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sabato 28 febbraio 2026

Iran è Guerra, Israele e America sferrano l’attacco

Alle ore 7 AM del mattino del 28 febbraio 2026 le prime bombe cadono su Teheran con l’obbiettivo di colpire il palazzo presidenziale e il leader supremo Khamenei ma la destabilizzazione immediata del potere supremo non è riuscito. Nel primo attacco oltre al palazzo presidenziale in Iran è stata colpita una scuola dove sono morte 50 persone in Minab, la scuola elementare era solo femminile.

Il discorso di Trump fatto a mezzanotte ora locale ha sancito l’attacco lanciato da Stati Uniti e Israele, che hanno colpito obiettivi in ​​tutto il Paese. Nei loro discorsi televisivi, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu hanno chiarito di voler ottenere un cambio di regime, non pressioni militari per raggiungere un accordo. In tal senso i colloqui di pace hanno rappresentato solo una copertura per un’azione già strategicamente organizzata da due settimane in vista della festività del Purim che commemora la storia biblica del popolo ebraico salvato dallo sterminio di massa nell'antica Persia.

Una diplomazia di facciata che si è nascosta dietro recriminazioni legate al nucleare o ai missili balistici di cui l’Iran è in possesso. L’attacco sembra mascherare una vera dichiarazione di vittoria da parte di Trump e Netanyahu, ma il dubbio è nell’aria perché non si sa se riusciranno ad ottenerla. Le parole di Trump risuonano verso la popolazione iraniana “Acquistate il controllo del vostro Proprio destino”;” La vostra ora di libertà è vicina. Non uscite dalle vostre case perché ci saranno bombe ovunque”. “Quando avremo finito, voi prenderete il controllo. Questa è la vostra opportunità”.

Le prime dichiarazioni sull’attacco vengono dalla Russia con Dmitry Medvedev che critica la scelta: “Il pacifista ha ancora una volta mostrato la sua vera natura. Tutti i negoziati con l'Iran sono un'operazione di copertura. Nessuno aveva dubbi al riguardo, nessuno voleva davvero negoziare qualcosa di significativo comunque “La domanda è continua Medvedev: Chi ha più pazienza di aspettare la fine copertura... del loro nemico? Gli Stati Uniti esistono solo da 249 anni. L'Impero Persiano è stato fondato più di 2.500 anni fa. Vediamo cosa succederà tra circa cento anni".

Ad avvalorare la tesi di una diplomazia fasulla, le dichiarazioni del capo della diplomazia dell’Oman presente presente ai negoziati a Ginevra: “è stato raggiunto un accordo per la lavorazione dell’uranio fino al "livello minimo possibile". L’Iran ha inoltre accettato di darle accesso ai propri impianti nucleari, ma per finalizzare l’accordo è necessario chiarire "alcuni dettagli", aveva aggiunto il ministro.

La richiesta statunitense aveva proposto la demolizione di tre principali impianti nucleari e la confisca dell’uranio in cambio di una parziale revoca delle sanzioni. In caso di rifiuto della proposta, Washington potrebbe colpire l’Iran. Teheran ha fatto capire che qualsiasi attacco come motivo di ritorsione avrebbe rappresentato una una risposta su vasta scala nell’area del Medio Oriente.

Il nome in codice dell’operazione americana è 'Epic Fury' il contrattacco iraniano prende il nome di “True Promise 4” operazioni che dureranno giorni e forse settimane con nuove guerre globali. Il quartier generale del Comando Centrale di Khatam Al-Anbiyaa dell'Iran ha rilasciato una dichiarazione: 'Come abbiamo annunciato, in risposta all'aggressione spudorata degli Stati Uniti e del regime sionista contro l'Iran islamico, tutti i territori occupati e le basi delle forze americane criminali nella regione sono stati colpiti dai durissimi attacchi dei missili iraniani, e questa operazione continuerà senza sosta fino a quando il nemico non sarà decisivamente sconfitto.

Data l'aggressione dell'esercito americano e del regime sionista contro l'Iran islamico con missili da crociera Tomahawk lanciati da navi statunitensi nel Golfo di Oman, l’Iran oltre a prendere di mira i territori occupati, tutte le basi, le risorse e gli interessi economici americani in tutta la regione sono considerati obiettivi legittimi per le Forze Armate della Repubblica Islamica dell'Iran. L'eroica e coraggiosa nazione dell'Iran islamico dovrebbe mantenere la calma. Le Forze Armate difenderanno con fermezza e risolutezza il Paese, la nazione e gli interessi nazionali.'

Attacchi sono stati lanciati oltre che in Israele anche in Giordania, Oman, Kuwait, Emirati arabi Uniti, Arabia Saudita, Bahrein, Qatar verso le basi americane. Anche le portaerei presenti nell'area sono sotto il mirino con gli sciami di droni offensivi Shahed che si dirigeranno verso l'Abraham Lincoln". Molte le esplosioni a Gerusalemme dove i canali televisivi hanno a tratti interrotto le trasmissioni. Esplosioni sono state riferite anche in Galilea.

Israele dichiara lo stato d’emergenza nazionale dopo raid su Teheran. Israele ha proclamato lo stato d’emergenza in tutto il Paese dopo quello che le autorità hanno definito un attacco preventivo contro l’Iran. Il ministro della Difesa Israel Katz ha avvertito che sono attesi missili e droni di rappresaglia contro il territorio israeliano. Sirene d’allarme hanno risuonato in diverse città, mentre notifiche di emergenza sono state inviate ai telefoni cellulari invitando la popolazione a restare vicino ai rifugi. Vietate attività scolastiche, eventi pubblici e lavoro non essenziale

All’Iran si associano gli Houthi che hanno lanciano un attacco contro una portaerei statunitense. Dai primi rapporti i missili i sono diretti verso la nave USS Lincoln. L’Iran ha mobilitato 70 mila riservisti. un nuovo attacco alla base statunitense in Kuwait. Almeno 200 militari statunitensi sono stati uccisi e feriti a seguito dei contrattacchi iraniani. l'esercito iraniano passa all’attacco di terra ed ha attaccato la base statunitense in Giordania: una colonna di fumo nell'area della base aerea di Muwaffaq Salti, dove sono di stanza i militari americani, secondo quanto riferito dal canale israeliano 9.

