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lunedì 6 aprile 2009

PETIZIONE PER RIDURRE L'INDENNITA' DEI POLITICI E DEGLI AMMINISTRATORI PUBBLICI

COME SI FIRMA: Basta andare sul sito :"www.notiziesindacali.com"e firnmare la PETIZIONE


www.notiziesindacali.com LANCIA UNA PETAZIONE PER LA RIDUZIONE DELLE INDENNITA' DEI POLITICI ED AMMINISTRATORI.


di Raffaele Pirozzi


La crisi sta colpendo pesantamente la Società Italiana: lavoratori e lavoratrici, pensionati e pensionate, commercianti e liberi professionisti con la perdita di posti di lavoro e di reddito. Gli esperti calcolano che saranno perduti circa un milione di posti di lavoro ed il PIL sarà -4,3% .

Coloro i quali saranno più colpiti pesantamente sono : i giovani e le donne, il Mezzogiorno

Alla fine della crisi tutti gli italiani saranno più poveri .

Per questo, il giornaleonline ha lanciato la petizione che si prega di leggere ed eventualmente firmare . Questo per fare in modo che tutti siano chiamati a contribuire alla crisi.





PETIZIONE PER LA RIDUZIONE DELLE INDENNITA' DEI POLITICI ED AMMINISTATORI.


FIRMA ANCHE TU



"www.notiziesindacali.com" giornaleonline, ha deciso di lanciare una PETIZIONE, firmata da cittadini e cittadine, da inviare a tutti coloro i quali sono impegnati in "Politica" . Obiettivo della petizione è : RIDUZIONE DEGLI "STIPENDI " DEI POLITICI ED AMMINISTRATORI IN MODO DA CONTRIBUIRE AD ALLEVIARE LA "CRISI" CHE, DAL NORD AL SUD, STA COLPENDO LAVORATORI ,GIOVANI, DONNE; CON PERDITA DI POSTI DI LAVORO E DI SALARIO .


La PETIZIONE è così articolata:


DEPUTATI, SENATORI, PRESIDENTI, ASSESSORI E CONSIGLIERI REGIONALI, PRESIDENTI ED ASSESSORI PROVINCIALI NONCHÉ SINDACI ED ASSESSORI DI COMUNI CON UN INDICE DI ABITANTI SUPERIORE A 50.000 DOVREBBERO SOTTOSCRIVERE 1/3 DELLA LORO INDENNITÀ DI CARICA O STIPENDIO . SINDACI ED ASSESSORI DI COMUNI CON UN INDICE DI ABITANTI AL DI SOTTO DI 50.000 DOVREBBERO INVECE SOTTOSCRIVERE IL 20% DELLA LORO INDENNITÀ DI CARICA O STIPENDIO.


I Fondi così raccolti sarebbero dunque a disposizione dei Territori di competenza e vincolati per

– favorire lo sviluppo economico e sociale

– permettere la crescita delle attività di risparmio energetico

– determinare il miglioramento della Scuola

– assicurare l'Assistenza dei cittadini più poveri.






Raffaele Pirozzi direttore giornaleonline"www.notiziesindacali.com"

martedì 20 gennaio 2009

Appello online class action

20.1.2009

APPELLO ALTROCONSUMO
A GOVERNO PER LA CLASS ACTION
OGGI ITALIA DIETRO BULGARIA E ROMANIA
Altroconsumo lancia un appello online per l'entrata in vigore entro il 1 luglio 2009 della normativa sulla class action in Italia. L'associazione ha scritto oggi al Governo, ai Presidenti di Camera e Senato e della Commissione Giustizia presso la Camera dei deputati chiedendo chiarezza sulle intenzioni di produrre anche per il nostro Paese un testo di legge per l'azione collettiva risarcitoria. L'appello è consultabile su www.altroconsumo.it.
Ad oggi il percorso legislativo che si sta seguendo è tortuoso e frantumato in tre rivoli: c'è un disegno di legge pendente alla Camera, il decreto "milleproroghe" in corso di conversione e un emendamento del Governo presentato al Senato su un altro disegno di legge.
Un consumatore danneggiato dal comportamento illecito di un'azienda subisce un danno talvolta poco rilevante economicamente. Spesso subentra un atteggiamento remissivo da parte del singolo. La portata economica del danno diventa rilevante se si somma l'impatto che il comportamento illecito produce sulla collettività dei consumatori, e sull'efficienza del mercato. Le azioni collettive risarcitorie, la class action, non sono una minaccia per le imprese, ma uno strumento efficace di controllo diffuso del rispetto delle regole e della responsabilità sociale dell'impresa. Uno strumento che già esiste in Bulgaria, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Lituania, Olanda, Norvegia, Portogallo, Romania, Spagna, Svezia e Regno Unito.
Per Altroconsumo non deve esserci legittimazione esclusiva per pochi a intraprendere un'azione collettiva ma l'iniziativa deve poter essere allargata al più ampio numero di soggetti. La class action dovrà essere applicabile a tutti i consumatori vittime di illeciti diffusi, senza discriminazioni di tipo cronologico.
Per informazioni: ufficio stampa Altroconsumo – Liliana Cantone - tel. 02.66890205-279-334 – 335.7372294 press@altroconsumo.it

venerdì 2 gennaio 2009

Liberalizziamo la Stevia, dolcificante naturale!

