Cerca nel blog

Visualizzazione post con etichetta Calabria. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Calabria. Mostra tutti i post

mercoledì 14 novembre 2018

EDISON INTRODUCE IN CALABRIA I SISTEMI DI ACCUMULO DELL’ENERGIA

EDISON INTRODUCE IN CALABRIA i sistemi di accumulo dell'energia

La società energetica di Foro Buonaparte ha abbinato un sistema di accumulo da 822 kWh all'impianto fotovoltaico di Altomonte, in provincia di Cosenza, per testare la capacità delle batterie di essere complementari alle energie rinnovabili.


Milano, 9 novembre 2018Edison prosegue le attività di innovazione nell'ambito dei sistemi d'accumulo elettrico con l'installazione di una batteria da 822 kWh abbinata al proprio impianto fotovoltaico da 3,3 MW ad Altomonte, in provincia di Cosenza. 

L'impianto fornito da Electro Power Systems agisce a supporto del sistema fotovoltaico di Altomonte compensando la variabilità tipica delle rinnovabili e permettendo di sperimentare le capacità dei sistemi di accumulo di fornire servizi di rete. 

Le batterie infatti vengono testate nella loro capacità di rendere disponibile, quando necessaria, l'energia elettrica immagazzinata integrando tanto la discontinua produzione rinnovabile quanto la rete.

«Il sistema di accumulo di Altomonte è un progetto innovativo che permette a Edison di rafforzare il know how nella gestione delle batterie. L'obiettivo è di studiare le potenzialità di questi sistemi e di sviluppare i modelli di business più adeguati per il loro impiego», spiega Giovanni Brianza Executive Vice President Strategy, Corporate Development & Innovation di Edison. 

«Le fonti rinnovabili, in particolare l'energia eolica e solare, sono per loro natura non programmabili: l'uso delle batterie permette di immagazzinare l'energia in eccesso prodotta dal sole o dal vento rendendola di nuovo disponibile quando ce n'è effettivamente bisogno. Fare innovazione è cruciale, soprattutto in questa fase di sviluppo del sistema energetico, e la sperimentazione di nuove modalità di gestione dell'energia è uno dei pilastri della nostra strategia».

I sistemi di storage abbinati ad impianti come quello di Altomonte consentono di ottimizzare la produzione di energia delle rinnovabili, per loro natura non programmabili, andando a colmare la distanza tra le previsioni e l'energia effettivamente prodotta. 

Allo stesso tempo dimostrano nuove possibilità di partecipazione al bilanciamento della rete elettrica, non ancora pienamente abilitato dall'attuale regolamentazione del Mercato dei Servizi di Dispacciamento.

Visto dall'esterno passa quasi inosservato, si confonde con i pochi edifici presenti. 

Il sistema d'accumulo di Altomonte è racchiuso in un container di 12 metri di lunghezza e di oltre 5,5 tonnellate di peso complessivo, è composto da 108 moduli di batterie agli ioni di litio e ha una potenza di 500 kW. 

L'energia immagazzinata dalle celle sarebbe sufficiente a far percorrere oltre 4.000 km ad un'auto elettrica, potrebbe ricaricare simultaneamente 65.000 smartphone e tenere accesa una lampada Led per 8 anni

Per eguagliare la sua capacità di accumulo, sarebbero necessari oltre 13.000 power bank, i caricatori d'emergenza per cellulari e tablet.

Il sistema è controllato sia localmente ad Altomonte sia dalla sede Edison di Milano, attraverso comandi di accumulo o erogazione, oppure abilitando il sistema affinché intervenga automaticamente per ridurre gli sbilanciamenti rispetto al programma di funzionamento dell'impianto fotovoltaico. 

Le prestazioni delle batterie vengono monitorate in tempo reale nei laboratori di Ricerca, Sviluppo e Innovazione di Edison al fine di ottimizzarne i processi di funzionamento.

Con questo progetto innovativo Edison valuta le potenzialità dei sistemi di accumulo a supporto delle fonti rinnovabili, sperimentandone l'impiego in condizioni reali attraverso l'abbinamento con un proprio impianto. 

L'obiettivo è di rendere questa tecnologia un efficace supporto alle esigenze di produzione ad emissioni zero.


--
www.CorrieredelWeb.it

venerdì 5 ottobre 2018

MALTEMPO: COLDIRETTI, CALAMITA’ PER L’AGRICOLTURA CALABRESE


MALTEMPO: COLDIRETTI, CALAMITA' PER L'AGRICOLTURA CALABRESE

Aziende agricole sott'acqua con campi di ortaggi allagati e gravi danni agli oliveti e alle produzioni di qualità, sommerse dai nubifragi, mentre si segnalano diverse frane alle strade che impediscono agli agricoltori le consegne dei prodotti. 

E' quanto emerge da un primo monitoraggio della Coldiretti sugli effetti dell'ondata di maltempo che ha colpito la Calabria dove è ora necessario  verificare le condizioni per la dichiarazione dello stato di calamità nelle zone più colpite. 

Un evento estremo che fa salire ad oltre mezzo miliardo di euro il conto dei danni all'agricoltura causati dall'inizio dell'anno da nubifragi, bombe d'acqua, grandinate, trombe d'aria e violenti temporali che hanno colpito a macchia di leopardo la Penisola. Grossi danni si segnalano in particolare – spiega Coldiretti - all'agricoltura della Calabria tirrenica. 

Nel Lametino sono andate sott'acqua le coltivazioni di ortaggi (in particolare le cipolle) e di fiori. Nel Reggino danni agli ortaggi ma anche agli oliveti nella fascia che va dalla media collina al mare. 

Inoltre nel Crotonese – continua la Coldiretti - le abbondanti piogge hanno sommerso le coltivazioni finocchio appena messo a dimora. Ovunque – aggiunge la Coldiretti - è rallentata la viabilità che risulta interrotta in numerose strade interpoderali. 