Chiuso lo stretto di Hormuz ed il traffico delle petroliere è stato interrotto (Agenzia Fars). Tra le conseguenze quello che il mondo potrebbe affrontare gravi ritardi nelle forniture di petrolio. L'Iran ha attaccato una nave e 14 basi militari statunitensi in Medio Oriente. La nave americana di supporto al combattimento (MST) è stata sottoposta a un massiccio attacco di missili da parte della Marina iraniana. Altri obiettivi navali statunitensi rimarranno nella zona di attacco dei missili e dei droni dell'IRGC fino a quando gli attacchi continueranno. I missili iraniani hanno colpito il sistema radar a lungo raggio a nord del Qatar da 1.1 miliardi di dollari che controllava tutta la zona. Ma la vera notizia e che l’Iran sembra sia stata fornita di armi nucleari tattiche e non una o due, queste possono viaggiare su vettori eccellenti e veloci.

Tra le varie dichiarazioni di Francia e Gran Bretagna oltre che della Russia contro l’attacco degna di nota e quella di Kim Jong che ha rilasciato una dichiarazione che riporta che il popolo della Repubblica Popolare di Corea è al fianco della Repubblica Islamica dell'Iran ed è pronto ad aiutare e soddisfare qualsiasi richiesta delle autorità iraniane per la difesa del suo territorio.

Infine, leader supremo dell'Iran è vivo, per quanto ne so il capo del Ministero degli Esteri "Il capo del potere giudiziario, il portavoce del parlamento e tutti i funzionari di alto rango sono vivi. E anche il segretario del Consiglio di sicurezza nazionale. Tutti sono ora al loro posto", — ha dichiarato Arakchi.

Infine, il capo del Ministero degli Esteri iraniano ha osservato che due comandanti sono morti, ma non ha specificato chi fossero. Previsto un discorso televisivo del leader supremo iraniano Ayatollah Khamenei al popolo; Israele sembra che non sia riuscito a ucciderlo. In precedenza, i media hanno riferito che il leader supremo iraniano era stato evacuato da Teheran prima dell'attacco statunitense e israeliano alla sua residenza.

venerdì 27 febbraio 2026

Catania : Traffico in via Santa Sofia, Policlinico. ANAFePC: incontro a Palazzo degli Elefanti , primi riscontri dall’Assessore al ramo

Si è svolto ieri, presso la sede del Comune di Catania, l’incontro tra il Presidente di ANAFePC, Calogero Coniglio, e l’Assessore alla Polizia Municipale e alla Viabilità Carmelo Coppolino. Oggetto della discussione è stata la segnalazione formale trasmessa al Comune di Catania in merito alle criticità della viabilità in Via Santa Sofia, in prossimità del Policlinico. A seguito della segnalazione, l’Assessore comunale competente ha fornito un riscontro formale.

Le problematiche segnalate riguardano il frequente blocco del traffico veicolare, le difficoltà di deflusso dei dipendenti, le possibili criticità per l’accesso al Pronto Soccorso e la presenza del semaforo pedonale immediatamente successivo all’uscita del Policlinico, utilizzata dal personale dipendente, che incide negativamente sulla circolazione in un’area ad alta sensibilità sanitaria ed emergenziale. Nella segnalazione ANAFePC, Accademia Nazionale per l’Alta Formazione e Promozione della Cultura, del Lavoro e del Sociale, ha inoltre richiesto di valutare la realizzazione di una rotatoria che consenta ai veicoli in uscita dal Policlinico di immettersi direttamente nella corsia opposta e procedere verso la circonvallazione, evitando l’attuale percorso obbligato lungo Via Santa Sofia, l’incolonnamento dei mezzi e la necessità di effettuare l’inversione di marcia all’altezza del Pronto Soccorso.

Nel corso dell’incontro, l’Assessore ha comunicato di aver trasmesso la segnalazione e la documentazione all’Ufficio Traffico Urbano, affinché possano essere avviate le necessarie valutazioni tecniche. Nel medesimo contesto, l’Assessore ha dichiarato: “Il giorno precedente ho avuto un incontro presso l’Università, insieme ai vertici dell’Ateneo e al team universitario, alla presenza dell’ingegnere Giuseppe Inturri e della professoressa Michela Le Pira, per approfondire il nodo del Policlinico, le criticità esistenti e le possibili soluzioni per migliorare la viabilità in Via Santa Sofia. Nell’ambito di tale confronto è stata interessata anche la Direzione Generale del Policlinico. Oggi relazionerò il Sindaco Enrico Trantino sugli esiti dell’incontro, dopodiché l’Amministrazione comunale valuterà i possibili seguiti e le decisioni da assumere”.

“Accolgo positivamente il confronto istituzionale avviato con l’Amministrazione comunale – afferma Coniglio – perché la questione della viabilità in Via Santa Sofia riguarda un’area di particolare rilevanza e incide direttamente sulla sicurezza, sulla mobilità e sull’accesso ai servizi sanitari. Nel corso dell’incontro con l’Assessore abbiamo concordato di aggiornarci nuovamente per seguire passo dopo passo l’evoluzione dell’iter e del percorso amministrativo, monitorando gli sviluppi e le eventuali decisioni che verranno assunte dal Comune”.

mercoledì 25 febbraio 2026

Catania : Tribunale riconosce tempo di vestizione x infermieri. Coniglio: " Saranno risarciti 38 infermieri del Policlinico-San Marco di Catania”

Con sentenza del 02 ottobre 2025, la Corte di Appello del Tribunale di Catania ha definitivamente accolto il ricorso per il riconoscimento del tempo di vestizione, svestizione e passaggio delle consegne come orario di lavoro effettivo per 38 infermieri del Policlinico - San Marco di Catania.La decisione, emessa in secondo grado, stabilisce che l’azienda ospedaliera universitaria dovrà corrispondere agli infermieri coinvolti le spettanze economiche maturate negli ultimi cinque anni, per un ammontare complessivo di circa 71 mila euro. La pronuncia consolida un orientamento giurisprudenziale sempre più attento alla piena tutela del tempo effettivamente dedicato alla prestazione lavorativa in ambito sanitario.

