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domenica 17 maggio 2026

“Mina, la fatina del Lago di Cristallo” torna in una nuova veste editoriale con Cosmolibri Edizioni

È uscita la nuova edizione di “Mina, la fatina del Lago di Cristallo”, la fiaba per bambini scritta da Elisabetta Bagli, pubblicata in una rinnovata veste editoriale per Cosmolibri Edizioni.

Questa nuova edizione, curata con attenzione nella grafica e nell’impaginazione, restituisce nuova luce a una storia delicata e profonda, pensata per accompagnare piccoli e grandi lettori in un viaggio nel mondo della fantasia, dell’amicizia e della crescita interiore.

lunedì 16 febbraio 2026

“Semplicemente Anna”: teatro, poesia e musica in omaggio ad Anna Magnani


Madrid – Sabato 21 febbraio alle 18:30, l’Istituto Italiano di Cultura di Madrid ospita Semplicemente Anna, uno spettacolo che intreccia teatro, poesia e musica per rendere omaggio ad Anna Magnani, icona del cinema italiano e simbolo della romanità del Novecento.

giovedì 24 ottobre 2013

“Decisioni in contesti di vulnerabilità” Laboratori formativi dell’Ausl di Forlì

A chi spetta prendere le decisioni di cura in un contesto di vulnerabilità? Le responsabilità decisionali sono legate al ruolo, alla funzione? Un percorso formativo in 4 tappe organizzato dall’Ausl di Forlì per un numero ristretto di operatori. Ciascuna tappa sarà articolata in 3 incontri (22 ottobre, 19 novembre, 3 dicembre), che avranno ogni volta come incipit storie cliniche, percorsi o procedure discusse con metodo deliberativo. Un percorso formativo che grazie a laboratori interattivi esplorerà, analizzerà, si confronterà su questioni aperte e controverse – dal punto di vista etico, di qualità e sicurezza dei processi di cura e di difficoltà delle scelte sottese, questioni rilevate proprio nelle/dalle stesse pratiche di cura presentate dai partecipanti. Referente : dottoressa Patrizia Grementieri, Coordinatrice del programma di gestione del rischio, Processi trasversali aziendali (p.grementieri@ausl.fo.it) Decisioni in contesti di vulnerabilità laboratori formativi tra ricerca e cura A chi spetta prendere le decisioni di cura in un contesto di vulnerabilità? Le responsabilità decisionali sono legate al ruolo, alla funzione? In che misura sono auspicabili e possibili decisioni collegiali quando il tempo stringe e c’è di mezzo la salute, propria e di terzi? Chi ha il diritto-dovere di parteciparvi, quando il paziente non è in grado di decidere? Come possono/debbono essere gestite la dialettica, la pluralità e la trasversalità nelle decisioni in un ambito di cura? Come e quando una decisione clinica può ritenersi corretta? Solo quando dà risultati positivi? Cioè dal punto di vista etico il giudizio positivo si basa solo sulla bontà dei risultati, oppure va anche considerata la validità del processo? Quale-i sapere-i la supportano e la rendono possibile? Che percorsi, che strumenti la facilitano e sono garanzia di eticità e buona pratica? Come la qualità dell’informazione e la sicurezza del processo di cura possono essere costitutivi di una buona pratica? Come può l’istituzione garantire e promuovere la buona pratica individuata? “Non ancora competente, non più capace” Sala Arancio Polo Formativo del Padiglione Valsalva – Ospedale dalle 14:00 alle 18:00 Come la vulnerabilità di minori, anziani, soggetti incoscienti, condiziona, trasforma le scelte di cura e richiama ad una nuova responsabilità professionale ed organizzativa. Verso una buona pratica della delega e dell’informazione nei contesti di vulnerabilità/con soggetti vulnerabili, con particolare attenzione alla funzione dell’amministratore di sostegno. Docente Sara Casati ■22 ottobre 2013 analisi fattuale di una storia clinica/percorso/procedura individuazione dei problemi etici in gioco discussione della questione aperta e controversa preminente costruzione dell’albero decisionale deliberazione sui valori e sui corsi di azioni in gioco ■19 novembre 2013 laboratori interattivi (drammatizzazione, sessioni di etica narrativa, lavori per piccoli gruppi) approfondimenti etico-giuridici relativi alla questione etica e di buona pratica controversa individuata e ai corsi di azioni intermedi auspicati ■3 dicembre 2013 Lavori per piccoli gruppi al fine di individuare requisiti