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venerdì 28 giugno 2019
Sicilia: Musumeci, aeroporto hub a Catania, porto hub ad Augusta, più idro Enel
venerdì 20 gennaio 2012
Liberalizzazioni: Ciucci, con Authority avremo nostro ruolo
Roma, 20 gennaio 2012 - "Anas è ovviamente pronta a collaborare con la costituenda Autorita' per i Trasporti i cui compiti sono principalmente di natura regolamentare e riguardano anche Anas nel suo ruolo futuro di concessionario che conseguirà alla costituzione dell'Agenzia per strade e autostrade. Anas e' pronta a collaborare al progetto di riordino approvato dal Parlamento in modo di assicurare la continuita' e, se possibile, l'accelerazione nel processo realizzativo delle opere pubbliche di propria competenza.": lo ha detto il presidente dell'Anas, Pietro Ciucci, in un'intervista all'AGI sul pacchetto di liberalizzazioni in esame al Consiglio dei Ministri.
D. Qual e' la posizione dell'Anas sulle novita' previste dalle liberalizzazioni che il Consiglio dei Ministri si accinge a varare?
R. "Noi siamo sereni di fronte alle novita' che leggiamo sui giornali in tema di liberalizzazioni, anche se qualcuno fa confusione e parla di un'Anas che non esiste piu' e che perdeva 500 milioni l'anno. Dal 2006 questa tendenza si e' invertita, Anas chiude i bilanci in utile, lo fara' anche per il 2011, pur non ricevendo piu' corrispettivi pubblici e distribuendo anche un dividendo. Non e' una grande cifra ma e' un segnale di sana gestione. Personalmente sono particolarmente fiero del lavoro svolto dall'Ispettorato di vigilanza sulle concessioni autostradali, che ho costituito nel 2006, e che ha dato ottimi risultati come strumento per riaffermare il nostro compito di vigilare sul rapporto tra tariffe, che non decidiamo noi, e gli investimenti del concessionario. In ogni caso, tornando alle decisione che il CdM si appresta ad adottare, Anas dara' esecuzione alle direttive del Governo portando suggerimenti e proposte.
D. Ma nei giorni scorsi qualche critica all'Anas e' arrivata, mi riferisco alle dichiarazioni rilasciate dal parlamentare del Pd Francesco Boccia.
R. Credo che le cose che ho detto e, soprattutto, i dati oggettivi, dimostrino che le dichiarazioni rese dall'On. Boccia nei giorni scorsi attestino una non conoscenza delle competenze della futura Autorita' per i trasporti, ne' delle competenze affidate ad Anas spa, circostanza, se si vuole, piu' sorprendente considerati gli incarichi allo stesso affidati nel precedente Governo. Ripeto: le principali competenze dell'Autorita' sono, infatti, di natura regolamentare che, come noto, non sono certo prerogative di Anas. La Societa', infatti, per quanto concerne le funzioni di concedente - che a tutt'oggi le sono attribuite - svolge, da un lato, attivita' di carattere istruttorio e di proposta principalmente nei confronti dei Ministeri competenti nonche' del CIPE e, dall'altro, compiti di vigilanza e di controllo sul rispetto, da parte delle societa' concessionarie autostradali, degli obblighi convenzionali. Grazie al lavoro svolto dall'Ispettorato di Vigilanza Concessioni Autostradali, sono stati effettuati gli investimenti e gli interventi di manutenzione previsti e, laddove invece, si sono verificati ritardi, le concessionarie sono state penalizzate da Anas con l'obbligo di accantonare tutti i vantaggi conseguiti.
D. Torniamo alle cifre: Anas ora chiude i bilanci in utile, ma mantiene capacita' di spesa o ha chiuso i 'rubinetti' come gran parte dei grandi investitori bancari?
