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venerdì 3 febbraio 2006

Brain Emotion compie 3 anni: un esempio di imprenditorialità tutta al femminile




L’agenzia di comunicazione Brain Emotion, esempio di imprenditorialità femminile giovane, raggiunge i tre anni di attività e con risultati a dir poco soddisfacenti.

L’ingegnere gestionale Elena Ianeselli, che ha dato vita nel 2003 all’agenzia Brain Emotion, ha avuto l’intraprendenza e la determinazione di realizzare il sogno che tante giovani donne tengono solo nel cassetto e nell’immaginazione: quello di creare e condurre una propria impresa composta da giovani creativi e professionali.

L’ imprenditrice, in seguito ad una precedente esperienza lavorativa sempre nel medesimo settore, si è resa conto di voler di agire in prima persona nel proprio lavoro per farsi carico sì di maggiori responsabilità ma soprattutto dei relativi meriti e della soddisfazione e dell’entusiasmo che solo il realizzare qualcosa di proprio può dare.

Negli ultimi tempi si sente parlare, sempre con maggiore frequenza rispetto al passato, di imprenditorialità femminile, di donne ormai sempre più presenti nei ruoli lavorativi rilevanti della nostra società. Le istituzioni cercano infatti di conferire a questo tema una crescente centralità nell’ambito dei loro programmi per tentare di agevolare l’accesso delle donne nel mondo dell’imprenditoria. Ecco allora un esempio di intraprendenza e determinazione tutta al femminile. La Brain Emotion infatti, per casualità o più probabilmente per singoli meriti, ha uno staff di sole donne, un gruppo molto affiatato e abituato ad uno stretto lavoro in team.

Aprire un’attività in proprio ha significato, per l’ingegner Ianeselli, non solo superare le ovvie difficoltà economiche e la forte concorrenza proveniente soprattutto da un polo catalizzatore come Milano, ma anche smantellare la mentalità di un mondo del lavoro ancora impreparato a trovarsi davanti a professioniste donne, soprattutto giovani.

Nel settore del marketing e della pubblicità le attività gestite da donne, tanto più se giovani, sono tenute a dimostrare più delle altre aziende condotte da uomini, le proprie capacità di comunicazione e di realizzazione di servizi e progetti di comunicazione. Agli occhi dei meno esperti infatti l’agenzia di comunicazione non offre oggetti concreti, quindi in un certo senso controllabili, ma capacità, immaginazione, idee e comprensione dei bisogni dei clienti. Tutto ciò naturalmente non è quantificabile se non nel momento della loro realizzazione e la giovane età spesso non facilita il raggiungimento del successo in questo lavoro.

Nonostante le varie problematiche che ha dovuto affrontare, oggi Brain Emotion è un’agenzia di comunicazione capace di offrire a medie e grandi aziende una consulenza a 360° su tematiche di comunicazione d’impresa. Garantisce ai propri clienti un concreto supporto comunicativo e strategico, fondato sulla costante ricerca del meglio, riuscendo a coprire tutti gli aspetti grafico-creativi, contenutistici e organizzativi su cui poggia un’efficace strategia di comunicazione e un’efficiente implementazione di quest’ultima.

Ascoltiamo in questa breve intervista l’esperienza e il vissuto di questa avventura imprenditoriale direttamente dalla voce della sua promotrice, l’ingegner Ianeselli:

Quali sono le tappe fondamentali del suo processo aziendale?

Brain Emotion è nata circa 3 anni fa. Dopo un’esperienza in una start-up dove seguivo diversi aspetti relativi a marketing, advertising e progetti di promo-comunicazione, ho maturato l’idea di focalizzarmi sulla comunicazione.

Più che l’idea, direi la passione! Sono rimasta nella mia città natale Verona per motivi organizzativi e perché credo che le buone idee non siano merito del luogo in cui nascono.

Ho quindi dato vita a questa struttura, incentrando l’attività sulla comunicazione che comunemente è abbinata a pubblicità ma che per me è qualcosa ben più capillare e per un’azienda si traduce in mille diverse sfaccettature ed azioni.

Al suo interno sono confluite naturalmente le mie competenze professionali acquisite, i miei studi (sono un ingegnere gestionale) e professionalità relative all’ideazione creativa e realizzazione di prodotti grafici.

L’inizio è stato a risorse minime, per poterci proporre ai clienti a condizioni agevolate e permettere loro quindi di conoscerci e testare le ns. abilità.

L’incremento di lavoro ha portato poi, dopo circa 6 mesi, ad un ampliamento della struttura commerciale e al consolidamento di molti rapporti di collaborazioni per cui ora possiamo contare anche su una rete di fornitori esterni stabili e fidati.

Nel corso del 2004, abbiamo attivato collaborazioni anche con staff delocalizzati, che ci permettono di coprire non solo i territori limitrofi alla ns. sede ma anche alcune delle città più importanti tra cui Roma, Milano e Bologna. Riusciamo così a garantire ai nostri clienti che il loro progetto non verrà delegato ad agenzie sconosciute ma a nostri partner di cui garantiamo l’affidabilità e la qualità di servizio.

Ad oggi manteniamo comunque una struttura snella che ci permette ancora di lavorare anche su progetti limitati e con budget ridotti, pur se il ns. target principale sono diventate aziende medio-grandi e grandi, con le quali lavoriamo sia a copertura completa di tutte le esigenze di comunicazione, sia su attività specifiche che in collaborazione con altri loro fornitori.

Uno staff tutto al femminile non crea qualche disagio a livello di relazioni interne tra colleghe?

In effetti per casualità e per i meriti singoli lo staff della Brain Emotion è tutto al femminile, almeno se escludiamo qualche consulente esterno di supporto. Ma è un gruppo molto affiatato, abituato ad un lavoro in team molto stretto, privo di ogni formalismo o aspetto burocratico e fondato sulla responsabilità di ciascuna per il proprio ruolo. Ovviamente c’è una struttura gerarchica minima, necessaria per l’ordine generale ma non va mai ad influire sulla parte creativa del lavoro.

Probabilmente siamo un’eccezione ma il nostro gruppo non risente del fatto di essere composto da sole donne. Anzi, direi che se il team femminile è affiatato e ben strutturato, come il nostro, si ha una marcia in più, data da una spiccata sensibilità e una forte determinazione: elementi molto importanti se non indispensabili al nostro lavoro. Sfatiamo quindi un mito! Le donne insieme possono essere veramente un team vincente e non attraversato da invidie o rivalità come si è portati spesso a pensare.

Perché la scelta del nome Brain Emotion?

Brain Emotion è nato come sintesi di due aspetti che ritengo cruciali nel fare comunicazione: cervello da una parte e cuore dall’altra.

Cervello come razionalità e concretezza. Sia in riferimento al proporre soluzioni al cliente razionali per costi, tempi e mezzi rispetto alla sua realtà aziendale e mercato di riferimento, sia in relazione ai contenuti della comunicazione che non possono comunque essere solo “aria fritta”…almeno se l’obiettivo è operare sul medio-lungo termine.

Cuore perché l’emotività è un motore fondamentale nelle nostre scelte. Una comunicazione anche precisa e puntuale ma arida perde gran parte delle sue potenzialità nella scarsa attenzione che riesce a suscitare intorno a sé.

Brain Emotion è un’ “emozione cerebrale”, è la sinergia di razionalità ed emozione…e in fondo è un po’ il mio percorso personale, un ingegnere che si appassiona alla creatività.

Il mercato è in crisi oppure nel Triveneto la situazione è migliore rispetto al resto d’Italia?

In realtà non sono del tutto certa neppure che si possa dire che il mercato è in crisi. Sicuramente infatti la situazione economica non è delle migliori e certo questo ha messo in difficoltà molte aziende che hanno tipicamente (ahimè!) tagliato come primi costi quelli in comunicazione.

Tuttavia mi sembra che spesso la crisi sia essenzialmente una sorta di previsione autoverificantesi. L’incertezza mi sembra l’elemento più importante. Un’incertezza e insicurezza che si riflettono nel rinvio di ogni iniziativa, aspettando per vedere che succede nel mercato. E’ questo immobilismo soprattutto che mi sembra penalizzi molto oggi l’avvio di progetti che potrebbero avere risultati veramente importanti, tanto più in un momento dove chi ha disponibilità per investimenti si è effettivamente ridotto in numero.

Quanto al Triveneto non mi pare di rilevare significative differenze. Direi anzi che come zona presenta difficoltà aggiuntive che vengono da una struttura industriale ancora molto padronale, dove sono in atto cambi generazionali che tuttavia non risultano per ora maturi per intraprendere nuove iniziative in campo comunicazione. Permane talvolta una certa diffidenza nei confronti del “consulente” esterno e in alcuni settori non c’è ad oggi la percezione e l’esigenza di muoversi in modo massiccio ma soprattutto coordinato in attività pubblicitarie.

