Cerca nel blog

Visualizzazione post con etichetta Antartide. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Antartide. Mostra tutti i post

mercoledì 18 febbraio 2009

ANTARTIDE: ICEBERG GIGANTE SI STACCA. WWF: NESSUN DORMA! 2009 CRUCIALE PER LE POLITICHE GLOBALI SUL CLIMA

ICEBERG GIGANTE SI STACCA IN ANTARTIDE

WWF: "NESSUN DORMA!

2009 CRUCIALE PER LE POLITICHE GLOBALI

SUL CAMBIAMENTO CLIMATICO"

Un blocco di ghiaccio grande quanto la regione Campania si è staccato dalla banchisa Antartica di Wilkins. La notizia è giunta ieri dal sito del Consiglio Superiore per le Investigazioni Scientifiche di Spagna (CSIC). Si tratta di un segnale chiarissimo di quello che sta avvenendo anche nelle altre aree considerate dagli scienziati dei possibili 'punti di non ritorno' (tipping points) come effetti del riscaldamento globale, tra cui l'area artica ricoperta di ghiaccio estivo, al centro di polemiche negazioniste, prontamente sfatate, dello scorso mese.

Il WWF ricorda che questo ultimo imponente distacco segue alcuni precedenti importanti verificatisi negli ultimi anni tra i quali quelli famosi delle piattaforme Larsen A nel 1995, un pezzo della piattaforma di Ross di 11.000 kmq, grande quanto lo stato del Connecticut nel 2000, Larsen B nel 2002 e il ghiacciaio Thwaites (5.500 kmq. una superficie grande quanto la Liguria). Infatti, il problema della perdita di banchisa antartica soprattutto nell'area occidentale (West Antarctic Ice Sheet – WAIS -) è studiato attentamente dagli scienziati ed è noto il suo collasso progressivo e, soprattutto, accelerato rispetto ai livelli precedenti. L'imputato principale è l'incremento delle temperature medie registrato in quell'area, salito a 2.5 gradi centigradi negli ultimi cinquant'anni.

Una delle conseguenze dei distacchi di ghiacci continentali è l'innalzamento del livello dei mari, un fenomeno destinato ad accelerare e a mettere a rischio milioni di persone soprattutto nei paesi più poveri e meno attrezzati per difendersi dalle conseguenze dei mutamenti climatici.

Per il WWF è necessario che in questi prossimi mesi la politica non dorma: non occorre aspettare altri segnali per intraprendere azioni concrete nella lotta al riscaldamento globale. Il 2009 è l'ANNO DEL CLIMA che vede coinvolti proprio i leader mondiali sia al G8 in Italia che nella Conferenza sui Cambiamenti Climatici dell'ONU che si terrà a Copenhagen nel dicembre prossimo. Il WWF si augura che si arrivi alla firma di un nuovo accordo globale, Global Deal, al termine del primo periodo di azione del Protocollo di Kyoto.

EARTH HOUR 2009

Per 'svegliare' i 'grandi' del pianeta il WWF ha promosso un evento mondiale il prossimo 28 marzo – l'Ora della Terra - che punta a coinvolgere 1 miliardo di persone e 1.000 grandi città nello spegnimento delle luci per un'ora.

Roma, 18 febbraio 2009

Ufficio stampa WWF Italia – tel. 06-84497377, 213, 265, 463


Il link al comunicato stampa del Consiglio Superiore per le Investigazioni Scientifiche di Spagna con le foto dell'iceberg distaccato e la mappa:

http://www.csic.es/noticia.do;jsessionid=47F29EE775A7D4B2A3C4415381D1192C.tomcat1?objectid=0902bf8a800fa155

Il dibattito sul negazionismo dal sito del WWF:

http://www.wwf.it/client/render.aspx?content=0&root=3264



giovedì 5 giugno 2008

XXIII spedizione italiana in Antartide: Conferenza sui risultati


Antartide: il Progetto TALos Dome ICE Core (TALDICE)

Il 24 dicembre 2007 in Antartide è stata raggiunta, presso il campo remoto di Talos Dome, da un'equipe internazionale di 10 persone (6 Italiani, 3 francesi, 1 tedesco), la profondità di 1620 metri. La perforazione profonda nel ghiaccio TALDICE (Talos Dome Ice Core Project) è iniziata nel 2005, nella località di Talos Dome - a 2315 m di altitudine a circa 300 km dalla costa. L'età del ghiaccio raggiunto è stimata di oltre 220.000 anni. I carotaggi profondi della calotta antartica che hanno raggiunto con successo queste profondità e questa età sono solo 5 (EPICA DC 820 mila anni, Dome Fuji 720 mila anni, Vostok 440 mila anni, EPICA DML 250 mila anni). I ricercatori europei dispongono ora di una "carota" con alta risoluzione temporale che contiene una registrazione dettagliata e continua della storia del clima e dell'atmosfera terrestre dall'ultima glaciazione.

