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venerdì 8 febbraio 2013
E' online il sito del centro pedagogico Linda Gori
Il centro, anche grazie all'ausilio di personale medico specializzato come neuropsichiatri infantili e logopedisti, fornisce servizi specialistici per poter affrontare e risolvere disturbi e disagi legati all'apprendimento, al ritardo nel linguaggio, allo sviluppo motorio e cognitivo, oltre che a problemi comportamentali.
Il nuovo sito web Lindagori.it è stato realizzato per fornire una panoramica dettagliata sulla metodica di lavoro e sulle attività del centro, che comprendono inoltre il cosiddetto centro di ascolto: un'area dedicata ai ragazzi ma anche agli adulti in difficoltà che hanno bisogno di essere ascoltati, supportati e assistiti in quelle che saranno le loro scelte future.
La Dott.ssa Gori, ideatrice e fondatrice del centro pedagogico, opera inoltre come mediatore familiare a Firenze e fornisce consulenze tecniche d'ufficio e di parte per il tribunale di Firenze, essendo iscritta all'albo dei consulenti tecnici del tribunale di Firenze con il numero 7288.
lunedì 13 aprile 2009
Corso Coordinatore Pedagogico. Specializzazione Logos Paf
- Coordinatore Pedagogico (specializzazione)
Corso Coordinatore Pedagogico. Specializzazione Logos Paf
TIPOLOGIA FORMATIVA
3° livello (Autorizzato dalla REGIONE LAZIO e Comunità Europea determinazione N.D3070 del 21/09/2007)
QUALIFICA PROFESSIONALE
Coordinatore Pedagogico
REQUISITI DI AMMISSIONE
Compimento del 18° anno di età
Conseguimento della Laurea in psicologia, pedagogia, scienze dell'educazione, scienze della formazione primaria o lauree attinenti.
NUMERO DI CORSISTI AMMESSI
20 persone
DESTINATARI
Il corso è rivolto a tutti coloro che abbiano motivazione, passione e interesse specifico per il settore dell'età evolutiva, motivate ad investire energie nello sviluppo di una professionalità adeguata alle attuali richieste del settore. Il conseguimento di un percorso di studi universitari attinente il settore psico-pedagogico e un'adeguata esperienza nel settore dell'infanzia rappresentano dei pre-requisiti base necessari alla formazione di una figura di coordinamento.
CONTENUTI
Il corso si articola in sezioni dedicate alle discipline teoriche, riguardanti l'area tecnico-scientifica, l'area tecnico-operativa, l'area socio-culturale.Vengono svolte lezioni in aula, seminari e laboratori tematici dove gli allievi possono sperimentarsi concretamente in attività pratiche, esperienziali e apprendere tecniche artistiche e creative; di fondamentale importanza saranno i tirocini formativi presso strutture per l'infanzia per consolidare e sperimentare le conoscenze acquisite in aula.
Durante tutto il percorso formativo verrà illustrata la figura del coordinatore pedagogico, il suo ruolo, le sue caratteristiche e competenze professionali necessarie e di estrema importanza ai fini di un buon andamento di una struttura per l'infanzia, in quanto responsabile del servizio da un punto di vista educativo, organizzativo e gestionale.
Si prevede, inoltre, una parte del percorso formativo specificatamente rivolta alla conoscenza e alla realizzazione della programmazione educativa e didattica all'asilo nido e alla scuola dell'infanzia (a tal fine, verranno analizzate gli attuali riferimenti legislativi che regolamentano le attività di asilo nido e scuola d'infanzia (la legge Moratti, la riforma Fioroni ecc.) e le diverse possibilità di applicazione pratica all'interno dei diversi tipi di scuola per l'infanzia.
FINALITA'
La formazione è finalizzata alla preparazione di figure professionali aggiornate e abilitate a gestire strutture educative e ricreative dedicate all'infanzia: ludoteche, asili nido e scuole dell'infanzia.
La figura professionale in uscita dal percorso formativo avrà aggiunto alle conoscenze specifiche ottenute durante il percorso formativo, una competenza adeguata alla gestione e organizzazione di tutto ciò che concerne l'attività di una asilo nido o di una scuola dell'infanzia, soprattutto grazie alla componente pratica e specialistica della proposta formativa.
La figura in oggetto è in grado di :
- svolgere attività legate alla progettazione e gestione di ambienti ludici ed educativi,
- pianificare le risorse necessarie per il buon funzionamento di una struttura per l'infanzia,
- collaborare con lo staff educativo per l'elaborazione e realizzazione della programmazione annuale, mensile e settimanale nel rispetto delle Indicazioni Nazionali per i Piani Personalizzati, delle Attività Educative nelle Scuole dell'Infanzia,
- avere competenze specifiche relative all'organizzazione degli spazi e all'arredamento,
- organizzazione pratica del lavoro dello staff educativo: orari, ferie, permessi,
- promuovere momenti di confronto tra i componenti dello staff educativo e tra equipe e genitori,
- pianificare gli inserimenti con i componenti dello staff educativo,
- gestire, in accordo con l'amministratore e lo staff educativo, l'acquisto di materiale per le attività educative,
- promuovere l'aggiornamento professionale e la formazione permanente del personale.
