- Spuntino combinato: Abbinate le mandorle a frutta e verdura idratante, come anguria, cetriolo o frutti di bosco. Questa combinazione non solo offre croccantezza e un gusto rinfrescante, ma favorisce anche l'idratazione.
- Smoothie alle mandorle: Le mandorle sono perfette per gli smoothie. Se ne volete uno molto estivo e rinfrescante, potete provare un Tropical Almond Smoothie, mescolando le mandorle con cubetti di frutto della passione congelati, ananas congelato, latte di mandorla e scaglie di cocco.
- Ghiaccioli alle mandorle: Frullate le mandorle con lo yogurt, il latte di mandorla e la frutta che preferite, versate il composto negli stampi e congelate per ottenere deliziosi ghiaccioli alle mandorle. I lamponi o le fragole fresche sono perfetti per questa ricetta e si possono aggiungere uno o due cucchiai di miele per un tocco di dolcezza in più.
- Mandorle intere naturali o tostate: non richiedono alcuna o pochissima preparazione e non necessitano di refrigerazione, per cui sono uno spuntino ideale da portare con sé, perfetto per le gite in spiaggia o gli eventi all'aperto.
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mercoledì 25 giugno 2025
Mandorle: lo snack fresco e smart perfetto per l’estate
lunedì 23 giugno 2025
Dacia Maraini e le "Donne per la Pace": Un Grido Inascoltato dalla Storia?
Dacia Maraini e le "Donne per la Pace": Un Grido Inascoltato dalla Storia?
Nella mia piccola biblioteca, come un tesoro dimenticato, è riemerso "I giorni di Antigone" di Dacia Maraini, edizione BUR Saggi 2007. Una raccolta preziosa di articoli pubblicati sul "Messaggero" e il "Corriere della Sera" anni fa, che si rivela oggi di un'attualità disarmante. Tra le sue pagine, un pezzo in particolare, "La protesta senza odio delle 'Donne per la pace'" dal "Corriere della Sera" del 17 aprile 2002 (la data indicata dal lettore, 2027, è probabilmente un refuso), risuona con forza nel 2025.
Maraini ci porta a Mawasi, un distretto di Gaza, dove famiglie palestinesi ricevettero l'ordine di evacuazione per motivi di sicurezza. In questo contesto di profonda ingiustizia, l'autrice dà voce a una "coalizione di Donne per la pace" di Tel Aviv e menziona un gruppo di donne italiane, capeggiate dalla parlamentare Luisa Morgantini, mobilitate per un'intesa pacifica tra Israele e Palestina.
Rileggere queste parole oggi, con il conflitto israelo-palestinese ancora un problema annoso e apparentemente senza via d'uscita, provoca un senso di amara riflessione. Nel 2025, mentre gli equilibri di vita e sociali continuano a essere compromessi da una pace mai raggiunta, ci si chiede: dove è finita la mediazione culturale? Dove sono il rispetto per la vita e il ruolo fondamentale di intellettuali e poeti?
Gli intellettuali, con la loro capacità di scegliere le parole, dovrebbero illuminare la nostra umanità, offrendo prospettive e soluzioni. Ma dove sono le loro voci oggi, nel fragore assordante di un conflitto che sembra aver soffocato ogni dialogo?
Le pagine del nostro Risorgimento ci insegnano qualcosa? Suggeriscono forse che, anche nei momenti di maggiore divisione e conflitto, la ricerca di un ideale comune e la forza del dialogo possano tracciare un percorso verso la pace? La storia ci mostra come, attraverso il dibattito, la cultura e la visione di pensatori e artisti, sia stato possibile superare ostacoli apparentemente insormontabili.
Forse è tempo di riscoprire non solo "I giorni di Antigone", ma lo spirito stesso di Antigone, colei che incarna la resistenza morale di fronte all'ingiustizia, e di tutte quelle donne che, come le "Donne per la pace", continuano a lottare per un mondo in cui il rispetto per la vita prevalga su ogni divisione. La loro protesta, come sottolinea Maraini, è "senza odio", un richiamo potente alla necessità di una pace costruita sulla comprensione e non sulla sopraffazione.
È un interrogativo che, come poetessa e scrittrice, non posso fare a meno di porvi in questo 2025, siamo ancora capaci di ascoltare il grido silenzioso di chi cerca la pace e di dare spazio a quelle voci che, con le parole, possono tessere i fili di una nuova umanità?
