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domenica 7 ottobre 2018

IL GIORNO DELLA CANONIZZAZIONE DI PAOLO VI: 14 OTTOBRE 2018


14 OTTOBRE 2018 GIORNO DELLA CANONIZZAZIONE DI PAOLO VI

IN OCCASIONE DEL SINODO DEDICATO AI GIOVANI

"PAOLO VI: DIECI PAROLE AI GIOVANI"

Carissimi giovani, noi facciamo tanto affidamento su di voi: conosciamo le aspirazioni e le attese che si muovono nel vostro cuore, la vivacità trasparente dei vostri sentimenti, la generosità e lo slancio di cui siete capaci. Trepidiamo, è vero, al pensiero dei pericoli che si trovano sul vostro cammino. Sappiate essere forti, pensosi, maturi. La gioventù di oggi lo è molto più di quella di ieri. Paolo VI (14.5.1970).


Lettera aperta all'Arcivescovo Mons. Pasquale Macchi:

Eccellenza Reverendissima, ricordo quando Lei ha accettato l'invito a partecipare al progetto "Testimoni del nostro Tempo", una collezione di opere dedicate all'indimenticabile Papa Paolo VI. Ella ha avuto la bontà di scegliere dieci pensieri del Santo Padre rivolti ai giovani del Terzo Millennio che ripropongo oggi, in occasione  del Sinodo dedicato ai giovani con la proclamazione di Papa Montini Santo, il 14 ottobre 2018, indetto da Papa Bergoglio. 

Le riflessioni di Paolo VI inserite nei miei lavori pittorici, sono rivolte ai giovani del terzo millennio, a cui il Papa desiderava consegnare il nucleo vitale del suo magistero fondato non solo sui valori della fede ma anche sulla coscienza dell'impegno sociale e civile nel nome di Gesù Cristo Redentore, colto nei due tempi essenziali della Croce e della Resurrezione. Per questo motivo, nelle tavole, il Volto di Cristo è interpretato nel segno di una ricerca al senso dell'esistenza e dell'imperscrutabilità del mandato del Padre. 

E allo stesso modo si è cercata un'immagine inedita di Paolo VI, colui che, come scrisse Giovanni Paolo II "è stato il Papa dell'Umanità: se Egli ha amato intensamente la Chiesa, con non minore sincerità ha amato, rispettato, esaltato e difeso l'Uomo". 

Riflettendo, dunque, sui dieci pensieri di Papa Montini, da Lei scelti, rivolti ai giovani (ma potremmo dire ai giovani di ogni tempo), ho eseguito 10 ritratti dalle pennellate fluide, colme di vitalità. Dai ritratti ho cercato di fare emergere l'umiltà, la bontà, la cultura e soprattutto la misericordia di Paolo VI. 

È stato come se la materia pittorica con i suoi colori forti, a volte tenui, si fosse fusa con i messaggi del Pontefice che Lei, Eccellenza, che è stato Segretario personale del Papa, ha saputo selezionare con rara sensibilità. Posso dire che ho vissuto una condizione creativa intensa, dinamica, moderna, oggi in piena sintonia con l'attualità del Sinodo dedicato ai giovani. Mi auguro che anche attraverso il mio lavoro i giovani possano accostarsi al grande Santo Paolo VI.

Con questa missiva volevo ringraziarla del Suo prezioso contributo, grato nell'animo della fiducia e della stima di cui ha sempre voluto gratificarmi. Nell'alto dei cieli, Lei Eccellenza avrà rincontrato l'amato Papa Paolo  VI. Immagino l'abbraccio affettuoso, il sorriso, l'incontro di due anime sante. È così che mi piace pensare a Lei ed a Papa Montini nella dimensione celeste. Sono certo che gli Angeli messaggeri le faranno avere questa missiva.
Nell'indelebile bel ricordo della Sua Persona, la saluto cordialmente con rispettosi ossequi. (Francesco Guadagnuolo - Roma, ottobre 2018).

