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martedì 26 maggio 2015

"SOS Tabacco Minori": al via da Napoli la seconda edizione della campagna per contrastare il fenomeno dell'illecito sui minori

Secondo l’indagine “Giovani e fumo” condotta da Swg risulta che 7 genitori su 10 considerano il fenomeno del contrabbando molto diffuso e per 4 su 5 i minori vi accedono facilmente.

Il 2014 ha fatto registrare un preoccupante incremento dei consumi di prodotti illeciti del tabacco (Fonte: Empty pack survey, MSIntelligence), dopo l’importante calo che si era verificato in Italia nel 2013 (fonte: KPMG Sun report 2014), ottenuto anche grazie al grande impegno delle forze dell’ordine. L’allarmante fenomeno rilevato nell’ultimo anno, è legato soprattutto alla facilità di accesso e ai bassi prezzi del mercato nero. Il commercio illecito di prodotti del tabacco riguarda in maniera seria anche i minori e per questo il Moige (Movimento italiano genitori), in collaborazione con FIT (Federazione Italiana Tabaccai), rilancia la campagna “SOS Tabacco Minori” per la quale è stato creato un sito dedicato (www.sostabaccominori.it) e un video da condividere sui canali so cial.

I DATI
Nel 2014 la Guardia di Finanza ha sequestrato oltre 200 tonnellate di sigarette di contrabbando, una buona parte delle quali in Campania, con la denuncia di 6.744 soggetti. Circa la metà dei sequestri ha riguardato le cosiddette “cheap white”, sigarette prodotte in paesi come Cina, Russia, Emirati Arabi Uniti ed Ucraina irregolarmente introdotte nel territorio dell’Unione Europea, nonostante non siano conformi ai suoi standard di produzione e commercializzazione. É di conseguenza facilmente intuibile quale sia il potenziale maggiore rischio associato al consumo delle stesse. L’Italia, per sua naturale posizione geografica, si pone come “nodo di scambio” nelle tratte del contrabbando, caratterizzandosi non solamente come mercato di consumo. Lo testimoniano gli ingenti quantitativi di sigarette bloccati nei porti di Ancona, Gioia Tauro, Bari, Genova, Napoli, Trieste e Brindisi che collocano l’Italia tra i primi paesi in Europa per quantità di prodotti sequestrati.

Napoli è la città più colpita dal fenomeno: da una ricerca realizzata dall’agenzia MSIntelligence nel 2014, basata sull’analisi di pacchetti vuoti raccolti per le strade, emerge che quelli “non domestici” sono 1 su 3 e in prossimità di scuole il dato raggiunge livelli allarmanti superando in alcuni casi il 50%.

Secondo l’indagine “Giovani e fumo” (2015), condotta da SWG per il Moige su un campione nazionale di 2000 genitori con figli di età compresa tra i 6 e i 18 anni, 4 genitori su 10 fumano in presenza dei propri figli, un dato lievemente in calo rispetto al passato. Quattro intervistati su 5 dichiarano poi che le abitudini inerenti al fumo dei genitori influenzano quelle dei figli e 9 adulti su 10 sono coscienti della gravità dei danni provocati dal fumo passivo.

Risulta inoltre cresciuta la consapevolezza del divieto di vendita dei tabacchi ai minori. Nove intervistati su 10 dichiarano infatti di conoscere il decreto Balduzzi (in vigore da gennaio 2013), a fronte dei 7 su 10 di due anni fa. Tuttavia il 38% dei genitori pensa che i figli non conoscano la norma.
Sul fronte dell’illecito 7 genitori su 10 considerano “molto” o “abbastanza” diffuso l’uso in Italia di sigarette illegali provenienti da altri paesi. Per 4 genitori su 5, inoltre, l'accesso dei minori al mondo dell'illecito è piuttosto facile, la causa secondo 3 intervistati su 4 è attribuibile ai prezzi più bassi delle "bionde" di contrabbando rispetto a quelle legali.

LE DICHIARAZIONI
“Il Comune di Napoli negli ultimi anni è impegnato sui temi della salvaguardia della salute dei minori. La prevenzione e la tutela dei nostri figli prima di tutto. Per questo ospitiamo nuovamente la campagna “SOS Tabacco Minori” contro il fenomeno della vendita dei tabacchi ai minori e sulla pericolosità del contrabbando, che quest'anno torna a Napoli con la sua seconda edizione". Lo ha dichiarato l'assessore al Lavoro e alle Attività produttive del Comune di Napoli, Enrico Panini.

"La lotta al fenomeno dell'illecito passa attraverso la maggiore consapevolezza da parte di tutti, rivenditori, genitori e figli, della pericolosità e della diffusione del contrabbando. L'accesso da parte dei minori ai tabacchi lavorati può essere contrastato con efficacia solo all'interno dei circuiti di vendita legali, dove gli esercenti possono e devono garantire il divieto d’accesso al tabacco per i minorenni". Le parole di Maria Rita Munizzi, Presidente nazionale del Moige.

“C’è un solo modo per garantire che i minori non consumino tabacco: controllare attentamente che la vendita al dettaglio sia affidata esclusivamente a soggetti autorizzati e qualificati. Fortunatamente in Italia questo è possibile grazie alle tabaccherie che operano su delega esclusiva dello Stato. Noi tabaccai sappiamo che, in caso di dubbio sull’età dell’acquirente, abbiamo l’obbligo di richiedere un documento che ne accerti la maggiore età. Questa è la legge e noi tabaccai ci atteniamo alla legge. Certo è improbabile lo faccia chi vende tabacco, magari contraffatto, illecitamente”. Sono queste le parole di Francesco Marigliano, Presidente del Sindacato Provinciale Tabaccai - FIT di Napoli.


