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lunedì 23 gennaio 2012

Intervista di Alessia Mocci a Piero Donato ed al suo La pietra del Mito


“La pietra del Mito”, edito nel 2011 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana editoriale “La Quiete e l’Inquietudine”, è l’ultima fatica editoriale di Piero Donato. Dal 1993 l’autore si esprime poeticamente con delle raccolte, che sin dagli inizi, hanno visto molto interesse da parte dei concorsi letterari, in quanto sono risultate vincitrici in premi nazionale ed internazionali. Un titolo che riprende il bisogno nella società di Ideali come ci racconta Piero Donato nell’intervista: “[…] non esiste Uomo che possa definirsi tale, se non viene retto e accompagnato da Ideali lungo il cammino della sua Vita: senza ideali, l'uomo non è che un semplice animale, nemmeno tanto intelligente, tra l'altro, ma, anzi, molto, ma molto pericoloso.”. Parole che dovremo leggere ogni giorno in ogni angolo del globo.
Piero Donato è stato molto disponibile nel raccontarci delle sue pubblicazioni e di se stesso. Buona Lettura!




A.M.: Cos’è per te scrivere?

Piero Donato: Scrivere per me è Vita: si scrive per se stessi prima di tutto, perché si sente di avere molto da dire, soprattutto da fissare su foglio bianco ciò che a parole, nel quotidiano, rischierebbe di passare inosservato, o quantomeno di restare a poche persone con le quali si riesce a comunicare nella vita di tutti i giorni; scrivendo, si ha l'opportunità di essere ascoltati da molte più persone; soprattutto per chi ha molto da dire, è veramente importante scrivere.
Non c'è nulla di più bello e completo, poi, per chi ama scrivere, che esprimersi in poesia, la forma più armoniosa ed esaustiva, sia nel caso della composizione di poesie d'amore, sia mediante testi d'impegno sociale, anche su piani storici, come spesso succede a me non soltanto nella prosa, ma anche in poesia.


A.M.: Vuoi parlarci dei libri che hai pubblicato prima de "La pietra del Mito"?

Piero Donato: Sì, ho pubblicato "Impulsi e forma" Erga Edizioni, Genova 1993, raccolta di
poesie molto fortunata, che ha vinto parecchi premi nazionali e internazionali, tra cui al Premio Bargagna 1994 e al Premio Associazione Artisti di Genova, nello stesso anno, si è classificato Primo, ma innumerevoli sono i secondi premi, altri piazzamenti e premi speciali. Solo per l'uscita di questo volume, Guido Miano Editore, di Milano, mi inserì nella Storia della Letteratura Italiana, il Secondo Novecento, 1998, testo universitario. "Impulsi e forma" è una ricerca sulla corrente filosofica degli anni '90, il Metarealismo di JeanGuitton, allievo di Henry Bergson, corrente che attinge dalle scoperte e teorie dei fisici quantistici. È doveroso citare la collaborazione con Enrico Ricciardi, amico fotografo d'Arte e di Fashion, in questo libro, che fa parte del progetto per il quale abbiamo collaborato molto a stretto contatto, sia nella creazione delle immagini, sia per l'abbinamento delle parole alle stesse nell'altro libro del progetto, questa volta di Ricciardi, "Universi Immaginati", Tormena Editore, Genova - 1993, dove ho collaborato scrivendo versi di accompagnamento alle sue immagini di grande formato. In entrambi i libri, sono evocate sorte di viaggi descritti e illustrati dall'Origine del Cosmo sino a immaginare, salgarianamente, crateri lavici di pianeti distanti come esplosioni di supernove ed evoluzioni della materia nei vari stati (solido, liquido, gassoso). Un libro, Impulsi e forma, apprezzato molto dalla critica e dalle riviste del settore, oltre che dalle importanti testate dei quotidiani dell'epoca. Questi due lavori hanno significato, per entrambi, molte soddisfazioni e riconoscimenti.
Nel 1997 pubblico poi, per la Ibiskos di Empoli, un altro libro d poesia, "Utopia di fine Novecento", un Opera, devo dire, dove l'impegno in favore della Pace mi ha letteralmente assorbito: quelli erano anni bui e calamitosi, dove guerre internazionali e civili si susseguivano in un frenetico e drammatico avvicendarsi; numerosi i riconoscimenti, anche in questo caso, ma devo dire, Alessia, che il miglior premio in assoluto sarebbe stato poter constatare finalmente un progressivo perseguire la Pace da parte di tutti gli Stati del Mondo: questo sarebbe stato, ma può ancora esserlo, il più grande premio che gli statisti di tutto il mondo potrebbero fare all'Umanità intera! Questo è veramente il mio sogno più grande, e spero lo sia per tutti!
Dal 2002, anno in cui sono nominato "Pioniere della Cultura Europea" dall'U.P.C.E. di Sutri, rappresento l'Associazione no profit Artenuova, e negli anni 2005 e 2006 curo la collana Artenuova, per Il Foglio Letterario di Piombino; in quest'ambito pubblico la raccolta "Donna e altri racconti", dove presento 4 racconti premiati a più concorsi, in particolare il racconto "Donna" che giunse primo al Premio Gronchi per la narrativa di genere fantastico nel 1999.