L'andamento anomalo di quest'anno conferma i cambiamenti climatici in atto che si manifestano – conclude la Coldiretti – con la più elevata frequenza di eventi estremi con sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense e il rapido passaggio dal sole al maltempo.

lunedì 6 agosto 2012

Panuzzo inaugura la vendita di prodotti tipici di Calabria

Panuzzo Prodotti TipiciE' stato recentemente pubblicato il nuovo sito web di vendita on line di prodotti tipici calabresi, Panuzzoprodottitipici.com. Stefano Panuzzo, proprietario dell'azienda, ha voluto creare questo negozio virtuale per portare tutta la genuinità e la particolarità delle specialità calabresi nelle case di tutti gli italiani.

Una selezione di specialità calabresi in cui spiccano, fra gli altri, i famosi ed apprezzatissimi salumi calabresi: il capocollo, il filetto, le salsicce, il guanciale, la pancetta arrotolata, la pancetta tesa, la sopressata calabrese. Tutti rigorosamente selezionati da Stefano Panuzzo.

Un discorso a parte va fatto per la cosiddetta "nduja di Spilinga", il cui nome deriva dalla ristretta zona elettiva di produzione di questo straordinario e particolarissimo salume. La nduja di Spilinga, anche nota come nduja della Calabria, è un salume morbido, spalmabilee molto piccante, che ben si presta per aperitivi e cene informali.

Ma il negozio virtuale Panuzzo Prodotti Tipici non vende solo salumi. Al suo interno potrete trovare una grande varietà di altre specialità gastronomiche calabresi, fra cui: miele, formaggi, olio extravergine di oliva, spezie, prodotti secchi, sott'oli e, immancabilmente, un'ampia selezione di dolci della Calabria.

martedì 3 gennaio 2012

Riprende il via il concorso social della rivista CheMagazine!

MACERATA - Riparte questa settimana il concorso dalla rivista “CheMagazine!”, edita dal Gruppo Esserci Comunicazione. I primi biglietti in palio sono per il teatro Feronia di San Severino Marche, dove domenica 8 gennaio va in scena “Dissonorata. Un delitto d’onore in Calabria”, di e con Saverio La Ruina.
Grazie alla collaborazione dell’Amministrazione comunale e del direttore artistico Francesco Rapaccioni, i fan del profilo Facebook della rivista (www.facebook.com/pages/CheMagazine) possono vincere due ingressi omaggio. Lo spettacolo, partendo dalla “piccola” ma emblematica storia di una donna calabrese, offre lo spunto per una riflessione sulla condizione femminile in generale. Dalla rappresentazione emerge una Calabria che anche quando fa i conti con la tragedia vi combina elementi grotteschi e surreali, talvolta perfino comici, sempre sul filo di un’amara ironia.
Partecipare all’operazione a premi della rivista “CheMagazine!” è semplice e gratuito. Basta diventare fan del profilo Facebook (www.facebook.com/pages/CheMagazine) e cliccare “parteciperò” sullo spettacolo che si preferisce. Tra i partecipanti saranno estratti 2 fortunati per ogni singolo evento.
Nel mese di gennaio sono previsti altri numerosi ingressi omaggio: il 13 a Recanati con “Non c’è tempo amore”, il 14 a Morrovalle con “Romeo e Giulietta”, il 18 e 19 a Civitanova Marche con “Muta Imago” e il concerto di Roberto Cacciapaglia, quindi il 21 a Porto Sant’Elpidio (Fm) con “Enrico Rava Tribe”, per chiudere il 31 con Treia e Camerino dove vanno in scena rispettivamente “Il pranzo di Babette” e “La lampadina galleggiante”.

lunedì 19 aprile 2010

SOL, Salone Internazionale Olio Extravergine di Qualità

L’incontro tra Roberta Lavarello, titolare di Olieria ExtraV, e i produttori di olio calabrese apre un ricco programma di incontri, eventi e degustazioni
Il SOL, Salone Internazionale dell’Olio Extravergine di Qualità, è probabilmente la più importante vetrina della produzione olearia italiana di qualità. Un appuntamento importante per chi nel mondo dell’olio di qualità vuole incontrarsi, scambiare esperienze professionali, assaggiare.
Questa 16° edizione della rassegna, che ha aperto i battenti giovedì 8 aprile 2010, vede l’olio calabrese al centro di un ricco programma di eventi: percorsi sensoriali, degustazioni guidate, interventi della stampa specializzata, incontri tra i produttori e buyer nazionali e internazionali.
Ad aprire la rassegna, giovedì 8 aprile 2010, prima giornata di manifestazione, l’incontro tra Roberta Lavarello, titolare dell’Olieria ExtraV di Crema, e le aziende produttrici di olio calabrese presenti alla manifestazione.
Si sono affrontati temi importanti e cruciali attinenti al mercato dell’olio extravergine di qualità, quali l’importanza dell’educazione del consumatore all’utilizzo di olio extravergine, come pure le problematiche connesse al rapporto tra chi produce e chi commercializza l’olio, con particolare attenzione alle piccole realtà come ad esempio Olieria ExtraV.
L’incontro si è concluso con assaggi di oli calabresi, prodotti con varietà di oliva carolea e ottobratica.

giovedì 4 giugno 2009

GH Impresa Turistica. Nuovi siti, cataloghi on-line per proporre “best of” stagionali e un Mediterraneo che cresce.

I brand di GH si presentano on-line con vesti grafiche rinnovate e sempre più attenti alle necessità di clienti e fornitori.

Alessandra Guarnieri, responsabile marketing di GH Impresa Turistica afferma:
“I nostri due marchi, Ferias e Terremobili, possono contare su vesti grafiche sempre più accattivanti, che ben si sposano con la ricerca di un prodotto qualitativamente superiore, un tratto che per noi resta assolutamente distintivo”.

Terremobili presenta da quest’anno una linea di tour tematici prenotabili on-line che “colgono la vera essenza del Mediterraneo. Puntiamo molto su short-breaks mirati e di qualità. Ci interessa offrire ai nostri clienti gli elementi che hanno reso il nostro mare una destinazione sempreverde: cultura, natura, enogastronomia e, ovviamente, mare”.