“I dati del contrasto al contrabbando di tabacchi lavorati esteri dimostrano come a Napoli e nel relativo hinterland, vi sia una recrudescenza del fenomeno. La principale causa va individuata nella crisi finanziaria che ha spinto frange di consumatori ad avvicinarsi al mercato illegale e le organizzazioni criminali a “rispolverare vecchi mestieri”. Nel 2015 i Reparti campani del Corpo hanno incrementato lo sforzo investigativo per individuare e disarticolare le “filiere” criminali, sviluppando l’azione repressiva attraverso l’aggressione ai patrimoni ille citamente accumulati con simili traffici”. Così il Comandante del Nucleo di Polizia Tributaria di Napoli, Col. t.ST Giovanni Salerno.

giovedì 24 ottobre 2013

“Decisioni in contesti di vulnerabilità” Laboratori formativi dell’Ausl di Forlì

A chi spetta prendere le decisioni di cura in un contesto di vulnerabilità? Le responsabilità decisionali sono legate al ruolo, alla funzione? Un percorso formativo in 4 tappe organizzato dall’Ausl di Forlì per un numero ristretto di operatori. Ciascuna tappa sarà articolata in 3 incontri (22 ottobre, 19 novembre, 3 dicembre), che avranno ogni volta come incipit storie cliniche, percorsi o procedure discusse con metodo deliberativo. Un percorso formativo che grazie a laboratori interattivi esplorerà, analizzerà, si confronterà su questioni aperte e controverse – dal punto di vista etico, di qualità e sicurezza dei processi di cura e di difficoltà delle scelte sottese, questioni rilevate proprio nelle/dalle stesse pratiche di cura presentate dai partecipanti. Referente : dottoressa Patrizia Grementieri, Coordinatrice del programma di gestione del rischio, Processi trasversali aziendali (p.grementieri@ausl.fo.it) Decisioni in contesti di vulnerabilità laboratori formativi tra ricerca e cura A chi spetta prendere le decisioni di cura in un contesto di vulnerabilità? Le responsabilità decisionali sono legate al ruolo, alla funzione? In che misura sono auspicabili e possibili decisioni collegiali quando il tempo stringe e c’è di mezzo la salute, propria e di terzi? Chi ha il diritto-dovere di parteciparvi, quando il paziente non è in grado di decidere? Come possono/debbono essere gestite la dialettica, la pluralità e la trasversalità nelle decisioni in un ambito di cura? Come e quando una decisione clinica può ritenersi corretta? Solo quando dà risultati positivi? Cioè dal punto di vista etico il giudizio positivo si basa solo sulla bontà dei risultati, oppure va anche considerata la validità del processo? Quale-i sapere-i la supportano e la rendono possibile? Che percorsi, che strumenti la facilitano e sono garanzia di eticità e buona pratica? Come la qualità dell’informazione e la sicurezza del processo di cura possono essere costitutivi di una buona pratica? Come può l’istituzione garantire e promuovere la buona pratica individuata? “Non ancora competente, non più capace” Sala Arancio Polo Formativo del Padiglione Valsalva – Ospedale dalle 14:00 alle 18:00 Come la vulnerabilità di minori, anziani, soggetti incoscienti, condiziona, trasforma le scelte di cura e richiama ad una nuova responsabilità professionale ed organizzativa. Verso una buona pratica della delega e dell’informazione nei contesti di vulnerabilità/con soggetti vulnerabili, con particolare attenzione alla funzione dell’amministratore di sostegno. Docente Sara Casati ■22 ottobre 2013 analisi fattuale di una storia clinica/percorso/procedura individuazione dei problemi etici in gioco discussione della questione aperta e controversa preminente costruzione dell’albero decisionale deliberazione sui valori e sui corsi di azioni in gioco ■19 novembre 2013 laboratori interattivi (drammatizzazione, sessioni di etica narrativa, lavori per piccoli gruppi) approfondimenti etico-giuridici relativi alla questione etica e di buona pratica controversa individuata e ai corsi di azioni intermedi auspicati ■3 dicembre 2013 Lavori per piccoli gruppi al fine di individuare requisiti e criteri per la modellizzazione Che i professionisti della salute – tutti, non solo i medici – decidano è un fatto e una necessità. Non potrebbero fare altrimenti. Che non siano soli nelle loro decisioni e che debbano rendere ragione ai cittadini, ai pazienti e alle istituzioni, cui appartengono, è novità scaturita dai grandi cambiamenti del Novecento. Una decisione clinica ha sempre a che fare con la salute di un soggetto, di un’altra persona. Non è solo una decisione su qualcosa, ma “con qualcuno“, con la costellazione dei suoi valori, delle sue circostanze, e in un contesto (pronto soccorso, reparto, ambulatorio, territorio, ambiente famigliare). L´etica, e non solo la razionalità, ne è parte integrante, anche se poi, di fatto, l’etica si ritrova a fare i conti con altre esigenze: amministrative, economiche, sociali… Come queste decisioni siano o meno supportate da ragioni e accompagnate dalle proprie convinzioni valoriali, come si fanno permeare dalla necessità di interloquire con differenti attori (pazienti, famigliari, altri professionisti, istituzioni) è tutto da esplorare, per riconoscere ed esplicitare in quale misura etica e razionalità siano motore, quali conoscenze siano supporto delle decisioni cliniche e per trasformarlo in buona pratica. La crisi del modello paternalista, la crescente tecnologizzazione e standardizzazione della pratica clinica e il rapporto sempre più stretto tra ricerca e cura hanno progressivamente modificato la relazione costitutiva tra curare e prendersi cura fino ad interrompere le consolidate modalità di intendere e praticare questo binomio. Tanto i professionisti della