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venerdì 29 giugno 2018

Luna rossa. L'eclissi di luna più lunga del secolo il 27 luglio 2018. Visibile dall'Italia

In arrivo l'eclissi di luna più lunga del secolo Venerdì 27 luglio tutti con gli occhi al cielo: la Luna si nasconderà dal Sole all'ombra della Terra. 
Un'eclissi che durerà un’ora e 43 minuti, visibile ad occhio nudo

L'eclissi di luna più lunga del secolo il 27 luglio 2018

Arriva la più lunga eclissi totale di Luna del secolo e una grande opposizione di Marte: due eventi memorabili, ecco tutto quello che c'è da sapere.

Il 27 luglio 2018 si verificherà l’eclissi totale di Luna, la più lunga del XXI secolo: nella notte fra il 27 e il 28 luglio 2018 la lunghissima eclissi lunare durerà un ora e 43 minuti.

Durante la totalità, sarà particolarmente suggestivo ammirare il pianeta Marte: il pianeta Rosso sfoggerà il suo intenso colore rubino, facendo coppia con quello del nostro satellite.

In Italia l’orario di osservazione va dalle 19:14 del 27 luglio alle 01:28 del 28 luglio.

Meteo permettendo, per assistere al fenomeno sarà necessario osservare la volta celeste in direzione Est.

Il 27 luglio il cielo notturno sarà illuminato da due "palle di fuoco".
 
Marte, il "Pianeta Rosso", trovandosi all'opposizione rispetto al Sole raggiungerà il massimo della visibilità, e sarà affiancato dalla Luna, anch'essa rossa per effetto dell’ombra creata dall'eclissi totale.

Due sfere di fuoco, che resteranno ben visibili nel cielo estivo per più di un’ora.

L’orbita della Luna attraverserà completamente la zona d’ombra terrestre a causa dell’allineamento con la Terra. 

Inizialmente, l’oscuramento sarà solo parziale (zona di penombra, eclissi parziale) e questo fenomeno avrà inizio alle 20:24 ora italiana del 27 luglio.

Alle 21:30, il satellite entrerà nella zona d'ombra ed avrà inizio l'
eclissi totale (l’allineamento è quasi perfetto e l'oscuramento è totale). 

La massima oscurità si raggiungerà alle 22:22 del 27 luglio. 

Infine la Luna uscirà dall'ombra e l'eclissi totale terminerà alle 00:19, lasciando spazio a quella parziale (penombra).

L’eclissi parziale finirà alle 01:28.

Se siete impossibilitati a uscire, potrete godervi l'evento comodamente seduti sulla poltrona di casa: basterà collegarsi al il sito del Virtual Telescope, che mostrerà in diretta l’eclissi totale di Luna più lunga del secolo e la grande opposizione di Marte.

L’appuntamento, a partecipazione gratuita, è fissato per il 27 luglio a partire dalle ore 20.30 sulla webTV di Virtual Telescope.

venerdì 26 gennaio 2018

Web. On-line il nuovo sito di COSMOBSERVER

COSMOBSERVER si trasforma da blog a sito di divulgazione scientica dedicato all'astronomia e astronautica.

Torino, 26 gennaio 2018. È finalmente stato pubblicato il nuovo sito ufficiale di COSMOBSERVER. Fondato dall'esperto di marketing e divulgatore scientifico Emmanuele Macaluso, COSMOBSERVER è nato nel 2014 come blog di divulgazione scientifica dedicato all'astronomia, astrofisica e astronautica.

In pochi anni è diventato un player credibile nell'ambito della divulgazione scientifica italiana dando voce ad un selezionato gruppo di scienziati, astronauti e divulgatori della scienza che hanno operato in ambito astronomico e astronautico. 

Tra gli intervistati da COSMOBSERVER ricordiamo gli astronauti Franco Malerba e Maurizio Cheli, gli astronomi Walter Ferreri, Attilio Ferrari, Alberto Cora e Daniele Gardiol, il ricercatore Fabio Falchi e i divulgatori Piero Bianucci e Antonio Lo Campo.

Oltre alle interviste, sono decine gli articoli che trattano l'attualità relative alle ricerche scientifiche in ambito astronomico e le attività spaziali dell'astronautica, le recensioni di libri e le analisi in ambito scientifico e comunicativo.