A.M.: Un titolo particolare. Perché questa scelta?

Piero Donato: Non c'è un motivo particolare, è stato ciò che riassumesse in sintesi quanto
sia importante andare a recuperare, oggi, la concretezza, soprattutto l'Alto grado di Realtà che esiste negli Ideali, che classicamente affondano radici nei miti delle antiche civiltà: non esiste Uomo che possa definirsi tale, se non viene retto e accompagnato da Ideali lungo il cammino della sua Vita: senza ideali, l'uomo non è che un semplice animale, nemmeno tanto intelligente, tra l'altro, ma, anzi, molto, ma molto pericoloso. Viceversa, qualora retto da
ideali nobili, soprattutto laddove distanti dall'ottica del profitto e del tornaconto, l'Uomo può veramente a) apportare motivo di esistenza non vana in questa vita, senza peraltro dimenticare di assaporare il bello che si può trarre da essa; e diciamolo pure: b) prepararsi ad affrontare al meglio la prossima forma di esistenza che lo attenderà oltre questa che conosciamo.



A.M.: Quanto è importante lo stile poetico in “La pietra del mito”?

Piero Donato: "La pietra del Mito è una raccolta di poesie scritte tra la fine del 1989 e l'estate del 2011, dove, cioè, sono andati a confluire i più significativi testi prodotti e non ancora pubblicati in questo lungo periodo di oltre 20 anni. Quindi è normale che lo stile dei testi che hanno trovato spazio nella raccolta, varia secondo il periodo storico e della vita in cui sono stati scritti e con il tipo di urgenza che ne motivava, di volta in volta, la ragion d'essere: si passa dal simbolismo di "Crollo", alla forma classica di "Ampia Natura", a quella ermetica di "Macerie a Manhattan", a quella sperimentale di paradossi in forma di distici dialogici de "Il Mito" ad altri di più ampio respiro di natura lirica, come nel caso di "Il Mare alle volte" o della seconda Sezione, "Alle altezze dell'Anima", poesie d'amore scritte in uno stile contemporaneo sobrio, essenziale talvolta, più arioso e lirico talaltra. Non mancano nemmeno incursioni nell'esistenzialismo psicologico dello "Spleen - Baudelaireiana". In questa raccolta il lavoro è vario, in quanto il lavoro da operare in favore del perseguimento della ricerca di soluzioni e rimedi utili allo stato attuale di salute della Terra, dell'uomo stesso e degli animali e della flora che la popolano, non nascondiamolo: è molto vario e complesso da affrontare.