L’intera procedura legale è stata seguita dall’avvocato Denise Caruso, il cui lavoro ha portato a un risultato di grande rilievo per la categoria. La sentenza afferma un principio chiaro: il tempo necessario per indossare e togliere la divisa e per il passaggio delle consegne non rappresenta un momento accessorio, ma rientra a pieno titolo nella prestazione lavorativa e nella sicurezza delle cure, essendo attività strettamente funzionali all’organizzazione del servizio e alla continuità assistenziale.

A promuovere il ricorso nel 2018 è stato il sindacalista Calogero Coniglio, in un periodo in cui tale diritto non era ancora espressamente previsto nel contratto collettivo nazionale di comparto. Successivamente, anche alla luce dell’orientamento consolidato della Corte di Cassazione, che ha riconosciuto come orario di lavoro le attività di vestizione e consegne quando eterodirette e funzionali alla prestazione, il principio è stato recepito nella disciplina contrattuale. La pronuncia tutela quindi anche le spettanze maturate nel periodo precedente all’inserimento della previsione nel CCNL, rafforzando la certezza del diritto.

Oggi Coniglio ricopre l’incarico di dirigente sindacale alle relazioni pubbliche all’interno della segreteria provinciale CISL FP di Catania e sottolinea "come la decisione rappresenti una vittoria concreta per gli infermieri e un segnale importante per tutti i lavoratori della sanità, che quotidianamente garantiscono servizi essenziali alla collettività".

"L’iniziativa ha costituito un’importante azione di tutela dei diritti dei lavoratori, anticipando un’evoluzione oggi pienamente confermata in sede giudiziaria. La sentenza, oltre al ristoro economico riconosciuto ai 38 professionisti coinvolti, assume anche un forte valore simbolico, riaffermando la dignità di ogni fase dell’attività lavorativa svolta in ambito sanitario", conclude Coniglio.

Iran l’ultimo miglio prima della guerra?

Mentre i colloqui a Ginevra non hanno prodotto ad oggi degli spiragli di accordo concreto con l’America, la guerra contro l’Iran si avvia ad affrontare l’ultimo miglio prima dell’attacco finale. "Durante i colloqui di Ginevra, infatti, l'Iran ha respinto l’accordo globale degli Stati Uniti e ha invece offerto concessioni modeste solo sul suo lavoro nucleare. È improbabile che l'impasse venga risolta. L’aquila statunitense mostra comunque i suoi artigli e pone di stanza la “Portaerei Statunitense “Gerald Ford” in mare da giugno 2025 a largo delle coste Israeliane per proteggere Tel Aviv dalle crescenti tensioni di guerra con l’Iran.

Tutto è pronto e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è stato informato che i militari sono pronti a intraprendere azioni militari. Una forza devastante più grande di tempi delle guerre in Iraq e Afghanistan. Nella regione sono stati trasferiti in sole 24 ore almeno 50 caccia (inclusi F-22 e F-35), 150 aerei da trasporto militare con armi, e al largo dell'Oman si trovano le più grandi portaerei e sottomarini nucleari americani. C'è un gruppo di portaerei in azione guidato dalla USS Abraham Lincoln, a cui è stata inviata una seconda nave, la USS Gerald R. Ford, la più grande portaerei al mondo con un impianto energetico in grado di alimentare una città, e si sta discutendo l'invio di una terza portaerei. In totale nella regione sono state schierate circa 35 navi militari, inclusi cacciatorpediniere e sottomarini nucleari con missili "Tomahawk". Le unità terrestri hanno avuto una proroga della rotazione, con un totale di circa 50.000 soldati. Israele si sta preparando ad unirsi agli USA, se questi attaccheranno l'Iran.

Il Pentagono evacuerà parzialmente il personale dal Medio Oriente in Europa o negli Stati Uniti. Questa è una misura standard prima di una possibile attività militare e non significa che un attacco sia inevitabile, sottolineano le fonti. "Sarà molto difficile per l'amministrazione Trump lanciare un attacco 'una tantum' in Iran questa volta, perché gli iraniani risponderebbero in un modo che renderebbe inevitabile un conflitto a tutto campo". Uno dei piani presi in considerazione dal Presidente Trump prevede di uccidere il Leader Supremo dell'Iran, l'Ayatollah Khamenei, e suo figlio in un 'attacco limitato'

L’ultimo miglio sarà dato dalla decisione dell’Amministrazione Trump di tenere in teoria un altro round di colloqui indiretti con l’Iran. Dietro l’angolo della diplomazia l’inganno di Israele. "Gli israeliani sembrano avere convinto Trump che l'Iran è molto più debole di quanto non lo sia in realtà. Hanno essenzialmente convinto lui che poter fare attacchi incrementali perché gli iraniani non risponderanno. La realtà è che gli iraniani sono messi con le spalle al muro", afferma Trita Parsi, vicepresidente esecutivo del Quincy Institute.

Se messi all'angolo, l'Iran potrebbe prendere di mira navi statunitensi, impianti petroliferi o chiudere lo Stretto di Hormuz, facendo salire i prezzi del petrolio, alimentando l'inflazione e potenzialmente facendo crollare la presidenza di Donald Trump prima che la guerra sia persa, aggiunge Parsi. Una analisi ragionevole è ironica offerta nel podcast War Room di Steve Bannon. I file Epstein hanno rivelato che Bannon era uno stretto collaboratore del miliardario pedofilo e probabilmente un asset del Mossad negli ultimi anni della sua vita. L'Iran inoltre ha designato le Marine e le Forze Aeree dei paesi membri dell'Unione Europea come organizzazioni terroristiche in ritorsione alle decisioni Europee sui Pasdaran.

Uno dei pericoli che l’Iran potrebbe scatenare e che gli Stati Uniti temono sono i possibili attacchi di gruppi terroristici già di stanza in Europa ed in Medio Oriente. Le intelligence stanno infatti registrando un forte aumento delle comunicazioni intercettate tra movimenti filoiraniani, il che potrebbe indicare una pianificazione e un coordinamento attivi di possibili attacchi. Un alto funzionario statunitense ha confermato che gli analisti stanno attualmente monitorando un livello insolitamente elevato di tale attività.

