Cerca nel blog

Visualizzazione post con etichetta mediterraneo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta mediterraneo. Mostra tutti i post

mercoledì 20 giugno 2018

MIGRANTI. Sistema d'asilo europeo, Amnesty scrive al primo ministro Conte

SISTEMA D'ASILO EUROPEO, AMNESTY INTERNATIONAL ITALIA SCRIVE AL PRIMO MINISTRO GIUSEPPE CONTE

"Il rispetto degli obblighi internazionali, la cooperazione e la solidarietà devono essere al centro delle attività di soccorso in mare e della riforma del sistema d'asilo europeo".

Con queste parole inizia la lettera che il direttore generale di Amnesty International Italia, Gianni Rufini, ha inviato al primo ministro Giuseppe Conte questa mattina, prima dell'incontro col presidente del Consiglio europeo Donald Tusk.

Rufini ha auspicato che l'Italia resti esempio di generosità e umanità nel soccorrere rifugiati e migranti nel Mediterraneo centrale e nell'offrire loro protezione e si faccia promotrice di una riforma del sistema d'asilo europeo più equa e solidale verso i paesi, come proprio l'Italia, che hanno maggiormente contribuito ad affrontare i flussi migratori degli ultimi anni.

A seguito della vicenda della nave di soccorso Aquarius, ha notato Rufini, il sistema di ricerca e soccorso nel Mediterraneo centrale è entrato in una fase caratterizzata da una pericolosa imprevedibilità. L'Italia dovrebbe discutere urgentemente e in modo solidale e cooperativo con gli altri governi europei come gestire i salvataggi e gli sbarchi di rifugiati e migranti in modo rispettoso del diritto internazionale e che assicuri la sicurezza di tutti coloro che sono coinvolti da operazioni di salvataggio, nonché l'accesso alla protezione e una condivisione più equa delle responsabilità per l'accoglienza e l'esame delle domande di protezione.

Al prossimo Consiglio europeo di fine giugno l'equa condivisione delle responsabilità sarà al centro delle discussioni sulla riforma del sistema di Dublino. Amnesty International ritiene che tutti gli stati dell'Unione europea debbano accettare un equo meccanismo di distribuzione delle persone bisognose di protezione, cui tutti gli stati membri contribuiscano in maniera solidale.

L'attuale sistema d'asilo europeo, nella sua attuale configurazione, non risponde alle esigenze di coloro che fuggono da guerre e persecuzioni e che hanno urgente bisogno di protezione. Si tratta di un sistema che smembra le famiglie, incoraggia gli stati a scaricare le proprie responsabilità gli uni sugli altri anziché incentivare la cooperazione, e che è gravato da procedure eccessivamente burocratiche che rallentano l'accesso all'asilo. Gli stati europei di frontiera come l'Italia ne soffrono le più gravi conseguenze a causa della regola dello stato di primo arrivo.

"Una riforma radicale del sistema di Dublino è perciò urgentemente necessaria. Il Parlamento europeo ha adottato la propria posizione sulla riforma di Dublino nel novembre scorso con il supporto di un'ampia maggioranza di tutti i gruppi politici. La posizione del Parlamento europeo fa della solidarietà e dell'equità attraverso la condivisione delle responsabilità una componente fondamentale della riforma, cambiando l'attuale ingiusta logica che assegna ogni responsabilità allo stato di primo arrivo. Amnesty International considera la posizione del Parlamento europeo un passo decisivo e positivo nella giusta direzione, che offre un nuovo paradigma che merita l'attenta considerazione del Consiglio europeo", si legge nella lettera indirizzata al presidente Conte.

"La creazione di un nuovo sistema di equa distribuzione delle responsabilità tra stati membri per i richiedenti asilo è l'unica giusta soluzione di lungo termine per tutti gli stati interessati e per i rifugiati. Creare un sistema che sia più equo ed efficace è possibile. Le popolazioni europee e coloro che fuggono verso l'Europa meritano un sistema migliore dell'attuale: un sistema equo e sostenibile che sia coerente con i principi di rispetto per la dignità umana su cui l'Unione europea si fonda", conclude la lettera.

                                                        
Roma, 20 giugno 2018

CorrieredelWeb.it

giovedì 14 giugno 2018

La tragedia dei profughi nel Mar Mediterraneo: 'Aiuto, sto affogando, aiuto!' - 'Che c'è, che te strilli?'


- Aiuto, aiuto!
- Che c'è, che te strilli?

- Sto affogando, aiuto!
- Ho capito ma lo sai cosa ti aspetta se te salvo?

- Cosa, che significa?
- Eh, che significa, e infatti te non lo sai, non sapete niente voialtri, ve mettete su un barcone spensierati, mezzi gnudi senza sapere le conseguenze, le situazioni, le dinamiche politiche. 