Credo comunque che siamo in una fase di transizione e mi aspetto presto un’apertura dettata anche da una nuova concorrenzialità con cui oggi molte aziende della nostra zona si trovano a confrontarsi.

Verso quale mercato, o quali mercati si rivolge la sua azienda?

Non abbiamo un settore o mercato specifico ai quali è diretta la ns. offerta. La ns. attuale esperienza spazia in diversi ambiti sia b2c che b2b. Per fare qualche esempio: attività commerciali al dettaglio, istituti scolastici, aziende molitorie, hotel, centri benessere, locali pubblici, termosanitarie, calzaturifici,studi di ingegneria, ecc. Come si vede sia per dimensioni che per prodotto la gamma dei clienti è molto diversificata. Questo almeno in ambito di grafica e creatività. Sul fronte progetti speciali invece l’orientamento è prevalente su aziende che operano in mercati giovani con un target che va dai 15-18 fino ai 35-40 anni.

Abbiamo comunque fatto della flessibilità uno dei nostri marchi di fabbrica e fare “innesti” di concetti e tecniche da un settore all’altro, ovviamente opportunamente adattati e contestualizzati, è per noi un modo per portare al cliente idee innovative con cui distinguersi.

Quali sono i suoi obiettivi futuri?

Le posso rispondere con due parole: Crescere ancora! Continuiamo infatti ad operare per farci conoscere sempre di più, diffondere i nostri prodotti e servizi e soprattutto la nostra filosofia e il nostro modo di lavorare. Insomma stiamo cercando di far capire alle aziende perché noi crediamo in Brain Emotion, così che anche loro possano crederci.

Brain Emotion [http://www.brainemotion.it]

Contatto stampa:

Chiara Martinato

c/o Brain Emotion

Via L. Sturzo, 6 - Verona

Tel. 045/8106099

Fax 045/8106099

Cell. 347/3679461

Email press@brainemotion.it

giovedì 2 febbraio 2006

La tutela del diritto d'autore e del diritto d'accesso nell'era dell'informazione e comunicazione digitale (2)

L'articolo di martedì scorso, il 31 gennaio 2006 su "La tutela del diritto d'autore e del diritto d'accesso nell'era dell'informazione e comunicazione digitale" è stata commentata da un lettore anonimo, che, a parte l'anonimato, merita senz'altro attenzione.
Ed ha suscito in me ulteriori riflessioni.
Così ho pensato di dare evidenza a questo scambio di opinioni.
Andrea Pietrarota


7:23:39 PM, Anonymous said...
Prima di parlare di diritto d'accesso esteso a tutta l'umanità e cantar vittoria, guardate cosa stanno combinando le maggiori case produttrici di PC (ed hardware in generale) in combutta con le Lobbyes della musica, del cinema...dell'intrattenimento multimediale in generale.

Non è il futuro, il Trusted Computing è già realtà.

Diversi Notebook, Pda, ed in futuro tanti dispositivi saranno TC Compliant.
Che significa?

Che acquisterete un prodotto di cui non sarete padroni, che sarà governato da chi gestirà le chiavi criptate che saranno generate n modo TOTALMENTE Sicuro all'interno del vostro (?) PC.
Già, perchè il vostro PC potrà essere UNIVOCAMENTE identificato nella rete...
Non ci credete? Allora approfondite!
http://www.no1984.org

At giovedì, febbraio 02, 2006 5:26:49 PM, Andrea Pietrarota said...
Cantar vittoria?


Ed ecco la mia risposta......

..E chi canta?

Io sono pure stonato..

Io mi sono interrogato sull'argomento e non so quale sia la soluzione.

Per esempio, a me sembra assurdo, ma gran parte delle cose scritte sul web sono protette dal diritto d'autore, anche se si tratta magari dei testi di presentazione di una brochure aziendale..

Se io li copio, anch per scrivere un bell'articolo su quell'azienda, chi ha scritto i suddetti testi può rivalersi su di me.

Io ho rubato i suoi contenuti, la sua proprietà intellettuale.

Il mondo umano è retto dalle leggi dell'economia. Questo è un dato di fatto. Possiamo immaginare utopie in cui tutto è di tutti, con o senza una corrispondenza al proprio impegno nella costruzione della "res publica". Ma con l'utopia restiamo al livello di sogni irrealizzabili.

Il problema che io mi pongo è come fare a trovare un giusto equilibrio tra i diritti dei cittadini nell'economia digitale e quelli delle imprese che investono nella produzione di contenuti digitali (dal cd, al dvd,
per restare terra-terra, ancora ai supporti "atomici", a semplici bit informatici che poi letti dai nostri terminali ci restituiscono voce, immagini, musica, video ecc).

Da una parte è legittimo che chi investe in un mercato voglia difendere i suoi investimenti, brevewttare i suoi macchinari, non farsi copiare dalla concorrenza.

Ragionaiamo sempre terra-terra è giusto che le imprese cinesi clonino la produzione italiana?

No? E allora anche noi non dovremmo duplicare un film, una compilation se non per fini ed utilizzi personali.

Già ma se poi io, con la digitalizzazione, ho gli strumenti per duplicare facilmente e all'ennesima potenza il film che ho appena comprato e mi metto nondico a venderlo, ma semplicemente a regalarlo a tutti i miei amici, e tutti i miei amici fanno altrettanto...

Alla fine - senza che nessuno abbia fatto una sola copia per finalità di commercio "pirata", per assurdo, "uccidiamo" economicamente chi ha realizzato quel film che tutti hanno così tanto apprezzato da duplicarlo all'infinito per i loro amici.

Sto ragionando x paradossi...

L'altra faccia della medaglia è più o meno quanto hai scritto tu , caro Anonimo.

Le grandi cooncetrazioni, i trust che ormai travalicano i confini nazionali, non sono più facilmente controllabili e anzi sempre di più stanno diventando loro i potenti che controllano gli stati.. figuriamoci che ne può essere della libertà di noi singoli individui...

Altro.. che 1984 di G. Orwell e Il Grande Fratello (no.. non quel programma che a me fa venire l'orticaria, ma la maggior parte del pubblico apprezza tanto..).

Umberto Eco tanti anni fa parlando del futuro dei mezzi di comunicazione coniò una dicotomia che ormai si ripropone continuamente: la contrapposizione tra gli apocalittici e gli integrati.

I primi che vedono un futuro funesto in cui i Media e chi li controlla avrà un potere assoluto, e chi invece crede negli aspetti positivi dell'innovazione tecnologica e ne apprezza soprattutto le opportunità.

Tra pessimisti disperati e ottimisti euforici, io sono per un moderato scetticismo..

Ma non voglio cadere in inutili cinismi.

Per questo scrivo.

In Cina (ossia, credo un quarto-?- della popolazione mondiale) i blog sono vietati..

Siamo fortunati ad essere nati qui.

Cerchiamo, ognuno come può di meritarcela questa fortuna.

E magari di estenderla un pochino a chi ne ha avuta di meno di noi.

Senza retorica.
Andrea

Berlusconi: DUE MESI E MEZZO DI ASTINENZA! (2)

Uno spassoso commento alla notizia pubblicata: "Berlusconi: DUE MESI E MEZZO DI ASTINENZA"... che visto la tragicomicità merita di avere un po' più del semplice "comments" riportati sotto gli articoli.

Con questa occasione colgo l'occasione di ricordare a tutti i lettori del Corriere del Web, fedeli o casuali che siano, possono sempre commentare qualsiasi notizia. Basta cliccare sotto l'articolo, appunto la parola "comments" e si aprirà una finestra do potrete dire la vostra opinione, il vostro apprezzamento o meno ecc.

Per commentare le notizie non occorre alcuna registrazione. Però firmarsi mi sembra più onesto. Anche perchè, è ovvio dirlo per il 99% delle persone, qualsiasi contenuto offensivo, volgare, o peggio, sarà rimosso immediatamente.
Andrea Pietrarota
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Un anonimo ha detto...
GRANDIOSIIIIIIIII!!!!!!!!!!!!!

Una notizia davvero importante per le sorti del nostro Paese.

Speriamo che ce la faccia.

Non sia mai che Sua Evidenza non manchi un obiettivo!