Sempre secondo la stessa fonte dei funzionari dell'intelligence, l'Iran potrebbe schierare diverse forze. Agli Houthi dello Yemen verrà probabilmente chiesto di riprendere gli attacchi alle navi nel Mar Rosso, mentre alle cellule dormienti di Hezbollah verrà chiesto di colpire basi militari o ambasciate statunitensi. Il Ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi aveva precedentemente messo in guardia dalla possibilità di un simile sviluppo. In un'intervista alla CBS, ha indicato che Teheran si riserva il diritto di reagire contro obiettivi americani in Medio Oriente in caso di attacco statunitense. Tuttavia, il Ministro ha rifiutato di fornire ulteriori dettagli o di specificare se le forze alleate sarebbero coinvolte in tale operazione.

Sul piano diplomatico dobbiamo tenere in considerazione alcuni fatti importanti che dai colloqui di Ginevra sono emersi e tra questi l’incontro con l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA) “per discussioni tecniche approfondite”. Dal confronto emerge la flessibilità di Teheran e la possibilità di negoziare un’intesa con garanzia di una diminuzione dei livelli di arricchimento dell’uranio inferiori persino a quanto concordato nel 2015. Teheran sarebbe poi pronta ad accogliere gli ispettori internazionali, concedendo pieno accesso all’AIEA per monitorare i propri impianti nucleari e, in una certa misura, mostrare flessibilità riguardo alla spedizione delle scorte di uranio già arricchito verso altri paesi.

Araghchi ha ribadito di “non cercare né di produrre né di acquisire armi nucleari, che non trovano alcun posto nella dottrina della sicurezza nazionale dell’Iran”. La considerazione che Teheran sia disposta a diluire i 408 chilogrammi di uranio arricchito al 60% ci fa capire come il nodo Nucleare sia il più facile da risolvere negli accordi. Le integrazioni di allettanti intese commerciali con gli USA fanno però da corollario al nodo insormontabile sulla sicurezza nazionale e sui 5000 missili a disposizione di Teheran a cui l’Iran non vuole fare concessioni. In tal senso importanti le pressioni Israeliane che rischiano di provocare una guerra di ampio raggio in Medio Oriente basata sulla sua idea di sopprimere l’Iran militarmente. La Repubblica Islamica spera inoltre che la flessibilità dimostrata sul programma nucleare possa essere ricambiata con un alleggerimento delle sanzioni e lo sblocco di una parte significativa dei consistenti beni iraniani congelati all’estero.

Negli ultimi giorni, inoltre, l’Iran ha inviato alle Nazioni Unite una lettera in cui ribadisce che nel caso in cui la Repubblica Islamica dell'Iran è soggetta a un'aggressione militare, risponderà in modo decisivo e proporzionato nell'esercizio del suo diritto inerente di autodifesa ai sensi dell'Articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite. In tali circostanze, tutte le basi, le strutture e i beni della forza ostile nella regione costituirebbero obiettivi legittimi nel contesto della risposta difensiva dell'Iran. Gli Stati Uniti si assumeranno la piena e diretta responsabilità per qualsiasi conseguenza imprevedibile e incontrollata.'

Intanto il riarmo iraniano è evidente e l’accordo segreto con la Russia per un pacchetto di armi di 500 milioni di euro è stato siglato (Financial Times). L'Iran ha stipulato con la Russia un accordo segreto del valore di 500 milioni di euro (589 milioni di dollari) per l'acquisto di moderni missili antiaerei portatili, secondo quanto riportato dal Financial Times citando fonti e il testo dell'accordo. Secondo il quotidiano, l'accordo è stato formalizzato a dicembre. Da parte russa, vi hanno partecipato l'esportatore statale di armi Rosoboron export e un rappresentante del Ministero della Difesa russo. La parte iraniana era rappresentata da strutture responsabili del supporto logistico delle forze armate. L'accordo prevede la fornitura di: 500 lanciatori portatili di missili antiaerei "Verba"- 2.500 missili 9M336.

Le consegne sono previste in tre fasi tra il 2027 e il 2029. Secondo il Financial Times, l'accordo rafforza significativamente le capacità della difesa aerea iraniana e testimonia l'approfondimento della cooperazione militare-tecnica tra Mosca e Teheran. La Cina ha già inviato aiuti militari all'Iran, con armi letali che potrebbero minacciare e affondare le navi americane.

L’ultimo miglio di un processo certamente diplomatico che sarà decisivo per evitare una guerra che rischia di diventare un nuovo Iraq o Afganistan, dove come la storia ci insegna gli stessi Americani hanno palesemente perso. Un rischio che l’amministrazione Trump non può affrontare solo per accontentare gli amici Israeliani.

martedì 24 febbraio 2026

Epson promuove la circolarità con una nuova partnership

Epson collabora con DLL, partner mondiale di soluzioni finanziarie, per espandere il programma di leasing e migliorare la circolarità dei prodotti

La nuova partnership supporterà i processi di approvvigionamento.

Cinisello Balsamo, 24 febbraio 2026 In collaborazione con DLL, partner mondiale di soluzioni finanziarie, Epson amplia il programma di leasing rendendo la sua tecnologia sempre più accessibile alle aziende e consentendo loro di evitare la necessità di un investimento iniziale. Ciò significa inoltre che, al termine del leasing, Epson mantiene la proprietà del prodotto supportando il ricondizionamento, il riutilizzo e il riciclo, a ulteriore sostegno della circolarità dei prodotti.

La circolarità rimane un pilastro fondamentale nella visione aziendale, mentre la capacità di controllare il "fine vita" dei prodotti, sia consentendo una "seconda" o "terza" vita con il riutilizzo o il ricondizionamento, sia con procedure di riciclo, garantisce la massimizzazione dei materiali e delle risorse.

"La nostra iniziativa di leasing – spiega Rob Clark, COO di Epson Europe – segna un passo importante nella strategia di Epson, rafforzando la nostra capacità di soddisfare le esigenze dei grandi clienti con un'offerta più attraente e flessibile. Questa opportunità consente alle aziende di beneficiare della più recente tecnologia Epson senza un forte investimento iniziale di capitale, rendendo più facile l'ammodernamento e l'impiego in tempi brevi di soluzioni più sostenibili. Grazie alla collaborazione con DLL, siamo anche in grado di combinare la nostra esperienza e i nostri prodotti sostenibili con la crescente disponibilità di Green Finance per i clienti."

