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martedì 14 aprile 2009

Concorso Santuario Valsorda Garessio CN

3° CONCORSO LETTERARIO E DI PITTURA

SANTUARIO NOSTRA SIGNORA DELLE GRAZIE – VALSORDA

GARESSIO (CN)

Scadenza 31 maggio 20098

SEZ. A: poesia singola in lingua italiana a tema libero.

SEZ. B: poesia singola in lingua italiana a tema religioso.

SEZ. C: poesia singola in lingua italiana a tema libero riservata ai bambini e ragazzi sino ai 18 anni

SEZ. D: Racconto liberamente ispirato alla storia del Santuario di Valsorda (potrà essere preso spunto dall'allegato al presente bando).

SEZ: E: opera pittorica di qualsiasi tecnica o orientamento artistico, di misura non superiore 40x50 munita di cornice. Sul retro dovranno essere indicati: nome, cognome, firma e indirizzo dell'autore e dovranno essere consegnate o fatte pervenire entro il 31 maggio 2009 al Rettore del Santuario don Giuseppe Rizzo in Garessio – Valsorda (CN). Le opere saranno esposte al pubblico durante la mostra del libro nel mese di agosto 2009 e potranno essere ritirate lo stesso giorno della premiazione oppure successivamente previo accordo con il Rettore don Giuseppe Rizzo ai seguenti numeri di telefono 0174/81318 oppure 340/8584773.

TESTI: le poesie non devono superare i 36 versi. I Racconti non devono superare le due cartelle. Ogni elaborato deve essere dattiloscritto o fotocopiate su formato A4. È ammesso un solo elaborato per ogni sezione.

NUMERO COPIE di poesie e racconti: i concorrenti dovranno inviare n° 6 copie di cui 5 anonime ed una con nome, cognome, indirizzo, numero di telefono, dichiarazione firmata che trattasi di opera di propria esclusiva produzione.

QUOTA DI PARTECIPAZIONE: € 15 per ciascuna sezione.

La Sez. C riservata a bambini e ragazzi è gratuita.

PAGAMENTO QUOTE DI PARTECIPAZIONE: in contanti, assegno non trasferibile o versamento sul c/c.postale n° 12519120 intestato a Santuario Nostra Signora delle Grazie Garessio-Valsorda (CN).

SPEDIZIONE: spedire gli elaborati a Don Giuseppe Rizzo c/o Santuario Nostra Signora delle Grazie 12075 Garessio-Valsorda (CN) allegando l'attestazione del versamento, entro il 31 maggio 2009, farà fede il timbro postale.

GIURIE: saranno formate da esperti del settore e rese nota a graduatoria ultimata.

PREMIAZIONE: avverrà in Garessio-Valsorda (CN) in data da destinarsi.

PREMI: medaglie d'oro e argento, opere artistiche e diplomi.

I vincitori saranno tempestivamente avvisati e tutti i partecipanti riceveranno il verbale della Giuria con la data della premiazione.

DATI PERSONALI: saranno utilizzati esclusivamente per l'espletamento del concorso. Gli interessati hanno diritto all'accesso, modifica e cancellazione dei propri dati. Partecipando al concorso gli interessati manifestano il consapevole consenso dell'uso dei propri dati.

PUBBLICAZIONE: Partecipando al concorso gli autori acconsentono alla eventuale pubblicazione delle loro opere.

