli arti superiori come lussazione della spalla e frattura del polso – spiega il dott. Andrea Panzeri,  Dirigente Medico presso l’Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano – Per questo l’ausilio di Theal Therapy, che più volte ho utilizzato nella mia clinica, diventa un valido alleato nella cura di questi infortuni grazie alla sua tecnologia laser che massimizza gli effetti terapeutici e riduce i tempi di recupero soprattutto in caso di patologie acuto-croniche. Il mio consiglio, in ogni caso, è sempre quello di seguire una corretta preparazione atletica e indossare attrezzature sportive consone alle attività da seguire, soprattutto per coloro che non sono sportivi professionisti ma decidono di sciare per hobby”.

Ma quali sono gli infortuni più frequenti sulla neve? Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità chi pratica sci alpino tende a essere maggiormente vittima di lesioni agli arti inferiori (53.4%), mentre sono più rare quelle agli arti superiori (16,3%); la zona del cranio e del viso infine viene coinvolta nel 13.4% dei casi. Coloro che si destreggiano sulla neve con lo snowboard, invece, sono più inclini a riportare una lesione agli arti superiori (44.5%), mentre gli arti inferiori risultano interessati in maniera più ridotta (23%). Sono le donne i soggetti più interessati dalle distorsioni (43%), mentre tra gli uomini le differenti tipologie di lesione sembrano ripartirsi in maniera più equilibrata: le ferite riguardano il 12% dei maschi e il 5.2% delle femmine, le lussazioni l’11.2% degli uomini e il 4% delle donne.

Ecco infine il vademecum degli esperti per prevenire e curare gli infortuni legati agli sport invernali:

1)      SEGUIRE UN REGIME ALIMENTARE CORRETTO
Osservare un regime dietetico e salutare permette di affrontare al meglio sport invernali che richiedono un grande dispendio di energia.

2)      EQUIPAGGIARSI CON ATTREZZATURE SICURE E IDONEE
Utilizzare strumenti certificati e della corretta misura, come sci, scarponi e casco, risulta fondamentale per evitare infortuni agli arti superiori e inferiori.

3)      IDRATARSI PRIMA E DURANTE LE ATTIVITÀ SPORTIVE
Bere molta acqua prima di affrontare gli sport invernali permette di ristabilire l’equilibrio idrico del corpo.

4)      OSSERVARE LE REGOLE DELLA PISTA
Rispettare i regolamenti e seguire i consigli di maestri esperti è molto importante: gli infortuni più comuni riguardano infatti i neofiti che si dedicano agli sport invernali per hobby.

5)      PRESTARE ATTENZIONE ALLE CONDIZIONI ATMOSFERICHE
Fare attenzione ai repentini mutamenti del meteo, al rischio di valanghe e ai forti abbassamenti di temperatura prima di scendere in pista.

6)      NON SCORDARSI DI FARE STRETCHING
Eseguire esercizi in grado di scaldare e allungare i muscoli consente di scongiurare stiramenti, strappi o semplici risentimenti.

7)      AFFRONTARE UN PERIODO DI ALLENAMENTO FISICO
Per evitare spiacevoli infortuni è fondamentale effettuare un periodo di allenamento nei mesi precedenti alla stagione invernale, migliorando il proprio benessere psicofisico.

8)      IN CASO D’INFORTUNIO UTILIZZARE LA LASERTERAPIA
L’ausilio del laser Theal Therapy si è rivelato estremamente utile nella cura e nel recupero in tempi più rapidi di patologie acuto-croniche.

mercoledì 28 febbraio 2018

Burian: report Confagricoltura nelle campagne italiane

"IN ARRIVO GELATE CONNESSE AL VENTO SIBERIANO.

INTANTO PERO' SI RIEMPIONO INVASI GRAZIE A NEVE E PIOGGIA". 

"Allarme maltempo nelle campagne per le gelate connesse al vento gelido siberiano, anche se i danni potrebbero essere contenuti rispetto al passato". Lo sottolinea Confagricoltura che sta monitorando costantemente la situazione, anche attraverso le proprie strutture territoriali.

"In passato – osserva Confagricoltura - si sono riscontrate gelate storiche connesse al freddo proveniente dalla Siberia nel 1929, nel 1956 nel 1985 e nel 2012. In queste annate la durata delle gelate fu di diversi giorni superando in alcuni casi i dieci. La gelata attesa nei prossimi giorni dovrebbe essere più breve e durare, a seconda delle aree, dai due ai tre giorni".