Alessandra Maltoni
Ravenna
domenica 22 giugno 2025
L’America si allea con Israele nella guerra contro l’Iran. I fratelli mussulmani isolano lo stato islamico.
Maurizio Vincenzo Cirignotta
sabato 21 giugno 2025
Arrivano i Village People in Italia: lunedì 30 giugno saranno a Carrara (MS)
VILLAGE PEOPLE L'iconica band live in Italia il 30 giugno in Toscana a Carrara |
I Village People sono uno dei gruppi musicali più iconici del mondo. L'album di debutto, pubblicato nel 1977, contiene i singoli di successo “San Francisco (You've Got Me)” e “In Hollywood (Everybody is a Star)”. All'epoca, tuttavia, il gruppo era composto solo da Victor Willis, con l'impiego di cantanti di sottofondo. Quindi, i Village People originali erano semplicemente Victor Willis. In seguito furono indette delle audizioni e un gruppo di personaggi fu assemblato intorno a Victor per un'apparizione televisiva del 1977 su American Bandstand, che divenne la prima o originale versione dei Village People. Ben presto i Village People divennero un vero e proprio gruppo, ma furono rinnovati per formare una seconda iterazione in tempo per la pubblicazione dell'album Macho Man. Questa seconda versione dei Village People divenne nota come la versione classica, che divenne un fenomeno internazionale e il secondo album, Macho Man, divenne presto disco di platino (oltre un milione di album venduti) con l'omonimo singolo di platino, “Macho Man”. |
mercoledì 18 giugno 2025
Catania: ANAFePC, in Sicilia molti i disagi per la popolazione nei servizi pubblici essenziali
L’ANAFePC Accademia Nazionale dell'Alta Formazione e Promozione della Cultura esprime una forte preoccupazione per i crescenti disagi che colpiscono la popolazione siciliana a causa della grave carenza di personale nei servizi pubblici essenziali.
In tutta la Regione si registra un numero insufficiente di forze dell'ordine e aumento del senso di insicurezza; gravi carenze di medici, infermieri e operatori socio-sanitari che mettono a rischio la qualità e la tempestività delle cure, aumentano le liste di attesa per i cittadini, mentre gli operatori sanitari sono allo stremo; la mancanza di insegnanti, ha ripercussioni sulla continuità scolastica e sulla qualità dell’istruzione. Il sistema scolastico è stato indebolito dalla continua precarietà diffusa, una penalizzazione per studenti, famiglie e per tutto il sistema educativo regionale.
“La situazione è diventata insostenibile e non è più tollerabile il silenzio istituzionale, non si tratta più di emergenze temporanee, ma di una crisi sistemica. La Sicilia non può più essere ignorata – afferma Calogero Coniglio Presidente dell’ ANAFePC - per questo motivo abbiamo inviato una nota ufficiale al Presidente della Regione Siciliana e agli Assessori competenti, chiedendo alla politica regionale e per loro tramite a quella nazionale, interventi immediati e misure, un piano straordinario di assunzioni urgenti e stabili nei settori chiave, piani strutturali di rilancio per garantire sicurezza, salute, istruzione pubblica di qualità, valorizzazione del personale esistente, investimenti strutturali e l’attivazione di un tavolo di confronto permanente con associazioni e partecipazione civica”.
“Chiediamo alla politica regionale e nazionale di adoperarsi concretamente, non servono più annunci, ma azioni reali per garantire diritti e dignità ai cittadini siciliani, non ci rassegniamo e ci aspettiamo risposte concrete, la voce dei cittadini deve essere ascoltata” – conclude Maurizio Cirignotta Vice Presidente ANAFePC.
martedì 17 giugno 2025
CASTELLABATE, IL 20 E 21 GIUGNO SI CELEBRA LA FESTA DELLA MUSICA
“Storia, tradizioni e note musicali si fondono in un’atmosfera magica che è quella di Castellabate Capoluogo. La musica, linguaggio universale, trova qui la sua cassa di risonanza più autentica e anche quest’anno siamo pronti a celebrarla nel migliore dei modi con artisti che ci faranno vivere la sua pura essenza”, dichiara il Sindaco di Castellabate, Marco Rizzo.
