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domenica 23 gennaio 2011

SICUREZZA: RINNOVATI VERTICI AIIC, SANDRO BOLOGNA ELETTO PRESIDENTE


SICUREZZA: RINNOVATI I VERTICI AIIC, SANDRO BOLOGNA ELETTO PRESIDENTE

Roma, gennaio ’11 - Cambio al vertice dell’AIIC-Associazione Italiana esperti in Infrastrutture Critiche, a carattere tecnico-scientifico, che raccoglie i professionisti, docenti e ricercatori che si occupano della strategica protezione delle infrastrutture critiche del Paese. È stato eletto il nuovo consiglio direttivo per il prossimo triennio con la nomina a presidente del ricercatore Sandro Bologna (subentra a Salvatore Tucci), a vicepresidenti Bruno Carbone (Enav) e Silvio Fantin (GSE), segretario Roberto Setola (Università Campus Biomedico) e tesoriere Guido Pagani (Banca d’Italia). Nel nuovo direttivo siedono anche Emiliano Casalicchio (Università Roma Tor Vergata), Gregorio D’Agostino (Enea), Dario de Marchi (Acquirente Unico), Luisa Franchina (Presidenza del Consiglio dei Ministri Dip. Protezione Civile), Stefano Panzieri (Università Roma Tre), Andrea Rigoni (Poste Italiane GC-SEC Global Cyber Security Center) ed Enzo Maria Tieghi (ServiTecno).

«Il rinnovo del vertice dell’AIIC», ha detto Bologna, «avviene in un momento di crescente interesse pubblico e privato, in Italia e in Europa, per la protezione di queste infrastrutture anche per i rischi connessi alle diffuse tensioni geopolitiche internazionali e agli sviluppi della cyberwar. Per questo intendiamo contribuire in modo significativo al sostegno degli organi istituzionali nell’affrontare i problemi tecnici, scientifici e gestionali su questo fronte». Il neo presidente Bologna ha ricordato che «per infrastrutture critiche (IC) si intendono tutte le strutture essenziali per il mantenimento delle funzioni vitali della società, della governance, della salute, della sicurezza e del benessere economico e sociale di un Paese, il cui danneggiamento o distruzione avrebbero un impatto significativo, anche a causa della stretta interdipendenza creatasi (“effetto domino”). Esempi tipici di IC sono le reti di trasmissione e distribuzione dell’energia, le reti dei trasporti e le reti di telecomunicazione».

Tale protezione ha assunto notevole rilievo in Europa con l’emanazione della Direttiva Europea (2008/114/CE) che individua e designa le infrastrutture critiche europee e la valutazione della necessità di migliorarne la protezione. Proprio in questi giorni essa è stata ripresa dal Governo italiano con l’emanazione del Decreto Legislativo che recepisce e attua la Direttiva UE.

Il crescente interesse delle istituzioni è parallelo all’aumentata consapevolezza del problema da parte di tutti i gestori di Infrastrutture Critiche, continuamente chiamati a difenderle sia dagli attacchi fisici che, e sempre di più, dagli attacchi informatici, con conseguenze che possono andare ben oltre la sola infrastruttura attaccata a causa della loro stretta interdipendenza.

Esempi evidenti di interdipendenza sono l’infrastruttura ferroviaria e l’infrastruttura elettrica, esempi più subdoli sono l’infrastruttura sanitaria e l’infrastruttura dei trasporti su strada, come messo in evidenza dallo sciopero degli autotrasportatori italiani del 2009.


LA MISSIONE DELL’A I I C

Il termine Protezione Infrastrutture Critiche (PIC in italiano e CIP-Critical Infrastructure Protection in inglese) è stato usato per la prima volta alla fine degli anni ’90 in una Direttiva governativa dell’allora presidente degli USA.

Lo sviluppo, la sicurezza e la qualità della vita nei paesi industrializzati dipendono dal funzionamento continuo e coordinato di un insieme di infrastrutture che, per la loro importanza e strategicità, sono definite Infrastrutture Critiche. Esse includono il sistema elettrico, le reti di comunicazione, le reti di trasporto aereo, navale, ferroviario e stradale, il sistema sanitario, i circuiti finanziari, le reti a supporto del Governo, centrale e territoriale, quelle per la gestione delle emergenze, ecc..

Per ragioni di natura economica, sociale, politica e tecnologica tali strutture sono diventate sempre più complesse e interdipendenti.