Ma un dubbio atroce ora assillerà tutti gli italiani...

no, non sono le tasse, la disoccupazione;

e non è manco lo stipendio di dipendenti a reddito fisso o la pensione (ossia le uniche cose sche in italia sono state convertite dalle lire in euro...una volta uno con 6mila lire una pausa pranzo con un panino ce la faceva, ora con 3,10 euro di ticket il barista ti caccia a calci in culo, peggio che se fossi un barbone..)

noooooo, non è manco la disoccupazione, la sanità,no,non sono le tasse (tanto le pagano solo i dipendenti a reddito fisso, gli altri sono stati legittimati dal Governo ad evaderle: del resto sono troppo alte..), la disoccupazione ( quale dove: lavorano tutti... peccato che gratis con gli stage o con remunerazioni che se fai l'elemosina alzi di più e dopo 2 anni a lavare vetri ai semafori metti su un'impresa..)

No: il problema che non farà dormire gli italiani è il seguente:

Ma ora, la Signora Berlusconi,abituata a cotanta prestanza del marito, come farà?

Ha fatto "fioretto" anche lei?

Oppure no?

Che dubbio. Io non mi ci raccapezzo.

aiutatemi!!!

giovedì, febbraio 02, 2006 4:43:05 PM

L'Associazione "Un'Altra Regione" presenta 'il diritto di leggere'


Un'Altra Regione insieme agli Editori Romani per Ragazzi

presenta
“Il diritto di leggere”.

Editori per ragazzi, insegnanti e genitori, insieme per la promozione della lettura e delle biblioteche scolastiche nel Lazio.

15 febbario 2006, Aula magna della scuola “Emanuele Gianturco”,
via della Palombella 4, Roma
Ore 17-19,30


Un'Altra Regione insieme agli Editori Romani per Ragazzi ha organizzato un seminario per il 15 febbraio dal titolo “Il diritto di leggere”.
Nel corso di questo incontro saranno presentate proposte e idee riguardo l'utilizzo delle biblioteche nell'ambito scolastico e interverranno insegnanti, genitori, editori, amministratori pubblici ecc.


Programma provvisorio

Saluto introduttivo
Rosa Amoriggi, dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo Visconti

“Il diritto di leggere: idee per la Regione Lazio”
Alma Talu, consiglio direttivo di Un’Altra Regione

“Le proposte degli editori romani per ragazzi”
Della Passerelli, “Editori per ragazzi”

Scuola: esperienze a confronto
Claudia Braccioni, Istituto comprensivo viale Adriatico, Scuola media
Maria Pia Catalano, Liceo Gassman

“Il diritto di leggere”
Tavola rotonda conclusiva

Intervengono:
Angela Nava, presidente nazionale del Coordinamento Genitori Democratici
Paola Pau, Sistema Biblioteche del Comune di Roma
Raimonda Morani, IRRE - Lazio (Istituto Regionale Ricerca Educativa)

Partecipa (da confermare):
Giulia Rodano, assessore alla Cultura della Regione Lazio

Modera:
Enrico Fontana, presidente di Un’Altra Regione


Per informazioni: Alma Talu (3383251529) – Della Passerelli (3389832365)
www.unaltraregione.it ; mail: info@unaltraregione.it

PADOVA - Il Liceo Classico "Tito Livio" ha pubblicato l'annuario

Liceo Ginnasio “TITO LIVIO”

ANNUARIO

Memoria e riflessione

Come hanno scritto le curatrici, Maria Luisa Gambato e Paola Marrana, “questo volume non è da intendersi solo come un annuario: esso ha anche l’ambizione di presentare le espressioni dell’attività creativa e di studio prodotte da tutte le componenti della nostra scuola… matricole, maturandi, docenti, ex allievi….”.
L’obiettivo è stato raggiunto pienamente perché il libro è un’antologia di saggi godibili e ricchi di storia, di fresca e giovane sensibilità.
L’attenta lettura de “Le nostre radici” cercate e raccontate da Daniela Bobisut e da Giuliana Zucchi ci permettono di guardare il Tito Livio con meno superficialità.
Ci inducono ad osservarlo attentamente ed a ripercorrere con la mente tutto l’arco della storia che lo ha visto protagonista nei secoli con funzioni diverse.
Il Contastorie, l’atto unico di Mario Simonato, ti costringe a non relegarlo tra gli “annuari”, ma di tenerlo sul tavolo, questo bel volume.
Anche perché contiene delle poesie fresche e belle. Odorano di gioventù.

Leggete questa:

Nella vita
di Greta del Vescovo ( IE )

Nella vita
abbiamo paura di metterci in gioco
Io non ho paura
perché vivendo ho accettato di giocare.
Nella vita
abbiamo paura di amare
Io non ho paura
perché vivendo ho imparato ad amare.
Nella vita
abbiamo paura di sbagliare
io non ho paura
perché vivere è imparare dai propri errori
Nella vita
abbiamo paura delle difficoltà
io non ho paura
perché vivere è imparare a superarle
Nella vita
abbiamo paura di vivere
io non ho paura
perché amo la vita.


Carmine Granato - Padova - carminegranato@hotmail.com

RICETTE MEDIEVALI? Quelle di Federico II! E' un divertimento leggerle

Per conoscere un gaudente che di mestiere faceva l'imperatore

I RICETTARI DI FEDERICO II

Una dotta e divertente ricerca sulla cucina medioevale

De salciciis – Ad salsicias faciendas recipe bonas carnes porcinas crudas non nimis pingues nec macras minutissime cum cutello percussas et bonis speciebus cum sale…….
È l’incipit della ricetta che insegna a preparare la salsiccia.
Non è stata scritta da un cultore del latino maccheronico, ma è tratto dalla seconda parte di un elegante volume pubblicato dalla Casa Editrice Leo Olschki di Firenze nella collana “Biblioteca dell’ARCHIVIUM ROMANICUM, con il contributo della presidenza del Consiglio della Provincia di Potenza.
Si tratta de “I Ricettari di Federico II – Dal Meridionale al “Liber de coquina”, frutto delle ricerche documentate e dotte di Anna Martellotti, docente di Storia della Lingua Tedesca nell’Università di Bari.
Il Meridionale è uno svelto ricettario scritto in volgare per l’uso della corte.
Il Liber de coquina è un ambizioso manuale di gastronomia internazionale rivolto a tutto il mondo occidentale.
Dalla lettura di questo pregevole volume emerge la figura dello svevo Federico II come ghiotto degustatore di prelibatezze, tra cucina e dietetica.
Questo imperatore, che ha lasciato tracce indelebili in Puglia, regione che lo ha adottato come un suo figlio e come iniziatore della sua civiltà, appare in tutto il suo splendore di gaudente davanti ad una tavola imbandita e ricca di cibi finemente preparati.
Un testo che potrebbe e forse dovrebbe essere piacevole lettura per le ragazze ed i ragazzi che studiano il latino.
La lettura non presenta le difficoltà che si trovano nello studio dei classici e potrebbe essere persino “divertente”.

Carmine Granato - Padova - carminegranato@hotmail.com

Berlusconi: DUE MESI E MEZZO DI ASTINENZA!

Berlusconi
Silvio Berlusconi

da: 20minutos del 30.01.2006 - 14:43
Berlusconi promette di non fare sesso fino alle elezioni.

Il Primo Ministro italiano Silvio Berlusconi è famoso per le sue promesse ambiziose, ma in questa occasione ha battuto i suoi records: ha annunciato infatti che non avrà rapporti sessuali fino alle elezioni del 9 di aprile.
Nel sito spagnolo seguono i commenti dei lettori a questa notizia.

Berlusconi avrebbe fatto questa promessa in una festa, durante la quale ha ricevuto la benedizione del tele-predicatore Massimiliano Pusceddu per essersi schierato contro il matrimonio gay.
"Ringrazio molto Padre Massimiliano. Mi impegnerò a non tradirlo e prometto che manterrò due mesi e mezzo di astinenza sessuale fino al 9 aprile", sarebbe stata la risposta di Berlusconi.
Il Presidente del Coniglio, sposato due volte, va fiero ai suoi 69 anni di una forma fisica straordinaria.
Inoltre, dopo l'intervento di lifting e l'impianto di capelli, secondo tutti gli esperti, appare molto più giovane ora di quando salì al potere nel 2001.

Beppe Grillo sul blog: attacco all'informazione


Beppe Grillo sul blog: attacco all'informazione
di Stefano Scartozzi

Beppe Grillo affonda nuovamente la lama rovente della sua satira nel burro scaduto di una classe di operatori dell’informazione oramai depauperata e priva di qualsiasi dignità e professionalità. Lancia un nuovo post sul suo Blog, oramai più visitato dei siti dei grandi quotidiani italiani, ed esordisce con una prima retorica domanda: “Non ci sono più i correttori di bozze di una volta. Ve ne siete accorti?”.

In una semplice frase di avvio, il satiro danzante centra due obiettivi fondamentali nella nuova gestione dei quotidiani. Il correttore di bozze non esiste più. Distrutta una delle figura più intriganti della tradizione editoriale italiana. Perché sebbene spesso fosse l’unica via di accesso a posizioni di maggiore responsabilità, come quella del redattore o dell’editor, era in realtà il ruolo del giovane aspirante. E quindi in questa figura si sommavano quella dell’amante della lettura prima e della scrittura poi.

