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venerdì 8 dicembre 2017

Natale quanto mi costi! Il 10,5% degli italiani si indebita per le feste di fine anno

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Osservatorio Prodeitalia: il 10,5% degli italiani si indebita per le feste di fine anno.

Tra cenone, vacanze e regali utili, luci e ombre del Natale 2017


Ci siamo, il Natale è ormai alle porte e da qualche giorno è iniziata la tradizionale corsa allo shopping. Secondo Coldiretti il 64% degli italiani effettuerà l'acquisto dei regali entro la metà di dicembre con una spesa media complessiva di 528 euro per famiglia, in aumento rispetto allo scorso anno del 4,4%. In crescita anche il budget che gli italiani destineranno al settore alimentare e ai divertimenti, resta stabile quello per i regali.



Ma questo Natale sarà davvero meno austero rispetto al passato come suggeriscono le prime analisi economiche? Seguire le luci sfavillanti, gli addobbi e le suggestioni delle atmosfere natalizie può spesso ingannare e distrarre l'attenzione dai reali problemi. 

Secondo un'indagine condotta in questi giorni dall'Osservatorio Prodeitalia tra le famiglie assistite, quest'anno circa il 10,5% chiederà un prestito o ricorrerà ad una finanziaria per far fronte alle spese di fine anno. In particolare, per coprire i costi del cenone di Capodanno, ben il 7% degli intervistati, mentre il 5,4% per concedersi una vacanza con una durata media di 4 giorni. Lo scorso anno gli italiani si indebitavano per mettere sotto l'albero regali costosi, quest'anno invece la tendenza è verso il regalo utile, soprattutto in famiglia e tra amici.

"Qualcuno ha letto i dati sull'aumento del budget per le spese natalizie e il ricorso ai prestiti, come un segnale di ripresa e della ritrovata fiducia ma non siamo sicuri che sia davvero così - dichiara l'Avvocato Francesca Scoppetta, uno degli ideatori del Progetto Prodeitalia - Sono tante le famiglie italiane con cui siamo in contatto che ci spiegano la loro difficoltà di questo periodo dell'anno e la volontà di ricorrere a prestiti per non rinunciare a festeggiare, un sacrificio che si fa soprattutto per i più piccoli. Per regalare l'atmosfera del Natale e farli felici anche con un dono. 


Circa la metà degli intervistati, infatti, comprerà regali quasi esclusivamente per i suoi figli. L'importo richiesto dalle famiglie si aggira tra i 1000 e i 2000 euro e l'identikit di chi lo richiede ha tra i 40 ei 55 anni. A muovere gli italiani verso la richiesta di un prestito è più la paura di non riuscire a mantenere il proprio stato sociale che una rinnovata fiducia nel futuro".
Progetto Prodeitalia

Nasce allo scopo di offrire un aiuto a chi per motivi di salute, economici, organizzativi o di varia natura, non riesce più a onorare i propri debiti. Sulla base della legge 3/2012 che regola il sovraindebitamento e introduce nell'ordinamento giuridico italiano la procedura di esdebitazione, Prodeitalia assiste e aiuta le aziende e i cittadini che, almeno in una prima fase, hanno la necessità di essere guidati. I professionisti che hanno aderito al Progetto offrono le proprie competenze fornendo una prima consulenza gratuita sugli strumenti che la legge mette a disposizione, trovando lo strumento giuridico utile a risolvere il problema e riducendo i debiti fino all'80%.

Osservatorio Prodeitalia
Ideato dalla squadra di professionisti dell'omonimo Progetto, l'Osservatorio si pone l'obiettivo di rilevare dati sulla crisi economica che non compaiono nelle statistiche istituzionali. Le ricerche, infatti, si basano sulla raccolta e analisi di dati in riferimento alle esperienze concrete dei soggetti intervistati, allo scopo di fornire numeri e informazioni più aderenti possibili alla realtà.



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domenica 15 ottobre 2017

Non autosufficienza, gli italiani temono i costi. Osservatorio Reale Mutua

Osservatorio Reale Mutua: per un connazionale su due, la maggiore preoccupazione è quella di non avere mezzi economici sufficienti per far fronte alle spese. 

Secondo il Censis, già 561.000 famiglie hanno utilizzato tutti i risparmi, anche arrivando a indebitarsi o vendere la casa. 
  
