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mercoledì 19 dicembre 2018

Webranking Europe 2018: l’Italia domina la classifica europea sulla trasparenza digitale

La classifica Webranking sulla trasparenza digitale incorona Eni (con 93,2 punti su 100). 
A seguire la finlandese Wärtsilä in seconda posizione (92,5) e Snam in terza (91,3). 
La grande trasparenza nella comunicazione delle aziende quotate italiane viene dimostrata anche da Terna (5°posto), Generali (6°) e Prysmian (10°) che entrano nella Top 10 della classifica.
La 22° edizione della ricerca Webranking stilata dal Comprend in collaborazione con Lundquist include 25 aziende italiane. La ricerca valuta la trasparenza corporate digitale e analizza le 500 più grandi società in Europa per capitalizzazione di mercato. Il punteggio medio delle italiane aumenta di ben 6,6 punti, raggiungendo 59,4 punti, rispetto al dato europeo che si attesta a 47,2 punti.

I risultati eccellenti di quest'anno annullano il gap con l'Europa. Eni, sul podio per l'undicesimo anno consecutivo e Snam, che si piazza tra i primi tre per il quinto anno di seguito, confermano il loro impegno costante nel soddisfare le richieste degli stakeholder.

TOP 10 EUROPE 500: WEBRANKING BY COMPREND 2018

1Eni93,2
2Wärtsilä92,5
3Snam91,3
4Kesko90,3
5Terna88,1
6Generali85,2
7Skanska84,0
8Swisscom83,4
9Swedish Match80,7
10Prysmian80,5



Il team Eni 


Il team Snam

Un anno record per le società italiane 

Se consideriamo nell'insieme tutte le 800 società analizzate in Europa (includendo tutte le classifiche di paese), le aziende italiane migliorano ulteriormente. Cattolica Assicurazioni e Pirelli sono best improver a livello europeo, registrano infatti un aumento di punteggio da record: +52,1 e +53,3 rispettivamente. Altri significativi miglioramenti riguardano Italgas (+29,5), Coima Res (+25,8) e Moncler (+22,1).

Gruppo Hera, la multi-utility di Bologna, non rientra tra le 500 società nella classifica Europea ma ottiene un punteggio di 91,7 (secondo posto in Italia) dimostrando che anche le società di dimensioni più contenute possono ottenere dei risultati eccezionali. Confermano questo trend Mondadori (91 punti), Pirelli (87) e Salini Impregilio (82,2).

Una svolta per le società italiane

Le performance registrate quest'anno dalle aziende italiane segnano un punto di svolta. Le principali società quotate sembrano ormai consapevoli della necessità di essere trasparenti e dell'importanza del digitale come strumento di comunicazione.

Ora la sfida è quella di andare oltre la trasparenza formale. I top manager devono assicurarsi che visione e strategia di business siano comunicate in modo efficace. Sul proprio sito corporate, il punto di riferimento per tutti gli stakeholder, infatti, quasi la metà delle aziende nel campione italiano non presenta la propria strategia e soltanto un quarto dichiara gli obiettivi finanziari. Emblematico della scarsa volontà di "metterci la faccia" e assumere impegni concreti è il fatto che in più della metà dei siti delle aziende italiane i profili dei top manager non vengono corredati da foto.

"La recente direttiva europea è certamente responsabile della maggiore attenzione verso gli aspetti non finanziari. Tuttavia, non abbiamo notato segnali positivi provenienti dalle società dal punto di vista della presentazione della strategia e degli impegni legati alla sostenibilità. Dall'analisi emerge che in Italia la direttiva ha spostato l'attenzione delle aziende verso la rendicontazione degli aspetti non finanziari, senza riuscire a spingerle a tradurre le proprie priorità in obiettivi strategici e azioni concrete" – commenta Joakim Lundquist, CEO di Lundquist

La nuova ricerca.trust ("dot trust") di Lundquist

Per affrontare in modo puntuale queste nuove sfide, Lundquist quest'anno ha lanciato la nuova ricerca.trust (pronunciato "dot trust") che sposta il focus dalla mera trasparenza alla capacità delle aziende di raccontare il brand e il proprio business, comunicare la leadership e creare fiducia presso gli interlocutori. La ricerca rappresenta l'evoluzione del programma di ricerca di Lundquist dedicato all'analisi della comunicazione delle principali società quotate e non quotate.

La prima edizione di Lundquist.trust ha preso in considerazione le 81 maggiori aziende non quotate italiane per fatturato, numero di dipendenti, peso sul sistema paese e rappresentatività del marchio (icone del Made in Italy).