GH Impresa Turistica da quest’ anno può inoltre contare su un marchio di charter nautico che opera in Dalmazia: Sailtosee.

“Sailtosee presenta un numero ampio di barche, a vela e a motore, e per tutte le tasche. Lavoriamo in Croazia da anni ma offriamo un servizio assolutamente ‘Made in Italy’”.

GH Impresa Turistica ha infine ampliato il raggio delle sue proposte, proponendo i suoi prodotti anche in Marocco e Campania.

mercoledì 14 gennaio 2009

Acciacchi e fastidi di stagione: combattiamoli con metodi naturali.

Una valida alternativa ai farmaci, per far fronte ai disturbi dovuti alle basse temperature.
Con la stagione invernale, ed in particolare da gennaio in poi, siamo naturalmente soggetti a tutti quei fastidi che ci riserva, puntualmente, la stagione fredda. Ambienti chiusi, umidità, e quant’altro sono naturali alleati nel favorire, soggiogandoci inesorabilmente e puntualmente ogni anno, influenze, raffreddori, ecc.

Sulla rete operano
siti di e.commerce (www.saporidellasibaritide.it)i quali, nel loro assortimento di prodotti tipici, hanno inserito referenze che partono da elementi assolutamente naturali, quali la Propoli ed il Miele (quello calabrese all’eucalipto, in particolare), per offrire agli internauti composti veramente efficaci a tal proposito.
La propoli, infatti, rappresenta un antibiotico naturale che protegge dai molti microrganismi che si possono incontrare durante le stagioni fredde. Il nome Propoli deriva dal greco "PROPOLIS" che tradotto letteralmente significa "davanti alla città" infatti questo prodotto viene usato dalle api per erigere un muro di difesa immediatamente dietro l' ingresso dell' alveare ciò allo scopo di evitare che indesiderati intrusi ( insetti , piccoli roditori ecc. ) entrino nell' arnia.
Viene anche usato dalle api come "cemento mastice" per richiudere le fessure che si creano nell' alveare, per verniciare le pareti interne dell' arnia e per disinfettare gli alveoli e le celle reali.
Raccolta dalle api su gemme foglie e dalla corteccia degli alberi, è quindi essenzialmente una resina dalla caratteristica consistenza gommosa e dall' odore aromatico balsamico; a questa miscela resinosa le api aggiungono la secrezione di loro ghiandole ed anche polline e cera.
Le sue proprietà erano conosciute già dagli antichi egizi che la usavano per imbalsamare le loro mummie. Famosi filosofi come Plinio e Aristotele la consideravano come un eccezionale rimedio per le malattie delle pelle quali piaghe e suppurazioni.
Sembra inoltre che il segreto della famosa Stradivari e dai violini fabbricati dai maestri liutai italiani del XVII secolo sia in una particolare vernice a base di Propoli con cui erano ricoperti questi strumenti.
La sua composizione è, da un'analisi media di vari campioni, la seguente: Resine e balsami 50%, cere 30%, oli essenziali (a cui sarebbero dovute le proprietà anestetiche della Propoli) 10%, pollini 5%, minerali diversi 5. Dall' analisi chimica frazionata la Propoli risulta ricca di flavonoidi, sostanze di grande interesse per gli studiosi per le loro proprietà antimicrobiche, antinfiammatorie e di potenziamento dell' attività dell' acido ascorbico ( vitamina C ) .
La Propoli è stata da sempre usata nella medicina popolare come antibatterico, disinfettante, anestetizzante per ferite, piaghe, ulcere, ecc., l' avvento dei moderni farmaci a base chimica ha messo da parte insieme alla medicina naturale anche la Propoli. Solo negli ultimi anni si sono riscoperte le proprietà di questo eccezionale prodotto dell' alveare: la Propoli è stata ed è tuttora oggetto di approfonditi studi e continue applicazioni pratiche, che hanno portato a conclusioni sorprendenti: la Propoli può senza dubbio essere considerata un antibiotico naturale, le sue proprietà battericide ed antivirali esplicano un' azione antimicrobiotica veramente efficace,combatte le affezioni provocate da numerosi germi patogeni, tutto questo senza provocare nessuno degli effetti collaterali così frequenti nei moderni farmaci. In particolare vorremmo di seguito ricordare alcuni disturbi da cui è scientificamente provato si può trarre vantaggio con l'uso costante della propoli: Eczemi e ulcere della pelle (acne, verruche, duroni, formicolii, ecc.), tonsilliti, gengiviti, stomatiti, ascessi, Afte per modificazione della flora della cavità orale a seguito di terapia di antibiotici, Sinusiti, Influenze, Raffreddori, Riniti, Perturbazioni della flora Intestinale a causa di antibioticoterapia.
Del miele sono più che conosciuti i notevoli effetti benefici che esso svolge sulle vie respiratorie in particolare, per le sue proprietà emollienti e decongestionanti. E sul benessere della persona in generale, sui muscoli (aumento della potenza fisica e della resistenza), sul cuore (azione cardiotropa), sul fegato (protezione e disintossicazione), sull’apparato digerente (specifica funzione stimolante e regolatrice),sui reni (azione diuretica) e sul sangue (apporto antianemico e fissazione del calcio-magnesio).
Lo sciroppo così proposto è arricchito di preziosi oli essenziali (infusi di erbe) con azione balsamica ,dà un immediato sollievo alla gola e al naso chiuso ed è indicato in caso di tosse e malattie da raffreddamento. Utile ai fumatori che sicuramente avranno ammorbidita e calmata la fastidiosa tosse secca spesso presente e legata al vizio del fumo.

martedì 23 dicembre 2008

Arance calabresi: salute & bontà a 360°!!