LUOGO DI SVOLGIMENTO
Le lezioni in aula si svolgono a Roma, in Via Alfredo Catalani, 27 - Zona Viale Somalia/Via Salaria. Lo stage aziendale viene svolto in strutture per l'infanzia con noi convenzionate (privilegiando quelle più vicine al domicilio del corsista)
DURATA DEL CORSO E ORARI DELLE LEZIONI
Il Percorso Formativo è distribuito nell'arco di circa 4 mesi (2 mesi in aula e 2 mesi di tirocinio) per una durata di 300 ore complessive.
Le lezioni in aula si svolgono dalle 9.00 alle 13.00 nei giorni: LUNEDÌ', MARTEDI', MERCOLEDI', GIOVEDI' e VENERDÌ.
Lo Stage Aziendale si svolgerà 4/6 ore al giorno entro la data fissata per l'Esame finale nei tempi e nei modi concordati con la Direzione Didattica e con la Struttura ospitante.
ESAME FINALE E QUALIFICA
Il corso, a seguito di esame con una commissione esterna della Regione Lazio, rilascia un Attestato di Qualifica Professionale (Specializzazione di 3° livello) Autorizzato dalla Regione Lazio e riconosciuto a livello europeo. La qualifica è riconosciuta in Italia e in tutti i paesi della Comunità Europea (cfr. direttive CEE 89/48; 92/51;1999/42 ).
COSTO E RATEIZZAZIONE
Il costo totale è di €. 1950,00. L'importo è rateizzabile in piccole rate da €. 80,00 al mese (comprensivo di assicurazione R.C, materiale didattico, dispense, materiale per i laboratori, ecc.).PROMOZIONE: Scrivi o telefona indicando che hai letto l'annuncio segnalato sul CorrieredelWeb e avrai gratuitamente la tassa d'iscrizione!
Il Centro di Formazione Professionale
La Logos PAF s.r.l., centro di formazione e perfezionamento professionale "La Nuova Infanzia", nasce come ramo d'azienda de La Nuova Infanzia s.a.s, società di servizi per l'infanzia costituita nel 1995 con la formazione professionale e con altri due rami d'azienda, Gioca&Crea e Ciao Bimbi Equipe, che si occupano rispettivamente di Asili Nido, Scuole Materne, Ludoteche e servizi integrati per l'infanzia (baby sitting, animazione e feste). Ricerca, sperimentazione, metodologia, esperienza, professionalità, passione hanno permesso alla "LOGOS P.A.F." di sviluppare il "Progetto Alta Formazione" e di offrire un ventaglio di servizi per l'infanzia che mettono al primo posto le esigenze di sviluppo e di crescita del bambino e la formazione del personale che opera nel settore socio-psico-pedagogico.
La Logos P.A.F. si caratterizza per le sue finalità formative e il suo obiettivo primario è di rispondere alle richieste di operatori qualificati nel mondo dell'infanzia. Attualmente la formazione nel settore della prima infanzia proposta dal nostro sistema scolastico e universitario è carente, specialmente per quanto riguarda la preparazione pratica, sul campo, che è quasi assente o poco specifica al settore di nostro interesse, asili nido, scuole materne e ludoteche.
La Logos si pone nel settore per integrare tali carenze e specializzare educatori per la prima infanzia attraverso un apprendimento esperienziale.
I corsi gestiti dal centro di formazione professionale nascono dalla convinzione che una formazione accurata e qualificata è indispensabile, e in essa viene profuso il massimo impegno allo scopo di fornire un servizio di alto livello, attento sia ai bisogni dei corsisti, sia alle esigenze del mercato.
Inoltre , attraverso il servizio di outplacement offerto dal Ciao Bimbi Equipe, la società, da un lato, è in grado di fornire ai propri corsisti e associati una concreta opportunità di incontro tra scuola e mondo del lavoro e dall'altro di garantire alle famiglie un'assistenza qualificata e professionale per l'educazione, l'assistenza e l'intrattenimento dei propri bambini.
Il Centro di Formazione Professionale, specializzato in discipline psicopedagogiche, ha come obiettivi:
- selezionare persone con interessi e passione per il mondo dell'età evolutiva, motivate ad investire energie per lo sviluppo di una professionalità adeguata alle attuali richieste del settore;
- formare operatori qualificati attraverso corsi mirati di vario livello, che tengono conto delle esperienze formative e professionali pregresse dei corsisti;
- fornire validi professionisti alle molteplici strutture che offrono servizi ludico/didattici (asilo nido, scuole materne, ludoteche ecc.), con le quali il nostro centro ha da tempo avviato concreti rapporti di collaborazione, nonché alle nostre strutture "Gioca & Crea";
- inserire i nostri corsisti nel servizio del "Ciao Bimbi Equipe, baby-sitting e animazione che oggi conta 15000 clienti.