- Aiuto, mi salvi!
- Ho capito, io te salvo, ma te lo sai poi dove vai a finire?

- Non fa niente, mi salvi!
- E lo dici te che non fa niente, poi però quando lo scopri ve lamentate, date di matto, ve 'm'briacate e spaccate le bottiglie di birra al muro. 
E la gente se lamenta. 
E quegli altri dicono che siamo razzisti e si creano tensioni sociali. 
E l'Unione Europea, non credere, non aiuta. 
Qua si fanno tutti gli affari loro, capita adesso la situazione?

- Aiuto, ma io sto affogando!
- Ho capito, ma anche tu devi capire me. 
Che ti salvo a fare, che poi vai a fini' pe' strada, senza 'na prospettiva, preda della delinquenza, dell'alcol, della vita amara. 
Che senso ha, me lo spieghi?

- Ma sto affogando!
- Ho capito che stai affogando ma che te posso fa'? 
Dovevi affoga' da n'altra parte, la prossima volta sceglieteli bene i posti dove affoga'. 
Ce so' posti e posti. 
Questo è un postaccio, non conviene a nessuno, capito? 
Oh me senti? 
Niente, è andato.
Speriamo che almeno abbia capito.

di Giovanni Franchini



o-o-o-o-o-o-o

Giobbe Covatta, il famoso comico molto noto anche per il suo decennale impegno con l'Amref* di solidarietà umana e supporto diretto in Africa, durante un'intervista televisiva andata in onda su Rete 4 la sera dello scorso 12 giugno, in merito al blocco della nave Aquarius carica di 629 migrantiha detto una frase toccante che mi ha scosso. 

La riporto a braccio (e mi perdoni Giobbe perché non letterale): 
"Quando qualcuno ci chiederà - come chiesero ai tedeschi sui campi di concentramento-: ma voi dove eravate, mentre queste persone affogavano? 
Noi cosa risponderemo?"
a.p.


*Amref Health Africa promuove progetti di salute nelle aree più isolate dell'Africa. 
A 60 anni dalla sua fondazione, oggi Amref è la più grande organizzazione sanitaria africana che opera nel continente. www.amref.it


Carlo Sibillia, il sottosegretario che non crede allo sbarco sulla Luna


...Come gestire il problema degli sbarchi dei profughi?

...Nominando sottosegretario agli Interni uno che nega pure lo sbarco sulla Luna!



mercoledì 13 giugno 2018

Emergenza profughi Aquarius. Lettera al Ministro dell'Interno Matteo Salvini di Gabriele Del Grande

Lettera al Ministro dell'Interno Matteo Salvini
di Gabriele Del Grande

"Confesso che su una cosa sono d’accordo con Salvini: la rotta libica va chiusa. Basta tragedie in mare, basta dare soldi alle mafie libiche del contrabbando. Sogno anch’io un Mediterraneo a sbarchi zero. 
Il problema però è capire come ci si arriva. 
E su questo, avendo alle spalle dieci anni di inchieste sul tema, mi permetto di dare un consiglio al ministro perché mi pare che stia ripetendo gli stessi errori dei suoi predecessori.

Blocco navale, respingimenti in mare, centri di detenzione in Libia
La ricetta è la stessa da almeno quindici anni. 
Pisanu, Amato, Maroni, Cancellieri, Alfano, Minniti. 
Ci hanno provato tutti. E ogni volta è stato un fallimento: miliardi di euro persi e migliaia di morti in mare.

Questa volta non sarà diverso. 
Per il semplice fatto che alla base di tutto ci sono due leggi di mercato che invece continuano ad essere ignorate. 
La prima è che la domanda genera l’offerta. 
La seconda è che il proibizionismo sostiene le mafie.
In altre parole, finché qualcuno sarà disposto a pagare per viaggiare dall’Africa all’Europa, qualcuno gli offrirà la possibilità di farlo. 
E se non saranno le compagnie aeree a farlo, lo farà il contrabbando.

Viviamo in un mondo globalizzato, dove i lavoratori si spostano da un paese all’altro in cerca di un salario migliore. 

L’Europa, che da decenni importa manodopera a basso costo in grande quantità, in questi anni ha firmato accordi di libera circolazione con decine di paesi extraeuropei. 
Che poi sono i paesi da dove provengono la maggior parte dei nostri lavoratori emigrati: Romania, Albania, Ucraina, Polonia, i Balcani, tutto il Sud America. 

La stessa Europa però, continua a proibire ai lavoratori africani la possibilità di emigrare legalmente sul suo territorio. 
In altre parole, le ambasciate europee in Africa hanno smesso di rilasciare visti o hanno reso quasi impossibile ottenerne uno.