e criteri per la modellizzazione Che i professionisti della salute – tutti, non solo i medici – decidano è un fatto e una necessità. Non potrebbero fare altrimenti. Che non siano soli nelle loro decisioni e che debbano rendere ragione ai cittadini, ai pazienti e alle istituzioni, cui appartengono, è novità scaturita dai grandi cambiamenti del Novecento. Una decisione clinica ha sempre a che fare con la salute di un soggetto, di un’altra persona. Non è solo una decisione su qualcosa, ma “con qualcuno“, con la costellazione dei suoi valori, delle sue circostanze, e in un contesto (pronto soccorso, reparto, ambulatorio, territorio, ambiente famigliare). L´etica, e non solo la razionalità, ne è parte integrante, anche se poi, di fatto, l’etica si ritrova a fare i conti con altre esigenze: amministrative, economiche, sociali… Come queste decisioni siano o meno supportate da ragioni e accompagnate dalle proprie convinzioni valoriali, come si fanno permeare dalla necessità di interloquire con differenti attori (pazienti, famigliari, altri professionisti, istituzioni) è tutto da esplorare, per riconoscere ed esplicitare in quale misura etica e razionalità siano motore, quali conoscenze siano supporto delle decisioni cliniche e per trasformarlo in buona pratica. La crisi del modello paternalista, la crescente tecnologizzazione e standardizzazione della pratica clinica e il rapporto sempre più stretto tra ricerca e cura hanno progressivamente modificato la relazione costitutiva tra curare e prendersi cura fino ad interrompere le consolidate modalità di intendere e praticare questo binomio. Tanto i professionisti della salute come i pazienti si sono così ritrovati in un contesto nuovo, a volte spaesante, e esigente nuovi modelli di interrelazione, di conoscenza e di scelta. Da una parte la relazione tradizionale di prossimità e fiducia tra operatori clinici e pazienti è stata sostituita da un tipo di relazione più impersonale, nella struttura ospedaliera, nella ricerca biomedica. Contemporaneamente la pratica clinica si è ritrovata esposta ad una serie di problematiche nuove: conflitti di interpretazioni e volontà tra i vari agenti della cura, cronicizzazioni di stati di malattia, possibilità di scelte raffinatissime dal punto di vista tecnico, che disegnano uno scenario di complessità dove la medicina talvolta fatica a ritrovare il senso della propria prassi. Decidere di iniziare, proseguire o interrompere una cura o un intervento, ma anche scegliere un modo concreto di agire al posto di un altro nella pratica clinica, trasformano uno dei molteplici corsi di azione possibile nell’azione indicata; ciò fissa l’incertezza, che è così tipica dell’ambito clinico (sotteso tra alternative, rischi, variabilità e valori differenti), nella scelta da adottare. La decisione giusta (che si aggiusta): ecco un punto di arrivo impegnativo, ma necessario. In questo percorso formativo che si rivolge non solo ai medici, ma ai “curanti”, le decisioni in gioco non sono solo le decisioni mediche, né sono solo quelle terapeutiche; certamente sono quelle che si prendono quando si cerca di prevenire, diagnosticare, prognosticare, riabilitare, proporre o seguire una terapia, una ricerca, comunicare informazioni, stabilire relazioni, tutte azioni queste che sempre più richiedono la corresponsabilità di molti, ma sono anche le decisioni con cui ci si dispone a un certo atteggiamento verso gli altri, malati, colleghi, parenti… Partendo dalla quotidianità delle decisioni cliniche, ponendo particolare attenzione alla presa in carico di soggetti vulnerabili (minori, anziani, persone incapaci o con la coscienza altalenante…) in contesti di complessità, ci proponiamo di far emergere limiti e potenzialità di quanto da noi prescelto, spingendoci alla ricerca di forme altre di concepire la razionalità e l´etica: forme in grado di aiutarci a decidere ragionevolmente e rispettosamente, che si cimentino con l´invito alla partecipazione dei curati e con il riconoscimento delle differenti competenze e responsabilità in gioco. Allo stesso tempo attraverso una didattica interattiva per adulti, cercheremo di confrontarci apertamente con la dimensione costitutiva di questa pratica speciale che è la clinica: la vulnerabilità esposta del malato, la vulnerabilità altrui che