A.M.: All’interno della raccolta c’è una poesia a cui tieni particolarmente?

Piero Donato: Una sola è impossibile citare: le poesie, a gruppi, rappresentano, poi, i vari
periodi della mia vita adulta dai 29 ai 51 anni, quindi, per ogni periodo della
vita potrei citarti una poesia più rappresentativa, ma mi viene in mente ad
esempio la poesia "Alle Altezze dell'Anima", poesia che dà il titolo alla
seconda sezione, così come anche "Anelito mio d'amata", o "Da ieri
all'Eternità", sono poesie d'amore molto intense, scritte per la mia musa
ispiratrice, che è anche Poetessa a sua volta, Maria Daniela Dagnino. Nella
prima sezione, invece, "Crollo", poesia simbolica già citata, scritta nel 1989
in occasione del crollo del muro di Berlino; così come non posso certo non
ricordare "Emergenza jazz", scritta specificamente contro la pena di morte nei
primi anni del nuovo millennio; la poesia più rappresentativa in favore della
pace: "Un lume". E infine "Preludio" e "Ampia Natura", quest'ultima
divertimento in forma di sonetto; sono inni alla Natura: se lo merita, vistorlencoded
Accept: text/html,apptando da circa un secolo a questa parte!


A.M.: Dedichi a qualcuno in particolare questa tua vittoria editoriale?

Piero Donato: Sicuramente, il libro si apre con la dedica: "A tutti coloro che vivono in funzione di Ideali di Pace e di salvaguardia della Natura". La dedico anche a mia figlia, Aurora, che nutre una grande sensibilità nei confronti della Natura. E le poesie della seconda sezione sono interamente dedicate a Maria Daniela Dagnino, Poetessa di elevato spessore artistico, come dicevo.


A.M.: Qual è l’ultimo libro che hai letto? E l’ultimo film visto?

Piero Donato: L'ultimo libro che ho letto è "I giri di fuoco", di Maria Daniela Dagnino, M.G.
E. Editore, 2011; devo dire che leggere un libro dove tutte le poesie, dalla prima all'ultima, sono dedicate a te, o scritte comunque pensando a te, fa un effetto indescrivile: sin dalle prime poesie sono rimasto senza parole... È un regalo immenso.
L'ultimo film che ho visto è il recente "Sherlock Holmes", pochi giorni fa, all'Ariston di San Remo con mia figlia.


A.M.: Che rapporto hai con la tua casa editrice Rupe Mutevole? La consiglieresti?

Piero Donato: Un ottimo rapporto: la responsabile, Cristina Dal Torchio, mi ha seguito personalmente e devo dire che ha anche avuto molta pazienza nel coordinare le modifiche che, opportunamente, le chiesi di apportare. Collaborazione totale, sono soddisfatto, sì. La consiglierei sicuramente. Ottima la Prefazione di Silvia Denti. Ora vediamo come se la caveranno nella distribuzione, che, notoriamente, è lo scoglio più impegnativo da superare, per un editore non grande; ma naturalmente sono ottimista, si tratta di un'Editrice molto seria.


A.M.: Ci sono novità che vuoi condividere con noi?

Piero Donato: Beh... sarò eccessivo, ma se me lo chiedi, voglio ricordare come questo Amore,
con Maria Daniela, nato poco più di un anno fa, ha già lasciato un significativo segno per la creazione di due libri di poesia, da parte dei due partner, poeti e scrittori entrambi; siccome non è facile che capitino amori perfetti anche sul piano artistico, oltre che su quello sentimentale, non posso non condividere con Voi tutti questa gioia, che, dopo la nascita di mia figlia ad oggi, è la cosa più bella che mi sia capitata nella vita.

Ringrazio Piero per l’autenticità delle sue risposte e vi invito a leggere almeno una volta uno dei suoi libri.