Siamo arrivati al punto che l’ultima e unica via praticabile per l’emigrazione dall’Africa all’Europa è quella del contrabbando libico. 
Le mafie libiche hanno ormai il monopolio della mobilità sud-nord del Mediterraneo centrale. 
Riescono a spostare fino a centomila passeggeri ogni anno con un fatturato di centinaia di milioni di dollari ma anche con migliaia di morti.

Eppure non è sempre stato così. 
Davvero ci siamo dimenticati che gli sbarchi non esistevano prima degli anni Novanta? 
Vi siete mai chiesti perché? 
E vi siete mai chiesti perché nel 2018 anziché comprarsi un biglietto aereo una famiglia debba pagare il prezzo della propria morte su una barca sfasciata in mezzo al mare? 
Il motivo è molto semplice: fino agli anni Novanta era relativamente semplice ottenere un visto nelle ambasciate europee in Africa. In seguito, man mano che l’Europa ha smesso di rilasciare visti, le mafie del contrabbando hanno preso il sopravvento.

Allora, se davvero Salvini vuole porre fine, come dice, al business delle mafie libiche del contrabbando, riformi i regolamenti dei visti anziché percorrere la strada del suo predecessore. 
Non invii i nostri servizi segreti in Libia con le valigette di contante per pagare le mafie del contrabbando affinché cambino mestiere e ci facciano da cane da guardia. 
Non costruisca altre prigioni oltremare con i soldi dei contribuenti italiani. 
Perché sono i nostri soldi e non vogliamo darli né alle mafie né alle polizie di paesi come la Libia o la Turchia.

Noi quelle tasse le abbiamo pagate per veder finanziato il welfare! 
Per aprire gli asili nido che non ci sono. 
Per costruire le case popolari che non ci sono. 
Per finanziare la scuola e la sanità che stanno smantellando. 
Per creare lavoro. 
E allora sì smetteremo di farci la guerra fra poveri. 
E allora sì avremo un obiettivo comune per il quale lottare. 
Perché anche quella è una balla. Che non ci sono soldi per i servizi. 
I soldi ci sono, ma come vengono spesi? 
Quanti miliardi abbiamo pagato sottobanco alle milizie libiche colluse con le mafie del contrabbando negli anni passati? 
Quanti asili nido ci potevamo aprire con quegli stessi denari?

Salvini non perda tempo. Faccia sbarcare i seicento naufraghi della Aquarius e anziché prendersela con le ONG, chiami la Farnesina e riscrivano insieme i regolamenti per il rilascio dei visti nei paesi africani. 
Introduca il visto per ricerca di lavoro, il meccanismo dello sponsor, il ricongiungimento familiare. 
E con l’occasione vada a negoziare in Europa affinché siano visti validi per circolare in tutta la zona UE e cercarsi un lavoro in tutta la UE anziché pesare su un sistema d’accoglienza che fa acqua da tutte le parti.

Perché io continuo a non capire come mai un ventenne di Lagos o Bamako, debba spendere cinquemila euro per passare il deserto e il mare, essere arrestato in Libia, torturato, venduto, vedere morire i compagni di viaggio e arrivare in Italia magari dopo un anno, traumatizzato e senza più un soldo, quando con un visto sul passaporto avrebbe potuto comprarsi un biglietto aereo da cinquecento euro e spendere il resto dei propri soldi per affittarsi una stanza e cercarsi un lavoro. 

Esattamente come hanno fatto cinque milioni di lavoratori immigrati in Italia, che guardate bene non sono passati per gli sbarchi e tantomeno per l’accoglienza. 
Sono arrivati dalla Romania, dall’Albania, dalla Cina, dal Marocco e si sono rimboccati le maniche. Esattamente come hanno fatto cinque milioni di italiani, me compreso, emigrati all’estero in questi decenni. 
Esattamente come vorrebbero fare i centomila parcheggiati nel limbo dell’accoglienza.

Centomila persone costrette ad anni di attesa per avere un permesso di soggiorno che già sappiamo non arriverà in almeno un caso su due. 
Perché almeno in un caso su due abbiamo davanti dei lavoratori e non dei profughi di guerra. Per loro non è previsto l’asilo politico. 
Ma non è previsto nemmeno il rimpatrio, perché sono troppo numerosi e perché non c’è la collaborazione dei loro paesi di origine. 
Significa che di qui a un anno almeno cinquantamila persone andranno ad allungare le file dei senza documenti e del mercato nero del lavoro.