salute come i pazienti si sono così ritrovati in un contesto nuovo, a volte spaesante, e esigente nuovi modelli di interrelazione, di conoscenza e di scelta. Da una parte la relazione tradizionale di prossimità e fiducia tra operatori clinici e pazienti è stata sostituita da un tipo di relazione più impersonale, nella struttura ospedaliera, nella ricerca biomedica. Contemporaneamente la pratica clinica si è ritrovata esposta ad una serie di problematiche nuove: conflitti di interpretazioni e volontà tra i vari agenti della cura, cronicizzazioni di stati di malattia, possibilità di scelte raffinatissime dal punto di vista tecnico, che disegnano uno scenario di complessità dove la medicina talvolta fatica a ritrovare il senso della propria prassi. Decidere di iniziare, proseguire o interrompere una cura o un intervento, ma anche scegliere un modo concreto di agire al posto di un altro nella pratica clinica, trasformano uno dei molteplici corsi di azione possibile nell’azione indicata; ciò fissa l’incertezza, che è così tipica dell’ambito clinico (sotteso tra alternative, rischi, variabilità e valori differenti), nella scelta da adottare. La decisione giusta (che si aggiusta): ecco un punto di arrivo impegnativo, ma necessario. In questo percorso formativo che si rivolge non solo ai medici, ma ai “curanti”, le decisioni in gioco non sono solo le decisioni mediche, né sono solo quelle terapeutiche; certamente sono quelle che si prendono quando si cerca di prevenire, diagnosticare, prognosticare, riabilitare, proporre o seguire una terapia, una ricerca, comunicare informazioni, stabilire relazioni, tutte azioni queste che sempre più richiedono la corresponsabilità di molti, ma sono anche le decisioni con cui ci si dispone a un certo atteggiamento verso gli altri, malati, colleghi, parenti… Partendo dalla quotidianità delle decisioni cliniche, ponendo particolare attenzione alla presa in carico di soggetti vulnerabili (minori, anziani, persone incapaci o con la coscienza altalenante…) in contesti di complessità, ci proponiamo di far emergere limiti e potenzialità di quanto da noi prescelto, spingendoci alla ricerca di forme altre di concepire la razionalità e l´etica: forme in grado di aiutarci a decidere ragionevolmente e rispettosamente, che si cimentino con l´invito alla partecipazione dei curati e con il riconoscimento delle differenti competenze e responsabilità in gioco. Allo stesso tempo attraverso una didattica interattiva per adulti, cercheremo di confrontarci apertamente con la dimensione costitutiva di questa pratica speciale che è la clinica: la vulnerabilità esposta del malato, la vulnerabilità altrui che richiama la nostra, che illumina i nostri limiti, come professionisti e come esseri umani vulnerabili, vulnerati dal dolore dell’altro che vorremmo curare e a cui per professione, oltre che per umanità, siamo chiamati a rispondere. L’invito sotteso a questo percorso si rivela nel suo approfondimento, nel suo non sottrarsi, un invito a ritornare alle origini stesse della pratica clinica, all’incontro con la vulnerabilità di un soggetto umano, ma con competenze nuove. Il volto dell’altro malato ed esposto al dolore, fisico, psichico, umano, ci interroga con forza e ci richiama a riflettere sul senso della cura, sotteso alle nostre azioni di cura, una cura che sappia essere così antica nel senso – farsi carico della vulnerabilità umana, come nuova nello stile, capace di coinvolgere l’altro quale interlocutore, soggetto di cura, nel tempo e per tempo. un percorso a tappe Un percorso formativo in 4 tappe, ciascuna tappa articolata in 3 incontri, che avrà ogni volta come incipit storie cliniche, percorsi o procedure discusse con metodo deliberativo. Un percorso formativo che grazie a laboratori interattivi esplorerà, analizzerà, si confronterà su questioni aperte e controverse – dal punto di vista etico, di qualità e sicurezza dei processi di cura e di difficoltà delle scelte sottese, questioni rilevate proprio nelle/dalle stesse pratiche di cura presentate dai partecipanti. Le aree prescelte come aree di formazione comune, su cui consolidare e/o modellizzare insieme buone pratiche, raccolgono in sé trasversalità e problematicità che è poi facile ritrovare nella propria attività quotidiana. Esse non solo aprono, ma costringono a quello scenario di complessità cui la medicina e la ricerca biomedica sono chiamate da tempo sia a dare risposte etiche, sostenibili (dal punto di vista economico e organizzativo) e di buona pratica come ad individuare percorsi decisionali inclusivi e nel rispetto di tutti i soggetti in gioco. Queste le nostre 4 tappe: a. “Non ancora competente, non più capace”. Come la vulnerabilità di minori, anziani, soggetti incoscienti, condiziona, trasforma le scelte di cura e richiama ad una nuova responsabilità professionale ed organizzativa. Verso una buona pratica della delega e dell’informazione nei contesti di vulnerabilità/con soggetti vulnerabili, con particolare attenzione alla funzione dell’amministratore di sostegno. b. “Dentro la complessità dei percorsi e delle decisioni di cura con i malati rari, i pazienti cronici gravi, i pazienti oncologici”: l‘intreccio tra incertezza, valori diversi, più interpretazioni, più soggetti in gioco e tempi che si sovrappongono. Verso una buona pratica di équipe e di informazione nei contesti di complessità/ con soggetti complessi. c. “C’è poco tempo, chi decide cosa fare? Come passare dallo standard alla buona pratica: scelte di cura in situazioni di emergenza, con particolare attenzione alle decisioni nei contesti estremi . d. Il paziente, il cittadino e la