R. Anche se questo versante e' bene fare chiarezza e fornire i dati giusti che, magari, possono essere sfuggiti all'On. Boccia. L'Anas dal 2007 e' la prima stazione appaltante d'Italia e tale dato risulta confermato anche per il 2011: non lo diciamo noi, ma emerge chiaramente dal monitoraggio effettuato da Cresme Europa Servizi. Abbiamo 690 bandi pubblicati per quasi 4 miliardi di euro, e cio' nonostante l'esiguita' degli stanziamenti a favore della Societa'. Sotto il profilo della gestione operativa, parlo del periodo di mia pertinenza, sono stati avviati nuovi lavori che hanno comportato un impegno complessivo di oltre 11 miliardi di euro, sono stati portati a termine lavori che hanno consentito l'apertura al traffico di circa 700 Km di strade e autostrade in gestione diretta per un investimento di circa 7,2 miliardi di euro. L'importo effettivamente speso nel periodo per la realizzazione di infrastrutture viarie e' stato di circa 11,6 miliardi di euro, dei quali 4,4 gia' spesi su lavori tuttora in corso. Sono inoltre in corso 7 procedure di project financing per un investimento complessivo di oltre 13 miliardi di Euro. Inoltre, la struttura e le modalita' di azione di Anas sono state completamente riorganizzate, come dimostra, tra l'altro, l'avvenuta certificazione di qualita' dell'intera Societa'. Non dimentichiamo, ancora, che Anas e' attiva sul fronte internazionale: Anas, mettendosi in concorrenza con i maggiori appaltatori internazionali, si e' aggiudicata importanti gare, come quelle in Libia, Algeria e, ci auguriamo in un prossimo futuro, anche in Qatar.
D. E per quanto riguarda, infine, la famosa Salerno-Reggio Calabria, spesso al centro di polemiche e, anch'essa, criticamente citata da Boccia?
R. Per quanto riguarda i lavori sull'Autostrada SA-RC, attualmente e' stato completato il 50% del tracciato mentre i cantieri ad oggi ancora aperti verranno ultimati entro la fine del 2013. Questa e' la nostra scommessa. Credo che sia giunto il momento di chiudere ogni retorica negativa che riguarda la SA-RC, che e' sempre di piu' un'autostrada moderna e sicura.
lunedì 19 dicembre 2011
VAI, ‘Viabilità Anas integrata’ disponibile per Iphone, Ipad e Android
certezza dell’informazione per garantire sicurezza del viaggio

L'evoluzione della situazione in tempo reale del traffico su tutta la rete stradale e autostradale è consultabile sul sito web http://www.stradeanas.it/traffico oppure, da oggi grazie all'applicazione 'VAI', disponibile gratuitamente per Android, Ipad e Iphone (http://www.stradeanas.it/vaiapp), su tutti gli smartphone e i tablet.
“La nuova applicazione VAI (Viabilità Anas Integrata) dedicata agli smartphone e ai tablet – ha affermato l’Amministratore unico dell’Anas Pietro Ciucci - è uno strumento innovativo che mette insieme più fonti in un’unica interfaccia disponibile per tutti gli utenti in movimento: i messaggi di traffico e le informazioni del sistema satellitare di rilevazione Octotelematics”.
“Nei primi giorni di sperimentazione – ha proseguito Pietro Ciucci – già alcune centinaia di utenti hanno scaricato l’applicazione da App Store e da Android Market, esprimendo giudizi positivi sulle funzionalità e sulla qualità delle notizie ottenute. VAI, infatti, fornisce informazioni georeferenziate sul traffico in tempo reale, sulla presenza dei cantieri e sugli eventi stradali (rallentamenti, ostacoli, carichi dispersi)”.
All'apertura della nuova applicazione, la mappa si posiziona automaticamente in corrispondenza della posizione dell'utente.
Le informazioni vengono aggiornate ogni 5 minuti. Selezionando il pulsante "regionale" si accede all'elenco delle regioni italiane dalle quali scegliere quella di interesse.
Il pulsante “Ultima ora” è alimentato da un servizio ad hoc che fornisce una panoramica delle informazioni di maggiore rilievo per il traffico dell'ultima ora.
Cliccando le icone sulla mappa è possibile avere un ulteriore dettaglio dell'informazione e, per le tratte che presentano il dato, è possibile accedere al dettaglio sulle velocità di percorrenza.
“Negli ultimi anni – ha continuato l’Amministratore di Anas -, il cuore del mercato dell’informatica si è nettamente spostato verso il concetto di mobilità e, oltre agli smartphone, hanno fatto il loro ingresso anche i tablet. Di conseguenza, abbiamo pensato di sviluppare l’applicativo VAI per iPhone 3G e successivi, iPad 1 e successivi e Android 2.2 e successivi”.
“Entro il 2015 – ha dichiarato Pietro Ciucci -, secondo uno studio di settore, un telefono su due sarà uno smartphone e il traffico mobile si moltiplicherà di ben 12 volte entro il 2016 rispetto ad oggi”.
“L’Anas – ha concluso l’Amministratore Ciucci - è al passo con l’innovazione tecnologica. La nuova applicazione, realizzata con le proprie forze interne, è l’espressione di quel processo continuo e costante di innovazione e trasformazione che l’Azienda ha saputo realizzare nel corso degli ultimi anni per offrire certezza dell’informazione e, quindi, garantire la sicurezza del viaggio”.