Il passaggio da blog (che continuerà ad essere attivo) a sito web, si è reso necessario per dare una piattaforma più solida alle migliaia di persone che attraverso i social e gli altri canali di comunicazione acquisiscono informazioni e curiosità da COSMOBSERVER.

"Oggi è per tutti quanti noi una data importante – dichiara il fondatore di COSMOBSERVER Emmanuele Macaluso, che continua – questo è un altro tassello che va nella creazione di quel network della comunicazione scientifica che, in collaborazione con i nostri partners, stiamo creando. Questo nuovo canale rappresenta una piattaforma che ci permetterà di crescere e di presentarci con maggiore solidità sia nei confronti della nostra platea che dei nostri partners e futuri sostenitori".

Il sito web di COSMOBSERVER segue le linee editoriali che hanno portato al successo del blog: correttezza dell'informazione scientifica, attenzione nei confronti della platea, trasparenza e alta qualità dei contenuti.

Una delle scelte messe in evidenza durante la conferenza stampa di presentazione, è stata quella di non rendere "adattivo" il nuovo sito agli smartphones (anche se sarà comunque visibile e usufruibile) da quegli strumenti.

Una scelta contro corrente che Macaluso spiega così: "È una scelta ben precisa. Non ci occupiamo di gossip o di contenuti di semplice intrattenimento, noi ci occupiamo di scienza e approfondimento, argomenti che meritano di essere considerati con la giusta attenzione, e non in modo distratto. I tempi di permanenza sulle nostre pagine e le statistiche che abbiamo analizzato ci hanno permesso di comprendere che i nostri lettori vogliono vivere la loro esperienza divulgativa su COSMOBSERVER con calma e in modo approfondito e colto. Siamo sicuri che questa scelta potrà contribuire a dare maggior potere al messaggio divulgativo rendendolo meno dispersivo. I nostri volumi sono in continua crescita e siamo disposti a rischiare".

Il sito di COSMOBSERVER è disponibile all'indirizzo www.cosmobserver.com



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www.CorrieredelWeb.it

giovedì 30 novembre 2017

Il programma Nasa New Frontiers

Il moto di rivoluzione dei pianeti che orbitano intorno al sole viene spiegato con le leggi di Keplero che tutti abbiamo studiato nell'ora di scienza a scuola. 

L'orbita ha una forma di ellisse, con il Sole in uno dei due fuochi; ogni pianeta nel corso dell'orbita si muove più velocemente quando è vicino al sole, più lentamente quando ne è lontano; i diversi pianeti percorrono la loro orbita con velocità medie diverse: il moto è più lento per quei pianeti che orbitano a distanza maggiore dal Sole.

Giovanni Keplero è un astronomo nato nel 1630 al quale si devono le leggi che regolano il movimento dei pianeti e che resterebbe affascinato oggi dai passi avanti e dall'interesse che si sviluppa costantemente intorno al funzionamento del Sistema Solare.

Uno studio che ha destato anche l'interesse dalla Nasa che ha addirittura deciso di sviluppare un programma per lanciare una serie di missioni spaziali con lo scopo di realizzare importanti scoperte scientifiche derivanti da una specifica esplorazione del sistema solare.

Ed è proprio nell'ambito del programma spaziale Nasa New Frontiers che parte il viaggio della sonda spaziale Juno che, nello specifico, sta studiando il campo magnetico di Giove.

La sonda è partita il 5 agosto 2011 da Cape Canaveral e il suo viaggio nello spazio durerà fino al mese di febbraio 2018. 

Un viaggio relativamente breve se si pensa che siamo nello spazio, e questo è dovuto al fatto che le troppo intense radiazioni del campo gravitazionale non potrebbero essere sopportate per un periodo più lungo dalle pareti in titanio della sonda.

Juno ha raggiunto Giove il 4 luglio 2016 con l'intento di individuare l'evoluzione e le proprietà strutturali interne del pianeta gassoso, di studiarne l'origine del campo magnetico, i venti nella bassa atmosfera e di verificare la quantità di acqua, ossigeno e azoto presenti.

Oltre agli studi già citati, la sonda è stata in grado di realizzare numerose fotografie del pianeta con colori potenziati e in proiezione stereografica e, con in suoi strumenti, la sonda è stata in grado di penetrare lo strato più esterno del pianeta gassoso. 