La realizzazione di questi obiettivi passa attraverso corsi mirati a formare, aggiornare, perfezionare e specializzare gli allievi tenendo conto delle loro esperienze lavorative e scolastiche pregresse.
Il progetto formativo si concretizza nella possibilità reale di inserire gli operatori così preparati in tutti i contesti ludico/didattici (famiglie, asili nido, scuole materne, ludoteche, ecc.) che ne richiedano l'intervento e la collaborazione.
Attraverso la ricerca, la sperimentazione, l'esperienza e la professionalità, la Logos è in grado di proporre una rosa di offerte formative altamente qualificate nella prospettiva di uno sviluppo armonico delle competenze, dell'identità e dell'autonomia del bambino.
I corsi gestiti dal centro LOGOS Progetto Alta Formazione nascono dalla convinzione che un'adeguata formazione deve essere intesa non solo come un'acquisizione mnemonica di certe nozioni – sapere - ma come la possibilità e la capacità di utilizzarle nell'ambito della propria attività – saper fare - e soprattutto come occasione di riflessione sulla propria identità sociale e professionale – saper essere.
I nostri obiettivi sono offrire un servizio attento ai bisogni dei corsisti/operatori, alle esigenze dell'infanzia e nel contempo all'accrescimento e alla valorizzazione sociale e professionale di questa professione.
Gli strumenti, le tecniche, le metodologie che si utilizzano sono frutto della ricerca, dell'esperienza, della competenza e professionalità dei nostri docenti che annoverano una pluriennale esperienza dell'ambito dell'educazione e dell'assistenza psicopedagogica.
La metodologia utilizzata tiene conto della motivazione degli aspiranti operatori e prevede il coinvolgimento attivo dei partecipanti al processo didattico che comprende:
- lezioni in aula
- seminari tematici
- laboratori pratici
- stages
- interventi di animazione
- tirocinio
Logos P.A.F. s.r.l. – Progetto Alta Formazione
Via A. Catalani, 27 – Zona Viale Somalia
00199 Roma
Tel.06.86210771-06.86210788
Fax 06.86381042
sito internet: www.logospaf.it- www.ciaobimbiequipe.it
PROMOZIONE: Scrivi o telefona indicando che hai letto l'annuncio segnalato dal CorrieredelWeb e avrai gratuitamente la tassa d'iscrizione!
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Segnalato da TuttoFormazione
sabato 28 marzo 2009
Educazione e Societa'
EDUCAZIONE E SOCIETA'.
Dai totalitarismi alla critica ideologica della pedagogia
di Laura Tussi
La riforma Bottai costituisce la vera riorganizzazione scolastica del fascismo, negli anni dell'autarchia, tramite l'extrascuola organizzata con l'opera nazionale balilla del 1928 e la gioventù del littorio nel 1937, istituti finalizzati all'attuazione di un processo di conformazione e uniformazione dei giovani agli ideali del regime.
Hitler nel Mein Kampf del 1925 diffonde l'intento militare dell'educazione all'interno del nuovo Reich.
Stalin si allontana dall'attivismo pedagogico, condannando la pedologia, ossia l'attivismo pedagogico stesso, diffondendo metodi educativi ufficiali allineati, uniformati e conformati all'ideologia di stato.
Con la crescita scientifica della pedagogia, nel 1900 si sviluppano la pedagogia sperimentale, la psicopedagogia, la sociologia dell'educazione, nell'indagine scientifica sul bambino condotta da Freud, da Piaget, da Vygotskij, con la ricerca specializzata relativamente al nesso tra educazione e società, in rapporto alla politica e all'economia.
Freud individua il ruolo centrale dell'emotività e dell'affettività nell'infanzia, in cui prevale la funzione libidica e l'affermazione dell'eros e del narcisismo sottoposti ad un continuo controllo sociale.
Durante l'infanzia, la sessualità viene vissuta tramite le repressioni e le sublimazioni dell'opera educativa genitoriale.
Nel rapporto edipico con il padre, si sviluppa il super ego, ossia la dimensione sociale della coscienza che manifesta la repressione della libido, da cui si generano le nevrotizzazioni.
Queste teorie vengono riprese da Anna Freud, Melanie Klein, Bowlby e Winnicott.
Bowlby, nel saggio "Attaccamento e perdita" del 1969, delinea e declina la teoria dell'attaccamento con un orientamento di tipo psicanalitico, in cui viene spiegato che la relazione primaria tra bambino e madre (caregiver) costituisce la radice primaria dello sviluppo umano e della formazione del soggetto.