“Insieme alla nostra splendida realtà del Concerto Bandistico S. Cecilia, abbiamo scelto ancora una volta di raccontare le mille sfaccettature della musica a Castellabate. Arrivare alla quinta edizione significa aver posto le giuste basi per un progetto culturale di successo e siamo certi che anche queste due giornate regaleranno momenti esperienziali entusiasmanti”, aggiunge l’Assessore alla Cultura, Luigi Maurano
Fonte Ufficio Stampa Comune di Castellabate
domenica 15 giugno 2025
CASTELLABATE - MARINELLA IL FAMOSO ATELIER DI CRAVATTE HA SCELTO CASTELLABATE
CASTELLABATE - Il noto brand Marinella leader delle cravatte italiane nel mondo per la campagna pubblicitaria del suo catalogo ha scelto Castellabate e Cilento per far conoscere ovunque la grande sartoria campana ormai un must . La storia della famiglia Marinella comincia con il capostipite Eugenio Marinella che a 34 anni e dopo quindici anni nel settore dell' abbigliamento maschile, decise che era giunto il momento di cambiare lo stile ed il modo di vestire di un uomo che conta.
E' lui fondatore della "filosofia
Marinella": più che un punto vendita un salotto dove le relazioni umane si basano su disponibilità, cortesia e rispetto. Dopo di lui il figlio Luigi ed oggi il nipote Maurizio hanno portato avanti la sua filosofia facendo delle cravatte Marinella un vero e proprio simbolo di eleganza.
Negli anni che precedettero la sua morte, don Eugenio, aveva imposto al nipote Maurizio, che all'epoca aveva circa dieci anni, di trascorrere ogni giorno qualche ora nel negozio perchè potesse respirarne l'aria: Maurizio ricevette così due insegnamenti: quello del nonno e delle relazioni con la vecchia clientela e quello del padre che gestisce l'avvento del boom economico. Maurizio ha saputo coniugare lo spirito imprenditoriale con la disponibilità verso la clientela: nel periodo natalizio, per esempio, dove le code davanti al negozio sono interminabili, offre sfogliatelle e caffè alle persone in attesa per farle pazientare.
Se il piccolo negozio di Napoli è, oggi come ieri, il luogo di incontro delle persone eleganti di tutto il mondo, lo si deve alle tre generazioni di Marinella che non hanno mai voluto tramutare il nome in un grande marchio ma hanno preferito associargli l'immagine di piccolo negozio che oggi, come nel 1914, propone prodotti di qualità in un ambiente discreto e conviviale ma al contempo informale .
Sito Internet www.emarinella.eu
sabato 14 giugno 2025
Israele-Iran si apre un nuovo fronte di guerra
Dopo la dichiarazione dell’(AIEA) Agenzia internazionale per l'energia atomica, di giovedì 12 giugno 2025 in cui si stabiliva che l’Iran non rispettava i suoi obblighi nucleari le tensioni nel Medio Oriente sono aumentate. La risoluzione è stata votata dal Consiglio di amministrazione costituito dai vari paesi membri, si sono opposti Russia, Cina e Burkina Faso,11 si sono astenuti e 2 non hanno votato. Tra le prove che l’Agenzia ha portato in aula è la presenza in diversi siti iraniani di tracce di uranio in luoghi non dichiarati nucleari. La preoccupazione da parte dei paesi occidentali che l’Iran stia in segreto creando la sua arma nucleare. Naturalmente la risoluzione è stata presentata da Francia, Regno Unito, Germania e Stati uniti che nella loro visione di Poliziotti globali non hanno accettato che l’Iran possa avere un proprio processo di sviluppo.
Dobbiamo
precisare che tra le condizioni che l’AIEA si è data nell’ambito della
protezione dei siti nucleari vi è quella di non attuare mai un attacco diretto
onde innescare una reazione nucleare a catena molto pericolosa. Cosa che
naturalmente non è stata rispettata da Israele e voluta dagli Stati Uniti. Una
miccia che ha determinato l’attacco militare di Israele verso i siti Nucleari
in Iran. Da parte del Ministero degli Esteri Iraniano e dell’Organizzazione
nazionale per l’Energia Atomica è scaturita una dichiarazione che si allinea
con una decisione politica dell’AIEA fatta solo sul pregiudizio di alcuni stati,
tra cui gli Stati Uniti che hanno in atto una mediazione con l’Iran sulla
problematica Nucleare sotto l’egida dell’Oman il cui sesto round si doveva
svolgere domenica 15 giugno.