L'orbita di Juno avvicina la sua sonda al pianeta ogni 53 giorni in un viaggio che, nello spazio di due ore, la sposta dal polo nord del pianeta al punto di minima distanza dal suo obiettivo, fin sopra al polo sud. 

Le immagini che sono arrivate dalla sonda hanno finora dimostrato che vi è un'alta possibilità che le nubi sopra le quali passa siano composte da ghiaccio e ammoniaca.

Gli strumenti di Juno hanno inoltre potuto produrre diversi scatti che rappresentano l'emisfero settentrionale attraverso i quali è evidente la presenza di numerosi cicloni i quali riescono a raggiungere dimensioni che sono addirittura di dieci volte più grandi rispetto ai cicloni terrestri, evidenziando un’ampiezza impressionante. 

Questa scoperta ha del sensazionale se si pensa che fino al viaggio della sonda Juno, queste perturbazioni non erano mai state osservate e ad oggi si pensa che la loro dimensione potrebbe addirittura contenere il nostro pianeta.

Juno ha evidenziato altre dissonanze rispetto agli studi finora condotti sul pianeta gassoso, come il fatto che gli involucri che caratterizzano Giove non siano probabilmente uniformi e che anche il nucleo, da sempre considerato solido, potrebbe essere piccolo e fluido e trovarsi al di sotto di uno strato di idrogeno metallico.

La missione ha come obiettivo anche lo studio del campo magnetico che si è rivelato essere più forte e irregolare rispetto a quanto ipotizzato fino ad oggi. 

Infatti, la dinamo che produce il campo magnetico potrebbe trovarsi all'interno dello strato di idrogeno e a quote diverse rispetto a quelle conosciute. 

La sonda ha anche rilevato spettacolari aurore grazie ad uno strumento progettato e studiato in Italia, il JIRAM (Near-Infrared Mapping Spectrometer) che studia la dinamica e la chimica delle aurore gioviane. 

Questo strumento è stato costruito per studiare le aurore di Giove nell'infrarosso e mappare l'atmosfera del pianeta nella regione spettrale. 

Le osservazioni verranno utilizzate nello studio delle nubi e nella misurazione dell'abbondanza di particolari specie chimiche che hanno una certa rilevanza nella chimica, nella microfisica e della dinamica dell’atmosfera.

Il 19 maggio, la sonda ha raggiunto per la prima volta il perigiove, il punto di massimo avvicinamento al pianeta e, a soli 3500 chilometri, lo strumento Juno Cam, una camera che acquisisce le immagini ad alta definizione delle regioni polari di Giove, è riuscito a catturare la spettacolare e inquietante immagine di una tempesta che si realizzava in senso anti orario nell'emisfero sud del pianeta. 

L'11 luglio 2017 Juno ha volato sopra la Grande Macchia Rossa, questa tempesta che da secoli colpisce il più grande pianeta del Sistema Solare. 

Juno è fortunatamente in grado, attraverso gli strumenti performanti di cui è dotata, di penetrare le nubi fino a scoprire quanto siano profonde le radici della tempesta e capire come si sviluppa e come viene alimentata. 

È una tempesta che imperversa sul pianeta da secoli, è probabilmente la tempesta più longeva e presenta caratteristiche mai riscontrate in nessun fenomeno prima. Dall'impressionante diametro di 8000 Km, si è formata nella metà degli anni novanta.

giovedì 31 agosto 2017

Video: "Il mappamondo è falso" eppure ci credi da sempre!" - Tra fake news e clickbating.






















"Il mappamondo è falso eppure ci credi da sempre!"

Questo il titolo del video che segnaliamo e invitiamo a guardare... 
nonostante, appunto il titolo.

Scrivere che il "mappamondo è falso" non è corretto e crea pure confusione tra i significati di mappamondo e planisfero.

Il mappamondo è sferico, quasi come la Terra (un pianeta che, in realtà, non è esattamente tondo come una palla), e riporta le proporzioni in maniera abbastanza accurata, poiché tridimensionsionale, della forma e delle dimensioni dei Continenti.

Il planisfero, invece è una proiezione su un piano che rappresenta il Mondo su carta.
Questa rappresentazione bidimensionale provoca delle inevitabili distorsioni della forma e delle dimensioni dei confini geografici delle terre emerse.