Salvini dia a tutti loro un permesso di soggiorno per motivi umanitari e un titolo di viaggio con cui possano uscire dal limbo dell’accoglienza e andare a firmare un contratto di lavoro, che sia in Italia o in Germania. 
E dare così un senso ai progetti che hanno seguito finora. 
Perché l’integrazione la fa il lavoro
E se il lavoro è in Germania, in Danimarca o in Norvegia, non ha senso costringere le persone dentro una mappa per motivi burocratici. 
Altro che riforma Dublino, noi dobbiamo chiedere la libera circolazione dentro l’Europa dei lavoratori immigrati. 
Perché non possiamo permetterci di avere cittadini di serie a e di serie b. 
E guardate che lo dobbiamo soprattutto a noi stessi.

Perché chiunque di noi abbia dei bambini, sa che cresceranno in una società cosmopolita. Già adesso i loro migliori amici all’asilo sono arabi, cinesi, africani. Sdoganare un discorso razzista è una bomba a orologeria per la società del domani. 
Perché forse non ce ne siamo accorti, ma siamo già un noi. 
Il noi e loro è un discorso antiquato. Un discorso che forse suona ancora logico alle orecchie di qualche vecchio nazionalista. 
Ma che i miei figli non capirebbero mai. 
Perché io non riuscirei mai a spiegare ai miei bambini che ci sono dei bimbi come loro ripescati in mare dalla nave di una ONG e da due giorni sono bloccati al largo perché nessuno li vuole sbarcare a terra.

Chissà, forse dovremmo ripartire da lì. Da quel noi e da quelle battaglie comuni. Dopotutto, siamo o non siamo una generazione a cui il mercato ha rubato il futuro e la dignità? Siamo o non siamo una generazione che ha ripreso a emigrare? 
E allora basta con le guerre tra poveri. Basta con le politiche forti coi deboli e deboli coi forti.

Legalizzate l’emigrazione Africa–Europa, rilasciate visti validi per la ricerca di lavoro in tutta l’Europa, togliete alle mafie libiche il monopolio della mobilità sud-nord e facciamo tornare il Mediterraneo ad essere un mare di pace anziché una fossa comune. O forse trentamila morti non sono abbastanza?"

Pubblicato il 12 giugno 2019 sulla pagina facebook di Gabriele Del Grande



Gabriele Del Grande, blogger e regista italiano, è stato l'ideatore e co-regista del film "Io sto con la sposa", premiato a Venezia e distribuito in cinquanta Paesi.

Nel 2006 ha fondato l'osservatorio sulle vittime delle migrazioni Fortress Europe e da allora non ha mai smesso di viaggiare nel Mediterraneo pubblicando reportage su numerose testate italiane e internazionali sugli eventi riguardanti le morti e i naufragi dei migranti africani nel Mediterraneo nel tentativo di raggiungere l'Europa.

Del Grande è autore dei libri "Mamadou va a morire", "Roma senza fissa dimora" e "Il mare di mezzo"

L'ultima sua inchiesta di giornalismo narrativo è intitolata "Dawla. La storia dello Stato islamico raccontata dai suoi disertori"
"Dawla" in arabo significa Stato ed è uno dei modi in cui i membri dello Stato islamico chiamano la propria organizzazione. 
Del Grande è andato a incontrarli in un avventuroso viaggio partito nel Kurdistan iracheno e terminato con il suo arresto in Turchia.
E ha raccontato le loro storie, legate a doppio filo a quella più grande dell’ascesa e della caduta dello Stato islamico.

sabato 12 maggio 2018

Rolex Capri Sailing Week. Tre Golfi, ieri è partita la prima regata


Circolo "Italia", gala per la Regata dei Tre Golfi

Saluto a mezzanotte, alla partenza della Tre Golfi, la prima regata 
 della Rolex Capri Sailing Week, in  testa "Caol Ila" al giro di Ponza  


Napoli, 12 maggio 2018 – Milleduecento ospiti sulle terrazze del Circolo del Remo e della Vela Italia per celebrare la partenza della 64^ Regata dei Tre Golfi, prima prova, della Rolex Capri Sailing Week, partita allo scoccare della mezzanotte di venerdì.

Novanta le imbarcazioni che, al lancio del razzo del comitato di giuria, hanno preso il largo dal Golfo di Napoli per percorrere le 150 miglia di una delle regate d'altura più antiche del Mediterraneo, dirette nel Golfo di Gaeta e, successivamente in quello di Salerno per raggiungere il traguardo a Capri.

Al Circolo del Remo e della Vela Italia il presidente Roberto Mottola di Amato, ha accolto gli ospiti con l'intero consiglio di direzione, gli armatori e gli equipaggi sulla banchina del sodalizio partenopeo, trasformata in una vetrina delle meravigliose imbarcazioni partecipanti. 