Se ciò ha consentito di migliorare la loro efficienza, la qualità dei servizi erogati e di contenerne i costi, ha tuttavia indotto vulnerabilità nuove e impreviste, compreso l’“effetto domino”, che rischiano di provocare reali pericoli per lo sviluppo e il benessere sociale del Paese, anche a causa delle accresciute minacce legate sia all’estremizzazione dei fenomeni climatici, sia alla tormentata situazione socio-politica mondiale.

L’Associazione, senza fine di lucro, nasce nel 2006 su iniziativa di un gruppo di professionisti delle grandi infrastrutture nazionali, attivi non solo in aziende strategiche ma anche nella ricerca e nell’accademia, per costruire e sostenere una cultura interdisciplinare per lo sviluppo di strategie, metodologie e tecnologie in grado di gestire correttamente tali infrastrutture, specialmente in situazioni di crisi o in concomitanza con eventi eccezionali o atti terroristici.

L’AIIC si propone di condividere esperienze e conoscenze nell'ambito di queste infrastrutture e di favorire un approccio interdisciplinare e intersettoriale. Per questo riunisce accademici, studiosi della materia ed esperti nelle diverse infrastrutture critiche che hanno una visione complessiva e sono in grado di supportare concretamente istituzioni e aziende nella gestione di questo complesso dominio.

In questi anni l’AIIC ha svolto un’attività di primo piano nella diffusione di una cultura e di una consapevolezza del problema della protezione delle infrastrutture critiche e nel sostegno alle istituzioni.

www.infrastrutturecritiche.it

martedì 3 febbraio 2009

Infrastrutture, riconosciuta alla Direzione Tecnica dell’Anas la certificazione di qualità UNI EN ISO 9001-2000

Pietro Ciucci: si tratta di un passo fondamentale per assicurare la realizzazione delle opere nel rispetto dei tempi e dei costi programmati

La Condirezione Generale Tecnica dell’Anas SpA ha ottenuto la certificazione in qualità secondo la normativa UNI EN ISO 9001-2000 dal Bureau Veritas, organismo internazionale esterno accreditato in 45 diversi Paesi, con oltre 1200 auditors. Ad annunciarlo in una lettera ai Ministri delle Infrastrutture e dei Trasporti Altero Matteoli e dell’Economia e delle Finanze Giulio Tremonti è il Presidente dell’Anas, Pietro Ciucci.
La Certificazione di Qualità è stata assegnata per la pianificazione, l’esecuzione, il monitoraggio e il controllo tecnico amministrativo dei processi di progettazione di grandi opere infrastrutturali, per l’appalto dei lavori stradali e dei servizi, per la direzione lavori, l’esercizio della rete stradale in gestione diretta, i progetti di ricerca e innovazione, le prove sui materiali e i controlli delle infrastrutture con tecnologie innovative, attraverso le Direzioni centrali, i Compartimenti territoriali della Viabilità e il Centro Sperimentale Stradale di Cesano.
“Questo ulteriore traguardo che già investe gran parte dei compiti istituzionali svolti dall’Azienda – ha affermato il Presidente Pietro Ciucci – costituisce un passo fondamentale nel processo avviato per fare di Anas un punto di riferimento nella realizzazione di opere pubbliche in Italia per la qualità delle progettazioni, la scelta delle migliori soluzioni tecniche e la trasparenza delle procedure, al fine di assicurare la realizzazione delle opere nel rispetto dei tempi e dei costi programmati”.
Oltre alla certificazione generale che copre tutti i compiti istituzionali della Condirezione Tecnica, l’Anas ha già ottenuto certificazioni di prestigio specifiche per il Centro Sperimentale Stradale, per la Sala Operativa nazionale e per tutti i Compartimenti territoriali. L’Anas nel marzo dello scorso anno, inoltre, è stata accreditata dal Sincert, Sistema Nazionale per l’Accreditamento degli Organismi di Certificazione e Ispezione, come organismo d’ispezione per la validazione dei progetti.
“L’Organismo di Ispezione, sottoposto ai controlli di Sincert, - ha continuato il Presidente Ciucci – effettua un esame indipendente e imparziale della progettazione relativa alle opere strategiche dell’Anas, attraverso un procedimento ispettivo volto a garantire la qualità dell’opera nel tempo e l’ultimazione della stessa nel rispetto delle scadenze e dei costi previsti”.
Il riconoscimento di qualità che valorizza le professionalità interne all’Azienda è passato dal 2% delle risorse coinvolte inizialmente dal 2003, all’85% del 2008. Nell’arco di sei anni, una parte cospicua dei compiti istituzionali svolti dall’Anas sono quindi confluiti in un sistema gestionale riconosciuto a livello internazionale.
“In tal senso – ha continuato il Presidente Ciucci -, prosegue l’impegno per conseguire il prestigioso obiettivo di una certificazione unica per tutto l’insieme delle attività della Società che dovrà coinvolgere anche l’area legale e contrattuale oltre che quella finanziaria e commerciale”.
“Sottoporre a controllo esterno i nostri processi lavorativi – ha concluso il Presidente dell’Anas –, verificandone i passaggi operativi e produttivi, è in linea con la forte volontà di rendere la trasparenza e la qualità parte integrante della cultura aziendale e di mettere questi principi alla base della mission che ci è stata affidata dai nostri Ministeri di riferimento”.