richiama la nostra, che illumina i nostri limiti, come professionisti e come esseri umani vulnerabili, vulnerati dal dolore dell’altro che vorremmo curare e a cui per professione, oltre che per umanità, siamo chiamati a rispondere. L’invito sotteso a questo percorso si rivela nel suo approfondimento, nel suo non sottrarsi, un invito a ritornare alle origini stesse della pratica clinica, all’incontro con la vulnerabilità di un soggetto umano, ma con competenze nuove. Il volto dell’altro malato ed esposto al dolore, fisico, psichico, umano, ci interroga con forza e ci richiama a riflettere sul senso della cura, sotteso alle nostre azioni di cura, una cura che sappia essere così antica nel senso – farsi carico della vulnerabilità umana, come nuova nello stile, capace di coinvolgere l’altro quale interlocutore, soggetto di cura, nel tempo e per tempo. un percorso a tappe Un percorso formativo in 4 tappe, ciascuna tappa articolata in 3 incontri, che avrà ogni volta come incipit storie cliniche, percorsi o procedure discusse con metodo deliberativo. Un percorso formativo che grazie a laboratori interattivi esplorerà, analizzerà, si confronterà su questioni aperte e controverse – dal punto di vista etico, di qualità e sicurezza dei processi di cura e di difficoltà delle scelte sottese, questioni rilevate proprio nelle/dalle stesse pratiche di cura presentate dai partecipanti. Le aree prescelte come aree di formazione comune, su cui consolidare e/o modellizzare insieme buone pratiche, raccolgono in sé trasversalità e problematicità che è poi facile ritrovare nella propria attività quotidiana. Esse non solo aprono, ma costringono a quello scenario di complessità cui la medicina e la ricerca biomedica sono chiamate da tempo sia a dare risposte etiche, sostenibili (dal punto di vista economico e organizzativo) e di buona pratica come ad individuare percorsi decisionali inclusivi e nel rispetto di tutti i soggetti in gioco. Queste le nostre 4 tappe: a. “Non ancora competente, non più capace”. Come la vulnerabilità di minori, anziani, soggetti incoscienti, condiziona, trasforma le scelte di cura e richiama ad una nuova responsabilità professionale ed organizzativa. Verso una buona pratica della delega e dell’informazione nei contesti di vulnerabilità/con soggetti vulnerabili, con particolare attenzione alla funzione dell’amministratore di sostegno. b. “Dentro la complessità dei percorsi e delle decisioni di cura con i malati rari, i pazienti cronici gravi, i pazienti oncologici”: l‘intreccio tra incertezza, valori diversi, più interpretazioni, più soggetti in gioco e tempi che si sovrappongono. Verso una buona pratica di équipe e di informazione nei contesti di complessità/ con soggetti complessi. c. “C’è poco tempo, chi decide cosa fare? Come passare dallo standard alla buona pratica: scelte di cura in situazioni di emergenza, con particolare attenzione alle decisioni nei contesti estremi . d. Il paziente, il cittadino e la comunità scientifica quali interlocutori ineludibili nella ricerca clinica: per una buona pratica informativa e di qualità della ricerca. … linguaggio, metodo I contesti di complessità cui si rivolge il percorso, ovvero scenari di cura e di ricerca caratterizzati da più saperi, più valori, più punti di vista e un’incertezza irriducibile della conoscenza, dovuta ai tempi, ai processi e alle esposizioni insite nelle pratiche di cura considerate, esigono e richiamano un metodo che ü si confronti con il valore della differenza nei processi di costruzione della conoscenza e delle scelte di cura, ü riconosca ed includa come interlocutori necessari tutti i soggetti in gioco, ü valorizzi il sapere dell’esperienza, ü consolidi i processi di rivedibilità della conoscenza, ü offra strumenti di argomentazione . Questo metodo è il metodo deliberativo ed è strumento/vettore di realizzazione di un approccio partecipativo, dove lo sviluppo e la qualità della conoscenza in gioco – conoscenza che si declina in molti modi (scientifica, assiologica, pratica) e che trasforma la cura in una pratica sicura e corretta, è possibile grazie all’inclusione di tutti i soggetti in gioco, al considerarli parte attiva nei processi di cura. La partecipazione consapevole ai processi di cura è possibile attraverso la comprensione degli stessi ed