Presenti anche i presidenti degli altri circoli organizzatori, Nicolò Reggio dello Yacht Club Italiano e  Marino Lembo dello Yacht Club Capri,  il presidente della V zona FIV Francesco lo Schiavo, dell'UVAI (Unione Vela d'Altura Italiana, Fabrizio Gagliardi e il segretario generale dell'Associazione Internazionale dei Maxi Yacht (IMA), Andrew McIrvine.

In prima linea sul molo e ammirata da tutti, Atalanta, il Farr70 di Carlo Puri Negri, presente all'"Italia" con tutta la sua famiglia, che guidava la nutrita flotta dello Yacht Club Italiano  presente alla regata tra cui Flying Dragon di Giorgio Marsiaj e Chestress 3 di Giancarlo Ghislanzoni.  

E poi l'affascinante Vistona, un Cutter del 1937 con guidone dello YC Sanremo dell'armatore Giovanni Battista Borea d'Olmo, il Pendragon dello YC Punta Ala, degli armatori Riccardo Pavoncelli  e Nicola Paoleschi (a bordo del quale è salito in regata l'olimpionico presidente Mottola) e la "nostrana" Endlessgame il Cookson 50 di Pietro Moschini del Royal Club Canottieri Savoia, il cui circolo affiancato all' "Italia" ha accolto ospiti ed equipaggi della regata.       

La più grande di tutte, l'inglese Caol Ila R, con i suoi 21.95 mt di proprietà del londinese Alex Schaerer, è stata la prima a uscire per la partenza ed è volata subito in testa nella prima parte della regata, dopo il segnale della giuria.

Anche l'ex calciatore della nazionale italiana campione del Mondo, Marco Tardelli con la giornalista Mirta Merlino è stato tra gli ospiti e spettatori della partenza di mezzanotte con il questore Antonio de Jesu, il sindaco Luigi de Magistris, Ennio e Bianca Magrì con Bernardo e Cristina, Gianfredo e Rita Puca, Paola e Vincenzo Sposato, Decio e Angela Marinucci, Paolo Signorini, Francesco Tuccillo con la moglie Antonella, Roberta e Paolo Vosa, Giovanni Caputo dello storico Cantiere Aprea, Fabio Ratti con Marinì Ajello, Marco Zigon, Anna e Walter Marino, l'architetto dei Mylius Alberto Simeone, l'avvocato Marcello de Luca Tamajo, Giorgio Pietanesi della Fideuram con la moglie.


--
www.CorrieredelWeb.it

mercoledì 17 giugno 2009

LAST MINUTE 20 Giugno – 7 giorni in caicco tra le isole Dalmate a 699,00 €


Offerta last minute di Sailtosee: la magia di un viaggio in caicco, moderna versione della tipica goletta turca, tra le splendide isole della Dalmazia: Brac, Hvar, Vis e Solta, passando per le città più belle e caratteristiche, ricche d’arte e di storia: Spalato e Trogir.
Grassetto
Il tutto a un prezzo irripetibile: € 699,00 a persona per 7 notti in pensione completa, in cabina doppia con servizi privati, senza nessuna quota di iscrizione o spesa aggiuntiva.
E se con voi viaggia un bambino, la sua crociera è gratis.


Il caicco Nostalgija partirà il 20 Giugno 2009 da Spalato.
Dopo un aperitivo a bordo, il primo approdo è Brac, con attracco vicino alla celeberrima spiaggia di Bol.
La navigazione procede verso l’isola di Hvar, passando per la caratteristica Vrbovska, Starigrad e Hvar.
Costeggeremo l’Isola di Vis, l’isola di Solta, e sulla via di ritorno per Spalato ci si fermerà a Trogir, una piccola Venezia di pietra bianca ricca di opere d’arte rinascimentali e barocche.

Una settimana sospinti dalle onde, alla scoperta delle splendide cornici paesaggistiche regalate a chi sceglie di vedere la Dalmazia dal mare.

Last minute 20 giugno 2009 - 7 giorni per 2 persone, 1 bambino gratis: euro 1049,00 - Supplemento single € 99,00 - Nessuna quota di iscrizione o spesa aggiuntiva

Per informazioni:

Numero verde (chiamata gratuita)
800 - 953075

Tel.: +39 051 58 80 686
 Fax: +39 051 58 80 316
 E-mail: info@ghimpresaturistica.com

lunedì 8 giugno 2009

La “Visio Mystica” di Terremobili. Per un viaggio in equilibrio tra corpo e spirito

La nuova proposta di Terremobili lancia un percorso mistico tra gli ulivi secolari della premurgia tarantina. Una masseria del 1712, trasformata in esclusivo centro benessere, racchiude un viaggio di luci, suoni, colori e massaggi sulle tracce della Magna Grecia. Per godere del più raffinato dei lussi: l’equilibrio tra corpo e spirito.

