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lunedì 25 ottobre 2010

Vinci New York con A-Team e Panorama


Gli anni ottanta non passeranno mai di moda. Lo dimostra l'intramontabile serie tv A-Team che, oltre a non essere mai scomparsa dai nostri teleschermi, è stata riportata alla gloria dal film dei fratelli Scott, uscito l'anno scorso, che sarà la prossima anteprima Dvd e Blu-Ray di Panorama (dal 29 ottobre in edicola). Oltre a godersi 117 minuti di pura azione, si può partecipare al concorso Panorama che, in collaborazione con A-Team, mette in palio un viaggio a New York per due persone.

Il film sull'A-Team è sceneggiato da Stephen J.Cannell, lo stesso creatore dell'eterna serie tv, ed è diretto da Joe Carnahan che, grazie al contributo dei fratelli Scott, ha trovato nuova vita sul grande schermo, con grande piacere di tutti gli appassionati.

La trama ha subito qualche modifica per essere più attuale. I 4 reduci di guerra non si portano dietro le conseguenze del Vietnam, ma dell'Iraq. Vengono comunque ingiustamente accusati e si ritrovano a formare l'A-Team per sbrogliare un'intricata rete di corruzione e tradimenti tra i vari reparti di difesa degli Stati Uniti.

Il Dvd uscirà con Panorama a 16.90 €. Combo Pack Blu-Ray + Dvd a 24.90 € più il prezzo della rivista. Scopri su Panorama.it i dettagli del concorso.

martedì 17 agosto 2010

Flavio Cattaneo dal Corriere della Sera a Panorama, diventa un buon esempio mediatico


Flavio Cattaneo Terna Energy Utilities

Primo manager italiano nel campo delle utilities a giudizio degli investitori europei e americani. E al quinto posto tra i numeri uno del settore secondo gli analisti finanziari. Lo scrive il Corriere della Sera: Flavio Cattaneo, dal novembre 2005 alla guida di Terna, si è conquistato l’ammirazione del mondo finanziario nel raffronto tra i big nazionali e internazionali che operano prevalentemente nel settore dell’energia.