il saper dare ragioni, giustificare, e quindi offrire elementi per monitorare le scelte. Un approccio partecipativo così inteso è basilare alla configurazione di buone pratiche, scopo formativo ed esito atteso della proposta stessa. Così come un lavoro analitico e trasversale sul linguaggio che molto spesso crea cortocircuiti, per la mancata condivisione dei significati e dei modelli epistemologici, organizzativi e relazionali impliciti di cui è espressione, sarà determinate, e innovativo per la dimensione inclusiva che può rappresentare, sia in équipe che con i cittadini. destinatari I referenti della gestione del rischio, le direzioni aziendali e i responsabili delle aree coinvolte (qualità, gestione del rischio, ricerca, medicina legale) le associazioni dei pazienti e i comitati consultivi misti. Il numero massimo dei partecipanti previsti per ogni tappa è di 25 persone. Numero di partecipanti totali previsti: 100 persone. Si prevede di riservare un numero limitato di posti (5) a professionisti, referenti della gestione del rischio, che per i compiti, le responsabilità e le propensioni manifestate, partecipino a tutto il percorso nella sua interezza al fine di acquisire competenza in una prospettiva di formazione di formatori. architettura di ogni tappa ( 3 incontri) 1° incontro : fase deliberativa ( 4 ore) - analisi fattuale di una storia/percorso/procedura clinica - individuazione dei problemi etici in gioco - discussione della questione aperta e controversa preminente - costruzione dell’albero decisionale - deliberazione sui valori e sui corsi di azioni in gioco - verifica di coerenza dal punto di vista della sostenibilità, della fattibilità e della normativa 2° incontro: fase interattiva di approfondimento (4 ore) Approfondimento delle questioni etiche e di buona pratica controverse e dei corsi di azioni intermedi discussi ed articolati durante la fase deliberativa attraverso: - laboratori interattivi (drammatizzazione, sessioni di etica narrativa, lavori per piccoli gruppi) - approfondimenti etico-giuridici *** compiti di rielaborazione individuale tra il 2° e il 3° incontro 3° incontro: fase di modellizzazione di buona pratica (4 ore) Lavori per piccoli gruppi al fine di articolare requisiti e criteri per la modellizzazione della buona pratica risultata corretta alla luce della fase deliberativa ed interattiva. Curriculum vitae Sara Casati, docente Sara Casati, PhD in “Etica e deontologia medica”, MD in Bioetica Clinica, bioeticista, filosofa pratica e formatore professionale, esperta di modelli partecipativi e percorsi di empowerment in sanità e di didattica interattiva per adulti, dal 1998 al 2005 ha fatto ricerca e lavorato presso la Universidad Complutense di Madrid e l’Imperial College di Londra, insegna in Master e corsi di perfezionamento universitario presso numerose università e caratterizzato la sua attività attraverso un costante lavoro di ricerca e di formazione sul campo, in vari ospedali, laboratori di ricerca, Società Scientifiche, Associazioni di pazienti. Ha privilegiato nel tempo l’interazione con le Associazioni dei Malati Rari per il loro essere ineludibilmente in prima linea rispetto alle questioni chiavi di bioetica e buona pratica clinica e stabilito con UNIAMO FIRM una relazione continua di attività e consulenza in particolare per il consolidamento di un ruolo proattivo del paziente e di chi lo rappresenta, sia nella relazione di cura che nei consessi di policy della ricerca e della salute, e per sviluppare percorsi di shared-knowledge e shared-decision-making con tutti gli attori in gioco nella rete di cura. In particolare nell’ultimo anno di collaborazione con UNIAMO ha finalizzato il progetto Mercurio coordinando l’innovazione del sito www.malatirari.it in ottica partecipativa e trasformandolo in uno spazio 2.0 di in-formazione e conoscenza condivisa tra pazienti, caregiver e professionisti della salute, con il supporto delle Società Scientifiche coinvolte. Contemporaneamente sulla base dei bisogni formativi emersi nell’interazione con le associazioni federate, con UNIAMO ha strutturato il progetto formativo DETERMINAZIONE RARA come una rete di percorsi di empowerment nella ricerca e di laboratori tra pari con i professionisti della ricerca e della sua governance. Tiziana Rambelli