comunità scientifica quali interlocutori ineludibili nella ricerca clinica: per una buona pratica informativa e di qualità della ricerca. … linguaggio, metodo I contesti di complessità cui si rivolge il percorso, ovvero scenari di cura e di ricerca caratterizzati da più saperi, più valori, più punti di vista e un’incertezza irriducibile della conoscenza, dovuta ai tempi, ai processi e alle esposizioni insite nelle pratiche di cura considerate, esigono e richiamano un metodo che ü si confronti con il valore della differenza nei processi di costruzione della conoscenza e delle scelte di cura, ü riconosca ed includa come interlocutori necessari tutti i soggetti in gioco, ü valorizzi il sapere dell’esperienza, ü consolidi i processi di rivedibilità della conoscenza, ü offra strumenti di argomentazione . Questo metodo è il metodo deliberativo ed è strumento/vettore di realizzazione di un approccio partecipativo, dove lo sviluppo e la qualità della conoscenza in gioco – conoscenza che si declina in molti modi (scientifica, assiologica, pratica) e che trasforma la cura in una pratica sicura e corretta, è possibile grazie all’inclusione di tutti i soggetti in gioco, al considerarli parte attiva nei processi di cura. La partecipazione consapevole ai processi di cura è possibile attraverso la comprensione degli stessi ed il saper dare ragioni, giustificare, e quindi offrire elementi per monitorare le scelte. Un approccio partecipativo così inteso è basilare alla configurazione di buone pratiche, scopo formativo ed esito atteso della proposta stessa. Così come un lavoro analitico e trasversale sul linguaggio che molto spesso crea cortocircuiti, per la mancata condivisione dei significati e dei modelli epistemologici, organizzativi e relazionali impliciti di cui è espressione, sarà determinate, e innovativo per la dimensione inclusiva che può rappresentare, sia in équipe che con i cittadini. destinatari I referenti della gestione del rischio, le direzioni aziendali e i responsabili delle aree coinvolte (qualità, gestione del rischio, ricerca, medicina legale) le associazioni dei pazienti e i comitati consultivi misti. Il numero massimo dei partecipanti previsti per ogni tappa è di 25 persone. Numero di partecipanti totali previsti: 100 persone. Si prevede di riservare un numero limitato di posti (5) a professionisti, referenti della gestione del rischio, che per i compiti, le responsabilità e le propensioni manifestate, partecipino a tutto il percorso nella sua interezza al fine di acquisire competenza in una prospettiva di formazione di formatori. architettura di ogni tappa ( 3 incontri) 1° incontro : fase deliberativa ( 4 ore) - analisi fattuale di una storia/percorso/procedura clinica - individuazione dei problemi etici in gioco - discussione della questione aperta e controversa preminente - costruzione dell’albero decisionale - deliberazione sui valori e sui corsi di azioni in gioco - verifica di coerenza dal punto di vista della sostenibilità, della fattibilità e della normativa 2° incontro: fase interattiva di approfondimento (4 ore) Approfondimento delle questioni etiche e di buona pratica controverse e dei corsi di azioni intermedi discussi ed articolati durante la fase deliberativa attraverso: - laboratori interattivi (drammatizzazione, sessioni di etica narrativa, lavori per piccoli gruppi) - approfondimenti etico-giuridici *** compiti di rielaborazione individuale tra il 2° e il 3° incontro 3° incontro: fase di modellizzazione di buona pratica (4 ore) Lavori per piccoli gruppi al fine di articolare requisiti e criteri per la modellizzazione della buona pratica risultata corretta alla luce della fase deliberativa ed interattiva. Curriculum vitae Sara Casati, docente Sara Casati, PhD in “Etica e deontologia medica”, MD in Bioetica Clinica, bioeticista, filosofa pratica e formatore professionale, esperta di modelli partecipativi e percorsi di empowerment in sanità e di didattica interattiva per adulti, dal 1998 al 2005 ha fatto ricerca e lavorato presso la Universidad Complutense di Madrid e l’Imperial College di Londra, insegna in Master e corsi di perfezionamento universitario presso numerose università e caratterizzato la sua attività attraverso un costante lavoro di ricerca e di formazione sul campo, in vari ospedali, laboratori di ricerca, Società Scientifiche, Associazioni di pazienti. Ha privilegiato nel tempo l’interazione con le Associazioni dei Malati Rari per il loro essere ineludibilmente in prima linea rispetto alle questioni chiavi di bioetica e buona pratica clinica e stabilito con UNIAMO FIRM una relazione continua di attività e consulenza in particolare per il consolidamento di un ruolo proattivo del paziente e di chi lo rappresenta, sia nella relazione di cura che nei consessi di policy della ricerca e della salute, e per sviluppare percorsi di shared-knowledge e shared-decision-making con tutti gli attori in gioco nella rete di cura. In particolare nell’ultimo anno di collaborazione con UNIAMO ha finalizzato il progetto Mercurio coordinando l’innovazione del sito www.malatirari.it in ottica partecipativa e trasformandolo in uno spazio 2.0 di in-formazione e conoscenza condivisa tra pazienti, caregiver e professionisti della salute, con il supporto delle Società Scientifiche coinvolte. Contemporaneamente sulla base dei bisogni formativi emersi nell’interazione con le associazioni federate, con UNIAMO ha strutturato il progetto formativo DETERMINAZIONE RARA come una rete di percorsi di empowerment nella ricerca e di laboratori tra pari con i professionisti della ricerca e della sua governance. Tiziana Rambelli