"Preoccupazioni si hanno soprattutto per le  colture arboree che - dopo le temperature mediamente  più alte delle settimane scorse - potrebbero aver risvegliato le gemme. Attenzione, non sempre le gelate sono dannose – avverte Confagricoltura -. A certe condizioni potrebbero anche essere positive perché inducono un diradamento naturale nel prodotto. Se invece le gelate fossero intense e prolungate, potrebbero arrecare danni anche notevoli".

"Ma c'è anche una buona notizia: sta piovendo nel Sud Italia e nelle isole dove si riscontrano notevoli problemi nel livello degli invasi. E' – commenta l'organizzazione degli imprenditori agricoli - una boccata di ossigeno che permette il proseguo dell'agricoltura, in aree già sfiancate da numerosi problemi legati alle crisi di mercato. Del resto la copiosa neve che sta cadendo al Nord ed in particolare sulle Alpi permetterà di ricaricare in modo adeguato anche i laghi del Nord Italia che tanto avevano sofferto per la siccità del 2017".

Secondo le previsioni le temperature minime della pianura padana varieranno da - 6 °C a - 9 °C.  E' bene ricordare che nel gennaio 1985 raggiunsero -20 °C; anche nel febbraio 2012 in pianura le temperature minime scesero sotto i -20 °C in Piemonte, in Emilia Romagna furono raggiunti livelli similari.

SITUAZIONE MALTEMPO
Di seguito il report della Confagricoltura sulla situazione maltempo.

Nord Italia
Secondo le previsioni le temperature minime della pianura padana varieranno da - 6 °C a - 9 °C. E' bene ricordare che nel gennaio 1985 raggiunsero -20 °C; anche nel febbraio 2012 in pianura le temperature minime scesero sotto i -20 °C in Piemonte, in Emilia Romagna furono raggiunti livelli similari.

Centro Italia
Nell'Italia centrale si prevedono  temperature in pianura-collina sino a -5 °C -6 °C. La situazione più preoccupante si rileva in Umbria con punte di -8 °C. Già nel Lazio la situazione migliora con minime su -4 °C. Anche in questo caso è bene sottolineare che nel 1985 le temperature registrate furono -14,0 °C a Guidonia Montecelio,  -13,2 °C a Grosseto, -13 °C a Pisa Sangiusto. Nei paesi collinari e appenninici  nel 2012 si registrarono temperature notturne anche di -18,5 °C, raggiunte solamente nell'inverno del 1985. Nelle zone costiere delle Marche le temperature tra il 5-6 febbraio 1985 scesero come minimo fino a -5 °C con punte di -10 °C nelle zone più esposte al gelo.

Sud Italia
Le minime previste nel Sud Italia non dovrebbero essere di particolare rilievo ad eccezione del nord della Puglia, Foggia -4°C, e le aree interne della Campania, Avellino -8°C. Nella maggior parte del Sud Italia le temperature saranno sopra lo 0°C. Situazione molto diversa nel 1985 dove, ad esempio, a  Foggia Amendola si riscontrarono  -10°C.


Danni ipotizzabili
In relazione alle temperature previste ed alla durata dell'evento Confagricoltura riassume i rischi relativi alle gelate ed al rischio neve:

Nord Italia
Possibili ricadute sui frutteti. Il kiwi è la pianta più a rischio perché non resiste a lungo alle basse temperature (in Piemonte vi sono più di 5.050 ettari di superficie investita). Anche l'albicocco. come il pesco ed il ciliegio, inoltre, potrebbero subire perdite. Per il melo e pero nessun tipo di problema. Attenzione all'olivo nel Garda. Le coltivazioni orticole in pieno campo potrebbero uscirne fortemente provate, sia per il gelo sia per la neve.

Disagi diffusi negli allevamenti a causa del servizio idrico con gelate alle condutture che portano acqua agli abbeveratoi; per la raccolta del latte nei comuni più isolati, per danni alle strutture per la neve. I danni alle infrastrutture elettriche possono peggiorare notevolmente la situazione. Nelle situazioni più estreme si potrebbero riscontrare problemi agli animali. La breve durata dell'evento però fa ben sperare.

Danni infrastrutturali per la neve, soprattutto ai cavi dell'energia elettrica. Occorre sollecitare da subito la Protezione civile e l'Enel a prevedere una strategia di primo intervento.

Le aziende che possiedono serre, inoltre, sono costrette a tenere gli impianti di riscaldamento costantemente accesi per evitare che gelino le tubature, ma col gasolio a costi elevati è un ulteriore problema per il settore.