Il correttore di bozze anche se non è il padre naturale dell’articolo, era, ci sia concessa la metafora, colui che adottava il testo abbandonato dai genitori ancora in fasce e da crescere e lo restituiva al mondo pronto per raccontare la vita. Ma mentre questa figura si è confermata insostituibile nelle case editrici di libri, nei quotidiani è stato soppiantato dal correttore automatico. Un mostro di ignoranza che non conosce altro che non sia un ristretto vocabolario ed è pronto a segnalare o modificare parole del lessico quotidiano o popolare e neologismi di fantasia.

Eppure, continua Grillo, nonostante la meraviglia della tecnica abbia ucciso centinaia di posizioni di lavoro, nessun direttore di testata si avvede che “I giornali contengono refusi, imprecisioni, errori di ortografia.”. Spesso il lettore si trova davanti degli articoli che potrebbero andare bene per i pensierini di quinta elementare e questo ci porta a considerare la terribile sciatteria o, nei casi peggiori, ignoranza di gran parte dei giornalisti italiani. “Bisogna capirli questi editori, questi giornalisti. E’ gente che lavora tutti i giorni, anche i festivi, per tenerci informati. Non si può pretendere sempre la precisione.” affonda il comico genovese.

Ed anche queste parole sottacciono importanti doppi sensi. Paul Grey scriveva “l’immagine del giornalista come una sorta di Don Chisciotte con le dita macchiate di nicotina, che trangugia whisky mentre inchioda i simboli del potere con una denuncia strappata dalla macchina da scrivere proprio al limite della scadenza permane nell’immaginario collettivo nonostante le numerose prove che non esiste”.

Oggi il giornalista medio, ossia colui che è riuscito tramite raccomandazioni ed estenuanti corteggiamenti a strappare l’ingresso nel dorato mondo dell’ODG, che non è una marca di pappette a marchio UE ma l’ordine professionale italiano nato con il fascismo, passa il suo tempo diviso tra tre o quattro collaborazioni ulteriori rispetto al posto ufficiale, solitamente scrive tutto dalla sedia della cucina davanti al suo laptop nuovo fiammante regalato dalla Apple per l’ultima marchetta ad hoc e non si sogna nemmeno di sprecare più di venti/trenta minuti per la sua notiziola giornaliera che per ovvie conseguenze non ha alcuna capacità di informare. D’altronde che fare il giornalista sia sempre meglio che lavorare è un adagio sempre più in voga tra i furbetti del giornalino.


Ma l’obiettivo di Grillo è in particolare un sondaggio apparso su “La Repubblica” di sabato 28 gennaio. Il tono è apertamente polemico “Fanno una domanda quando ne pensano un’altra: quella opposta. E quando se ne accorgono è troppo tardi: il giornale è già in stampa. La Repubblica di oggi, preoccupata per l’emergenza gas, consulta i cittadini con un sondaggio a pagamento via SMS, 0,3098 euro TIM, 0,30 euro Vodafone e Wind, Iva inclusa.La prima domanda richiede un’attenta riflessione:“E’giusto puntare sui risparmi di energia da parte delle famiglie e delle aziende?” E dopo la prima domanda, che ci spinge giustamente a risparmiare, passiamo alla domanda numero due:“Bisogna optare con decisione per le fonti alternative, compreso il nucleare?” L’errore è solo in quella parola : “compreso”. Ma è chiaro che volevano dire: “escluso”, lo sanno tutti che il nucleare non è un’energia alternativa. O forse no? E quella domanda è l’ennesima presa per il c..o per far dire, a pagamento, agli italiani che vogliono il nucleare? A questo punto aggiungerei una terza domanda al sondaggio, così, per farne capire le motivazioni: “E’ altamente probabile che Il Gruppo Editoriale l’Espresso abbia interessi legati al nucleare, energia che considera alternativa alle energie alternative?”.

In poche righe dimostra che il sondaggio non solo non è stato pensato per ricevere e scandagliare il pensiero del lettore ma è calibrato per ottenere sms a pagamento per i gestori di telefonia che investono centinaia di migliaia di euro in pubblicità sul giornale in questione e per disinformare creando nel cittadino la convinzione che l’energia nucleare sia una fonte alternativa al pari di quella eolica e solare.

Parafrasando una nota frase di Ernest Hemingway c’è da sperare che il lettore abbia sempre, come dote rilevante, un rilevatore di fesserie, indistruttibile ed incorporato.

Stefano Scartozzi
www.freelance.ilcannocchiale.it



Pubblicazione originale (cliccare sul titolo dell'articolo per visualizzarla) su:
Infocity, il Network del Giornalismo e della Comunicazione


PADOVA - PADOVA PROMEX, Azienda Speciale della Camera di Commercio di Padova, organizza incontri d'affari con Buyer turchi in occasione di Tecnobar

PADOVA PROMEX ORGANIZZA INCONTRI D’AFFARI CON BUYER TURCHI IN OCCASIONE DI TECNOBAR & FOOD
(Padova, 27 – 28 febbraio 2006)
Padova Promex, in collaborazione con PadovaFiere accoglierà una delegazione di buyer turchi del settore forniture alberghiere (mobili, accessori, attrezzature, illuminazione, arredobagno ecc) e impianti per refrigerazione in occasione della manifestazione fieristica Tecnobar & Food (www.tecnobarfood.it) che si svolgerà a Padova dal 26 febbraio al 2 marzo 2006.

L’iniziativa, organizzata in collaborazione con l’Ufficio ICE di Instanbul ha l’obiettivo di sviluppare opportunità di business con il mercato turco e dare un seguito alla missione istituzionale/imprenditoriale italiana realizzata in Turchia lo scorso ottobre.
Il 27 febbraio verranno infatti organizzati incontri d’affari bilaterali tra imprese padovane e buyer turchi. presso PadovaFiere padiglione 7 (I° piano – sala A).
La giornata del 28 febbraio sarà invece dedicata a visite presso gli stand degli espositori di Tecnobar & Food e/o presso le aziende (secondo accordi presi direttamente con i delegati esteri durante gli incontri)

La Turchia da tempo si è rivelata ottima meta d'affari per le imprese italiane. Situata in una posizione privilegiata, al centro del nodo strategico che salda l'Europa al Medio Oriente, nell'ultimo decennio ha avuto un processo di evoluzione tale che ha consentito il passaggio da un'economia essenzialmente agricola artigianale, ad una economia industrializzata, integrandosi sempre di più con i Paesi della CEE. Non a caso attualmente lo Stato turco risulta essere il principale partner commerciale dell'Unione Europea. E l'Italia, preceduta solo dalla Germania e dalla Russia, risulta essere partner privilegiato, al terzo posto nell'esportazione verso la Turchia e quarto Paese suo cliente. Il segreto di questa "intesa" è nel fatto che la struttura economica dell’Italia e quella della Turchia presentano delle similitudini e delle complementarietà che, se sfruttate adeguatamente, possono risultare favorevoli per l’avvio di importanti collaborazioni economiche.

Per ulteriori informazioni contattare, Padova PromEx, Azienda Speciale della CCIAA Padova, rif. dott.ssa Malvina Cerantola tel. 049 760511 e-mail: m.cerantola@pd-promex.it

Carmine Granato - Padova - carminegranato@hotmail.com

Il COBAT conferma il presidente Morandi e rinnova DG e CdA


Il nuovo Consiglio d’Amministrazione del COBAT

GIANCARLO MORANDI CONFERMATO PRESIDENTE DEL CONSORZIO ITALIANO CHE VANTA TANTI PRIMATI AMBIENTALI

ROMA – Lo scorso 16 gennaio è stato nominato il nuovo CdA del Consorzio Obbligatorio Batterie Esauste ed è stato rinnovato il mandato triennale al Presidente in carica, l’ing. Giancarlo Morandi, già Presidente dal 2000 e Vicepresidente sin dal 1990.
Morandi ha sempre operato nel settore industriale dell'accumulo di energia mediante batterie al piombo ed è stato l’artefice del grande rinnovamento del COBAT, anticipando normativa nazionale e direttive comunitarie, con la liberalizzazione del mercato delle batterie esauste, poi approvata dal Parlamento nel 2002.

Michele Zilla è invece il nuovo Direttore Generale.
Dopo aver ricoperto l'incarico di Amministratore Delegato della Soraro di Milano, società del gruppo francese Lyonnaise deux Eau, e dal 1998 ad oggi di direttore generale, presso il Gruppo Caris di Milano, succede ora a Paolo Soriani.

