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sabato 27 gennaio 2018

SHOAH, QUEI CANCELLI MAI APERTI. Di Marco Nicoletti


EDITORIALE - Si celebra oggi, 27 gennaio, il Giorno della Memoria per ricordare le vittime della Shoah ma anche l’abbattimento dei cancelli di Auschwitz e la liberazione del più grande campo di sterminio nazista, avvenuta nel 1945. 

Sono trascorsi quindi 73 anni dal giorno in cui la Prima armata del Fronte ucraino fece il suo ingresso sotto la famigerata scritta Arbei macht frei, in una giornata che cambiò la storia del Novecento e la percezione dei crimini del regime nazista.

L’Italia, che istituito  il Giorno della memoria nel 2000, ricorda lo sterminio del popolo ebraico ma anche più direttamente la persecuzione degli ebrei italiani, una pagina di storia che non può essere dimenticata e che inevitabilmente richiama le responsabilità nostrane sulle disonorevoli leggi razziali

Iniziative e momenti di riflessione sono quindi rivolti alle vittime, nel complesso, e ai deportati politici e militari italiani, ma anche a chi volle opporsi allo sterminio, rischiando la vita per salvare i perseguitati.

C’è bisogno di continuare a ricordare, affinché mai più possa verificarsi una tale catastrofe; Shoah in ebraico significa appunto catastrofe, disastro, distruzione. 

E continuare a vigilare sulla capacità degli europei di mettersi alla prova con una memoria costruttiva: come rivela un rapporto del 2015 della Fondazione Bertelsmann dal titolo Germany and Israel Today: Linked by the Past, Divided by the Present? 

Il 58% degli intervistati tedeschi, dai 18 anni in su, avrebbe voluto relegare al passato il tema Olocausto e non parlarne più. Il 35% degli intervistati equiparava le politiche israeliane verso i Palestinesi a quelle naziste subite in Germania dagli ebrei durante il regime, un dato in crescita del 30% rispetto al 2007.

La Giornata della Memoria non serve  solo a commemorare quei milioni di  persone uccise crudelmente e senza nessuna pietà ormai quasi 80 anni fa. Serve a ricordare che ogni giorno esistono tante piccole discriminazioni verso chi ci sembra diverso da noi. Spesso noi stessi ne siamo gli autori, senza rendercene conto. 

La Giornata della Memoria ci ricorda che verso queste discriminazioni non alziamo abbastanza la voce e che spesso, per comodità e opportunismo, ci nascondiamo  in quella che gli storici chiamano la zona grigia. 

Si tratta di una zona della mente e del nostro comportamento, a metà tra il bianco e il nero, tra l'innocenza e la colpevolezza. 

Marco Nicoletti ©️2018 

giovedì 22 gennaio 2009

Villafranca Lunigiana: La Shoah raccontata agli studenti

VILLAFRANCA LUNIGIANA (MS)

LA SHOAH RACCONTATA AGLI STUDENTI


Raccontare la Shoah ai giovani perché non si dimentichi è lo scopo dell'incontro "Prigionieri della speranza", rivolto agli alunni delle scuole medie e superiori della Lunigiana, con appuntamento sabato 24 gennaio alle ore 10 presso il Cinema Teatro "Città di Villafranca".

Prosegue così "Mi fido di te", iniziativa promossa dall'Associazione Genitori A.Ge. "Alice e Flavio" di Aulla sul tema della fiducia "quale collante -precisa la presidente Marina Pratici- del dialogo generazionale ed istituzionale". Aperto dal magistrato torinese Giancarlo Caselli sul tema della legalità e giustizia e proseguito con l'avvocato Marco Scarpati, relatore al terzo congresso mondiale di Rio Janeiro sullo spinoso fenomeno della pedofilia, il percorso fa ora tappa a Villafranca Lunigiana, con un argomento di grande valenza umana e culturale.

L'incontro verterà, in una data quanto mai significativa -il 27 gennaio ricorre il "Giorno della Memoria"- su un tema sempre attuale quale quello della Shoah. Relatore della mattinata sarà Don Gianni Botto, sacerdote cattolico, studioso di Ebraismo, promotore del dialogo interreligioso e fondatore del "Gruppo Samuel".
Nel 2005, in occasione del 60mo anniversario dell'apertura dei cancelli di Auschwitz, Don Botto collabora alla realizzazione del primo video "La Spezia Sha'a Tzion" ("Porta di Sion"), progetto realizzato per gli studenti dell'Istituto Comprensivo di Lerici (SP) e, nel 2006, si reca con una piccola troupe in Israele alla ricerca di alcuni sopravissuti che, nel 1946, salparono dal porto di La Spezia sulle navi Fenice e Fede alla volta della "Eretz Israel".

Un progetto importante, vincitore ben tre volte del concorso nazionale per le scuole "Adriana Revere", che sarà riproposto, in forma adattata, agli alunni delle scuole medie e superiori della Lunigiana, che hanno dato piena adesione all'iniziativa promossa dall'A.Ge. aullese e patrocinata dal Comune di Villafranca.

