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mercoledì 9 marzo 2016

Helpling, sito n°1 al mondo delle pulizie domestiche, fa nascere “Economy” servizio accessibile a tutti per selezionare e prenotare una colf a 8,90€/h

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LA COLF ONLINE AI PREZZI DEL NERO


MILANO – 8 marzo 2016 - Il sito delle colf 2.0, nel pieno della sua espansione a livello mondiale, per competere ad armi pari contro una concorrenza spietata (il mercato nero), lancia in Italia il nuovo servizio Helpling Economy a soli 8,90 €/h.

Nel bel mezzo del dibattito innescato dal Presidente dell’Inps, Tito Boeri, sull’inadeguatezza dei voucher per retribuire i collaboratori domestici e a pochi mesi dall’ingresso di colossi come Amazon e Google nel settore delle pulizie domestiche, Helpling risponde alle diverse esigenze di mercato ampliando la propria offerta e riducendo le tariffe del 25% rispetto al servizio Premium.

Alberto Cartasegna, amministratore e co-fondatore di Helpling Italia ci spiega di cosa si tratta

Cos’è Helpling Economy?
“Un servizio per chi vuole trovare una colf in modo estremamente semplice, testare la collaborazione senza essere vincolato alla piattaforma nel caso in cui il rapporto proseguisse. Helpling Economy è il luogo di incontro virtuale tra il cliente e l’operatore, sostituisce il passaparola rendendo ricerca e prenotazione molto meno complicati. Il cliente va sul sito, inserisce data, ora e luogo nei quali vuole ricevere il/la colf e la piattaforma, in base all’algoritmo che tiene conto della disponibilità e della geolocalizzazione degli Helpling, gli presenta un operatore. Successivamente il cliente e l’operatore, se si saranno trovati bene reciprocamente, si accorderanno privatamente in funzione delle loro esigenze”.

Qual è la differenza tra Premium e Economy?
“L’opzione Premium prevede una gestione in toto del rapporto cliente-operatore grazie alla figura del consulente che Helpling mette a disposizione. Il consulente ha il compito di selezionare gli operatori, supportare il cliente nella fase di ricerca e di assisterlo nella scelta del preferito. Tutto questo ad un costo comunque contenuto di 11,9€/h comprensivo anche dell’assicurazione per danni accidentali. Il servizio Economy costa il 25% in meno, 8,90€/h perché si basa su una struttura più snella con, ad esempio, un servizio clienti raggiungibile solo via email. In questo caso il rapporto cliente/operatore viene gestito da Helpling solo per quanto concerne la selezione e la ricerca dell’operatore, la scelta del preferito e la fidelizzazione del rapporto avviene senza il supporto della piattaforma. L’Economy non tralascia comunque la qualità, infatti, come per il Premium, svolgiamo una selezione sulle richieste di iscrizione al sito da parte degli addetti, conoscendoli di persona ed esaminando il loro curriculum.”

Perché lanciare Helpling Economy?
“Ci siamo resi conto che una parte del mercato è composta da clienti che hanno un’esigenza basilare: trovare un operatore in modo conveniente.  Questi clienti non hanno immediato interesse ad utilizzare un servizio come Helpling Premium perché preferiscono, dopo aver trovato l’operatore a loro congeniale, gestire il rapporto personalmente spendendo meno. Per questo i prezzi dell’Economy (8,90€/h) sono comparabili a quelli del mercato nero (8-10€/h), senza considerare il fatto che gli addetti del servizio Economy sono comunque selezionati dal nostro personale”.

Quanto percepiscono gli addetti Helpling?
“Nella versione Premium dipende dalla loro bravura e disponibilità oraria, alcuni di loro hanno un’entrata molto superiore alla media dei colleghi che non utilizzano il nostro sito nonostante Helpling trattenga una percentuale del 15% su ogni lavoro per coprire i costi di gestione. Per quanto riguarda Helpling Economy, il modello di business è diverso: l’operatore si iscrive gratuitamente ad Helpling per trovare clienti e riempire la propria agenda. Ad ogni operatore dell’Economy chiediamo il 100% di commissione sul primo lavoro ottenuto grazie ad Helpling. Questo è l’unico costo di acquisizione del cliente che gli operatori hanno nella versione Economy: investire parte del proprio tempo per farsi conoscere dai clienti. Quanto guadagneranno da ogni singolo cliente che presentiamo loro non lo sappiamo perché dipende dal tipo di collaborazione che scelgono e dalla frequenza”.