Roma, 19 dicembre 2011
giovedì 10 giugno 2010
Abruzzo: l’Anas non abbatterà alcuna abitazione ad Onna per la costruzione della Variante Sud de L’Aquila
“Il progetto dell’Anas – ha dichiarato l’ingegner Valerio Mele - non prevede l’abbattimento della casa in questione, che si trova a distanza di oltre 35 metri dall’ingombro massimo del rilevato che sarà realizzato”.
Nel corso dell’intervista il Capo Compartimento dell’Anas ha spiegato che “la necessità di realizzare la variante al servizio della viabilità de L’Aquila e del territorio era già evidente prima del terremoto, ma dopo l'evento sismico è diventata ancora più urgente. Il tracciato è stato concordato nelle sedi competenti con tutti gli Enti locali, compresi i rappresentanti della circoscrizione di Onna”.
“Il progetto nel corso di questi mesi è stato già modificato – ha aggiunto Valerio Mele – e ad oggi, rispetto alla bozza originaria, prevede l’eliminazione di un viadotto, che è stato sostituito con un rilevato, e l’eliminazione di uno svincolo proprio nei pressi di Onna. Inoltre, è prevista una mitigazione sia acustica che paesaggistica dell’opera, che disterà oltre 150 metri dal centro abitato di Onna e, come detto, 35 metri dall’abitazione antisismica della maestra elementare Margherita Nardecchia Marzolo, ubicata fuori dal centro abitato, a pochi passi dal fiume Aterno”.
“Naturalmente – ha confermato il Capo Compartimento dell’Anas - tutto può essere ulteriormente perfezionato e l’Anas ha sempre manifestato ampia disponibilità a discutere aspetti di dettaglio del progetto con gli Enti locali”.
Per quanto riguarda i tempi di realizzazione dell’opera, Valerio Mele ha concluso affermando che “la gara d’appalto è in corso e, quindi, tra qualche mese potranno partire i lavori, che dureranno un anno”.
Roma, 10 giugno 2010
venerdì 28 agosto 2009
Ponte sul Po, l’Anas ha fatto tutto il possibile per accelerare l'iter
Il “Corriere della Sera”, in un articolo del vicedirettore Giangiacomo Schiavi, pubblicato nelle pagine nazionali il 26 agosto 2009 e intitolato “Il ponte (provvisorio) sul Po: quattro mesi di inutile attesa”, ha messo in dubbio la solerzia dell’Anas nel raggiungimento dell’obiettivo di realizzare un ponte provvisorio sul fiume Po, a seguito del crollo di quello esistente tra Piacenza e Lodi.
Il vicedirettore del Corriere della Sera ha tra l'altro affermato "I lavori del ponte sul Po, a Piacenza, rispettano le ferie e i ritardi previsti per le opere di pubblica utilità in Italia: non sono ancora cominciati". E ancora: "Agosto sta per finire e le grandi manovre, per un ponte provvisorio di barche, devono ancora cominciare. Eppure di quel che serve alla partenza dei lavori ci sarebbe tutto: progetto, autorizzazioni, accordi tra Regioni, imprese appaltatrici. Ci sono anche cinque milioni di euro già stanziati. Ma il cantiere sul Po aspetta, come i sindaci dei territori di confine e gli artigiani costretti ad un lungo giro anche alla ripresa autunnale".
In realtà nei quattro mesi trascorsi dal crollo del Ponte, l'Anas ha fatto tutto quanto possibile per avviare quanto prima i lavori di realizzazione del ponte provvisorio, compatibilmente con le normative vigenti, verificando in ben 5 riunioni le proposte di tutti gli Enti coinvolti e competenti, definendo la soluzione prescelta, bandendo la gara d'appalto e predisponendo il progetto esecutivo.
E’ tra l'altro da sottolineare che il ponte esistente tra la sponda lodigiana e quella piacentina è rimasto sotto sequestro da parte della Procura di Lodi per accertamenti fino allo scorso 8 agosto e che l'Anas, nonostante tale vincolo, già il 17 luglio ha proceduto all’avvio delle procedure di gara e il 7 agosto all’affidamento dell’appalto.
Attualmente sono in corso le procedure per l’effettuazione della bonifica bellica superficiale e la società che ha vinto la gara sta recependo nel progetto esecutivo le indicazioni fornite dalle Autorità di bacino.
L'apertura dei cantieri è prossima e come da offerta il collegamento provvisorio dovrà essere realizzato in 60 giorni dall’avvio dei lavori, rispetto ai 90 giorni previsti a base dal Capitolato di appalto.
