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giovedì 23 febbraio 2012

Resoconto della presentazione de Il Non-Amore ai tempi di Facebook di Enrico Nascimbeni a Sanremo


“Quando hai chiuso gli occhi cosa hai visto?/ Libri nell’aria come farfalle?/ Parole come caramelle scartate da un bambino?/ Quelle poche volte che abbiamo giocato insieme?/ Lei che ti grattava la schiena e ti aspettava ogni/ sera?/ Il silenzio che solo i grandi poeti/ che hai conosciuto/ sanno calcolare con un compasso di seta/ indiana?/ Una strada della tua campagna sputtanata dalla/ nebbia?/ Gli anni rincorsi dagli anni in una gara persa in/ partenza?/ La mia mano che teneva la tua?/ […]” – “Quando hai chiuso gli occhi cosa hai visto?”

Venerdì 17 febbraio 2012, alle ore 18:30, nel cuore della città dei fiori a Portosole, Media Music Village, durante le giornate del Festival di Sanremo, si è svolta la presentazione del nuovo libro del cantautore, poeta, scrittore e giornalista Enrico Nascimbeni(Verona, 1959).
“Il Non-Amore ai tempi di Facebook”, edito nel 2012 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana editoriale "La Quiete e l'Inquietudine",ha suscitato l’attenzione di molti lettori che già conoscevano dell’autore ma, anche, di un’ ingente utenza di curiosi rimasta affascinata dalla bellezza delle liriche presenti nella raccolta poetica. Una raccolta quasi del tutto autobiografica che presenta un Nascimbeni nudo di fronte al suo pubblico, intenso come una sua canzone.

Enrico Nascimbeni è stato molto disponibile nel rispondere ad alcune domande sull’evento e ci ha anticipato che nel 2013 uscirà un singolo bilingue (italiano e spagnolo) della sua canzone “Stigmate” in duetto con la celebre cantante Shakira.


A.M.: Il 17 febbraio 2012 hai presentato a Sanremo “Il Non-Amore ai tempi di Facebook”. Com’è andata?

Enrico Nascimbeni: Presentare un proprio libro è un’avventura che si divide tra il piacere di raccontarsi, l’egocentrismo ed il pudore di non incensarsi troppo. L’intervista televisiva per La7 è andata benissimo, almeno a me pare così. Brava l’intervistatrice. Preparata. Che attraverso alcune mie poesie ha viaggiato con me nella mia vita racchiusa in fogli di carta.


A.M.: Hai trovato un pubblico entusiasta e partecipativo?

Enrico Nascimbeni: Tanto pubblico che sono riuscito a coinvolgere. Quindi ha condiviso con me emozioni e ricordi. Una poesia, come una canzone, uno può farla sua ed inserire il suo vissuto. Quando accade questo vuole dire che lo scopo di una presentazione è raggiunto.


A.M.: C’è stato qualche aneddoto interessante durante la presentazione?

Enrico Nascimbeni: Sì. Una signora anziana mi si è avvicinata col suo cagnolino per fami i complimenti. “Siamo vecchi tutti e due – mi ha detto accarezzando il suo amico a quattro zampe – Ho un cane che ama la cultura...”. Abbiamo riso insieme e poi lei è andata via in un bellissimo tramonto di Sanremo.


A.M.: Chi ha letto le tue poesie durante l’evento?

Enrico Nascimbeni: Le ha lette, splendidamente, l’intervistatrice. Che è anche attrice. Mi ha commosso quando ha declamato una poesia dedicata al momento dell’addio con mio padre: “Quando hai chiuso gli occhi cosa hai visto?”


A.M.: “L’amore è una cosa semplice/ penso sdraiato sul cielo di questo letto di albergo/ a Barcellona ...”. Ci racconti qualcosa di questa Non-Poesia?

Enrico Nascimbeni: Ho vissuto per quasi un anno nella città catalana. Amo Barcellona e le sensazioni che mi da questa città. Quindi è un pensiero d’amore dedicato alla città, ai suoi cieli ed alla sua gente.