mercoledì 1 aprile 2009

FORUM VIDEOGIOCHI E TUTELA MINORI


Invito alla stampa

"Videogiochi e tutela dei minori: verso una strategia concreta."


Venerdì 3 aprile ore 15,00 Sala del Carroccio, Roma

Si terrà venerdì 3 aprile alle ore 15,00 presso la Sala del Carroccio in Campidoglio il forum "Videogiochi e tutela dei minori: verso una strategia concreta", promosso dall'On. Roberta Angelilli, Rappresentante del Forum Europeo per i Minori e Delegata del Sindaco di Roma per i Diritti dei Minori. Il Forum sarà l'occasione per un confronto tra associazioni e aziende del settore, anche alla luce del Parere redatto dall'On. Angelilli approvato dal Parlamento Europeo "Sulla protezione dei consumatori, in particolare minori, per quanto riguarda l'uso di videogiochi".

Nel corso dell'incontro sarà presentato un dossier con i dati più recenti sul settore dei videogiochi (modalità di mercato e fatturato) e le iniziative in programma per la tutela degli utenti minorenni (sviluppo dei sistemi di classificazione, campagne informazione su rischi e potenzialità ed aggiornamento della legislazione).


Sarà presentata, inoltre, una breve guida informativa e di orientamento rivolta ai genitori.

All'iniziativa saranno presenti:

Roberta Angelilli (Delegata del Sindaco di Roma per i Diritti dei Minori e rappresentante del Forum Europeo per i Minori)

Dott.ssa Maria Rita Munizzi (Presidente MOIGE, Movimento Italiano Genitori)

Avv. Thalita Malagò (Segretario Generale dell'Associazione Editori Software Videoludico Italiana (AESVI)

Prof. Mario Morcellini (Preside della Facoltà di Scienze della Comunicazione della Sapienza Università di Roma)

"Molto spesso i videogiochi sono arrivati sulle cronache per alcuni aspetti eccessivi, violenti, poco adatti ad un pubblico di minori. Ma occorre però dire che il videogioco è anche uno strumento di intrattenimento che può essere efficacemente utilizzato con fini educativi. Per questo abbiamo voluto questo forum per mettere a confronto esperti, aziende, associazioni, con un atteggiamento molto concreto, per verificare l'effettiva realizzabilità delle proposte sul campo per una tutela efficace dei minori", ha dichiarato l'On. Angelilli.

Si invitano i sig.ri giornalisti a partecipare

Ufficio stampa

In Media Res Comunicazione srl

Alessandro Maola Tel: 339.233.55.98

Arianna Fioravanti Tel: 338.999.33.73

venerdì 23 gennaio 2009

ANCI: MINORI NON ACCOMPAGNATI, BENE DIRETTIVA VIMINALE SU MINORI RUMENI

MINORI NON ACCOMPAGNATI: ANCI, BENE DIRETTIVA VIMINALE SU MINORI RUMENI

Il lavoro svolto dal Dipartimento per le liberta' civili e l'immigrazione del Ministero dell'Interno nell'attuazione dell'Accordo bilaterale Italia-Romania per la protezione dei minori comunitari ''rappresenta un esempio importante di coordinamento istituzionale volto a migliorare le attivita' di tutti gli attori coinvolti nel difficile compito di tutela dei minori, in questo caso rumeni''. E' quanto afferma Fabio Sturani, Sindaco di Ancona e Vicepresidente dell'ANCI con delega all'immigrazione.

La direttiva appena emanata a firma del prefetto Ciclosi, ''delinea – prosegue Sturani - in modo puntuale e attento, offrendo una linea di condotta univoca, tutte le varie fasi necessarie alla presa in carico, alla identificazione, alla gestione della fase di preparazione del possibile rientro del minore rumeno in difficolta' sul territorio italiano''.

''Riteniamo questo lavoro – conclude Sturani - che ha visto impegnate diverse istituzioni tra cui l'ANCI fin dalle prime fasi di progettazione, un esempio da replicare in tutte quelle materie che necessitano di un forte coordinamento interistituzionale''.


Roma, 23 gennaio 2009

sabato 8 novembre 2008

Marco Scarpati ad Aulla su "Diritti dei minori: Liberi di essere bambini"

DALLA NEGAZIONE ALLA TUTELA DEI DIRITTI DEI MINORI: LIBERI DI ESSERE BAMBINI

MARCO SCARPATI, RELATORE AL III CONGRESSO MONDIALE PER I DIRITTI DELL'INFANZIA, LINO ROSSI, CRIMINOLOGO DI UNICEF, E MADRE CLAUDIA STRADA DEL "PROGETTO AGATA SMERALDA" AD AULLA

Non è facile oggi essere bambini, specie se si è figli della povertà e dell'abbandono. E noi popoli industrializzati non possiamo far finta di non vedere, specie quando molta della colpa è nostra.

Ecco allora il convegno "Dalla negazione alla tutela dei diritti dei minori: liberi di essere bambini", organizzato dall'Associazione Genitori A.Ge. "Alice e Flavio" di concerto con il Comune di Aulla e l'Ufficio Scolastico Provinciale di Massa, in programma sabato 15 novembre, dalle ore 9.30 presso il Cinema Teatro "Città di Aulla".

L'evento, patrocinato dalla Provincia di Massa Carrara, si incardina nel ciclo di incontri "Mi fido di te", aperto dal giudice Giancarlo Caselli, e si prefigge l'intento di < affrontare una realtà- come spiega la presidente A.Ge., Marina Pratici- tristemente in crescita sistematica ed ubiquitaria: la violenza sull'infanzia>.

