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lunedì 25 novembre 2019

Un caffè migliore per un futuro migliore: l’impegno di Lavazza per sostenere la comunità di Cuba


Il progetto di Lavazza a sostegno della comunità di Cuba scattato da Steve McCurry


Un caffè migliore per un futuro migliore: l’impegno di Lavazza per sostenere la comunità di Cuba.

Qualità, formazione, empowerment femminile al centro del progetto di sviluppo sostenibile ritratto da Steve McCurry e celebrato in occasione del 500° anniversario di L’Avana.

Torino, 25 novembre 2019 – Dieci centri di produzione per il rinnovamento delle aree meno produttive nella zona orientale di Cuba e 6 milioni di nuove piantine di caffè di alta qualità sono i numeri chiave della prima fase del progetto sviluppato dalla Fondazione Lavazza.

Accanto all’impegno volto ad aumentare la produttività delle piantagioni cubane, l’iniziativa prevede di fornire una solida e continuativa formazione alla comunità locale, attraverso la realizzazione di 34 “strutture scuole” per migliorare le competenze di 2.900 agricoltori e 500 tecnici del caffè.

Sono questi i numeri di un progetto triennale avviato nel 2018 dalla Fondazione Giuseppe e Pericle Lavazza in collaborazione con l’organizzazione internazionale non governativa Oxfam e le autorità cubane, a beneficio delle comunità di cafficultori nella due zone pilota di Granma e Santiago. 

Ed è a Santiago che il Vice Presidente Giuseppe Lavazza ha tenuto una Lectio Magitralis presso la Universidad de Oriente dedicata al mercato del caffè e al percorso di sostenibilità dell’azienda con un focus su Cuba, a conferma dell’impegno di Lavazza nei confronti dello sviluppo sostenibile del paese, in festa per celebrare il 500° anniversario di L’Avana.

In Lavazza definiamo un “buon caffè” solo quello risultato da buone pratiche condotte lungo tutta la filiera, dalla piantagione alla tazzina” – dichiara Giuseppe Lavazza, Vice Presidente del Gruppo -  “Lavazza è oggi un Gruppo globale che persegue con convinzione gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 dell’ONU : promuovere una crescita economica sostenibile, come da Goal 8, e garantire un impatto sociale positivo sulle comunità in cui operiamo, in particolare le donne, come indica il Goal 5, è alla base della nostra strategia”.

Donne e giovani coltivatori di caffè, i destinatari del progetto a Cuba
La Fondazione Lavazza, che nel mondo ha in essere 24 progetti in 17 paesi a beneficio di 94.000 agricoltori, si rivolge a Cuba in risposta alle ingenti problematiche che il Paese vive da alcuni anni legate alla scarsa produzione nazionale di caffè, a un’insufficiente gestione della qualità del prodotto e alla necessità di rinnovamento delle aree poco produttive. 

Una situazione che ha un alto impatto sociale, con significative ricadute sulla comunità quali la fuga dei giovani dall’agricoltura e un gender gap sempre più alto a sfavore delle donne.

L’impatto positivo del progetto con Oxfam sulla vita delle comunità di cafficultori
inizia a leggersi nei volti dei suoi primi beneficiari: i giovani - che con il
rafforzamento della filiera del caffè hanno la possibilità di costruire una piccola ma promettente azienda di produzione - e le donne cui si prospetta un inserimento lavorativo con il ruolo di protagoniste dell’azienda e con l’ulteriore conseguenza di una ripartizione più equa dei lavori domestici in famiglia.

A rappresentare al meglio questo nuovo scenario, il celebre fotografo Steve McCurry che ha documentato il progetto di Cuba con scatti che raccontano non solo le attività legate alla produzione del caffè ma anche il legame dell’uomo con il territorio e gli aspetti sociali ad esso correlato.

Fin dal 2004 Lavazza collabora con McCurry per la realizzazione di reportage fotografici nei Paesi produttori di caffè per promuovere il programma di sviluppo sostenibile ¡Tierra! che oggi, anche grazie al lavoro del fotografo, ha assunto la dimensione di un vero e proprio progetto culturale.


