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giovedì 10 ottobre 2019

Attentato sinagoga in Germania. Dramma del terrorismo nostrano

Al di là della matrice neonazista dell’attentato alla sinagoga in Germania, il dramma dei morti ammazzati, c’è anche da riflettere sul fatto che un terrorista si sia auto ripreso e trasmesso online a sparare per oltre mezz’ora, senza che le forze di sicurezza tedesche riuscissero ad intervenire più prontamente. 


Tutto ciò è destabilizzante, per noi è questo il vero terrore. 


Siamo tutti esposti a fanatici iper armati che un giorno qualsiasi si possono alzare, imbracciare mitragliatori da guerra, bombe e andare a fare una strage. 


E non importa il presunto obiettivo che hanno nella loro testa bruciata. 


Siamo tutti un bersaglio, come nei sempre più verosimili videogiochi sparatutto.



Perché la nostra società partorisce questi mostri? 
Ho tante possibili risposte, nessuna esaustiva. 

Andrea Pietrarota 

lunedì 19 dicembre 2016

Terrorismo. Sparatoria a Zurigo davanti ad un centro islamico, tre feriti. L'attentatore è in fuga, la polizia lo bracca.

Risultati immagini per sparatoria a Zurigo 
Svizzera, 19 dicembre 2016 - Spari davanti al centro islamico a Zurigo, tre feriti.
L'assalitore è in fuga, braccato dalla polizia.
Tre persone sono rimaste ferite nel corso di una sparatoria nei pressi di un centro islamico a Zurigo.
 

La notizia, diffusa dal quotidiano Blick, è stata confermata dalla polizia.
Secondo i media locali, la persona che ha aperto il fuoco si è data alla fuga.


La noyizia sta dando ad un uomo sulla trentina vestito di nero e dal volto coperto che si è poi dato alla fuga a piedi dopo aver sparato contro il centro islamico a pochi passi dalla stazione centrale della città elvetica.

Inoltre un cadavere è stato rinvenuto ad alcune centinaia di metri dal luogo della sparatoria.
Il centro islamico si trova vicino alla stazione centrale della città svizzera, nella Eisgasse.

Il sito di Blick fa sapere che non è nota al momento la gravità delle ferite riportate dai tre uomini colpiti.

La polizia non ha voluto confermare o smentire se l'aggressore sia in qualche modo legato alla comunità musulmana né se si sia trattato di un attacco xenofobo.


Ulteriori informazioni:
www.rainews.it/dl/rainews/articoli/spari-centro-islamico-zurigo-b7f9e448-437c-44c1-87a2-2a1d87b32a2c.html

Terrorismo. Sparatoria a Zurigo davanti ad un centro islamico, tre feriti. L'attentatore è in fuga, la polizia lo bracca.

Risultati immagini per sparatoria a Zurigo 
Svizzera, 19 dicembre 2016 - Spari davanti al centro islamico a Zurigo, tre feriti.
L'assalitore è in fuga, braccato dalla polizia.
Tre persone sono rimaste ferite nel corso di una sparatoria nei pressi di un centro islamico a Zurigo.
 

La notizia, diffusa dal quotidiano Blick, è stata confermata dalla polizia.
Secondo i media locali, la persona che ha aperto il fuoco si è data alla fuga.


La notizia sta dando ad un uomo sulla trentina vestito di nero e dal volto coperto che si è poi dato alla fuga a piedi dopo aver sparato contro il centro islamico a pochi passi dalla stazione centrale della città elvetica.

Inoltre un cadavere è stato rinvenuto ad alcune centinaia di metri dal luogo della sparatoria.
Il centro islamico si trova vicino alla stazione centrale della città svizzera, nella Eisgasse.

Il sito di Blick fa sapere che non è nota al momento la gravità delle ferite riportate dai tre uomini colpiti.

La polizia non ha voluto confermare o smentire se l'aggressore sia in qualche modo legato alla comunità musulmana né se si sia trattato di un attacco xenofobo.


Ulteriori informazioni:
www.rainews.it/dl/rainews/articoli/spari-centro-islamico-zurigo-b7f9e448-437c-44c1-87a2-2a1d87b32a2c.html

Attentato a BERLINO. Una altro camion contro la folla. 9 morti, 50 feriti, il primo bilancio di sangue

Berlino, camion sulla folla nel mercato di Natale: almeno 9 morti, 50 feriti. Arrestato conducente

BERLINO, 19 dicembre 2016 -  L'attacco è accaduto intorno alle 20.15 nei pressi della Kurfuerstendamm Avenue, vicino alla chiesa intitolata al Kaiser Guglielmo, nella parte occidentale della città, zona commerciale e affollata nel quartiere di Charlottemburg. 

La zona ora è blindatissima. Secondo la tv tedesca Ard e il Berliner Morgenpost che citano una fonte di polizia, gli attentatori a bordo del camion erano due. 

Uno è stato trovato morto all'interno del tir, schiacciato dall'impatto con la folla, l'altro sarebbe saltato fuori e fuggito a piedi in direzione del Tiergarten, lo zoo, ma è stato arrestato.


