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venerdì 20 dicembre 2019

10 ottime ragioni per visitare Valencia nel 2020

10 ottime ragioni per visitare Valencia nel 2020


Città mediterranea dal clima sempre mite con i suoi 300 giorni di sole all’anno, Valencia è la destinazione perfetta in ogni periodo dell’anno e per ogni tipo di viaggiatore.
Accogliente, vivace e dinamica, Valencia si prepara ad accogliere nuovi visitatori per il 2020 con una serie di novità, nuove aperture e appuntamenti per tutti i gusti: dagli amanti dell’arte agli appassionati di ottima cucina fino agli sportivi, oppure per coloro che cercano una meta non troppo lontana ma con tante attrazioni e attività per trascorrere una piacevole vacanza all’insegna del divertimento e del relax. Ecco quindi i 10 motivi per visitare Valencia nel 2020!

1. UN NUOVO HOTEL DI LUSSO NEL CENTRO DELLA CITTA’: PALAZZO VALLIER
Un antico palazzo risalente alla metà del XIX secolo ospita il nuovo hotel a cinque stelle della città: Palazzo Vallier. 31 camere che combinano un design di ispirazione barocca con l'Art Déco per un risultato formidabile, soprattutto nella Suite Lladró, caratterizzata da arredi di porcellana dell’omonimo brand valenciano, che con i suoi 52 mq può essere trasformata in uno spazio per piccoli eventi. La partnership con Lladrò è visibile anche nell'imponente scultura di farfalle che sovrasta la scala del palazzo, e nella Lladrò lounge, un ambiente raffinato in stile american bar dove gustare cocktail davvero speciali. Prodotti freschi provenienti dal vicino Mercado Central e dal mercato del pesce del porto, sono combinati in un menu tipicamente valenciano all’interno del ristorante La Perfumería, chiamato così poiché è situato dove sono stati trovati i resti di un'antica profumeria romana del terzo secolo.

2. DUE NUOVE STELLE MICHELIN NEL FIRMAMENTO GASTRONOMICO VALENCIANO
Il ristorante El Poblet di Quique Dacosta ha ottenuto la seconda stella Michelin e salgono così a quota cinque le stelle ottenute dai suoi ristoranti, compresi quelli a Denia e Alicante. Dacosta vanta altre tre location a Valencia: il Mercatbar, il Llisa Negra e il Vuelve Carolina. 
Si aggiudica la sua prima stella Michelin, invece, la Chef Begoña Rodrigo del ristorante La Salita, un locale che mira a promuovere la cucina locale e i prodotti del territorio. Per gustare la sua cucina è possibile fare tappa al Nomada Urban Mood, nel quartiere di Ensanche, che propone piatti esotici che combinano tacos, bao e riso.

3. IL 2020 SARA’ L’ANNO GIUBILARE DEL SANTO CALICE
Il 2020 è l'anno ideale per conoscere l'affascinante storia del Santo Graal perché Valencia celebra l'anno giubilare del Santo Calice, che inizia il 24 ottobre. Questa celebrazione, concessa alla città da Papa Francesco I, ha luogo solo ogni cinque anni e comporta l'indulgenza plenaria, che sarà concessa in alcuni templi della città. Un anno ideale per compiere il Cammino del Santo Graal, un pellegrinaggio ricco di cultura che va dal Monastero di San Juan de la Peña (Huesca) alla Cattedrale di Valencia, dove si conserva il Santo Calice.