Dalla terra delle clementine (Piana di Sibari) un altro eccellente agrume: le arance calabresi.
Le arance, come tutti gli agrumi, arrivarono nel continente europeo più di 2000 anni fa. La mitologia racconta che erano custoditi nel meraviglioso giardino delle Esperidi, nella parte occidentale del mondo allora conosciuto, e furono portati via da Ercole, che compì la sua undicesima fatica, dopo aver ucciso il drago messo lì da Giunone a guardia dei dorati pomi.
Invece la terra di origine degli agrumi è l'oriente e le prime notizie, nel mondo greco/latino, ci arrivano da Teofrasto di Ereso nel IV secolo a. C. Furono gli arabi, intorno al X secolo, a dare nuovo impulso alla loro coltivazione, per uso medico e culinario. Infatti il termine "arancio," in Italia, fu introdotto proprio dagli arabi e fu subito adottato dal lessico popolare. Queste arance però non erano quelle dolci, ma quelle amare. Le dolci furono introdotte dai portoghesi, portate dalla Cina e, per non confonderle con le altre, le chiamavano "arance del portogallo", termine ancora oggi in uso nel dialetto meridionale.
Oggi la Calabria, insieme alla Sicilia, rappresenta il maggior produttore di arance in Italia con 636.476 tonnellate (31% del totale nazionale)
Dal punto di vista qualitativo questo prodotto trova in Calabria, e nella terra delle clementine della Piana di Sibari, ideali condizioni nella fertilità del terreno e nel clima che, dunque, costituiscono il vero segreto della unicità qualitativa delle arance di queste terre, caratterizzandosi come uno dei migliori prodotti tipici calabresi
Forma rotonda molto consistente (diametro medio 35/40 cm), buccia più o meno spessa, la parte esterna è ricca di ghiandole contenenti olio essenziale; la parte interna, bianca e spugnosa, è detta albedo o midollo; la polpa è formata da spicchi il cui numero varia da 5 a 12. Essa è composta da cellule ingrossate a forma di un piccolo otre allungato a punta contenenti un succo acquoso più o meno dolce-acidulo, colorato e profumato.
Uso gastronomico. Fresco tal quale, spremuto, per fare marmellate, liquori, canditi, dolci, piatti tradizionali, confetture, caramelle, bibite, gelati, per l'industria farmaceutica e cosmetica, sono questi gli usi più conosciuti.
Ma vi suggeriamo una vera “chicca d’uso”, originale della Piana di Sibari in particolare:

L’INSALATA DI ARANCE

Pelare a vivo il frutto e affettarlo. Salare, condire con un giro di olio e del pepe nero macinato Volendo si possono aggiungere anche delle olive nere al forno.

La gastronomia calabrese, propone invero anche alcune originali “variazioni sul tema”: come ad esempio la
marmellata di arance piccante, vera unicità culinaria, da utilizzare, per singolari antipasti, su crostini, tortine, pane arrostito, formaggi in genere. Oppure per dare un tocco di originalità alle scaloppine di vitello, pollo o sulle carni lesse in genere (si pone,in tali casi, il prodotto a fine cottura). O mista con la ricotta, per guarnire salatini e pizzette da antipasto. O infine nell'uso dolciario, connotando il preparato di un sapore più “deciso”: crostate, torte, bocconotti ed altre delizie.

Le arance sono anche una fonte significativa di acido folico e tiamina. I flavonoidi presenti nelle arance hanno potere terapeutico contro le allergie ed altre malattie infiammatorie. La tangeritina previene l'invasione dei tessuti da parte delle cellule cancerogene. La pectina è la più preziosa componente della fibra alimentare delle arance. Essa crea un appagante sensazione di sazietà ed è per questo che è adatta a chi pratica diete dimagranti o a chi vuole mantenere la propria linea con intelligenza, specie dopo le abbondanti scorpacciate delle festività natalizie. La pectina, inoltre, riesce a catturare gli acidi biliari intestinali, contribuendo a tenere al giusto livello il tasso di colesterolo nel sangue. In definitiva, tutti i componenti delle arance esplicano un'azione benefica per l'organismo umano.

Anche per tale referenza il problema della filiera e del costo di trasporto è stato notevolmente risolto da alcuni siti di
prodotti tipici calabresi, i quali hanno notevolmente accorciato il relativo iter, mediante un rapporto di intermediazione minimo: si è provveduto,cioè, a creare quasi un filo diretto produttore/consumatore mediato al minimo negli scambi, con conseguente abbattimento dei relativi costi. Tali portali, infatti, si riforniscono durante l’ottimale periodo di produzione (novembre/marzo) direttamente da agrumicoltori del luogo, ed in breve tempo consegnano al consumatore finale. Nessun problema, poi, per la relativa conservazione del prodotto, visto che (…se l’agrume è veramente fresco!!) non abbisogna di conservazione in frigo, ma può comodamente esser mantenuto sul balcone di casa: tanto, le temperature del periodo lo consentono!!

sabato 8 novembre 2008

Conosciamo meglio i prodotti tipici della nostra terra: le Clementine Igp della Piana di Sibari.

Giusto per intenderci: non quelle magrebine o spagnole, ma quelle calabresi!!


Sui banchi dei mercati ortofrutticoli si trovano molto facilmente, in autunno, le Clementine, ma raramente si svolge una approfondita analisi e ricerca dell’origine di questo frutto così allettante.
In effetti, è solo la clementina Igp delle Piana di Sibari che ha qualità organolettiche particolari, un sapore unico ed inconfondibile e l’assenza di semi.

L’analogo prodotto spagnolo o magrebino, infatti, comincia ad essere commercializzato già da metà/ fine settembre, per durare anche fino a febbraio/marzo inoltrato.
Sono però i fattori ambientali e climatici di quello spicchio di Calabria, ma forse anche la limitatezza di produzione, che ne caratterizzano tale referenza.