Dallo studio dei campioni di ghiaccio si otterranno ulteriori informazioni sul ruolo che i gas/serra e le polveri atmosferiche hanno avuto nei cambiamenti climatici, accentuando gli effetti di altri agenti forzanti del sistema climatico, quali la quantità e distribuzione dell'energia solare ricevuta, le modificazioni nella circolazione atmosferica e oceanica, le variazioni di riflettività della superficie terrestre, l'attività vulcanica, ecc. Inoltre i dati di Talos Dome permetteranno di ricostruire con dettaglio il contributo della calotta Antartica Orientale all'innalzamento del livello del mare degli ultimi 125 mila anni. Queste informazioni sono cruciali per i modelli previsionali delle variazioni climatiche e del livello marino, un sistema di grande complessità nel quale l'uomo si è inserito modificando le condizioni naturali.

TALDICE è un progetto internazionale di perforazione in ghiaccio a leadership italiana a cui partecipano 5 nazioni europee: Francia, Germania, Italia, Regno Unito e Svizzera, con finanziamenti nazionali. La partecipazione italiana è rappresentata da ricercatori dell'ENEA, delle Università di Milano-Bicocca, Firenze, Venezia, Trieste e Parma. Alle attività di perforazione collaborano attivamente tecnici dell'ENEA Brasimone, del Laboratoire de Glaciologie et Geophysique de l'Environnement (Grenoble, Francia).

L'eccellenza scientifica di tali ricerche è stata consacrata da riconoscimenti di prestigio come il Premio Cartesio 2007 da parte della Commissione Europea al progetto europeo "EPICA" (European Project for Ice Coring in Antarctica), con importante partecipazione italiana, per studi sull'evoluzione del clima degli ultimi 820 mila anni, attraverso la perforazione del ghiaccio presso la Stazione Concordia.

A causa della mancanza di pianificazione pluriennale e di finanziamenti adeguati, l'Italia sta perdendo quel ruolo di primo piano che aveva faticosamente raggiunto nella comunità scientifica internazionale. La ricerca italiana è praticamente assente dalle prossime sfide della ricerca delle perforazioni in ghiaccio. In sintesi, la mancata individuazione delle risorse finanziarie e pianificazione ha tagliando le gambe ad un'attività scientifica che ha rappresentato l'eccellenza nella ricerca e nella collaborazione internazionale. Competenze scientifiche di eccellenza, prima non esistenti in Italia, saranno perse e non facilmente rinnovabili: un patrimonio di conoscenze, di giovani ricercatori ed infrastrutture faticosamente costruito nell'arco di 20 anni rischia di andare definitivamente perduto.

FONTE: Massimo Frezzotti ENEA, Responsabile del Progetto TALDICE frezzotti@casaccia.enea.it cell 320 9224153
Inviato da Stefania Marconi

ENEA: Antartide, Progetto TALos Dome ICE Core (TALDICE)


Comunicato Stampa

Antartide: il Progetto TALos Dome ICE Core (TALDICE)


Il 24 dicembre 2007 in Antartide è stata raggiunta, presso il campo remoto di Talos Dome, da un’equipe internazionale di 10 persone (6 Italiani, 3 francesi, 1 tedesco), la profondità di 1620 metri. La perforazione profonda nel ghiaccio TALDICE (Talos Dome Ice Core Project) è iniziata nel 2005, nella località di Talos Dome - a 2315 m di altitudine a circa 300 km dalla costa. L’età del ghiaccio raggiunto è stimata di oltre 220.000 anni. I carotaggi profondi della calotta antartica che hanno raggiunto con successo queste profondità e questa età sono solo 5 (EPICA DC 820 mila anni, Dome Fuji 720 mila anni, Vostok 440 mila anni, EPICA DML 250 mila anni). I ricercatori europei dispongono ora di una “carota” con alta risoluzione temporale che contiene una registrazione dettagliata e continua della storia del clima e dell’atmosfera terrestre dall’ultima glaciazione.