4. NUOVI APPUNTAMENTI CHE FONDONO ARTE, MODA E GASTRONOMIA 
La gastronomia sarà la protagonista dell’agenda dei primi due mesi dell'anno. Per cominciare, il festival Festin creerà sinergie tra chef e centri d'arte. La visita guidata del curatore della mostra di Picasso presso la Fondazione Bancaja sarà completata da un cocktail a cura della chef stellata Begoña Rodrigo. Ma si può anche cenare in perfetto stile medievale nella cappella del Convento del Carmen, con un menù degustazione a cura dello chef Miguel Ángel Mayor. O ancora conoscere il Berklee College of Music, tra le migliori scuole di musica al mondo e ascoltare dal vivo il suo miglior repertorio gustando cocktail analcolici. Saranno 14 in totale i centri d’arte che parteciperanno al Festin dal 24 gennaio al 2 febbraio. 
Il Clec Fashion Festival, invece, reinterpreterà il concetto di festival musicale adattandolo al mondo della moda e creerà un'esperienza unica che integra anche la gastronomia. Designer, dj, fotografi, stilisti, truccatori e chef, sfileranno sulle passerelle per dimostrare il talento valenciano associato al mondo della moda in tutte le sue sfaccettature. Si svolgerà presso la Feria Valencia il 21 e 22 febbraio.
Grandi chef, sommelier e produttori artigianali valenciani parteciperanno alla quarta edizione del Valencia Culinary Festival, dal 24 febbraio all'8 marzo. Per l’edizione 2020 saranno previsti 18 ristoranti, tra cui chef stellati locali e internazionali, che daranno prova della loro creatività in esclusivi menù a quattro mani. Il festival comprende anche incontri, degustazioni, laboratori di cucina, cinema gastronomico e un evento clou: la grande "Notte della Gastronomia" all’interno dell'iconico edificio Veles e Vents nella Marina de València il 1° marzo. 

5. VALENCIA CAPITALE MONDIALE DEL DISEGN PER IL 2022
A Valencia si respira aria di design. L’Organizzazione Mondiale del Design, infatti, l'ha nominata Capitale Mondiale del Design nel 2022, mettendo in evidenza sia la maturità del design valenciano, sia le attrazioni della città. Per questo motivo non è necessario attendere il 2022 per vivere, sentire e sperimentare il design nella sua architettura, nella cultura, e nelle strade della città. L'architettura di Santiago Calatrava nella Città delle Arti e delle Scienze o i secolari edifici modernisti del Mercado Central e di Colón, sono alcuni degli esempi di come la città coesiste con il design. A Valencia però il design non è solo una questione visiva, si sente e si vive anche nei quartieri come Ruzafa o El Cabañal, ricchi di gallerie d'arte in spazi innovativi. Il design è tangibile anche nell’offerta gastronomica, una fusione di tradizione e avanguardia, nei ristoranti e nei bar arredati con elementi di design sorprendenti; o nella disposizione stessa delle sue strade e piazze, con soluzioni ingegnose, belle ed efficienti progettate per una mobilità sostenibile. Inoltre, gli European Design Awards saranno consegnati a giugno a Valencia, rafforzando la città come sede della creatività.

6. NEL 2020 VALENCIA FESTEGGIA IL 40° ANNIVERSARIO DELLA MARATONA 
Il 6 dicembre 2020 sarà una data importante per la città di Valencia che celebrerà il 40° anniversario dalla prima Maratona di Valencia. L'ultima edizione, la sesta più veloce al mondo, ha riunito corridori provenienti da 101 paesi, generando un'occupazione alberghiera del 94%. Per la prima volta, la Maratona non coinciderà con la gara 10 k così da avere più posti per la competizione celebrativa. Il test per il 40° anniversario potrà contenere 30.000 partecipanti, numero che verrà raggiunto molto presto visto che i primi 10.000 posti sono stati esauriti nell’arco di 48 ore. Stessa cosa per la Mezza Maratona, che nel 2020 si svolgerà il 25 ottobre e verrà integrata per la prima volta nel circuito di Superhalfs vicino a Lisbona, Praga, Copenaghen e Cardiff.

7. LA HUERTA DI VALENCIA NOMINATA PATRIMONIO MONDIALE AGRICOLO DELLA FAO
Valencia è circondata da oltre 10.000 ettari di frutteti dove vengono coltivati molti dei prodotti freschi e genuini che fanno parte dei menù dei ristoranti della città. Bagnata dal fiume Turia, la Huerta dI Valencia è un progetto di ingegneria caratterizzato da un perfetto sistema di irrigazione progettato nell'VIII secolo dagli arabi. Sostentamento degli agricoltori e dei pescatori locali, la Huerta accoglie una grande varietà di uccelli, pesci e piante, molti dei quali classificati come rari, endemici o in via di estinzione. Grazie a queste sue peculiari caratteristiche la Huerta è stata appena inclusa dalle Nazioni Unite nell'elenco del Patrimonio Agricolo Mondiale della FAO. Grazie alla sua vicinanza al centro di Valencia è possibile visitare questa bellissima area noleggiando una bicicletta e pedalando lungo la pista ciclabile che attraversa l'intero giardino dalla città.