A.M.: Qual è la percentuale di autobiografia all’interno de “Il Non-Amore ai tempi di Facebook”?

Enrico Nascimbeni: Novantanove virgola nove per cento.


A.M.: Qual è la prossima presentazione in programma? Ci puoi anticipare qualcosa?

Enrico Nascimbeni: Fra pochi giorni a Verona, poi Parma, Milano, Roma, Palermo, Gorizia, Brescia. Alcune saranno presentazioni in musica. Cioè parlo del libro ed, accompagnato dal mio pianista, il maestro Franz Bazzani e dal violinista, il maestro Michele Gazich, alterno le parole a delle mie canzoni.


A.M.: Salutaci con una citazione…

Enrico Nascimbeni: “Quando saprai che sono morto di sillabe strane. Pronuncia fiore, ape, lacrima, pane, tempesta”. (Ernesto Che Guevara de la Serna)


Per leggere l’intervista ad Enrico Nascimbeni precedente alla presentazione a Sanremo:
http://oubliettemagazine.com/2012/02/14/intervista-di-alessia-mocci-ad-enrico-nascimbeni-ed-al-suo-il-non-amore-ai-tempi-di-facebook-rupe-mutevole-edizioni/

Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.
http://www.rupemutevoleedizioni.com/
http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni
http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

Alessia Mocci
Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

Fonte:
http://oubliettemagazine.com/2012/02/23/resoconto-della-presentazione-de-il-non-amore-ai-tempi-di-facebook-di-enrico-nascimbeni-a-sanremo/

mercoledì 15 febbraio 2012

Donne di conoscenza, primo libro di Haria, Rupe Mutevole Edizioni


“Non so chi fosse mia madre. Qualcuno, forse una vecchia del villaggio di fango e sterpi dove crebbi, mi impose il nome di Tara, e per questo io mi dico figlia di Taro, il sacro torrente dei druschi, il mio popolo sconfitto da miseria e sogni infranti.
Bambina, sguazzavo nei trogoli fra i maiali di cui ero guardiana, più tardi lo fui di cani selvaggi addestrati al combattimento per divertire il tempo irritato di signorotti annoiati, […]”

Una prosa ellittica, essenziale, descrittiva. Haria è un’autrice che in poche parole segmenta un mondo mistico dalle molteplici forme, eppure ogni sua forma è percepibile dal lettore che attento segue il peregrinare della storia. Una storia in continua evoluzione e che non lascia spazio alla domanda: sarà vero? Non parliamo di realtà od irrealtà ma solo di visioni di un mondo confinante con il nostro.

“Donne di conoscenza”, edito nel 2004 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana editoriale “Letteratura di Confine”, è il primo libro di Haria ristampato nel 2009 con la seconda edizione. Le successive pubblicazioni dell’autrice, per la stessa casa editrice, sono “La luce negli occhi”, “Il respiro della bellezza”, “Piante di energia”, “Estensità”, “Anzol”, “La via dell’ignoto”, La mappa delle antiche donne di conoscenza”, “Restare sospese”, “Eventi di bellezza”, “L’altra estensità”, “Rua”, nelle quali Haria conferma il suo talento di donna narrante, donna di conoscenza.

Ambientato sulle vette dei monti Penna con i suoi castagni e con le sue rupi a sottolineare il particolare rapporto con la natura, con il suo sentire la natura e con il sentirsi, essa stessa, natura. La meraviglia della solitudine, della solitudine manifestata con lo spirito della natura ormai sconosciuta dalla maggior parte delle persone che vivono nelle città o nei paesi. Una solitudine antica che prende avvio dalla consapevolezza, da parte dell’essere umano, di qualcosa che sta oltre il visibile, oltre la coltre sociale che conosciamo.