In genere, gli agrumi coltivati sono originari per la maggior parte da regioni tropicali. Il fatto che non hanno bisogno di basse temperature invernali e di alte temperature estive hanno riscontrato invece nella Piana di Sibari il clima ideale per un ottima produzione.
La pianta del clementine è considerata un ibrido occidentale, tra il mandarino e l'arancio amaro, trovando la sua origine in Algeria intorno al 1890 nel convento-orfanotrofio di Misserghin, e dedicando il suo nome al direttore Padre Clemente.

I fattori pedo climatici, che nel passato avevano trovato altrove positività, fanno della Piana di Sibari, l'habitat naturale delle pregiate “clementine”.

La diffusione nel comprensorio di quest'agrume ha trovato riscontro anzitutto per la naturale predisposizione dei suoi terreni, dotati d'elementi silicei, ricchi di scheletro e con un fattore ph neutro.

Anche dal punto di vista climatico esistono condizioni favorevoli, per la vicinanza dei monti e l'assenza della traiettoria dei venti, visto che il Pollino e la Sila circostanti rappresentano una naturale barriera contro alcuni dei più tradizionali nemici del clementino: il vento e la grandine.

Il vento è fra i fattori climatici più sfavorevoli, in grado di provocare danni anche gravi alle piante, danneggiando gli impianti, con estese defogliazione, cascola dei fiori e dei frutti. Parimenti grave risulta l'azione dei venti caldi disseccanti come lo scirocco.
Anche la grandine provoca danni diretti agli alberi ed ai frutti, con deprezzamento commerciale e maggiore incidenza dello scarto; inoltre, attraverso le ferite procurate, può aprire anche la via alla penetrazione di pericolose malattie.

Tale barriera montana incide, ovviamente, anche sulla temperatura della zona, che condiziona la possibilità di coltivazione degli agrumi. La fase vegetativa degli agrumi inizia quando si raggiunge, di solito all'inizio della primavera, la temperatura di circa 12-13°C; la temperatura ideale per l'attività delle piante è compresa tra i 20e i 30°C. Il riposo invernale comincia con temperature inferiori ai 7°C, ma anche in estate si può avere il blocco della vegetazione nel caso la temperatura superi i 38°C: la differenza al freddo è diversa in funzione delle specie, le clementine è tra le cultivar più resistenti alle basse temperature.


Come tutti gli agrumi, la clementina possiede un alto tasso di vitamina C, anti-stanchezza: 41 mg/100g. Due clementine (circa la metà del fabbisogno giornaliero di vitamina C) forniscono solamente 50 Kcal. Nessun rischio per la linea quindi: meglio non privarsene. Tra l’altro, offre numerosi sali minerali, dei pigmenti che proteggono il sistema cardiovascolare e aumentano la resistenza dei capillari.

La clementina è più zuccherata dell’arancia e del pompelmo poiché contiene meno acido citrico.Nulla di strano quindi se la clementina è gradita a tutte le età, in particolare quando si è molto piccoli (succhi all’inizio, a spicchi in seguito), e a maggior ragione per le sue fibre tenere facilmente digeribili.

Il problema della filiera e del costo di trasporto è stato notevolmente risolto, invece, da alcuni siti di
prodotti tipici calabresi, i quali hanno notevolmente accorciato il relativo iter, mediante un rapporto di intermediazione minimo: si è provveduto,cioè, a creare quasi un filo diretto produttore/consumatore mediato al minimo negli scambi, con conseguente abbattimento dei relativi costi. Tali portali, infatti, si riforniscono direttamente da agrumicoltori del luogo, giusto in proporzione ai quantitativi ordinati sulle vetrine virtuali, ed in breve tempo consegnano al consumatore finale, in quantitativi ottimali per le esigenze familiari (cassettine da 5 kg o da 18 kg). Nessun problema, poi, per la relativa conservazione del prodotto, visto che (…se l’agrume è veramente fresco!!) non abbisogna di conservazione in frigo, ma può comodamente esser mantenuto sul balcone di casa: tanto, le temperature del periodo lo consentono!!

sabato 1 novembre 2008

Conosciamo meglio i prodotti tipici della nostra terra: le Clementine Igp della Piana di Sibari.



Sui banchi dei mercati ortofrutticoli si trovano molto facilmente, in autunno, le Clementine, ma raramente si svolge una approfondita analisi e ricerca dell’origine di questo frutto così allettante.
In effetti, è solo la clementina Igp delle Piana di Sibari che ha qualità organolettiche particolari, un sapore unico ed inconfondibile e l’assenza di semi.

L’analogo prodotto spagnolo o magrebino, infatti, comincia ad essere commercializzato già da metà/ fine settembre, per durare anche fino a febbraio/marzo inoltrato.
Sono però i fattori ambientali e climatici di quello spicchio di Calabria, ma forse anche la limitatezza di produzione, che ne caratterizzano tale referenza.

In genere, gli agrumi coltivati sono originari per la maggior parte da regioni tropicali. Il fatto che non hanno bisogno di basse temperature invernali e di alte temperature estive hanno riscontrato invece nella Piana di Sibari il clima ideale per un ottima produzione.
La pianta del clementine è considerata un ibrido occidentale, tra il mandarino e l'arancio amaro, trovando la sua origine in Algeria intorno al 1890 nel convento-orfanotrofio di Misserghin, e dedicando il suo nome al direttore Padre Clemente.

I fattori pedo climatici, che nel passato avevano trovato altrove positività, fanno della Piana di Sibari, l'habitat naturale delle pregiate “clementine”.

La diffusione nel comprensorio di quest'agrume ha trovato riscontro anzitutto per la naturale predisposizione dei suoi terreni, dotati d'elementi silicei, ricchi di scheletro e con un fattore ph neutro.

Anche dal punto di vista climatico esistono condizioni favorevoli, per la vicinanza dei monti e l'assenza della traiettoria dei venti, visto che il Pollino e la Sila circostanti rappresentano una naturale barriera contro alcuni dei più tradizionali nemici del clementino: il vento e la grandine.

