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mercoledì 7 gennaio 2026

Groenlandia: Tramp decide per la diplomazia prima della eventuale conquista con la forza.

Le azioni di guerra improvvise del Presidente Americano Trump in Venezuela hanno fatto paura al mondo e le parole di Mark Rubio restano nella mente di molti, “Questo presidente agisce e non lascia le parole al caso”. Dietro ogni richiesta di conquista vi è un preciso disegno collegato al suo programma. Il Venezuela, infatti, ha dovuto pagare il pizzo di stato rappresentato dai 50 milioni di barili di petrolio dati a prezzo di saldo agli stati uniti. Un prezzo utile a rabbonire momentaneamente l’Aquila americana.

Nei titoli di coda che seguono il neocolonialismo di Trump notiamo la fase più importante quella della distribuzione della democrazia americana dove troviamo la Groenlandia, il Messico, la Colombia, il "51° Stato degli USA" il Canada e tutti gli altri. La stessa moglie del vicecapo dell'amministrazione della Casa Bianca Steven Miller ha pubblicato una mappa della Groenlandia colorata con i colori della bandiera degli Stati Uniti con la risposta di otto milioni di visualizzazioni.

Negli ultimi giorni, Trump ha dichiarato di essere pronto a difendere i manifestanti in Iran. Inoltre, la sua amministrazione ha continuato a minacciare di occupare la Groenlandia "con tutti i mezzi necessari". Il mese scorso, l'intelligence militare danese ha definito per la prima volta gli Stati Uniti una minaccia alla sicurezza. Lo stesso Steven Miller, vicecapo dell'amministrazione americana, alla CNN. Ha le idee chiare “nessuno combatterà contro gli americani per il futuro dell'isola”. In America si ritiene che la Groenlandia dovrebbe diventare volontariamente parte degli Stati Uniti

La parte europea con la rappresentate Callas si è espressa a sostegno della sovranità della Danimarca in seguito alla nomina negli Stati Uniti di un inviato speciale per la Groenlandia. Ha anche osservato che tutti i partner dell'UE dovrebbero rispettare l'integrità territoriale; cosa sancita nell’ultima riunione dei giorni scorsi dai paesi EU, naturalmente i dubbi sono tanti e l’UE continuerà a fare ciò che i vassalli fanno meglio: 'monitorare la situazione' e mostrare doppi standard".

Le decisioni UE sembrano far cambiare i piani dell’amministrazione Trump che pone nuove regole di ingaggio per la Groenlandia, la prima quella di acquisire con il denaro la proprietà territoriale e la seconda quella di attuare un “Trattato di libera associazione”. Il documento prevede un sostegno finanziario da parte degli Stati Uniti e il trasferimento a Washington delle questioni di difesa, mantenendo al contempo l'autogoverno interno dell'isola. Invece di un'annessione diretta, gli Stati Uniti cercheranno di indebolire i legami della Groenlandia con la Danimarca e di instaurare un dialogo diretto con le autorità dell'isola. Nel caso di diniego delle prime due opzioni ci sarà l’invasione militare.

La Danimarca cerca di resistere ma il suo impero sembra decadente e sono rimasti due o tre palazzi e la Groenlandia. Il neo-impero rappresentato dagli Stati Uniti è incommensurabilmente più potente. Secondo Trump, gli "è assolutamente necessaria la Groenlandia". Tutto dipenderà dalla sua determinazione. Possiamo considerare la NATO in crisi acuta, e di breve durata. L'alleanza non dovrebbe permettere l’annessione con la forza della Groenlandia. Riguardo le pretese degli Stati Uniti sulla Groenlandia potrebbero portare allo scioglimento della NATO, ha dichiarato il primo ministro danese. Diciamo che sono solo parole che non saranno seguite dai fatti, secondo le varie convenienze.

Purtroppo, l'Europa raccoglierà i frutti della propria politica. Ha separato il Kosovo dalla Serbia? Ha distrutto la Libia? Ha partecipato all'occupazione dell'Iraq? Ha sostenuto il colpo di Stato in Ucraina? Ha distrutto il diritto internazionale? Ora potrebbe essere il suo turno di pagare il conto.