LE 25 ITALIANE INCLUSE NELLA RICERCA WEBRANKING BY COMPREND EUROPE 500

1Eni93,2
3Snam91,3
5Terna88,1
6Generali85,2
10Prysmian80,5
17Poste Italiane72,0
22Mediobanca70,5
29Leonardo-Finmeccanica67,8
33Luxottica67,3
37Telecom Italia66,3
40Moncler65,7
53UniCredit62,7
69ENEL61,2
148Ubi Banca53,9
164Intesa Sanpaolo52,8
226STMicroelectronics49,4
233FCA49,0
328Cnh Industrial40,3
333Finecobank40,1
334Tenaris40,0
388Atlantia36,4
413Ferrari34,5
445Exor31,0
461BB Biotech28,4
477Banco BPM25,7


Pirelli


Cattolica Assicurazioni

Joakim Lundquist, CEO Lundquist



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www.CorrieredelWeb.it

giovedì 30 novembre 2017

Il programma Nasa New Frontiers

Il moto di rivoluzione dei pianeti che orbitano intorno al sole viene spiegato con le leggi di Keplero che tutti abbiamo studiato nell'ora di scienza a scuola. 

L'orbita ha una forma di ellisse, con il Sole in uno dei due fuochi; ogni pianeta nel corso dell'orbita si muove più velocemente quando è vicino al sole, più lentamente quando ne è lontano; i diversi pianeti percorrono la loro orbita con velocità medie diverse: il moto è più lento per quei pianeti che orbitano a distanza maggiore dal Sole.

Giovanni Keplero è un astronomo nato nel 1630 al quale si devono le leggi che regolano il movimento dei pianeti e che resterebbe affascinato oggi dai passi avanti e dall'interesse che si sviluppa costantemente intorno al funzionamento del Sistema Solare.

Uno studio che ha destato anche l'interesse dalla Nasa che ha addirittura deciso di sviluppare un programma per lanciare una serie di missioni spaziali con lo scopo di realizzare importanti scoperte scientifiche derivanti da una specifica esplorazione del sistema solare.

Ed è proprio nell'ambito del programma spaziale Nasa New Frontiers che parte il viaggio della sonda spaziale Juno che, nello specifico, sta studiando il campo magnetico di Giove.

La sonda è partita il 5 agosto 2011 da Cape Canaveral e il suo viaggio nello spazio durerà fino al mese di febbraio 2018. 

Un viaggio relativamente breve se si pensa che siamo nello spazio, e questo è dovuto al fatto che le troppo intense radiazioni del campo gravitazionale non potrebbero essere sopportate per un periodo più lungo dalle pareti in titanio della sonda.

Juno ha raggiunto Giove il 4 luglio 2016 con l'intento di individuare l'evoluzione e le proprietà strutturali interne del pianeta gassoso, di studiarne l'origine del campo magnetico, i venti nella bassa atmosfera e di verificare la quantità di acqua, ossigeno e azoto presenti.

Oltre agli studi già citati, la sonda è stata in grado di realizzare numerose fotografie del pianeta con colori potenziati e in proiezione stereografica e, con in suoi strumenti, la sonda è stata in grado di penetrare lo strato più esterno del pianeta gassoso. 

L'orbita di Juno avvicina la sua sonda al pianeta ogni 53 giorni in un viaggio che, nello spazio di due ore, la sposta dal polo nord del pianeta al punto di minima distanza dal suo obiettivo, fin sopra al polo sud. 

Le immagini che sono arrivate dalla sonda hanno finora dimostrato che vi è un'alta possibilità che le nubi sopra le quali passa siano composte da ghiaccio e ammoniaca.

Gli strumenti di Juno hanno inoltre potuto produrre diversi scatti che rappresentano l'emisfero settentrionale attraverso i quali è evidente la presenza di numerosi cicloni i quali riescono a raggiungere dimensioni che sono addirittura di dieci volte più grandi rispetto ai cicloni terrestri, evidenziando un’ampiezza impressionante. 

Questa scoperta ha del sensazionale se si pensa che fino al viaggio della sonda Juno, queste perturbazioni non erano mai state osservate e ad oggi si pensa che la loro dimensione potrebbe addirittura contenere il nostro pianeta.

Juno ha evidenziato altre dissonanze rispetto agli studi finora condotti sul pianeta gassoso, come il fatto che gli involucri che caratterizzano Giove non siano probabilmente uniformi e che anche il nucleo, da sempre considerato solido, potrebbe essere piccolo e fluido e trovarsi al di sotto di uno strato di idrogeno metallico.

La missione ha come obiettivo anche lo studio del campo magnetico che si è rivelato essere più forte e irregolare rispetto a quanto ipotizzato fino ad oggi. 