Dallo studio dei campioni di ghiaccio si otterranno ulteriori informazioni sul ruolo che i gas/serra e le polveri atmosferiche hanno avuto nei cambiamenti climatici, accentuando gli effetti di altri agenti forzanti del sistema climatico, quali la quantità e distribuzione dell’energia solare ricevuta, le modificazioni nella circolazione atmosferica e oceanica, le variazioni di riflettività della superficie terrestre, l’attività vulcanica, ecc. Inoltre i dati di Talos Dome permetteranno di ricostruire con dettaglio il contributo della calotta Antartica Orientale all’innalzamento del livello del mare degli ultimi 125 mila anni. Queste informazioni sono cruciali per i modelli previsionali delle variazioni climatiche e del livello marino, un sistema di grande complessità nel quale l’uomo si è inserito modificando le condizioni naturali.

TALDICE è un progetto internazionale di perforazione in ghiaccio a leadership italiana a cui partecipano 5 nazioni europee: Francia, Germania, Italia, Regno Unito e Svizzera, con finanziamenti nazionali. La partecipazione italiana è rappresentata da ricercatori dell’ENEA, delle Università di Milano-Bicocca, Firenze, Venezia, Trieste e Parma. Alle attività di perforazione collaborano attivamente tecnici dell’ENEA Brasimone, del Laboratoire de Glaciologie et Geophysique de l’Environnement (Grenoble, Francia).

L’eccellenza scientifica di tali ricerche è stata consacrata da riconoscimenti di prestigio come il Premio Cartesio 2007 da parte della Commissione Europea al progetto europeo “EPICA” (European Project for Ice Coring in Antarctica), con importante partecipazione italiana, per studi sull’evoluzione del clima degli ultimi 820 mila anni, attraverso la perforazione del ghiaccio presso la Stazione Concordia.

A causa della mancanza di pianificazione pluriennale e di finanziamenti adeguati, l’Italia sta perdendo quel ruolo di primo piano che aveva faticosamente raggiunto nella comunità scientifica internazionale. La ricerca italiana è praticamente assente dalle prossime sfide della ricerca delle perforazioni in ghiaccio. In sintesi, la mancata individuazione delle risorse finanziarie e pianificazione ha tagliando le gambe ad un’attività scientifica che ha rappresentato l’eccellenza nella ricerca e nella collaborazione internazionale. Competenze scientifiche di eccellenza, prima non esistenti in Italia, saranno perse e non facilmente rinnovabili: un patrimonio di conoscenze, di giovani ricercatori ed infrastrutture faticosamente costruito nell’arco di 20 anni rischia di andare definitivamente perduto.

Massimo Frezzotti ENEA, Responsabile del Progetto TALDICE frezzotti@casaccia.enea.it cell 320 9224153



-----------------------------------------------------
Dott.ssa Elisabetta Pasta
Responsabile Ufficio Stampa e Rapporti con i Media
Ufficio di Presidenza
ENEA
Lungotevere Thaon di Revel, 76
00196 Roma

TEL.06/36272806 - 36272945
FAX 06/36272286
E-MAIL: uffstampa@sede.enea.it

mercoledì 4 giugno 2008

Enea: risultati XXIII spedizione italiana in Antartide. invito conferenza


Comunicato-invito

Domani, giovedì 5 giugno, presso la sala “B” del MIUR, p.zza Kennedy 20, a Roma


si presenteranno


i risultati della XXIII spedizione italiana in Antartide.

I lavori avranno inizio alle ore 10.00 e si protrarranno fino alle ore 16.00.

L’evento si colloca in un particolare momento del Paese
con delle ripercussioni per il futuro del
Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA).

Verrà illustrato come, in questa campagna antartica, organizzata in poco tempo,
con pochi finanziamenti e poco personale,
si siano rispettati gli accordi internazionali ancora in vita,
si sia salvaguardato il patrimonio italiano presente in Antartide
in termini di infrastrutture, campioni, serie storiche.
Oltre a garantire la continuità del Programma come richiesto dal MIUR.

Nel pomeriggio è previsto un dibattito sui temi che riguardano il futuro del PNRA
aperta a tutti i partecipanti.