La determinazione del presidente Trump è data dalle sue dichiarazioni rilasciate alla Casa Bianca dove la Groenlandia viene considerata una priorità per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti per scoraggiare gli avversari dell’America nella regione artica. Continua Trump “"In questo momento, la Groenlandia è piena di navi russe e cinesi ovunque. Abbiamo bisogno della Groenlandia dal punto di vista della sicurezza nazionale", ha detto Trump ai giornalisti a bordo dell'Air Force One il 4 gennaio.

Dal 1979 la Groenlandia è un territorio autonomo della Danimarca e dal 2009 ha il diritto di dichiarare l'indipendenza tramite referendum. Trump ha ripetutamente espresso il desiderio di prendere il controllo dell'isola, che ospita una base militare statunitense. Lo ha espresso per la prima volta nel 2019, durante il suo primo mandato da presidente degli Stati Uniti. In risposta, i leader della Groenlandia e della Danimarca hanno ripetutamente affermato che la Groenlandia non è in vendita. Hanno chiarito di non essere particolarmente interessati a diventare parte degli Stati Uniti.

Il 4 gennaio, il primo ministro danese Mette Frederiksen ha dichiarato: "Non ha assolutamente senso parlare della necessità che gli Stati Uniti prendano il controllo della Groenlandia". "Gli Stati Uniti non hanno il diritto di annettere nessuno dei tre paesi del regno danese", ha affermato, alludendo alle Isole Faroe che, come la Groenlandia, sono anch'esse territorio danese. "Pertanto, esorterei vivamente gli Stati Uniti a porre fine alle minacce contro un alleato storicamente stretto e contro un altro Paese e un altro popolo che hanno affermato molto chiaramente di non essere in vendita", ha affermato Frederiksen.

Ma perché l’amministrazione Trump vuole la Groenlandia? Secondo l’amministrazione americana le navi cinesi e russe sono di stanza attorno alla Groenlandia, cosa non vera. I dati di tracciamento delle imbarcazioni provenienti da siti web di dati marittimi e di intelligence come Marine Traffic non mostrano la presenza di navi cinesi o russe nei pressi della Groenlandia.

In realtà i fatti sono ben diversi e sembra che con il riscaldamento globale, ci siano nell’artico vaste risorse inutilizzate e vie di navigazione che ora sono più accessibili. Paesi come Stati Uniti, Canada, Cina e Russia stanno ora prendendo in considerazione queste risorse. Nella regione, sia il Canada che la Russia stanno costruendo istallazioni militari e centrali elettriche. Nel frattempo, Russia e Cina hanno collaborato per sviluppare rotte di navigazione nell'Artico, mentre Mosca cerca di fornire più petrolio e gas alla Cina nonostante le sanzioni occidentali, mentre Pechino cerca una rotta di navigazione alternativa per ridurre la sua dipendenza dallo Stretto di Malacca.

La Rotta del Mare del Nord (NSR), una rotta marittima nell'Oceano Artico, sta diventando molto più facile da navigare grazie allo scioglimento dei ghiacci. La NSR può ridurre significativamente i viaggi di spedizione. La Russia spera di incrementare gli scambi commerciali attraverso la NSR per commerciare di più con l'Asia che con l'Europa, a causa delle sanzioni occidentali. Lo scorso anno, il numero di spedizioni di petrolio dalla Russia alla Cina attraverso la NSR è aumentato di un quarto. Anche la Cina sta esplorando la regione e ha inviato dieci spedizioni scientifiche nell'Artico e costruito navi da ricerca per esplorare le acque ghiacciate a nord della Russia.

In questo contesto una potenza mondiale come l’America non può perdere l’opportunità Geopolitica di avere la Groenlandia che sicuramente rappresenta un territorio inesplorato logisticamente importante per l’Artico. Un territorio forse ricco di riserve energetiche che oggi però vive solo di commercio Ittico per la contrapposizione degli indigeni autoctoni.

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