La precisazione inviata al "Corriere della Sera", che potete leggere integralmente sul nostro sito, non è stata ancora pubblicata. Il Corriere, dopo il duro attacco del 26 agosto, nell'edizione di oggi ha relegato la notizia in un trafiletto della cronaca locale, riportando solo in minima parte il contenuto della nostra lettera.
Va sottolineato, tra l'altro, che le critiche all'Anas del "Corriere della Sera", primo quotidiano nazionale, sono state riprese il giorno dopo da altri quotidiani. Con una sostanziale differenza.
Tali quotidiani hanno già correttamente e integralmente riportato le precisazioni dell'Anas.
Per ora attendiamo fiduciosi la pubblicazione integrale anche da parte del Corriere, al fine di ristabilire la verità dei fatti.
Giuseppe Scanni Direttore centrale Relazioni Esterne e Rapporti istituzionali Anas SpA
venerdì 19 giugno 2009
Smascherato il falso scoop del Corriere della Sera Magazine
Il Corriere della Sera Magazine ieri ha diffuso in copertina una foto datata di un viadotto della superstrada Brescia-Edolo, in Valcamonica, a dimostrazione di una ‘Italia interrotta’ a causa di strade che finiscono nel nulla.
Ecco, invece, una foto reale scattata oggi - il giorno dopo la pubblicazione del Magazine -, a testimonianza che i lavori per il viadotto della superstrada sono ripresi (il 9 febbraio 2009) e procedono secondo i programmi concordati con la società di costruzioni Collina.
Al contrario di quanto suggerito dalla vecchia fotografia, la produzione è giunta in pochi mesi al 10% e si prevede l’ultimazione dei lavori entro il giugno del 2012.
mercoledì 17 giugno 2009
"Entro fine luglio via libera al bando per l'autostrada da Roma a Latina"
Pietro Ciucci è presidente di Anas dal 2006, la società partecipata al 100% dal Tesoro, responsabile della gestione delle rete stradale e autostradale italiana di interesse nazionale.
Il presidente di Anas parla di strategie e risorse in campo sul Lazio, ma fa anche un bilancio del suo mandato a un mese dalla scadenza.
Il curriculum: Pietro Ciucci Nato a Roma il 24 ottobre 1950, è Laureato in economia. E stato nominato presidente di Anas il 20 luglio 2006. Ha iniziato la carriera nel 1969 presso Società Autostrade. Tuttora è anche amministratore delegato della società Stretto di Messina. La società Anas è una società per azioni controllata al 100% daL Tesoro. Gestisce la rete stradale e autostradale italiana di interesse nazionale. I ricavi totali sono ammontati a 885,9 milioni nel 2008. Gli utili a 3,5 milioni. La rete viaria a gestione diretta nel Lazio è lunga 594Km (compreso il Grande raccordo anulare). Quella autostradale in concessione è di 385km. Molto è stato fatto in questi tre anni per rendere più efficiente la macchina organizzativa, accelerare l'apertura di nuovi cantieri e la chiusura di altri, migliorare la qualità dei progetti, migliorare i conti economici, aumentare i controlli interni su procedure e materiali. Ma c'è ancora da lavorare per arrivare alla definitiva trasformazione di Anas in una società con autonomia finanziaria. In queesto contesto il Lazio e Roma hanno ua valenza strategica, con infrastrutture decisive in ballo, dall'autostrada Tirrenica, alla Trasversale Nord Civitavecchia-Orte, al corridoio Roma-Latina. Non a caso gli investimenti complessivi in corso o previsti nel Lazio ammontano a 7,9 miliardi.