Notizie su Rupe Mutevole:
http://oubliettemagazine.com/2011/05/04/presentazione-della-casa-editrice-rupe-mutevole-edizioni/

Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.
http://www.rupemutevoleedizioni.com/
http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni
http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

Alessia Mocci
Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

mercoledì 2 novembre 2011

Intervista di Alessia Mocci ad Eleonora Cubeddu ed al suo Il palcoscenico della realtà, Rupe Mutevole Edizioni


Improvvisamente mi sentii a disagio. Ero in imbarazzo in quella situazione creata da me. Ero certa che se le mie fragili mani non avrebbero fatto scivolare quel vassoio, tutto quello non sarebbe successo. Ero la causa di ogni problema.

Karl mi strappò dalle mani di Matt. Gli occhi mi fulminavano in pieno il viso e colpevole della mia stessa paura rimasi in silenzio, incapace di reagire.

Il palcoscenico della realtà”, edito nel 2011 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana “La Quiete e l’Inquietudine”, è la prima promettente pubblicazione di Eleonora Cubeddu.

Il romanzo racconta di una ragazza italiana, Marianna, che animata da un sogno decide di lasciare la sua patria per andar a vivere in Canada. Riuscirà a realizzare il suo sogno?

Eleonora Cubeddu è stata molto disponibile nel rispondere ad alcune domande sul suo romanzo e nel fornirci delle succose anticipazioni sulle sue future mosse letterarie! Buona lettura!

A.M.: Quando hai iniziato a scrivere?

Eleonora Cubeddu: Circa due anni fa la scrittura mi ha bussato alle spalle. C’è un momento preciso della vita di uno scrittore, dove la mente riporta i pensieri come fossero la stesura di un libro. Le emozioni ed i sentimenti, si trasformano in vere frasi dettagliate come solo uno scrittore può scrivere. È stato in quel preciso momento che ho immaginato un mio libro, la stesura di un libro tutto mio e ho scritto senza ma e senza sé. Ho scritto mettendo a nudo me stessa, esprimendo opinioni, giudizi e creando caratteri a mio piacimento.

A.M.: Studiare Giurisprudenza ma coltivare la passione per la letteratura. Come ci si sente?

Eleonora Cubeddu: Vi starete chiedendo cosa spinge una ragazza laureanda in legge a coltivare la passione della scrittura. Potrei rispondere alla domanda solo se conoscessi il vero motivo di questa stravaganza. Ad essere sincera è una domanda che spesso mi pongo anch'io ed ogni volta la risposta è la solita: un perché effettivo non esiste; esiste la gioia di scrivere ogni giorno, la voglia di estraniarsi dal mondo e vivere di emozioni proprie… ma infondo qual è la vera somiglianza tra due rami completamente differenti non so se la conoscerò, comunque sia non la svelerò mai. Posso solo rispondere alla domanda affermando che l'essere umano vive in un mondo dove ogni gesto è regolato da precise norme. Ed allora provate ad immaginare un mondo dove le regole non esistano, dove la legge è nulla in confronto alla poesia, alla fantasia, alle emozioni. Immaginatelo!

A.M.: Spiegaci il titolo del tuo romanzo "Il Palcoscenico della realtà".

Eleonora Cubeddu: Spiegarvi il titolo? Racconterei la storia. Ed allora lascio ai lettori l’onore di spiegarmi loro il titolo, riservando così ad ognuno la possibilità di vivere il romanzo secondo le proprie idee e le proprie emozioni.

A.M.: Raccontaci qualcosa della tua Marianna.

Eleonora Cubeddu: Marianna Ferretti è una ragazza italiana trasferitasi in Canada. Ha ventuno anni e ha da poco abbandonato gli studi per correre dietro un sogno. Non ha nulla di speciale: è solo una giovane ragazza, bella, intelligente e spensierata. Cosa la rende unica? Marianna, al contrario di alcune di noi, allontana i pregiudizi e mette a dura prova la sua vita. Quante di noi sarebbero in grado di abbandonare la propria famiglia ed il proprio paese per raggiungere un sogno? La maggior parte crede nei sogni ma non smuove la propria vita per vederli realizzare. È proprio questo che esalta Marianna in mezzo a noi.

