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lunedì 9 marzo 2009

Pedagogia dei Processi Culturali

L'educazione globale affronta le questioni dell'ecologia, dei diritti umani, della pace, della democrazia, nella prospettiva dello sviluppo equo e solidale.

Questi sono i compiti più urgenti della rivoluzione planetaria, con Onu, Unesco, Unicef, e con l'associazionismo culturale, quali istituti che ripensano criticamente i processi di globalizzazione.

L'umanesimo planetario tende al miglioramento della qualità della vita e a non svotare di senso l'esistenza, come accadrebbe se la tecnologia e l'economia venissero trascurate rispetto alle loro potenzialità sociali.

laura tussi


MONDO GLOBALE E MONDI LOCALI

La pedagogia dei processi culturali.

di Laura Tussi

L'educazione globale affronta le questioni dell'ecologia, dei diritti umani, della pace, della democrazia, nella prospettiva dello sviluppo equo e solidale.

Questi sono i compiti più urgenti della rivoluzione planetaria, con Onu, Unesco, Unicef, e con l'associazionismo culturale, quali istituti che ripensano criticamente i processi di globalizzazione. L'umanesimo planetario tende al miglioramento della qualità della vita e a non svotare di senso l'esistenza, come accadrebbe se la tecnologia e l'economia venissero trascurate rispetto alle loro potenzialità sociali.

La storia del confronto è la dinamica dello scontro con le vaste migrazioni di massa, le tensioni interne agli stati, con movimenti armati a sfondo politico e religioso, guerre civili a sfondo etnico, separatismi linguistici e particolarismi.

Attualmente il conflitto è di natura culturale e non più ideologica ed economica.

Lo scontro tra culture determina la politica mondiale.

Le città sono conglomerati di differenze con un'eterogeneità profonda, una profonda varietà come sostiene Taylor, in pluralità di appartenenze e modi di essere e di pensare, nella coesistenza di tradizioni che portano sempre a nuovi contrasti e divisioni.

Non esiste una prospettiva globale e panottica, ma l'unità e l'identità riemergono dalle differenze. Negli anni 50 e 60 avviene la decolonizzazione degli Stati e la rivoluzione anticoloniale sostituisce i termini di nazione, stato e popolo con i significati di identità, tradizione e appartenenza che implicano divergenza, varietà e disaccordo.

Il 900 è il secolo delle contraddizioni: i totalitarismi, la democrazia, il capitale monopolistico, il welfare state, gli integralismi e la globalizzazione nella crisi delle certezze, dell'aporia e dell'antinomia fra il capolinea e il "principio speranza" (Bloch).

Hobsbawm nel saggio "Il secolo breve", sostiene che dal 1917 al 1989 si assiste alla nascita del mito e alla sua morte, dall'orrore dell'Olocausto, al mito del soggetto individuo, con il secolo del capitalismo americano.

L'11 settembre del 2001 rappresenta lo scontro tra civiltà e restano da preservare i valori politici e culturali, il significato di individuo, libertà, democrazia, comunicazione, valori antropologici ed etici, ergo pedagogici.

L'exploit della tecnologia, l'irruzione delle masse, dei giovani e delle donne nella storia, l'orrore dell'Olocausto, la mondializzazione, sono fenomeni paralleli alle svolte della pedagogia, con la nascita delle scienze dell'educazione e dell'epistemologia pedagogica, con la pedagogia critica come neoparadigma della pedagogia sociale, nei processi formativi presenti in tutto l'arco della vita dell'uomo.

Nel 900 la pedagogia è ridefinita in principali modelli, quali l'alfabetizzazione, la cultura di massa, l'educazione permanente e il lifelonglearning.

Il nesso tra pedagogia e politica consiste in una sinergia, un legame che presenta anche tensione, opposizione e relazione dialettica, dove la pedagogia assume il ruolo di critica utopica, rispetto al potere politico.

Nel 900, con l'attivismo, la scuola si apre alle masse che assumono un ruolo di centralità nella società, ma offuscato alla fine del secolo dai massmedia.