Promotore e presidente di Assosele associazione aderente a Fise Unire, che ha come obiettivo la realizzazione di un sistema integrato di raccolta differenziata, affinché le raccolte congiunte di più frazioni recuperabili possano diventare uno standard Italiano, ponendo cosi il Paese in linea con gli altri stati europei.




In questi anni il COBAT è stato il primo Consorzio ad adottare una politica di grande trasparenza con la pubblicazione dei suoi Rapporti Ambientali, il primo ad aderire al Protocollo di Kyoto, ad ottenere le certificazioni per il sistema di gestione qualità e di gestione ambientale, ad acquistare energia verde, segnalandosi come uno degli enti più attivi sul fronte della tutela dell’ambiente.


Oggi il COBAT è un modello imitato in diversi Paesi Europei ed extra, non solo per i risultati conseguiti nel riciclo delle batterie al piombo esauste, oramai prossimo alla totalità, ma anche per le importanti iniziative di alto valore etico ed ambientale come la spedizione per il recupero degli accumulatori esausti dalla Piramide CNR sull’Himalaya, le opere di riforestazione in Messico e i progetti sociali in Perù, tutte missioni che hanno portato alla ribalta internazionale il Consorzio Italiano, nonché sensibilizzato l’opinione pubblica sul corretto smaltimento delle batterie esauste.


Il Consiglio di Amministrazione del COBAT, come prevede lo Statuto approvato con Decreto del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio di concerto con il Ministero delle Attività Produttive, è composto da 14 membri eletti dall'assemblea più 4 designati rispettivamente 2 dal Ministro dell'Ambiente e 2 dal Ministro delle Attività Produttive.

Il modello consortile, pertanto, realizza una sinergia tra pubblico e privato, assegnando al primo la funzione di indirizzo e controllo ed al secondo la responsabilità gestionale per il raggiungimento degli obiettivi stabiliti dalla legge in modo trasparente, efficace ed economico. Un circolo virtuoso cui prendono parte le imprese di riciclo, i produttori di batterie, i demolitori e raccoglitori di batterie esauste e artigiani-autoriparatori.

Compongono il nuovo CdA del COBAT i seguenti Consiglieri:
  • Giancarlo MORANDI, Presidente
  • Nicola Maria ALOIA, Ministero Attività Produttive
  • Francesco ANTONAZZO, di estrazione consortile
  • Tommaso CAMPANILE, di estrazione consortile
  • Sergio CANALE, Ministero Ambiente
  • Giuseppe COLOMBO, di estrazione consortile
  • Fabrizio CURCI, di estrazione consortile
  • Paola FICCO, di estrazione consortile
  • Alfonso GIFUNI, di estrazione consortile
  • Filippo GIRARDI, di estrazione consortile
  • Gaetano LA CORTE, di estrazione consortile
  • Roberto MAROGNOLI, di estrazione consortile
  • Giovanni NARBONE, Ministero Attività Produttive
  • Marco NOLI, di estrazione consortile
  • Giorgio RUSSOMANNO, di estrazione consortile
  • Fabio TANCREDI, Ministero Ambiente
  • Giancarlo URBANI, di estrazione consortile
  • Dario ZANTEDESCHI, di estrazione consortile
Il nuovo Collegio dei Revisori è invece composto da:
  • Salvatore DE MARCO, Presidente, Ministero Ambiente
  • Roberto CANESI, di estrazione consortile
  • Paola GHISAURA, Ministero Economia e Finanze
  • Maurizio PATERNO', di estrazione consortile
  • Paolo PUGLISI, Ministero Economia e Finanze
  • Gianfranco ROSSI, di estrazione consortile
UFFICIO STAMPA:
Hill & Knowlton Gaia Public Relations • Social and Environmental Communication

Andrea Pietrarota Tel. 06/441640327 Cell.: 335-5640825 E-mail: pietrarotaa@hkgaia.com Skype: apietrarota

Alessia Calvanese Tel. 06/441640328 Cell. 335/1309390 E-mail: calvanesea@hkgaia.com

N° Verde COBAT 800/869120 Internet: www.cobat.it E-mail: info@cobat.it

mercoledì 1 febbraio 2006

VILLATORA DI SAONARA (PD) - Una giornata per Emergency, Sabato 4 febbraio alle ore 16.00

Teresa Strada
Per Emergency
Auditorium Scuola Media di Villatora di Saonara Padova

sabato 04 febbraio 2006 ore 16.00


Una Giornata per Emergency . Sabato 4 febbraio, dalle ore 16, nell' Auditorium della Scuola Media di Villatora di Saonara (PD)
i ragazzi delle scuole e non solo perchè l'ingresso è libero a tutti , incontreranno Teresa Sarti Strada, presidentessa e fondatrice, a fianco del marito Gino Strada, di “Emergency” , associazione non governativa senza scopo di lucro, nata a Milano nel 1994, con il fine di portare assistenza medico-chirurgica alle vittime dei conflitti armati e, soprattutto, delle mine antiuomo, nonché di dare attuazione ai diritti umani per chi soffre le conseguenze sociali di guerre, fame, povertà, emarginazione , promuovendo una cultura di pace e solidarietà.
l'incontro fa parte degli eventi culturali e di solidarietà organizzati in memoria di Tamara e Diana e inseriti nella rassega " Saonara Incontra L'Autore", promossa dall'Ass.to alla Cultura del Comune e Biblioteca Civica di Saonara e organizzata dall’Associazione culturale Cuore di Carta ed è l'occasione per consegnare ad Emergency un contributo di 5.000 euro che il comune di Saonara mette a disposizione per un progetto rivolto ai bambini della Sierra Leone
un Paese Africano in cui l’aspettativa di vita media è di appena 34 anni.
Il numero di bambini denutriti, che hanno bisogno di assistenza e ricovero in strutture adeguate, è altissimo; il tasso di mortalità infantile, fino allo scorso anno il più alto al mondo, è causato principalmente dall'enorme diffusione della malaria.

Il contributo che verrà erogato dal Comune di Saonara contribuirà ad assicurare il funzionamento di due ambulatori pediatrici vicino all'ospedale di Goderich. e dove vengono curati , in un centro sanitario pediatrico, più di 1.300 bambini al mese: la maggior parte di loro ha meno di sei anni, ed è affetta da infezioni alle vie respiratorie, malaria e anemia., è funzionante anche un centro chirurgico, in cui vengono ricoverati bambini soprattutto per traumi, chirurgia addominale e chiurugia ricostruttiva ortopedica, nei casi di poliomielite e malformazioni: quasi la metà ha meno di 14 anni e oltre il 10% meno di un anno di vita.



Per informazioni : 333 6068778 www.cuoredicarta.org


Carmine Granato - Padova - Carminegranato@hotmail.com

Easter is Easter… con Corinthia Hotels International per una Pasqua in grande stile.




Easter is Easter… con Corinthia Hotels International
per una Pasqua in grande stile.


Corinthia Hotels International propone il suo speciale “menu” di Pasqua: una serie di pacchetti con sorpresa, da Malta alla Russia passando per l’Ungheria, per una Pasqua di gran classe.


Pasqua? Dove vuoi con Corinthia Hotels International, che per la festa di primavera propone tre pacchetti dal Mediterraneo al Mar Baltico.

La voglia di viaggiare parte dal cuore del Mare Nostrum: sulla costa meridionale dell’isola di Malta si trova il villaggio di Marsascala, abitato da pescatori, caratterizzato da un intenso profumo di spezie. Immerso nelle fragranze del mediterraneo, il Corinthia Jerma Palace Hotel propone un pacchetto pasquale con tutto il gusto del mare. La proposta, da 94,50 euro a persona, comprende:

• 3 notti di soggiorno in elegante Camera vista mare
• Cocktail di benvenuto
• Abbondante colazione buffet presso il ristorante interno “Panorama”
• Visita guidata a mostre tradizionali di arte sacra e alla processione del Venerdì Santo
• Ingresso libero in palestra e alla piscina riscaldata
• Attività di animazione e musica in Hotel
• Late check-out
Validità: dal 10 al 30 aprile 2006.

Budapest è il cuore della Mitteleuropea, un luogo di fasti passati e di lusso presente. Ne interpreta perfettamente lo spirito il Corinthia Grand Hotel Royal, il più grande albergo d’Ungheria, originariamente costruito nel 1896 per l’Esposizione Universale. La magnifica facciata, la scalinata interna e la sala da ballo saranno lo scenario di una Pasqua in pieno stile austro-ungarico. Il pacchetto, da 440 euro per 2 persone in camera doppia, comprende:

• 2 notti in Camera doppia “Superior”
• Sontuosa colazione buffet “Royal”
• Cocktail di benvenuto
• “Brunch” la domenica di Pasqua
• “Royal Surprise”
Validità: aprile 2006.