Qual è la scommessa di Helpling sull’Italia?
“Se consideriamo che l’Inps sta rivedendo l’uso dei voucher, Assindatcolf sta lavorando per sensibilizzare in materia di welfare per poter dedurre il costo dei collaboratori domestici e che stiamo parlando con questi interlocutori per capire come integrare e far dialogare la nostra tecnologia con i metodi tradizionali, stiamo assistendo ad una vera e propria rivoluzione del settore che ci vede tra i protagonisti”.

mercoledì 13 gennaio 2016

Smartphone, taplet, pc, cuffie e smartwatch: come pulirli? I consigli di Tiziana Clemente per Helpling

LE COSE DA FARE E DA NON FARE QUANDO PULISCI I TUOI APPARECCHI ELETTRONICI

Questo è il periodo dell’anno in cui, grazie alle feste e ai saldi post natalizi, riceviamo numerosi regali; tra questi, moltissimi sono apparecchi tecnologici di ultima generazione. Ma quando si tratta di pulizia, come ci comportiamo con questi nuovi oggetti, considerato il fatto che li usiamo quotidianamente e spesso li condividiamo anche con altre persone?

Grazie ai preziosi consigli di Tiziana, la tutor esperta di pulizie di Helpling, abbiamo scoperto le tecniche migliori, cosa fare e cosa non fare per mantenere puliti i nostri nuovi oggetti tecnologici.

CUFFIE E AURICOLARI
Stando sempre a contatto con le nostre orecchie, questi oggetti si ritrovano costantemente in un ambiente umido. Per coloro che amano correre o fare attività fisica ascoltando musica poi, il sudore in abbondanza può anche peggiorare la situazione: sudore e umidità infatti fanno sì che i batteri si moltiplichino, e questo potrebbe causare infezioni alla pelle.  

Cosa fare:
Gli auricolari e le cuffie sono accessori delicati, e con i prezzi che hanno ultimamente non vorrete danneggiarli! Basta un panno imbevuto di acqua e sapone o anche una semplice salvietta struccante per pulirli. Ricordate di farli asciugare completamente prima di riutilizzarli.
Per pulire in profondità le parti metalliche delle cuffie è possibile usare un piccolo pennello asciutto, ma bisogna stare attenti poiché si rischia di danneggiare l’apparecchio.

Cosa non fare:
E’ meglio non condividere i propri auricolari con altre persone; è stato infatti più volte provato che i batteri si trasferiscono molto facilmente da un orecchio all’altro.

Quanto spesso devo pulire gli auricolari?
Trattandosi di oggetti che usiamo quotidianamente, sarebbe bene pulirli ogni giorno almeno con il panno. La pulizia più approfondita può essere fatta una volta al mese, utilizzando un prodotto sterilizzante.

SMARTPHONE E TABLET
Un sondaggio effettuato nel Regno Unito ha rivelato che il 75% delle persone utilizza il proprio smartphone in bagno;  su 1/4 di questi è stato rilevato un livello batterico 10 volte più alto di quello che si trova in media sulla tavoletta del gabinetto. Meglio quindi tenere il telefono in tasca la prossima volta che si va in bagno!

Cosa fare:
Per pulire lo schermo occorre usare regolarmente un panno in micro fibra, da usare umido nel caso di impurità particolarmente resistenti.
Per una pulizia più profonda potete ricorrere alla classica miscela di acqua e alcol o acqua e aceto: quando eseguo la pulizia accurata (una volta al mese) mi assicuro sempre che il telefono sia spento, senza batteria né sim card inserite.
Se si utilizza una cover in silicone, la soluzione migliore è toglierla e metterla a mollo in acqua calda e sapone; questo dovrebbe aiutare a togliere qualsiasi macchia di sporco.
Mi raccomando, è fondamentale lasciarlo asciugare completamente prima di riaccenderlo.

Cosa non fare:
Non spruzzare la soluzione detergente direttamente sullo schermo ma applicatela  prima  su un panno e poi pulite: alcune goccioline altrimenti potrebbero entrare negli altoparlanti o nel microfono e danneggiare il telefono.
Nonostante sembri una soluzione efficace salva tempo, è meglio evitare di usare un asciugacapelli per velocizzare il processo di asciugamento: i dispositivi elettronici hanno molte parti delicate che potrebbero essere danneggiate dal getto di aria calda.