Nella seconda metà del 900 si assiste ad una radicale trasformazione della pedagogia, come sapere plurale aperto, ricondotto dal primato della filosofia alle scienze.
Il sapere pedagogico diviene un iter complesso e si apre a varie competenze settoriali.
Visalberghi nel saggio "Esperienza e valutazione" del 1958 individua l'opposizione pedagogica tra pragmatismo e neopositivismo e approfondisce le posizioni dell'ultimo Dewey in un quadro psicologico, assiologico e valoriale di una pedagogia laico progressista compresa in una complessa filosofia dell'esperienza.
Freire, nell'opera "La pedagogia degli oppressi" del 1967, individua il principale obiettivo dell'educazione, ossia emancipare gli uomini e formarli alla liberazione, tramite il metodo della socializzazione e del dialogo delle classi più povere per agevolarne l'ingresso nella cultura in modalità operative e costruttive, attraverso un'opera collettiva di coscentizzazione delle masse.
Bruner, nella prima metà degli anni 50, costituisce la psicologia cognitivistica.
Con il saggio "La ricerca del significato", Bruner indica una nuova concezione della pedagogia, attenta ai problemi dell'apprendimento e dell'istruzione scientifica.
Gli interpreti del cognitivismo sono Piaget, Bruner, Vygotskij.
Piaget è il teorico dell'epistemologia genetica, un settore della psicologia che studia le strutture logiche della mente nei processi cognitivi.
Secondo Piaget, la mente infantile si fonda su concetti logici tramite i principi biologici dell'assimilazione e del mutamento, nell'interrelazione tra mente e ambiente.
Il pensiero infantile attraversa quattro fasi.
La fase sensomotoria sviluppa un pensiero egocentrico, con assenza di causalità.
Nella fase intuitiva, il bambino distingue se stesso dal mondo.
Nella fase operativo-concreta si attua il superamento dell'egocentrismo e il linguaggio assume delle regole.
Con la fase ipotetico-deduttiva si evolve una simbologia mentale, il linguaggio esprime concetti astratti e il pensiero comincia ad elaborare ipotesi.
Secondo questi approcci teorici, la mente attua procedure fisiologiche, strutture di base ed elementi costitutivi quali strutture biologiche ed ereditarie.
Vygotskij intuisce che la mente infantile è logica, ma soprattutto inventiva ed immaginativa e sussiste interrelazione tra pensiero e linguaggio, sulla base della psicologia genetica che individua le radici intrinseche e genetiche del pensiero e del linguaggio.
Bruner con lo strutturalismo psicopedagogico indica il ruolo del simbolo e la riformulazione didattica in termini strutturali.
Con il saggio "Verso una teoria dell'istruzione" del 1966, Bruner sostiene che cultura e tecnologia devono armonizzarsi e la scuola può rinnovarsi con una nuova teoria dell'istruzione, tramite unità didattiche, volte alla valorizzazione del pensiero e del linguaggio, attraverso lo stimolo, l'incentivo alla curiosità, all'interno della comunità di apprendimento.
Risulta necessaria la cultura dell'educazione nell'apprendimento reciproco e nella complessità degli obiettivi educativi dove subentra l'importanza della narrazione, quale interpretazione della realtà della mente plurale e complessa in cui l'uomo diviene costruttore di storia.
Gardner teorizza l'esistenza di intelligenze multiple che attivano diversi stili di pensiero e formae mentis, come spiega nel saggio del 1983 dal titolo appunto "Formae mentis".
L'obiettivo polemico di questi studi consiste nel minare la nozione comune di intelligenza come capacità assoluta e monolitica, invece Gardner vuole far emergere una visione dell'intelligenza universale, in relazione con il potenziale umano, da un punto di vista psicobiologico, dove la scuola possa valorizzare individualmente ogni tipologia di capacità e di competenza intellettiva.
Il 68 muove una critica ideologica dell'educazione con i movimenti studenteschi e operai, politici e culturali che con la rivolta giovanile e la rivoluzione culturale hanno sconvolto le istituzioni, i saperi, le scuole, le università, ispirati ai principi del marxismo rivoluzionario.
La pedagogia costituisce un sapere che deve scegliere di schierarsi per l'emancipazione e la liberazione dell'uomo, in quanto soggetto, individuo e genere.
Si annoverano diverse esperienze pedagogiche di carattere rivoluzionario, come in Francia l'autogestione di Lapassade, in America e in Europa la descolarizzazione di Illich e Freire, in Italia la controscuola, con la scuola di Barbiana di Don Milani, come modelli di rottura e di rivoluzione rispetto a pratiche scolastiche ed educative tradizionali, conformistiche, formalistiche e deontologiche, introducendo invece cambiamenti sostanziali, con l'apporto rivoluzionario di approcci e modelli educativi e pedagogici, capaci di dare vita a soggetti più creativi indipendenti e orientati al dissenso.
