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sabato 6 gennaio 2007

Bill Gates: "Un robot in ogni casa così ci cambierà la vita"

Su "Le Scienze" il leader dell'era informatica spiega
come avranno funzioni di colf, medico, badante o poliziotto




 (Masterworld.org/news) Immaginate di essere testimoni della nascita di una nuova industria. Un'industria basata su tecnologie pionieristiche, in cui un ristretto gruppo di società affermate vende apparecchiature specializzate mentre nuove imprese in rapida crescita producono giocattoli innovativi, articoli per l'hobbistica e altri prodotti di nicchia. Ma è anche un comparto frammentato, che ha poche piattaforme comuni. I progetti sono complessi, i progressi sono lenti e le applicazioni pratiche relativamente rare. Malgrado le grandi aspettative che suscita, nessuno può dire se e quando questo settore raggiungerà la massa critica. Se lo facesse, però, potrebbe rivoluzionare il mondo.

Questa potrebbe essere una descrizione dell'industria informatica intorno alla metà degli anni Settanta. Più o meno il periodo in cui io e Paul Allen lanciammo la Microsoft. [...] Ma ciò che ho in mente è qualcosa di molto più vicino a noi: l'emergere della robotica, che si sta sviluppando come fece l'industria informatica trent'anni fa. Pensate ai robot usati nelle linee di assemblaggio dell'industria automobilistica come all'equivalente dei computer mainframe di una volta. Tra i prodotti di nicchia troviamo bracci robotici che eseguono interventi chirurgici, robot militari che eliminano le bombe dalle strade e robot domestici per pulire i pavimenti. Le aziende di elettronica hanno realizzato robot-giocattolo che imitano persone, cani o dinosauri, e gli appassionati aspettano trepidanti di poter mettere le mani sull'ultima versione del sistema robotico della LEGO.

Nel frattempo, alcuni dei migliori cervelli del mondo sono alle prese con i problemi più ardui, come il riconoscimento visivo, la navigazione e l'apprendimento artificiale. E stanno riuscendo a venirne a capo. Alla Grand Challenge del 2004, un concorso istituito per premiare il primo veicolo robotico capace di muoversi in modo autonomo coprendo una distanza di 230 chilometri su un percorso accidentato nel deserto del Mojave, il concorrente migliore riuscì a far percorrere al suo veicolo appena 12 chilometri. Solo un anno dopo cinque veicoli hanno coperto l'intera distanza, e il vincitore lo ha fatto a una media di 30,7 chilometri orari.

Le sfide che la robotica sta affrontando sono analoghe a quelle che abbiamo affrontato nell'informatica trent'anni fa. [...] La standardizzazione dei processori robotici è limitata, e il codice di programmazione usato in una macchina non può essere applicato a un'altra: ogni volta che qualcuno vuole costruire un nuovo robot, deve ripartire da zero.

Malgrado queste difficoltà, [...] posso immaginare un futuro in cui i robot saranno parte integrante della nostra vita quotidiana. Tecnologie come l'informatica distribuita, il riconoscimento vocale e visivo e la connettività wireless a banda larga apriranno la porta a una nuova generazione di dispositivi indipendenti che consentiranno ai computer di eseguire compiti al nostro posto. Potremmo trovarci sulla soglia di una nuova era, in cui il PC andrà oltre la scrivania, e ci permetterà di vedere, sentire, toccare oggetti in luoghi in cui non siamo fisicamente presenti.

[...] Ma dobbiamo fare ancora molta strada. Una ragione è questa: è stato molto più difficile del previsto fare in modo che computer e robot riuscissero a percepire l'ambiente circostante e a reagire rapidamente e con precisione. È stato arduo dare ai robot capacità che noi diamo per scontate: pensiamo alla capacità di orientarsi in una stanza, di reagire ai suoni e interpretare i discorsi, o ancora di afferrare oggetti di diverse dimensioni, diverso materiale e diversa fragilità. Anche una cosa elementare come capire la differenza tra una porta aperta e una finestra può essere incredibilmente complicata per un robot. Ma i ricercatori stanno iniziando a trovare le risposte. [...]

Un'altra barriera è stato il costo dei sensori che permettono a un robot di determinare la distanza di un oggetto, oppure dei motori e dei meccanismi che gli consentono di maneggiare un oggetto. Ma i prezzi stanno calando. [...] E oggi i costruttori di robot possono integrare chip GPS, videocamere, microfoni a schiera e altri sensori con una spesa ragionevole.
[...] Infine, ai primi tempi del PC, ci eravamo resi conto che ci voleva un ingrediente che avrebbe consentito a tutto il lavoro pionieristico di fondersi in un'industria capace di generare prodotti su scala commerciale. Ciò che serviva, si dimostrò in seguito, era Microsoft BASIC.