8. LE FALLAS 2020 SARANNO ACCOMPAGNATE DALL’ARTE URBANA DI ESCIF
Tradizione artistica e trasgressione si uniranno in occasione delle prossime Fallas 2020. Gli artisti falleri Manolo Martin e José Ramón Espuig, insieme all'artista urbano Escif, progetteranno il monumento comunale del prossimo anno. 
Considerato come uno dei riferimenti più rilevanti della street art mondiale, le opere di Escif trattano temi come lotte attuali, movimenti di resistenza e problemi ambientali attraverso disegni nitidi, linee chiare e colori sobri. Escif ha realizzato numerosi progetti in contesti urbani di tutto il mondo, esposti all’IVAM di Valencia, al Power Station di Shanghai, al Palais de Tokyo di Parigi e alla Biennale di Arte Africana Contemporanea. Un riassunto del suo lavoro può essere visto al Centre del Carme in una mostra che precederà le Fallas del 2020.

9. MERCATO DI SAN VICENTE, IL NUOVO TEMPIO GASTRONOMICO DELLA CITTÀ
Per la prossima primavera 2020, il Mercato di San Vicente aspira a diventare il primo mercato gastronomico della città. Dal prosciutto iberico ai frutti di mare, passando per il riso mediterraneo, i dolci tradizionali, l’horchata e i formaggi accompagnati dagli ottimi vini valenciani, il Mercado de San Vicente proporrà a locali e visitatori un'offerta gastronomica a 360°.
Questo spazio gastronomico ospiterà 19 stand distribuiti su 2000 mq e, oltre alla grande offerta culinaria, il mercato proporrà spettacoli dal vivo, mostre culturali e attività parallele per offrire intrattenimenti per tutti i gusti. 

10. WEBIT: LA MANIFESTZIONE CHE PORTA IL FUTURO A VALENCIA
Robot con intelligenza artificiale avanzata, scarpe che permettono di camminare in una realtà virtuale e tante altre straordinarie esperienze attendono i visitatori al Webit Festival Europe, un mix di congressi ed esposizioni per professionisti e non solo. Dal 17 al 20 giugno, la Marina di Valencia sarà il fulcro della tecnologia e dell'innovazione; il Webit infatti riunirà 1500 start-up e leader globali di diversi settori tecnologici in una grande manifestazione digitale per tuffarsi nel futuro e rimanere a bocca aperta di fronte alle ultime novità e creazioni. Ogni notte, la Webit Night Fiesta, unirà tecnologia e divertimento con musica, flash mob, cocktail e dibattiti informali lungo le strade di Valencia.

mercoledì 13 marzo 2013

Art in the Mediterranean




Art in the Mediterranean




Enriqueta Hueso 恩里克塔•乌埃索


Galería O+O (Oriente + Occidente)  西班牙“O+O 画廊”(“东西方画廊”)
C/ Francisco Martínez 34- 36 Bajos 46020 Valencia-Spain
Tfnos : 0034- 639990392- 961336449

Inauguración viernes 22 de Marzo a las 20:00 horas

"Come in cielo così in terra"-particolare da un'opera di Momò Calascibetta


UNA MUESTRA CON CUATRO FLANCOS DE ESENCIALIDAD EN LA GALERÍA O+O

La Galería O+O nos presenta una exposición colectiva en su línea habitual: marcada por un cohesivo prurito, por una intención amalgamadora de lo diverso, que queda armonizado y heterogéneo a un tiempo. Si algo hace entroncar a los cuatro discursos plásticos implicados, eso es el deseo comunicativo desde diferentes esencialidades:

Son los trabajos de Momò Calascibetta de un intenso expresionismo, muy en la línea de Otto Dix. Todo queda envuelto por entre una atmósfera de caricaturesca musicalidad en la que se integra lo controvertidamente bello y lo feo sin remisión. Se me antojan los personajes de este artista cercanos a los de El Greco, sí, estarían tironeados de un lado por un cierto manierismo y de otro por el arte pop más jacarandoso: distorsiona Momò las formas, dislocando los sinuosos volúmenes, otorgándonos, finalmente, la esencia connotadora que encierran.

Pinta Albert Sesma la inmediatez de los tiempos a través de un abigarrado cromatismo a su vez envuelto en un halo de fina sugestión que pudiera ser la plasmación del movimiento por el que transcurre la vida con fondo de estatismo. Una bruma de melancolía asola el rostro de los paisajes urbanos o de las personas retratadas. Es Sesma un realista real-maravilloso. Es el suyo un “antoniolopismo-asorollado” que acarrea un guiño de esperanza por vías inusuales.