Per informazioni contattare
Adele Irianni
Ufficio stampa per il PNRA SCrl
tel. 06 30483912 – mob.3381376761
adele.irianni@consorzio.pnra.it
http://www.pnra.it/ - http://www.italiantartide.it/




-----------------------------------------------------
Dott.ssa Elisabetta Pasta
Responsabile Ufficio Stampa e Rapporti con i Media
Ufficio di Presidenza
ENEA
Lungotevere Thaon di Revel, 76
00196 Roma

TEL.06/36272806 - 36272945
FAX 06/36272286
E-MAIL: uffstampa@sede.enea.it

mercoledì 12 marzo 2008

ENEA: Premio Cartesio 2008 della Commissione UE al progetto EPICA di perforazione ghiacci in Antartide


ENEA
Ente per le Nuove tecnologie, l'Energia e l'Ambiente

Comunicato Stampa

PREMIO CARTESIO 2007 DELLA COMMISSIONE EUROPEA AL PROGETTO "EPICA"

Per il progetto europeo di perforazione nei ghiacci dell’Antartide

La Commissione Europea ha assegnato il prestigioso Premio Cartesio 2007 per l’eccellenza scientifica al Progetto Europeo “EPICA” (European Project for Ice Coring in Antarctica) di perforazione nei ghiacci in Antartide.

Il Premio Cartesio dell’UE (European Science Awards, Descartes Prize for Collaborative, Transnational Reearch), varato nel 2000, è un riconoscimento per importanti ricerche svolte in campo scientifico e tecnologico grazie a collaborazioni e partnership in tutta Europa.

EPICA è un programma scientifico finanziato dall’UE, sotto l’egida dell’European Science Foundation, che prevedeva la perforazione profonda del ghiaccio della calotta orientale dell’Antartide per studi sulla evoluzione del clima degli ultimi 820 mila anni.

I ghiacci polari costituiscono l’archivio naturale più dettagliato e completo della storia del clima e dell’atmosfera terrestre nelle ultime decine-centinaia di migliaia di anni, e rappresentano una risorsa di fondamentale importanza per gli studi sul “Global Change”. In particolare, le bolle d’aria racchiuse negli strati di ghiaccio dell’Antartide rappresentano l’unica testimonianza disponibile della concentrazione dei gas serra nei periodi precedenti alla metà del XX secolo, e permettono di individuare il brusco aumento di gas ad “effetto serra” nell’atmosfera associato alle attività umane (utilizzo di combustibili fossili, variazioni dell’uso del suolo, ecc.).

La sequenza in ghiaccio (“carota”) estratta presso la stazione russa di Vostok (Antartide) ha rappresentato per alcuni anni la documentazione più lunga e di riferimento della composizione dell’atmosfera del passato. Gli studi, pubblicati alla fine degli anni ’90, indicano che la carota comprende 4 cicli climatici glaciale/interglaciale, pari a circa 420.000 anni.
I risultati eccellenti ottenuti dal carotaggio di Vostok, e da altri campionamenti in Groenlandia, hanno stimolato ulteriori iniziative di perforazione del ghiaccio antartico. A partire dagli anni ’90, la comunità scientifica europea si è raccolta intorno ad un ambizioso progetto tecnologico di perforazione e di ricerche paleoclimatiche denominato EPICA (European Project for Ice Coring in Antarctica). Lo scopo dell’iniziativa era quello di recuperare e studiare due carote di ghiaccio profonde nella calotta antartica orientale, la prima a Dome C (presso la Stazione italo-francese di Concordia), nel settore della calotta rivolto verso l’Oceano Pacifico, la seconda a Dronning Maud Land (presso la Stazione tedesca di Kohnen), nel settore prospiciente l’Oceano Atlantico. Al progetto EPICA partecipano 10 nazioni europee, con finanziamenti nazionali e della Comunità Europea. La partecipazione italiana è stata coordinata dall’Università degli Studi di Milano-Bicocca e hanno partecipato ricercatori delle Università Firenze, Venezia, Trieste, Parma, Milano, Bologna e Modena, del CNR di Pisa, dell’ENEA e dell’INGV. L’ENEA ha assicurato il coordinamento logistico e tecnologico alle attività di perforazione. Le ricerche italiane sono svolte nell’ambito del Programma Nazionale di Ricerca in Antartide (PNRA), finanziato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e sono gestite dal Consorzio per l'attuazione del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA S.C.r.l., costituito da ENEA, CNR, INGV ed OGS).