“L’ignoto è il sorriso della vastità.
L’ignoto era un’incessante molteplicità di informi eventi di bellezza. Attraversammo luoghi accennati, frammenti di mondi appena nati, dove dettagli di realtà condividevano il sacro ritmo della vita; entrammo in vasti orizzonti, vagammo in pieni e vuoti che si rincorrevano. L’ignoto era come acqua senza nome che non sognava la sorgente e non seguiva il proprio fluire, ma custodiva il mutevole istante di se stessa.”

Un ignoto che non impaurisce ma che affascina. Il modus scribendi di Haria è atipico per una prosa, pare un misto di poesia mistica profetica e poesia descrittiva immaginifica. Ogni sintagma quasi una sentenza senza derivazioni positive o negative ma, l’affermazione di qualcosa che “è” oppure che “è stato”. La bellezza è vista come la più pura energia della natura, una dimensione quasi magica nella quale una giovane donna di conoscenza può interagire e, dopo il percorso di apprendistato, divenire essenza energetica essa stessa conservando la sua parte umana: la consapevolezza di essere umano.

“Le ombre risalirono lente sull’uomo che ora maneggiava a vuoto, e un lamento sibilò fuori dalle sue labbra serrate. Aveva paura.
E perse. Le ombre lo avvolsero. La gente lo guardò con gli occhi dell’attesa e lui urlò la sua sconfitta, la quarta di seguito, l’ultima. Tutti alzarono lo sguardo sulla vasta ombra che si avvicinava, finché si avventò sull’uomo. Allora tre uomini e una vecchia lo trascinarono verso la sua morte.”
Giovedì 16 febbraio 2012 ci sarà la presentazione di “Donne di Conoscenza” nel cuore della città dei fiori a Portosole, Media Music Village, durante le giornate del Festival di Sanremo:
http://oubliettemagazine.wordpress.com/2012/02/11/novita-rupe-mutevole-edizioni-presentera-alcuni-suoi-autori-durante-le-giornate-del-festival-di-sanremo/

Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.
http://www.rupemutevoleedizioni.com/
http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni
http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

Alessia Mocci
Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

Fonte:
http://oubliettemagazine.wordpress.com/2012/02/15/donne-di-conoscenza-primo-libro-di-haria-rupe-mutevole-edizioni/

lunedì 13 febbraio 2012

In/contro di Silvia Denti e Gavino Angius, Rupe Mutevole Edizioni


“Affiora si disegna si stende è superficie/ Questa, del nero, musica sparsa, sabbia/ Sfuggita alla grazia del pugno// Si nega, segna scavando un’altra superficie/ Il nero. Cosa non ferita, non scavata e depredata/ Cosa non tagliata via,/ come farai a vederla?/ Cosa non morta, chi sa possederla?// Io qui ti dono l’illusione dei colori/ vetri di finestre palma a ventaglio/ Non mossa dal motore in corsa/ […]” – “Quasi una dedica” Gavino Angius

Una cascata tenue di raffiche di situazioni, descrizioni di superfici, di momenti che sono esistiti per un attimo. Un poetare che ricorda il modus teatrale in forma di elenco di soggetti partecipanti con una punteggiatura ridotta quasi a zero. La musicalità non prevede, dunque, delle cesure definite dall’autore con delle pause sintattiche ma, è l’assonanza tra i sintagmi verbali e nominali che donano ai testi il ritmo palpitante presente.

“In/contro”, edito nel 2011 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana editoriale “La Quiete e l’Inquietudine”, è un “incontro” davvero particolari tra due autori che hanno una carriera totalmente diverse all’interno del mondo letterario: Silvia Denti e Gavino Angius. Gavino Angius esordisce in un’antologia “Poeti nati dopo il 1959” curata da E. Sanguineti, è un autore di plaquettes di versi, performances di poesia multimediale e di e-book narrativi. Silvia Denti ha in attivo una ventina di raccolte poetiche e cura la collana editoriale “La Quiete e l’Inquietudine”.