Con il bilancio 2008 fresco d'approvazione, traccia un bilancio generale e disegna le priorità per il Lazio. Il bilancio 2008 registra un utile di 3,5 milioni rispetto alle forti perdite del 2007. E i ricavi crescono del 13%. Che strategie avete adottato? Anas lo scorso hanno ha chiuso in utile per la prima volta da quando l'azienda nel 2002 è stata trasformata in una spa. Siamo riusciti a centrare l'obiettivo grazie al contenimento di alcuni costi. Le spese per le consulenze, ad esempio, sono scese sotto il milione di euro, rispetto ai 20 milioni del 2005. Con un calo del 60,7% sul 2007. E abbiamo introdotto più flessibilità, con contratti a tempo determinato e il ricorso a molti contratti parttime. L'incremento del fatturato è dovuto soprattutto alla crescita della quota del canone annuo a carico delle società autostradali concessionarie e all'aumento dei ricavi relativi ai sovrapprezi tariffari autostradali. Sia nel 2007 che nel 2008 siamo tornati poi ad essere la prima stazione appaltante d'Italia. Attualmente abbiamo più di 150 cantieri aperti, per lavori da 12 miliardi di euro. Quali sono le criticità nella costruzione e gestione del sistema viario? Abbiamo bisogno di dipendere meno dalle risorse statali e di raggiungere una maggiore autonomia finanziaria, indispensabile per una società come Anas chiamata a fare programmazione a medio, lungo e lunghissimo periodo. C'è necessità di più risorse attinte dal mercato. A partire dai possibili pedaggi diretti su alcuni tratti autostradali a gestione Anas. Sta pensando ad esempio al Grande raccordo anulare di Roma? E un'ipotesi alla quale sipotrà pensare solo a fronte di nuove realizzazioni infrastrutturali. L'esempio del Gra continua ad essere valido, allora, visto che proprio l'Anas si è fatto promotore dell'idea di un raddoppio del grande raccordo. Non si tratta di un raddoppio tout court, ma di un ampliamento graduale, che vedrebbe coinvolti solo alcuni tratti, in un progetto di collegamento integrato con aeroporto e ferrovie. E un progetto al quale stiamo lavorando insieme con il Comune. E che, se dovesse andare inporto, avrebbe come contropartita la probabile introduzione di un pedaggio. Si sono da poco aperti i cantieri del tratto Vetralla-Cinelli della trasversale nord Orte-Civitavecchia. Ed è recente l'approvazione da parte di Anas del progetto definitivo di un altro tratto fino a Monte Romano. Ma mancano 500 milioni per completare la strada fino all'Aurelia. Le risorse si troveranno negli stanziamenti della Legge Obiettivo, tanto pi che non mi sembra sia in discussione la determinazione del governo sul fronte infrastrutture. Ci tengo per a sottolineare l'importanza della partenza dei lavori nel tratto Cinelli-Vetralla, bloccato da anni. Così come è importante il reperimento delle risorse che consentono di mettere in gara lo stralcio funzionale fino a Monte Romano. Il tutto grazie anche al fondamentale apporto della Regione che ha stanziato ioo dei 300 milioni previsti. Anche nel Lazio, come in altre regioni, la Regione ha creato una società mista con Anas, Autostrade del Lazio, per realizzare in project finance l'autostrada a pedaggio Roma-Latina. L'obiettivo era semplificare gli iter e ridurre i tempi. Ma la gara deve essere ancora bandita... Autostrade del Lazio è nata poco più di un anno fa ed ha ereditato un progetto che ha avuto bisogno di essere ridefinito e sottoposto avalutazione di impatto ambientale. Siamo inconferenza dei servizi. Il bando di gara è previsto entro fine luglio. Contiamo di far partire il primo cantiere entro marzo 2010. Eppure i costruttori laziali lamentano iter autorizzativi troppo lunghi, con lievitazione dei costi e ritardi sull'apertura dei cantieri. Come si può ovviare? Un certo lasso di tempo tra la progettazione e l'inizio dei lavori è fisiologico, con inevitabile lievitazione dei prezzi dei materiali. Ma è indubbio che esistono problemi di tempistica, legati soprattutto al consenso sulle opere da realizzare. La condivisione delle popolazioni locali è fondamentale, ma servono tempi certi. Una volta ottenuto il via libera della maggioranza dei soggetti coinvolti, si deve passare alla fase operativa senza pi tornare indietro. Mentre in Italia si tornano a discutere aspetti progettuali anche a cantieri aperti. Quali altre cause dei ritardi? Pesa l'ingente contenzioso. Molte imprese, in caso di mancata aggiudicazione dell'appalto, non esitano a rivolgersi al Tar. Con ricorsi spesso pretestuosi, che comportano l'allungamento dei tempi. Senza contare che, aggiudicato l'appalto, a volte passano mesi dalla consegna dei lavori senza che il cantiere si attivi. Scontiamo una struttura d'impresa spesso debole nel settore costruzioni, con dimensioni e capacità finanziarie limitate. Tanto più in questa fase di difficoltà di accesso al credito.
venerdì 27 marzo 2009
Manutenzione, Panorama smentisce le sue accuse all’Anas
Le accuse infondate, anticipate da Dagospia, hanno provocato reazioni scomposte, come quella dell’Associazione delle Vittime delle Strade
I danni di un certo giornalismo contagiato dal gossip non finiscono mai di stupire. Ecco la cronistoria di un’altra vicenda paradossale, piccola o grande che sia, dove appare evidente che la verità è stata travisata.