PER ULTERIORI CHIARIMENTI: Telefonare a Ines nr. 019/7908068

Allegato al bando del concorso letterario 2009

LA GUARIGIONE DELLA SORDOMUTA (NEL RACCONTO POPOLARE) di Renzo Amedeo

UN FATTACCIO

A metà ottobre non faceva freddo, neanche se era passata la mezzanotte. Eppure un uomo, guardingo come chi sta per compiere un delitto ed a nervi tesi come chi teme d'essere conosciuto, chiuso in un ampio mantello, uscì per la sua "vergognosa operazione". Prima dell'alba era nei boschi di Valsorda. Sudava freddo. Sostò un istante, come per superare un ultimo dubbio; ma la sua posizione irregolare non ammetteva pentimenti. Il frutto di quel suo amore assurdo doveva scomparire e le lacrime della madre erano state più di vergogna che di amore per quella tenera creatura. Allora si sollevò da terra e passando dietro la piccola Cappella della Madonna delle Grazie, quasi contigua ai boschi, giunse ai due scalini che chiudevano l'Oratorio a monte delle case. Chinò gli occhi per non incontrare lo sguardo di rimprovero della Madonna gotica e dei Santi dipinti sulla parete di fondo, ma quando toccò la rozza cancellata che ne chiudeva la parte anteriore, quel ferro gli sembrò come una lama penetrante. Posò il fardello con avviluppata quella innocente creatura e sparì. Quando il cigolio di due secchi che venivano alla fontana addossata alla Cappella nel lento dileguarsi della nera notte, l'avvertì che qualcuno era uscito di casa, si ridestò da quello stordimento, teso l'orecchio allo spasimo. Infatti, dopo un attimo di silenzio, udì una richiesta femminile di aiuto.

IL RITROVAMENTO

Poteva ormai fuggire tranquillo! Tranquillo per modo di dire, perché era quasi un Assassino! In un minuto a Valsorda furono tutti svegli ed in piedi, i lumi tremavano alle piccole finestre o andavano e scomparivano tra i cortili e le stradette. Anche Don Giacomo Gallizia, il Parroco venuto da Arnasco a Valsorda il 22 febbraio 1603, fu chiamato d'urgenza mentre si apprestava a scendere in San Pietro per la Messa. In trentadue anni di Parrocchia mai gli era capitata una faccenda del genere e trovò la gente divisa con tre pareri opposti che si rispecchiavano in diverse domande: "Chissà se sarà un bambino o una bambina"; "Chi sarà mai questa madre?" "Cosa si può fare adesso?". i terzi erano i meno. Dopo la S. Messa avrebbe avvertito il Sindaco e la Comunità, ma adesso bisognava affidarla a qualche buona donna caritatevole e coscienziosa e non gli era neppure difficile fermarsi su un nome: Isabella Ramondo. Non era ancora rientrato in sacrestia da quella sua Messa distratta piena di bisbigli, affollata come non mai, che comparvero "Priori e Maggiorenti". "E adesso?"" Tra andare e venire passò tutta la mattinata e la soluzione trovata dai Sindaci era di estrema semplicità: " Noi indagheremo, affidatela a una qualche donna e vedremo magari di darle poi qualcosa".

IL BATTESIMO DELLA TROVATELLA

Fu mandato a chiamare un padrino, Luciano Paolino, tra i molti che si erano offerti. Fu avvertita la Isabella Ramondo del Battesimo. Per il nome non ci fu nessuna incertezza: MARIA, si sarebbe chiamata la piccola senza genitori, perché la Madonna doveva esserle madre. Nel tardo pomeriggio il Parroco tirò fuori il suo "Libro dei Battesimi", e, senza esitazione, con la sua chiara e sottile grafia, a metà della pagina, annotò l'inconsueto fatto. " Cum heri nocte quadam puella reperta fuit in gradibus oratorii Sanctae Mariae Gratiarum, in superiore parte Vallis, Surdae, et in requisitione D.D. Sindacorum Comunitatis Garexii, a me D. Jacobo Galitia baptizata fuit sub conditione nomen MARIAE impositum fuit et de sacro fonte levata a D. Lutiano Paulino et a Isabella Ramondo". Era il 17 ottobre 1635: 18 anni dopo avremmo avuto intorno a questa trovatella un grande miracolo. Le comari chiaccherarono e indagarono vicino e lontano, ma senza risultati. Poi non se ne parlò più.