La perforazione presso la Stazione Concordia è terminata nel dicembre 2004 ed ha raggiunto profondità di 3270 m, poco al di sopra del substrato roccioso. Mentre la perforazione presso la Stazione Kohnen è iniziata nel 1999 ed è terminata nel gennaio 2006 raggiungendo il substrato roccioso alla profondità di 2774 m. I risultati scientifici delle perforazioni, in parte già pubblicati su prestigiose riviste internazionali, hanno costituito un progresso molto significativo nello studio delle variazioni climatiche nel passato, raddoppiando l’intervallo di tempo esplorato rispetto alle conoscenze precedenti. Le carote di ghiaccio estratte e in corso di studio, contengono infatti una documentazione continua degli ultimi 820.000 anni, in cui si sono succeduti 9 principali cicli climatici glaciali/interglaciali, molto probabilmente innescati dalle variazioni di insolazione dovute a cause astronomiche.

Contatti:
Dott. Massimo Frezzotti – ENEA – tel. 06/30483271, Cell 320 9224153
e-mail: frezzotti@casaccia.enea.it
Prof. Valter Maggi DiSAT, Univ Milano-Bicocca tel 02-64482874, Cell 320 4353300
e-mail: valter.maggi@unimib.it
Siti correlati:
Programma Nazionale di Ricerche in Antartide: http://www.pnra.it <http://www.pnra.it/>
Commissione Scientifica Nazionale per l'Antartide: http://www.csna.it <http://www.csna.it/>
Descartes Prize: http://ec.europa.eu/research/science-awards/index_en.htm
EPICA:http://www.esf.org/activities/research-networking-programmes/life-earth-and-environmental-sciences-lesc/completed-esf-research-networking-programmes-in-life-earth-and-environmental-sciences/european-project-for-ice-coring-in-antarctica-epica-page-1.html


--------------------------------------


Dott.ssa Elisabetta Pasta
Responsabile Ufficio Stampa e Rapporti con i Media
Ufficio di Presidenza
ENEA
Lungotevere Thaon di Revel, 76
00196 Roma

TEL.06/36272806 - 36272945
FAX 06/36272286
E-MAIL: uffstampa@sede.enea.it
www.enea.it <http://www.enea.it/> - "per la stampa"

giovedì 5 luglio 2007

ENEA - EPICA: Ghiaccio antartico: la storia del nostro clima negli ultimi 800 mila anni


Ghiaccio antartico: la storia del nostro clima negli ultimi 800 mila anni

Nel giugno del 2004 lanalisi di 3140 metri di ghiaccio estratto dal sito di Dome C ha rivelato la storia delle variazioni climatiche dellAntartide degli ultimi 740 mila anni. Lanno seguente, le misure dellaria intrappolata nel ghiaccio hanno permesso ai ricercatori di ricostruire le variazioni delle concentrazioni dei gas serra (anidride carbonica e metano) nellatmosfera degli ultimi 650 mila anni. Questo lavoro ha confermato lo stretto legame tra clima e variazioni dei gas serra già dimostrato per gli ultimi 420 mila anni dalla carota di ghiaccio estratta presso il sito antartico di Vostok (3623 m).

 

 La perforazione di Dome C, condotta nellambito del progetto europeo EPICA (European Project for Ice Coring in Antarctica), è stata portata a termine nel dicembre 2004 raggiungendo la profondità di 3260 metri, alcuni metri al di sopra del substrato roccioso, portando in tal modo a buon fine una maratonainternazionale iniziata a metà degli anni Novanta.

 

Questa settimana la rivista Science riporta i primi risultati scientifici ottenuti dal ghiaccio posto a profondità maggiori di 3140 m. Gli autori hanno focalizzato la loro attenzione sullinterpretazione della concentrazione di un isotopo dellidrogeno (deuterio) nel ghiaccio che fornisce informazioni sulle variazioni di temperatura in Antartide. Grazie alla collaborazione tra Laboratoire des Sciences du Climat et de lEnvironnement di Saclay in Francia e le Università di Trieste e Parma in Italia è così disponibile una ricostruzione altamente dettagliata delle variazioni di concentrazione di questo isotopo per lintera carota di ghiaccio.