Quando creammo questo linguaggio di programmazione, posammo le fondamenta comuni che permisero ai programmi sviluppati per una specifica serie di hardware di funzionare anche su altri modelli. [...] L'industria robotica ha bisogno di trovare l'ingrediente mancante per compiere lo stesso salto di qualità realizzato dall'industria informatica trent'anni fa.

[...] È impossibile prevedere quali saranno le applicazioni che guideranno questo nuovo settore. Sembra verosimile che i robot avranno un ruolo nel prestare assistenza agli anziani. Saranno probabilmente di aiuto alle persone disabili nei loro spostamenti e aumenteranno la forza e la resistenza di soldati, operai e personale medico. Effettueranno la manutenzione di macchinari industriali pericolosi, maneggeranno sostanze nocive e controlleranno oleodotti lontani. Permetteranno agli operatori sanitari di fare diagnosi e curare pazienti a migliaia di chilometri di distanza, e saranno un elemento cruciale dei sistemi di sicurezza e delle operazioni di ricerca e soccorso.

Anche se alcuni dei robot di domani assomiglieranno magari a macchine antropomorfe come quelle di "Guerre Stellari", la maggior parte di essi non avrà niente di così "umano". Via via che le periferiche mobili saranno sempre più comuni, potrebbe diventare sempre più difficile definire che cos'è un robot. Le nuove macchine saranno altamente specializzate e onnipresenti, ma assomiglieranno così poco ai robot della fantascienza che magari non le chiameremo neppure robot. Ma diventando accessibili ai consumatori questi dispositivi potrebbero avere, sul nostro modo di lavorare, comunicare, apprendere e divertirci, un impatto altrettanto profondo di quello che ha avuto il PC negli ultimi trent'anni.


Origine: Repubblica

venerdì 5 gennaio 2007

Arriva Vista, Windows cambia pelle "Relax, sicurezza e multimedialità"

Il nuovo sistema operativo della Microsoft sarà in vendita, con Office 2007, a partire dal 30 novembre per l'utenza business. Dal 30 gennaio per tutti


 Arriva Vista, Windows cambia pelle (Masterworld.org/news) ROMA - Qualche giorno fa l'annuncio del "parto", tra due settimane - il 30 novembre - l'uscita sul mercato nel segmento business. Il 30 gennaio sarà in vendita per tutti. Windows Vista, il nuovo sistema operativo di casa Microsoft destinato a sostituire il popolare Windows XP, è stato presentato ieri - insieme alla nuova versione di Office, la 2007 - sulla terrazza di un albergo di Roma con veduta mozzafiato. Uno scenario meritato, non c'è che dire, soprattutto pensando alla tormentata gestazione di questo prodotto, la cui progettazione è andata avanti a "stop and go" (con relativi scossoni del titolo Microsoft a Wall Street) per ben cinque anni. Nel 2001, quando venne lanciato Windows XP, Microsoft promise che avrebbe sfornato il nuovo OS nel 2004. Ci sono voluti due anni di più ma alla fine Vista è arrivato. Del resto siamo dinanzi a un'evoluzione che viene definita un netto salto di qualità da molti degli addetti ai lavori, anche se nel disvelarsi, anno dopo anno, ha perso per strada alcune delle caratteristiche del progetto originario. Come che sia, il risultato finale promette di migliorare di molto il nostro rapporto quotidiano con il computer. Ed è in fondo quello che più conta.

Delle sue caratteristiche si è parlato molto e in molti le hanno potute toccare con mano, considerando che Microsoft ha rilasciato liberamente una beta (ovvero la versione di sviluppo) del sistema operativo. Sono novità di tutto rilievo, soprattutto se si guarda indietro, a XP. Intanto l'interfaccia grafica, che con Aero glass si avvicina a quelle più avanzate e certamente piacerà a tanti per le sue trasparenze, per le soluzioni 3D e per i widgets (che qui si chiamano gadgets). Poi l'usabilità. Dalla possibilità di cercare ogni tipo di file velocemente nel proprio computer alla creazione in punta di clic di una rete interna, al controllo dell'uso che del computer fanno i minori. Si dirà: ma alcune di queste caratteristiche sono già presenti in altri sistemi operativi come Mac OSX di Apple e Linux. Verissimo, ma se ad adottarle è l'ambiente di lavoro Windows, usato dal 90% dei computer del pianeta, il loro impatto è di tutto rispetto. Questione di numeri.