OFFERTA ALLA MADONNA

La bimba cresceva nella casa della sua madrina, ma presto si constatò la sua grave disgrazia: era sordomuta! Il 25 febbraio 1649 morì in Valsorda il rettore don Giacomo Gallizia e ne novembre ecco arrivare un Parroco deciso a starci a lungo, ligure come il primo: don Giovanni Francesco Melino da Millesimo, che qui morirà il 22 settembre 1666 dopo 17 anni di Parrocchia e dopo aver assistito al primo straordinario miracolo che segnerà la premessa per l'ampliamento del vecchio oratorio, dando un Santuario alla crescente devozione alla Madonna. " La muta" come a Valsorda veniva chiamata la piccola senza genitori, nata quasi qui sui gradini dell'oratorio, dalla madrina aveva imparato questo: coglieva fiori nei prati, li stringeva in agresti mazzi e poi, attraverso la larga inferriata della piccola costruzione votiva alzata poco dopo la peste del 1410, li gettava a quella Donna raffigurata sul fondo con un bimbo sulle ginocchia, seduta tra un San Marco austero ed una S. Caterina tutta attenzione verso un crocefisso che stringeva tra le mani. Questa era ormai un abitudine e presso quella cappella stava lunghe ore, lasciata sola da ogni compagna di giochi.

IL MIRACOLO

Era la domenica 13 luglio 1653, festa di S. Anacleto. La muta era tornata alla Cappella; aveva gettato i soliti fiori di bosco e guardava la Madonna. E questa si mosse dal fondo verso di lei, l'accarezzò e per la prima volta in vita sua udì una voce calda e buona: "Va dalla tua madrina e portami il più bel vestito che tiene nella cassapanca". La giovane obbedì corse nel cortiletto di casa sua e chiamò come avrebbe fatto qualunque altra ragazza di fronte ad un fatto simile: " Madrina, Madrina!". Isabella Ramondo indugiava; lei, la madrina di una "muta" non poteva essere chiamata. Ma su l'uscio trovò i figlioccia ansante, con il volto infervorato, gli occhi raggianti di gioia e la loquela sciolta. "Quella Signora lassù della Cappella mi ha chiesto di portarle il tuo vestito più bello, dammelo!". Obbedì senza chiedersi il perché, stordita e muta lei a quell'inatteso miracolo. Da allora l'offerta alla Madonna di quel bianco vestito ornato di pazienti ricami casalinghi costituirà nei secoli l'esempio per quella offerta alla Manna di vestiti, stoffe ed oggetti, dando origine al caratteristico incanto di San Giuseppe. Ma la voce del miracolo subito corse veloce. Come diciott'anni prima, "la muta" tornò all'onore della cronaca paesana ed i devoti che numerosi ancor più accorrevano all'Oratorio non mancavano di cercarla per sentire da lei il racconto del miracolo.

Al Rettore Don Melino non resterà i segnare sul frontespizio del registro - conservato fino ad oggi nell'archivio del Santuario - questa lapidaria memoria: "1653 lì 13 luglio in dominica la Madonna Santissima delle Gracie in Valsorda ha liberato una donna mutta donde ha avuto principio la grande devozione".



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Da: inesgastaldi <inesgastaldi@alice.it>

giovedì 5 febbraio 2009

Strategia rifiuti zero, inceneritori e cementifici

Il 3 febbraio 2009, nel centro incontri della Provincia di Cuneo, si è tenuta un’interessantissima conferenza sulla “Strategia rifiuti zero”, tenuta dal Dr Paul Connett, Professore Emerito di Chimica presso la St Lawrence University di Canton, New York.

Finalmente una buona notizia, non solo per l’intervento in sé del Prof. Connett – interessante, coinvolgente, dettagliato, appassionato, comunicativo, a tratti esilarante – ma anche per l’attenta partecipazione del pubblico, numeroso, informato, curioso, pronto a fare domande precise (che a volte lasciavano intravedere conoscenze di dettaglio degne di nota) e a protestare vibratamente quanto il politico di turno ha cominciato ad allargarsi un po’ troppo, inanellando una serie di…“castronerie”, poi prontamente negate, rettificate e seppellite dall’uso di un pedante politichese, infarcito di toni da propaganda elettorale.