Il vento è fra i fattori climatici più sfavorevoli, in grado di provocare danni anche gravi alle piante, danneggiando gli impianti, con estese defogliazione, cascola dei fiori e dei frutti. Parimenti grave risulta l'azione dei venti caldi disseccanti come lo scirocco.
Anche la grandine provoca danni diretti agli alberi ed ai frutti, con deprezzamento commerciale e maggiore incidenza dello scarto; inoltre, attraverso le ferite procurate, può aprire anche la via alla penetrazione di pericolose malattie.

Tale barriera montana incide, ovviamente, anche sulla temperatura della zona, che condiziona la possibilità di coltivazione degli agrumi. La fase vegetativa degli agrumi inizia quando si raggiunge, di solito all'inizio della primavera, la temperatura di circa 12-13°C; la temperatura ideale per l'attività delle piante è compresa tra i 20e i 30°C. Il riposo invernale comincia con temperature inferiori ai 7°C, ma anche in estate si può avere il blocco della vegetazione nel caso la temperatura superi i 38°C: la differenza al freddo è diversa in funzione delle specie, le clementine è tra le cultivar più resistenti alle basse temperature.


Come tutti gli agrumi, la clementina possiede un alto tasso di vitamina C, anti-stanchezza: 41 mg/100g. Due clementine (circa la metà del fabbisogno giornaliero di vitamina C) forniscono solamente 50 Kcal. Nessun rischio per la linea quindi: meglio non privarsene. Tra l’altro, offre numerosi sali minerali, dei pigmenti che proteggono il sistema cardiovascolare e aumentano la resistenza dei capillari.

La clementina è più zuccherata dell’arancia e del pompelmo poiché contiene meno acido citrico.Nulla di strano quindi se la clementina è gradita a tutte le età, in particolare quando si è molto piccoli (succhi all’inizio, a spicchi in seguito), e a maggior ragione per le sue fibre tenere facilmente digeribili.

Il problema della filiera e del costo di trasporto è stato notevolmente risolto, invece, da alcuni siti di
prodotti tipici calabresi, i quali hanno notevolmente accorciato il relativo iter, mediante un rapporto di intermediazione minimo: si è provveduto,cioè, a creare quasi un filo diretto produttore/consumatore mediato al minimo negli scambi, con conseguente abbattimento dei relativi costi. Tali portali, infatti, si riforniscono direttamente da agrumicoltori del luogo, giusto in proporzione ai quantitativi ordinati sulle vetrine virtuali, ed in breve tempo consegnano al consumatore finale, in quantitativi ottimali per le esigenze familiari (cassettine da 5 kg o da 18 kg). Nessun problema, poi, per la relativa conservazione del prodotto, visto che (…se l’agrume è veramente fresco!!) non abbisogna di conservazione in frigo, ma può comodamente esser mantenuto sul balcone di casa: tanto, le temperature del periodo lo consentono!!

venerdì 10 ottobre 2008

Gli aromi ed i sapori unici dell'autunno calabrese.


Chi ha detto che l’autunno è una stagione malinconica?? Certo, siamo reduci dalle scorribande estive, allorquando ci siamo permessi ogni tipo di lecita ed ammissibile infrazione al nostro consuetudinario vivere; certo, gli alberi perdono le foglie, ed i colori si fanno via via più opachi; certo l’aria si fa via via sempre più fresca, finche non saremo costretti a coprirci fino all’ultimo capello.

Ma,ciononostante, l’autunno ci riserva tanti risvolti positivi; tornano, ad esempio, tanti aromi e sapori sulle nostre tavole, che avevamo “parcheggiato” per via della calura estiva. Torna la voglia di farsi “coccolare” da gusti intensi, decisi ed avvolgenti.

Come, ad esempio, gli aromi ed i sapori unici dell’autunno calabrese, che soltanto il tiepido sole di quelle terre riesce a riservare:

- delle buone castagne e fichi, magari preparati con dell’ottimo limoncello

- il peperoncino tipico calabrese, da tenere sempre in dispensa per qualsivoglia necessità

- i fichi secchi, colti al punto giusto, naturalmente essiccati e, all’occorrenza, lavorati con ottimo cioccolato bianco/fondente

- i pomodori secchi, presi al giusto punto di maturazione, e preparati a modo per il loro versatile uso in cucina.

Queste ed tante altre accattivanti novità che solo l’autunno calabrese propone nelle pagine
di portali e.commerce di prodotti tipici calabresi.

Gli aromi ed i sapori unici dell'autunno calabrese: altro che un banale “fico secco”.

domenica 5 ottobre 2008

Gli aromi ed i sapori unici dell'autunno calabrese.



Chi ha detto che l’autunno è una stagione malinconica?? Certo, siamo reduci dalle scorribande estive, allorquando ci siamo permessi ogni tipo di lecita ed ammissibile infrazione al nostro consuetudinario vivere; certo, gli alberi perdono le foglie, ed i colori si fanno via via più opachi; certo l’aria si fa via via sempre più fresca, finche non saremo costretti a coprirci fino all’ultimo capello.

Ma,ciononostante, l’autunno ci riserva tanti risvolti positivi; tornano, ad esempio, tanti aromi e sapori sulle nostre tavole, che avevamo “parcheggiato” per via della calura estiva. Torna la voglia di farsi “coccolare” da gusti intensi, decisi ed avvolgenti.

Come, ad esempio, gli aromi ed i sapori unici dell’autunno calabrese, che soltanto il tiepido sole di quelle terre riesce a riservare:

- delle buone castagne e fichi, magari preparati con dell’ottimo limoncello

- il peperoncino tipico calabrese, da tenere sempre in dispensa per qualsivoglia necessità

- i fichi secchi, colti al punto giusto, naturalmente essiccati e, all’occorrenza, lavorati con ottimo cioccolato bianco/fondente

- i pomodori secchi, presi al giusto punto di maturazione, e preparati a modo per il loro versatile uso in cucina.

Queste ed tante altre accattivanti novità che solo l’autunno calabrese propone nelle pagine
di portali e.commerce di prodotti tipici calabresi.