L’Easter Bunny, simbolo di queste vacanze, approda infine sulle rive del Baltico. Sono le atmosfere alla Gogol ed il fascino della Nevskij ad accompagnare la terza proposta pasquale firmata Corinthia, da vivere nell’eleganza cinque stelle del Corinthia Nevskij Palace. Il pacchetto, da 560 euro per 2 persone in camera doppia, comprende:

• 3 in Camera doppia
• Sontuosa colazione buffet
• Servizio di transfer dall’Aeroporto all’Hotel
• Champagne all’arrivo.
• Dono pasquale
• “Brunch” la domenica di Pasqua
Validità: dal 10 al 30 aprile 2006.


Corinthia Hotels International, con le proprie sedi amministrative a Malta, è realtà di punta nel panorama della proposta alberghiera mondiale e si avvale di professionisti nei servizi di consulenza, marketing e management nell'industria dell'ospitalità. Il gruppo ha ottenuto visibilità a livello internazionale grazie alle sue 20 strutture 4 e 5 stelle in Belgio, Repubblica Ceca, Ungheria, Libia, Malta, Portogallo, Russia, Gambia, Togo, Tunisia e Turchia.

Nel futuro prossimo Corinthia Hotels International espanderà, in seguito ad una accordo con il network americano HIG (Hotel Investor Group), le proprie strutture e ancora potenzierà la forza del Marchio tramite formule di leasing, contratti amministrativi e franchising. Corinthia Hotels International... experience the Warmth, Colour, and Vitality.

Per ulteriori informazioni, contatti e prenotazioni visitare il sito www.corinthiahotels.com o www.srs-worldhotels.com

Ulteriori informazioni o materiale fotografico presso l'ufficio stampa:
Adam & Partner Integrated Communications
Corso Marconi, 33
10125 Torino
Tel (011) 6687550 - Fax (011) 6680785
Sito Internet: www.adam.it; www.corinthia.com;
E-mail: info@adam.it; sara@adam.it

CNR: Le Partecipazioni statali viste da vicino

Consiglio Nazionale delle Ricerche Istituto per lo Studio dei Materiali Nanostrutturati


Le Partecipazioni statali viste da vicino
Dopodomani ne parla Giuseppe De Rita al Cnr di Palermo

PALERMO 1/02/2006 - Carrozzoni mangiasoldi o formidabili aziende capaci di competere nel mercato mondiale? Cosa furono le Partecipazioni statali italiane, le grandi aziende pubbliche controllate dallo Stato? A raccontarne la vicenda -- da vicino -- è il più grande sociologo italiano il 3 febbraio alle 10 e 30 al Cnr di Palermo in occasione della terza edizione del Seminario “Marcello Carapezza”.

Romano, nato a Roma nel '32, De Rita si laurea in giurisprudenza a 22 anni. Dotato di una grande ascendenza e intelligenza del sociale, viene cooptato da Pasquale Saraceno ministro del Mezzogiorno fra i pianificatori pubblici dello sviluppo di una zona del Paese dove ancora negli anni ‘50 erano diffusi la fame e l'analfabetismo. Lascia lo Svimez nel 1964 per fondare il Centro studi investimenti sociali (Censis) facendone rapidamente l'interprete più anticonformista e profondo della situazione sociale dell'Italia, coniando espressioni come «sommerso» che entreranno a far parte del linguaggio quotidiano.

La crisi politica italiana esplosa nel ’92, la globalizzazione, le privatizzazioni e la crisi delle istituzioni nazionali ed internazionali rendono la lettura del Rapporto annuale del Censis un imperativo per chiunque voglia comprendere le vicende sociali dell’Italia senza che il formidabile sociologo cattolico conceda però nulla agli argomenti di quello che chiama «nuovismo».

Editorialista del Corriere della Sera, i suoi articoli sono brevi ma richiedono al lettore un supplemento di attenzione. Spiega quindi come «l’Italia è un paese che ha la sua vera ricchezza nella dimensione intermedia. E’ un paese del sindacato, dell’ associazionismo imprenditoriale, dell’associazionismo professionale, dei distretti industriali, della autonomie locali e funzionali».

Non perde occasione per mettere in guardia dal rischio alienazione legato all'informatica e in particolare al telelavoro («sono l'unico qui al Censis a non avere un computer»). Padre di 7 figli, parlando di educazione si richiama a Bonhoffer e invoca l'importanza del contatto fisico con i figli.

A Milano, in un convegno tenutosi a dicembre spiegava come sia «preoccupante la riduzione di forza dei due grandi motori del nostro sviluppo: la soggettività individuale e l'energia sociale, due aspetti che hanno creato il modello italiano e che oggi stanno scemando».

Dopo Francesco Giavazzi (2004) e Andrea Granelli (2005), l'intervento del segretario generale del Censis al Cnr di Palermo si inserisce nel segno della tradizione intellettuale segnata da Marcello Carapezza: il chimico siciliano che a Palermo fonderà una scuola di geochimica di livello internazionale, stabilendovi sia il corso di laurea in geologia che l'Istituto di geochimica dei fluidi del Cnr. Morirà appena sessantenne nel 1987 dopo aver contribuito ad animare l'allora fiorente comunità intellettuale siciliana (amico fraterno di Guttuso, fine commentatore di Pirandello, editorialista e grande conferenziere).


Ulteriori informazioni:
Dr. Mario Pagliaro – Cnr (Palermo)
Tel: 328 628 03 99
E-mail: mario.pagliaro@ismn.cnr.it

Electa: Un manager fra le lettere e le arti

Giovedì 2 febbraio 2006 ore 18
Biblioteca Trivulziana - Sala del Tesoro

Castello Sforzesco, Milano verrà inaugurata la mostra
Un manager fra le lettere e le arti

Giuseppe Eugenio Luraghi e le edizioni della Meridiana

Electa


Un manager fra le lettere e le arti: Giuseppe Eugenio Luraghi e le Edizioni delle Meridiana

A CURA DI: Renzo Cremante e Clelia Martignoni
PAGINE: 222
ILLUSTRAZIONI: 40
PREZZO: 25 euro
ANNO EDIZIONE: 2006
IN LIBRERIA: gennaio

Il catalogo racconta, attraverso la documentazione donata nel 2002 dalla famiglia Luraghi al Fondo Manoscritti dell’Università di Pavia, la vita di Giuseppe Eugenio Luraghi, singolare figura di manager dell’industria italiana (presidente tra l’altro di Alfa Romeo e Mondadori) e di poeta, scrittore, editore. Un viaggio nel mondo della cultura e dell’editoria del novecento che vede un letteratissimo uomo “sanza lettere” partecipare in modo attivo e sentito alle vicende culturali del secolo, tra umanesimo e scienza, tra cultura e impresa, tra letteratura, arte e tecnica.
Nel 1947 fondò le Edizioni della Meridiana che diresse insieme con un gruppo di amici tra i quali Vittorio Sereni, Leonardo Sinisgalli, Sergio Solmi, Gabriele Mucchi e i fratelli Guazzoni. La storia della Meridiana, “una snella flottiglia di copertine bianche gialle e verdi”, è stata così ricostruita grazie ai documenti del suo archivio personale.
“Appassionato d’arte e di letteratura, non solo amico di letterati e pittori, ma anche scrittore in proprio (prosatore, narratore, critico d’arte e di letteratura, traduttore dallo spagnolo), Luraghi fu tanto coraggioso da farsi, nella vivace Milano della ricostruzione post bellica, editore di raffinati libretti di poesia e prosa che assunsero l’insegna della Meridiana. Tempo, energie, risorse furono proficuamente investite nella creazione di un ottimo catalogo, uno dei più notevoli e brillanti dell’Italia contemporanea…Qualche nome: Montale, e il vecchio Cardarelli, Ungaretti e il giovane Zanzotto, Fortini e Risi, Bellintani e Giorgio Orelli, Pasolini e Scialoja nell’insolita veste del prosatore, Cattafi e il ragazzo Biasion, un aspro Boeri resistenziale e Arpino sugli stessi temi, Penna e Tobino poeta, i liguri Grande e Natta, Soavi e Bigongiari, gli amici Sinisgalli e Tofanelli, Bodini e Tentori.” (R. Cremante e C. Martignoni).