Fra qualche mese in provincia di Cuneo si vota per il rinnovo della giunta provinciale, e l’assessore all’ambiente in carica – che ricorda vagamente nell’aspetto un noto esponente di Confindustria, e nei modi, un “po’ troppo” sopra le righe, il suo “maestro di rettifiche” – non ha mancato di polemizzare, a volte anche a sproposito, con il responsabile rifiuti di Legambiente Piemonte, Michele Bertolino…il quale, punzecchiato anche da un ragazzo del pubblico per essersi “reso colpevole” di aver fatto da traduttore all’ottima relazione del Prof. Paul Connett, a mio avviso è stato lucido nell’esposizione, sciorinando dati e, parlando senza peli sulla lingua, ha soprattutto detto “cose” sensate, in relazione ai due argomenti tema della serata: strategia rifiuti zero come alternativa unica e credibile all’insostenibilità delle discariche e all’assoluto “non-sense” dell’incenerimento.

Dimostrando, anche in questo caso, di sapere “qualcosa” in più sull’argomento rispetto al politico che, al di là della facciata, e senza l’aiuto dei suoi collaboratori (più volte invocati, ma misteriosamente dileguatisi a metà serata), si è dovuto arrampicare sugli specchi per sostenere l’insostenibile (e negare l’evidenza), e nascondere il fatto che non conosce la differenza fra l’utilizzo di un combustibile non convenzionale in un inceneritore piuttosto che in un cementificio….ma su questo punto ritornerò nei prossimi post….


La relazione del Prof. Paul Connett, dopo una panoramica generale, partita dall’analisi sulle diverse sfide che l’uomo dovrà sostenere nel XXI secolo, rispetto a quello precedente (si è passati da una gestione dei rifiuti ad una gestione delle risorse; il “punto chiave” oggi non è più la sicurezza, ma la sostenibilità; il modello lineare della società – estrazione, produzione, consumo, rifiuti – si scontra con il mondo che invece segue una logica circolare), ha cominciato la sua puntuale requisitoria contro il modo di sotterrare (discariche) o bruciare (inceneritori) le prove del fallimento del modello iperconsumistico di una società progettata per crescere macchine da consumo, pronte a disfarsi dell’oggetto dei propri desideri per inseguirne sempre nuove, ed effimere, chimere di (in)felicità…

L’unica soluzione credibile, che si fonda sulla responsabilità di ogni cittadino, è quella che affronta i problemi, e cerca di risolverli in modo coerente e sostenibile, evitando inutili sprechi di risorse, denaro, opportunità…

A questo riguardo, il Prof. Paul Connett ha sottolineato che l’incenerimento dei rifiuti è uno spreco di denaro pubblico, di preziose risorse materiali, di energia, di un’opportunita’ di combattere il riscaldamento globale del pianeta.

È passato, quindi, ad una disamina delle conseguenze dannose per la salute umana delle c.d. nanoparticelle e all’attacco frontale (e personale) nei confronti del nostro ex ministro della Sanità, Veronesi, il quale di recente si è lanciato in affermazioni quantomeno discutibili, non solo in relazione al “rischio zero” (cancro…) dell’incenerimento dei rifiuti, ma anche con riguardo alle problematiche connesse all’utilizzo degli OGM…

In definitiva, “l’inceneritore è un tentativo di perfezionare una pessima idea”

Effettuata questa doverosa premessa, volta a contestualizzare le problematiche connesse alla gestione dei rifiuti, la sua relazione, a questo punto, è entrata nel merito della questione principale: cos’è la strategia rifiuti zero e come attuarla nel concreto?