L'attivismo fino agli anni 50 osserva le esigenze del bambino, il piano operatorio del fare (Piaget), l'ambiente di vita.

Questi cambiamenti favoriscono una rivoluzione copernicana rispetto all'istituzione scolastica formalistica e deontologica.

In Italia la "scuola serena" di Radice promuove la continuità fra scuola e famiglia dove il fanciullo diviene un'artista spontaneo nel lavoro libero e attivo che con Agazzi si evolve in senso di collaborazione.

Pizzigoni favorisce nella scuola l'esperienza diretta del fanciullo nella risoluzione dei problemi all'interno della vita concreta di comunità.

Dewey nel 1899 estende l'opera manifesto della scuola attiva, dal titolo "Scuola e società" al fine di formare allo spirito scientifico e alla democrazia, dove la scuola diviene laboratorio e comunità di lavoro.

Nel 1950 Cousinet scrive il saggio "L'educazione nuova" che enuclea i presupposti dell'insegnamento attivo attraverso la valorizzazione del bambino, delle sue capacità, dello sviluppo di iniziative e interessi, con la motivazione ad agire tramite uno spirito sperimentale, nella società industrializzata e democratica, nell'ambiente pedagogico per la crescita evolutiva dell'intelligenza e della socializzazione.

Freinet, con il saggio dal titolo "Nascita di una pedagogia popolare" del 1949, divulga le istanze sviluppate dall'attivismo sull'experience tatonnée nella cooperazione per l'attivazione di stamperie nelle scuole al fine di creare giornali di classe in senso politico e progressista, per una scuola del popolo, con tecniche didattiche innovative, tramite valenze ideologiche come l'esperienza partigiana intesa quale movimento di massa per la liberazione di un popolo.

Le "scuole nuove" che hanno origine in Inghilterra prevedono un'educazione attiva e la diffusione mondiale del movimento attivistico che collega la pedagogia alle scienze umane, quali la psicologia e la sociologia.

I temi della pedagogia dell'attivismo sono il puerocentrismo, in ogni processo educativo, la valorizzazione del fare, la motivazione, la socializzazione e l' antiautoritarismo.

Decroly, con la pedagogia differenziale, studia la psiche degli anormali e il loro processo di individualizzazione, in un approccio globale rispetto all'ambiente e al principio di interesse, concernente l'importanza di educare alla libertà con libertà.

Nel 1907 la Montessori fonda e istituisce le "case dei bambini", istituzioni educative basate sul presupposto formativo della ricezione di stimoli dall'ambiente, in un clima di puerocentrismo, ossia della centralità dell'allievo concepito come mente assorbente, perché il bambino presenta un forte potere di assimilazione.

Nella scuola Montessoriana si trasmette l'educazione alla pace e la solidarietà fra i popoli.

La pedagogia di Dewey è attenta ai problemi della società industriale moderna con il pragmatismo che trova, nel contatto tra il momento teorico e pratico, la modalità del fare, educando, come momento centrale dell'apprendimento.

La scuola di Dewey si ricollega al progresso sociale, quale comunità in miniatura con laboratori di attività per la valorizzazione della vita del fanciullo, tramite interessi e attività.

La scuola, attraverso questi approcci scientifici e pedagogici, assume un ruolo di trasformazione della società che dovrebbe risultare meno repressiva e autoritaria, ma potrebbe incentivare la partecipazione e la collaborazione sociale.

Dewey nel saggio "Democrazia e educazione" del 1916, raccoglie e auspica lo sviluppo della democrazia tramite il metodo sperimentale delle scienze, per un nuovo umanesimo scientifico e democratico, che sviluppi gli aspetti sociali ed operativi del soggetto, con attenzione agli approcci cognitivi ed etico-sociali, finalizzati alla formazione umana del soggetto e del cittadino in una società aperta e attiva.

Gli aspetti della pedagogia marxista consistono nella dialettica tra educazione e società, nel legame tra educazione e politica, dove l'azione politica è praxis rivoluzionaria, con la centralità del lavoro nella formazione dell'uomo.