SOMMARIO:
  • Una snella flottiglia di copertine bianche gialle e verdi. Dante Isella
  • Milano prima e dopo: la Meridiana dal 1947 al 1956. Gianfranco Tortorelli
  • Il tempo lirico della Meridiana. Anna Modena
  • La traiettoria personale di Giuseppe Luraghi, manager riformatore nel paradigma dell’Italia industriale. Nicola Crepax
  • Un letteratissimo uomo “sanza lettere”. Gianfranca Lavezzi
  • Per il Luraghi milanese: la raccolta Oh Bej, oh bej. Mauro Bignamini
  • Le riviste di Luraghi e Sinisgalli. Giuseppe Lupo
  • Giuseppe Eugenio Luraghi, la Spagna e Don Quijote. Paolo Rossi
  • Luraghi traduttore di Alberti. Gabriele Morelli
  • Luraghi e l’arte della Meridiana. Emanuela Vicini
  • Scheda biografica di Giuseppe Eugenio Luraghi. Pablo Rossi
  • Schede
  • Il Fondo Giuseppe Eugenio Luraghi nel Centro Manoscritti di Pavia. Nicoletta Trotta


Informazioni Ufficio Stampa Libri Electa
tel. 02 21563456/441
brognoli@mondadori.it
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BOLDINI A BRERA MAI VISTA


MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA’ CULTURALI SOPRINTENDENZA PER IL PATRIMONIO STORICO, ARTISTICO, E ETNOANTROPOLOGICO PER LE PROVINCE DI MILANO BERGAMO COMO LECCO LODI PAVIA SONDRIO VARESE Via Brera 28 - 20121 MILANO - Tel. 02/722631 - Fax 02/72001140
Brera mai Vista
Giovanni Boldini maestro della belle époque. Il Ritratto di Emiliana Concha de Ossa, detto Pastello bianco Milano, Pinacoteca di Brera, sala XXXVII dal 1° febbraio al 9 aprile 2006


Nel 1888 Giovanni Boldini informava l’amico Cristiano Banti di avere in pochi mesi eseguito ben sei grandissimi ritratti a pastello, ‘tutti di signore americane del Sud’: fra questi l’ultimo ad essere terminato era stato quello di Emiliana Concha de Ossa noto anche con il titolo di Pastello bianco, l’opera cui è dedicata la sedicesima edizione del ciclo Brera mai vista.
La giovane ragazza, appena diciottenne, era una delle nipoti di Ramòn Subercaseaux, brillante diplomatico, scrittore e pittore dilettante, committente e poi amico di John Singer Sargent, il pittore che aveva introdotto Boldini nella cerchia dei ricchi cileni in viaggio per le capitali d’Europa: ‘bella come un amore’ aveva ammaliato persino l’ormai famosissimo pittore italiano, nel cui studio ambiva posare tutta la buona società europea e ogni sorta di miliardarie americane, appena giunte a Parigi, pronte a svaligiare le case di moda e a tentare l’impossibile pur di avere un ritratto di Boldini da esibire in salotto. Dalle sedute di quella giovane e ancora timida ragazza nell’atelier più in voga del momento, scaturì un capolavoro, premiato all’Esposizione Universale di Parigi del 1889, e in cui la critica contemporanea riconobbe una svolta artistica del Boldini, ormai teso a rappresentare una femminilità suprema ed irresistibile, correttissima e pudica… come evocazione di assoluta purezza d’animo. Il maestro fu consapevole da subito di questo felicissimo risultato, raggiunto grazie anche alla maestria con cui sapeva padroneggiare la tecnica del pastello anche su vaste superfici, degno erede della grande tradizione ritrattistica settecentesca di Raphael Mengs e Rosalba Carriera; perciò non si volle mai privare di quella opera così fragile eppure così ipnotica: essa rimase gelosamente conservata nel suo atelier fino a quando la vedova Emilia Cardona non la donò allo Stato Italiano, che la destinò a Brera.
Al seguito della famiglia Concha partì per l’America del Sud una seconda versione del ritratto della bella diciottenne, prontamente eseguito dal maestro, forse timoroso di non riuscire più a raggiungere quei sottili trapassi di luce, quei tenui passaggi di toni di bianco del vestito di mussola leggerissima - bianco neve, bianco crema, bianco panna- che rendono assolutamente straordinari gli accordi cromatici dell’abito vaporoso con la rosea carnagione di Emiliana e il nero collarino che le cinge il lungo collo. Un risultato così perfetto fu raggiunto grazie anche alla tecnica del pastello su tela, che Boldini aveva affinato negli anni, fiducioso nelle innovazioni della tecnica: i nuovi pastelli immessi sul mercato erano composti con colori sintetici, assolutamente inalterabili, almeno così assicuravano i commercianti, e grazie anche a nuovi fissativi non si sarebbero alterati nel tempo.
Purtroppo il ritratto di Emiliana Concha de Ossa non ha resistito, come il maestro sperava: il colore, persa ormai ogni coesione con la tela, che si è rilevata così fine da simulare una seta, e preparata con una stesura chiara, cominciava a polverizzarsi: muffe e allarmanti alterazioni cromatiche erano evidenti in più punti sia sul recto che sul verso della tela; quest’ultima era ancorata al telaio originale mediante chiodi e sellerine, sistema non più idoneo in quanto non ne assicurava più una tensione graduale, controllata e continua.
L’opera è stata perciò sottoposta ad un lungo e delicato restauro, generosamente finanziato da Casimiro Porro, e affidato alle cure di Barbara Ferriani e Paola Borghese, preceduto da una serie di indagini, a cura di Giovanni Testa, Manrico Firpi, Thierry Radelet e Giuseppe Laquale.
Con un particolare sistema messo a punto da Equilibrarte, su modello realizzato negli anni Cinquanta da Roberto Carità per l’Istituto Centrale del Restauro, si è potuto trasformare il telaio originale in telaio a tensione continua, mediante meccanismi a molla montanti sul retro, permettendo così alla tela di scorrere libera lungo i bordi. Il grande ritratto, recentemente concesso in prestito alla mostra monografica dedicata all’artista ferrarese nel 2005, è ora esposto nella sala XXXVIII della Pinacoteca di Brera, accanto ad una piccola tela, gentilmente prestata dal Museo Boldini di Ferrara, raffigurante Donna in nero che guarda “il pastello bianco”, singolare scena di atelier, in cui una sottile figura in nero – forse la stessa Emiliana -, vista di schiena, osserva il pastello bianco.

SCHEDA TECNICA

Titolo: Brera mai vista. Giovanni Boldini maestro della belle époque. Il Ritratto di Emiliana Concha de Ossa, detto Pastello bianco
Curatori: Luisa Arrigoni, Soprintendente reggente
Testi di Anna Villari
Catalogo: a cura di Valentina Maderna e Cristina Quattrini
Sede: Milano, Pinacoteca di Brera, Sala XXXVII
Periodo:1 febbraio – 9 aprile 2006
Orari: 8.30 -19.15 (la biglietteria chiude 45 minuti prima) da martedì a domenica;
lunedì chiuso.
Ingresso: € 5 (compreso Pinacoteca) € 2,50 ridotto
Informazioni e prenotazioni: 02.89421146
Sito web: www.brera.beniculturali.it



Ufficio Stampa : Electa, Enrica Steffenini

tel. 02.21563433/250 - fax 02.21563314
elestamp@mondadori.it imaggi@mondadori.it

Sito internet per immagini:
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SEP 2006: LE RISPOSTE ALLE EMERGENZE AMBIENTALI


La rassegna, alla Fiera di Padova dal 15 al 18 marzo 2006, sarà inaugurata dal Ministro dell’Ambiente

Dal 15 al 18 marzo 2006 si tiene alla Fiera di Padova Sep, il Salone Internazionale delle Ecotecnologie organizzato da PadovaFiere e che sarà inaugurato dal Ministro dell’Ambiente On. Altero Matteoli.. Un grande forum sui servizi per la gestione di energia, aria, acqua, rifiuti e per la salvaguardia delle risorse ambientali in un confronto continuo con la sostenibilità sociale, ambientale ed economica. Sep è anche il momento di scambio tra operatori dei servizi pubblici e privati, soggetti formatori nazionali e comunitari, il luogo del dibattito sulle opportunità tecnologiche di mercato alla luce delle nuove segnalazioni normative e legislative.