Centro Italia
Olivicoltura. A 3, 4 gradi sotto lo zero l'olivo non soffre, ma sotto certe temperature, al di sotto degli 8 gradi il problema inizia a porsi. Per tale motivo c'è preoccupazione per alcune aree del Centro Italia per la coltivazione dell'olivo, in particolare Umbria e Marche ed alcune fasce esterne della Toscana.

Frutticoli. Il brusco arrivo del freddo mette in pericolo gli alberi da frutto con i mandorli già in fiore e le gemme di albicocchi e peschi in fase di apertura che rischiano ora di essere compromesse dalle basse temperature. Ma a soffrire sono anche le orticole in pieno campo: cavoli, verze, cicorie, broccoli, spinaci, radicchio, zucca, carciofi, cardi.


Sud Italia
I rischi dovrebbero essere limitati al Nord della Puglia ed alle aree interne della Campania.

Frutticoli. Il brusco arrivo del freddo mette in pericolo gli alberi da frutto con i mandorli già in fiore e le gemme di albicocchi e peschi in fase di apertura che rischiano ora di essere compromesse dalle basse temperature. Inoltre attenzione ai noccioleti. Ma a soffrire sono anche le orticole in pieno campo.


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www.CorrieredelWeb.it

venerdì 13 ottobre 2017

Regolamento pneumatici invernali: ancora troppe le incertezze degli italiani

Nonostante l'abbondanza d'informazioni sull'obbligo di montare gomme invernali, pare che gli italiani non abbiano ancora compreso esattamente cosa sia realtà e cosa leggenda riguardo al tipo di pneumatici consentiti nella stagione fredda. Nondimeno oltre due terzi dei partecipanti al sondaggio condotto a fine settembre hanno confermato che quest'anno passeranno alle gomme invernali. Sorprendentemente scarse le differenze a livello regionale.

Hannover, 13/10/2017 - Il noto specialista di pneumatici 123gomme.it voleva verificare esattamente il livello di conoscenza del codice stradale degli italiani e quale tipo di pneumatici o dispositivi antislittamento preferiscano in inverno. 

A tale scopo lo scorso settembre l'istituto di ricerca indipendente Norstat, su richiesta del rivenditore di pneumatici online, ha condotto un sondaggio rappresentativo riguardo all'obbligo di dotarsi di gomme invernali che entrerà in vigore in molte località il prossimo 15 novembre. 

I risultati forniscono un quadro sorprendente. Sebbene il 68% della popolazione da nord a sud si doti di gomme invernali, solo il 41% è conscio dell'importanza del simbolo "M+S" su tali pneumatici. Un quarto degli intervistati monta invece catene da neve senza chiedersi se le stesse siano compatibili con le proprie gomme, convinto che le catene siano tutte uguali.

Pericolo imminente: un italiano su nove monta le gomme da neve solo sulle ruote trainanti!

Agli intervistati è stato chiesto di indicare di cosa fossero assolutamente sicuri in merito alle regolamentazioni invernali. Una sola la risposta selezionabile tra cinque opzioni. Il 35% ha optato per risposte che adducono ad ipotizzare abitudini pericolose. Uno su nove ha citato come unica certezza il fatto che il codice stradale non imponga di montare pneumatici invernali su tutte e quattro le ruote. 

Uno su quattordici invece è convinto che in inverno le gomme chiodate possano essere impiegate con qualsiasi condizione del manto stradale. Uno su sei invece è dell'opinione che sia concesso utilizzare gli pneumatici invernali tutto l'anno, rispettando alcune condizioni. Una pratica che, per quanto corretta, non è particolarmente raccomandabile in estate.

All'immagine di una popolazione con ancora troppe incertezze contribuisce anche il fatto che solo uno su quattro sa che in Italia non esiste una regolamentazione di portata nazionale ma che l'obbligo di dotarsi di pneumatici invernali / catene sia frutto di disposizioni locali. Un quadro aggravato dal fatto che solo il 41% degli intervistati sa che, nel caso in cui la polizia effettuasse dei controlli nelle zone in cui vige l'obbligo di pneumatici invernali, solo le gomme che recano il simbolo "M+S” sono ritenute in regola.

I risultati del sondaggio autunnale di 123gomme.it

Catene e calze da neve, chiare perdenti

Dal sondaggio emerge una grande novità: con minime differenze tra le diverse regioni, per la prima volta in assoluto oltre due terzi degli intervistati affermano di preferire gli pneumatici invernali. Interessanti anche le quote percentuali che compongono il promettente risultato: su mille intervistati, uno su cinque afferma che adotta le gomme invernali perché montare le catene è troppo stressante. Uno su sette invece preferisce gli pneumatici invernali perché non ritiene catene e calze da neve sufficientemente sicure. 