Vediamoli, allora, questi numeri. "Ci aspettiamo che più di 100 milioni di macchine girino con Vista già nel primo anno di vita", dice Fabrizio Albergati, direttore della divisione Windows di Microsoft Italia. "Non solo: secondo i nostri dati, il 66 per cento dei computer in circolazione ha già un hardware in grado di usare Vista: il restante 33 per cento deve fare qualcosina, per esempio adeguare la scheda grafica che per apprezzare in pieno il sistema operativo ha bisogno di almeno 128 megabyte. Io credo che potremmo avere un successo superiore a quello di XP. Un obiettivo realizzabile, anche in Italia. Da noi ci sono ormai 9 milioni e mezzo di famiglie con un pc in casa, una cifra impensabile appena cinque anni fa. C'è negli italiani una maggiore maturità dello strumento informatico".
Arriva Vista, Windows cambia pelle
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Bill Gates


Quello della fame di hardware del nuovo sistema operativo è un problema, soprattutto per chi non ha alcuna intenzione di cambiare il suo computer "vecchio" di qualche anno ma perfettamente funzionante per potersi gustare Vista. Di sicuro questo nuovo gioiello di casa Microsoft (sarà venduto in sette versioni con il prezzo di quella base intorno ai 240 euro) necessita di non poche risorse per dare il meglio di sé: la casa madre indica una ram minima (che è un po' l'ossigeno per un computer) da 512 megabyte, quella consigliata è di un gigabyte. Della scheda grafica abbiamo già detto. Quanto al processore, i più moderni sono sicuramente in grado di esprimere tutta la potenza del nuovo sistema operativo.

Detto questo, Windows Vista, provato su una macchina ben carrozzata di hardware, fa la sua bella figura: effetti grafici a profusione, risposta del sistema efficientissima anche nella parte multimediale, tempi di avvio e di spegnimento ridotti all'osso e veloci ricerche all'interno del computer, su ogni tipo di file. Una caratteristica, quest'ultima, indispensabile nell'overload di informazioni che ci attraversa ogni giorno. Insomma, l'approccio a Vista non potrebbe essere migliore. La speranza è che nel tempo la stabilità dell'insieme conforti le impressioni del primo contatto. Albergati ne è certo: "Questo nuovo sistema rappresenta un salto molto importante perché è stato completamente riprogettato. Il codice è stato scritto con una struttura esterna che via via lo verificava segnalando eventuali ingenuità in corso d'opera".

E i driver, ovvero quei piccoli software che consentono al nostro sistema di dialogare, e quindi far funzionare, stampanti, scanner, fotocamere, modem, cellulari e quant'altro fa parte della nostra vita digitale? Il passaggio a Vista sarà doloroso come quello da Windows 98 a XP oppure no? Si passerà più tempo a combattere con i driver oppure, finalmente, a usare il computer e basta? Il responsabile Microsoft rassicura: "Vista riconosce da solo già moltissime periferiche, abbiamo lavorato e stiamo lavorando con i nostri partner perché rilascino i driver specifici per Vista. Vogliamo che siano nativi, la più importante risorsa è la certificazione. Ma niente paura: molti driver di XP hanno la compatibilità con Vista".

L'approccio a Vista da parte di una persona poco informatizzata non dovrebbe quindi essere traumatico. "Anzi", spiega Albergati, "ci sono novità e migliorie soprattutto in quelle funzioni che usiamo più frequentemente. Per esempio, chi ha figli che usano il pc può impostare il parental control che adesso permette di definire come il minore può utilizzare il computer: in quali orari sarà disponibile la macchina, con chi potrà chattare, il livello di giochi che potrà usare (con l'esclusione di quelli violenti) e naturalmente i siti in cui navigare. Quanto al multimediale abbiamo sviluppato molto il versante di gestione, catalogazione e utilizzo di musica, fotografie, filmati amatoriali. Per la sicurezza, sarà una scoperta il sistema dei filtri antiphishing, che ci difendono da chi vuole rubarci i numeri della carta di credito, e il software di difesa contro gli spyware che finirà per diminuire lo spamming nei confronti dell'utente". "Insomma - conclude Albergati - la parola d'ordine di Vista è: voglio un utilizzo rilassato del mio sistema dal quale sono certo di ottenere il massimo di performance".


Origine: Repubblica

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