Una rassegna, organizzata per l’estero in collaborazione con Fiera Milano, con al centro i cinque grandi temi di attualità che trovano più sensibili i cittadini, il mondo produttivo e gli amministratori pubblici: energie rinnovabili ed ecosostenibili, Bionova Ambiente, Acqua, Emissioni-Inquinamento acustico e luminoso, rifiuti:

energie rinnovabili ed ecosostenibili un settore di grande attualità grazie alla recente approvazione di incentivi. A Sep grande spazio alle fonti ecosostenibili ( solare termico e fotovoltaico, eolico, idrogeno) alle soluzioni dell’architettura bioclimatica, alle tecnologie per la cogenerazione, risparmio e contenimento energetico, teleriscaldamento e mobilità sostenibile. In collaborazione con il Comune e la Camera di Commercio di Friburgo, sarà presentato in anteprima per l’Italia, il “modello Friburgo”, le soluzioni adottate dalla città europea all’avanguardia in tema di fonti rinnovabili a basso impatto ambientale e contenimento consumi energetici;

bionova ambiente focalizza la sua attenzione sull’impulso dato dai nuovi processi biotecnologici come fondamentale elemento di innovazione su tutta la catena industriale per lo sviluppo di processi e prodotti ecocompatibili. A Sep un percorso fra le nuove tecnologie per risanamento, prevenzione, rilevazione e monitoraggio degli inquinanti, biocombustibili. Un settore in forte sviluppo e di particolare interesse per la prevenzione, il monitoraggio e la mitigazione dell’inquinamento ambientale tramite un corretto smaltimento dei rifiuti e degli effluenti e l’ottenimento di prodotti puliti da materie prime rinnovabili;

emissioni-inquinamento acustico e luminoso un’area dedicata al problema delle emissioni nella vita quotidiana. L’aria nei centri abitati, gli insediamenti con criticità nelle emissioni elettromagnetiche, rumori, inquinamento luminoso. A questi problemi Sep dedica iniziative che porteranno le emergenze e le loro soluzioni all’attenzione dei cittadini e dei responsabili della loro tutela. In mostra veicoli con motori ecologici ( euro 4 e 5) a metano e biocarburanti, veicoli ad emissioni 0 (motori elettrici, ad idrogeno), asfalti fonoassorbenti, barriere antirumore, soluzioni per illuminazione pubblica;

acqua propone il confronto sui grandi temi dello sviluppo sostenibile, risparmio, recupero e riutilizzo di questa risorsa che, cambiamenti climatici e sviluppo industriale, rendono sempre più preziosa. Spazio a tecnologie per la gestione dell’ultimo miglio, sistemi no dig per la ristrutturazione delle reti, gestione integrata del consumo idrico e irriguo;

rifiuti risponde alle nuove esigenze dell’accumulo differenziato: la discarica, il termovalorizzatore, l’ecologistica. Le innovazioni tecnologiche per gli amministratori che, dopo la coscienza del cassonetto differenziato, devono realizzare delle scelte, senza entrare in conflitto con le comunità interessate: sistemi per trattamento e recupero di materiali organici, sistemi di raccolta e mercato del recupero, tecnologie per gestione integrata del ciclo delle discariche e dei rifiuti pericolosi.

Ad affiancare la sezione espositiva un ricco programma di convegni, workshop, presentazioni aziendali con un panel di relatori autorevole; un momento importante per conoscere le innovazioni di prodotto, apprendere nuove tecnologie e approfondire le normative.

L’edizione italiana di Sep segue quella organizzata a Bucarest dal 16 al 19 marzo (Sep/Romenvirotech) e la seconda edizione di Zagabria dal 27 al 30 settembre (Sep/Emat).

Link: www.seponline.it

Ufficio Comunicazione PadovaFiere Spa:Ivana Ruppi
Tel 049/840556 – cell 335/5771070 - fax 049 8753879
Mail: ivana.ruppi@padovafiere.it
Foto scaricabili sul sito di : www.studiodatos.com/padovafiere
www.padovafiere.it

The 13th annual European Conference on Tyre Recycling


The 13th annual European Conference on Tyre Recycling 23-25 Marzo 2006, Crown Plaza Europa Hotel, Brussels, Belgium

Organizzato da ETRA (European Tyre Recycling Association) l'evento rappresenta il più importante momento di approfondimento sul tema del riciclaggio dei pneumatici fuori uso in europa. Nei tre giorni di conferenza, verranno affrontati i principali aspetti del settore: le evoluzioni normative, i campi di applicazione dei materiali e dei prodotti realizzati dal riciclo dei PFU, le evoluzioni del mercato, le tecnologie e gli aspetti ambientali.

www.wastexchange.co.uk

Per ulteriori informazioni, scaricare il forma di partecipazione cliccare sul titolo di questo articolo) o copiare i seguenti indirizzi: www.wastexchange.co.uk/events/etra/ETRAconference.htm


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Ing. Paolo Azzurro
GARWER srl
Via Fanin 48, 40127 Bologna
Tel. +39.051.4200322
Fax. +39.051.4200323
Web-ITA: www.Borsarifiuti.com
Web-EN:
www.wastexchange.co.uk
E-mail: paolo.azzurro@borsarifiuti.com

Edizione 2006 della Sagra del Tartufo Nero Pregiato di Norcia


Nata negli anni '50 per dare risonanza al prodotto più ambito delle montagne nursine, la Sagra è diventata, negli ultimi anni, un'occasione particolarmente interessante per presentare, degustare o semplicemente conoscere i prodotti tipici di Norcia

Da quarantatré anni, ogni anno, la Sagra del Tartufo Nero Pregiato di Norcia, si ripropone come una lieta ed attesa ricorrenza. Nata negli anni '50 per dare risonanza al prodotto più ambito delle montagne nursine, la Sagra è diventata, negli ultimi anni, un'occasione particolarmente interessante per presentare, degustare o semplicemente conoscere i prodotti tipici di una tradizione fatta di piccoli piaceri del palato e di esperienza da ereditare.

Dall'edizione del 2005 la Sagra, contrariamente a quanto è stato finora, si sviluppa in due fine settimana, l'ultimo di febbraio e il primo di marzo. E' ovvio che la manifestazione occupa, insieme alle celebrazioni in onore del patrono San Benedetto, un posto determinante nel calendario degli eventi di Norcia. La scelta del periodo è determinata dal fatto che è proprio in questa stagione che il famoso 'Tuber Melanosporum Vittadini' si raccoglie e le quantità e la qualità sono tali che sarebbe stato inappropriato privarne gli amanti del genere.
Dal 1993 a questa parte, ovvero da quanto Norcia è entrata a far parte a pieno titolo del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, la sagra ha aperto le porte anche ad espositori di prodotti tipici internazionali, della Comunità Europea e non. Ciò non va assolutamente a ledere lo scopo principale della manifestazione, in quanto la diversificazione dei prodotti offre ai visitatori una conoscenza allargata e li coccola con una molteplicità di sapori tale che rimane impossibile non apprezzare. Tutto, durante la Sagra, è concepito per dare un posto di primo piano alla gastronomia. Le vie cittadine, già meravigliose nella loro tipicità, luminose nei marmi bianchi della piazza e adornate da statue e fontane bellissime, si riempiono di stand di ogni genere. E' difficile immaginare la varietà di prodotti in cui ci si può imbattere camminando: a parte il tanto osannato tartufo, salumi, formaggi, miele, lenticchie, farro, cicerchia, cioccolato, zafferano, liquori, caffè, olio, solo per parlare dei prodotti locali. Poi, come già è stato detto, marzapane proveniente dalla Sicilia, strudel dal Trentino Alto Adige, olive dalla Calabria, mozzarelle di bufala e imburrata dalla Campania, porchetta dal Lazio, vino dalla Toscana, monili dalla Cina e dalla Polonia, pane, birra e formaggi dalla Germania. Sarebbe veramente infinita la lista di quanto è possibile ammirare e degustare sui banchi di ogni stand. L'innaugurazione avviene, generalmente, nelle prime ore del venerdì pomeriggio, e da quel momento in poi si può assistere ad un vero e proprio crescendo di visitatori e curiosi. In ogni angolo si respira sapore di buono.
All'esterno delle mura del centro storico un interessante mostra di attrezzature agricole, macchine e caminetti completano lo scenario già ricco della Sagra. A tutto ciò, si aggiungono i vari eventi organizzati da programma, per dare all'aspetto agro-alimentare un'impronta di cultura e di conoscenza autentica: convegni, annulli postali, itinerari del gusto, esposizioni, intrattenimenti folkloristici, mostre filateliche, spettacoli teatrali ed escursioni, nonché la possibilità di visitare i musei di Norcia e le loro preziosità. Durante la Sagra si ha, poi, l'unica occasione dell'anno di visitare e percorrere, come si faceva un tempio, il corridoio sotterraneo che dalla Castellina porta direttamente alla Porta detta delle Ceresce, sulle mura della città. Se si è fortuna ci si può anche trovare di fronte ad un autentico gruppo di pasquarellari che, in questa come in altre occasioni, si dilettano a deliziare il pubblico con antichi canti popolari, riportandoci, almeno per il tempo di uno stornello, al tempo in cui il bellissimo scenario che Norcia offre viveva di questi piccoli scorci di vita quotidiana. La Sagra, quindi, non è solo un'occasione per assaporare gusti di un passato che non è mai trascorso e che riafforano sulle labbra come perle rare, ma anche un modo per vivere un borgo medievale al tempo dei suoi tempi, con tutte le sfumature con cui può arricchirci.

Katia Cortelli

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