TUMORI, QUANDO LA FILANTROPIA PORTA L'INNOVAZIONE AI PAZIENTI: A BRESCIA UNA NUOVA FRONTIERA DELLA RADIOTERAPIA
Fondazione Guido Berlucchi e Fondazione Poliambulanza insieme per le cure oncologiche. Un progetto da 10,8 milioni di euro, sostenuto anche dalla filantropia, introduce una tecnologia che permette di adattare il trattamento alle condizioni del paziente grazie all'intelligenza artificiale.
Brescia, 19 ottobre 2026 – Trasformare i progressi della ricerca in opportunità concrete di cura. È questo l'obiettivo della collaborazione tra Fondazione Guido Berlucchi e Fondazione Poliambulanza, struttura sanitaria non profit convenzionata con il Servizio Sanitario Nazionale, che ha portato al rinnovamento del Centro di Radioterapia e Radiochirurgia Guido Berlucchi di Brescia. Un progetto del valore complessivo di 10,8 milioni di euro, al quale la Fondazione Guido Berlucchi ha contribuito, confermando il ruolo della filantropia nel sostenere l'innovazione sanitaria.
«L’innovazione nella lotta contro il cancro corre veloce, proprio per questo la vera sfida è fare in modo che i suoi progressi diventino opportunità concrete di cura per i pazienti. Portare a Brescia una delle prime tecnologie in Italia per la radioterapia adattiva supportata dall’intelligenza artificiale significa compiere un passo importante in questa direzione. È qui che la filantropia può fare la differenza: sostenere investimenti capaci di avvicinare le scoperte scientifiche alla pratica clinica e rendere disponibili strumenti sempre più avanzati. Questa è la visione che Guido Berlucchi ci ha lasciato e che continua a guidare le scelte della nostra Fondazione» dichiara Giambattista Bruni Conter, presidente della Fondazione Guido Berlucchi.
Il Centro è il primo in Italia a mettere in funzione un acceleratore Elekta Evo Adaptive, che consente, nei casi indicati, di modificare il piano radioterapico anche immediatamente prima della seduta. Attraverso immagini tridimensionali e strumenti di intelligenza artificiale, gli specialisti possono tenere conto delle variazioni anatomiche del paziente, con l'obiettivo di colpire il tumore con maggiore precisione e proteggere gli organi sani.
L'intervento comprende due nuovi acceleratori lineari, un bunker e la riqualificazione degli spazi assistenziali, inclusa l'area dedicata alla radiochirurgia Gamma Knife, con ambienti più confortevoli e percorsi di assistenza rinnovati.
La collaborazione tra le due Fondazioni risale a oltre 25 anni fa. Da allora, Fondazione Guido Berlucchi, impegnata nella ricerca oncologica, ha accompagnato lo sviluppo del Centro, contribuendo all'introduzione di nuove apparecchiature e al miglioramento dei servizi.
Fino a giugno 2026, il Centro ha effettuato 11.660 cicli di radioterapia e 3.869 trattamenti Gamma Knife. Numeri che testimoniano un'attività consolidata, oggi rafforzata da un modello in cui sanità non profit e impegno filantropico concorrono al progresso delle cure.



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