Lavazza per i 500 anni di L’Avana
Lavazza ha scelto di contribuire alle celebrazioni di L’Avana con una serie di attività dedicate alla capitale cubana e al suo caffè, come il lancio di ¡Tierra! La Habana, un’esclusiva 100% Arabica Cubana, un caffè dal tono intenso, le cui note aromatiche di cioccolato e cereali trasportano tutti i coffee lovers in pieno mood cubano, grazie anche al design inconfondibile della collezione ispirata a colori e icone di Cuba. 

Lavazza, inoltre, ha portato la sua expertise di oltre 120 anni nel cuore della Capitale cubana, allestendo presso la suggestiva Casa de la Amistad, una versione temporary del suo Training Center, il più grande network di formazione e cultura sul caffè - con 8 sedi in Italia e 47 nel mondo – dedicato a chi lavora nella ristorazione, nella distribuzione e a tutti gli appassionati. 

Grazie a uno speciale programma di formazione, Lavazza ha condiviso quindi con la comunità locale la propria esperienza centenaria, svelando processi di produzione e tecniche di miscelatura e tostatura ma anche la propria arte nella preparazione dell’autentico espresso italiano e gli ultimi trend nella ricettazione. 

Il progetto prevede inoltre il coinvolgimento di tre storiche caffetterie nel centro di L’Avana – Cafè El Escorial, Cafè America e Cafè del Oriente - per promuovere la cultura del caffè in questa occasione speciale di anniversario.

giovedì 21 novembre 2019

Mediobanca, Focus BOLOGNA: Trasporto pubblico, rete idrica, aeroporti e igiene urbana. Guida ai servizi pubblici nei 10 maggiori Comuni d’Italia

L'Area Studi Mediobanca ha presentato oggi lo studio sugli indicatori di efficienza e qualità dei servizi pubblici nei maggiori comuni italiani. In particolare, lo studio esamina le società che gestiscono quattro tipologie di servizio (trasporto pubblico locale, aeroporti, idrico e igiene urbana) nei 10 capoluoghi di regione più popolosi d'Italia.
Tra i parametri analizzati: il tasso di perdite nella rete idrica, il livello di traffico negli aeroporti, la quota di raccolta differenziata, la regolarità e la puntualità del trasporto pubblico.

Guida ai servizi pubblici dei 10 maggiori comuni d'Italia. 

Trasporto, Aeroporti, Acqua e Igiene urbana: efficienza e qualità delle local utilities italiane

  • Tpl: solo il 34% del fatturato dai biglietti, il 54,4% per Atm che trasporta ogni giorno 2 milioni di persone.
  • Aeroporti: Orio al Serio il più trafficato, Linate il più puntuale, Caselle ha il check-in più rapido.
  • Acqua: ai cittadini costa 130€ l'anno; ancora troppe perdite nella rete (38,7 litri ogni 100).
  • Igiene urbana: ai cittadini costa 172€ annui; Veritas al top per raccolta differenziata (65,2% dei rifiuti prodotti). 

L'Area Studi Mediobanca presenta oggi lo studio sugli indicatori di efficienza e qualità dei servizi pubblici nei maggiori comuni italiani. In particolare, lo studio esamina le società che gestiscono quattro tipologie di servizio (trasporto pubblico locale, aeroporti, idrico e igiene urbana) nei 10 capoluoghi di regione più popolosi d'Italia.

