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mercoledì 19 novembre 2008

Il Cleveland Museum of Art e il MiBAC raggiungono un accordo per lo scambio di oggetti antichi e lo scambio culturale

Il Cleveland Museum of Art e il Ministero per i Beni e le Attività Culturali della Repubblica Italiana hanno raggiunto un accordo relativo ad alcuni oggetti antichi presenti nelle collezioni del Museo e ad un interscambio culturale e di ricerca che apre una nuova era di cooperazione tra il Museo e il Ministero.

Dopo quasi due anni di discussioni in merito, il Cleveland Museum of Art si è impegnato a trasferire 14 opere dalla sua collezione di oggetti antichi al Ministero Italiano.

Timothy Rub, direttore del Cleveland Museum of Art, ha dichiarato che “questa cessione dimostra il nostro impegno a costruire e mantenere una collezione di opere d’arte, provenienti da qualsiasi parte del mondo e risalenti a qualsiasi epoca, che siano acquisite in buona fede e usando i più alti standard etici, e dopo aver svolto una rigorosa ricerca sulla provenienza di tali beni”.

Il Ministero Italiano ha accettato di concedere in prestito al Museo un numero analogo di opere, provenienti dalla collezione dello Stato Italiano, di pari pregio e rilevanza storica, affinché possano essere studiate e messe in esposizione a Cleveland. Le due parti hanno anche concordato di organizzare in collaborazione almeno una mostra d’arte e di dare vita a un rapporto di strette relazioni tra il Museo di Cleveland e le istituzioni culturali italiane, per lo scambio culturale e di ricerca in campi quali la conservazione di beni e la progettazione e all’allestimento di mostre d’arte. Si prevede che i colloqui tra il Cleveland Museum of Art e il MiBAC procederanno nei prossimi mesi alla definizione di questi accordi prima del trasferimento in Italia di qualsiasi opera d’arte.

Sandro Bondi, il Ministro per i Beni e le Attività Culturali della Repubblica Italiana, e il signor Rub hanno raggiunto l’accordo oggi durante un incontro a Roma, e hanno espresso la loro reciproca fiducia nel successo di questi accordi di cooperazione.

Rub ha dichiarato: “siamo lieti di concludere le nostre discussioni intraprese con l’Italia e di entrare in una fase di cooperazione e scambio culturale a lungo termine, che porterà un reale beneficio alla nostra rinomata istituzione e ai residenti di Cleveland e del nord-est dell’Ohio”.

Il Ministro Sandro Bondi ha dichiarato: “sono molto felice per questo successo e per l’accordo raggiunto tra il Ministero per i beni e le Attività Culturali e il Cleveland Museum of Art. Ringrazio il Direttore Rub per la disponibilità e lungimiranza, sicuro che questo sarà solo l’inizio di una lunga e proficua collaborazione che non può che essere un esempio per tutti i musei del mondo”.

Il Cleveland Museum of Art è uno dei principali musei globali d’America, con una collezione che si estende attraverso 6.000 anni di capolavori artistici ed è conosciuto in tutto il mondo per la sua qualità e per la vastità delle sue collezioni. Attualmente oggetto di un progetto di espansione che durerà diversi anni e che darà ad esso una nuova immagine, il Museo è anche un importante foro internazionale per mostre d’arte, dibattiti culturali e formazione artistica.


Roma, 19 novembre 2008

Per informazioni:
Ufficio Stampa MiBAC
Tel. 06.6723.2261.2262
Caterina Banella – Hill & Knowlton Gaia
Tel. 06.441640.307 Cell. +39 335.5640823

giovedì 4 gennaio 2007

LA Times: "Il Getty sapeva che la Venere era stata rubata"


Un quotidiano di Los Angeles accusa il museo di Malibù "Il direttore dell'epoca conosceva la provenienza illecita del reperto"

Ma la notizia è stata smentita: "Gli accertamenti sono per noi priorità assoluta"

LOS ANGELES - Il quotidiano Los Angeles Times accusa il Getty Museum di Malibù di aver acquistato la Venere di Morgantina sapendo che la statua era stata rubata e trafugata illegalmente dall'Italia. L'opera venne acquistata nel 1988 per 18 milioni di dollari.

Se la notizia venisse confermata, il museo potrebbe trovarsi nelle condizioni di dover restituire la Venere, proveniente da un sito archeologico siciliano, in provincia di Enna, e infatti la presidente del Consiglio d'amministrazione del Getty Louise Bryson ha dichiarato al giornale: "La nostra idea è di far fronte a tutte le situazioni, anche le più imprevedibili e l'intenzione è quella di restituire il reperto, totalmente e fisicamente".

Tuttavia al momento il Getty ha smentito il fatto che l'opera sia stata acquistata consapevolmente da canali illeciti, sostenendo invece di aver acquistato l'Afrodite sulla base di "informazioni e studi" disponibili all'epoca e di aver fatto degli accertamenti sulla provenienza del prestigioso pezzo di 24 secoli fa una priorità assoluta.

Secondo il quotidiano californiano, l'ex direttore dei laboratori di restauro del Getty, Luis Monreal, aveva sconsigliato l'acquisto della Venere al direttore dell'epoca, John Walsh. La statua presentava fratture e macchie di sporco che non coincidevano con quanto dichiarato dal venditore. "Qualsiasi professionista guardando a quel reperto in quelle condizioni avrebbe dovuto sospettare che avesse un origine illecita", ha spiegato Monreal.

L'attuale direttore del Getty, Michael Brand, è da mesi impegnato in un duro braccio di ferro con il ministero dei Beni Culturali Francesco Rutelli, che chiede la restituzione di 46 reperti archeologici, acquistati, secondo Roma, attraverso canali illeciti.

Il museo dopo lunghe trattative ha acconsentito a restituirne 26, ma il confronto resta aperto per alcuni tra i pezzi più pregiati, tra cui la Venere di Morgantina.

Origine: Repubblica

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