Un'opinione condivisa da un ulteriore terzo della popolazione per cui la soluzione vincente è combinare i due elementi: per sicurezza infatti, pur avvalendosi di un treno di gomme conforme al codice stradale, hanno anche le catene nel bagagliaio.

Chi invece opta per gomme estive con catene o calze da neve, comunque in totale il 31% della popolazione, lo fa per le ragioni sbagliate. Mentre chi utilizza le catene pare non sapere che non tutte le catene sono adatte a tutte le ruote, i pochi che si avvalgono delle calze da neve (pur sempre il 4% della popolazione, ma il 9% nell'Italia meridionale e nelle isole) sono erroneamente convinti che queste siano classificate quale dispositivo antislittamento al pari delle catene.



Chi è reifencom GmbH
reifencom GmbH gestisce in Italia 123gomme.it, uno shop online che offre un ampio assortimento di pneumatici di marca a prezzi convenienti. 1.120 partner garantiscono ulteriori servizi quali il cambio degli pneumatici e il montaggio in Italia. In Germania l'azienda vanta una rete di 37 filiali, uno shop online (reifen.com) e 2.650 partner per il montaggio. L'impresa è inoltre attiva in Austria, Francia, Svizzera e Danimarca con uno shop online per ogni paese e oltre 1.660 partner per il montaggio. 

La gamma di prodotti include pneumatici per autovetture, cerchi, ruote complete, pneumatici per motocicli, off road e per furgoni e un'ampia scelta di accessori. reifen.com si è nettamente distinta per qualità nell'ambito di un test comparativo effettuato dalla prestigiosa rivista tedesca "MOTORRAD” sui servizi offerti da sei portali di vendita di pneumatici (valutazione globale: "Buono”).

venerdì 9 gennaio 2009

WWF: LA NEVE NON NEGA IL CAMBIAMENTO CLIMATICO!



WWF: "LA NEVE NON NEGA IL CAMBIAMENTO CLIMATICO!"

Il WWF risponde alla polemica (tutta italiana) spiegando la differenza tra meteo e clima

Come una rondine non fa primavera, una nevicata non fa equilibrio climatico globale. E' chiara la risposta del WWF alla polemica avviata dagli "opinionisti" negazionisti e ampiamente supportata (solo in Italia) dalla stampa nazionale, secondo i quali il gelo e le nevicate di questi giorni, insieme a un annunciato recupero della superficie ghiacciata dei mari artici, negherebbero la grave crisi climatica in atto, crisi che la comunità scientifica ormai afferma con voce unanime, attribuendone in larga parte la responsabilità all'aumento dei gas serra in atmosfera provocato dalle attività umane.

Per chiarire la questione, il WWF ricorda innanzitutto la differenza tra la scienza climatica – che studia il "clima", ovvero l'insieme degli stati dell'atmosfera (temperatura, venti, precipitazioni, insolazione, umidità ecc.) per un periodo di almeno 25-30 anni – e la meteorologia – che descrive lo stato dell'atmosfera in un momento particolare e l'analisi della sua evoluzione nel breve termine (pochi giorni o al massimo qualche settimana).

I cambiamenti climatici sono dunque un fenomeno globale, da monitorare nel lungo periodo e sulla temperatura media, e l'equazione "riscaldamento globale=temperature più elevate" non è che un errore semplicistico, tanto più che autorevolissimi climatologi ipotizzano come possibile risvolto del surriscaldamento globale proprio l'innesco di una situazione di "glaciazione" nell'emisfero settentrionale.

Solo due mesi fa, mentre in Italia assistevamo allo strano fenomeno di un prolungato periodo di piogge tropicali - e nessuno dei negazionisti diceva nulla - in Siberia la temperatura media superava di ben 13° la media stagionale. I dati della Nasa dimostrano come l'anno passato (dic. 2007 – nov. 2008) sia stato eccezionalmente caldo per quella parte del globo, mentre l'aumento delle temperature medie a livello globale dal 1880 a oggi è indubbio, nonostante le oscillazioni.