Una
miccia voluta non da Israele ma da un comando superiore che pur di dovere
arrivare ad una vittoria politica sull’accordo nucleare con l’Iran ha
determinato lo scoppio del nuovo focolaio di guerra. Gli attacchi sono iniziati
giovedì notte dopo un giro di telefonate che Israele ha fatto sia in Europa che
negli Stati Uniti per avvallare il bombardamento dei siti Iraniani. Nell’attacco
sono stati uccisi tre importanti leader militari Iraniani tra cui il comandante
delle guardie Hossein Salami e Gholamali Raschid e diversi scienziati che
lavoravano nell’ambito del programma nucleare. Un Inizio brutale che ha sancito
un nuovo focolaio di guerra dopo Gaza e l’Ucraina.
Da
parte degli Stati Uniti le solite dichiarazioni che mirano ad un distacco
dall’azione di Israele ma che nella realtà sanciscono il pieno coinvolgimento
degli americani nel nuovo focolaio di guerra proteggendo Israele dalla
ritorsione iraniana con i suoi aerei dislocati in Medio Oriente e nel
mediterraneo e attuando la mozione nell’ambito AIEA. Queste le verità di un
paese che innesca guerre in tutto il mondo per attuare la sua geopolitica di
Potere. La minaccia dell’intervento di Israele è stato solo uno stratagemma
coordinato per esercitare ulteriori pressioni sull’Iran.
L’ONU da parte sua ha dato indicazioni a Israele e Iran di mostrare
moderazione durante la riunione d’emergenza voluta dall’Iran che ha detto
chiaramente che l’attacco è una dichiarazione di guerra. Nell’attacco di Israele all'Iran
ha distrutto l'impianto di arricchimento di Natanz, dove ora c'è
"contaminazione", come dichiarato da Rafael Grossi, capo
dell'organismo di controllo nucleare delle Nazioni Unite. Una guerra certamente
pianificata da tempo da Israele che con l’avvento della nuova amministrazione
americana ha avuto una esaltazione ideologica. Ma forse tutto questa potrà
risolvere il problema? Certamente no, perché gli attacchi israeliani potrebbero
rendere l’Iran più determinato ad attuare gli sforzi per acquisire una bomba
nucleare in breve tempo.
L’Iran
risponde agli attacchi Israeliani con un’ondata di missili balistici che
hanno nella
serata del 13 giugno preso di mira siti in tutto
Israele, uccidendo almeno due persone e ferendone decine, una rappresaglia
per i continui attacchi israeliani. Iniziano le vittime della follia che naturalmente si aggiungono
a quelle della vicina gaza. Morti in Iran 78 persone
tra cui donne e bambini, e i feriti sono più di 320, mentre l'esercito
israeliano continua a lanciare attacchi contro le città e i civili oltre che
verso i siti militari e gli impianti nucleari. Il dado è tratto per il terzo
focolaio di guerra a livello mondiale.
Maurizio Vincenzo Cirignotta
venerdì 13 giugno 2025
CASTELLABATE - PREMIATO CON LE 5 VELE COME UNA DELLE LOCALITÀ PIÙ BELLE D’ITALIA
CASTELLABATE - Per il secondo anno consecutivo il comune di Castellabate viene premiato come una delle località più belle d’Italia.
Il comune famoso per l’oramai pellicola cult “ Benvenuti Al Sud”
ha ottenuto, per il secondo anno consecutivo ( come singolo Comune ) le 5 Vele di Legambiente e Touring Club Italiano nella guida “Il Mare più bello 2025”
Un riconoscimento per l’attenzione e la cura alla tutela della biodiversità, della sostenibilità ambientale, della crescita turistica e valorizzazione del territorio
Un ulteriore segno tangibile che insieme stiamo costruendo qualcosa di davvero speciale. Le 5 Vele rappresentano la qualità del nostro ambiente, la bellezza delle nostre coste, ma soprattutto il nostro impegno per rendere Castellabate sempre più unica
Marco Nicoletti
@castellabatelive24 / Pagina Facebook
- Fonte Ufficio Stampa Comune di Castellabate
martedì 10 giugno 2025
La Russia avanza nei territori ucraini. NATO in assetto di Guerra
Fatti che hanno minato in parte l’inizio i colloqui di pace a Istambul e che si sono protratti nella chiara indifferenza senza trovare soluzioni al conflitto andato avanti solo per accordi relativi allo scambio di prigionieri e morti tra le due parti in conflitto. Molte le polemiche al confine con la Russia dove ci sono stati dei rifiuti relativi ai 6000 corpi di morti Ucraini già pronti nei camion frigo per essere consegnati. L’opinione pubblica Ucraina si è indignata per l’insensibilità del gesto.