Dunque descolarizzare la società per sottrarre l'apprendimento e la formazione dei giovani all'ideologia del potere e riportare questi processi all'interno di tutta la società, tramite una pedagogia alternativa che organizza l'apprendimento in ambiti sociali senza istituzionalizzare.
Illich con il saggio "Descolarizzare la società" del 1970, inaugura un modello di società educante dove si avverte la rinascita di un uomo epimeteico che comprende e apprende attraverso l'esperienza.
Con la carta costituzionale del 1948 è riconosciuto il diritto all'istruzione per tutti i cittadini nelle scuole di Stato, al fine di formarli come soggetti autonomi e responsabili.
Nel 1962 la riforma della scuola media aumenta il tasso di scolarizzazione in Italia.
Nel 1974 i Decreti Delegati inaugurano la gestione sociale della scuola.
La scuola italiana si evolve in modo disorganico fino all'autonomia scolastica di Berlinguer nel 2000 e la riforma Moratti nel 2003.
Con l'industria culturale dei massmedia, la rivoluzione pedagogica agisce sull'immaginario della personalità infantile e adolescenziale con condizionamenti e omologazioni planetarie, transcontinentali e transculturali, nel villaggio globale, ma il linguaggio iconico massmediale depaupera l'intelligenza verbale, concettuale e logica.
Morin, con "L'industria culturale" del 1962, deduce che la seconda industrializzazione del XX secolo si rivolge a immagini e saperi, producendo nuovi miti massmediali, legati al loisir, come la felicità, l'amore, quali archetipi di massa e segnali di evasione, ma anche di integrazione della cultura dominante.
Postman, nel saggio "Ecologia dei media" del 1979, sostiene che fra televisione e scuola deve crearsi un circuito omeostatico ed equilibrante di integrazione critica, perché la televisione non cancelli le capacità di pensiero astratte e formali.
La scuola prevede regole, principi, norme e processi, quali aspetti cognitivi alti, ponendosi dialetticamente in correlazione con la televisione che non dovrebbe cancellare il carattere critico della mente.
La scuola deve operare una resistenza attiva all'ottundimento delle potenzialità intellettive.
Popper, con "Cattiva maestra televisione" del 1994, sostiene che la televisione presuppone soggetti passivi e ricettori poco autonomi, inquinando lo sviluppo etico e psicologico del fanciullo.
La filosofia dell'educazione è un ambito specifico del sapere pedagogico, quale arcipelago e incrocio di saperi plurali, tensionali, policentrici.
La pedagogia attraverso i saperi psicologici, sociologici, antropologici, filosofici e storici costituisce una base cognitiva, secondo cui il sapere pedagogico orienta le diverse scienze in senso educativo e formativo.
L'educazione presenta un carattere sociale ed istituzionale con una direttiva autoritaria e conformatrice.
Invece, la formazione è un processo soggettivo, in cui la persona prende forma secondo la propria natura e individualità.
I processi di educazione e formazione sono affrontati dalla pedagogia generale nelle situazioni storiche, sociali, istituzionali, attivando una serie di pedagogie famigliari e scolastiche, rispetto a problemi emergenti quali la multicultura e la differenza sessuale che animano i percorsi sempre coordinati dall'educazione e dalla formazione.
Nell'attuale questione del soggetto si delinea il problema del rapporto tra mente e affetti, mente e corpo che attualmente ha un ruolo decisamente radicale nel dibattito pedagogico.
La società complessa, disciplinata, autoritaria del dopoguerra, appena uscita con il boom economico da sacrificate condizioni di vita, fu investita da uno sconvolgimento socioculturale, un impeto libertario, un anelito al cambiamento, nell'attesa di nuovi orizzonti, di fraternità nuova, di rapporti autentici, di una società aperta all'uomo e alla donna, dove gli schiavi si liberano, la pace sostituisce la guerra, il lavoro si umanizza e perde il suo carattere servile, la scuola, impostata su una vecchia cultura, diventa vitale appassionante, con studenti e docenti che dialogano e collaborano, considerando le inclinazioni e gli interessi dei giovani.
Negli anni del 68 la liberazione della donna da ogni soggezione è un'altra conquista rispetto all'inaccettabile struttura maschilista della società, dove anche l'amore viene liberato dal moralismo repressivo nella spontaneità contro la rigida disciplina, la libertà contro l'autorità, il diritto alla gioiosa vitalità contro il sacrificio.
La società capitalistica schiavizza e sottomette l'uomo con i consumi non necessari ed il culto del profitto, imponendo tramite la morale della Chiesa cattolica, che imprigiona gli istinti liberatori delle energie naturali dell'individuo e della persona nella repressione della sessualità, dove la famiglia diventava una prigione fonte di nevrosi.