Gli aromi ed i sapori unici dell'autunno calabrese: altro che un banale “fico secco”.

mercoledì 30 aprile 2008

Spaziante, Ass. sanita' Calabria: "controllo sistematico sugli accreditamenti delle strutture ospedaliere"

Comunicato Stampa


Vincenzo Spaziante, Assessore alla Sanità della regione Calabria:

"Bisogna avviare un'azione di controllo sistematico sugli
accreditamenti delle strutture ospedaliere"

"Sono state stanziate numerose risorse che hanno dato luogo a molti
interventi, altri sono stati fatti in via d'urgenza e altri ancora ne
faremo perché c'è questo programma di miglioramento, di messa a norma
degli ospedali in questione"così Vincenzo Spaziante, assessore alla
Sanità delle regione Calabria, ai microfoni di Ecoradio, durante
l'Arca della legalità, programma condotto da Nello Trocchia e Enrico
Fierro, commenta i risultati dell'indagine della commissione
presidetuta dal prefetto Riccio sullo stato di salute della sanità
calabrese.


E sulla questione degli accreditamenti delle strutture private, ha
aggiunto: "Bisogna avviare un'azione di controllo sistematico su tutti
gli accreditamenti in corso. Ci sono molti punti di criticità su cui
bisogna intervenire. Bisogna trovare un equilibro tra le due funzioni
svolte dagli operatori privati e dagli operatori pubblici. Non è detto
che ci sia in Calabria ma non è detto nemmeno che ci sia nelle altre
regioni. Bisogna trovare un equilibrio ovviamente senza penalizzare né
l'uno né l'altro, in modo che nessuno viva sulle debolezze dell'altro.
Stiamo investendo cifre impressionanti sulla sanità pubblica, quindi,
non è che abbiamo l'intento di impoverire l'offerta pubblica anzi la
stiamo sviluppando in maniera massiccia".


Sulla continua ingerenza della classe politica nel settore sanitario,
Spaziante risponde: "Sono i direttori generali che devono nominare i
vari primari e i vari medici, sono loro che devono assumersi la
responsabilità delle loro decisioni. Io mi sono imposto questa linea
di condotta: non intervenire, non interferire dove ci sono delle
decisioni che ricadono sulla responsabilità dei direttori generali, è
proprio su questa responsabilità che valuterò".


Ufficio Stampa
Ecoradio
064204521

Prefetto Silvana Riccio: "Nella sanità calabrese vince la metodologia del disservizio"

Comunicato stampa

Il Prefetto Silvana Riccio: "Nella sanità calabrese vince la metodologia del disservizio"

"Da questo lavoro è emerso che il sistema della Sanità in Calabria presenta una criticità dal punto di vista della garanzia delle prestazioni sanitarie, emergono le diverse cause di questa situazione, cause legate al malfunzionamento della macchina amministrativa in primo luogo, ad una questione stratificata nel tempo, molto consolidata, che investe tutti gli aspetti: gestionali, organizzativi e finanziari". Così il prefetto Silvana Riccio, durante l'Arca della legalità, programma di Enrico Fierro e Nello Trocchia, in onda su Ecoradio, commenta i risultati del lavoro della commissione di indagine sullo stato della sanità in Calabria.

"I risultati erano prevedibili, il problema risiedeva nella gestione, nell'organizzazione, nel modo di lavorare, che noi abbiamo definito nella relazione come " metodologia del disservizio", che quasi quasi è eufemistico. L'altra cosa che emerge palesemante è che quello calabrese è un sistema che non è strutturato per poter funzionare al meglio".

"Una delle proposte è stata quella di aiutare la regione – ha concluso la presidente della commissione Riccio - nelle prossime scelte di nomina dei direttori generali con una commissione esterna che per lo meno possa verificare il possesso dei requisiti; poi all'interno della rosa dei possessori dei requisti richiesti, la regione potrà scegliere autonomamente".

Ecoradio
Ufficio Stampa
Via XX Settembre, 4 - Roma
Tel. 06 420 45 248 Fax 06 420 45 249

venerdì 4 aprile 2008

Legambiente: abbattimento ecomostro Rossano e abusivismo in Calabria

Roma, 4 aprile  2008       Comunicato Stampa

Rossano (Cs): partita la demolizione

di 45.000 metri cubi di cemento e 5.000 metri quadri di amianto

 

Legambiente: "E' una bella giornata,

ma  in Calabria ancora tanti ecomostri in attesa delle ruspe"

 

"Oggi è una bella giornata, splende il sole della legalità". Così Legambiente ha salutato stamane l'avvio dell'abbattimento dei 50 fabbricati realizzati abusivamente sul demanio marittimo, in contrada Zolfara, nel Comune di Rossano (Cs). L'intervento prevede la rimozione di 83 unità abitative, 45.000 metri cubi di cemento, 5.000 metri quadri di amianto. Complessivamente il territorio risanato sarà di circa 25.000 metri quadrati e il progetto, com'è giusto che sia, prevede anche la riqualificazione paesaggistica e ambientale dell'area, per restituire ai cittadini la fruibilità del demanio marittimo.

"Questa demolizione corona anni di battaglie per il ripristino della legalità ambientale in luoghi di pregio, devastati dall'abusivismo. E' importante proseguire su questa strada e restituire alla Calabria le sue coste in tutta la loro bellezza – è l'auspicio di Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente –. Speriamo, pertanto, che le ruspe non si fermino a Rossano: è lungo l'elenco dei manufatti illegali che aggrediscono la regione".

Dopo la demolizione delle case su ruota di Falerna, operata dal coraggioso sindaco Daniele Menniti e l'abbattimento dell' 80% dell'ecomostro di Copanello (Cz), uno scheletro di 15mila metri cubi di cemento armato sul promontorio della costa ionica catanzarese, prosegue la battaglia contro l'edilizia selvaggia in Calabria, pianificata nel 2006 con il "Programma Paesaggi e Identità" dai Ministeri dell'Economia e delle Infrastrutture e la Regione Calabria per la valorizzazione del paesaggio e la difesa del territorio. Una battaglia che, con l'abbattimento di 9 ecomostri calabresi su 740 casi analizzati, rappresenta solo un inizio rispetto alla miriade di insediamenti che aggrediscono il territorio e la costa calabrese. 