Roma, 3 febbraio 2009

lunedì 15 dicembre 2008

Milano Metropoli: Grandi eventi metropolitani: motore di sviluppo per nuove infrastrutture e rigenerazione del territorio

Milano Metropoli: Grandi eventi metropolitani: motore di sviluppo per nuove infrastrutture e rigenerazione del territorio

Spesso nuovi progetti vengono realizzati solo sulla spinta di appuntamenti mondiali come le Olimpiadi o gli Expo


Entro quattro anni una vasta area ad Est di Londra smetterà di essere "svantaggiata": qui nasceranno infatti 4 mila nuove case, nuove scuole e qui lavorerà buona parte di 50 mila nuovi occupati. Entro quattro anni l'intera area metropolitana di Londra si arricchirà inoltre di nuovi collegamenti stradali e ferroviari con il resto del Paese. Entro quattro anni, infine, Londra dovrà ribadire al mondo di essere una grande metropoli, in grado di accogliere un evento unico: le Olimpiadi.
Snocciola i dati con la sicurezza di chi sa che la sua città è pronta ad accogliere anche questa sfida Greg Clark, studioso a livello internazionale, consulente OCSE, autore del volume "Olympics, EXPOs, World Cup, Summits and Festivals: How to make them work locally" e responsabile del sito Making Cities and Regions Work.

Intervenuto l'11 dicembre scorso all'inaugurazione di quattro nuovi seminari dedicati a Infrastrutture e sviluppo locale: buone pratiche internazionali a confronto, organizzati per la seconda volta da Milano Metropoli Agenzia di Sviluppo presso Regione Lombardia, Clark ribadisce di fatto il leit motiv dell'incontro: i grandi eventi rappresentano quasi sempre un "moltiplicatore di opportunità locali"; talvolta permettono di mettere in cantiere opere che si realizzeranno anche dopo tali eventi; sicuramente rappresentano un'occasione unica per accelerare in primis a livello burocratico ma poi anche pratico la realizzazione di opere e trasformazioni altrimenti relegate ad un "cassetto dei desideri". Gli stessi a cui ha fatto cenno riferendosi all'Expo 2015 Fabio Terragni, presidente di Autostrada Pedemontana Lombarda, e che possono essere "messi a sistema sulla base delle opportunità offerte da questo evento mondiale".

Sulla stessa linea d'onda è anche Daniela Gasparini, amministratore delegato di Milano Metropoli Agenzia di Sviluppo, che ha parlato di "stimolo ad andare oltre". "I grandi eventi servono anche a questo: a far capire che occorre abbandonare la logica del lavorare a blocchi per fare invece sistema; per ripensare in maniera unitaria tutto il sistema metropolitano che dovrà affrontare l'impatto di un evento come l'Expo". Anche per questo ha auspicato un veloce insediamento di un'autorità unica per mobilità e trasporti, che mantenga però viva l'attenzione ad uno sviluppo il più possibile sostenibile.

Sostenibilità, ed è questo un concetto emerso con evidenza nell'incontro odierno, non vuol dire però solo progettare tenendo conto del possibile impatto ambientale. Vuol dire anche prevedere fin dall'inizio il possibile riutilizzo di una struttura.
Le Olimpiadi Invernali di Torino, presentate da Domenico Arcidiacono, commissario liquidatore dell'Agenzia Torino 2006, sono in questo senso un esempio di successo. Le 65 opere realizzate tra il 2001 ed il 2005 per un costo complessivo di 1.700 milioni di euro sono oggi completamente riutilizzate. Non solo. La location di molte costruzioni è stata fin dall'inizio decisa proprio in vista di usi alternativi post-evento. È il caso di quelle destinate accogliere i giornalisti, ora diventate dei campus universitari per le facoltà umanistiche torinesi e quelle scientifiche della vicina Grugliasco; alcuni villaggi olimpici destinati agli atleti sono poi diventati alberghi, mentre altri sono stati trasformati in residenze private ed uffici.
Torino 2006, poi, ha inciso in maniera eccellente anche sulla rigenerazione urbana. Sulla stessa linea di quanto sta succedendo a Londra, anche nel capoluogo piemontese si è scelto di insistere su un'area depressa come quella degli ex mercati generali, ora completamente ricostruita e a disposizione della città.