 

Altri tipi di analisi sulla parte più profonda del ghiaccio, in particolare riguardanti la composizione delle bolle daria intrappolate in esso, hanno dimostrato che gli ultimi 60 metri sono stati disturbati dal mescolamento di ghiaccio di diversa origine, rendendo sostanzialmente inutilizzabili le informazioni climatiche ottenute al di sotto dei 3200 metri. A questa profondità il ghiaccio ha unetà di 800 mila anni, informazione recentemente confermata dalle variazioni nella concentrazione di un isotopo cosmogenico (Berillio-10) riscontrate alla profondità di 3160 m. Queste variazioni sono associate allinversione di polarità del campo magnetico terrestre, conosciuta come evento Brunhes-Matuyama,  verificatesi 780 mila anni fa.

 

Questa nuova ricostruzione climatica ricopre un ulteriore ciclo glaciale-interglaciale e conferma che il clima del Quaternario ha subito un cambio nel suo comportamento ciclico circa 400 mila anni fa; prima di allora i periodi interglaciali erano meno caldi e duravano più a lungo. Linterpretazione di questi risultati è stata considerevolmente arricchita dalle seguenti evidenze:

 

§         Una serie di simulazioni condotte per mezzo di un modello di circolazione atmosferica generale, che tiene conto delle variazioni del contenuto di deuterio nella neve polare, hanno reso possibile una ricostruzione attendibile delle temperature dellAntartide. Il periodo più freddo, con temperature 10°C inferiori alle attuali, corrisponde allultimo massimo glaciale che si è verificato circa 20 mila anni fa. Il periodo più caldo, con temperature 4,5 °C superiori alle attuali, si è verificato durante lultimo interglaciale circa 130 mila anni fa. La correlazione tra le temperature dellAntartide e le variazioni del livello marino, informazione dedotta dai sedimenti marini, appare evidente per lintero periodo di 800 mila anni.

§         Le misure dettagliate, ora disponibili, confermano il legame tra le brusche variazioni climatiche della Groenlandia e le variazioni delle temperature, a scala secolare e millenaria, registrate nel settore Atlantico dellAntartide Orientale (presso laltro sito di EPICA a Dronning Maud Land) così come a Dome C nel settore Indo-Pacifico.

§          Il confronto tra le variazioni delle temperature dellAntartide e le variazioni dellinsolazione suggeriscono che lintensità dei periodi interglaciali è influenzata dalle interazioni tra lobliquità e la precessione degli equinozi, parametri relativi allorbita terrestre.

 

Questa ricostruzione delle temperature, dal punto di vista temporale quasi doppia rispetto a quella ottenuta dalla carota di ghiaccio di Vostok, sarà dora in poi utilizzata come curva di riferimento per linterpretazione di molte analisi che sono attualmente in atto sulla medesima carota di ghiaccio di Dome C. Alla luce di questi risultati, la comunità glaciologica internazionale sta rivolgendo la sua attenzione verso altre regioni dellAntartide, dove laccumulo nevoso è persino minore di quello a Dome C, nel tentativo di ottenere ghiaccio ancora più antico, forse più vecchio di un milione di anni.

 

Tra gli autori del lavoro pubblicato su Science compaiono due giovani ricercatori italiani che operano presso lUniversità di Trieste e quella di Parma: la dott.ssa Barbara Stenni (Tel.: 040-5582159; email: stenni@univ.trieste.it) e il dott. Enrico Maria Selmo (Tel.: 0521-905345; email: enricomaria.selmo@unipr.it) afferenti rispettivamente al Dipartimento di Scienze Geologiche, Ambientali e Marine e a quello di Scienze della Terra.

Al progetto EPICA partecipano 10 nazioni europee: Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Italia, Norvegia, Olanda, Regno Unito, Svezia, Svizzera, con finanziamenti nazionali e della Comunità Europea.

La partecipazione italiana è rappresentata da ricercatori delle università di Milano-Bicocca (Prof. V. Maggi, responsabile nazionale), Firenze, Venezia, Trieste, Parma, Milano, Bologna, ENEA e INGV. Alle attività di perforazione hanno collaborato attivamente i tecnici dellENEA. La gestione logistica del campo di perforazione è condotta congiuntamente dai programmi antartici italiano e francese. Le ricerche italiane sono svolte nellambito del Programma Nazionale di Ricerca in Antartide (PNRA), finanziato dal Ministero dellUniversità e della Ricerca e sono gestite dal Consorzio per l'attuazione del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRAS.C.r.l., costituito da ENEA, CNR, INGV ed OGS).