IL SETTORE DEL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE (TPL)
Le aziende del trasporto pubblico locale servono oltre 13,8 milioni di abitanti, trasportando 2,7 miliardi di passeggeri all'anno, ovvero 7,4 milioni al giorno. In altre parole, queste società trasportano quotidianamente il 12% della popolazione italiana su una rete lunga 18.500 km (14 volte la lunghezza dell'Italia), percorrendo ogni giorno 1,5 milioni di km (circa 4 volte la distanza tra la terra e la luna). Con 2,4 milioni di passeggieri complessivi al giorno (l'83% della popolazione romana) sono Atac e Roma Tpl a gestire il maggior numero di passeggeri. Alle loro spalle, la milanese Atm, che fa viaggiare ogni giorno 2 milioni di passeggeri (1,5 volte gli abitanti della città). La presenza turistica porta l'Actv di Venezia a muovere circa 590mila passeggeri al giorno, pari a 2,3 volte la popolazione cittadina. Al Sud la domanda di Tpl cala: 67mila passeggeri (21% della popolazione) per l'Amtab di Bari, e circa 70mila per l'Amat di Palermo (solo il 10,5% degli abitanti). Da sottolineare, inoltre, che la milanese Atm gestisce la metropolitana di Copenaghen, trasportando annualmente 63,4 milioni di passeggeri (circa 174mila al giorno).

Come si finanziano le aziende del tpl? I ricavi unitari ammontano a 5,5€ per ogni km percorso dalle proprie vetture. Di questi, 3,7€ provengono dai corrispettivi per il contratto di servizio, mentre i restanti 1,8€ dai biglietti venduti (il 34% dei ricavi complessivi). È l'Atm di Milano l'unica a realizzare più della metà del fatturato (54,4%) dalla vendita dei titoli di viaggio. Seguono l'Amt di Genova (41,3%) e la bolognese Tper (40,4%). Modesti gli introiti da vendita di biglietti per la palermitana Amat (17%). In media le società del tpl ricavano 1,3€ per passeggero, dei quali 0,9€ dal contratto di servizio e 0,4€ dall'emissione dei biglietti. Ancora agli antipodi Atm, che vanta il minor contributo pubblico (0,4€ per passeggero) e Amat di Palermo (2,4€ per passeggero).

E la qualità del servizio? Per quanto riguarda la regolarità (il rapporto tra le corse eserciate e quelle programmate), nel caso degli autobus i livelli più bassi sono quelli dichiarati da Atac di Roma (85,7%), Amat di Palermo (87,1%) e Roma Tpl (91%). Nel caso delle metropolitane i valori sono prossimi al 100%, con la notevole eccezione dell'Atac (81%). Per quanto riguarda, invece, la puntualità (la percentuale di corse in orario sul totale), nel caso degli autobus i valori più bassi sono relativi ad Ataf Gestioni (81,5%) e Amt di Genova (84,8%), i restanti gestori indicano livelli non inferiori al 90%. Più puntuale il trasporto su ferro che non risente del traffico stradale. Il parco autobus ha un'età media di 11 anni, con picchi di 14,2 anni per l'Anm di Napoli, mentre è di 12,2 anni per i filobus, di 14,8 anni per le metropolitane, di 31,5 anni per i treni e 35 anni per i tram.

Per quanto concerne gli investimenti, brillano Tper di Bologna (che investe il 22,6% del fatturato), seguita da Amtab di Bari (15,9%) e Atm di Milano (13,8%). In fondo alla classifica l'Ataf&Li-nea di Firenze (2%).

IL SETTORE AEROPORTUALE

Gli aeroporti ospitano ogni anno oltre 147 milioni di passeggeri, circa un terzo (il 30%) per voli nazionali e il resto (70%) per quelli internazionali. Metà dei passeggeri viaggia su voli low-cost.