L'appuntamento è stato volutamente fissato in una data significativa: il 20 novembre è infatti la "Giornata Mondiale per i Diritti dell'Infanzia", celebrata nel giorno in cui la Convenzione Internazionale sui diritti dei minori venne approvata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York. Dal 25 al 28 novembre si svolge inoltre, a Rio de Janeiro, il "III Congresso Mondiale contro lo sfruttamento sessuale dei minori per fini commerciali"- secondo un report dell'ONU ogni anno si stima essere violentati 150 milioni di bambini- cui parteciperanno i rappresentanti di 144 Paesi. Il Congresso mondiale è organizzato dal governo brasiliano, dal Gruppo internazionale di lavoro per la Convenzione sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, dall'UNICEF e dall'ECPAT.

E sarà proprio il presidente di ECPAT Italia, rete internazionale di organizzazioni attualmente presente in oltre 70 stati, l'avvocato Marco Scarpati, rappresentante per il nostro Paese al congresso mondiale di Rio de Janeiro, il relatore del convegno aullese. Scarpati, docente di Diritto di Famiglia e di Tutela Internazionale dei Diritti dei Minori, balzò agli onori della cronaca, finendo sulle prime pagine dei quotidiani di molte nazioni e su tutti i telegiornali nazionali, per un suo gesto altamente provocatorio. In Cambogia, dove opera per la rete internazionale, "comprò" tre bambine destinate alla prostituzione, in cambio fu fornito di "ricevuta" per l'acquisto di "merce umana disponibile per ogni uso". Da quell'azione nacque un libro famosissimo, anche scioccante dossier di "Panorama", "Il rumore dell'erba che cresce".

Altro relatore della mattinata aullese sarà il professor Lino Rossi, direttore della "Rivista di Psicologia Giuridica", criminologo di UNICEF, Telefono Azzurro Onlus, membro del pool investigativo del Ministero della Giustizia, e autore di numerose pubblicazione, tra cui "Tecniche e metodo nell'abuso all'infanzia".

Porterà il suo contributo anche Madre Claudia Strada, medico, da trent'anni a Salvador de Bahia, impegnata, per il "Progetto Agata Smeralda", nella lotta al turismo sessuale, di cui il nostro Paese detiene il triste primato mondiale. Si parlerà anche del "caso Italia", dove, secondo le stime di Telefono Azzurro, negli ultimi quattro anni le violenze sui minori sono cresciute del 90% ( più di 21.000 i casi di pedofilia in Italia ogni anno) e del mercato on- line della pedofilia che ha un giro d'affari di oltre cinque miliardi di dollari.

La partecipazione al convegno, che sarà aperto dalla dottoressa Monica Amadei, comporterà anche l'acquisizione dei crediti formativi, nel piano di formazione permanente, per gli avvocati presenti. <un appuntamento importante- prosegue Marina Pratici- cui hanno aderito molti organismi, nazionali e locali, per fare rete contro la negazione del diritto ad avere un'infanzia >.

Tante davvero le realtà associative e gli Enti che collaboreranno con l'associazione genitori aullese per la realizzazione dell' incontro: Ufficio Scolastico Provinciale, Società della Salute Lunigiana, Associazione Genitori A.Ge. Toscana, Lions Club Pontremoli Lunigiana, Help for children Lunigiana Onlus, Progetto Agata Smeralda sede di Firenze, Comitato per il Telefono Azzurro sezione di Massa, Fondazione Premio Lunezia, Associazione culturale Il Dialogo, Consiglio dei Giovani di Aulla, Associazione Papa Giovanni XXIII, Donne di Luna Onlus di Bagnone, Associazione Paraplegici sezione di Fivizzano, Amici di Elsa di Podenzana, Associazione lunigianese disabili, Associazione "Aulla per".

Al termine della mattinata, il presidente di Help for children, dottor Attilio Vilardo, presenterà anche "Internet sicuro", una guida ad un uso responsabile della rete per difendere i minori dalle insidie on- line, che il Comune di Castelnuovo Magra sta distribuendo ad oltre 2000 famiglie.

www.agetoscana.it

mercoledì 17 settembre 2008

Dalla pelle al cielo. Recensione e convegno abusi contro i minori


Vi inoltro una recensione del Direttore Generale della Asl Roma D, Giusy Gabriele, ad un libro di Ilaria Drago che tratta la tematica degli abusi sui minori e la violenza sulle donne, segnalandovi che il 16 ottobre p.v. si terrà un convegno organizzato dalla Asl Roma D su queste tematiche, come scritto nel corpo stesso della recensione. Ringraziandovi, si inviano cordiali saluti. Gian Piero Di Folco

“Ci riguarda”: un commento di Giusy Gabriele al libro di Ilaria Drago “Dalla pelle al cielo”