Quis ut Deus è un centro wellness insieme rustico ed elegante, immerso nei colori e nei sapori del tarantino: il luogo ideale per un’esperienza che ripercorre i passi di eroi e divinità della Magna Grecia, in linea con la filosofia di Terremobili, il marchio di GH Impresa Turistica rivolto a viaggiatori in cerca di esperienze da vivere e da raccontare.

Il percorso proposto da Terremobili è qualcosa di più che un soggiorno in un resort.
È un viaggio di purificazione e di relax attraverso massaggi a base di prodotti rigorosamente biologici, cromoterapia e musicoterapia, trattamenti all’aperto nel cuore della macchia mediterranea (dall’Hammam al massaggio del viso, dalle vasche Kneipp all’idromassaggio).

Alla fine di ogni trattamento si dorme in una delle splendide suite, camere soprane, trulli o classiche di Quis ut Deus.

La degustazione di vini inebrianti e dolci chiude un viaggio di tre giorni dedicato alla riscoperta di una sintonia tra corpo, spirito e natura.

Per altre informazioni su questo e altri tour tematici, vi rimandiamo alla consultazione del nostro sito:

GH Impresa Turistica


giovedì 4 giugno 2009

GH Impresa Turistica. Nuovi siti, cataloghi on-line per proporre “best of” stagionali e un Mediterraneo che cresce.

I brand di GH si presentano on-line con vesti grafiche rinnovate e sempre più attenti alle necessità di clienti e fornitori.

Alessandra Guarnieri, responsabile marketing di GH Impresa Turistica afferma:
“I nostri due marchi, Ferias e Terremobili, possono contare su vesti grafiche sempre più accattivanti, che ben si sposano con la ricerca di un prodotto qualitativamente superiore, un tratto che per noi resta assolutamente distintivo”.

Terremobili presenta da quest’anno una linea di tour tematici prenotabili on-line che “colgono la vera essenza del Mediterraneo. Puntiamo molto su short-breaks mirati e di qualità. Ci interessa offrire ai nostri clienti gli elementi che hanno reso il nostro mare una destinazione sempreverde: cultura, natura, enogastronomia e, ovviamente, mare”.

GH Impresa Turistica da quest’ anno può inoltre contare su un marchio di charter nautico che opera in Dalmazia: Sailtosee.

“Sailtosee presenta un numero ampio di barche, a vela e a motore, e per tutte le tasche. Lavoriamo in Croazia da anni ma offriamo un servizio assolutamente ‘Made in Italy’”.

GH Impresa Turistica ha infine ampliato il raggio delle sue proposte, proponendo i suoi prodotti anche in Marocco e Campania.

martedì 3 marzo 2009

Pescara 2009: mega show dei Giochi del Mediterraneo

Campioni di spettacolo per le Cerimonie d’apertura e chiusura Pescara 2009

La K-events vince l’appalto per l’organizzazione dei mega show dei Giochi del Mediterraneo

Hanno meravigliato il mondo con spettacoli che si osservano in silenzio, con lo stupore e l’incredulità dell’infanzia innocente. La loro arte, perché di questo si tratta, è entrata nella letteratura della pubblicità e della comunicazione. Ora sono insieme, a Pescara, per scrivere trama, sceneggiatura e coreografia delle Cerimonie di apertura e chiusura dei Giochi del Mediterraneo 2009. Marco Balich, veneziano, che è stato direttore artistico delle Olimpiadi di Torino nel 2006, il coreografo Doug Jack, massimo esperto internazionale in materia di coreografia di massa,l’australiano Ric Birch, director producer, fra le altre cose, delle più spettacolari cerimonie olimpiche delle più grandi cerimonie ed eventi che a Pechino ha lavorato a fianco del regista Zhang Yimou, insieme a Lida Castelli e Alfredo Accatino direttori creativi di alcune delle cerimonie più spettacolari a livello europeo degli ultimi anni, sono sbarcati sulle rive dell’Adriatico insieme alla K-events, società del gruppo FilmMaster, che si è aggiudicata l’appalto delle cerimonie di apertura e chiusura della 16ema edizione dei Giochi del Mediterraneo. La FilmMaster è il principale gruppo italiano di produzione spot pubblicitari. Organizza grandi eventi di spettacolo per aziende e enti. Sull’idea progettuale, scelta da una commissione della quale ha fatto parte anche l’onorevole Manuela Di Centa, ex campionessa olimpionica, vige un assoluto riserbo ma i protagonisti di quello che sarà un evento internazionale fra i più suggestivi, insieme al Comitato organizzatore di Pescara 2009, sono già al lavoro per attuare l’idea progettuale che ha convinto la commissione. Lo Statuto del Comitato Internazionale dei Giochi del Mediterraneo, stabilisce il Protocollo delle Cerimonie, che si inserisce all’interno di uno spettacolo più ampio; una serie di riti e emblemi, che ogni quattro anni vengono ripetuti e che caricano l’evento di solennità e di un messaggio di pace e fratellanza.