Ha scritto Giulio Andreotti: «La capacità artistica di Francesco Guadagnuolo in questi ritratti è straordinaria».
Secondo Mons. Sante Montanaro: «Parole e immagini, amalgamate insieme in un affettuoso abbraccio, hanno dato vita ad un unico, suggestivo e magico affresco donde è emersa l'opera   d'arte "vera" del Maestro Francesco Guadagnuolo, che ha reso giovani e uomini maturi partecipi di quello che è stato il sublime Magistero e il grande insegnamento di un indimenticabile Papa del XX secolo».

lunedì 8 agosto 2016

GIULIANOVA - IL PROFESSOR GIOVANNI GASBARRINI PRESENTA IL SUO SECONDO LIBRO

Villa Dulcis Giulianova
Architetto Silvio Gambini
Professor Giovanni Gasbarrini
GIULIANOVA – Villa Dulcis "…e la storia continua", questo il titolo del secondo libro scritto dal professor Giovanni Gasbarrini che verrà presentato il prossimo 20 agosto proprio all'interno del parco della bellissima dimora liberty realizzata nel 1912 su progetto dell'architetto Silvio Gambini di Busto Arsizio, teramano di origini. La nuova pubblicazione è in pratica la continuazione del primo volume "Villa Dulcis", presentato proprio un anno fa, che narra della "storia di una famiglia a cavallo di tre secoli" e che si è pregiato della presentazione dello scrittore televisivo Francesco Freyrie, tra l'altro nipote dell'autore. In quel contesto Giovanni Gasbarrini ha disegnato un racconto sintetico, ma incisivo sulla importanza dei genitori. La saggezza di un tempo a completa disposizione di figli e nipoti nel solco tracciato anche dalle antiche tradizioni d'Abruzzo. Di Antonio Gasbarrini, padre di Giovanni e celebre clinico e archiatra di tre Pontefici (Pio XII, Giovanni XXIII e Paolo VI), oltre che consulente di celebri personaggi come Padre Pio da Pietrelcina, la Regina Elena di Montenegro e Giulio Andreotti, viene riportata la commovente, ma significativa storia dell'inizio della sua carriera nell'indigenza economica. L'aiuto della famiglia e la grande volontà furono il segreto del successo che toccò elevati livelli della medicina europea. Della mamma di Giovanni, Elisabetta Tinozzi, napoletana di adozione, ma abruzzese di origini (Cugnoli in provincia di Pescara), vengono raccontati 30 episodi della vita napoletana del primo novecento. Le descrizioni fanno rivivere le esperienze non solo della famiglia Tinozzi, comuni  un po' a  tutti gli Italiani che hanno vissuto quel periodo di storia e che Giovanni non ha voluto fossero dimenticati.
Il secondo volume vede la commovente prefazione del maestro Pupi Avati di poco più anziano di Giovanni e che con lui ha condiviso la vita bolognese della seconda metà del '900. Naturalmente, il professor Giovanni Gasbarrini ha voluto sottolineare i motivi del duplice saggio.
Proprio quest'anno Gasbarrini compie 80 anni e la sua vita,  trascorsa per quasi 60 anni con la moglie Marilù, è stata ricca di esperienze, molte delle quali difficili (la guerra, lo sfollamento, i bombardamenti, il periodo della ricostruzione dell'Italia), tenendo comunque sempre nei pensieri la vita trascorsa in Villa Dulcis.
Vuole ricordarla a figli , a nipoti e ad amici, per offrire delle esperienze possibilmente da condividere e da ripetere.
Significativa la descrizione di come una famiglia può vivere nel corso di esperienze difficili, se queste vengono rasserenate dall'amore che scaturisce da personaggi, spesso assai divertenti e comunque indimenticabili.
Emozionanti alcuni episodi narrati e soprattutto il ricordo degli amici con cui Giovanni non può più parlare, ma che sente vicini come un tempo nel giardino di Villa Dulcis.
Il volume si ferma al 1960, quando Giovanni si sposò con Marilu'. Dice l'autore: "Il perchè è molto semplice. Fino a quel periodo i ricordi sono nitidi e ricchi di particolari e dettagli spesso tornati alla mente con l'aiuto della sorella Maria Adelaide".
Nell'ultimo capitolo viene annunciato il terzo volume che Giovanni spera di riuscire a concludere per la stagione estiva del 2017. L'indice è già fatto: la vita universitaria  fino al premio Berlino 2013 della Società Europea di Gastroenterologia come migliore ricercatore e clinico, la  sua esperienze in varie sedi universitari, gli allievi da lui amati come figli, la vita trascorsa in barca, a cavallo e nei viaggi per il mondo sempre insieme ai familiari.
Siamo sicuri che anche questo secondo volume avrà un più che positivo riscontro pari al primo che ha conseguito a Riolo Terme (Ra) nell'ottobre 2015 il XXVI Premio Vallesenio.
                                                                                                        
                                                                                                 Alfonso Aloisi

sabato 20 gennaio 2007

Per la Pace. Paolo VI



"..perchè le ragioni della pace e della giustizia
trionfino sulla forza della morte
e gli uomini e i popoli riconciliati
possano incontrarsi,
parlarsi e riscoprirsi fratelli".

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