A.M.: Qual è la percentuale di autobiografico presente in "Il Palcoscenico della realtà"?

Eleonora Cubeddu: Non è la prima volta che mi viene posta questa domanda. Quanto c’è di autobiografico nel palcoscenico della realtà? Tutto…e niente.

A.M.: Qual è l'ultimo libro letto? E l'ultimo film visto?

Eleonora Cubeddu: Con un sospiro di sollievo annuncerei a gran voce che l’ultimo libro letto è un manuale di diritto civile, incentrato sull’ambito delle donazioni. A parte questo, direi “L’ultima canzone” di Nicholas Sparks; mentre l’ultimo film che ho visto è stato “I guardiani del destino” di George Nolfi.

A.M.: Come ti trovi con la casa editrice Rupe Mutevole Edizioni?La consiglieresti?

Eleonora Cubeddu: Oggi come oggi consiglierei a pieni voti la casa editrice Rupe Mutevole Edizioni.

A.M.: Novità per la fine del 2011?Puoi anticiparci qualcosa?

Eleonora Cubeddu: Intorno ai primi di dicembre avrei una presentazione nel mio paese a Palestrina e per quanto riguarda futuri romanzi… ho un saggio nel cassetto che spetta solo di essere pubblicato, tante storie ancora da scrivere ma posso darvi la notizia che ho definitivamente completato le correzioni del prossimo libro; posso inoltre anticiparvi che lo stesso libro raccoglierà ancora una volta il sogno di Marianna Ferretti.

Link per una recensione de “Il palcoscenico della realtà”:

http://oubliettemagazine.com/2011/10/20/il-palcoscenico-della-realta-di-eleonora-cubeddu-rupe-mutevole-edizioni/

Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.

http://www.rupemutevoleedizioni.com/

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Alessia Mocci

Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

giovedì 20 ottobre 2011

Il palcoscenico della realtà di Eleonora Cubeddu, Rupe Mutevole Edizioni


Era difficile camminare in quelle vie e tenere un proprio pensiero. Sembrava che al mio passaggio riuscissi ad ascoltare i pensieri delle persone. Mi fissavano. Si fissavano. Ognuno vedeva l’altro come un alieno.

Ognuno proseguiva per la sua strada.

Confusa tra i miei pensieri, imboccai la strada sbagliata.”

Marianna vaga per le strade di Vancouver, città costiera della provincia canadese della British Columbia. Una moltitudine di passanti per le strade, ognuno guarda l’altro con sospetto, ognuno non riesce a seguire la propria strada senza estraniarsi dal suo interno. Una sensazione che Marianna sente come invadente, una sensazione di alienazione continua che si ripercuote anche sulla sua mente.

Il palcoscenico della realtà”, edito nel settembre 2011 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana editoriale “La quiete e l’inquietudine”, è il primo romanzo di Eleonora Cubeddu (Roma, 1988), studentessa in giurisprudenza con una forte predisposizione verso la narrazione letteraria. “Il palcoscenico della realtà” consta di 272 pagine suddivise in prefazione della curatrice della collana, Silvia Denti, diciotto capitoli e l’epilogo. Protagonista del romanzo è Marianna, una ragazza italiana trasferitasi a Vancouver per cercare fortuna. La fortuna intesa come l’inaspettato episodio che cambia la vita di ogni essere umano; sceglie Vancouver per un motivo preciso e, pare che ogni sua azione sia descritta come istante che prelude a qualcosa di più grande.