Nella nota introduttiva de “In/contro” i due autori raccontano della loro esperienza e del loro progetto poetico conclusosi con la pubblicazione del testo. Un progetto nato con lo scambio di tantissime email, uno scambio durato anni, nel quale entrambi cercavano di chiarire dei concetti, delle sensazioni creando influssi incrociati e discussioni indirette. Un colloquio scritto che ha dato vita ad un in/contro delirante ed oggettivato allo stesso tempo.

“Mi dici, sei donna./ Certo. Donna./ E così parlo./ Mossa dalle dune sabbiosa/ del corpo/ danzo tutta la mia sabbia riempio i tuoi occhi/ sgranati quasi osceni/ che non disdegnano/ di farsi pervadere, pigri./ Ma io parlo e parlo./ E tu carcassa d’uomo/ aspetti/ e aspetti/ inutile/ cedendo anche la degna parvenza/ della forza/ obliando il massimo di te per avere,/ per avermi./ Non portarmi rose/ e nemmeno cose/ dammi il senso più dolce/ del tuo essermi accanto./ […]” – “Donna d’Acqua” Silvia Denti

Una punteggiatura marcata e dura che sottolinea la frammentarietà del discorso poetico portato avanti dall’autrice. Protagonista indiscusso è l’eros, un “amore” per un lui senza nome e descrizione che si aggira nelle invocazioni dell’Io narrante. Quasi un ologramma di ricordi che svanisce ed riappare senza esser richiesto. La figura retorica della ripetizione ricalca l’ossessione di un sentimento mutevole che spazia dall’eros all’amicizia.

“C’è una ragione del giorno dopo:/ Un ritaglio d’esilio. Lembo d’orizzonte sceso in terra, paese fondato a freddo da una volontà in un giorno determinato, che sconta ancora il dissidio della pietra strappata viva dai fondatori. Dicono che un re abbia voluto che questo paese sorgesse sulla collina che intuisce il mare, per dare asilo a profughi di Morea. Collina, e vigne, un fiume incostante tra le rocce: dimenticare il legno e la salsedine, le strappate alle vele./[…]” - “Immagini di Erika 7” Gavino Angius

Un versificare che diviene prosa. Immagini lontane descritte in modo ellittico che lasciano sensazioni di visioni. Un regno fondato su una collina anticamente e che ancora si erge nella stessa con innesti di vigne e con la presenza dello scorrere incostante di un fiume.

“La tua mano delicata/ abbandona la mia pelle dalle dita/ e pare viva nell’ancheggiare/ del respiro lento regolare.// La natica nuda assorbe l’energia morbida/ della tua guancia abbandonata nel sonno,/ qualcosa muove piano l’ombelico e celebra/ il momento magico della mattina.// Corde di vento spezzano l’acqua sudata/ dei corpi traditi dalla stanchezza,/ […]” - “Colata d’Albe” Silvia Denti

Venerdì 17 febbraio 2012 alle ore 16:30 ci sarà la presentazione de “In/contro” nel cuore della città di Sanremo a Portosole, Media Music Village, durante le giornate del celebre Festival di Sanremo.

http://oubliettemagazine.com/2012/02/11/novita-rupe-mutevole-edizioni-presentera-alcuni-suoi-autori-durante-le-giornate-del-festival-di-sanremo/

Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.
http://www.rupemutevoleedizioni.com/
http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni
http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

Alessia Mocci
Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

Fonte:
http://oubliettemagazine.com/2012/02/13/incontro-di-silvia-denti-e-gavino-angius-rupe-mutevole-edizioni/

sabato 11 febbraio 2012

Novità: Rupe Mutevole Edizioni presenterà alcuni suoi autori durante le giornate del Festival di Sanremo


La casa editrice Rupe Mutevole Edizioni, dopo le svariate comparse in più manifestazioni artistiche quali il Salone del Libro di Torino e la Fiera del Libro di Trino nel 2011, conferma la sua partecipazione il 16 ed il 17 febbraio 2012 nel cuore della città dei fiori a Portosole, Media Music Village, durante le giornate del Festival di Sanremo per le presentazioni letterarie di Haria, Simone Tomassini, Enrico Nascimbeni, Silvia Denti e Gavino Angius.