Panorama, nella rubrica “Indiscreto” del 20 marzo 2009, pubblica un articolo intitolato “All’Anas piacciono le buche”, a firma Daniele Martini, che accusa il Direttore Centrale Esercizio e Coordinamento Territorio dell’Anas Carlo Bartoli di aver sostenuto, in un’intervista al Corriere, che se vi sono buche per strada e manutenzione approssimativa, “i guidatori stanno più attenti e si verificano meno incidenti” . Naturalmente non si briga di chiedere conferma all’Anas e allo stesso Bartoli, che invece in tutte le sedi hanno affermato che la manutenzione stradale è “assolutamente prioritaria”, anche rispetto alle nuove opere.
L’articolo era stato anticipato dal sito Dagospia ventiquattro ore prima che il settimanale fosse diffuso in edicola ( certamente a Dagospia non lo aveva fornito lo Spirito Santo).
La smentita dell’Anas è stata pubblicata, senza censura o commenti, da Panorama il 27 marzo 2009:
“A proposito dell’articolo ‘All’Anas piacciono le buche’, il direttore centrale dell’Anas Carlo Batoli, nell’intervista al Corriere della Sera citata nell’articolo, non ha mai detto che la manutenzione delle strade non è importante. Peraltro, anche il presidente dell’Anas Pietro Ciucci, al contrario di quanto da voi scritto, ha sempre sostenuto che la manutenzione della rete è addirittura prioritaria rispetto alla realizzazione delle grandi opere”.
Ma di danni questo articolo ne ha fatti, basti pensare alle educate, gentili espressioni di Giuseppe Guccione (Presidente della Fondazione Luigi Guccione – Ente Morale Vittime della Strada) che a Repubblica Tv, giovedì 26 alle ore 12,30, nella trasmissione diretta da Giovanni Valentini, sosteneva che a causa delle presunte dichiarazioni il Ministro avrebbe dovuto dare “un calcio nel didietro” al Direttore Centrale Esercizio e Coordinamento Territorio Carlo Bartoli e al Presidente dell’Anas Pietro Ciucci.
Si capisce che affermazioni irresponsabili, anche se esternate nei vari salotti buoni del giornalismo italiano, sono ormai avvenimento non raro. Peccato che in questi salotti elitari, robba da gran siur, dove tutti sanno tutto, non si senta il bisogno di chiedere informazioni.
Se qualcuno si fosse preso la briga di chiedere, avrebbe ricevuto la seguente risposta:
“Il Direttore centrale dell’Anas Carlo Bartoli, nell’intervista al Corriere citata nell’articolo, non ha mai detto che la manutenzione non è importante. La tesi di Bartoli, chiaramente espressa e non suscettibile di interpretazione, oltre che comprovata da tutte le statistiche, è che la stragrande maggioranza degli incidenti avviene a causa della mancata attenzione degli automobilisti e che l’attenzione è maggiore nel caso di situazioni più difficili di guida (gallerie, curve, strade dissestate etc). Il dirigente dell’Azienda non ha mai messo in discussione il dovere dell’Anas, in quanto gestore della mobilità nazionale, di impegnarsi al massimo per minimizzare gli effetti degli incidenti, migliorando le condizioni delle strade. Proprio per la centralità che l’Anas attribuisce alla manutenzione, due anni fa è stata istituita una direzione ad hoc, guidata appunto da Bartoli, denominata Esercizio e Coordinamento del territorio.
Peraltro anche il Presidente dell’Anas Ciucci ha sempre sostenuto in ogni sede, ad iniziare dal Parlamento - ed è documentabile - che la manutenzione della rete è addirittura prioritaria rispetto alla realizzazione delle grandi opere di cui tanto si parla in questi giorni, perché si pone il duplice obiettivo di salvaguardare le vite umane e di conservare il valore del patrimonio pubblico. Tanto è vero che nel biennio 2007-2008 la voce manutenzione ordinaria e straordinaria ha pesato in media nei conti Anas - tra lavori, costo del personale e costi generali di gestione - circa 650 milioni di euro su base annua.
Gli investimenti su tale voce sono in ulteriore incremento nel 2009, con una previsione di oltre 900 milioni di euro.
Tali investimenti sono stati destinati a interventi importanti, come la posa di asfalto drenante, l’installazione di barriere di sicurezza di più moderna concezione, il rifacimento dell’impiantistica delle gallerie, l’impianto dei portali con i pannelli a messaggio variabile.