"Posto che quest'inverno, rigido in alcune parti del mondo, non ha alcun significato preso singolarmente – ha spiegato Gianfranco Bologna, direttore scientifico del WWF Italia - non è detto che i cambiamenti climatici portino necessariamente e ovunque a condizioni di caldo intenso. Anzi uno degli effetti del global warming è costituito proprio dall'estremizzazione degli eventi meteorici. La nostra specie ha modificato profondamente i sistemi naturali dell'intero pianeta tanto che gli scienziati paragonano ormai il nostro intervento a quello delle grandi forze geologiche che da sempre hanno agito sulla Terra. Il cambiamento climatico costituisce la punta dell'iceberg dei cambiamenti globali che abbiamo provocato sul Pianeta. Le previsioni su come si concretizzerà la minaccia dei cambiamenti climatici sono tuttora dibattute, ma tutti concordano che avranno effetti pesantissimi sui nostri sistemi sociali. Non si sono mai verificati cambiamenti climatici, durante la storia della Terra, in un mondo con oltre 6,7 miliardi di esseri umani, con un pianeta completamente trasformato da zone agricole, città, industrie, infrastrutture e che nel 2050 raggiungerà oltre 9 miliardi di abitanti."

Le emissioni di carbonio causate dall'utilizzo dei combustibili fossili sono cresciute dai 6,2 miliardi di tonnellate del 1990 agli 8,5 del 2007, con un incremento del 38%. Il tasso di crescita delle emissioni è stato del 3,5% l'anno nel periodo 2000-2007, un incremento di quasi quattro volte dallo 0,9% l'anno del periodo 1990-1999. Se a queste emissioni aggiungiamo quelle derivanti dai cambiamenti di utilizzo del suolo, in particolare dovuti alla deforestazione, nel 2007 le emissioni di carbonio sono state di 10 miliardi di tonnellate.

Il tasso di aumento di anidride carbonica nella composizione chimica dell'atmosfera nel 2007 è stato di 2,2 ppm (parti per milione di volume), mentre per i precedenti venti anni la media annuale era stata di 1,5 ppm. Questo incremento ha condotto a 383 ppm la presenza di anidride carbonica nella composizione chimica dell'atmosfera nel 2007, il 37% in più della concentrazione all'inizio della rivoluzione industriale (circa 280 ppm nel 1750), arrivando alla più alta concentrazione negli ultimi 800.000 anni e probabilmente, come ci ricordano gli scienziati del Global Carbon Project, negli ultimi 20 milioni di anni.

La modificazione della composizione chimica dell'atmosfera produce a sua volta importanti modificazioni nella dinamica energetica del sistema climatico (cambiamenti nella radiazione/calore che entra o esce dal sistema climatico), espresse dal concetto di "forzante radiativo", che per quanto riguarda solo l'anidride carbonica è cresciuto del 20% dal 1995 al 2005, il cambiamento maggiore di qualsiasi decennio almeno negli ultimi 200 anni, che si estrinseca proprio nella estremizzazione dei fenomeni meteorologici che stiamo riscontrando anche in questo periodo.

"Alla luce di questi dati – conclude Bologna – si capisce bene come il 2009, che il WWF ha ribattezzato 'anno del clima', sia davvero strategico perché alla conferenza di Copenhagen della Convenzione Quadro sui Cambiamenti Climatici di dicembre, sia raggiunto un nuovo accordo globale per il clima che ponga obiettivi efficaci e vincolanti per l'intera comunità mondiale e si possa finalmente far decollare una nuova economia priva di carbonio che ci consenta di avviarci sulla strada della sostenibilità dei nostri modelli di sviluppo socio-economici oggi palesemente insostenibili".


Ufficio Stampa WWF Italia

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venerdì 5 dicembre 2008

NEVE ADDIO? A POZNAN CAMPIONI DI SCI E SNOWBOARD FIRMANO L'APPELLO WWF PER IL CLIMA


NEVE ADDIO? A POZNAN I CAMPIONI DI SCI E SNOWBOARD

FIRMANO L'APPELLO WWF PER IL CLIMA

Tra loro Ted Ligety, Julia Mancuso, medaglie olimpiche d'oro e d'argento, campioni del mondo e l'intera squadra di ski jump finlandese

Roma, 5 dicembre 2008. Con inverni nevosi e stazioni sciistiche minacciate dal cambiamento climatico, sciatori e snowboarder di fama mondiale chiedono ai governi impegnati nei negoziati per il clima a Poznan di ridurre le emissioni globali il prima possibile. Durante una dimostrazione del WWF a Poznan, gli atleti si sono esibiti in una serie di specialità, esprimendo il proprio supporto per un'azione urgente contro l'aumento della temperatura globale.