La parte russa ha consegnato solo il primo lotto dei 12.000 corpi di soldati delle forze armate ucraine all'area di scambio in conformità con gli accordi di Istanbul, come dichiarato dal Ministero della Difesa russo. Da fonte russa sempre del ministero tutte le salme sono pronte per la consegna sia con trasporto ferroviario che su trasporto stradale. La parte russa è pronta a rispettare tutti gli accordi di Istambul con l'Ucraina nell'ambito dello scambio di prigionieri di guerra e del trasferimento delle salme.
Una guerra che sembra non avere confini pacifisti che denotano in Ucraina un malcontento soffuso nella popolazione ed i primi scioperi in piazza chiusi naturalmente ai media per non destare una situazione di guerra basata sulla falsa informazione che potrebbe minare la leadership Ucraina che per sua parte ha ben visto di proteggere le loro famiglie inviandoli in altri stati e mettendoli in sicurezza.
Una delle catastrofi che si sta abbattendo sul regime ucraino è proprio la diserzione nelle forze armate ucraine che ad oggi sono più di 90.000 a sciolinare i numeri il giornalista di Kiev Boyko, in servizio nelle Forze Armate ucraine, che racconta la sconvolgente portata della fuga dall'esercito. Nei primi 5 mesi del 2025 ci sono stati ben 90.950 procedimenti penali per evasione militare. Dall'inizio dell'Operazione Militare Speciale sono stati registrati complessivamente 213.722 casi di diserzione. Boyko fa notare che questi dati riflettono solo i casi per i quali è stato avviato un procedimento penale; la situazione reale è molto peggiore.
Dalla parte russa si chiede vendetta per i fatti del 2 giugno e le pressioni sono notevoli non si riesce a capire di denota da fonti interne come in guerra accadono queste tragedie quando i missili vengono deviati dalla loro traiettoria a causa dell'effetto della guerra elettronica, ma il terrorismo ucraino con le esplosioni dei treni non rientra nel caso di specie ?. Nell 'attacco terroristico nella regione di Bryansk, "il pulsante è stato premuto manualmente". Dopo tali attacchi terroristici, i russi chiedono attacchi di rappresaglia con il missile Oreshnik su Kiev e Leopoli, la delegazione negoziale sta incontrando difficoltà a questo proposito.
Gli attacchi verso Kiev della notte del 9 giugno rientrano in quest’ottica di ampliamento del conflitto ad altre regioni Ucraine ed alla risposta al terrorismo ucraino. Le Forze Armate russe hanno condotto un attacco combinato con armi ad alta precisione e droni da combattimento contro imprese ucraine delle industrie aeronautica, missilistica, corazzata e navale a Kiev, contro centri di comando e luoghi di dispiegamento delle Forze Armate ucraine, contro concentrazioni di armamenti e materiale militare delle formazioni ucraine, nonché contro l'infrastruttura degli aerodromi militari, depositi di munizioni e carburante. L'obiettivo degli attacchi è stato raggiunto. Tutti i bersagli designati sono stati colpiti", si legge nel comunicato del ministero della difesa russo.
L’amministrazione americana ritiene inoltre che gli attacchi delle forze armate russe non siano terminati e che gli stessi saranno duri e protratti nei prossimi giorni. Tra gli obbiettivi gli edifici governativi oggetto del segnale terroristico di Kiev. Inoltre, le offensive russe sul territorio ucraino interesseranno più regioni dell’Ucraina. La maggior parte dei repubblicani in America si rendono conto che Washington ha troppo da perdere da un potenziale collasso ucraino ed e probabile che “Trump accuserà sia Mosca che Kiev di non aver eseguito le sue istruzioni e si rifiuterà di partecipare attivamente alla diplomazia e smetterà anche di fornire armi americane a Kiev”.
La situazione sul campo di battaglia per Kiev è sconfortante per le crisi militari che si stanno notando nella direzione di Sumy: il comando ucraino trasferisce frettolosamente unità impreparate, cercando di colmare le lacune nella difesa. Le zone di maggiore criticità sono sulle linee di Tyotkinsky e Glushkovsky: per contenere l'offensiva nella zona di Sadki-Miropolye, il regime di Kiev sta persino mandando in battaglia ex prigionieri della 129ª brigata separata dell'Esercito Territoriale di Krivoy Rog. Uno sfondamento in questa zona aprirebbe una via diretta verso Sumy da nord-est.