Leggere il libro di Ilaria Drago "Dalla pelle al cielo" (Avagliano ed.) dovrebbe essere considerato un dovere per chiunque si occupi di abusi e violenze sulle donne e le bambine, una necessità per chi è genitore, un bisogno per coloro che vogliono riflettere sulle relazioni tra maschile e femminile.
Particolarmente indovinato il titolo perché è proprio tra il sentire totalmente corporeo della protagonista quando “le pizzica là sotto” e l’evoluzione della sua vita spirituale/ psichica/ unmana che si intreccia il monologo che ha per una lunga fase come unico interlocutore un diario! Una solitudine che verrà, per fortuna, interrotta da una donna che ci ricorda l’archetipo della strega-guaritrice. Da una donna nasce la forza per altre donne di interrompere il circuito della vergogna che, più della forza altrui,le tiene legate al giogo del sopportare in silenzio. Il dramma della bambina violentata è il “non essere niente”. Le sue cattive performance scolastiche diventano un logico corollario della bassa autostima.(non possiamo aprire qui il ragionamente che pure va fatto sull’incapacità della scuola a cogliere il disagio, ma quello è certamente un contesto da indagare)
Quante volte da figlie ci siamo sentite in colpa, come la protagonista,per il solo fatto di esistere! La ferocia del ricatto paterno è proprio nel chiedere alla figlia di proteggere la madre a sue spese. Ma quello che mi è piaciuto del libro è che su ogni aspetto religioso piuttosto che psicologico si indaga con assoluta discrezione, senza giudizi sommari, mantenendo il beneficio del dubbio. Perfino per il carnefice, lo stupratore, il padre si mantiene un atteggiamento che non diventa mai sommario giustizialismo.
A me ha trasmesso una quantità enorme di emozioni tutte forti e contrastanti.
Paura, rabbia, solidarietà, vergogna, nausea, speranza, dolore...si sono aggirate tra la mia mente, il petto e lo stomaco. A momenti incredula, poi improvvisamente commossa ed infine addirittura allegra. In questo sta l'importanza del saper rappresentare nel diario di una vittima le molte sfaccettature delle relazioni che possono intercorrere all'interno di una famiglia che, ovviamente, non possiamo che definire patologica. Ma questa “etichetta”non ci deve fare sentire assolti, in quanto normali, perché i nostri rapporti familiari potrebbero essere, pur se molto distanti dalla violenza che il libro descrive, comunque collocabili in un continuum che si nutre di sentimenti simili.
Se, certamente, molte di noi non hanno avuto una madre picchiata e/o non hanno subito l'abuso paterno, non per questo, sul piano psicologico, non sanno cosa voglia dire oppressione, dipendenza verso il maschile, impossibilità ad esistere, mancanza di senso.
D'altra parte, in ogni caso, il fenomeno è molto più esteso di quanto non appaia e può riguardare la collega d'ufficio, la vicina di casa molto più di quanto non siamo disposte a credere.
Per queste ragioni penso che sia un impegno che dobbiamo assumere quello di utilizzare questo libro ed ogni altra occasione per dare visibilità alla tragedia e sostenere, anche con una battaglia culturale, tutte quelle donne che possono trovare la forza di reagire ed iniziare un percorso di liberazione, prima di tutto credendo in sé stesse. D’altra parte la complessità del fenomeno implica un approccio globale del quale gli aspetti culturali legati anche alla pubblicazione di questo libro sono una parte fondamentale, ma l’efficacia dell’azione psico-sociale richiede che ci si faccia carico di tutte le implicazioni che violenze di questo tipo comportano, non solo per il superamento del trauma, ma anche per il percorso di “riproduzione” e reinserimento successivo dei soggetti coinvolti. Nella Asl Roma D è nato un progetto che prevede una èquipe di professionisti che si occupa della presa in carico delle vittime degli abusi che sta dando i primi risultati. Prioritario è costruire progetti che diano visibilità al fenomeno per promuovere la prevenzione e l’intervento immediato sullo stesso. Altrettanto indispensabile far conoscere i punti di riferimento sociali e sanitari ai quali le vittime possono immediatamente rivolgersi. Di tutto questo parleremo nell’iniziativa del 16 ottobre durante la quale Ilaria Drago farà una performance a partire dal libro “Dalla pelle al cielo” e poi discuteremo insieme dell’attualità e del futuro degli interventi della Asl Roma D su queste delicatissime problematiche.
Quando un’azienda è diretta da una donna, come nel mio caso, gli impegni quotidiani e faticosi di quadratura dei bilanci e di politiche di risparmio non possono far dimenticare la necessità di dare risposte complessive che tengano conto della specificità di genere.


Gianpiero Di Folco <gianpiero.difolco@aslromad.it>

martedì 27 maggio 2008

Rossana Tonelli, mostra: "Escursioni di colore, dal mare alla terra e dalla terra al mare"


IL COMUNICATO STAMPA


Escursioni di colore, dal mare alla terra e dalla terra al mare
23 maggio - 15 giugno
Istituto Centrale di Formazione
Via G. Barellai, 140 Casal del Marmo (adiac. ospedale S. Filippo Neri)
dal venerdì alla domenica
venerdì e sabato 10-19
domenica 10-14
ingresso libero





Escursioni di colore, dal mare alla terra e della terra al mare, personale di Rossana Tonelli, è la prima iniziativa del percorso culturale "Esprimersi con…" pensato dal Dipartimento per la Giustizia Minorile del Ministero per offrire un nuovo spazio di confronto tra mondi e culture – quello della devianza minorile e delle espressioni artistiche – apparentemente distanti, ma emotivamente non lontani.

La mostra propone un percorso in cui è riconoscibile tutta l'evoluzione artistica della Tonelli, dai crepuscoli post-impressionisti presenti nelle foreste degli anni '80, agli estremi esperimenti acquatico-floreali degli ultimi lavori.

Ma bel al di là della finalità espositiva, la pittrice si propone di destinare parte del ricavato della vendita delle sue opere per le attività formative di recupero realizzate attraverso i laboratori di arti e mestieri, organizzati per i giovani dell'Istituto penale minorile e finanziati dal Comune di Roma – Assessorato alle politiche sociali.

E' la prima volta che l'Istituto Centrale di Formazione apre anche al pubblico i suoi spazi, per un incontro destinato al dialogo e allo scambio culturale che favorisce il processo di recupero ed inclusione dei giovani detenuti.