"Allo stesso tempo – afferma Richard Wells, Head of Market Development di Epson Europe – non stiamo cedendo la responsabilità alla fine del ciclo di vita di un prodotto. Poiché gestiamo noi stessi l'innovazione e la produzione, mantenere il controllo dei prodotti quando vengono restituiti ha senso: possiamo tenere in uso materiali di valore più a lungo, tagliare gli sprechi e ridurre ulteriormente l'impronta ambientale complessiva della nostra tecnologia."

L'offerta di una soluzione di leasing completa - dalle stampanti alla robotica - consentirà a Epson di affrontare meglio le grandi gare d'appalto aziendali e del settore pubblico. I clienti potranno beneficiare dei programmi di assistenza grazie ai partner Epson, che gestiscono il parco macchine e la relativa manutenzione.

Rob van den Heuvel, General Manager di DLL Europe, spiega perché le capacità di finanziamento di Epson Europe sono fondamentali per ottenere un vantaggio competitivo: "in questo momento ci sono due realtà fondamentali: l'innovazione sta superando i budget e i clienti si aspettano pratiche circolari. Il leasing e il finanziamento sono modi pratici per offrire ai clienti una scalabilità che non prosciuga il flusso di cassa e una circolarità integrata nei modelli di pagamento. Siamo orgogliosi di sostenere Epson Europe nei suoi sforzi e non vediamo l'ora di scoprire cosa ci aspetta dalla nostra collaborazione."

La partnership con DLL consentirà inoltre di offrire ulteriori opzioni di finanziamento ai potenziali clienti nei mercati europei più difficili da raggiungere, quali la Finlandia e l'Irlanda.

Informazioni su DLL
Fondata nel 1969 e con sede a Eindhoven, nei Paesi Bassi, DLL è una società di finanziamento per attrezzature e tecnologie, con un portafoglio gestito di oltre 47 miliardi di euro; interamente controllata dal Gruppo Rabobank, fornisce soluzioni finanziarie in oltre 25 Paesi nei settori dell'agricoltura, dell'edilizia, della transizione energetica, dell'alimentazione, della sanità, dell'industria, della tecnologia, dei trasporti e del lavoro. Non solo: combinando l'attenzione al cliente e la conoscenza del settore, fornisce soluzioni finanziarie per l'intero ciclo di vita dei beni, tra cui finanziamenti commerciali, finanziamenti al dettaglio e finanziamenti di attrezzature usate. DLL collabora con produttori di attrezzature, concessionari e distributori per consentire un accesso più semplice alle attrezzature, alla tecnologia e al software a sostegno della crescita aziendale; si impegna inoltre per un futuro più sostenibile per l'ambiente e le comunità in cui opera.
Gruppo Epson
Epson è leader mondiale nel settore tecnologico e si impegna a cooperare per generare sostenibilità e per contribuire in modo positivo alle comunità facendo leva sulle proprie tecnologie efficienti, compatte e di precisione e sulle tecnologie digitali per mettere in contatto persone, cose e informazioni. L'azienda si concentra sullo sviluppo di soluzioni utili alla società attraverso innovazioni nella stampa a casa e in ufficio, nella stampa commerciale e industriale, nella produzione, nella grafica e nello stile di vita. Epson ha l'obiettivo di diventare carbon-negative ed eliminare l'uso di risorse naturali esauribili, come petrolio e metallo, entro il 2050. Guidato da Seiko Epson Corporation con sede in Giappone, il Gruppo Epson genera un fatturato annuo di circa 1.000 miliardi di Yen.

domenica 22 febbraio 2026

Teatro Parioli Costanzo Omaggio a Maurizio Costanzo per il terzo anniversario della scompars

🎭 Teatro Parioli Costanzo

Omaggio a Maurizio Costanzo

Anniversario della scomparsa di Maurizio Costanzo

Roma, 20 febbraio 2026

Nel giorno del terzo anniversario della scomparsa di Maurizio Costanzo - il 24 febbraio - il teatro che porta il suo nome e ne custodisce l'eredità culturale rende omaggio a una delle figure più autorevoli e incisive del panorama italiano.

Giornalista, autore, uomo di parola e di teatro, Costanzo ha attraversato epoche e linguaggi contribuendo a ridefinire il racconto pubblico del nostro Paese. Se la televisione lo ha reso popolare, è nel teatro che la sua scrittura ha trovato una dimensione più intima e profonda: il confronto diretto con il pubblico, la centralità della parola, la costruzione di uno spazio di pensiero condiviso.

Per onorarne la memoria in modo concreto e progettuale, il Teatro Parioli Costanzo annuncia che, a partire dalla prossima stagione teatrale, porterà in scena ogni anno uno spettacolo ideato e prodotto internamente, tratto da un suo libro o da una sua opera teatrale.

Sarà un lavoro di rilettura contemporanea, rispettoso dello spirito originario ma capace di dialogare con il presente, con l'obiettivo di restituire al pubblico la forza della sua scrittura, la lucidità dell'analisi sociale e l'ironia che ne hanno fatto un protagonista assoluto della cultura italiana.

L'iniziativa si inserisce in un percorso più ampio di valorizzazione del patrimonio artistico legato alla figura di Costanzo, affinché il teatro non sia soltanto luogo di memoria, ma spazio vivo di continuità e creazione.

Come per il Premio Maurizio Costanzo nelle Carceri, giunto alla sua seconda edizione e la cui celebrazione è prevista il prossimo 20 maggio, anche questo progetto nasce come omaggio concreto alla sua vita artistica e sociale.

Ricordarlo significa non limitarlo al passato, ma assumere la responsabilità di farne risuonare ancora la voce.
Sul palcoscenico. Davanti a un pubblico. Nella forma che più gli apparteneva: la parola che incontra lo sguardo.

"Il teatro è il luogo dove non puoi mentire: il pubblico ti guarda negli occhi."
"Il teatro è un atto d'amore collettivo."

Due dediche d'amore di Maurizio al teatro — dichiara Fabrizio Musumeci, Amministratore Unico del Teatro Parioli e socio onorario dell'Associazione Maurizio Costanzo.

Un teatro non eredita un nome: eredita un compito.
Il nostro è quello di non trasformare la memoria in celebrazione immobile, ma in atto vivo.