Tramite il movimento rivoluzionario del 68, gli uomini e le donne possono cambiare perché la persona è finalmente libera, capace di scelte autonome, inserita in un dialogo di idee tra uomini e donne, tra credenti e non credenti, fra studenti e operai, fra la Cultura e il popolo, nella prospettiva di educabilità delle persone.
Il mondo può essere cambiato, la società degli egoismi può essere rivoluzionata e riformata dall'iniziativa collettiva e partecipativa di persone e di gruppi, nella scelta di non rimanere esclusi, ma di svolgere, all'interno degli avvenimenti socio politici, un ruolo di presenza critica, educativa, facendo emergere la validità delle proposte culturali in ambito sociale, politico, collettivo, tramite una dimensione militante e partecipativa del concetto di cultura.
lunedì 9 marzo 2009
Pedagogia dei Processi Culturali
Questi sono i compiti più urgenti della rivoluzione planetaria, con Onu, Unesco, Unicef, e con l'associazionismo culturale, quali istituti che ripensano criticamente i processi di globalizzazione.
L'umanesimo planetario tende al miglioramento della qualità della vita e a non svotare di senso l'esistenza, come accadrebbe se la tecnologia e l'economia venissero trascurate rispetto alle loro potenzialità sociali.
laura tussi
MONDO GLOBALE E MONDI LOCALI
La pedagogia dei processi culturali.
di Laura Tussi
L'educazione globale affronta le questioni dell'ecologia, dei diritti umani, della pace, della democrazia, nella prospettiva dello sviluppo equo e solidale.
Questi sono i compiti più urgenti della rivoluzione planetaria, con Onu, Unesco, Unicef, e con l'associazionismo culturale, quali istituti che ripensano criticamente i processi di globalizzazione. L'umanesimo planetario tende al miglioramento della qualità della vita e a non svotare di senso l'esistenza, come accadrebbe se la tecnologia e l'economia venissero trascurate rispetto alle loro potenzialità sociali.
La storia del confronto è la dinamica dello scontro con le vaste migrazioni di massa, le tensioni interne agli stati, con movimenti armati a sfondo politico e religioso, guerre civili a sfondo etnico, separatismi linguistici e particolarismi.
Attualmente il conflitto è di natura culturale e non più ideologica ed economica.
Lo scontro tra culture determina la politica mondiale.
Le città sono conglomerati di differenze con un'eterogeneità profonda, una profonda varietà come sostiene Taylor, in pluralità di appartenenze e modi di essere e di pensare, nella coesistenza di tradizioni che portano sempre a nuovi contrasti e divisioni.
Non esiste una prospettiva globale e panottica, ma l'unità e l'identità riemergono dalle differenze. Negli anni 50 e 60 avviene la decolonizzazione degli Stati e la rivoluzione anticoloniale sostituisce i termini di nazione, stato e popolo con i significati di identità, tradizione e appartenenza che implicano divergenza, varietà e disaccordo.
Il 900 è il secolo delle contraddizioni: i totalitarismi, la democrazia, il capitale monopolistico, il welfare state, gli integralismi e la globalizzazione nella crisi delle certezze, dell'aporia e dell'antinomia fra il capolinea e il "principio speranza" (Bloch).
Hobsbawm nel saggio "Il secolo breve", sostiene che dal 1917 al 1989 si assiste alla nascita del mito e alla sua morte, dall'orrore dell'Olocausto, al mito del soggetto individuo, con il secolo del capitalismo americano.
L'11 settembre del 2001 rappresenta lo scontro tra civiltà e restano da preservare i valori politici e culturali, il significato di individuo, libertà, democrazia, comunicazione, valori antropologici ed etici, ergo pedagogici.
L'exploit della tecnologia, l'irruzione delle masse, dei giovani e delle donne nella storia, l'orrore dell'Olocausto, la mondializzazione, sono fenomeni paralleli alle svolte della pedagogia, con la nascita delle scienze dell'educazione e dell'epistemologia pedagogica, con la pedagogia critica come neoparadigma della pedagogia sociale, nei processi formativi presenti in tutto l'arco della vita dell'uomo.
Nel 900 la pedagogia è ridefinita in principali modelli, quali l'alfabetizzazione, la cultura di massa, l'educazione permanente e il lifelonglearning.
Il nesso tra pedagogia e politica consiste in una sinergia, un legame che presenta anche tensione, opposizione e relazione dialettica, dove la pedagogia assume il ruolo di critica utopica, rispetto al potere politico.
Nel 900, con l'attivismo, la scuola si apre alle masse che assumono un ruolo di centralità nella società, ma offuscato alla fine del secolo dai massmedia.
L'attivismo fino agli anni 50 osserva le esigenze del bambino, il piano operatorio del fare (Piaget), l'ambiente di vita.
Questi cambiamenti favoriscono una rivoluzione copernicana rispetto all'istituzione scolastica formalistica e deontologica.