Alle attività in Antartide hanno preso parte una trentina di persone, tra ricercatori e tecnici italiani, mentre molto maggiore è stato il numero degli addetti nei laboratori italiani.

 

Per ulteriori informazioni contattare:
Massimo  Frezzotti - ENEA Laboratory for climate observations

tel: +39 06 30483271
Fax: +39 06 30486678
Cell: +39 320 9224153
e-mail: frezzotti@casaccia.enea.it


 

Progetto EPICA: una selezione dei lavori più recenti



EPICA Community members, Eight glacial cycles from an Antarctic ice core. Nature, 429, 623-628 (2004).

Siegenthaler, U. et al., Stable carbon cycle-climate relationship during the late Pleistocene. Science, 310, 1313-1317 (2005).

Spahni, R. et al., Atmospheric methane and nitrous oxide of the late Pleistocene from Antarctic ice cores. Science, 310, 1317-1321 (2005).

EPICA Community members, One-to-one coupling of polar climate variability Nature, 195-198, 44- (2006).

G.M.Raisbeck, F.Yiou, O.Cattani & J.Jouzel, 10Be evidence for the Matuyama-Brunhes geomagnetic reversal in the Dome C ice core,  Nature, 444, 82-84 (2006).

 

Per Vostok :

 

Petit, J.R., et al. Climate and Atmospheric History of the Past 420 000 years from the Vostok Ice Core, Antarctica. Nature, 399, 429-436 (1999).


-----------------------------------------------------
Dott.ssa Elisabetta Pasta
Responsabile Ufficio Stampa e Rapporti con i Media
Ufficio di Presidenza
ENEA
Lungotevere Thaon di Revel, 76
00196 Roma

TEL.06/36272806 - 36272945
FAX 06/36272286
E-MAIL: uffstampa@sede.enea.it
www.enea.it <http://www.enea.it/> - "PER LA STAMPA"

Consulta la nostra rubrica:
"Qualche spunto su..":
http://titano.sede.enea.it/Stampa



--
Andrea Pietrarota
Cell. +39 347 8271841
Email: apietrarota@gmail.com
Skype: apietrarota
MSN: apietrarota@hotmail.it
Web: www.corrieredelweb.it

(http://andrea-pietrarota.neurona.it)

Disclaimer

Protected by Copyscape


Il CorrieredelWeb.it è un periodico telematico nato sul finire dell’Anno Duemila su iniziativa di Andrea Pietrarota, sociologo della comunicazione, public reporter e giornalista pubblicista, insignito dell’onorificenza del titolo di Cavaliere al merito della Repubblica Italiana.

Il magazine non ha fini di lucro e i contenuti vengono prodotti al di fuori delle tradizionali Industrie dell'Editoria o dell'Intrattenimento, coinvolgendo ogni settore della Società dell'Informazione, fino a giungere agli stessi utilizzatori di Internet, che così divengono contemporaneamente produttori e fruitori delle informazioni diffuse in Rete.

Da qui l’ambizione ad essere una piena espressione dell'Art. 21 della Costituzione Italiana.

Il CorrieredelWeb.it oggi è un allegato della Testata Registrata AlternativaSostenibile.it iscritta al n. 1088 del Registro della Stampa del Tribunale di Lecce il 15/04/2011 (Direttore Responsabile: Andrea Pietrarota).

Tuttavia, non avendo una periodicità predefinita non è da considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 07/03/2001.

L’autore non ha alcuna responsabilità per quanto riguarda qualità e correttezza dei contenuti inseriti da terze persone, ma si riserva la facoltà di rimuovere prontamente contenuti protetti da copyright o ritenuti offensivi, lesivi o contrari al buon costume.

Le immagini e foto pubblicate sono in larga parte strettamente collegate agli argomenti e alle istituzioni o imprese di cui si scrive.

Alcune fotografie possono provenire da Internet, e quindi essere state valutate di pubblico dominio.

Eventuali detentori di diritti d'autore non avranno che da segnalarlo via email alla redazione, che provvederà all'immediata rimozione oppure alla citazione della fonte, a seconda di quanto richiesto.

Per contattare la redazione basta scrivere un messaggio nell'apposito modulo di contatto, posizionato in fondo a questa pagina.

Modulo di contatto

Nome

Email *

Messaggio *