Lui non amava le frasi comode, ma quelle necessarie. L'impegno, non la commemorazione, è il vero omaggio, perché trasforma la memoria in responsabilità.

Per ulteriori informazioni sulla produzione e sul calendario della prossima stagione, seguiranno aggiornamenti ufficiali.



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L’acqua dolce nasce dalle alghe (e dal calore che sprechiamo): dal Politecnico di Torino una nuova tecnologia per la dissalazione

L'acqua dolce nasce dalle alghe (e dal calore che sprechiamo): dal Politecnico di Torino una nuova tecnologia per la dissalazione

La ricerca dell'ateneo torinese, pubblicata su Cell Reports Physical Science, mostra come un idrogel ricavato da alghe brune possa desalinizzare usando calore di scarto a bassa temperatura, con prospettive di integrazione energetica e multi-generazione, anche per il raffrescamento

La disponibilità di acqua dolce sta diventando uno dei temi più urgenti del nostro tempo, anche per l'Europa e per l'Italia. Le ondate di calore, le siccità sempre più frequenti e l'aumento della domanda idrica stanno mettendo sotto stress fiumi, invasi e falde, mentre in molte aree costiere l'acqua di mare resta una risorsa enorme ma ancora difficile da trasformare in acqua potabile in modo sostenibile.

La dissalazione è già oggi una tecnologia strategica, ma richiede spesso ingenti quantità di energia elettrica o calore ad alta temperatura, con costi, impatti e complessità che ne limitano la diffusione su larga scala. Proprio per affrontare questi limiti, un nuovo studio del Politecnico di Torino, pubblicato sulla prestigiosa rivista Cell Reports Physical Science, propone un'innovazione nello stato dell'arte della dissalazione termica: un materiale ottenuto da alghe brune, in grado di produrre acqua dolce valorizzando anche il calore a bassa temperatura che oggi, in molti processi industriali, viene semplicemente disperso.

"Da anni lavoriamo su tecnologie che mettano insieme acqua ed energia in modo intelligente – spiega Eliodoro Chiavazzo, docente del Dipartimento Energia-DENERG del Politecnico di Torino (laboratorio SMaLL) e coordinatore della ricerca – La domanda è semplice: quanta energia stiamo perdendo ogni giorno sotto forma di calore a bassa temperatura, e quanto valore potremmo ricavarne? Se trasformiamo anche solo una parte di quel calore per produrre acqua dolce, apriamo una strada nuova per la resilienza idrica, soprattutto dove l'accesso all'energia elettrica non è scontato o dove i costi energetici rendono le soluzioni tradizionali meno praticabili".

La dissalazione non è infatti solo una questione idrica: è un processo energivoro, e la possibilità di alimentarlo con calore a bassa temperatura cambia le regole del gioco perché trasforma una fonte spesso inutilizzata in una risorsa. In pratica, significa immaginare impianti in cui una parte dell'energia termica oggi dissipata venga recuperata e utilizzata per produrre acqua dolce, riducendo il fabbisogno elettrico e migliorando il bilancio complessivo di sostenibilità.

La ricerca ruota attorno ad un protagonista inatteso: un idrogel di alginato di calcio, materiale bio-derivato a base di alginati presenti naturalmente nelle pareti cellulari delle alghe brune. In laboratorio gli autori lo hanno realizzato sotto forma di piccole sfere con una proprietà cruciale per la dissalazione termica di nuova generazione: sono infatti capaci di assorbire rapidamente grandi quantità di vapore acqueo e di rilasciarlo quindi in modo controllato quando viene fornito calore.

"Il mio lavoro si è concentrato sulla sintesi del materiale e sui test sperimentali – racconta Matteo Calò, dottorando al DENERG e primo autore dello studio – Quello che ci ha colpito è la combinazione di prestazioni elevate e sostenibilità. In condizioni tipiche (30° gradi e 70% di umidità relativa), questo idrogel assorbe fino a 1,28 grammi di acqua per grammo di materiale. Si tratta di un valore nettamente superiore a quello di sorbenti comuni, come i silica-gel o altri materiali innovativi attualmente in fase avanzata di studio, che nelle stesse condizioni si fermano a meno della metà di questa capacità. Questo aspetto è cruciale: maggiore è l'acqua caricata dal materiale, più veloce è il processo con cui avviene, e maggiore è l'acqua purificata che possiamo produrre".

Per comprendere la portata di questo risultato, occorre guardare alla dissalazione non come a una tecnologia unica, ma come a un insieme di soluzioni diverse, ciascuna con caratteristiche, vantaggi e limiti specifici. La più nota è l'osmosi inversa, estremamente efficace e oggi molto diffusa, che però richiede energia elettrica e impianti in grado di gestire alte pressioni, con sistemi spesso complessi da manutenere. Esistono poi approcci termici che separano il sale facendo evaporare e successivamente ricondensare l'acqua, ma in genere necessitano di sorgenti di calore a temperature più elevate, quindi più costose o meno facilmente disponibili. Il lavoro del Politecnico punta invece su una via emergente: la dissalazione basata su adsorbimento, che può operare a temperature decisamente più basse, trasformando in risorsa quel calore "di scarto" che abbonda nell'industria, in alcuni impianti energetici e, sempre più spesso, anche in infrastrutture moderne.

Il principio è intuitivo, anche se realizzarlo in modo efficiente ed economico richiede ricerca e ingegneria. In una camera sotto vuoto l'acqua salata evapora anche a temperature moderate; il vapore viene catturato dall'idrogel; poi, scaldando il materiale, il vapore viene rilasciato e fatto condensare come acqua dolce in un'altra zona del sistema, dove può essere raccolto. In questo passaggio il sale resta indietro, nella soluzione di partenza: un modo diverso di "separare" acqua e sale, che non punta a forzare l'acqua attraverso una membrana ad alta pressione, ma a guidare un ciclo di evaporazione, cattura e rilascio del vapore a bassa temperatura.