La teorizzazione marxiana prevede un uomo onnilaterale emancipato da condizioni di subalternità ed alienazione.

Con la seconda e la terza internazionale dopo il 1917 con Lenin, viene abolito il contenuto religioso e nazionalistico della vecchia scuola, tramite i nuovi libri di testo.

In questa prospettiva onnilaterale dell'individuo emancipato e libero, Makarenko attua una base educativa sperimentale all'interno delle colonie scolastiche, con ragazzi abbandonati e connotati da un forte disagio, promuovendo i collettivi di lavoro, ossia uno complesso finalizzato di individui, educati con una forte disciplina formativa.

Gramsci, in Italia, propone un modello educativo più aperto e democratico, elaborato dal marxismo come si evince dai documenti contenuti nell'opera "Quaderni del carcere" del 1948.

La pedagogia di Stato costituisce sempre uno strumento politico di formazione ed educazione della società.

Dovrebbe costituire una finalità emancipativa dei popoli in una prospettiva di liberazione dalla subalternità e di educazione alla convivenza tra le differenze presenti nel tessuto sociocomunitario.


Laura Tussi

sabato 15 novembre 2008

Paesi emergenti: da low cost ad high-value

E' un po' che voglio affrontare la questione oggetto di questa breve trattazione. Mi trovo infatti spesso a confrontarmi con manager ed imprenditori sulle prospettive legate ai paesi emergenti e il tema dominante è sempre la ricerca di costi bassi.
L'accezione con la quale vengono contraddistinti questi paesi è immancabilmente quella di regioni low-cost in cui trovare manodopera a basso costo, location altrettanto economiche e ancor meglio regimi fiscali meno opprimenti dell'italiano.
Il mio tentativo non è certamente quello di negare delle evidenze come quelle che ho scritto ma al contrario è la volontà di offrire una diversa prospettiva con la quale guardare le economie emergenti. Voglio cioè portarvi a riflettere su un diverso modo di concepire l'internazionalizzazione in quelle zone, verso ragionamenti quali la ricerca di valore, di qualità.

Non solo fattori della produzione a basso costo ma una nuova domanda da soddisfare. La situazione economica attuale caratterizzata da una crisi finanziaria che si sta ripercuotendo sull'economia reale, impone nuove strade. Finanza mezzo o fine, limiti della mano invisibile, fallimento di un liberismo senza regole o l'atavica avidità umana, lascio a penne più autorevoli della mia le analisi del caso e mi limito ad osservare una situazione di difficoltà con cui tutte le aziende devono convivere. In questo quadro è un dato di fatto che la domanda globale sia trainata dalla domanda in crescita dei paesi emergenti; passiamo quindi, senza la ben che minima voglia di esprimere giudizi di valore, da paesi di cui servirsi a paesi da servire. Ma come? Pensando Glocal ovvero strategia globale ma adattando i prodotti ai mercati locali. E' ormai un concetto superato quello di concepire prodotti adatti ad una fantomatica, omogenea domanda mondiale. Molti ricorderanno il progetto della Fiat Palio ovvero una macchina capace di travalicare diversi mercati e altrettanti penso abbiano presente l'inefficacia della strategia.

Più valore alle opportunità ma anche alle minacce. I paesi emergenti e le realtà che esprimono stanno sempre di più diventando degli attori di primo piano nel panorama della competizione mondiale. Un esempio su tutti è rappresentato dalla Tata che, in qualità di maggior gruppo industriale indiano, è in grado di reggere il confronto con i concorrenti occidentali, riuscendo anche ad imporsi nell'ostico mercato europeo dell'automotive.