Quanto spesso si deve pulire il telefono?
Come per le cuffie, la pulizia superficiale si può anche fare una volta al giorno. Per la pulizia più profonda e accurata stabilite dei periodi regolari (ogni una o due settimane) a seconda di quanto utilizzate il dispositivo.
COMPUTER
La tastiera del computer contiene 5 volte più batteri della tavoletta del gabinetto; qui sono stati individuati alcuni dei batteri tra i più pericolosi come l’Escherichia Coli e lo Staphylococcus. Alcuni studi hanno dimostrato che ci sono più di 3.000 organismi batterici per pollice quadrato sulle tastiere.

Cosa fare:
Per pulire schermo, mouse e altre superfici, potete utilizzare lo stesso procedimento che abbiamo visto per i cellulari.
Per pulire la tastiera assicuratevi che il computer sia spento, o la tastiera scollegata. Potete poi usare un pennellino morbido per spazzolare nei piccoli spazi tra i tasti, o usare aria compressa (va benissimo anche per pulire il mouse). In commercio esiste anche una speciale “pasta” (sembra un didò, o una pasta modellabile dai colori sgargianti) che attira sporco e polvere: io non l’ho ancora provata, ma se la trovate ditemi se funziona!

Cosa non fare:
Non cercare di aspirare lo sporco dalla tastiera o dal pad del computer con un normale aspirapolvere: questa operazione potrebbe danneggiare alcune parti interne o aspirare i tasti.
Se il dispositivo si surriscalda, probabilmente a causa della polvere nella ventola dell’aria, è sufficiente utilizzare una bomboletta di aria compressa per ripristinare il funzionamento corretto della ventola stessa.
Se il surriscaldamento persiste, potrebbe essere necessario contattare il servizio di assistenza.

Ogni quanto si deve pulire il computer portatile?
Una volta al mese o più, a seconda di quante volte ci si pranza sopra!

SMART WATCH
Perché sono sporchi?
Come per gli smartphone e i tablet, le nostre dita hanno un sacco di interazioni con gli schermi di questi orologi, depositando grasso, pelle e sporcizia. Inoltre, anche il cinturino degli orologi raccoglie un sacco si impurità, poiché la pelle e il sudore si accumulano su di esso con il passare del tempo.

Cosa fare:
Esistono due tipologie di orologi smart; quelli waterproof e quelli che non lo sono. E’ importante informarsi sulla tipologia dell’orologio prima di iniziare a pulirlo poiché i due processi si differenziano notevolmente; quelli waterproof sono molto più facili da pulire.

Il sapone diluito in acqua tiepida o in una piccola soluzione di aceto e acqua dovrebbe ripulire la maggior parte dell’orologio. Un batuffolo di cotone è l’ideale per accedere ad aree difficili da raggiungere.
Per pulire il cinturino è necessario strofinarlo energicamente, in modo da far fuoriuscire tutta la sporcizia ed evitare la formazione di muffa.
Come sempre, bisogna spegnere l'orologio prima di effettuare la pulizia e lasciarlo asciugare completamente prima di riaccenderlo.

Cosa non fare:
Ovviamente, non si deve mettere a bagno uno smart watch se non è impermeabile; in ogni caso è meglio evitare di mettere a bagno orologi con il cinturino in pelle, poiché si rischierebbe di rovinarli.
Io consiglio di pulire lo schermo quotidianamente e il cinturino una volta a settimana, mentre è sufficiente effettuare una pulizia completa due volte all’anno.

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Tiziana Clemente, nata a Bollate nel 1970, ex ausiliario socio assistenziale oggi è una addetta alle pulizie di successo.  Collabora con Helpling come tutor e tiene la rubrica “Tutti i trucchi di Tiziana” nella quale svela come avere una casa pulita senza troppa fatica!


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Helpling, è la piattaforma online leader per la ricerca e la prenotazione di addetti alle pulizie.  
Dal sito o dall’app i clienti possono prenotare un addetto alle pulizie professionale e assicurato in pochissimi click. 
L’innovativo servizio online permette alle persone di godersi i momenti più belli della vita: famiglia, amici e tempo libero. 
Helpling è stata fondata da Benedikt Franke, Philipp Huffmann e Rocket Internet nel gennaio 2014.  
La compagnia in un solo anno ha raccolto 56,5 milioni di Euro da investitori come Mangrove Capital Partners, Phenomen Ventures, Point Nine Capital, Lukasz Gadowski, Lakestar and Kite Ventures.


www.helpling.it

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