Al Ministro della Salute
Sen. Maurizio Sacconi


La Stevia Rebaudiana è un arbusto perenne originario delle montagne del Paraguay usato da secoli dagli Indios per le sue particolarissime proprietà curative, ma soprattutto per il suo incredibile sapore dolce, che allo stato naturale sotto forma di foglia è di circa 15 volte maggiore del comune saccarosio (o zucchero bianco) SENZA avere le calorie, l'indice glicemico o il potere acidificante di questa terribile polvere bianca.

Dopo quasi un decennio di ostracismo, finalmente la Food & Drugs Administration (FDA), il corrispettivo statunitense del nostro Ministero della Salute, ne ha permesso l'utilizzo come dolcificante, aprendo la strada ad una vera e propria rivoluzione nel settore alimentare americano

Alla luce di queste importanti decisioni, che eliminano definitivamente anche l'unico ostacolo all'utilizzazione di un ingrediente naturale che sembra portare con sé solo vantaggi e nessun tipo di controindicazione (può essere usato anche dai diabetici e non crea carie),

CHIEDIAMO

che anche in Italia il Ministero si impegni per una introduzione obbligatoria della Stevia a livello industriale in sostituzione di tutti i dolcificanti problematici e/o sintetici attualmente in uso nell'industria alimentare, consigliandone anche l'uso per prodotti che attualmente continuano a dolcificare con lo zucchero raffinato.

Auspichiamo inoltre che se ne metta immediatamente in commercio per libero uso sia l'estratto secco, sia il principio attivo (rebaudioside A) sotto forma di dolcificante per uso personale domestico.

Firma e fai girare questa petizione, grazie!
http://www.sottoscrivo.com/35_liberalizziamo-la-stevia-rebaudiana.htm

Scritto da Autodifesa Alimentare per Sottoscrivo.com, il portale dedicato di petizioni no profit per la tutela e la difesa di ogni diritto!

giovedì 25 dicembre 2008

Salviamo i 250 cani del lager di Ravenna!

Presso la località di Osteria, comune di Ravenna, è situato l'allevamento di un noto veterinario locale, che alleva pointer da vari decenni. Il metodo che utilizza questo personaggio è quello della "selezione naturale", ovvero non garantire agli animali alcun tipo di sostentamento (nè cibo nè acqua) in modo che sopravvivano solo gli animali più forti.

I volontari dell'Associazione Animal Liberation, per il secondo giorno consecutivo, hanno sfamato e abbeverato i cani dell'allevamento e censito presenti nella struttura, tra cuccioli e adulti, 250 individui scheletrici e terrorizzati. Sono tutti infestati di parassiti, molti sono malati, presentano tumori, tumefazioni, cecità e altre patologie. Buona parte dei cani è chiusa in piccoli box dove la pavimentazione è costituita dalle deiezioni dei cani che si sono solidificate e stratificate durante gli anni, tutto l'allevamento è coperto di melma e fango, e non c'è traccia di cibo, ciotole o acqua.

Ci sono anche numerosi cuccioli, molti sono stati rinvenuti in un box completamente privo di luce. Disseminate a terra ci sono carcasse di pollame e conigli che si presume vengano lanciati agli animali. Sono stati trovati anche resti di cani.

C'è un'ordinanza che impone di chiudere l'allevamento entro tre mesi, ma conosciamo bene i tempi della burocrazia e della legge. In più, una volta chiuso l'allevamento, chi si prenderà in carico questi cani, malati e spaventati? Il comune ha già detto che non intende spendere centinaia di migliaia di euro per un allevamento privato.

Con questa petizione l'associazione Animal Liberation chiede al Sindaco Fabrizio Matteucci, in base agli obblighi incombenti del D.P.R. 31/3/79 e all'ASL per le sue specifiche competenze:

a) l'immediato intervento per effettuare le cure necessarie ai cani che mostrano evidenti patologie;
b) di consentire ai volontari delle associazioni animaliste l'accesso, al fine di poter continuare a somministrare agli animali cibo e acqua, di cui sono completamente privi, nella struttura fuori legge sia penalmente che amministrativamente;
c) di inviare proprio personale per rimuovere le stratificazioni di deiezioni e feci e di bonificare il terreno paludoso, nonché dotare gli animali dei ripari adeguati previsti dalla legge, cosa della quale sono del tutto privi;
d) di programmare immediatamente in collaborazione con le associazioni animaliste un piano di adozioni delle decine di cuccioli segregati in umide celle di cemento al buio, pavimentate di deiezioni degli stessi.
Firma e fai girare questa petizione, grazie!

Scritto dall'Associazione Onlus Animal Liberation per Sottoscrivo.com, il portale dedicato di petizioni no profit per la tutela e la difesa di ogni diritto!

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