Flavio Cattaneo diventa un buon esempio mediatico grazie al suo talento manageriale che continua a dimostra in Terna. Dall’articolo sul Corriere della Sera: “Flavio Cattaneo primo manager italiano nelle utilities per la classifica U.S.A” all’intervista su Panorama: "Più energia a minor costo".
Flavio Cattaneo, l’AD di Terna trasforma il suo talento manageriale in un esempio mediatico di rilevo. Ecco alcune tra la fasi più significative:
Corriere della Sera: Flavio Cattaneo primo manager italiano nelle utilities per la classifica U.S.A - 12/05/2010
I dati emergono dalla classifica “2010 All Europe Executive Team” stilata dalla rivista finanziaria americana “Institutional Investor” che nel periodo tra ottobre 2009 e gennaio 2010 ha intervistato circa 1.750 tra analisti e gestori di fondi americani ed europei.
Un risultato importante per Terna che, pur essendo al 16 posto per capitalizzazione di mercato nell’indice delle utilities, sopravanza aziende di ben altre dimensioni e con una maggiore presenza internazionale. E i dati annunciati ieri, scrive sempre il Corriere, relativi all’attività dei primi tre mesi 2010 e superiori alle attese degli analisti sembrano confermare, con i numeri, proprio l’apprezzamento della comunità finanziaria mondiale.
Incremento rinnovabili e nucleare: Cattaneo, Terna pronta a fare la sua parte - 29/04/2010
Sondaggio ISPO: il 63% degli intervistati ritiene il tema nucleare strategico per il Paese.
"Diversificazione delle fonti di energia" e "un incremento sulle rinnovabili" sono i due punti fondamentali per uno sviluppo adeguato ai nuovi scenari energetici lanciati dall’amministratore delegato di Terna, Flavio Cattaneo, intervenuto alla conferenza annuale di diritto dell'energia organizzata da Gse e Universita' Roma Tre.
La rete elettrica del futuro dovrà evolversi anche attraverso le “opportunita' legate ad 'un posizionamento, eccellente dell'Italia nel Mediterraneo - ha sottolineato Flavio Cattaneo - 'che ci puo' anche consentire di essere un vero hub, un elemento quantomeno di collegamento tra aree energetiche, per esempio per tutto il rinnovabile che puo' arrivare dal nord Africa, e per le interconnessioni con i Balcani a nordest''.
Terna, ha annunciato il manager - ha ''quadruplicato gli Investimenti di sviluppo sulla rete'', mettendo in campo ''il piano piu' importante oggi in Europa''. Cosi', ha sottolineato Flavio Cattaneo, la societa' della rete elettrica nazionale e' pronta a ''fare la sua parte'' per il programma nucleare in Italia. Intanto, proprio sul fronte dell'energia nucleare, il consenso è diviso. Lo riporta un articolo del Sole 24Ore con i risultati del sondaggio condotto dall'istituto di Renato Mannheimer.
Su un campione di 800 persone il 44% ritiene che l'Italia dovrebbe dotarsi di centrali atomiche e a un 16% aggiuntivo piace l'idea di rifornirsi di corrente nucleare dai Paesi vicini. A parte gli indecisi, solo il 33% degli intervistati è totalmente contro il nucleare compreso l'acquisto di energia dalle centrali atomiche estere. Elaborando l'indice sintetico di gradimento, è favorevole il 63% degli italiani.
A questo proposito Cattaneo, ha spiegato che per valutare progetti e investimenti che servono per il progetto del nucleare e' necessario aspettare di conoscere i siti dove verranno realizzate le centrali, quindi capire ''se si potranno utilizzare reti gia' esistenti o bisogna realizzarne di nuove''.
Panorama intervista Flavio Cattaneo: "Più energia a minor costo". - 16/03/2010
Sintesi dell'intervista di Roberto Seghetti
Un miliardo di euro in meno da pagare sulla bolletta della luce ogni anno». Flavio Cattaneo,
amministratore delegato di Terna, la società che possiede e gestisce la rete di trasmissione dell’energia elettrica in Italia, non ha dubbi: se a Terna sarà consentito di investire i 4,3 miliardi di euro previsti per ammodernare gli impianti, collegare meglio le isole, liberare i colli di bottiglia nel trasporto dell’energia, gli italiani potranno beneficiare di uno sconto formidabile entro il 2014. La determinazione e l’ottimismo di Cattaneo sono comprensibili. Dal 2005 Terna è riuscita a quadruplicare gli investimenti realizzati ogni anno. Oggi ha la possibilità di mettere in campo oltre 900 milioni di euro l’anno. Solo nel 2010, come spiega l’amministratore delegato di Terna in questa intervista con Panorama, ciò significa coinvolgere nei lavori oltre 200 imprese, per un totale di oltre 10 mila persone impiegate. Senza contare i risultati di bilancio, con ricavi che si prevedono in crescita del 6 per cento l’anno fino al 2014 e dividendi in aumento del 4 per cento l’anno avendo come floor nel nuovo piano il 2008.
Come farete a tagliare la bolletta della luce degli italiani?
Per una straordinaria coincidenza ci troviamo ad avere molto da investire. E investendo andremo a ridurre le tariffe dell’energia. La ragione è semplice: se si riducono i costi di trasmissione e di dispacciamento dell’energia elettrica, alla fine si riducono anche le tariffe finali per i consumatori. Non solo. In questo momento di crisi possiamo dare lavoro alle imprese sul territorio italiano, con ricadute positive soprattutto sulle piccole e medie imprese.
Chi paga gli investimenti?
Le risorse le mette Terna. Gli investimenti non sono in carico allo Stato. L’ultimo piano prevede l’apertura di 200 cantieri per 10 mila posti di lavoro. Naturalmente le imprese che lavorano con noi devono essere qualificate. E dato il momento di difficoltà, noi abbiamo previsto per loro anche un sostegno finanziario: essendo Terna una società molto solida, stiamo mettendo a punto un accordo con alcune grandi banche perché offrano lo sconto dei crediti vantati dalle piccole e medie imprese verso di noi a tassi molto favorevoli. Un doppio vantaggio insomma, lavoro e sostegno finanziario.
Bel piano. Ma possibile che siate gli unici per cui tutto fila liscio?
Non esageriamo. In alcune situazioni locali incontriamo difficoltà ad aprire i cantieri. Anche se i nuovi tralicci che sostengono la rete sono meno impattanti dal punto di vista visivo (non sono più piramidali, ma a sostegno unico, e alcuni di essi sono stati ideati da architetti di design) le resistenze non mancano. Capita pure che gli edifici di coloro che si oppongono al passaggio della rete siano stati realizzati quando la linea già esisteva. Ma a volte non c’è niente da fare. E’ una forma di egoismo tutta italiana. I cittadini che si oppongono vanno dai sindaci, per i quali è più semplice dire di no ad una grande azienda lontana piuttosto che alla singola persona che hanno di fronte.
La rete, però, presenta molti problemi di imbottigliamento. I lavori andranno fatti.
Quali sono gli interventi principali che avete messo in programma?
I principali lavori riguardano i collegamenti con le isole. La posa e la messa in attività del doppio cavo con la Sardegna è in via di conclusione. Il nuovo collegamento tra la Calabria e la Sicilia, destinato a far abbassare in modo determinante il costo dell’energia in Sicilia, è all’avvio. Nel Mezzogiorno c’è anche, importantissima, la linea Foggia-Benevento.
Piano Strategico Terna 2010-2014. Flavio Cattaneo: maxi piano di investimenti per la rete Terna - 18/02/2010
Investimenti nel business regolamentato per 900 milioni di euro (+26% rispetto al piano precedente). Incremento della redditività, dall’attuale 74% al 77% , con un debito netto sempre inferiore al 60% del capitale investito regolatorio. Confermata la politica dei dividendi con crescita annua del 4%. Focus sul centro-sud e sulle rinnovabili. L’amministratore delegato di Terna, Flavio Cattaneo, ha illustrato alla comunità finanziaria e ai media il Piano Strategico 2010-2014.
"Un Piano con investimenti in crescita che conferma la nostra capacità di accelerare sullo sviluppo delle rete", ha commentato Flavio Cattaneo. "4,3 miliardi di euro rappresentano una ulteriore sfida realizzativa con un focus importante sul centro sud, le interconnessioni e le energie rinnovabili. Il 2010 – ha sottolineato – può essere l’anno di punta per una rete ancora più sicura ed efficiente. Terna è pronta. Adesso è necessario accelerare con le autorizzazioni".
(Fonte: Terna WebMagazine)
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venerdì 27 marzo 2009