In Italia la "scuola serena" di Radice promuove la continuità fra scuola e famiglia dove il fanciullo diviene un'artista spontaneo nel lavoro libero e attivo che con Agazzi si evolve in senso di collaborazione.
Pizzigoni favorisce nella scuola l'esperienza diretta del fanciullo nella risoluzione dei problemi all'interno della vita concreta di comunità.
Dewey nel 1899 estende l'opera manifesto della scuola attiva, dal titolo "Scuola e società" al fine di formare allo spirito scientifico e alla democrazia, dove la scuola diviene laboratorio e comunità di lavoro.
Nel 1950 Cousinet scrive il saggio "L'educazione nuova" che enuclea i presupposti dell'insegnamento attivo attraverso la valorizzazione del bambino, delle sue capacità, dello sviluppo di iniziative e interessi, con la motivazione ad agire tramite uno spirito sperimentale, nella società industrializzata e democratica, nell'ambiente pedagogico per la crescita evolutiva dell'intelligenza e della socializzazione.
Freinet, con il saggio dal titolo "Nascita di una pedagogia popolare" del 1949, divulga le istanze sviluppate dall'attivismo sull'experience tatonnée nella cooperazione per l'attivazione di stamperie nelle scuole al fine di creare giornali di classe in senso politico e progressista, per una scuola del popolo, con tecniche didattiche innovative, tramite valenze ideologiche come l'esperienza partigiana intesa quale movimento di massa per la liberazione di un popolo.
Le "scuole nuove" che hanno origine in Inghilterra prevedono un'educazione attiva e la diffusione mondiale del movimento attivistico che collega la pedagogia alle scienze umane, quali la psicologia e la sociologia.
I temi della pedagogia dell'attivismo sono il puerocentrismo, in ogni processo educativo, la valorizzazione del fare, la motivazione, la socializzazione e l' antiautoritarismo.
Decroly, con la pedagogia differenziale, studia la psiche degli anormali e il loro processo di individualizzazione, in un approccio globale rispetto all'ambiente e al principio di interesse, concernente l'importanza di educare alla libertà con libertà.
Nel 1907 la Montessori fonda e istituisce le "case dei bambini", istituzioni educative basate sul presupposto formativo della ricezione di stimoli dall'ambiente, in un clima di puerocentrismo, ossia della centralità dell'allievo concepito come mente assorbente, perché il bambino presenta un forte potere di assimilazione.
Nella scuola Montessoriana si trasmette l'educazione alla pace e la solidarietà fra i popoli.
La pedagogia di Dewey è attenta ai problemi della società industriale moderna con il pragmatismo che trova, nel contatto tra il momento teorico e pratico, la modalità del fare, educando, come momento centrale dell'apprendimento.
La scuola di Dewey si ricollega al progresso sociale, quale comunità in miniatura con laboratori di attività per la valorizzazione della vita del fanciullo, tramite interessi e attività.
La scuola, attraverso questi approcci scientifici e pedagogici, assume un ruolo di trasformazione della società che dovrebbe risultare meno repressiva e autoritaria, ma potrebbe incentivare la partecipazione e la collaborazione sociale.
Dewey nel saggio "Democrazia e educazione" del 1916, raccoglie e auspica lo sviluppo della democrazia tramite il metodo sperimentale delle scienze, per un nuovo umanesimo scientifico e democratico, che sviluppi gli aspetti sociali ed operativi del soggetto, con attenzione agli approcci cognitivi ed etico-sociali, finalizzati alla formazione umana del soggetto e del cittadino in una società aperta e attiva.
Gli aspetti della pedagogia marxista consistono nella dialettica tra educazione e società, nel legame tra educazione e politica, dove l'azione politica è praxis rivoluzionaria, con la centralità del lavoro nella formazione dell'uomo.
La teorizzazione marxiana prevede un uomo onnilaterale emancipato da condizioni di subalternità ed alienazione.
Con la seconda e la terza internazionale dopo il 1917 con Lenin, viene abolito il contenuto religioso e nazionalistico della vecchia scuola, tramite i nuovi libri di testo.
In questa prospettiva onnilaterale dell'individuo emancipato e libero, Makarenko attua una base educativa sperimentale all'interno delle colonie scolastiche, con ragazzi abbandonati e connotati da un forte disagio, promuovendo i collettivi di lavoro, ossia uno complesso finalizzato di individui, educati con una forte disciplina formativa.
Gramsci, in Italia, propone un modello educativo più aperto e democratico, elaborato dal marxismo come si evince dai documenti contenuti nell'opera "Quaderni del carcere" del 1948.
La pedagogia di Stato costituisce sempre uno strumento politico di formazione ed educazione della società.
Dovrebbe costituire una finalità emancipativa dei popoli in una prospettiva di liberazione dalla subalternità e di educazione alla convivenza tra le differenze presenti nel tessuto sociocomunitario.