Gli sciatori – tra cui campioni del mondo e olimpici americani come Ted Ligety e Julia Mancuso, campioni polacchi come Magdalena Gwizdoń e Tomasz Sikora, e l'intera squadra finlandese di ski jump – hanno aderito all'appello del WWF indirizzato a Maciej Nowicki, il ministro dell'ambiente polacco e presidente del summit di Poznan, e agli altri delegati presenti.

"Dalle Alpi all'Himalaya, dalle Montagne Rocciose alle Ande, il riscaldamento globale comporta inverni più miti e meno nevicate – si legge sull'appello – Ghiaccio e neve sono particolarmente vulnerabili agli impatti del cambiamento climatico e in quanto sciatori e snowboarder incalliti vediamo i nostri amati sport in pericolo."

I firmatari chiedono un nuovo trattato globale per il clima, abbastanza ambizioso da mantenere il riscaldamento globale sotto il limite critico di 2°C. Spingono per un picco delle emissioni globali ben prima del 2020 e per una riduzione dell'80% entro il 2050 rispetto ai livelli del 1990. Come primo passo cruciale, chiedono ai Paesi industrializzati di tagliare le proprie emissioni di almeno il 25-40% entro il 2020.

"Gli sciatori sono testimoni di prima mano del potere distruttivo del cambiamento climatico, poiché vedono con i propri occhi i ghiacciai che si ritirano e il manto nevoso che scompare – dichiara Maria Grazia Midulla, responsabile clima del WWF Italia che sta seguendo il Summit sul Clima in corso a Poznan – Questi imponenti cambiamenti mettono in pericolo ecosistemi alpini e preziose specie viventi, e si ripercuotono sulle comunità locali che vivono di turismo e sport invernali."

Stando ai dati scientifici, i ghiacciai alpini sono diminuiti di almeno il 50% dal 1850. Se il cambiamento climatico nei prossimi decenni si intensificherà come previsto, la linea di innevamento si sposterà dai 1200 ai 1800 metri sopra il livello del mare, e solo il 44% dei centri sciistici attuali avrà abbastanza neve per coprire l'intera stagione.

Quasi tutti i ghiacciai rimasti in Alaska si stanno sciogliendo, con livelli di assottigliamento negli ultimi 5-7 anni più che doppi rispetto agli anni precedenti. I ghiacciai delle Ande settentrionali si stanno ritirando rapidamente, con una grossa accelerazione negli anni '90. Anche la maggior parte dei ghiacciai himalayani si è progressivamente ritirata e assottigliata negli ultimi 30 anni, con un peggioramento della situazione a partire dallo scorso decennio.

Questi i campioni che hanno firmato l'appello:

Nome

Paese

Disciplina

Titoli

Toni Innauer

Austria

Ski jump

(salto con gli sci)

Vincitore olimpico in skijumping 1980, ex

Detentore di 2 record mondiali in ski flying.

Dal 1993 Nordic Director della Federazione

Austriaca a di Sci

Tanja Frieden

Svizzera

Snowboard

Medaglia d'oro alle Olimpiadi 2006

(Snowboard Cross)

Julia Mancuso

USA

Sci alpino

Medaglia d'oro alle Olimpiadi 2006

Ted Ligety

USA

Sci alpino

Campione della Coppa del Mondo di Slalom Gigante e Medaglia d'oro alle Olimpiadi 2006 Olympic nella Combinata

Tomasz Sikora

Polonia

Biathlon

Medaglia d'argento alle Olimpiadi 2006, Campione del Mondo 1995, Medaglia d'argento 2004

Magdalena Gwizdoń

Polonia

Biathlon

Campione Europeo 2000

Jagna Marczułajtis

Polonia

Snowboard

Campione Europeo

Mateusz Ligocki

Polonia

Snowboard

Medaglia nella Coppa Europea e del Mondo

Stefan Hula

Polonia

Ski jump

Squadra polacca di ski jump

Marcin Bachleda

Polonia

Ski jump

Squadra polacca di ski jump

Maciej Kot

Polonia

Ski jump

Squadra polacca di ski jump

Krzysztof Mietus

Polonia

Ski jump

Squadra polacca di ski jump

Aleksi Litovaara

Finlandia

Snowboard

Vincitore della Coppa del Mondo ISF 1996

Eero Ettala

Finlandia

Snowboard

Campione del mondo 2006

Heikki Sorsa

Finlandia

Snowboard

7th nei Campionati mondiali di Snowboard 2002 (Halfpipe)

Jouni Pellinen

Finlandia

Sci alpino

Campione finlandese 2008 (Super Combinata)