La considerazione iniziale è la seguente: il trattamento dei rifiuti non è un problema tecnologico, ma di strategia, organizzazione, educazione e progettazione industriale.
Per inseguire e realizzare la strategia zero rifiuti occorrono:
1. (a monte) responsabilità industriale (progetto industriale di sostenibilità; produzione pulita; responsabilità della catena di produzione ,
2. (a valle) responsabilità della comunità (separazione alla sorgente; raccolta porta a porta, che costituisce il trampolino per la realizzazione della strategia rifiuti zero) e
3. una buona leadership politica (per saldare insieme le prime due)

Non sono mancati esempi concreti di attuazione di questi comportamenti (fabbrica di birra nell’Ontario, Xerox con i componenti dei prodotti elettronici).
Infine, prime delle conclusioni, Paul Connett si è soffermato sull’importanza dei centri di ricerca – laboratori di sostenibilità – sull’analisi di quanto sta avvenendo a Capannori (Lucca), primo comune italiano ad aver dichiarato di voler realizzare la strategia rifiuti zero e sulle interazioni delle interazioni che quest’ultima produce (un sistema di migliaia di “green boxes”).


L’invito finale al pubblico è: “divertitevi”, nella "battaglia" contro i consulenti pagatia peso d'oro, sulle note di un’inaspettata, quanto divertente canzoncina, intonata da un comunicatore formidabile, capace di parlare con leggerezza di temi cupi e drammaticamente importanti…

We don’t want incineration
We don’t want incineration
We don’t want incineration
We know there’s a better way!
Mine eyes have seen the garbage
That’s a smoldering on the grate
We must stop incineration
Before it is too late
Unless we wish the dangers
We had better separate
And we must do it now!

Tutt’altra musica, rispetto a quanto (non) avvenuto venerdì 30 gennaio 2009 a Bra, dove il convegno pubblicizzato dall’associazione internazionale di comunicazione ambientale si è risolto in un autoreferenziale spot pubblicitario di iniziative vaghe, insussistenti, a volte fastidiose, un po’ snob, che non rimarrà nella memoria neanche di quei quattro gatti (fra i quali ero presente anch’io…) che hanno deciso, in assoluta buona fede, di dedicare parte del proprio tempo libero per cercare di comprendere e comunicare meglio l’ambiente.

Nel prossimo post dirò la mia su quanto avvenuto nel dibattito che ha seguito la relazione del Prof. Paul Connett “Strategia rifiuti zero”, nella quale, accanto a puntuali interventi da parte del pubblico, è emersa una certa “confusione semantica” (oltre che nozionistica, politica, civica) da parte di alcuni cittadini, ma soprattutto di quegli amministratori che dovrebbero prendere decisioni molto importanti, ma si riducono a perpetrare, in modo noioso, una perenne, vuota, inutile e dannosa campagna elettorale.

Paul Connet - Cuneo, 3 febbraio 2009 - Slides

Dopo l’intervento del Prof. Paul Connett, è interventuto il responsabile rifiuti di Legambiente Piemonte, Michele Bertolino, che ha illustrato il contesto generale sulla gestione dei rifiuti in Provincia e in Piemonte (facendo riferimento anche alla situazione dei quattro consorzi della provincia – CEC – ACEM – COASBER e CSEA) e, per quanto riguarda l’incenerimento di rifiuti nei cementifici – forse il tema più caldo della serata – ha affermato che
“l’utilizzo in co-combustione serve a ridurre gli impatti ambientali degli impianti esistenti”.
A prescindere, in questa sede,
  • dall’aspetto tecnico (non sono in grado di dire se effettivamente i cementifici hanno dei sistemi di filtrazione meno efficienti di quelli di un inceneritore…) e
  • da quello economico (faccio riferimento anche a quanto, con dovizia di riferimenti normativi, ha brillantemente spiegato l’Ing. Bosco, durante il suo lungo intervento, in relazione al duplice “incentivo” di natura economica per quegli impianti che si vogliono considerare centri di profitto e non di costo)
che pure sono importanti in una considerazione globale e di strategia a medio–lungo termine, vorrei soffermarmi proprio su quanto affermato da Bertolino.E affrontare le problematiche connesse all’incenerimento dei rifiuti da un punto di vista logico-giuridico-strategico.