Ancora un'altra corsa folle tra le persone che passeggiavano nel mercatino di Natale di Berlino. 

I morti investiti da un lungo tir nero, simile a quello della strage di Nizza, sono nove. 

La Stampa tedesca parla di almeno una cinquantina di feriti, ma il bilancio è provvisorio.

domenica 31 dicembre 2006

Autobomba a Madrid: due dispersi Zapatero: "Stop al dialogo di pace"

L'esplosione all'aeroporto Barajas. Il gesto dell'Eta annunciato con una telefonata. L'ordigno era piazzato a bordo di un furgoncino. Diciannove feriti leggeri

MADRID - Un'autobomba è esplosa questa mattina all'aeroporto Barajas di Madrid. L'attentato è avvenuto nel parcheggio del terminal quattro dello scalo: l'ordigno, a quanto sembra, era piazzato a bordo di un furgoncino Renault. Ma la zona era stata almeno parzialmente sgomberata: una telefonata dell'Eta, l'organizzazione separatista basca, al servizio di soccorso stradale Dya della Biscaglia aveva preannunciato l'azione. Il bilancio, ancora provvisorio, parla di 19 feriti e un disperso.

La deflagrazione è avvenuta intorno alle 9. Lo scoppio ha mandato in frantumi molti vetri; i passeggeri sono stati condotti sulle piste.

Quanto alla chiamata per avvertire dell'autobomba, è arrivata intorno alle 8: l'uomo al telefono ha parlato di un furgone carico di esplosivo che sarebbe saltato in aria alle 9,30. I separatisti baschi dell'Eta spesso in passato hanno comunicato in anticipo proprio alla Dya i loro attacchi.

L'organizzazione aveva dichiarato il cessate il fuoco, la rinuncia a compiere azioni violente, lo scorso marzo, dopo quarant'anni di lotta armata - con un bilancio complessivo di oltre ottocento vittime. Il primo ministro spagnolo, José Luis Zapatero, aveva annunciato in giugno l'avvio di un processo di pace con l'Eta. In novembre, però, i militanti baschi avevano denunciato lo stallo delle trattative.

E oggi, dopo questo nuovo attentato, l'Associazione famiglie delle vittime del terrorismo (Avt) ha chiesto a Zapatero di sospendere il processo di pace; il presidente della Avt, Francisco Alcaraz, ha detto che è necessaria immediatamente "una forte risposta" del governo. Una richiesta che ha trovato subito una risposta: il ministro dell'Interno, Alfredo Perez Rubalcaba, ha detto che l'attentato di oggi a Madrid "interrompe la tregua".

Proprio ieri, il premier - tornato oggi dalle vacanze, dopo aver saputo dell'autobomba - aveva difeso la scelta del negoziato, sbilanciandosi sul sul esito positivo: la situazione "è migliore con un cessate il fuoco permanente rispetto a quando le bombe esplodevano, come un anno fa", aveva detto, "e migliorerà ancora l'anno prossimo". Purtroppo, i fatti lo hanno smentito.


Origine: Repubblica

mercoledì 27 dicembre 2006

In piazza a Lamezi contro il racket: in migliaia per la legalità

Lamezia, in piazza contro il racket.
Attentati intimidatori e il duplice omicidio dei giorni scorsi
hanno scatenato la protesta degli abitanti della città calabra


 Lamezia, in piazza contro il racket In migliaia per la legalità LAMEZIA TERME - "Facciamoci sentire per non farci seppellire". Questo lo slogan che ha aperto il corteo dei 5mila manifestanti scesi in piazza a Lamezia Terme per protestare contro gli ultimi attentati intimidatori e il duplice omicidio di giovedì scorso. La manifestazione, partita intorno alle 9 e 30 di questa mattina si è fermata davanti all'abitazione distrutta dalle fiamme la notte del 24 ottobre in un attentato del racket.

Il sindaco, Gianni Speranza, e gli assessori si sono fermati a parlare con il titolare della ditta, Giuseppe Godino: "spero che questa grande presenza sia di conforto a Godino ed ai lavoratori che hanno perso il lavoro". Il vicesindaco, Elvira Falvo, ha detto che "le persone oneste devono continuare a lavorare ed a fare lavorare le persone oneste".

Giuseppe Godino, visibilmente commosso, ha parlato di una "solidarietà molto bella. Non pensavo che la manifestazione sarebbe stata così grande, anche se sono convinto che queste sono cose inutili. Domani sarà come prima. C'è bisogno di una legge che aiuti i cittadini che hanno voglia di lavorare. Non ho capito perchè hanno fatto questo gesto. Mettere a fuoco è molto complicato". Mentre parlava Giuseppe Godino si è interrotto spesso per l' emozione.

Uno dei figli di Godino, rivolgendosi ai ragazzi, li ha ringraziati "di cuore. Dobbiamo crescere tutti quanti perchè il nostro futuro non deve essere condizionato da nessuno. Dobbiamo produrre ricchezza per fare rinascere questa città che io amo. Vogliamo continuare a lavorare a Lamezia e poter dare lavoro a tanta gente onesta".

Origine: Repubblica

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