Giusy Cavallo
giusy.g@fastwebnet.it
3287296486


martedì 20 febbraio 2007

Nuove frontiere continua la raccolta di firme per garantire a tutti i minori il diritto all’istruzione

Roma, 19 febbraio 2006

Nuove Frontiere continua la raccolta di firme per garantire a tutti i minori il diritto all’istruzione.

Anche se la scuola rappresenta lo strumento più efficace per tutelare la crescita del minore, sono sempre più numerosi i casi di bambini ed adolescenti che non hanno accesso a nessun tipo di istruzione.

La scuola viene spesso sostituita della strada. I minori diventano preda di sfruttatori senza scrupoli che li impiegano come docili pedine nelle loro attività crimimose. Scene di bambini che chiedono l’elemosina ed adolescenti che si protuiscono sono purtropppo all’ordine del giorno.

Per porre fine all’emarginazione ed al degrado in cui versano molti minori, Nuove Frontiere chiede la riforma dell’Art.731 del Codice Penale e l’approntamento di strumenti legislativi capaci di influenzare positivamente i diritti del minore.

È possibile aderire alla raccota di firma collegandosi al sito dell’Associazione www.nuovefrontiere.net oppure partecipando ad uno degli eventi organizzati dalla community.

Contatti: grl.felice@nuovefrontiere.net - 3280646126

simonacavaglieri@nuovefrontiere.net - uff.stampa

sabato 3 febbraio 2007

FILMANDO NISIDA - III Edizione

Dopo la positiva esperienza delle precedenti edizioni di FILMANDO NISIDA, anche quest’anno l’associazione FIGLI DEL BRONX propone, a partire dal 24 gennaio 2007 al 15 giugno 2007, con cadenza quindicinale, una nuova rassegna di proiezioni di 12 film, che sarà occasione di dibattito con i ragazzi ospiti dell’Istituto Penale Minorile di Nisida e che vedrà la partecipazione di registi e/o degli interpreti delle opere cinematografiche presentate, scrittori, nonché di operatori sociali, critici, giornalisti, personalità del mondo culturale e dello spettacolo. La selezione delle pellicole, curata dall’operatore culturale GAETANO DI VAIO (ex detenuto dell’Istituto Minorile di Nisida) e dalla docente Maria Franco, in collaborazione con il regista Carlo Luglio e concordata con la Direzione e l’équipe educativa dell’I.P.M. di Nisida, in particolare con le docenti della scuola media operanti in Istituto, si propone quale scopo più valido ed urgente quello di offrire nuove occasioni di confronto tra gli ospiti dei dibattiti ed i ragazzi detenuti nell’Istituto Penale. Si presenta come progetto di approfondimento di tematiche sociali all’interno del più vasto lavoro educativo ed istruttivo già svolto nell’Istituto all’interno dei corsi e dei programmi scolastici. La rassegna punterà in maniera particolare ad approfondire le tematiche della comunicazione sociale per favorire nei ragazzi la riappropriazione dei concetti di legalità e di cittadinanza. Il programma si articola in dodici proiezioni con la presenza di registi, attori e scrittori quali Giuseppe Montesano, Peppe Lanzetta, Maurizio Braucci e Valeria Parrella. La metà dei film è stata scelta da questi scrittori, e la loro presenza a Nisida favorirà anche la lettura dei loro libri tra cui * Il Mare Guasto* (di M. Braucci) e *Tropico di Napoli* (di P. Lanzetta). Ha aperto la rassegna, il 24 Gennaio 2007, *La Sfida* di Francesco Rosi, che è stato presente alla proiezione e al dibattito con i minori nonché all'incontro con la stampa. Al film, al dibattito e all'incontro con la stampa ha partecipato anche lo scrittore Peppe Lanzetta. Tra gli appuntamenti è previsto anche quello con Antonio Capuano con il suo ultimo film *La Guerra di Mario* e quello con Enrico Lo Verso interprete del film *Salvatore (questa è la vita)*

Fonte: PIETRO PIZZIMENTO
http://www.accordiedisaccordi.com


PROGRAMMA di FILMANDO NISIDA - III Edizione(cineforum – incontri - dibattiti)
1) LA SFIDA di Francesco Rosi Incontro-dibattito con Francesco Rosi, prof. Arch. Massimo Rosi
2) MONSIEUR IBRAHIM E I FIORI DEL CORANO di Francois Dupeyron Incontro-dibattito con Figli del Bronx e Corpo docente I.P.M.
3) SALVATORE (questa è la vita) di Giampaolo Cugno Incontro-dibattito con Giampaolo Cugno e Enrico Lo Verso
4) LA GUERRA DI MARIO di Antonio Capuano Incontro-dibattito con Antonio Capuano
5) LA SCHIVATA di Abdella Kechiche Incontro-dibattito con Maurizio Braucci
6) PANE E TULIPANI di Silvio SoldiniIncontro-dibattito con Valeria Parrella
7) FULL METAL JACKET di Stanley KubrikIncontro-dibattito con Giuseppe Montesano
8) SAIMIR di Francesco Munzi Incontro-dibattito con Francesco Munzi
9) JIMMY DELLA COLLINA di Enrico PauIncontro-dibattito con Enrico Pau
10) L’ARIA SALATA Incontro-dibattito con Alessandro Angelini, Giorgio Pasotti e Sergio Solli
11) MASANIELLO di Angelo Antonucci Incontro-dibattito con Angelo Antonucci e Pasquale Capaldo (Produttore)
12) LETTERE DAL SAHARA di Vittorio De SetaIncontro-dibattito con Djibril Kebe (Attore protagonista)

Fonte: PIETRO PIZZIMENTO
http://www.accordiedisaccordi.com/

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