La novità più concreta e promettente in ottica applicativa riguarda le prestazioni del prototipo sperimentale, che ha dimostrato la capacità di produrre acqua dolce già con una sorgente a 45 °C. Si tratta di una temperatura molto comune: è quella di molti flussi di calore residuo industriale, di alcune soluzioni solari termiche a bassa temperatura e di diverse applicazioni in cui oggi il calore viene semplicemente dissipato. In condizioni ottimali, con una sorgente a 60 °C, gli autori riportano una produttività giornaliera specifica di circa 6 metri cubi di acqua al giorno per tonnellata di materiale impiegato, collocando il sistema tra le soluzioni più interessanti per applicazioni di piccola scala alimentata da calore a temperature moderate. Anche l'efficacia della separazione è stata confermata: a partire da un'acqua con salinità paragonabile a quella marina, si raggiunge una rimozione del sale superiore al 99%.

In questo contesto emerge un aspetto centrale dal punto di vista energetico: quando un sistema è alimentato da calore a bassa temperatura, la vera opportunità non consiste soltanto nella produzione di acqua dolce, ma nella possibilità di integrarla con altri usi termici, aumentando l'efficienza complessiva dell'impianto. La dissalazione può così diventare parte di un'architettura di "multi-generazione", in cui una stessa sorgente termica alimenta più servizi in modo sinergico. "Dal punto di vista energetico, l'aspetto interessante è l'integrazione – osserva CalòSe hai una sorgente di calore a bassa temperatura, puoi pensare a un sistema capace di produrre acqua dolce e, al tempo stesso, contribuire a servizi come il raffrescamento, migliorando il fattore di utilizzo del calore disponibile".

Il collegamento con il raffrescamento è particolarmente attuale, perché la domanda di freddo sta crescendo in molte aree del mondo proprio a causa dell'aumento delle temperature. In diversi contesti, soprattutto in regioni costiere calde, i bisogni di acqua dolce e di raffrescamento crescono insieme. Le tecnologie basate su adsorbimento sono interessanti anche per questo: possono essere impiegate non solo per la dissalazione, ma anche per cicli di raffrescamento termicamente attivati, riducendo il ricorso a compressori elettrici nelle ore più critiche.

"Quando si confrontano tecnologie, è fondamentale partire dai vincoli reali: energia disponibile, manutenzione, infrastrutture, impatto ambientale e contesto d'uso – sottolinea Vincenzo Gentile, ricercatore del DENERG e coautore dello studio – In questo lavoro abbiamo ragionato in modo non troppo diverso da quanto si fa nel riciclo dei rifiuti, provando a rivalorizzare qualcosa che per decenni è stato considerato uno scarto, se non addirittura un problema da smaltire, ovvero il calore disperso nei processi industriali".

 

Questo lavoro è anche un tassello di una visione più ampia che il Politecnico di Torino porta avanti sul tema dell'acqua, con attività che uniscono ricerca sui materiali, chimica, termofluidodinamica, sistemi energetici e prototipazione. "Nel Clean Water Center lavoriamo per trasformare ricerca e prototipi in soluzioni che possano avere impatto – spiega Matteo Fasano, docente del DENERG e coautore dello studio – L'acqua è una questione tecnica, ma anche sociale ed economica: significa sicurezza alimentare, salute, stabilità dei territori. Una tecnologia che produce acqua dolce usando calore a bassa temperatura può essere utile in comunità costiere, in aree isolate, in situazioni emergenziali, ma anche in contesti industriali dove oggi si paga due volte: prima per generare energia e poi per disperderla. Se quell'energia residua diventa acqua, e potenzialmente contribuisce anche a servizi energetici come il raffrescamento, il bilancio cambia".

 

Gli autori sono chiari sui prossimi passi: il prototipo dimostra la fattibilità della soluzione, ma il passaggio alla scala applicativa richiede ulteriori sviluppi, dall'ottimizzazione dei cicli alla verifica della durata nel tempo, fino alla progettazione modulare e all'integrazione con specifiche sorgenti di calore, considerando fin dall'inizio l'architettura energetica complessiva. È il momento in cui un'idea promettente deve trasformarsi in una tecnologia solida, replicabile e adatta alle condizioni del mondo reale.

 

"La cosa importante è che i numeri ci dicono che la direzione è giusta – conclude Matteo CalòQuando un materiale sostenibile supera nettamente i sorbenti convenzionali e abilita la dissalazione a temperature così basse, non stiamo semplicemente migliorando un dettaglio: stiamo aprendo una nuova finestra tecnologica. E in un'epoca in cui acqua, energia e clima sono sempre più intrecciati, questa finestra potrebbe fare la differenza".




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Grandi eventi e connettività Wi-Fi.

Grandi eventi e connettività Wi-Fi.


Come Gayant Expo ha ampliato con facilità la copertura Wi-Fi per eventi di grande portata grazie alle soluzini Cambium Networks

Milano, 12 febbraio 2026 - Situato nell'area urbana di Douaisis, Gayant Expo Concerts è uno dei principali centri culturali e per eventi del nord della Francia. Con una superficie di oltre 15.000 metri quadrati, comprende tre sale modulari che possono ospitare più di 10.000 persone, oltre a sei sale adattabili per una varietà di eventi professionali e pubblici. Tra concerti, spettacoli, fiere e mostre, la programmazione diversificata della struttura richiede una connettività flessibile, performante e affidabile quanto lo spazio stesso.

Gayant Expo operava su un'infrastruttura di rete che aveva più di dieci anni: sufficiente in passato, ma sempre più messa a dura prova dalle moderne esigenze in termini di larghezza di banda, alta densità di utenti e controllo in tempo reale. La necessità dell'aggiornamento è diventata particolarmente evidente durante un evento molto importante. "Il concerto degli Indochine è stata una occasione esemplare", ricorda Maxime, direttore B2B di RIS France, un partner di integrazione. "Il personale della band è arrivato con la propria configurazione mesh, aspettandosi di dover installare tutto da soli. Ma la nuova rete era già pronta: in pochi minuti erano connessi e operativi".

Per modernizzare l'infrastruttura digitale del Gayant Expo, RIS France, un partner di integrazione di Cambium, ha implementato una rete unificata basata sulla piattaforma Cambium ONE Network.