Il responsabile rifiuti di Legambiente Piemonte è stato duramente (rectius: politicamente…) attaccato dall’assessore provinciale all’ambiente (proprio per questo “ripreso” dal pubblico, attento, partecipe e non disposto a farsi prendere in giro dal politichese), che si è preso “la briga e di certo il gusto” di affermare che le parole di Bertolino sono il segno più evidente della sua militanza nel “partito dell’incenerimento”, in totale contraddizione con lo spirito della strategia rifiuti zero…

Non si tratta di prendere le difese di Bertolino, o di volersi schierare aprioristicamente (sempre e comunque, a prescindere dalla bontà delle “offerte politiche” – ammesso e non concesso che al momento attuale ci siano – di volta in volta proposte…) da una parte o dall’altra della barricata che sembra impedire, nel nostro diviso paese, un dialogo effettivo, e non solo di facciata.

Le parole di Connett sulla responsabilità che ognuno di noi deve avere – che necessariamente si deve rapportare con quella di tutti gli altri – anche come antidoto alla noiosità della classe dirigente, e come strumento di promozione e sensibilizzazione verso un nuovo modo di intendere la società, dovrebbero farci riflettere…

Credo che, specie nella delicata fase attuale, si debba procedere risoluti nel perseguimento dell’obiettivo, ma anche con una certa cautela nella metodologia…e (cercare di) cogliere tutte le sfumature e le implicazioni della questione ambientale e della complessa strategia che vorremmo ci portasse ai rifiuti zero.
In altre parole: occorre gestire il cambiamento, e domandarsi quale sia, medio tempore, la soluzione meno indolore possibile per raggiungerlo.

Certo, l’incenerimento è antitetico alla raccolta differenziata: considerazione peraltro alquanto ovvia, ma che non può essere perennemente decontestualizzata (cioè parlare di incenerimento senza ulteriori specificazioni, quantomeno opportune e doverose).

Personalmente sono contrario non solo alla costruzione di nuovi inceneritori, ma anche al mantenimento, ampiamente sovvenzionato, di quelli attuali, finanziati attraverso la perversa applicazione del sistema CIP6, nato come un giusto e importante incentivo, funzionale ad una specifica politica energetica (favorire le fonti di energia rinnovabili), trasformato, di fatto, in un’iniqua sovvenzione ai “soliti noti”.

Ammesso e non concesso che l’incenerimento dei rifiuti sia una soluzione sostenibile, se gli imprenditori del fuoco vogliono bruciare rifiuti, che ce la facciano con i loro mezzi (il sacro fuoco della libera e sfrenata concorrenza, del resto, non fa parte della mentalità liberista?), senza alimentare con soldi pubblici un circolo vizioso (più rifiuti, più brucio, più guadagno…), anziché quello virtuoso proposto da Connett, che condivido.

Ad ogni buon conto, gli inceneritori bruciano rifiuti e basta, e costituiscono una pura e semplice operazione di smaltimento, anche se incidentalmente avviene un recupero di energia (cosa che “autorizza” i fautori di questa soluzione a utilizzare pomposi termini quali termovalorizzazione, per creare quella confusione semantica – cui facevo riferimento nel post di ieri – sulla base della quale cercare di creare consenso).

L’incenerimento dei rifiuti nei cementifici, invece – per quanto l’operazione possa non essere condivisibile (si tratta pur sempre di bruciare rifiuti, ovvio) – costituisce un’operazione di recupero energetico – per usare i termini del Giurista ambientale, quale sono – e, allo stato attuale, consente di “ridurre gli impatti ambientali degli impianti esistenti”, i quali, se non bruciassero rifiuti, brucerebbero comunque qualcos’altro (petrolio, olio combustibile, pet-coke, ….)