Entroncando con el tachismo en lo que a búsqueda de las esencias por la senda del mero lance cromático (elemento clave de la pintura) se refiere, mas sin que podamos hablar de un simple juego gratuito, se nos muestran las obras de Juan Carlos Julián. Y es que hay en ellas una expresividad inducida; un drama traslucido a través de las vigorosas emociones a su vez entreveradas por entre la mancha y el color, que harían atracar  las obras de este artista en el puerto del informalismo más arrebatado (un estallido de indignación exaspera plásticamente su toma de postura contra la violencia de género en esta ocasión).

La escultura de Xavier Reventós nos refiere esquematizaciones de la más cotidiana pasión; ensambla rudimentos de impensada fructificación lírico-plástica; las porciones son salvadas de la irremediabilidad y ascendidas a un sublime y cooperado estatus por obra del re-creador, que nos ofrece, al fin, sugerentes esquemas de esencias.

Todos, en definitiva, son artistas hondamente comunicativos, dialogantes y aplicados en la muestra de las particularísimas claves de acceso a los reductos de sus respectivos universos creativos.

Sólo nos queda felicitar a Enriqueta Hueso por este nuevo y sugerente proyecto.

-Diego Vadillo López-


http://www.galeriaomaso.com/   omasoart@gmail.com

lunedì 14 aprile 2008

Digital Media Museo della NAU Valencia

IL COMUNICATO STAMPA


DIGITAL MEDIA - Universidad de Valencia (Spagna)

DIGITAL MEDIA

dal 17 Aprile al 10 Maggio 2008

Inaugurazione: 17 Aprile 2008

LA NAU
Universidad de Valencia
Calle de la Universidad, 2
46003 Valencia
Spain

Orario di Apertura: Dal Martedí al Sabato dalle 10:00 alle 20:00,
Domenica dalle 10:00 alle 14:00

Artisti: Shankar Barua , Daniel Palacio , Carlo Bernardini , Monique Bastiaans , Vicente Llorca + Jesús Geira , John Baugh , Bernardo Rivavelarde , Nacho Ruiz , Ima Picó , Juan Torres , Xavier Monsasalvatje , Enriqueta Rocher , Stephana Schmidt , Lovebytes , Antuan el 8 , Antonio Montesinos , Laura Echevarría , Josué Ibáñez , Juan Rayos , Carlos Llavata , Luna Nera , William Artt , Juan Antonio Cerezuela , Michael Aschauer , Sara Malinarich , Graciela Taquín , Ananí Cáceres , Andrea Raciani , Seguro Goto , Corporación Baciló , Artwork , Igor Stromajer , Zev Robinson , Enriqueta Rocher , Ashnar Faroqui , Ashim Ghosh , Ranjit Makkuni , Monica Narula , Shuddhabrata Sengupta , Jeebesh Bakshi , Tadaaki Narita , Kenji Endo , Pablo Irrgang , Koke Vega , Id Mora , Pere Sousa , Kok Sie Wai , Beatriz Sánchez , Carlos Cid , Alex Francés , Tomy Ceballos , Robert Morgan , Filippos Tsitsopoulos , Giuseppe Stassi , Federico Lupo , Alessandro Lo Monaco , Pietro Mancini , Riccardo Benassi , Kristina Frei , Shilpa Gupta , Sergio Zavattieri , Michael Najjar , Springer I Parker , …


Più che una mostra, Digital Media si presenta come un grande intervento negli spazi dell'antica sede dell'università di Valencia, un intervento che intende puntualizzare sulle infinite connessioni tra l'arte e il mezzo digitale. Un banco di prova che prevede la partecipazione di artisti e organizzatori capaci di illustrare le differenti visioni della realtà contemporanea.

Intervento frutto, d'altro canto, delle molteplici prove di comunicazione concesse dalla rete e dall'interscambio di proposte ed idee, capaci quindi di creare infinite connessioni disegnando nuovi scenari nel tentativo di spostare la fruizione delle opere d'arte dalle piattaforme più tradizionali di distribuzione dell'opera d'arte - gallerie, istituzioni e musei - verso un accesso diretto
all'informazione e al fatto artistico.