domenica 24 maggio 2009

Vacanza a Madrid

Madrid: vacanza a MadridMadrid: vacanza a Madrid


I turisti sono affascinati dall'energia di Madrid. Si può stare seduti a un caffè a guardare la gente che passa, scoprire le architetture eclettiche della Gran Via e assaporare le specialità spagnole a Puerta Del Sol. Gli hotel sono moderni, storici, di base o stavaganti.

Passeggiare per le vie di Madrid è un modo eccellente per vedere il sontuoso palazzo reale, la cinquecentesca Puerta del Sol che segna il centro della Spagna, il vecchio quartiere moresco di Moreria e molto altro ancora. (guarda la promozione Madrid: vacanza voli e hotel in offerta per Madrid).

Gli appassionati di arte si danno appuntamento nei famosi musei quali il Prado, il Thyssen-Bornemisza e il Reina Sofia. Le famiglie si divertono sulle canoe di Retiro Park e visitano lo zoo e il parco di divertimenti di Casa de Campo. Dopo aver gustato paella e tapas e assistito ad uno spettacolo di flamenco, i nottambuli potranno ballare nelle discoteche aperte fino all'alba.


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By Voli e Hotel

giovedì 22 gennaio 2009

Madrid: mostra d'arte all'aria aperta Cow Parade

A volte il grande pubblico fatica ad avvicinarsi all'arte e a conoscere importanti opere, soprattutto di arte contemporanea, perché questo mondo appare troppo alto, di difficile interpretazione e appannaggio solo di pochi intellettuali ed esperti. L'arte resta dunque relegata in spazi specifici, musei e gallerie, in cui le opere si guardano e ammirano con rispetto, se non addirittura con un certo timore reverenziale. Non sempre però è così: in molti sono a pensare che l'arte debba stare in mezzo alla gente, e diventare qualcosa con cui potersi rapportare quotidianamente.

Avvicinarsi all'arte, insomma, non dovrebbe essere un diritto e un privilegio di pochi, al contrario, l'arte dovrebbe essere fruibile da tutti. Gli organizzatori della Cow Parade, una mostra all'aria aperta che si svolge dal 16 gennaio al 21 marzo a Madrid, appartengono certamente a questo secondo filone di pensiero.
La Cow Parade è infatti riconosciuta come la più grande mostra d'arte contemporanea internazionale, e viene ospitata periodicamente in diverse città sparse in tutto il mondo, ma anziché svolgersi in spazi chiusi, le opere vengono distribuite all'aperto, in varie zone di una data città: strade, parchi, stazioni. In questo modo tutti ma soprattutto i giovani backpackers hanno la possibilità, semplicemente passeggiando per la propria città, di avere un contatto diretto con il mondo dell'arte, senza entrare in un museo o dover pagare un biglietto. Ma la caratteristica più sorprendente di tale esibizione è la forma delle opere: si tratta infatti di mucche a grandezza naturale realizzate in vetroresina che vari artisti sono chiamati a decorare e personalizzare, facendone delle vere e proprie opere d'arte. La Cow Parade diventa dunque una mostra decisamente atipica, in grado di sorprendere e divertire. Uno degli scopi della mostra, oltre a quello di avvicinare le persone all'arte, è infatti quello di far capire che l'arte è capace di abbattere le barriere e i preconcetti, creando delle forme artistiche e di espressioni inusuali in grado di scardinare il pensiero comune.


E sicuramente la Cow Parade risulta essere uno strumento interessante per abbattere qualsiasi tipo di barriere, anche geografiche, dato che questo particolarissimo evento, nato a Zurigo nel 1998 da un'idea dello scultore svizzero Pascal Knapp, ha girato negli anni tutto il mondo, toccando città in ogni angolo del globo: da Sydney a Buenos Aires, da Tokyo a Milano, da Auckland a Las Vegas. Tra gennaio e marzo 2009 sarà la volta della Spagna, e Madrid si colorerà delle creazioni realizzate da artisti spagnoli affermati ed emergenti. Perché, se da un lato La Cow Parade è un evento internazionale, dall'altro si propone anche di promuovere gli artisti locali, dando loro la possibilità di esprimere la propria creatività su di un palcoscenico molto importante e l'opportunità di essere conosciuti anche dai chi effettua un tour per Madrid. Non si tratta quindi di una semplice mostra itinerante, ma di un evento che, pur mantenendo le sue caratteristiche basilari, spostandosi di città in città riesce ogni volta a cambiare completamente e a dare l'idea di come, in città diverse, ci siano modi diversi (o simili), di esprimersi.