Torino, 15 ottobre 2017 – Pensando al proprio futuro e all'eventualità di trovarsi ad affrontare un problema di non autosufficienza, quasi un italiano su due (44%) teme che i suoi mezzi economici non basteranno per sostenere i costi dell'assistenza.

E' quanto emerge dall'ultima ricerca dell'Osservatorio di Reale Mutua dedicato al welfare1.

Un dato che evidenzia come la non autosufficienza, oltre a incidere sulla qualità della vita del malato e di chi gli è vicino, per una fetta consistente di italiani rappresenti un problema gravoso anche per le stesse finanze personali. 
Al punto da nutrire forti dubbi sulla capacità di far fronte alle spese con i propri risparmi.

Ma se gli italiani si dicono pessimisti sul domani, le loro preoccupazioni sono confermate anche dalla situazione attuale del nostro Paese. 
I numeri parlano chiaro: secondo le rilevazioni del Censis, sono oltre 3 milioni i non autosufficienti in Italia, vale a dire il 5,5% della popolazione. 
Tra questi, le persone con una condizione di non autosufficienza grave, costrette in modo permanente a letto, su una sedia a rotelle o comunque confinate nella propria abitazione per impedimenti fisici o psichici, superano gli 1,4 milioni.

Alla luce del progressivo invecchiamento della popolazione e delle trasformazioni del welfare pubblico, il "peso" della non autosufficienza ricade in gran parte sulle famiglie. 
E' sempre il Censis a rilevare come, ad esempio, ben 910.000 famiglie italiane si siano dovute autotassare per far fronte al costo privato dell'assistenza e altre 561.000 abbiano già utilizzato i propri risparmi arrivando anche a indebitarsi.

Ma, guardando al domani, come pensano gli italiani di affrontare i costi della non autosufficienza? Il 56% si rivolgerebbe ai sussidi messi a disposizione dal sistema di welfare pubblico, come l'assegno di accompagnamento, mentre il 49% attingerebbe fino in fondo ai propri risparmi.

Qualora i soldi non bastassero, per il 19% degli italiani la soluzione sarebbe quella di vendere i propri beni, come l'abitazione, mentre un ulteriore 11% arriverebbe a indebitarsi, chiedendo un prestito alla propria banca o ai familiari.

Per non arrivare a questi estremi, un italiano su quattro (29%) agirebbe per tempo stipulando una polizza assicurativa specifica che garantisca prestazioni e servizi adeguati per far fronte alla problematica, oltre a fornire un sostegno economico.

"Dalle risposte che abbiamo raccolto con la seconda puntata del nostro Osservatorio sul welfare emerge la preoccupazione, da parte degli italiani, per i costi legati all'eventuale perdita dell'autosufficienza loro o di un loro caro. – Afferma Anna Deambrosis, Responsabile della Direzione Welfare di Reale Mutua - Il problema è serio e concreto, anche alla luce del progressivo invecchiamento della popolazione che, nel tempo, accrescerà il fabbisogno di cure e assistenza. Per questo motivo, diventa sempre più importante favorire lo sviluppo di misure di assistenza sanitaria integrativa. Come Reale Mutua, siamo già attivi nel rispondere a questa crescente domanda di welfare attraverso piani di assistenza dedicati, che fanno leva sul network di strutture socio-sanitarie convenzionate Blue Assistance, su professionisti e operatori specializzati, e sull'innovativo servizio di telemedicina, che offre una soluzione altamente tecnologica per il monitoraggio a distanza dello stato di salute".

1 Indagine CAWI condotta dall'istituto di ricerca Nextplora su un campione rappresentativo della popolazione italiana per quote d'età, sesso ed area geografica.

Fondata a Torino nel 1828, la Società Reale Mutua di Assicurazioni è la più importante Compagnia di assicurazioni italiana in forma di mutua. 
È capofila di Reale Group, un Gruppo internazionale nel quale operano più di 3.180 dipendenti per tutelare oltre 3,8 milioni di Assicurati. 
Reale Mutua offre una gamma molto ampia di prodotti, sia nei rami Danni sia nei rami Vita. I suoi Soci/Assicurati sono quasi 1,4 milioni, facenti capo a 349 agenzie su tutto il territorio italiano. 
La Società evidenzia un'elevata solidità, testimoniata da un indice di solvibilità che si attesta al 334% (Solvency II).


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