Dunque, sarebbe stato mlto più corretto scrivere un titolo, come per esempio "Le mappe geografiche non sono davvero reali ma sono distorte ", piuttosto che "il mappamondo è falso". 

D'altro canto sarebbe stato molto meno efficace dal punto di vista della comunicazione di chi vuole attirare i lettori.

Ma pure se il titolo sensazionalistico suona in stile complottista "guarda queste cose che nessuno ti dice!", in questo caso non siamo di fronte alla classica fake news, ma più semplicemente al fenomeno del clickbaiting, il meccanismo alla base del business dei siti di informazione on line. 

Il guadagno dei siti deriva dagli introiti pubblicitari e, poiché questi dipendono dal numero di lettori raggiunti, monetizza di più il sito che ottiene più visualizzazioni, clic e condivisioni. 
Tutto ciò che stimola "ad arte", se non vogliamo proprio dire artificiosamente, tali visite genera il clickbaiting.  

Venendo all'argomento del video, è cosa nota da secoli che il planisfero non rispetta le reali proporzioni dei Continenti. 
È infatti nato per le rotte navali e quindi non aveva alcun obiettivo o esigenza di rispettare le proporzioni. 
Più ti allontani dall'equatore, più le terre sono disegnate "aumentate" rispetto alla realtà. 


Il modello di Mercatore, ideato nel 1569 da Gerard de Cremer (detto Gerardo Mercatore; 1512-1594) ancora oggi è il tipo di carta nautica più usata per la navigazione.

Se, dalla sua nascita (nel lontano 1569) si è affermata come la migliore rappresentazione 
 a scopo nautico di una superficie sferica su di un piano, si è poi diffusa anche negli atlanti geografici utilizzati a fini didattici.

La proiezione crea però un effetto distorsivo che aumenta le proporzioni verso i poli e l'emisfero Nord risulta privilegiato rispetto a quello Sud. 

Esistono altri modelli più realistici, ma che sono meno impiegati nella geografia di tutti i giorni come le carte  di Peters, Lambert, quelle stereografiche, quelle gnomoniche che invece sono utilizzate dagli scienziati per restituire le dimensioni giuste dei paesi. 

Ma il modello di Mercatore è quello quotidianamente accettato per tutti gli usi comuni, dalla gente di tutti i giorni. 

Ciò perché, senza un accordo condiviso su una rappresentazione convenzionale accettata da tutti, diventerebbe difficile utilizzare, per fare un esempio, pure Google Maps (e simili) che per un motivo o per un altro abbiamo sempre sotto gli occhi).

Per questi motivi non è vero che "il mappamondo è falso", ma dobbiamo tenere ben presente che:1) non è possibile disegnare sul piano la superficie di una sfera; 
2) la rappresentazione dei Continenti è appunto una rappresentazione, non un'esatta fotografia speculare. Peraltro anche una fotografia può riprendere solo una porzione del globo terrestre e anche quella non è mai oggettiva perché dipende sempre dal punto in cui viene scattata, da cui poi discende la relativa prospettiva della visione complessiva).

E' pure vero che si è affermata la rappresentazione convenzionale che riflette, di fatto, la visione politica del mondo: Eurocentrismo, Supremazia americana, Occidente vs. Oriente, Nord vs. Sud, Paesi ricchi e potenti vs. resto del Mondo.

Ma non ci troviamo di fronte a chissà quale complotto! 
Che l'emisfero Nord sia più potente e le questioni geopolitiche c'entrano fino ad un certo punto.

Le mappe nascono per orientarsi negli spostamenti in mare e, semplicemente, chi scriveva le mappe prendeva come riferimento casa sua, tutto qui! 

E siccome la civiltà moderna si è sviluppata in Europa e da lì è stata esportata più o meno in tutto il Mondo è così che si è affermata questa convenzione. 

Stessa cosa, del resto, avviene per datare i nostri giorni dell'anno: tutto il mondo anche non cristiano usa il calendario gregoriano che pone l'anno 0 nell'anno della presunta nascita di Cristo.

E' una convenzione necessaria a capirsi tra esseri umani, non una manipolazione complottista.