Un altro nobile scopo della mostra è fare beneficenza: una volta terminata la mostra, infatti, le mucche-opere d'arte vengono battute all'asta, e il loro ricavato devoluto interamente ad associazioni benefiche.

Se siete degli appassionati d'arte e avete voglia di fare un'esperienza completamente nuova, ma anche se non siete degli esperti e volete avvicinarvi a questo mondo nel modo più immediato e divertente, prenotate un ostello economico a Madrid, partite per la Spagna e visitate la Cow Parade.

Biglietti: evento gratuito
Date: 16 Gennaio – 21 Marzo 2009
Articolo a cura di Trenet Srl – Web agency Padova

giovedì 13 novembre 2008

Da Madrid contro la 133: Europa in piazza!

Il 14 Novembre in contemporanea con le manifestazioni organizzate in Italia, e in diverse città europee, contro la legge 133, gli studenti, genitori e ricercatori italiani a Madrid si presenteranno, in presidio, in Plaza de la Villa a pochi metri dall'Istituto italiano di cultura.
Siamo un gruppo di studenti italiani a Madrid, il cui obiettivo è partecipare alla protesta contro i Decreti 133 e 137 di quest`anno, che rappresentano il più radicale (e sciagurato) tentativo di riforma scolastica ed universitaria in Italia.
Vogliamo diffondere fra gli italiani presenti a Madrid e fuori dall'Italia la consapevolezza della gravità della situazione e far sentire anche la nostra voce, manifestando pacificamente la nostra solidarietà a chi si sta battendo in Italia per difendere il diritto all'istruzione. La protesta sta attraversando l'Italia già da due mesi, coinvolgendo un numero enorme di studenti, ricercatori, professori e famiglie. In Italia la protesta è scesa nelle piazze, occupando istituti, bloccando la didattica, ed è talvolta appoggiata dagli stessi rettori universitari consapevoli di non poter affrontare nuovi tagli ai fondi per l'istruzione. Crediamo che questo sentimento, palpabile in tutta Europa, possa rappresentare il simbolo del risveglio di un pensare politico propositivo e critico, un riavvicinarsi alla "cosa pubblica" con nuovo e forte interesse.
Vogliamo provare a cavalcare" l'onda" perchè crediamo che anche il disinteresse e il disincanto, dilaganti tra noi giovani, rischino di lasciare mano libera a quanti non intendano l'importanza di un'istruzione pubblica e libera.

Quali sono i motivi della protesta?
Per quanto riguarda l'Università, chiediamo l'Abrogazione degli articoli 16 e 66 della legge 133/08 che prevede:

- Taglio drastico dei fondi pubblici alle Università

Possibilità per le Università pubbliche di convertirsi in fondazioni di diritto privato, con il
semplice voto di maggioranza del Senato Accademico.

- Blocco del turnover al 20%: per ogni 5 professori che vanno in pensione si assume un ricercatore.

La conseguenza di questi provvedimenti sarà l'aprirsi di uno scenario nel quale, per sopravvivere, le Università pubbliche saranno costrette a convertirsi in fondazioni. In questo modo la didattica e
la ricerca saranno vincolate sulla base alle esigenze delle imprese partecipanti.
Di fatto la ricerca pubblica cesserà di esistere:

I tagli porteranno a licenziamenti di massa dei ricercatori, già precari da molti anni.

- Quelli che rimarranno nell 'Università, saranno precari a vita o quasi.

Si verranno di fatto a creare Università di Serie A (private) e di Serie B (pubbliche). Quest'ultime, se vorranno rimanere tali, saranno costrette o a ridimensionare la qualità dell'offerta didattica, o ad aumentare la retta universitaria a livelli insostenibili per la maggioranza degli studenti.

Per quanto riguarda l'istruzione in generale, chiediamo l'abrogazione integrale della legge 137/08 che prevede:

- Licenziamento per 87400 insegnanti, 11200 specialisti di inglese alle elementari e 44500 unità di personale tecnico amministrativo.

- Introduzione del maestro unico alle elementari a partire dal 2009/2010 con classi conseguentemente più numerose.

- Accesso all'istruzione per studenti stranieri alla scuola dell'obbligo vincolato da una prova di lingua italiana. In caso di non superamento della prova è
prevista la frequenza di una "classe ponte", ridefinita "classe di inserimento".