Jonne Ruoppa

Finlandia

Sci alpino

Campione finlandese

Arttu Lappi,

Finlandia

Ski jump

Squadra finlandese di ski jump

Matti Hautamäki

Finlandia

Ski jump

Squadra finlandese di ski jump

Janne Happonen

Finlandia

Ski jump

Squadra finlandese di ski jump

Jussi Hautamäki

Finlandia

Ski jump

Squadra finlandese di ski jump

Harri Olli

Finlandia

Ski jump

Squadra finlandese di ski jump

Ville Larinto

Finlandia

Ski jump

Squadra finlandese di ski jump

Sami Niemi

Finlandia

Ski jump

Squadra finlandese di ski jump

Tami Kiuru

Finlandia

Ski jump

Squadra finlandese di ski jump

Kalle Keituri

Finlandia

Ski jump

Squadra finlandese di ski jump

Pentti Kokkonen

Finlandia

Allenatore

Squadra finlandese di ski jump

Janne Väätäinen

Finlandia

Allenatore

Squadra finlandese di ski jump

WWF Italia ONLUS - Ufficio Stampa

Via Po 25/C, 00198 Roma

06 84497213

giovedì 4 dicembre 2008

Snowpark a Bologna

Dopo Milano, Torino e Roma, arriva a Bologna lo Snowpark


Dal 6 dicembre 2008 al 6 gennaio 2009,
un divertente parco tematico invernale, al Centro Navile, per appassionati di ogni età

Per un intero mese non sarà necessario spostarsi dalla città, per divertirsi e fare sport assieme alla famiglia come se si fosse in montagna: dal 6 dicembre 2008 al 6 gennaio 2009 gli spazi del Centro Navile ospiteranno infatti un'attrazione assolutamente inedita per la nostra città, lo Snowpark.

Realizzato con il patrocinio del Quartiere Navile e vero e proprio parco di divertimento legato al tema dello sport invernale, lo Snowpark è collocato nell'area parcheggio del Centro Navile. Esso offre ben tre piste di 50 metri di lughezza e 7 metri di dislivello, sulle quali è possibile divertirsi in emozionanti discese a bordo di coloratissimi tubbies. Per i più temerari, sarà invece a disposizione una parete attrezzata sulla quale poter praticare l'arrampicata sportiva.

Il complesso di piste è costituito da un manto sintetico che ha ottenuto la certificazione positiva di impatto ambientale e che non contiene in alcun modo sostanze dannose per la natura. La direzione del Centro ha infatti preferito questo tipo di struttura all'utilizzo delle neve artificiale proprio per ragioni di sensibilità ecologica, volte ad evitare il grande spreco di energia che avrebbe inevitabilmente comportato l'utilizzo di quest'ultima.

Oltre ad essere ecocompatibile, lo Snowpark è anche assolutamente sicuro. Per questa ragione, il divertimento garantito dalle attrazioni che offre si rivela adatto a tutta la famiglia e per tutte le fasce d'età.

L'inagurazione dello Snowpark segue di una settimana un altro evento di grande attrattiva che ha coinvolto il Centro Commerciale Navile: le selezioni per partecipare al "Grande Fratello 9", tenutesi sabato 29 novembre 2008. Molte altre saranno le iniziative di animazione, che continueranno per tutto il corso del prossimo 2009, in linea con la volontà della nuova proprietà – l'inglese Henderson – di offrire una ricca varietà di occasioni di intrattenimento ai bolognesi.



INFORMAZIONI GENERALI

Chi
Snowpark
Cosa Parco tematico di attrazioni legate allo sport invernale
Dove Centro Navile
Via Cristoforo Colombo 7/25
Tangenziale uscita 5 (Lame)
Bologna
Quando 6 dicembre 2008 – 6 gennaio 2009

Contatti per la stampa: Planet Comunicazione, tel. 051.531592, ufficiostampa@planetcomunicazione.com



Elisa Visentini
Ufficio stampa

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venerdì 22 febbraio 2008

Legambiente_turismo invernale sostenibile: NeveDiversa

Comunicato stampa

Nevediversa: al via le iniziative invernali della Carovana delle Alpi di Legambiente  

Tra il 23 e il 24 febbraio tanti gli appuntamenti ad "impatto zero" sulle Alpi italiane  

 
Legambiente: "Il turismo invernale risorsa per le comunità locali  e non business per gli immobiliaristi"

Week-end bianchi ad impatto zero, andare in montagna con i mezzi pubblici in luoghi lontani dagli impianti di risalita, niente piste innevate artificialmente né motoslitte ma tanti sapori e colori dell'inverno alpino: questa è Nevediversa, la proposta per un turismo invernale targata Legambiente.