Non è sola nella città straniera, infatti, lega subito con alcune persone che l’accompagneranno in quest’avventura: Caitlyn Cooper, Cassie Parker, Karl Davis e Matt Parker. I quattro stimano profondamente Marianna anche se, alcune volte, deridono un po’ il suo sogno. Ma qual è il sogno di questa coraggiosa ragazza che ha viaggiato per mezzo mondo? Un sogno comune, ma in poche hanno il coraggio di realizzarlo: conoscere l’attore preferito.

Tra me e Caitlyn cominciava a nascondersi un retrogusto di amarezza e distacco. Non volevo ma era inevitabile.

Troppe cose non sapeva, troppi segreti tenuti nascosti. Per cosa? Per lui, solo per lui.

Contrario al mio umore, quel giorno il cielo fu sereno, quasi primaverile. Non vidi mai una nuvola e nel tardo pomeriggio ne approfittammo per una partita di tennis.

E la tranquillità nei giorni si stravolge dagli immancabili segreti, due amiche che all’improvviso devono allontanarsi per una verità non detta, per qualcosa di nascosto. Marianna muta profondamente il suo essere e da ragazza frizzante ed un poco ingenua diviene riflessiva e ponderata, pregna di una moltitudine di pensieri gravosi e di domande fondamentali per la sua crescita e maturazione personale.

Non riconoscevo più la mia vita, sembrava un inferno. Ero stata catapultata in un sogno non reale. Non era uno dei sogni fantastici che ognuno avrebbe la voglia di realizzare. Io stavo vivendo il peggior incubo al mondo. Ero stata illusa e distrutta insieme. Niente e nessuno avrebbe mai potuto rallegrare quella giornata.”

Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.

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Alessia Mocci

Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

venerdì 14 ottobre 2011

Intervista di Alessia Mocci a Susanna Franceschi ed al suo Il Picchio, Rupe Mutevole Edizioni


Il picchio”, edito nel 2011 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana editoriale “La quiete e l’inquietudine”, è una pubblicazione a quattro mani di Susanna Franceschi e Gian Ugo Berti. Susanna lo definisce intrigante, misterioso, simbolico, triste, autobiografico, ed invita i lettori a capirne il motivo.

Un picchio che ricorda a lei il suo uomo meraviglioso, un volatile che le parla e le gira attorno come un fumetto pieno di conforto, di conferme del suo sentire. E’ questo il senso speciale di un racconto speciale: il lungo e indissolubile filo che lega per sempre, al di là della vita e della morte, due persone che si sono amate davvero, e che continuano ad amarsi davvero. […]” Dalla prefazione di Silvia Denti

L’autrice è stata molto disponibile nel rispondere ad alcune domande per presentarsi ai lettori e per far conoscere un po’ del suo “Il picchio”.

A.M.: Chi è Susanna Franceschi?

Susanna Franceschi: Sono una donna semplice, amo fare i lavori di casa e soprattutto cucinare. Vivo in campagna, in una splendida tenuta, ma molto isolata. La prima casa abitata è a 3 km nei campi e su strada impervia e sterrata. Essendo una solitaria non mi pesa affatto e mi muovo, malvolentieri, solo per lavoro. Sono il vicepresidente e responsabile del comitato scientifico di una Fondazione Storica Nazionale. Vivo con mio marito, che è neurochirurgo e giornalista scientifico ed otto cani, tra maremmani e lupi, tutti raccolti ai canili. Essenzialmente mi occupo di congressualità storica con le varie università. Poi, naturalmente scrivo. Sono una storica di genere, cioè scrivo saggi e saggi romanzati sul percorso delle donne e la loro rilevanza nel corso della storia.



A.M.: Qual è la tua passione principale?

Susanna Franceschi: Amo leggere, e leggo di tutto. Mi piace anche guardare film e il genere che preferisco è il giallo e la fantascienza. In realtà amo più di tutto non far niente: mettermi in giardino, seduta e non fare assolutamente niente.


A.M.: Descrivici con 5 aggettivi il tuo “Il picchio”.