E Milano? Lanfranco Senn, presidente di Metropolitana Milanese, ha puntato il dito sulla mobilità e ha parlato della necessità di un "grande intervento straordinario" a fronte del "grande evento" che la attende. Secondo Senn le sfide che nei prossimi sette anni aspettano l'intera area milanese sono: affrontare l'aumentata intensità di traffico; garantire una sufficiente accessibilità con adeguate condizioni di sicurezza; favorire la sostenibilità e aumentare il volume di informazioni. Per ciò che riguarda la metropolitana, invece, da qui al 2015 dovrebbero raddoppiare le attuali linee, passando così a 6, e aggiungersi altri 89 km ai 79 attuali, con nuove tratte che raggiungeranno Monza e il Sud Milano.

Infrastrutture e sviluppo locale: buone pratiche internazionali a confronto è un evento organizzato da Milano Metropoli Agenzia di Sviluppo con il patrocinio di Regione Lombardia, in collaborazione con Autostrada Pedemontana Lombarda e con la partecipazione di Metropolitana Milanese.

Il prossimo appuntamento, fissato per giovedì 29 gennaio 2009, sarà dedicato a Trasporti, porti e logistica.


per maggiori informazioni: Ufficio stampa
Milano Metropoli Agenzia di Sviluppo
tel. 02 24126 558, vergani@milanomet.it
nicelli@milanomet.it

martedì 16 settembre 2008

TERNA: Energia, infrastrutture e territorio: un dialogo aperto. Milano, 24 settembre 2008

INVITO

TERNA

Energia, infrastrutture e territorio: un dialogo aperto

Not In My BackYard. Ovunque, ma non nel mio giardino. La realizzazione delle infrastrutture necessarie al Paese, sebbene se ne riconosca l’utilità collettiva, incorre spesso in un’opposizione locale. In un territorio, come quello italiano, denso di centri abitati, di vestigia storico-artistiche e di aree naturali protette, la cronaca ci racconta di opere pianificate con l’amministrazione centrale che si arenano per il dissenso e l’opposizione del territorio dove queste dovrebbero essere realizzate.

Terna ha tra i propri compiti lo sviluppo della rete elettrica nazionale per gestire in sicurezza, continuità e economicità la trasmissione dell’energia elettrica nel nostro Paese, 24 ore al giorno per 365 giorni all’anno. Al fine di realizzare le infrastrutture necessarie, Terna già dal 2001 sperimenta la VAS – Valutazione Ambientale Strategica, un metodo di concertazione con le istituzioni del territorio con l’obiettivo di mitigare gli effetti della conflittualità locale. Un dialogo aperto che risponde alla filosofia di sviluppo sostenibile della rete elettrica propria dell’azienda.

Quello adottato da Terna è un modello riproducibile per altre tipologie di infrastrutture? Ne esistono di altri più efficaci?

Di questo e della necessità di un rapporto improntato all’ascolto e al dialogo con lo stakeholder “territorio”, si discuterà nel corso del seminario


Energia, infrastrutture e territorio: un dialogo aperto
giovedì 24 settembre 2008 – dalle ore 14 alle 16
presso il Salone della Responsabilità Sociale “Dal Dire al Fare”
Università degli Studi di Milano - via Festa del Perdono, 7


Intervengono
MATTEO BARTOLOMEO Amministratore Delegato di Avanzi
LUCIANO POLAZZO Direttore della Fondazione I-CSR
FULVIO ROSSI Responsabile CSR e comunicazione interna, Terna
STEFANO TRASATTI Direttore dell’Agenzia Redattore Sociale