Senza dubbio, ciò non lascia intendere che tutte le visioni utopiche e ottimiste sui mass media siano compiute, tutt'altro, sicuramente però sottolinea un intento di sconfinamento dell'arte in ambito globale grazie ai nuovi mezzi di comunicazione. Mezzi che come i contenuti da essi prodotti sono mossi dall'economia e quindi dal consumo, poteri dominanti della nostra società, incapaci di lasciare alcuna possibilità alla esclusiva virtualità.

Una virtualità che appare quanto mai insufficiente alla diffusione dell'atto artistico e che necessità di esser riaffermata per acquisire un valore effettivo. Il digitale non è sufficiente quindi a formulare una dichiarazione artistica, questa deve attraversare il filtro delle istanze, dei critici e degli spazi espositivi tradizionali, convergendo infine in spazi dove la sperimentazione, le novità e l'affare artistico contemporaneo si mostrano in tutte le possibilità.

Una delle definizioni di opera d'arte, come pienamente contemporanea, è quella che tende a relazionarla con l'aspirazione tecnologica della realtà e a quello che da essa si sviluppa, riflettendo con precisione le ambizioni, la conoscenza, le illusioni e perché no gli opposti e le fratture. I dialoghi con il passato e la relativa manipolazione del tempo, dei processi, la distorsione dello spazio reale e l'interattività in genere sono elementi inerenti a buona parte della tradizione artistica confermandosi come elementi importanti dell'arte del nostro secolo.

Fare i conti con i diversi spazi di un edificio tanto emblematico come l'università - il chiostro, le sale espositive e di proiezione, la Piazza del Patriarca - è un opportunità unica per plasmare una dialettica attuale nella quale l'arte si converta in informazioni capaci di cambiare supporto e registri, plasmando un'area dove si sviluppi il potenziale del significante e il valore comunicativo del fatto artistico.

Il nuovo ruolo dell'artista, si stabilisce a partire da molteplici connessioni con altre discipline scientifiche e umanistiche, allontanandosi quindi dal ruolo tradizionale, concedendosi connessioni in grado di dare spazio ad infiniti rimandi e simbologie in uno spazio evocativo come l'antica sede dell'università.

Se l'investigazione scientifica e la tecnologia creano strumenti dotati di particolari specifiche, l'artista ne estremizza gli usi, alterandoli e spingendo i mezzi a limiti insperati, convertendoli in ulteriori strumenti per un'indagine di tipo artistico.

L'artista vede quindi in questi nuovi sistemi la possibilità di creare quello che prima era soltanto un sogno, creando un'interazione esplicita con lo spettatore, attraversando così nuove formule espositive.

La determinazione di un opera d'arte si appoggia, in primo luogo alle sue relazioni esterne: Il luogo, decorazione-cornice e l'interazione del pubblico osservatore, ma l'opera ad oggi è un elemento aperto e non dotato di finitezza, che trasforma l'idea di contemplazione in attuazione e partecipazione, in grado in determinati casi di trasformare lo spettatore in"fruitore attivo".

Un'esperienza più vicina all'impulso che al piacere tranquillo della visione tradizionale, mostrando la specificità dei linguaggi tecnologici contenenti una diversità di formati che permette uno sviluppo della creatività e del potenziale di interazione comunicativa, dalle istallazioni multimediali, alla videoarte, alla sperimentazioni sonore elettro-acustiche, alla net art, alle performance multimediali.

In un evento di questo tipo non poteva mancare una sezione di conferenze in modo che artisti e pubblico possano usufruire di un contesto teorico, si parlerà della produzione artistica, delle reti di distribuzione e del contesto sociale, dei differenti cammini intrapresi e delle differenti teorie, così da dotare il concetto espositivo di un carattere pienamente autocritico e riflessivo.

Troppo spesso le modalità espositive sono state un riflesso delle ossessioni ed una difesa di idee di un determinato curatore, diventando legittimate da discorsi, da interpretazioni, e da riletture proprie. In questo caso la partecipazione ampia di organizzatori nello sviluppo del progetto diluisce, per quanto possibile, gli effetti uniformatori, fuggendo coscientemente dalla concezione postmoderna del curatore fattore e creatore.


Universidad de Valencia

DIGITAL MEDIA

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Universidad de Valencia
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46003 Valencia
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