Milano, 22 febbraio 2008.   Il business dello sci ha monopolizzato per anni le scelte degli operatori turistici sulle montagne italiane rendendo impossibile la nascita di offerte diverse da quella che è la  tradizionale e consunta settimana bianca. Ma mentre la temperatura media è aumentata di oltre 1°C, la linea di "affidabilità" della neve è salita negli ultimi anni a 1.500 metri sul livello del mare mettendo in difficoltà ben 84 comprensori sciistici che per sopravvivere devono sempre più affidarsi all'innevamento artificiale per sopperire alla carenza di neve naturale.

Perciò ogni inverno si consuma sempre più energia (ne servono 25.000 kWh/ha di pista), contribuendo all'effetto serra che è la causa principale della riduzione delle  nevicate e dello scioglimento anticipato della neve, che già in questi giorni sta abbandonando le località di bassa quota. Senza parlare del consumo di acqua che si aggira intorno ai 95 milioni di metri cubi all'anno sull'intero arco alpino(fonte: Cipra 2004), pari al bisogno annuo di una città di 1,5 milioni di abitanti.

E i cannoni che sparano neve artificiale sono sempre al lavoro, anche in un inverno come questo che ha portato molta neve rispetto alle recenti annate brulle e siccitose. Tutto ciò si traduce in danni ambientali e costi, in gran parte coperti con fondi pubblici: quasi ovunque, infatti, gli investimenti nelle località sciistiche sono sovvenzionati con risorse di Stato, Regioni ed enti locali. Altrettanti soldi poi vengono spesi per l'ammodernamento degli impianti che comportano danni ambientali in aree di grande pregio naturalistico. Per realizzare una nuova pista occorre abbattere foreste, spianare pascoli.

Per fare arrivare i turisti occorrono sempre nuove strade che devastano i fondovalle e creano congestione ed inquinamento nei centri abitati. Per ospitarli sorgono come funghi grappoli di seconde case, spesso in piccoli centri montani che continuano a spopolarsi. La risposta di Legambiente a tutto questo e a quel 48% di turisti invernali (fonte Ciset) che dichiarano di recarsi  in montagna non per sciare, è Nevediversa, l'occasione per un approccio più dolce al turismo alpino, alternativo alle vacanze di massa che affolla le piste da sci e le seconde case nella stagione invernale.
 

"Il turismo invernale deve tornare ad essere una risorsa di sviluppo per le comunità locali, non più solo un business per gli immobiliaristi - dichiara Damiano Di Simine, responsabile di Legambiente per la Carovana delle Alpi -. Sempre più sono i turisti, sciatori e non, che si aspettano di vivere una vacanza di intenso contatto con la natura e la cultura di un territorio, in inverno come in ogni altra stagione. Crediamo che turismo e ambiente possano aiutarsi a vicenda, ma occorre che si investa sulle tante opportunità di valorizzazione che i paesaggi, le aree protette e l'accoglienza delle comunità alpine possono offrire: per questo vogliamo essere noi a dare l'esempio di come si possa vivere un'autentica esperienza di vacanza senza per questo compromettere l'ambiente naturale".

A partire dal week end del 23 e 24 febbraio gli appuntamenti di Nevediversa toccheranno località di tutto l'arco alpino, dal Piemonte al Friuli, anche per denunciare i danni causati dalla monocoltura dello sci: come in Friuli dove il Piano Industriale della Promotur, Società regionale pubblica (oltre 200 milioni di euro investiti in nuove piste e nuovi impianti da sci), viene portato avanti al di fuori di ogni seria valutazione di impatto ambientale, o il fenomeno del proliferare di seconde case a Ponte di Legno (BS), località alpina lombarda baciata da un'alluvione di finanziamenti regionali per il rifacimento di piste ed impianti da sci nel Parco dell'Adamello.

Le proposte dell'edizione 2008 di Nevediversa vanno dalla scelta di menù tipici in piccoli borghi montani alle passeggiate con le ciaspole ai piedi, dalle osservazioni notturne della volta stellata alle escursioni in aree protette, stage di danze popolari, escursioni in slitta o con gli sci da fondo, e altre proposte per dimostrare che il turismo in montagna non è solo quello dei grandi caroselli sciistici e degli orribili grappoli di seconde case.

 

Il programma di Nevediversa è scaricabile sul sito:

www.legambiente.org

www.legambiente.eu

 



L'Ufficio stampa Legambiente 02 87386480 – 349 1074971

Sabina Galandrini  s.galandrini @legambiente.eu

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