Soltanto nell’ultimo trimestre abbiamo bandito 51 gare per un importo di oltre 77 milioni di euro per la manutenzione, la segnaletica ed altri interventi riguardanti la sicurezza stradale. A dimostrazione del fatto che spendere bene i soldi della collettività è un dovere al quale l’Anas non intende derogare, neppure in un periodo di crisi economica quale quello che stiamo vivendo.
Fra i diversi interventi in corso da parte dell’Anas va anche menzionato il progetto di “risoluzione dei punti neri”, inserito nell’ambito del “Piano Nazionale della Sicurezza Stradale”, che prevede circa 200 interventi, per un impegno finanziario di 508 milioni di euro, volto ad eliminare i punti della rete stradale a più alta incidentalità e con maggior coefficiente di rischio.
Il Piano è stato già in parte eseguito dall'Anas, con l'avvio di 59 progetti per un investimento di oltre 171 milioni di euro”.
Se un certo giornalismo non vuol proprio guarire dai mali che lo screditano, noi continueremo puntigliosamente, a battere e ribattere sullo stesso punto: la verità, sempre e comunque.
martedì 3 febbraio 2009
Infrastrutture, riconosciuta alla Direzione Tecnica dell’Anas la certificazione di qualità UNI EN ISO 9001-2000
La Condirezione Generale Tecnica dell’Anas SpA ha ottenuto la certificazione in qualità secondo la normativa UNI EN ISO 9001-2000 dal Bureau Veritas, organismo internazionale esterno accreditato in 45 diversi Paesi, con oltre 1200 auditors. Ad annunciarlo in una lettera ai Ministri delle Infrastrutture e dei Trasporti Altero Matteoli e dell’Economia e delle Finanze Giulio Tremonti è il Presidente dell’Anas, Pietro Ciucci.
La Certificazione di Qualità è stata assegnata per la pianificazione, l’esecuzione, il monitoraggio e il controllo tecnico amministrativo dei processi di progettazione di grandi opere infrastrutturali, per l’appalto dei lavori stradali e dei servizi, per la direzione lavori, l’esercizio della rete stradale in gestione diretta, i progetti di ricerca e innovazione, le prove sui materiali e i controlli delle infrastrutture con tecnologie innovative, attraverso le Direzioni centrali, i Compartimenti territoriali della Viabilità e il Centro Sperimentale Stradale di Cesano.
“Questo ulteriore traguardo che già investe gran parte dei compiti istituzionali svolti dall’Azienda – ha affermato il Presidente Pietro Ciucci – costituisce un passo fondamentale nel processo avviato per fare di Anas un punto di riferimento nella realizzazione di opere pubbliche in Italia per la qualità delle progettazioni, la scelta delle migliori soluzioni tecniche e la trasparenza delle procedure, al fine di assicurare la realizzazione delle opere nel rispetto dei tempi e dei costi programmati”.
Oltre alla certificazione generale che copre tutti i compiti istituzionali della Condirezione Tecnica, l’Anas ha già ottenuto certificazioni di prestigio specifiche per il Centro Sperimentale Stradale, per la Sala Operativa nazionale e per tutti i Compartimenti territoriali. L’Anas nel marzo dello scorso anno, inoltre, è stata accreditata dal Sincert, Sistema Nazionale per l’Accreditamento degli Organismi di Certificazione e Ispezione, come organismo d’ispezione per la validazione dei progetti.
“L’Organismo di Ispezione, sottoposto ai controlli di Sincert, - ha continuato il Presidente Ciucci – effettua un esame indipendente e imparziale della progettazione relativa alle opere strategiche dell’Anas, attraverso un procedimento ispettivo volto a garantire la qualità dell’opera nel tempo e l’ultimazione della stessa nel rispetto delle scadenze e dei costi previsti”.
Il riconoscimento di qualità che valorizza le professionalità interne all’Azienda è passato dal 2% delle risorse coinvolte inizialmente dal 2003, all’85% del 2008. Nell’arco di sei anni, una parte cospicua dei compiti istituzionali svolti dall’Anas sono quindi confluiti in un sistema gestionale riconosciuto a livello internazionale.
“In tal senso – ha continuato il Presidente Ciucci -, prosegue l’impegno per conseguire il prestigioso obiettivo di una certificazione unica per tutto l’insieme delle attività della Società che dovrà coinvolgere anche l’area legale e contrattuale oltre che quella finanziaria e commerciale”.
“Sottoporre a controllo esterno i nostri processi lavorativi – ha concluso il Presidente dell’Anas –, verificandone i passaggi operativi e produttivi, è in linea con la forte volontà di rendere la trasparenza e la qualità parte integrante della cultura aziendale e di mettere questi principi alla base della mission che ci è stata affidata dai nostri Ministeri di riferimento”.
