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domenica 4 gennaio 2026

L’invasione del Venezuela da parte di Trump, la nascita di un nuovo impero

L’invasione del Venezuela avvenuta nella notte del 3 gennaio 2026 con la cattura di Maduro e della moglie rappresenta la nascita del nuovo impero di Trump nel mondo. La potenza militare degli stati uniti ora è utile al processo di conquista e fa cadere una grande democrazia nel baratro di interessi legati al petrolio ed alla egemonia energetica mondiale. Comandi che si muovono nell’ombra di un potere occulto quella della grande loggia di Gerusalemme (Israele) o anche definito nuovo ordine mondiale.

Un disegno ben preciso che viola ogni diritto internazionale e mette l’ONU in un piano di servitore sottomesso ad una grande potenza l’America. Obbiettivi del grande disegno, la Groenlandia, La Nigeria, Cuba, Panama, Messico, Colombia, Palestina, Iran ed altri. Il discorso di Trump è chiarificatore sugli obbiettivi dell’attacco. “Gli Stati Uniti governeranno il Venezuela. Finché non si verificherà una transizione politica che sostituisca il Presidente Nicolas Maduro catturato durante l’attacco. Il paese sarà retto dagli Stati Uniti finché non sarà in grado di effettuare una transizione sicura e di piacere per l’America indicando la Machado.

Washington aveva accusato il leader venezuelano Maduro, al potere dal 2013, di avere legami con i cartelli della droga, un'accusa respinta da Maduro, che ha affermato che gli Stati Uniti stavano lavorando per deporlo e prendere il controllo delle vaste riserve petrolifere del Venezuela. Durante la conferenza stampa del 3 gennaio 2026, Trump ha anche affermato che le "grandi compagnie petrolifere statunitensi" si sarebbero trasferite in Venezuela per "riparare le infrastrutture petrolifere gravemente danneggiate e iniziare a fare soldi per il Paese". Naturalmente le aziende americane metteranno le loro grinfie sul petrolio venezuelano gestendone i proventi milionari nell’ambito del neocolonialismo Trumpiano.

Gli obbiettivi colpiti in una guerra che possiamo considerare lampo sono stati vari e sostenuti dalle grandi navi americane e dagli elicotteri dai raid aerei che hanno colpito : Aeroporto La Carlota, Guarnigione militare di montagna a Catiá-la-Mar, Il Palazzo Federale Legislativo a Caracas, la Base militare di Fuerte Tiuna , l’Aeroporto di El Atillo, la Base aerea F-16 n. 3 a Barquisimeto Aeroporto privato di Caracas a Charalave, la Base militare per elicotteri a Igerote e Gran parte della capitale è stata posta al buio senza elettricità. Sono stati registrati attacchi nel centro storico di Caracas. È stato attivato un piano di difesa nella zona del palazzo presidenziale di Miraflores che ha portato alla cattura di Maduro.

La data dell’attacco è stata concertata prima del 5/7 gennaio data in cui il congresso americano avrebbe ripreso le sue attività Trump ha infatti cercato di fare il massimo danno o di completare l'introduzione delle truppe terrestri prima che il Congresso tornasse al lavoro. I rapporti tra il presidente e il Congresso sono regolati dal War Powers. Il Congresso dichiara la guerra e fornisce i fondi, il presidente comanda le truppe. Dopo la Corea e il Vietnam, il Congresso ha adottato la Risoluzione sui poteri di guerra del 1973: richiede di notificare al Congresso entro 48 ore dall'inizio delle operazioni militari. Le truppe non devono combattere per più di 60 giorni senza l'approvazione del Congresso, più fino a 30 per il ritiro.