Modera
MAURIZIO MAIONE Direttore Energia e Ambiente, Hill & Knowlton Gaia



Per informazioni e per confermare la partecipazione
Hill & Knowlton Gaia
Nicoletta Vulpetti 06/441640306 340/6730754 vulpettin (at) hkgaia.com
Elisa Amorelli 06/441640303 amorellie (at) hkgaia.com

giovedì 5 giugno 2008

UE: CONSIGLIO MINISTRI VARA DIRETTIVA PER LA PROTEZIONE DELLE INFRASTRUTTURE CRITICHE





UE: CONSIGLIO MINISTRI VARA DIRETTIVA PER LA PROTEZIONE DELLE INFRASTRUTTURE CRITICHE

Roma, 5 giugno '08 – Via libera dal Consiglio dei Ministri Europei di Giustizia e Affari Interni dell'Unione Europea del 5 giugno al testo della Direttiva sull'identificazione e designazione delle Infrastrutture Critiche Europee e sulla valutazione della necessità di migliorarne la protezione. L'approvazione della Direttiva si pone come atto finale di un percorso normativo intrapreso dal Consiglio Europeo del giugno 2004 con la richiesta alla Commissione della preparazione di una strategia globale per la protezione delle Infrastrutture Critiche.

Con questa definizione si intendono tutti quei servizi essenziali per il benessere della popolazione, la sicurezza nazionale, il buon funzionamento del Paese e la sua crescita economica, ossia il sistema elettrico ed energetico, le varie reti di comunicazione, le reti e le infrastrutture di trasporto persone e merci (aereo, navale, ferroviario e stradale), il sistema sanitario, i circuiti economico-finanziari, le reti a supporto del Governo, delle Regioni ed enti locali, quelle per la gestione delle emergenze, ecc.. Per ragioni di natura economica, sociale, politica e tecnologica, tali infrastrutture sono diventate sempre più complesse ed interdipendenti ("effetto domino"). Se ciò ha migliorato la qualità dei servizi erogati ed ha contenuto i costi, tuttavia ha indotto nuove ed impreviste vulnerabilità, che rischiano di indurre reali pericoli per lo sviluppo ed il benessere del Paese, anche a causa dei pericoli legati all'estremizzazione dei fenomeni climatici, alla tormentata situazione socio-politica mondiale e alle minacce terroristiche.

«La Direttiva espone le misure previste dalla Commissione per garantire la corretta funzionalità delle Infrastrutture Critiche Europee, cioè di quelle infrastrutture il cui eventuale malfunzionamento avrebbe come diretta conseguenza un impatto significativo sulla qualità della vita dei cittadini in almeno due Stati Membri dell'Unione Europea», ha spiegato l'ing. Luisa Franchina, che ha rappresentato il Governo Italiano durante l'iter formativo della direttiva.

In particolare, ha detto il prof. Salvatore Tucci, presidente dell'AIIC-Associazione Italiana esperti Infrastrutture Critiche, «la Direttiva indica come settori particolarmente critici, a cui applicare con massima priorità le misure previste nella Direttiva stessa, quelli dell'energia e dei trasporti. L'approvazione della Direttiva testimonia la forte attenzione su questo tema in ambito europeo, sulla scia di quanto è avvenuto già da anni ad esempio negli Stati Uniti».

Secondo l'ing. Franchina, «la fase di recepimento della Direttiva in ambito nazionale costituisce un'occasione importante per la riorganizzazione di un settore che, nel nostro Paese, allo stato attuale non è regolamentato da una disciplina specifica». Ed ha proseguito sottolineando che «l'implementazione, nella realtà italiana, delle azioni derivanti dalla Direttiva richiederà che sia definito un organismo cui saranno assegnate varie competenze, dal coordinamento e dall'individuazione delle Infrastrutture Critiche Europee situate sul territorio nazionale, alla verifica dell'esistenza di idonee misure di protezione, senza dimenticare la fondamentale funzione di rappresentatività verso la comunità internazionale».

Tucci ha infine sottolineato che «un'azione efficace di protezione delle Infrastrutture richiede, soprattutto, un'intensa attività di studio e analisi dei fenomeni di interdipendenza tra le infrastrutture stesse, attività possibile solo se si possiede una visione sinottica e aggiornata delle criticità dell'intero sistema Paese». Per questo, ha concluso il presidente dell'AIIC, «ci auguriamo che l'approvazione di questa Direttiva costituisca uno stimolo significativo per dotare finalmente il Paese di un'organizzazione autorevole, strutturata e sinergica con tutte le realtà operanti nell'ambito delle Infrastrutture Critiche, perché la sicurezza dei cittadini passa anche e soprattutto per la prevenzione e per la protezione». -





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