Quali sono gli aeroporti più trafficati? Ogni giorno 883 passeggeri varcano ciascun  gates dei maggiori scali italiani, ovvero 37 persone all'ora. In cima alla classifica c'è l'aeroporto Orio al Serio di Bergamo (1.300 al giorno, 54 all'ora). Sul podio anche quello di Napoli (1.237 al giorno, 51 all'ora) e Fiumicino (1.111 al giorno, 46 all'ora). Poco più indietro Milano Linate (1.090 al giorno, 45 all'ora) e Venezia (1.015 al giorno, 42 all'ora). Meno trafficati i gates di Milano Malpensa T1 (627 al giorno, 26 all'ora). E le toilette? Più facile trovare una toilette libera all'aeroporto di Genova (52 passeggeri al giorno, uno ogni 28 minuti) e a Malpensa T1 (75 passeggeri, uno ogni 19 minuti), piuttosto che a Napoli (159 passeggeri, uno ogni 9 minuti) e a Fiumicino (157 passeggeri al giorno).
Capitolo negozi: nei maggiori scali italiani è presente un esercizio commerciale ogni 651 passeggeri. Di questi circa un terzo è un bar/ristorante, ognuno dei quali serve quindi 1.821 passeggeri al giorno. I punti ristoro più affollati sono a Firenze (3.641 passeggeri per ristoro) e nei due scali romani: Ciampino (3.225) e Fiumicino (2.440). Meno affollati i punti ristoro di Genova (856), Torino (1.040) e Brindisi (1.060). Si trova da parcheggiare? In media c'è un posto auto ogni otto passeggeri. Più facile parcheggiare a Bologna, Genova e Torino (quattro passeggeri per posto), più complicato a Ciampino (16 passeggeri per posto).
Sono tanti gli indicatori di qualità forniti dai gestori aeroportuali. In termini di puntualità sui voli in partenza, il tasso migliore lo registra Linate (86,8%), seguito da Ciampino (85,2%) e da Genova (84,4%). Meno puntuali gli scali di Venezia e Treviso (71%) e di Firenze (74,6%). Un altro parametro particolarmente osservato è il tempo di sbarco del primo passeggero: Il deflusso più lento è quello dell'aeroporto di Venezia gestito da Save, dove occorre attendere circa sei minuti prima che il primo passeggero imbocchi la scaletta di uscita. A Treviso, sempre gestito da Save, si lascia l'aeromobile in poco più di un minuto, il miglior risultato. E i tempi d'attesa al check-in? Sono più lunghi a Bologna (18 minuti e 22 secondi), e nei due terminal di Malpensa (circa 15 minuti e 50 secondi). Torino Caselle (6 minuti e 12 secondi) e Linate (7 minuti e 8 secondi) gli aeroporti più "veloci".
IL SETTORE IDRICO
Le aziende del settore idrico servono annualmente 16,9 milioni di abitanti, erogando 1,4 miliardi di metri cubi d'acqua lungo una rete di 68mila km, pari a 1,7 volte la circonferenza terrestre. Tuttavia, non tutta l'acqua raggiunge l'utenza. Ogni 100 litri immessi nella rete se ne perdono 38,7, molto più che in Germania (che ha un tasso di perdita fermo al 7,2%), Spagna (18,9%), Francia (21,3%), Inghilterra e Galles (23,4%). In tutto, ogni anno sono circa 900 i milioni di metri cubi d'acqua persi, per un valore economico di circa 1,5 miliardi di euro. La milanese MM (15,9%), la genovese Iren Acqua (23,9%) e la torinese Smat (24,6%) gestiscono le reti con la maggiore tenuta, mentre la palermitana Amap (54,6%) e l'Acquedotto Pugliese (50,3%) hanno i maggiori tassi di perdita.

Quanto costa l'acqua ai cittadini? Gli acquedotti fatturano 1.581€ ogni 1000 mc d'acqua. Considerando che il consumo giornaliero medio è di 230 litri per abitante, pari a 83 mc d'acqua l'anno, la spesa per cittadino si aggira intorno ai 130€ annui. I ricavi unitari più elevati sono realizzati dalla Publiacqua di Firenze con 2.405€ per 1.000 mc d'acqua. Bollette più leggere per la MM di Milano con 797€, per la Abc di Napoli con 868€ e per la romana Acea Ato 2 con 1.415€.

E la produttività? Viene qui misurata in base al rapporto tra metri cubi d'acqua fatturata e numero di dipendenti ed è pari, in media, a 190mila mc per addetto. La MM di Milano vanta la maggior produttività (366mila mc), seguita dall'Abc di Napoli (302mila mc) e dalla Iren Acqua con (283mila). Bassa, invece, quella dell'Amap (64mila mc), dell'Acquedotto Pugliese (136mila mc) e della Publiacqua di Firenze (141mila mc). Il rapporto tra i km di rete gestita e i dipendenti è pari, inoltre, a 9 km per ciascun dipendente: il rapporto più alto lo riscontra la fiorentina Publiacqua (16 km di rete per dipendente) e la Smat di Torino (13 km), i valori più bassi, invece, la milanese MM (4 km) e la palermitana Amap (2 km).