Il valore di una domanda in crescita, una concorrenza di valore ma soprattutto un immenso patrimonio di capitale umano e competenze da valorizzare. Penso infatti che nelle persone e nelle elevate competenze di cui sono portatrici risieda il vero high- value dei paesi emergenti, oggi e ancor più in una prospettiva futura.
Le imprese europee stanno passando dall'essere labour-intensive al divenire sempre più knowledge-intensive. La complessità, in particolar modo del modo dell'industria, richiede personale con elevata formazione ed abilità multidisciplinare. In questa dimensione l'invecchiamento della forza lavoro specializzata non colmata da un inserimento equiparabile di energie giovani, sta creando una crisi di talenti.
Quante volte ho sentito dire dagli imprenditori: "non ci sono più i periti di una volta!".
Forse vi stanno aspettando nei paesi emergenti!
Anche questa volta il riferimento principe è l'India e nello specifico il suo immenso patrimonio di ingegneri. Un valore di conoscenza che trova il suo naturale sfogo nel mondo dello sviluppo software ma che andrà sempre di più a colmare il divario tra la domanda di talenti occidentale e la scarsa offerta garantita dalla nostre istituzioni formative. Il mercato sta capendo il fenomeno e sta rispondendo creando servizi tramite i quali una azienda può trasferire la propria area tecnica in India, avvalendosi così delle elevate figure professionali di cui dispone. Rimanendo più vicini alle nostre coste un esempio, importante anche se meno conosciuto, è rappresentato dalla Tunisia. In pochi sanno che il paese, grazie ad illuminate politiche governative, può vantare un gran numero di laureati competitivi e professionali, capaci di parlare più lingue. A testimoniare l'appetibilità della regione vi è il dato costituito dall'elevata presenza in loco di gruppi stranieri operanti nel settore delle nuove tecnologie e dell'informazione.

In fondo penso sia naturale che un'economia emergente, nel suo percorso verso una piena maturità, sia sempre più portatrice di valore.


Dott. Dario Ferrigato
Consulente senior
ADVBOUCLE & PARTNERS
www.advboucle.com

giovedì 2 agosto 2007

Prima Posizione diventa internazionale: acquisito nuovo cliente Svizzero

La giovane e dinamica agenzia di web marketing, suppera anche i confini italiani annoverando fra i suoi clienti Beike SA, nota ditta Svizzera specializzata nella ricerca sulle cellule staminali.

Padova, 02/08/2007

A pochi mesi dalla sua nascita, Prima Posizione Srl col un importante acquisizione, è già divenuta Internazionale conquistando la fiducia di Beike SA, azienda di prestigio a livello mondiale per le ricerche sulle cellule staminali embrionali.

Beike SA, come già detto, tratta cellule staminali e studia le possibili cure per malattie genetiche oppure gravi che colpiscono migliaia e migliaia di persone in tutto il mondo.

Per esempio, le prime sperimentazioni vengono applicate a mallattie come la sindrome di Guillain-Barre oppure per la riabilitazione sclerosi multipla.

In pratica i tecnici e gli specialisti di Beike SA, si avvalgono della collaborazione ed esperienza di medici Cinesi che nel settore dello studio ed utilizzo di cellule staminali cordone ombelicale di cui la ditta Svizzera è l'unico distributore per l'europa meridionale.

A tal proposito, la posizione Svizzera risulta strategica perché proprio nel cuore dell'europa dove queste tecniche e sperimentazioni di cura per malattie difficilmente guaribili sono ancora poco conosciute e divulgate a livello di massa.

Proprio per questo motivo, la direzione Beike SA, ha scelto di promuovere la propria attività e le proprie iniziative on-line, prima realizzando un ottimo sito dinamico e poi promuovendolo con i servizi TOP-SEO di posizionamento nei motori di ricerca di Prima Posizione Srl.

"Questa collaborazione è un privilegio, che ci porterà sicuramente un'elevata notorietà in tutto il territorio Svizzero ed Internazionale - ha commentato Michele De Capitani responsabile di Prima Posizione - oltre ad aiutare in modo sostanziale il cliente a far conoscere i propri servizi e prodotti per la cura di malattie gravi che affliggono migliaia di persone anche in Italia. Contiamo che questa cooperazione si estenda anche con altre lingue e quindi spingersi verso altri mercati."

A cura di Michele De Capitani
Prima Posizione Srl - Internet Marketing

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