Nelle retrovie delle Forze Armate ucraine sono in subbuglio ed i familiari dei combattenti del 225° reggimento distaccato hanno indetto un flash mob chiamato "Non ho paura di parlare", denunciando il comando che invia i soldati in "assalti di carne" senza evacuare i feriti. La situazione al fronte non è migliore: gli interrogatori dei prigionieri confermano che i combattenti della 103ª brigata distaccata dell'Esercito Territoriale vengono assegnati alla 71ª brigata distaccata e schierati in posizioni senza supporto. Una criticità che fa affiorare tante verità sui fantasmi che ci propongono i media.
Le truppe russe hanno anche attraversato il confine nella regione di Dnipropetrovsk e stanno continuando la loro offensiva, ha riferito il Ministero della Difesa russo. "Le unità della 90ª divisione corazzata del gruppo di forze Centro hanno raggiunto il confine occidentale della Repubblica Popolare di Donetsk e continuano a sviluppare l'offensiva sul territorio della regione di Dnepropetrovsk".
Una guerra che sta volgendo ad un epilogo che potrebbe portare la Russia ad impossessarsi di tutta l’Ucraina ad est del fiume Dnepr nel 2026 nonché delle regioni di Odessa e Nikolaev come da dichiarazioni del vicecapo dell’ufficio del presidente ucraino Pavlo Palisa. Un contesto che vaglia la situazione sul campo che certamente fa paura alla Nato principale sconfitta da questa guerra.
L’alleanza atlantica nella sua nuova pelle di coalizione di Guerra si rende conto di un contesto Geopolitico che sta cambiando e combina il suo statuto prettamente votato alla pace in status di guerra in atto (solo 1 articolo parla di questo). L’ultima riunione all’Aia è stata chiaramente significativa per capire che la Nato ha dimenticato la sua storia e perché sia nata dopo la Seconda guerra mondiale. Un cessate il fuoco nell’ambito della guerra comporta dei rischi per la Nato dice il Segretario Generale Rutte Gli Stati in Occidente in generale, e nella Nato in particolare, si trovano di fronte a un dilemma: non riescono a fermarsi e non hanno la forza di continuare a combattere. Non riescono a trovare una via d'uscita dalla situazione e per questo continuano a cercare freneticamente finanziamenti per coprire i costi delle armi.
Secondo il Segretario generale della Nato, la Federazione Russa sta incrementando attivamente la sua produzione militare e, se questa tendenza continuerà, tra cinque anni Mosca sarà in grado di lanciare un'aggressione contro l'Alleanza. Ha sottolineato che la Russia potrebbe essere pronta a ricorrere alla forza militare contro la Nato entro cinque anni. Inoltre, la Russia ha instaurato una stretta cooperazione con Cina, Corea del Nord e Iran, e questi paesi stanno attivamente espandendo le loro forze armate e capacità militari.
Secondo Rutte "La macchina da guerra di Putin sta accelerando e non rallentando. La Russia sta ricostruendo le sue forze armate con la tecnologia cinese e produce più armi a una velocità maggiore di quanto pensassimo". Dichiarazioni che pongono la Nato di fronte ad un assetto di guerra pronto alla terza guerra mondiale. La Nato, infatti, deve aumentare del 400% la sua capacità di difesa aerea e missilistica in risposta alla minaccia russa. Una vera enfasi sul potenziamento industriale-militare che riflette le crescenti preoccupazioni per la sostenibilità a lungo termine del supporto alla difesa ucraina e la necessità di prepararsi a scenari di conflitto prolungato.
Tra i paesi che abbracciano tali ipotesi naturalmente l’Italia ma quello che si pone in un piano diverso è la Germania che già si prepara alla guerra attraverso l’ampliamento dei rifugi aerei e dei centri di accoglienza trasformando le gallerie della metropolitana e i parcheggi e scantinati in strutture protettive per 1 milione di persone. Vengono esortati i cittadini ad avere scorte di emergenza di acqua e cibo per almeno 72 ore (idealmente 10 giorni). Il governo sta provvedendo anche per la leva obbligatoria.
lunedì 2 giugno 2025
Gaza, la Fame che Uccide
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| Foto Ali Jadallah |
venerdì 30 maggio 2025
Giornata Mondiale della Sclerosi Multipla
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