All'appuntamento del 24 gennaio parteciperanno infatti gli studenti dell'Istituto Comprensivo di Villafranca-Bagnone, delle scuole medie di Barbaresco-Tresana , del plesso Arpiola-Mulazzo, dell'Istituto Professionale di Stato per il Commercio di Villafranca e dell'Istituto Pacinotti di Bagnone, accompagnati dai dirigenti scolastici e dai loro insegnanti. Il convegno si concluderà con danze ebraiche proposte dagli alunni dell'Istituto Comprensivo di Lerici.


www.agetoscana.it

mercoledì 21 gennaio 2009

Giorno della Memoria: eventi ad Arezzo

AD AREZZO, UN RICCO PROGRAMMA PER IL

GIORNO DELLA MEMORIA 2009

Organizzato da COMUNE DI AREZZO

in collaborazione con ENTE FILARMONICO ITALIANO

Nel programma di eventi organizzati quest'anno dal Comune di Arezzo per il "Giorno della memoria" della Shoah, che in Italia si celebra ogni 27 gennaio, anniversario della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz, assurto a simbolo della più grande tragedia della storia europea, alcuni sono organizzati in collaborazione con l'Ente Filarmonico Italiano. Sarà, infatti, il direttore artistico dell'Ente, Giulia Ambrosio, a presentare lunedì 26 gennaio al Liceo Scientifico di Arezzo (ore 9.15), il libro di Fania Fénelon "Ad Auschwitz c'era un'orchestra" (Vallecchi 2008).

Un classico della letteratura dedicata alla Memoria, tornato recentemente in libreria nella sua versione integrale. Pubblicato una prima volta nel 1978, ne sono stati tratti un film Playing for Time (Ballata per un condannato), sceneggiato da Arthur Miller e due adattamenti teatrali. Questa nuova edizione del libro restituisce al lettore la sconvolgente esperienza dell'orrore del nazismo. Il campo di Auschwitz-Birkenau è l'unico a possedere un'orchestra femminile, nella quale, nonostante tutto, può sopravvivere la speranza.

La musica sarà per Fanìa, cantante francese di origini ebraiche, il contatto salvifico con la vita, un filo sottile a cui si aggrapperà tenacemente con il preciso intento di sopravvivere e testimoniare, perché nessuno possa mai dimenticare.

In occasione della presentazione, al Liceo, saranno proiettate alcune scene del film. Poi, martedì 27 gennaio alle ore 21.15 al teatro Pietro Aretino di Arezzo (ingresso gratuito), l'Ex Novo Ensemble (Davide Teodoro, clarinetto; Carlo Lazari, violino; Carlo Teodoro, violoncello; Aldo Orvieto, pianoforte), eseguirà il Quator pour la fin du temps, celebre composizione di Olivier Messiaen, con la voce narrante dello storico della musica e scrittore, Sandro Cappelletto, che darà il proprio contributo con la ricostruzione di una piccola drammaturgia partendo proprio dagli scritti che Messiaen ha lasciato su questo quartetto, ai quali ha aggiunto delle considerazioni sulla speranza e sul tempo.

Dimensione che per un musicista, dice, «è inconcepibile che possa finire». Alla partitura sono premesse alcune frasi tratte, infatti, dall'Apocalisse di Giovanni, alla quale s'ispira, e che fanno riferimento all'angelo che annuncia la fine del tempo. Una visione che Messiaen traduce in musica grazie al simbolismo, e non lasciandosi andare ad una visione negativa, di cui spesso era stato invece accusato.

«In nome dell'Apocalisse – dirà il compositore francese – si è rimproverato alla mia opera la sua calma e il suo carattere spoglio. I miei detrattori dimenticano che l'Apocalisse non contiene soltanto mostri e cataclismi: vi si trovano anche silenzi di adorazione e meravigliose visioni di pace». «Personalmente – spiega Cappelletto – io trovo che sia, all'interno del 900, un'opera meravigliosa perché in un momento di vera distruzione dell'Europa la musica ridona fiducia». Tanto più a pensare alle condizioni umane estreme, di fame e miseria, in cui è stata scritta e che, per questo stesso motivo, fanno dell'opera di Messiaen «un vero inno alla speranza».

Esaltato negli otto movimenti che alludono ai sei giorni della creazione, più il settimo di riposo e l'ultimo dell'eternità, con il superamento della dimensione umana. Sandro Cappelletto è anche l'autore del libro "Messiaen, L'angelo del Tempo", che lui stesso presenterà, mercoledì 28 gennaio, al Liceo Francesco Petrarca di Arezzo, alle ore 11.15. Cappelletto ha raccolto materiale e tradotto vecchi articoli usciti in Francia per proporre ai lettori un testo dedicato a Olivier Messiaen, uno dei più interessanti compositori del Ventesimo secolo.

Il risultato è "un viaggio attraverso il Tempo, per non dimenticare", "un compositore cattolico per ricordare che uomini seguaci di varie ideologie sono diventati aguzzini per altri uomini". Il libro è stato corredato da un cd in cui l'Ex Novo Ensemble esegue, il Quatuor pour la fin du Temps di Olivier Messiaen. I musicisti ne eseguiranno alcuni brani durante la presentazione.


Per informazioni: www.entefilarmonicoitaliano.it

PROGRAMMA:

Lunedì 26 Gennaio 2009 ore 9.15

Liceo Scientifico Francesco Redi

Presentazione del libro di Fania Fénelon

a cura di Giulia Ambrosio

"Ad Auschwitz c'era un'orchestra" (Vallecchi 2008)

Nell'occasione saranno proiettate alcune scene tratte dal film "Ballata per un condannato"

(Playing for Time; regia Daniel Mann; sceneggiatura Arthur Miller)

Martedì 27 Gennaio 2009 ore 21.15

Teatro Pietro Aretino

La musica dell'Apocalisse

Olivier Messiaen: Quatuor pour la fin du temps

Drammaturgia e voce narrante di Sandro Cappelletto

EX NOVO ENSEMBLE:

Davide Teodoro, clarinetto

Carlo Lazari, violino

Carlo Teodoro, violoncello

Aldo Orvieto, pianoforte

Ingresso gratuito

Mercoledì 28 Gennaio 2009 ore 11.15

Liceo Ginnasio Francesco Petrarca

Sandro Cappelletto presenta il libro

"Messiaen, L'angelo del Tempo" (Accademia Perosi, 2008)

con interventi musicali di Ex Novo Ensemble


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Gloria Peruzzi
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