Quanto investono le società idriche? In media 33€ per abitante servito e il 26,1% della bolletta media annua. In questo ambito spicca la romana Acea Ato 2 (57,3€ per abitante; 39,8% della bolletta), seguita dalla fiorentina Publiacqua (55,2€; 35,1%). Acea Ato 2 investe, inoltre, 18,4€ per ogni metro di rete idrica gestita, più di ogni altro gestore. Fanalino di coda l'Abc di Napoli con soli 2,1€ per metro.

IL SETTORE DELL'IGIENE URBANA
Le imprese dell'igiene urbana servono circa 10,4 milioni di abitanti che producono 5,6 milioni di tonnellate di rifiuti, pari al 20% circa del totale nazionale. Ogni abitante produce annualmente poco meno di 540 kg di rifiuti, vale a dire 1,5 kg al giorno. Il 45,3% dei rifiuti prodotti (2,5 milioni di tonnellate) è generato dalla raccolta differenziata. La veneziana Veritas (65,2%) è prima per quota di raccolta differenziata sul totale. A completare il podio la Alia di Firenze (59,3%) e l'Amsa di Milano (53,8%). I tassi più modesti sono registrati dalla palermitana Rap (14,1%), dalla genovese Amiu (34,2%) e dalla napoletana Asia (34,5%).
Quanto costa l'igiene urbana ai cittadini? In media 172€ l'anno per ciascun cittadino, 340€ per tonnellata di rifiuti. Si spende di più a Roma (255€ per abitante e 430€ per tonnellata) e Milano (200€ e 400€). Risparmiano, invece, i cittadini veneziani (134€ e 285€).
E la produttività? Il lavoro di ogni operario è in grado di servire annualmente 540 abitanti, con la maggiore capacità che tocca alla fiorentina Alia (789), in testa anche per rapporto tra rifiuti raccolti e forza lavoro (489 tonnellate per operaio), superiore rispetto alla media (287 tonnellate).
Quanto investono le società d'igiene urbana? Le maggiori aziende dell'igiene urbana investono 17,8€ per ogni tonnellata di rifiuti raccolta. I maggiori investitori sono la veneziana Veritas (29,4€ per tonnellata) e la torinese Amiat (22,4€). Più contenuti gli investimenti della genovese Amiu (7,6€) e della barese Amiu Puglia (7,2€).
Milano, 21 novembre 2019  

mercoledì 5 giugno 2013

L'enoteca online dove si acquista qualità con risparmio garantito

Acquistare del vino di qualità comodamente e direttamente da casa
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giovedì 5 maggio 2011

Qualità delle linee guida. La Fondazione GIMBE pubblica la versione italiana di AGREE II

Secondo la definizione dell’Institute of Medicine (1990) le linee guida sono «raccomandazioni di comportamento clinico, prodotte con metodi sistematici per assistere medici e pazienti nel decidere le modalità di assistenza più appropriate in specifiche circostanze cliniche».

Oggi le linee guida costituiscono uno strumento di governo clinico per definire standard assistenziali con cui valutare le performance di professionisti e organizzazioni sanitarie; tuttavia, considerato che i benefici potenziali delle linee guida sono proporzionali alla loro qualità, è indispensabile disporre di uno strumento di valutazione standardizzato.

Con questo obiettivo nel 2001 nasce lo strumento AGREE (Appraisal of Guidelines for Research & Evaluation), divenuto negli anni il riferimento internazionale valutare la qualità delle linee guida.
Nel 2010 l’AGREE Next Step Consortium ha pubblicato AGREE II, la nuova versione dello strumento.