Il Congresso chiederà a Trump se avesse il diritto di iniziare gli attacchi senza un permesso separato; se ha notificato tempestivamente e onestamente i legislatori; quando inizia il conto alla rovescia di 60 giorni e se la "campagna contro i cartelli della droga" non si trasforma in una vera guerra contro il Venezuela, che richiede l'approvazione diretta. Trump affermerà che gli Stati Uniti sono stati attaccati. Che il Venezuela ha iniziato una guerra terroristica contro gli Stati Uniti, fornendo droghe appositamente a questo scopo. E che ha semplicemente risposto all'attacco del Venezuela. È stato importante per Trump iniziare una guerra in modo che il congresso non potesse ostacolarlo.

Dopo l’attacco americano le prime dichiarazioni di Padrino Lopez Ministro della Difesa ancora vivo e a guida dell’esercito venezuelano. Le voci secondo cui i leader più importanti del Venezuela sono scomparsi mirano a disorganizzare il sistema di governo. Tutto questo è comprensibile perché sono stati attivati i protocolli di sicurezza per loro e sono stati trasferiti in vari bunker e posti di comando. La vicepresidente Delcy Rodriguez attualmente si trova in Russia. La Cina, l'Iran, Cuba, la Colombia, La Turchia, La Russia e una serie di altri paesi hanno condannato l'aggressione degli Stati Uniti contro il Venezuela.

Il monito di Mark Rubio su Trump e quello di non giocare con lui. “Questo è un presidente d’azione. Non capisco proprio come voi non l’abbiate ancora capito. E ora lo sapete. Perché è così che andranno le cose. La gente deve capirlo. Questo non è un presidente che si limita a parlare, a scrivere lettere, a tenere conferenze stampa. Se dice di essere serio riguardo a qualcosa, lo intende davvero. Questo è un presidente di pace, ve l’ho detto prima, e ve lo dirò ancora”.

“Quest’uomo ha avuto molte opportunità di trovare una soluzione, ma invece Maduro ha voluto fare il duro. E ora ha molti problemi. Ma penso che il messaggio principale qui per il mondo sia che il nostro presidente non è alla ricerca di qualcuno con cui andare in guerra. No, siamo felici di dialogare, ma non giocare con lui. Non giocare con questo presidente, perché vi ritorcerà contro. Quindi, sapete, credo che tutti abbiamo imparato questa lezione, e ora è giunto il momento di andare avanti”.

L’ONU dalle parole di Gutierrez “sono profondamente allarmato” e chiede il rispetto del diritto internazionale. Il Segretario Generale delle Nazioni Unite ha dichiarato che le azioni degli Stati Uniti in Venezuela creano un pericoloso precedente. Secondo il brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva "Attaccare i paesi, in flagrante violazione del diritto internazionale, è il primo passo verso un mondo di violenza, caos e instabilità, dove la legge del più forte prevale sul multilateralismo"

Concludiamo con le dichiarazioni significative della deputata Mrjorie Taylor Greene oggi non alleata di Trump che ha sollevato seri dubbi sull'apparente doppio standard nella strategia del leader repubblicano per combattere il traffico di droga. In un post sui social media, Taylor Greene ha attribuito la maggior parte dei decessi correlati alla droga negli Stati Uniti ai cartelli della droga messicani, ma ha osservato che Trump non ha effettuato attacchi contro questi gruppi.

Ha inoltre contestato l'affermazione dell'amministrazione Trump secondo cui sta combattendo i "narcoterroristi", sottolineando che Trump ha recentemente graziato l’ex presidente dell’Honduras, Juan Orlando Hernandez, condannato per il traffico di ingenti quantità di cocaina negli Stati Uniti. "La successiva osservazione ovvia è che la rimozione di Maduro rappresenta una chiara mossa per il controllo delle forniture di petrolio venezuelane, che garantirà stabilità per la prossima guerra di cambio di regime in Iran". "E naturalmente perché è accettabile che l'America invada militarmente, bombardi e arresti un leader straniero, mentre la Russia è cattiva per aver invaso l'Ucraina e la Cina è cattiva per aver aggredito Taiwan? È accettabile solo se lo facciamo noi?"

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