Giovedì 16 febbraio sarà, inoltre, presentata la nuova collana editoriale di Audiobooks con la recitazione di Fabiana Viola ed interverrà il cantastoriedisegnate Gianluca Serratore nel presentare la collana “Segni Narranti”.

Programma:
Giovedì 16 febbraio ore 16.30
Presentazione di Haria ed il suo mondo sciamanico
“Donne di conoscenza”, il primo libro di Haria, pubblicato da Rupe Mutevole nel 2004, fu la
rivelazione di un mondo magico, ancestrale eppure reale e accessibile. Negli sterminati boschi di castagni, sulle rupi e sulle vette dei monti Penna, Tomarlo e Nero trovò una nuova, esaltante solitudine: la meraviglia. Meraviglia per un mondo ormai ignorato, sconosciuto alla gente delle città: lo spirito della natura. Haria percepì che lo spirito della natura era pura energia, un’energia immensa, coinvolgente. La bellezza era la più pura energia della natura, una magica dimensione dove una giovane donna di conoscenza poteva inoltrarsi e, al termine di un lungo apprendistato di
consapevolezza, spiccare il balzo nell’intensità, per divenire essenza energetica conservando
la consapevolezza umana.
Haria cominciò a scrivere del suo cammino di conoscenza. In pochi anni pubblicò con Rupe
Mutevole: “Donne di conoscenza”, “la luce negli occhi”, “Il respiro della bellezza”, “Piante di energia”, “Estensità”, “Anzol”, “La via dell’ignoto”, La mappa delle antiche donne di conoscenza”, “Restare sospese”, “Eventi di bellezza”, “L’altra estensità”, “Rua”.
Haria, donna di conoscenza, continua la propria via di magica consapevolezza. I suoi libri
sono luci abbaglianti in un mondo quasi spento e tracciano un nuovo cammino, reale e
percorribile: la via per la libertà.

Giovedì 16 febbraio ore 18.30
Presentazione di “Confessioni…di un pazzo” di Simone Tomassini
Il primo libro del cantante Simone Tomassini. Le strade di New York fanno da sfondo alla narrazione autentica, che rispecchia lo stile genuino di Simone.
Un protagonista: Filo, conosciuto da Simone per caso, sulla strada, negli angoli del
mondo, nelle briciole delle vie, dove gli sguardi superficiali non si fermano e passano
oltre. Jennifer incontra Filo, cantante di strada, in una mattina come tante. Lei, manager di
successo comprende subito che le parole di quello strano personaggio rivelano un
mondo a lei ancora ignoto, e la sua vita assume un nuovo significato: accettando la
sfida percorrerà vie interiori fino ad allora sconosciute. Un libro pieno di sorprese e di colpi di scena, ma soprattutto di messaggi carichi di vita, che Simone ha avuto l’intuizione ed il coraggio di trasformare in queste pagine scritte con l’entusiasmo e la consapevolezza di chi comprende il significato del vivere. Filo lascerà nella vita di Simone un grande regalo, oltre a una straordinaria poesia diventata ora una canzone.