Questi sono i motivi della nostra protesta. Siamo tuttavia consapevoli che queste riforme non sono che l'apice di una serie di decisioni "politiche" che gradualmente hanno destabilizzato e sfasciato il mondo dell' istruzione da quindici anni a questa parte. Pensando ad esempio alla gestione delle risorse finanziarie degli Atenei, il bilancio è ogni anno analizzato e approvato da una presunta "Commissione Valutativa" retta dalla legge ordinaria 537/93 la quale ha acquisito competenza dalla legge Bassanini del 1997 (59/97). Composta da 5 membri, uno nominato dalla Commissione dei Rettori dell' Universita' Italiana, uno dal fantomatico Consiglio Universitario Nazionale e i restanti tre nominati direttamente dal Ministro della Pubblica Istruzione tramite una circolare che evita direttamente qualsiasi discussione parlamentare. Tale Commissione, tenendo conto del notorio deficit che un elevato numero di Atenei si trascina come un immobile macigno, suscita forti perplessita' riguardo ai suoi criteri di valutazione e alle logiche ad essa sottese. Va segnalato che, nell' ultimo decennio, numerosi Atenei hanno sforato piu' volte il tetto massimo di imposizione delle tasse universitarie, che non deve essere superiore al 20% del fondo ordinario ricevuto da ogni Ateneo, come previsto dalla legge 597/93.

Non meno dolente e per alcuni aspetti perversa appare la situazione della Didattica. Il decreto 270/2004, la famigerata Riforma Moratti, conferisce potere assoluto di gestione della Didattica a ciascun Ateneo, lasciando piena liberta' di scelta riguardo a corsi di laurea e insegnamenti, con la conseguente proliferazione di piani didattici quanto piu' disorganici e frastagliati possibile.
Tutto cio' senza che vi sia alcun organismo statale che possa valutarne l' adeguata pertinenza ed efficienza. E' bene sottolineare che piu' corsi di laurea equivale a dire piu' cattedre, piu' assistenze e ulteriore spreco di risorse finanziariesenza un effettiva garanzia di aumento, o perlomeno mantenimento, della qualita' formativa. Un ulteriore "merito" della Riforma Moratti e' quello di parificare il titolo di laurea conseguito con la specialistica a quello del vecchio ordinamento, vanificando gli intenti della precedente Riforma Berlinguer e declassando di fatto il titolo conseguito nella Triennale. Cio' equivale a dire che la Triennale si svuota del suo significato formativo ai fini di una valenza nel conseguimento di un posto di lavoro adeguato al Corso di studio scelto. Restando nell' ambito della Didattica, va segnalato pietosamente il meccanismo di selezione dei professori ordinari e dei ricercatori, regolamentato dai decreti 257/97, 386/97, 387/97. Si decreta
che i professori ordinari vengano scelti da una Commissione di soli cinque membri (professori di provata stima italiana ed internazionale); la Commisione viene nominata dal Rettore ogni qualvolta si richieda la copertura di una cattedra, in accordo con il professore ordinario uscente.
Per quanto riguarda professori associati e ricercatori, è il Rettore stesso che istituisce Commissioni Autonominali. Questi criteri di autoreferenzialita' e gestione ristretta nella nomina delle Cattedre, minano qualsiasi lecita speranza di meritocrazia all' interno del personale docente.

A completamento della situazione disastrata e inaccettabile della nostra realta' universitaria, segnaliamo il fatto che le ultime riforme sulla gestione didattica e finanziaria dell' Universita' Pubblica non sono altro che "semplici circolari" -che evitano qualsiasi discussione parlamentare- a dimostrazione della VOLUTA leggerezza degli ultimi Governi nel prendere decisioni di vitale importanza per il futuro delle nuove generazioni e lo sviluppo del Paese.


GRUPPO STUDENTI ITALIANI A MADRID

da Stefano Truzzi <greyslayer.rc@gmail.com>

venerdì 21 marzo 2008

ultime notizie da www.salentoweb.tv


www.salentoweb.tv è andata a Madrid per seguire le elezioni spagnole. Sul sito potrete avere una panoramica dell'atmosfera che si respirava in Spagna al link http://www.salentoweb.tv/Internet/categoria.asp?idC=1&idF=752


Vi segnaliamo inoltre:

ai link
http://www.salentoweb.tv/Internet/categoria.asp?idC=2&idF=751 e http://www.salentoweb.tv/Internet/categoria.asp?idC=5&idF=747 i video dello spettacolo e dello stage "WHY ..be extraordinary when you can be yourself"; abbiamo intervistato i ballerini Roberta Miolla e Bruno Centola