Grazie alla Fondazione GIMBE, che ne ha sostenuto la traduzione e la pubblicazione, è oggi disponibile la versione italiana ufficiale di AGREE II.
Scarica AGREE II in versione italiana sul sito di GIMBE

martedì 3 febbraio 2009

Infrastrutture, riconosciuta alla Direzione Tecnica dell’Anas la certificazione di qualità UNI EN ISO 9001-2000

Pietro Ciucci: si tratta di un passo fondamentale per assicurare la realizzazione delle opere nel rispetto dei tempi e dei costi programmati

La Condirezione Generale Tecnica dell’Anas SpA ha ottenuto la certificazione in qualità secondo la normativa UNI EN ISO 9001-2000 dal Bureau Veritas, organismo internazionale esterno accreditato in 45 diversi Paesi, con oltre 1200 auditors. Ad annunciarlo in una lettera ai Ministri delle Infrastrutture e dei Trasporti Altero Matteoli e dell’Economia e delle Finanze Giulio Tremonti è il Presidente dell’Anas, Pietro Ciucci.
La Certificazione di Qualità è stata assegnata per la pianificazione, l’esecuzione, il monitoraggio e il controllo tecnico amministrativo dei processi di progettazione di grandi opere infrastrutturali, per l’appalto dei lavori stradali e dei servizi, per la direzione lavori, l’esercizio della rete stradale in gestione diretta, i progetti di ricerca e innovazione, le prove sui materiali e i controlli delle infrastrutture con tecnologie innovative, attraverso le Direzioni centrali, i Compartimenti territoriali della Viabilità e il Centro Sperimentale Stradale di Cesano.
“Questo ulteriore traguardo che già investe gran parte dei compiti istituzionali svolti dall’Azienda – ha affermato il Presidente Pietro Ciucci – costituisce un passo fondamentale nel processo avviato per fare di Anas un punto di riferimento nella realizzazione di opere pubbliche in Italia per la qualità delle progettazioni, la scelta delle migliori soluzioni tecniche e la trasparenza delle procedure, al fine di assicurare la realizzazione delle opere nel rispetto dei tempi e dei costi programmati”.
Oltre alla certificazione generale che copre tutti i compiti istituzionali della Condirezione Tecnica, l’Anas ha già ottenuto certificazioni di prestigio specifiche per il Centro Sperimentale Stradale, per la Sala Operativa nazionale e per tutti i Compartimenti territoriali. L’Anas nel marzo dello scorso anno, inoltre, è stata accreditata dal Sincert, Sistema Nazionale per l’Accreditamento degli Organismi di Certificazione e Ispezione, come organismo d’ispezione per la validazione dei progetti.
“L’Organismo di Ispezione, sottoposto ai controlli di Sincert, - ha continuato il Presidente Ciucci – effettua un esame indipendente e imparziale della progettazione relativa alle opere strategiche dell’Anas, attraverso un procedimento ispettivo volto a garantire la qualità dell’opera nel tempo e l’ultimazione della stessa nel rispetto delle scadenze e dei costi previsti”.
Il riconoscimento di qualità che valorizza le professionalità interne all’Azienda è passato dal 2% delle risorse coinvolte inizialmente dal 2003, all’85% del 2008. Nell’arco di sei anni, una parte cospicua dei compiti istituzionali svolti dall’Anas sono quindi confluiti in un sistema gestionale riconosciuto a livello internazionale.
“In tal senso – ha continuato il Presidente Ciucci -, prosegue l’impegno per conseguire il prestigioso obiettivo di una certificazione unica per tutto l’insieme delle attività della Società che dovrà coinvolgere anche l’area legale e contrattuale oltre che quella finanziaria e commerciale”.
“Sottoporre a controllo esterno i nostri processi lavorativi – ha concluso il Presidente dell’Anas –, verificandone i passaggi operativi e produttivi, è in linea con la forte volontà di rendere la trasparenza e la qualità parte integrante della cultura aziendale e di mettere questi principi alla base della mission che ci è stata affidata dai nostri Ministeri di riferimento”.


Roma, 3 febbraio 2009

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