"La Regione Calabria con Paesaggi e identità agisce bene ma razzola male, poiché è stata lei stessa ad abrogare l'articolo 58 bis della Legge Urbanistica regionale che avrebbe vietato di edificare entro 700 metri dal mare ed entro i 150 metri dagli argini dei fiumi – ha commentato Antonino Morabito, presidente di Legambiente Calabria –. A dispetto di quanto legiferato la politica regionale sembra, quindi, diretta in senso opposto, come conferma la scelta fatta con il Programma di recupero urbano degli abitati costieri di Isola Capo Rizzuto che di fatto "sanerà" 1 milione e 850 mila metri cubi di cemento, al 95% abusivi, sulla costa, a ridosso dell'Area marina protetta "Capo Rizzuto". Se a ciò aggiungiamo anche l'articolo 57 della stessa Legge Urbanistica Regionale che permette di modificare i manufatti da turistici ricettivi a residenziali con una semplice Dia la contraddizione diventa ancora più evidente".


Alcuni degli ecomostri calabresi in "lista d'attesa": 

Capo Rizzuto (KR), ovvero il mostro nell'area marina protetta. Le ruspe si fanno attendere, nonostante il sequestro con l'operazione "Isola Felice" portata avanti dalla Questura di Crotone di ben 245 abitazioni realizzate senza alcuna concessione edilizia e l'ordinanza di demolizione confermata dalla Procura della Repubblica. Gran parte degli immobili sequestrati, tra cui ville di notevoli dimensioni e valore, risulterebbe di proprietà di persone affiliate alla cosca degli Arena, mentre gli altri apparterrebbero a esponenti di clan diversi. Il blitz ha consentito di denunciare all'Autorità giudiziaria 250 persone. 

Palafitta e Trenino a Falerna Scalo (CZ), sono i soprannomi che residenti e turisti hanno dato alle due costruzioni realizzate direttamente sul bagnasciuga, tanto che la prima nei giorni di mare grosso ondeggia al punto da sembrare una casa galleggiante, mentre gli appartamenti al piano terra della seconda si riempiono puntualmente di sabbia.

L'Orchidea a Grisolia (CS) è il villaggio - camping posto sotto sequestro nell'aprile del 2005 perché risultato interamente abusivo. La struttura turistica si trova immersa nel verde della Riviera dei Cedri e si affaccia direttamente sulla spiaggia, ricoprendo un'area di circa 30.000 metri quadrati. Boungalows e miniappartamenti dotati di ogni comfort, ma privi di regolari autorizzazioni in zona sottoposta a vincolo ambientale e in pieno demanio. Nella primavera del 2006, il complesso, grazie a un provvedimento della Procura di Paola, è stato dissequestrato temporaneamente fino al 30 settembre 2006. Come dire, "vi lasciamo lavorare tranquilli per la stagione balneare".

Costa degli Dei a Capo Vaticano (VV), dove la Forestale ha posto sotto sequestro una ventina di immobili lungo il litorale del comune di Ricadi. La gran parte degli edifici si trova all'interno di villaggi turistici o in prossimità di essi e ricade in zone sottoposte a vincolo paesaggistico-ambientale. I proprietari delle strutture, del valore di circa due milioni e mezzo di euro e alcuni liberi professionisti sono stati deferiti all'Autorità giudiziaria. In totale i forestali hanno denunciato 25 persone, ne sono state poi arrestate altre 4 per violazione dei sigilli. In relazione ad alcuni immobili è intervenuta la sanatoria, mentre gli altri sono in attesa di demolizione dopo l'ordinanza del Comune.

 

L'Ufficio stampa Legambiente

(06.86268353-79-99)

 
 



Disclaimer

Protected by Copyscape


Il CorrieredelWeb.it è un periodico telematico nato sul finire dell’Anno Duemila su iniziativa di Andrea Pietrarota, sociologo della comunicazione, public reporter e giornalista pubblicista, insignito dell’onorificenza del titolo di Cavaliere al merito della Repubblica Italiana.

Il magazine non ha fini di lucro e i contenuti vengono prodotti al di fuori delle tradizionali Industrie dell'Editoria o dell'Intrattenimento, coinvolgendo ogni settore della Società dell'Informazione, fino a giungere agli stessi utilizzatori di Internet, che così divengono contemporaneamente produttori e fruitori delle informazioni diffuse in Rete.

Da qui l’ambizione ad essere una piena espressione dell'Art. 21 della Costituzione Italiana.

Il CorrieredelWeb.it oggi è un allegato della Testata Registrata AlternativaSostenibile.it iscritta al n. 1088 del Registro della Stampa del Tribunale di Lecce il 15/04/2011 (Direttore Responsabile: Andrea Pietrarota).

Tuttavia, non avendo una periodicità predefinita non è da considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 07/03/2001.

L’autore non ha alcuna responsabilità per quanto riguarda qualità e correttezza dei contenuti inseriti da terze persone, ma si riserva la facoltà di rimuovere prontamente contenuti protetti da copyright o ritenuti offensivi, lesivi o contrari al buon costume.

Le immagini e foto pubblicate sono in larga parte strettamente collegate agli argomenti e alle istituzioni o imprese di cui si scrive.

Alcune fotografie possono provenire da Internet, e quindi essere state valutate di pubblico dominio.

Eventuali detentori di diritti d'autore non avranno che da segnalarlo via email alla redazione, che provvederà all'immediata rimozione oppure alla citazione della fonte, a seconda di quanto richiesto.

Per contattare la redazione basta scrivere un messaggio nell'apposito modulo di contatto, posizionato in fondo a questa pagina.

Modulo di contatto

Nome

Email *

Messaggio *