Certo, sarebbe auspicabile che a scuola ci insegnassero un pochino meglio la geografia fisica ed astronomica... e la relatività della topografia, o un minimo di nozioni base di geologia perché davvero sono rimasto sorpreso dal vedere che la sconfinata Groenlandia è più piccola dell'Argentina o le Americhe messe insieme non coprono la superficie dell'Asia!

Detto questo divertitevi a guardare le sorprese del video:
www.facebook.com/PlayGroundIT/videos/1834319566832176/



Andrea Pietrarota
APPROFONDIMENTI 
(a cura dell'ISTITUTO IDROGRAFICO DELLA MARINA MILITARE. 

La proiezione di Mercatore
Gerard de Cremer detto Gerardo Mercatore è stato un matematico, astronomo e cartografo fiammingo.
A lui si deve la "Proiezione o Carta di Mercatore" che attualmente è il tipo di carta nautica più usata per la navigazione.
Questo tipo di proiezione si ottiene inserendo la terra in un cilindro tangente all’Equatore e proiettando dal centro della terra tutti i punti della superficie terrestre sulla superficie del cilindro .
Una volta aperto il cilindro praticamente abbiamo riportato su di un piano una supeficie sferica

La proiezione
Sulla Carta di Mercatore i Meridiani , che sulla terra si uniscono ai poli , vengono proiettati Paralleli ed equidistanti tra loro .


La lossodromia
E’ evidente a questo punto che se noi in navigazione teniamo una rotta costante seguendo la nostra bussola, incroceremo tutti i meridiani con il solito angolo percorrendo una curva (rotta lossodromica o lossodromia). 
La praticità sta nel fatto che questa rotta potrà essere disegnata sulla carta con una linea retta che a sua volta incrocerà i meridiani formando angoli uguali .
E’ anche evidente comunque che in questa maniera non percorreremo la rotta più breve tra due punti (rotta ortodromica) ma, su rotte relativamente brevi, l’errore sarà minimo e sarà ampliamente ripagato dalla praticità del carteggio

La distorsione della carta
Questo tipo di proiezione però ha il limite nel fatto che i paralleli , che nella realtà sono paralleli ed equidistanti, sulla carta di Mercatore sono paralleli ma non equidistanti .
Su questa proiezione infatti i paralleli allontanandosi dall'equatore tendono ad aumentare la loro distanza in maniera esponenziale .
Per questo motivo al di sopra di certe latitudini (65° / 70° di Latitudine Nord o Sud) la carta distorcerebbe la rappresentazione della superficie terrestre in maniera troppo elevata rendendo impossibile il suo utilizzo.



Fonte:
www.scuolanauticadelta.it/1/l_istituto_idrografico_della_marina_militare_presentazione_2013_1303690.html

martedì 11 settembre 2007

Saltara - Museo del Balì: A tutto cielo, corso di astronomia osservativa

Saltara - Museo del Balì

21,22,23 settembre 2007 - A tutto cielo, corso di astronomia osservativa.


Una nuova proposta del museo del Balì per il grande pubblico. Tra i diversi eventi torna in una nuovissima veste il consueto appuntamento con l'astronomia dedicato agli appassionati del cielo.
Quest'anno il corso triplica: durante le serate del 21-22-23 settembre i partecipanti avranno un intero fine settimana a disposizione per poter approfondire alcuni argomenti interessanti dell'astronomia moderna:

• il Sistema Solare: incontro ravvicinato con il corteo di corpi che orbita intorno al Sole;
• la Galassia: alla scoperta delle stelle, delle loro proprietà e dei ritmi che ne regolano il ciclo vitale;
• l'Universo: viaggio nel profondo cielo tra miriadi di galassie e oggetti "fuori dal comune".

L'iniziativa rispecchia la filosofia del museo e si sviluppa con una forte impronta osservativa. Ogni incontro tematico è centrato sull'utilizzo dei telescopi: dalle 21.00 alle 24.00 i partecipanti potranno osservare il cielo da tre postazioni poste nell'ampio parco della villa del museo. Aspettando, inoltre, i favori del buio, dalle 19.00 alle 20.30 sono previste introduzioni teoriche per creare il contesto alle osservazioni.

Il costo complessivo è di 50 euro a partecipante per tutte tre le giornate del corso.

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Per informazioni e prenotazioni:
Tel. 0721 892390 dalle 9.30 alle 13.00
www.museodelbali.org

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