Si tratta di una differenza di non poco conto – dettagliatamente spiegata in due importanti sentenze del 2003 dalla Corte di Giustizia delle comunità europee.

Ritengo questa precisazione doverosa, sia per contraddire quanto affermato dall’assessore provinciale, sia per rispondere a quanti fra il pubblico (rappresentante VAS) – nel bailamme creatosi in seguito alle giuste contestazioni… “economiche” mosse nei confronti dei cementifici – deviando in parte dall’argomento principale della serata (strategia rifiuti zero) hanno considerato che, a questo punto, è comunque meglio l’incenerimento in un impianto dedicato (controlli pubblici) rispetto a quello in un cementificio (denuncia e controlli meno “continui e pregnanti”).

Non è questa la sede per unalteriore approfondimento della materia: quello che appare evidente è la confusione intrinseca della problematica, alimentata da virutosismi linguistici, da considerazioni emotive e da pregiudizi ideologici.
La soluzione, dunque, non appare semplice, e se non si pongono le basi per creare un sostrato culturale con il quale affrontare un dialogo effettivo e sensato (un linguaggio che permetta di capirsi, senza fraintendimenti), la semplice responsabilità personale (indispensabile al pari delle altre forme di responsabilità, e delle loro interazioni, fondate anche sul confronto e sul dialogo), non sarà sufficiente per arrivare alla società dei rifiuti zero, che rischia di rimanere solo uno sbiadito sogno…

Come il rappresentante di Legambiente, non sono a favore degli inceneritori ma, essendo un ambientalista con i piedi per terra e senza paraocchi preconfezionati (da qualcun altro), ritengo che, medio tempore, nella fase della necessaria pianificazione della strategia rifuti zero, quella dell’incenerimento dei rifiuti nei cementifici (con le dovute cautele tecniche e senza alcun tipo di incentivazione economica) sia la soluzione temporanea meno invasiva per ridurre gli impatti ambientali degli impianti esistenti (che comunque brucerebbero altro, in aggiunta a quanto brucerebbero gli inceneritori tout court), e per tamponare il problema connesso alla gestione dei rifiuti (che adesso, che non siamo la società dei rifiuti zero, esistono, e costituiscono un problema che va affrontato).

Solo in questo modo, credo, si può aspirare a costruire, se non proprio la società rifiuti zero (che, forse, in quanto assoluta non è realisticamente immaginabile), almeno una società che tenda il più possibile verso questo obiettivo: mi sembrerebbe già un ottimo risultato.

lunedì 14 aprile 2008

dibattito organizzato da ADIMO sulla Medicina Omeopatica a Saluzzo (Cn)




Organizza
Dibattito sulla Medicina Omeopatica
con il dottor Yousef Osama Medico Omeopata unicista specializzato in Chirurgia
23 Aprile
ore 21 Centro Studi Santa Chiara - Via Volta, 9 - Saluzzo (Cn)
Ingresso 1€
confermare la propria adesione ai numeri 349.6082320 - 348.7634936 causa capienza limitata della sala.

Mercoledì 23 Aprile
si svolgerà a Saluzzo (Cn) il secondo dibattito organizzato dalla nostra Associazione. Dopo il dottor Rittatore è il momento del dottor Osama, che risponderà a quesiti, dubbi e problematiche sull'argomento Omeopatia posti dal pubblico presente in sala. Anche questa volta è richiesto un contributo simbolico di 1€ e la conferma di partecipazione alla serata a causa della capienza limitata della sala (circa 50 posti) anche via sms ai numeri telefonici 349.6082320 -348.7634936 o all'indirizzo di posta elettronica saluzzo@adimo.org

Per informazioni:
Adimo Saluzzo
Sito
web: http://www.adimo.org
Tel. 349.6082320 - 348.7634936 - 0175.44203
Email: saluzzo@adimo.org