Susanna Franceschi: Intrigante, misterioso, simbolico, triste, autobiografico. Credo che la motivazione per queste mie definizioni la debbano trovare i lettori. Io posso solo dire che parla, in buona parte, di qualcosa che è veramente accaduto.

A.M.: Il libro è stato scritto a quattro mani. Perché questa scelta?

Susanna Franceschi: Mio marito Ugo ed io siamo in sintonia letteraria totale e scriviamo quasi tutto insieme, come condividiamo tutto anche per quanto riguarda il lavoro di fondazione. A volte partiamo da un progetto deciso insieme, altre volte uno comincia un suo progetto e "chiama" dentro l'altro per completare ed amplificare. Non leggiamo mai, se non a lavoro finito, ciò che a scritto l'altro. A volte ci comunichiamo a che punto della trama siamo. I nostri personaggi vivono vite parallele di uno stesso percorso.



A.M.: Come ti trovi con la casa editrice Rupe Mutevole Edizioni? La consiglieresti?

Susanna Franceschi: Con Rupe mi trovo bene, almeno in questa fase del progetto. Molta professionalità e disponibilità. Io credo molto nella diffusione e nel valore delle presentazioni di un testo. Ma questo è presto per giudicarlo.



A.M.: A chi dedichi la tua pubblicazione?

Susanna Franceschi: A Ugo.

A.M.: Qual è l’ultimo libro che hai letto?

Susanna Franceschi: Di solito ho tre o quattro libri in lettura, molti per lavoro, altri per piacere. Di quelli per lavoro non parlo, direi che ho finito giusto ieri “Dracula” di Bram Stocker, letto per la centesima volta. Oggi spero di finire “La storia dei Celti”.

A.M.: Il 29 ottobre sarai impegnata in un evento importante. Ci puoi raccontare qualcosa in merito?

Susanna Franceschi: Per scaramanzia (prima dei congressi non se ne parla!) dirò solo che è un lavoro a cui lavoro da un anno e mezzo. Si parlerà della crisi di fine secolo e la nascita del movimento libertario nel carrarino fino al regicidio Bresci. Ho nove dei più importanti storici delle varie università. Speriamo tutto vada liscio: un congresso è come un parto, c'è sempre l'imprevisto!



A.M.:
Qualche news futura che vuoi condividere con noi?

Susanna Franceschi: Dopo il Book Festival dovrei avere una presentazione sponsorizzata dall'assessorato cultura a Firenze ed una a Signa, poi il 12 novembre sono a Roma e successivamente nelle Marche. Questo sempre con il testo di storia. Mi devo, anzi mi voglio, poi preoccupare del Picchio. È il figlio che amo di più. Anzi, approfitto: organizzatemi qualcosa, il mio trolley è sempre pronto. A marzo mi esce un nuovo saggio ed una silloge poetica.

Dimenticavo!!! Sono una blogger, ne ho quattro di blog .Quindi, magari, cliccatemi!

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Alessia Mocci

Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

sabato 1 ottobre 2011

Resoconto di Nicoletta Nuzzo sull’esperienza del Festival di Letteratura al femminile di Narni (TR)


Sono state giornate indimenticabili per tutti gli ospiti della “IV Edizione del Festival Internazionale della Letteratura Saggistica Filosofia Arte al Femminile” ideato da Esther Basile. Un’esperienza iniziata il giovedì 22 settembre e conclusa domenica 25, giorno nel quale Nicoletta Nuzzo ha presentato la sua nuova silloge poetica “Portami negli occhi”, edita nel 2011 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana editoriale “Poesia”.

Ed ecco il racconto dell’autrice. Buona lettura!