Roma, 3 febbraio 2009
lunedì 24 novembre 2008
Grande Raccordo Anulare di Roma, apre al traffico la Galleria Cassia
In tempi record, sono passati infatti solo 4 mesi dall’abbattimento del diaframma, l’Anas aprirà al transito veicolare la galleria “Cassia” della carreggiata esterna del G.R.A. di Roma giovedì 27 novembre 2008, alle ore 10,30.
Alla cerimonia interverranno il Presidente dell’Anas Pietro Ciucci, l’Assessore alle Politiche della Viabilità e dei Lavori Pubblici della Provincia di Roma Marco Vincenti, l’Assessore ai Lavori Pubblici della Regione Lazio Bruno Astorre, il Sottosegretario di Stato alle Infrastrutture e Trasporti Giuseppe Maria Reina e il Sindaco di Roma Gianni Alemanno.L’intervento è inquadrato nel progetto complessivo di adeguamento a tre corsie del III Lotto - III Stralcio, lungo circa 1,4 km, del Quadrante Nord Ovest del Grande Raccordo Anulare di Roma.
In particolare, sarà resa fruibile l’intera carreggiata esterna della galleria “Cassia”, lunga circa 700 metri, con una larghezza complessiva della sezione stradale di 18,40 metri rendendola, di fatto, la galleria ad una carreggiata più larga d’Italia.
L’opera riveste particolare importanza ingegneristica, sia per le più ampie geometrie adottate, sia per l’impiego di innovative tecnologie esecutive volte alla salvaguardia ambientale del paesaggio e dei resti dell’importante ritrovamento archeologico di un’antica villa romana del III secolo d.C.
L’infrastruttura è finalizzata all’incremento della capacità di deflusso viario sia in ambito locale, attraverso la crescita dell’accessibilità della città di Roma, sia a livello strategico, attraverso il miglioramento dei collegamenti con l’aeroporto “Leonardo da Vinci” e l’allargamento della sezione stradale del GRA, tra la diramazione Nord della A1 “Autostrada del Sole” e la A91 “Roma-Fiumicino”.
giovedì 13 novembre 2008
Venafro, nessun giallo sul nome del sottopasso Scarabeo
Il segnale, subito rimosso, è stato ricollocato correttamente presso lo svincolo di Venafro, in corrispondenza del sottopasso Scarabeo, così come originariamente previsto.
La denominazione è stata tratta da toponimi presenti nella carta dell'Istituto Geografico Militare F161 III N.O. e nella Carta Tecnica Regionale ufficiale F.404131. Scarabeo, è importante sottolinearlo, non è uno sconosciuto toponimo geografico. Il monte è stato infatti intitolato a Francesco Scarabeo, tenente medico del XIII Reggimento di Fanteria, insignito durante la prima guerra mondiale di ben tre medaglie al valor militare, ancora oggi ricordato a Venafro per la sua assoluta abnegazione nei confronti dei malati e per l'opera che svolse gratuitamente per anni presso l'ospedale cittadino.
Giuseppe Scanni
Direttore Centrale Relazioni Esterne e Rapporti Istituzionali
martedì 11 novembre 2008
Venafro, nessun giallo sul nome del sottopasso 'Scarabeo'
Tuttavia la "confusione" dell'architetto Valente, sebbene esasperata, è stata in parte originata dall'errore compiuto dalla ditta incaricata di installare la segnaletica che, per qualche giorno, ha apposto erroneamente il segnale sottopasso "Scarabeo" allo svincolo di Pozzilli, a circa 9 km dalla sua posizione originaria. Il segnale, subito rimosso, è stato ricollocato correttamente presso lo svincolo di Venafro, in corrispondenza del sottopasso Scarabeo, così come originariamente previsto.
La denominazione è stata tratta da toponimi presenti nella carta dell'Istituto Geografico Militare F161 III N.O. e nella Carta Tecnica Regionale ufficiale F.404131. Scarabeo, è importante sottolinearlo, non è uno sconosciuto toponimo geografico. Il monte è stato infatti intitolato a Francesco Scarabeo, tenente medico del XIII Reggimento di Fanteria, insignito durante la prima guerra mondiale di ben tre medaglie al valor militare, ancora oggi ricordato a Venafro per la sua assoluta abnegazione nei confronti dei malati e per l'opera che svolse gratuitamente per anni presso l'ospedale cittadino.
Giuseppe Scanni
Direttore Centrale Relazioni Esterne e Rapporti Istituzionali ANAS SpA
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