Laura Tussi
mercoledì 2 aprile 2008
Crescere nell'eccellenza: mercoledì 9 aprile alla Mondadori Duomo Milano
"CRESCERE NELL'ECCELLENZA"
E' LA NUOVA PEDAGOGIA PER IL TERZO MILLENNIO
IDEATA DA PATRIZIO PAOLETTI
Nelle librerie da febbraio per Armando Editore
ASSISI, 2 aprile 2008 – Nelle librerie italiane da febbraio "Crescere nell'Eccellenza", primo manuale per educarsi ad educare …e non solo i propri figli. L'autore è Patrizio Paoletti, ideatore del sistema Pedagogia per il Terzo Millennio® (PTM), sistema di idee e tecnologie sviluppato sui concetti di mediazione e traslazione. PTM si occupa del continuo miglioramento dell'uomo e trova applicazione nei diversi contesti educativi.
Paoletti, con la sua equipe scientifica, da oltre 25 anni studia i processi di eccellenza che governano il sistema uomo, che gli permettono di utilizzare al meglio le sue risorse in un processo di miglioramento continuo. Il libro, distribuito dalla Armando Editore (pp.175 – 15,00 euro), spiega il perché sia ormai urgente educarsi a educare e il come perseguire il concetto di eccellenza inteso come "modello a tendere" orientato al rilancio della vita dell'uomo e della sua capacità costante di imparare ad imparare.
Il testo offre, in una forma fruibile e applicabile alla didattica e all'educazione quotidiana, il meglio delle teorie neuro scientifiche e le più rinomate teorie pedagogiche del panorama mondiale per imparare a riconoscere - organizzare - trasferire il sapere. Il testo si presenta come un'opera di facile lettura per genitori, educatori, insegnanti e formatori – anche aziendali - che desiderano confrontarsi con una nuova pedagogia che mette al centro l'intero sistema uomo fatto di visione, emozione, azione.
Paoletti ritiene che "nella società moderna, l'istanza che richiede una risposta urgente è la definizione di un percorso educativo rivolto all' uomo nella sua globalità". Educazione, quindi, intesa come "percorso continuo di costruzione dell'essere, ottenuto attraverso la comprensione che la vita, per sua stessa natura, è costante miglioramento e ampliamento degli orizzonti della propria individualità e realtà sociale".
Non possiamo infatti relegare il processo educativo ad un momento circoscritto, iter-scolastico, della nostra vita.
E' necessario considerare l'educazione come un atto che si svolge durante l'intero percorso della nostra esistenza: in accordo con l'UNESCO, si evidenzia la necessità del life-long learning.
Pedagogia per il Terzo Millennio è un nuovo sistema educativo di idee e tecnologie sviluppato sui concetti di mediazione, traslazione e normalizzazione orientati al miglioramento personale, professionale e sociale.
Il Sistema, contenuto incisivo di campagne di sensibilizzazione didattiche e di divulgazione in ambienti scientifici, cerca di andare incontro alle più recenti problematiche della moderna società e si esprime dall'infanzia all'adolescenza, fino alla maturità, negli otto principali campi della vita: fisico e aspirazioni, affetti e famiglia, amicizia e collettività, lavoro e finanze.
L'uomo che PTM auspica per il futuro è un "uomo armonico", che sia capace di assumere responsabilità verso sé stesso e ciò che lo circonda.
Patrizio Paoletti è oggi punto di riferimento per amministratori, top manager, professionisti, artisti, atleti, politici, insegnanti e medici.
I suoi percorsi formativi pedagogico-motivazionali hanno innovato e ridisegnato, nell'ultimo decennio, il panorama internazionale della formazione. Collabora con Università italiane e estere.
Dal 1997 è impegnato in importanti progetti sociali come presidente di due Fondazioni: L'Albero della Vita – Progetti d'amore per i bambini e Fondazione Patrizio Paoletti per lo Sviluppo e la Comunicazione.
Per informazioni:
Ufficio Stampa Informazione
Carolina Carrara - tel.075-8052211- 328 1160414
sabato 15 marzo 2008
Online anagrafe italiana pedagogisti-educatori
stiamo realizzando un anagrafe degli educatori e dei pedagogisti italiani e rendere visibili i dati a tutti coloro che possono offrirci delle opportunità lavorative, perché essere rintracciabili è sempre più importante nella città globale.
Essere visibili e semplicissimo e gratuito, vai nel sito www.pedagogistitaliani.it e compila i campi, il tuo biglietto da visita sarà subito visibile da tutti!!!! Immediatamente e gratuitamente!!
Allora, cosa aspetti?
Inserisciti subito nell'Anagrafe Italiana degli Educatori e dei Pedagogisti italiani!!!
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From: Alessandro Prisciandaro <alessandro.prisciandaro@tele2.it>
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