A.M.: Impressioni poetiche sul Festival…

Nicoletta Nuzzo: A Narni, durante il Festival, io ed Alessandra camminiamo lungo la stradina che porta alla Chiesa di Santa Maria Impensole, nell’aria la pioggia in arrivo e lei che mi dice ”Qui non mi sento troppa”: è in queste sue parole tutto il mio agio di stare in un luogo di narrazione al femminile, di un sentire al femminile che può oltrepassare i confini del ”dover essere” . Nessuna paura di debordare. Qui l’eccesso che sembra uno specifico femminile è dicibile…e la questione della dicibilità mi sembra fondamentale nella costruzione di un proprio percorso d’identità anche perché se le emozioni non vengono narrate in pensieri descrivibili diventano sintomi nel corpo, così come tutta la sovrabbondanza “colpevole” di desideri e bisogni che provo se non la riverso nella scrittura diventa eccesso sul corpo cioè autolesionismo.

Quando nella Chiesa di Santa Maria Loredana Nugnes e Floriana Coppola presentano la silloge “Desiderio” , già fuori piove forte, e noi dentro ci sentiamo unite dall’ energia spirituale delle parole in poesia, anche i miei versi in simbiosi con gli altri, recitati ad alta voce “…tra vene azzurrine in trasparenza/ sottile è l’aria mentre si desidera e/ pungente il cuore che diventa pieno.” da (“A Pina N.-Appassionata”), parole di donne non più impure stasera in questo luogo sacro tra colonne ed affreschi del 1200. Neanche io impura, deperibile, colpevole, il mio “Inquisitore interno” è muto questa sera.

A.M.: Domenica 25 settembre hai presentato “Portami negli occhi”. Ci vuoi raccontare com’è andata l’esperienza?

Nicoletta Nuzzo: Sono stata felice di aver potuto presentare il mio libro davanti ad un pubblico di donne, proprio loro che oscillano come me tra rapimento e devastazione, tra opposte volontà ed opposti desideri, tra pieno e vuoto…il rispecchiamento è stato talmente forte che mi sono sentita “moltiplicata” più che “divisa” …proprio a loro volevo dire della mia emozione di mettere al mondo me stessa. Mi ha presentato Maria Teresa Caporaso che con la sua sapienza e forza ha accolto su di sé tutta la libertà, la fatica, il tradimento del mio diventare me stessa. E poi tra un brano e l’altro della presentazione la lettura di Loredana Nugnes e Sara Di Mare di alcune mie poesie, un regalo delle Poete Viandanti, la loro voce/corpo/presenza è stata di inaudita bellezza.

Certo ci sono stati sofferenza ed impegno nel mio impegno esistenziale e narrativo ma poi è successo che questo si è trasformato in un dono che mi ha fatto incontrare donne piene d’anima. Non lo dimenticherò mai.

A.M.: Sono state lette delle poesie tratte dalla tua silloge durante la presentazione? Ti ricordi quali?

Nicoletta Nuzzo: Le poesie lette sono: “La voce”, “Madre”, “Amiche”, “Dicembre”, “Ricamo”, “Sola”, “Disobbediente”.

A.M.: Qualcuno da ringraziare?

Nicoletta Nuzzo: Ringrazio Esther Basile (filosofa ed ideatrice del festival) e le Poete Viandanti ( che partecipano e creano happening itineranti, prediligendo piazze e strade al fine di diffondere l’amore per l’Arte e la Poesia).

A.M.: Dove ti vedremo la prossima volta? Puoi anticiparci qualcosa?

Nicoletta Nuzzo: Il prossimo appuntamento è alla libreria Feltrinelli di Perugia verso la fine di ottobre. “Portami negli occhi” sarà presentato da Antonella Giacon, poetessa, scrittrice e madrina qui a Perugia dei miei tre libri.

Ringraziamo Patrizia Caporossi per il suo contributo:

http://www.fareilpunto.it/?page_id=1160

Intervista a Nicoletta Nuzzo antecedente al Festival:

http://oubliettemagazine.com/2011/09/12/nicoletta-nuzzo-alla-iv-edizione-del-festival-internazionale-della-letteratura-al-femminile-dal-22-al-25-settembre-narni-%E2%80%93-intervista/

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Alessia Mocci

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