Infatti, la dinamo che produce il campo magnetico potrebbe trovarsi all'interno dello strato di idrogeno e a quote diverse rispetto a quelle conosciute. 

La sonda ha anche rilevato spettacolari aurore grazie ad uno strumento progettato e studiato in Italia, il JIRAM (Near-Infrared Mapping Spectrometer) che studia la dinamica e la chimica delle aurore gioviane. 

Questo strumento è stato costruito per studiare le aurore di Giove nell'infrarosso e mappare l'atmosfera del pianeta nella regione spettrale. 

Le osservazioni verranno utilizzate nello studio delle nubi e nella misurazione dell'abbondanza di particolari specie chimiche che hanno una certa rilevanza nella chimica, nella microfisica e della dinamica dell’atmosfera.

Il 19 maggio, la sonda ha raggiunto per la prima volta il perigiove, il punto di massimo avvicinamento al pianeta e, a soli 3500 chilometri, lo strumento Juno Cam, una camera che acquisisce le immagini ad alta definizione delle regioni polari di Giove, è riuscito a catturare la spettacolare e inquietante immagine di una tempesta che si realizzava in senso anti orario nell'emisfero sud del pianeta. 

L'11 luglio 2017 Juno ha volato sopra la Grande Macchia Rossa, questa tempesta che da secoli colpisce il più grande pianeta del Sistema Solare. 

Juno è fortunatamente in grado, attraverso gli strumenti performanti di cui è dotata, di penetrare le nubi fino a scoprire quanto siano profonde le radici della tempesta e capire come si sviluppa e come viene alimentata. 

È una tempesta che imperversa sul pianeta da secoli, è probabilmente la tempesta più longeva e presenta caratteristiche mai riscontrate in nessun fenomeno prima. Dall'impressionante diametro di 8000 Km, si è formata nella metà degli anni novanta.

lunedì 22 dicembre 2008

Natura protagonista del Calendario Pirelli 2009


LifeGate Impatto Zero®

LA NATURA CONQUISTA IL

CALENDARIO PIRELLI

Il Calendario Pirelli 2009 si tinge di verde. Un forte messaggio a favore dell'ambiente unito ad un impegno concreto grazie al progetto Impatto Zero® di LifeGate: nascono 75.300 mq di nuove foreste in Costa Rica

La natura conquista il Calendario Pirelli 2009! Ambientate nella splendida cornice del Botswana, le 56 tavole realizzate dal celebre fotografo Peter Beard, lanciano un messaggio importante a favore dell'ambiente. Un messaggio reso concreto dall'adesione di Pirelli al progetto Impatto Zero® di LifeGate.

Grazie a Impatto Zero® è stato possibile quantificare l'impatto ambientale generato dalla realizzazione del Calendario Pirelli e dalla serata di Gala di presentazione, ridurre le emissioni di CO2 adottando una serie di eco-comportamenti e compensare l'anidride carbonica generata, pari a 291.900 kg di CO2, attraverso la riforestazione di nuove aree verdi nel Mondo. Un gesto concreto che ha contribuito a creare oltre 75.300 mq di nuove foreste in Costa Rica.

Le 56 tavole del nuovo "The Cal", realizzate tra l'oasi acquatica del delta dell'Okavango e la distesa arida e sabbiosa del deserto del Kalahari, sono un collage denso di immagini, citazioni, osservazioni sull'ambiente, sui cambiamenti climatici e il riscaldamento terrestre, la sovrappopolazione del globo e l'impoverimento delle risorse naturali.

La natura, protagonista degli scatti di Beard, lancia un grido rabbioso e si ribella all'incapacità dell'uomo di coniugare lo sviluppo e la crescita con la saggezza e il rispetto di tutte le diversità.

In questo ambiente vivono faticosamente gli elefanti, vere "star" del Calendario, ormai relegati in spazi sempre più ristretti. All'interno di questa cornice, le sette splendide modelle Daria Werbowy (Canada), Emanuela de Paula e Isabeli Fontana (Brasile), Lara Stone e Rianne Ten Haken (Olanda), Malgosia Bela (Polonia) e Mariacarla Boscono (Italia) che, con la loro bellezza, lanciano un messaggio preciso "Only beauty can save the world".

Impatto Zero® è il progetto di LifeGate che concretizza, per primo in Italia, gli intenti del Protocollo di Kyoto: riduce le emissioni di anidride carbonica e le compensa attraverso la creazione di nuove foreste. Grazie alla collaborazione con Università italiane e straniere, Impatto Zero® è in grado di calcolare le emissioni di anidride carbonica generate da qualsiasi attività – come la mostra fotografica Oltre la terra - proporre delle iniziative per ridurre tali emissioni e compensare le restanti tramite la creazione di nuove foreste.

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