Le Cerimonie di Apertura e di Chiusura dei XVI Giochi del Mediterraneo di Pescara 2009 si svolgeranno rispettivamente il 26 giugno allo Stadio Adriatico di Pescara e il 5 luglio in Piazza della Rinascita meglio conosciuta come Piazza Salotto, cuore della città abruzzese.




lunedì 29 settembre 2008

ATOPOS AL FESTIVAL ADRIATICO MEDITERRANEO DI ANCONA



Ebbene comincia il weekend e finisce il Festival, finisce con la poetessa sulla nave, i camionisti in attesa col culo sul cemento, le note in sottofondo a due passi dal cantiere.

Sì, son passato dal porto per andare all’Arco di Traiano, i pullman di turisti, la ringhiera a lato tra le file di croati. Sentivo battere le mani, il concerto del tramonto era ormai al buio, odore di fisarmonica e clarinetto, di piedi che battono per terra, sonagli e bambini, la birra ormai calda, il disappunto che l’uscita dal porto è sbarrata a pochi metri dal palco.

Proprio oggi i giovani clandestini scaricati dal tir in mezzo all’autostrada – e la musica suona, l’asfalto si incrosta sotto i piedi della ragazza sempre più alticcia, vestita di rosso. Che danza brandendo un foulard, tra il pubblico in giubilo e il suon di sirena che viene dalla Jadrolinea in partenza.

La penna, il foglio e l’ombra, il flash rosso prima e poi la luce bianca, i saluti, le domande, come sto come stai se il frozen è andato bene e se sono appunti questi?

Parole col sapore della anche appiccicaticce di questo tempo sciroccato e del vento che finalmente si ritrova parlante, segnando la fine di un percorso già finemente tracciato: il calendario dell’estate.

mercoledì 21 maggio 2008

Osservatorio EuroMediterraneo e del Mar Nero: Domani alle 11 la presentazione del report delle attività con il sindaco Iervolino

Osservatorio EuroMediterraneo e del Mar Nero
COMUNICATO STAMPA-INVITO

Domani alle 11 la presentazione del report delle attività dell'Osservatorio EuroMediterraneo e del Mar Nero con il sindaco Iervolino


Si svolgerà a Napoli domani 22 maggio alle 11 nella Sala Giunta di Palazzo Giacomo la presentazione del report delle attività dell'Osservatorio EuroMediterraneo e del Mar Nero (
www.mediterraneomarnero.it), presieduto da Raffaele Porta, che nei primi tre anni di vita ha messo in campo decine di attività in collaborazione con quindici Paesi del Mediterraneo e del Mar Nero grazie alla sinergia dei tre partner: Comune di Napoli, Università degli Studi di Napoli L'Orientale e Fondazione IDIS-Città della Scienza.

L'incontro si aprirà con un ricordo del Sindaco di Napoli Rosa Iervolino Russo di Fabio Maniscalco, l'archeologo napoletano docente all'Orientale e componente del comitato tecnico scientifico dell'Osservatorio scomparso nel 2007 dopo un male incurabile causato dall'uranio impoverito con cui è stato in contatto nelle sue attività di ricerca in zone di guerra.

Prima della relazione sulle attività dell'Osservatorio del Presidente Raffaele Porta apriranno i lavori del Presidente della Fondazione IDIS Città della Scienza Vittorio Silvestrini, del Decano dell'Università degli Studi di Napoli L'Orientale Giovanni Battista De Cesare, del Vice-direttore dell'ANSA Carlo Gambalonga e del
Console Generale della Tunisia a Napoli Mohamed Imed Torjemane.

Nel corso della mattinata il Direttore editoriale di ARTE'M Guido Savarese presenterà il progetto "Volti del Mediterraneo" e la Presidente dell'Associazione Dido Lucia Valenzi la rassegna cinematografica "Tunisi a Napoli. Cinque giorni di Cinema, Dibattiti, Incontri", che prenderà il via a Napoli da sabato 24 maggio.
Alle 12 i lavori saranno conclusi dall' Assessore alla Cultura del Comune di Napoli Nicola Oddati.

Ufficio stampa: Roberto Race 3470885233 – 3339064533

martedì 29 aprile 2008

OceanCare: Balene e delfini del Mediterraneo in pericolo

OceanCare: Balene e delfini del Mediterraneo in pericolo

Le associazioni non-governative si uniscono per proteggere
le popolazioni di cetacei dei nostri mari


Lo stato di conservazione dei delfini e delle balene del Mediterraneo desta crescente preoccupazione a causa dell'impatto delle attività umane. Molti non lo sanno, ma nella zona si possono incontrare circa 15 diverse specie di cetacei, otto delle quali frequentano regolarmente le nostre acque. Tre specie - capodoglio, delfino comune e tursiope - versano in
condizioni critiche mentre una quinta popolazione - quella delle orche nel Golfo di Gibilterra - corre un rischio immediato di estinzione.