Conferenza Adimo: "L'ambiente dell'amore"



Conferenza Organizzata a Saluzzo (Cn) dall'Associazione ADIMO


"L'ambiente dell'Amore"

come stimolo alla crescita di valori umani per curare la Famiglia e la Società


La serata di venerdì 4 Aprile è stata teatro del secondo incontro-dibattito organizzato dall'Associazione ADIMO (Associazione Di Informazione sulla Medicina Omeopatica) a Saluzzo. Nel Salone dell'ex scuderia "C" dell'ex caserma "M. Musso" si sono alternati a parlare relatori di indiscussa fama quali il dottor Mohamed Bahà El-Din Ghrewati, il dottor Marco Montaldo e il dottor Yousef Osama. Il quarto relatore, il dottor Rittatore, "non ha potuto prendere parte alla conferenza per un impegno improvviso", ha spiegato l'organizzazione nella persona del Responsabile ADIMO della sede di Saluzzo Angela Vittone. Il tema fondamentale su cui si è articolata la conferenza è stato l'amore, concepito come strumento centrale di benessere psicofisico.


Il dottor Ghrewati (Medico Omeopata Unicista specializzato in Chirurgia) ha dissertato sull'importanza dell'etica e dell'amore nel rapporto di coppia "l'uomo deve valorizzare, sempre più, la propria compagna, rispettarla considerandola parte di se stesso. L'amore fisico è una componente imprescindibile nel rapporto di coppia, quando manca crea carenze, vuoti profondi e squilibri forti con conseguenze di disumanizzazione" e tra medico e paziente per "dare valore alla vita e alla salute che ne è un'indispensabile componente. La salute si mantiene integra con l'amore, per il proprio corpo e per gli altri. L'amore passa attraverso un modo di pensare che sia amorevole, positivo e libero da indebite paure. Indotte, spesso, da chi vorrebbe farci schiavi di un meccanismo di prevenzione indiscriminata, fatta di esami medici e di controlli ripetuti, che, alla lunga, non fanno che creare in noi un allarmismo ingiustificato per un ipotetico male."

Il dottor Osama (Medico Omeopata Unicista specializzato in Chirurgia) ha esposto le compatibilità tra diverse conformazioni psicofisiche maschili e femminili alla luce dell'Omeopatia: l'omeopatia cura il malato che vive in famiglia e nella società. Se la famiglia è in sofferenza soffre anche la società. La salute della Società passa attraverso l'Equilibrio Familiare importantissimo da raggiungere per l'uomo, insieme all'Equilibrio Spirituale, all'Equilibrio Mentale, e all'Equilibrio Sociale.

Il dottor Montaldo (Medico Chirurgo Omeopata Unicista specializzato in Pediatria) ha affrontato il tema parlando dell'importanza dell'Amore come terreno di crescita del bambino. La presenza di problemi familiari non fa crescere i bambini equilibrati ed in armonia determinando che, anche da adulti, si comportano come bambini.


Come nell'incontro precedentemente organizzato da ADIMO a Saluzzo, la presenza di pubblico è stata cospicua, testimoniando un'attenzione sempre maggiore per la materia Omeopatia che sta spingendo l'associazione ad impegnarsi sempre più nel suo ruolo divulgativo attraverso l'organizzazione di Conferenze, incontri-dibattiti e sessioni di visite aperte ai tesserati e non con la collaborazione dei propri medici associati. A tal proposito ADIMO invita a partecipare numerosi alla prossima iniziativa del 23 Aprile p.v. ancora a Saluzzo (Cn), quando si svolgerà un incontro-dibattito col dottor Osama presso il Centro Studi Santa Chiara in Via A. Volta n. 9. Secondo appuntamento della serie di incontri mensili con i medici omeopati in cui il pubblico potrà esporre dubbi o problemi sull'argomento omeopatia e trovare risposte.


Per informazioni http://www.adimo.org

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