Nella categoria AMBIENTE potrete vedere il video "Pasquetta nel boschetto? Pensiamoci" al link
http://www.salentoweb.tv/Internet/categoria.asp?idC=18&idF=742




Per chi si fosse perso le tradizionali "Tavole di S. Giuseppe", salentoweb.tv ha preparato un video-documentario che vi invitiamo a vedere al link http://www.salentoweb.tv/Internet/categoria.asp?idC=2&idF=737 insieme al video su Lazzareni e Matinate - I canti di Passione al link http://www.salentoweb.tv/Internet/categoria.asp?idC=2&idF=738



Attualissimo e nei cuori di tutti i festeggiamenti dei cent'anni del Lecce calcio, ricordati sia in conferenza stampa con l'arrivo della coppa del mondo al link http://www.salentoweb.tv/Internet/categoria.asp?idC=20&idF=735 che dai fedelissimi della curva Nord al link http://www.salentoweb.tv/Internet/categoria.asp?idC=20&idF=736



Su www.salentoweb.tv tanti altri video interessanti vi aspettano!



Vi ricordiamo che salentoweb.tv sarà Media Partner della manifestazione "Security Expo" dal 3 al 6 aprile a Galatina nei padiglioni del quartiere Fiera. http://www.securityexpo.it/index.php



Invitiamo a visitare il nostro sito e a darne cortesemente diffusione a

quanti in vostro contatto.

Salentoweb.tv augura a tutti voi BUONA PASQUA



Cristina Pappadà

tel. 0832.099252 fax. 0832.099253 cell. 329.3982588

domenica 31 dicembre 2006

Autobomba a Madrid: due dispersi Zapatero: "Stop al dialogo di pace"

L'esplosione all'aeroporto Barajas. Il gesto dell'Eta annunciato con una telefonata. L'ordigno era piazzato a bordo di un furgoncino. Diciannove feriti leggeri

MADRID - Un'autobomba è esplosa questa mattina all'aeroporto Barajas di Madrid. L'attentato è avvenuto nel parcheggio del terminal quattro dello scalo: l'ordigno, a quanto sembra, era piazzato a bordo di un furgoncino Renault. Ma la zona era stata almeno parzialmente sgomberata: una telefonata dell'Eta, l'organizzazione separatista basca, al servizio di soccorso stradale Dya della Biscaglia aveva preannunciato l'azione. Il bilancio, ancora provvisorio, parla di 19 feriti e un disperso.

La deflagrazione è avvenuta intorno alle 9. Lo scoppio ha mandato in frantumi molti vetri; i passeggeri sono stati condotti sulle piste.

Quanto alla chiamata per avvertire dell'autobomba, è arrivata intorno alle 8: l'uomo al telefono ha parlato di un furgone carico di esplosivo che sarebbe saltato in aria alle 9,30. I separatisti baschi dell'Eta spesso in passato hanno comunicato in anticipo proprio alla Dya i loro attacchi.

L'organizzazione aveva dichiarato il cessate il fuoco, la rinuncia a compiere azioni violente, lo scorso marzo, dopo quarant'anni di lotta armata - con un bilancio complessivo di oltre ottocento vittime. Il primo ministro spagnolo, José Luis Zapatero, aveva annunciato in giugno l'avvio di un processo di pace con l'Eta. In novembre, però, i militanti baschi avevano denunciato lo stallo delle trattative.

E oggi, dopo questo nuovo attentato, l'Associazione famiglie delle vittime del terrorismo (Avt) ha chiesto a Zapatero di sospendere il processo di pace; il presidente della Avt, Francisco Alcaraz, ha detto che è necessaria immediatamente "una forte risposta" del governo. Una richiesta che ha trovato subito una risposta: il ministro dell'Interno, Alfredo Perez Rubalcaba, ha detto che l'attentato di oggi a Madrid "interrompe la tregua".

Proprio ieri, il premier - tornato oggi dalle vacanze, dopo aver saputo dell'autobomba - aveva difeso la scelta del negoziato, sbilanciandosi sul sul esito positivo: la situazione "è migliore con un cessate il fuoco permanente rispetto a quando le bombe esplodevano, come un anno fa", aveva detto, "e migliorerà ancora l'anno prossimo". Purtroppo, i fatti lo hanno smentito.


Origine: Repubblica

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