Manutenzione, Panorama smentisce le sue accuse all’Anas

L'Anas: per noi la manutenzione priorità assoluta.

Le accuse infondate, anticipate da Dagospia, hanno provocato reazioni scomposte, come quella dell’Associazione delle Vittime delle Strade


I danni di un certo giornalismo contagiato dal gossip non finiscono mai di stupire. Ecco la cronistoria di un’altra vicenda paradossale, piccola o grande che sia, dove appare evidente che la verità è stata travisata.

Panorama, nella rubrica “Indiscreto” del 20 marzo 2009, pubblica un articolo intitolato “All’Anas piacciono le buche”, a firma Daniele Martini, che accusa il Direttore Centrale Esercizio e Coordinamento Territorio dell’Anas Carlo Bartoli di aver sostenuto, in un’intervista al Corriere, che se vi sono buche per strada e manutenzione approssimativa, “i guidatori stanno più attenti e si verificano meno incidenti” . Naturalmente non si briga di chiedere conferma all’Anas e allo stesso Bartoli, che invece in tutte le sedi hanno affermato che la manutenzione stradale è “assolutamente prioritaria”, anche rispetto alle nuove opere.

L’articolo era stato anticipato dal sito Dagospia ventiquattro ore prima che il settimanale fosse diffuso in edicola ( certamente a Dagospia non lo aveva fornito lo Spirito Santo).

La smentita dell’Anas è stata pubblicata, senza censura o commenti, da Panorama il 27 marzo 2009:

“A proposito dell’articolo ‘All’Anas piacciono le buche’, il direttore centrale dell’Anas Carlo Batoli, nell’intervista al Corriere della Sera citata nell’articolo, non ha mai detto che la manutenzione delle strade non è importante. Peraltro, anche il presidente dell’Anas Pietro Ciucci, al contrario di quanto da voi scritto, ha sempre sostenuto che la manutenzione della rete è addirittura prioritaria rispetto alla realizzazione delle grandi opere”.