Venerdì 17 febbraio ore 16.30
Presentazione de “In/contro” di Silvia Denti e Gavino Angius
“In/contro”, silloge poetica scritta a quattro mani da Silvia Denti e Gavino Angius, amici di interessi letterari da circa cinque anni, curiosi entrambi del mondo poetico attuale. La loro corrispondenza inizia per caso, prosegue con scambi, idee, confronti di questo o quel verso o struttura lessicale. Angius è un bravo autore, scrupoloso e pignolo con se stesso fino allo sfinimento; la Denti è più istintiva, molto attratta dai consigli di questo prezioso amico, tra l’altro apprezzato editor sulla piazza, aperto alle innovazioni, alle idee alternative, pronto a conoscere le teorie dell’amica sull’inquietantismo. Così si mettono in discussione, nel tempo libero, per
qualche anno, si tengono in contatto, parlano ore al telefono, nasce una sintonia speciale. Da una parte Silvia che ama tanto il mare e la stagione estiva, dall’altra Gavino il quale, vivendo in Sardegna, le racconta di quella terra piena di sapori e profumi, di salite e tepore costante, sole molto presente nelle sue giornate. Silvia non ha mai conosciuto quella terra, quel mare, così se lo immagina attraverso il racconto di Gavino, rimandandogli, per contro, le immagini di una Lombardia piatta e umida, nebbiosa e velenosa. E’ un Natale di due anni fa, fa capolino l’idea: scriviamo di noi, delle nostre vite, di quello che ci raccontiamo. Lei si apre e narra delle sue
aspirazioni, di quei sogni che vorrebbe realizzare; lui coglie sfumature poetiche anche nelle mail, le strizza, ne estrapola delle parti e presenta a Silvia la vera poesia, facendola specchiare in essa, presentandole l’autenticità dell’immediatezza estratta da un apparente, semplicissimo raccontarsi. Da questa appassionata bergamasca egli ne trae l’entusiasmo – dice- la voglia di mettersi alla prova con poesie sue, cosa che mai si sarebbe aspettato da se stesso, lui già autore di molti pezzi in narrativa, saggi e racconti brevi (ad esempio Pensiero Stupendo edito da M.D.). Due le strade che si
intersecano: L’Orfeo di Angius e La voce da fondo di Silvia. Una somma di due insiemi che crea l’In/contro.

Venerdì 17 febbraio ore 18.30
Presentazione de “Il Non-Amore ai tempi di Facebook” di Enrico Nascimbeni
Dalla prefazione di Roberto Vecchioni:
Innanzitutto chiariamo a chi legge: chi caspita è Enrico Nascimbeni? E, vivaddio cosa cavolo vuole (o non vuole)? Beh, lo dice lui stesso: “vorrei essere un soldato sconfitto ma amato”. Non fatevi ingannare dalla marea di culi femminili che gli si offrono, si rialzano, ondeggiano e spariscono, questa è solo la facciata. Fermarli sarebbe inutile e secondario: il gioco vero sta nel viavai di arrivi e
ripartenze, nell’improbabile illusione d’estasi che svapora in un amen: “scendi ma non sei pioggia, sali su di me ma non sei aquilone”. E allora? Un caso disperato, uno che fin da piccolo sognava di essere un grande che sogna di esser piccolo. Nascimbeni deve ringraziare il cielo per questo inarrestabile ballo di San Vito che è il suo modo di vivere, perché non può fare a meno un solo istante di pensarsi e di scriversi: se per assurdo si arrestasse potrebbe persino correre il rischio di essere felice e proverebbe un’insana vergogna di sé. Ora è pur vero che esistono uomini come lui un
po’ ovunque e quelli là sì che son disperati, perché manco riescono a scriverlo quel che provano. Lui no, lui è un fortunato: la natura gli ha concesso un “link” così diretto tra cuore e penna da sconsolarlo e consolarlo in frazioni ripetute di attimi e stagioni che non ha nemmeno il
tempo di capire che ripete un’identica inafferrabile “saudade” da sempre, col chiaro intento di non volerne venire mai a capo perché sarebbe la fine. Questa unica cosa che scrive in “non-poesia” (?), Enrico la scrive bene, molto bene, ma più ancora immagina bene quel che scrive, volando basso
su scenari da pop-art, e banali ammennicoli mediatici e mettendo in atto dissociazioni, salti formali (anche uno a verso) consoni al suo “Pensare viaggi fermi” dove tutto è sparso e disseminato, niente diretto o rettilineo.

Link utili:
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Alessia Mocci
Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

Fonte:
http://oubliettemagazine.com/2012/02/11/novita-rupe-mutevole-edizioni-presentera-alcuni-suoi-autori-durante-le-giornate-del-festival-di-sanremo/

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