La soluzione implementata ha previsto 47 access point Wi-Fi 6, tra cui XV2-T0X, XV2-2X, un access point Wi-Fi 6 dual-radio con throughput aggregato di 1,77 Gbps, ideale per ambienti ad alta densità, e gli XV2-21X, adatti per spazi interni densamente popolati

Sono stati inoltre installati switch cnMatrix: sei unità implementate in tutta la sede, con cinque switch aggiuntivi in standby per supportare future espansioni. La piattaforma di gestione cnMaestro™ fornisce una supervisione centralizzata dell'intera rete, inclusi i servizi Wi-Fi, di commutazione e WAN, da un'unica interfaccia. E' stata poi integrata la piattaforma Ucopia di Weblib, che offre portali captive personalizzati su misura per ogni evento con funzionalità di monetizzazione, attraverso pubblicità e contenuti sponsorizzati, nonché analisi in tempo reale sul comportamento e il coinvolgimento dei visitatori.

La soluzione ha garantito:

• Efficienza operativa: RIS France gestisce l'intera rete da remoto, riducendo la necessità di interventi in loco.
• Efficienza dei costi: infrastruttura premium fornita a un costo competitivo.
• Migliore esperienza dei visitatori: Ucopia consente la personalizzazione della connettività in base all'evento, sbloccando al contempo nuovi flussi di entrate.
• Scalabilità: l'infrastruttura è costruita per supportare le espansioni future, in particolare nelle aree esterne.

"La soluzione è stata progettata pensando al futuro. Ci fornisce una base solida e flessibile", afferma Emmanuel Brehier, Direttore delle operazioni di RIS France.




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BABY BLUES, spettacolo scritto e diretto Chiara Boscaro, in scena il 28 febbraio e 1 marzo all'Altrove Teatro Studio-Roma


BABY BLUES

Di Chiara Boscaro

 

Dramaturg Marco Di Stefano

 

Regia Chiara Boscaro

 

Con Chiara Claudi e Marcello Seregni

 

Voce Giulio Forges Davanzati

 

Light design e ambiente sonoro Marcello Seregni

 

Un progetto La Confraternita del Chianti

 

Produzione Associazione Interdisciplinare delle Arti

 

28 febbraio e 1° marzo

Altrove Teatro Studio - Via Giorgio Scalia, 53 Roma

 

Va in scena il 28 febbraio e il 1° marzo all'Altrove Teatro Studio, BABY BLUES, spettacolo scritto e diretto da Chiara Boscaro.

Baby Blues è un monologo, o forse un dialogo muto, o forse un dialogo vero e proprio.

Baby Blues è un concerto, o forse la ricerca di un posto dove cantare, o forse ci prendiamo il microfono e basta. Baby Blues è una notte insonne, in una Roma un po' noir un po' vintage, tra velluti e mozziconi di sigarette. C'è una cantante che cerca un lavoro, ci sono un sacco di porte sbattute in faccia, ci sono uomini che non dicono niente e c'è una baby sitter a casa con la bambina, o forse no.

C'è tanta musica, di quella che si sente a notte tarda nei locali del centro, di quella che accarezza i cuori spezzati, di quella che ti calpesta con i tacchi a spillo e poi ti sputa in un vicolo che sa di piscio.

 

Un'autrice e una performer mamme da poco si trovano al tavolino di un bar milanese, sotto l'afa di luglio, a immaginare il primo spettacolo insieme. Tre anni dopo, il sipario si apre su una piovosa notte romana degli anni '90. Seguiamo una donna in auto, per strada, fuori dai locali dove ancora si fa musica dal vivo. Lei è una cantante, lei è una professionista, lei ha perso il giro. Lei parla tanto, parla con tanti uomini che non le rispondono, in uno spazio sospeso e semibuio come spesso sono i backstage, i magazzini, i vicoli di una città "che non ce li vuole, quelli come noi".


 

INFO

Spettacoli: sabato ore 20; domenica ore 17

Biglietti: Intero 15€_ Ridotto 10€

Altrove Teatro Studio - Via Giorgio Scalia 53, Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 3518700413, email ipensieridellaltrove@gmail.com




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L’ISOLA DI LICOSA SI MOSTRA ALL’OBIETTIVO DI CARMELA RAGO

CASTELLABATE -Un tramonto che sembra dipinto con pennellate d’oro e di porpora, il mare che si distende calmo come seta e, all’orizzonte, il profilo inconfondibile dell’Isola di Punta Licosa. È questo lo scenario catturato dalla sensibilità artistica della fotografa Carmela Rago in uno scatto che sta già emozionando appassionati di fotografia e amanti del paesaggio.


La fotografia, realizzata al tramonto, racconta uno dei momenti più suggestivi della costa cilentana: quell’istante sospeso in cui il sole si tuffa nel mare e la luce avvolge ogni cosa in una tonalità calda e avvolgente. L’isola, piccolo gioiello naturalistico al largo della costa campana, emerge come una silhouette elegante, quasi misteriosa, capace di evocare storie antiche e leggende mediterranee.


Con grande maestria tecnica, Carmela Rago riesce a bilanciare luce e ombra, restituendo profondità e tridimensionalità alla scena. Il cielo si accende di sfumature vibranti, mentre il mare riflette i colori del crepuscolo in un gioco di rimandi cromatici che dona armonia e intensità all’immagine. Non è soltanto una fotografia paesaggistica: è un racconto visivo, un invito alla contemplazione.


L’Isola di Punta Licosa, già nota per la sua bellezza incontaminata e per il suo valore ambientale, trova in questo scatto una nuova dimensione poetica. L’obiettivo non si limita a documentare un luogo, ma ne interpreta l’anima, trasformando un momento naturale in un’esperienza emotiva condivisa.


Questo nuovo lavoro conferma la capacità della fotografa di cogliere l’essenza dei paesaggi italiani, valorizzandone identità e fascino. Lo scatto non è solo un omaggio al territorio, ma anche un invito a riscoprire il patrimonio naturalistico del Cilento attraverso uno sguardo attento, rispettoso e profondamente innamorato della luce.


In un’epoca in cui le immagini scorrono veloci sugli schermi, la fotografia di Carmela Rago ci ricorda il potere di fermarsi. Di osservare. Di lasciarsi attraversare dalla bellezza.


Marco Nicoletti 

@castellabatelive24/ Pagina Facebook 

 

IT'S A LITTLE BIT MESSY a cura di Fattoria Vittadini. Dal 26 febbraio


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