Ma di danni questo articolo ne ha fatti, basti pensare alle educate, gentili espressioni di Giuseppe Guccione (Presidente della Fondazione Luigi Guccione – Ente Morale Vittime della Strada) che a Repubblica Tv, giovedì 26 alle ore 12,30, nella trasmissione diretta da Giovanni Valentini, sosteneva che a causa delle presunte dichiarazioni il Ministro avrebbe dovuto dare “un calcio nel didietro” al Direttore Centrale Esercizio e Coordinamento Territorio Carlo Bartoli e al Presidente dell’Anas Pietro Ciucci.

Si capisce che affermazioni irresponsabili, anche se esternate nei vari salotti buoni del giornalismo italiano, sono ormai avvenimento non raro. Peccato che in questi salotti elitari, robba da gran siur, dove tutti sanno tutto, non si senta il bisogno di chiedere informazioni.

Se qualcuno si fosse preso la briga di chiedere, avrebbe ricevuto la seguente risposta:

“Il Direttore centrale dell’Anas Carlo Bartoli, nell’intervista al Corriere citata nell’articolo, non ha mai detto che la manutenzione non è importante. La tesi di Bartoli, chiaramente espressa e non suscettibile di interpretazione, oltre che comprovata da tutte le statistiche, è che la stragrande maggioranza degli incidenti avviene a causa della mancata attenzione degli automobilisti e che l’attenzione è maggiore nel caso di situazioni più difficili di guida (gallerie, curve, strade dissestate etc). Il dirigente dell’Azienda non ha mai messo in discussione il dovere dell’Anas, in quanto gestore della mobilità nazionale, di impegnarsi al massimo per minimizzare gli effetti degli incidenti, migliorando le condizioni delle strade. Proprio per la centralità che l’Anas attribuisce alla manutenzione, due anni fa è stata istituita una direzione ad hoc, guidata appunto da Bartoli, denominata Esercizio e Coordinamento del territorio.

Peraltro anche il Presidente dell’Anas Ciucci ha sempre sostenuto in ogni sede, ad iniziare dal Parlamento - ed è documentabile - che la manutenzione della rete è addirittura prioritaria rispetto alla realizzazione delle grandi opere di cui tanto si parla in questi giorni, perché si pone il duplice obiettivo di salvaguardare le vite umane e di conservare il valore del patrimonio pubblico. Tanto è vero che nel biennio 2007-2008 la voce manutenzione ordinaria e straordinaria ha pesato in media nei conti Anas - tra lavori, costo del personale e costi generali di gestione - circa 650 milioni di euro su base annua.

Gli investimenti su tale voce sono in ulteriore incremento nel 2009, con una previsione di oltre 900 milioni di euro.

Tali investimenti sono stati destinati a interventi importanti, come la posa di asfalto drenante, l’installazione di barriere di sicurezza di più moderna concezione, il rifacimento dell’impiantistica delle gallerie, l’impianto dei portali con i pannelli a messaggio variabile.

Soltanto nell’ultimo trimestre abbiamo bandito 51 gare per un importo di oltre 77 milioni di euro per la manutenzione, la segnaletica ed altri interventi riguardanti la sicurezza stradale. A dimostrazione del fatto che spendere bene i soldi della collettività è un dovere al quale l’Anas non intende derogare, neppure in un periodo di crisi economica quale quello che stiamo vivendo.

Fra i diversi interventi in corso da parte dell’Anas va anche menzionato il progetto di “risoluzione dei punti neri”, inserito nell’ambito del “Piano Nazionale della Sicurezza Stradale”, che prevede circa 200 interventi, per un impegno finanziario di 508 milioni di euro, volto ad eliminare i punti della rete stradale a più alta incidentalità e con maggior coefficiente di rischio.

Il Piano è stato già in parte eseguito dall'Anas, con l'avvio di 59 progetti per un investimento di oltre 171 milioni di euro”.

Se un certo giornalismo non vuol proprio guarire dai mali che lo screditano, noi continueremo puntigliosamente, a battere e ribattere sullo stesso punto: la verità, sempre e comunque.

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