Persino il delfino comune, un tempo la specie più abbondante in Mediterraneo, è oggi classificato come a rischio di scomparsa nella Lista Rossa dell'Unione Mondiale per la Conservazione della Natura. Il delfino comune è sparito dal Mare Adriatico a causa dell'impatto antropico, e sta scomparendo anche in Mar Ionio. "Il Mediterraneo è un triste esempio di cattiva gestione della pesca. La mortalità accidentale nelle reti e una pesca eccessiva minacciano i grandi predatori, tra cui i delfini", spiega Sigrid Lueber di OceanCare.

"E' necessario un intervento immediato, ma finora i governi del Mediterraneo hanno mancato l'obiettivo di attuare misure di tutela adeguate, per garantire un futuro a delfini e balene" afferma Nicolas Entrup di WDCS (Whale and Dolphin Conservation Society).

Come risposta alla stagnazione politica e per affrontare questi problemi, istituti di ricerca e organizzazioni per la conservazione hanno recentemente unito le loro forze creando una nuova e influente alleanza per la tutela della biodiversità marina e la riduzione dell'impatto delle attività umane sui cetacei. Il network, chiamato Cetacean Alliance, mira a
sviluppare sinergie e creare opportunità di collaborazione fra individui e organizzazioni determinate a proteggere le popolazioni di cetacei che vivono in Mediterraneo. L'alleanza comprende organizzazioni non-governative di ricerca e conservazione con basi in Austria, Croazia, Germania, Grecia, Italia, Slovenia, Spagna, Svizzera e Regno Unito, in rappresentanza di oltre 100.000 associati.

Cetacean Alliance ha lanciato un nuovo sito internet - www.cetaceanalliance.org - allo scopo di informare, creare consapevolezza, promuovere la tutela del mare e contribuire a migliorare lo stato di conservazione dei cetacei del Mediterraneo. Il sito comprende materiale educativo, video, aggiornamenti sulla ricerca, informazioni pratiche per ridurre il nostro impatto sull'ambiente e consigli per gli studenti interessati allo studio di balene e delfini.


Ufficio Stampa, Istituto Tethys
E-Mail: press.tethys@gmail.com
Istituto Tethys
Viale G.B. Gadio 2, 20121 Milano
Tel.: +39-02-7200-1947
Fax: +39-02-869-95011
Mobile: +39-349-136-8017

Disclaimer

Protected by Copyscape


Il CorrieredelWeb.it è un periodico telematico nato sul finire dell’Anno Duemila su iniziativa di Andrea Pietrarota, sociologo della comunicazione, public reporter e giornalista pubblicista, insignito dell’onorificenza del titolo di Cavaliere al merito della Repubblica Italiana.

Il magazine non ha fini di lucro e i contenuti vengono prodotti al di fuori delle tradizionali Industrie dell'Editoria o dell'Intrattenimento, coinvolgendo ogni settore della Società dell'Informazione, fino a giungere agli stessi utilizzatori di Internet, che così divengono contemporaneamente produttori e fruitori delle informazioni diffuse in Rete.

Da qui l’ambizione ad essere una piena espressione dell'Art. 21 della Costituzione Italiana.

Il CorrieredelWeb.it oggi è un allegato della Testata Registrata AlternativaSostenibile.it iscritta al n. 1088 del Registro della Stampa del Tribunale di Lecce il 15/04/2011 (Direttore Responsabile: Andrea Pietrarota).

Tuttavia, non avendo una periodicità predefinita non è da considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 07/03/2001.

L’autore non ha alcuna responsabilità per quanto riguarda qualità e correttezza dei contenuti inseriti da terze persone, ma si riserva la facoltà di rimuovere prontamente contenuti protetti da copyright o ritenuti offensivi, lesivi o contrari al buon costume.

Le immagini e foto pubblicate sono in larga parte strettamente collegate agli argomenti e alle istituzioni o imprese di cui si scrive.

Alcune fotografie possono provenire da Internet, e quindi essere state valutate di pubblico dominio.

Eventuali detentori di diritti d'autore non avranno che da segnalarlo via email alla redazione, che provvederà all'immediata rimozione oppure alla citazione della fonte, a seconda di quanto richiesto.

Per contattare la redazione basta scrivere un messaggio nell'apposito modulo di contatto, posizionato in fondo a questa pagina.

Modulo di contatto

Nome

Email *

Messaggio *