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lunedì 19 gennaio 2026

DDL Caregiver, CoorDown: “Servono cautela e concretezza, il testo va migliorato in Parlamento. Non deludiamo le famiglie”

DDL Caregiver, CoorDown: "Servono cautela e concretezza, il testo va decisamente migliorato in Parlamento. Non deludiamo le famiglie"

CoorDown, il Coordinamento Nazionale Associazioni delle persone con sindrome di Down, esprime forti riserve sui criteri economici restrittivi trapelati e sull'assenza di tutele previdenziali. "Necessario un bagno di realtà: l'iter è appena iniziato, servono servizi reali e non solo bonus irraggiungibili."

19 gennaio 2026 – Dopo l'approvazione in Consiglio dei Ministri del 12 gennaio, dello schema di disegno di legge sui caregiver familiari presentato dal Ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli, CoorDown esprime una posizione di attenta vigilanza e prudenza, insieme a preoccupazioni sui contenuti che stanno emergendo.

Sebbene l'attenzione politica su un tema così delicato sia un segnale positivo (anche se non nuovo), l'assenza di un testo ufficiale depositato analizzabile nel dettaglio impone prudenza. Al momento, le valutazioni si basano esclusivamente su dichiarazioni a mezzo stampa, slide e comunicazioni social che, se da un lato hanno riacceso le speranze di migliaia di famiglie, dall'altro rischiano di generare aspettative che potrebbero scontrarsi con la complessità e i tempi dell'iter parlamentare oltre che con i reali contenuti del testo.

La comunicazione: responsabilità verso le famiglie
CoorDown richiama l'attenzione sulla necessità di una comunicazione più misurata quando si toccano temi di tale sensibilità sociale. Presentare l'approvazione di un DDL come un risultato acquisito rischia di confondere la platea dei beneficiari: il percorso è ancora lungo, i tempi non sono prevedibili e il testo dovrà confrontarsi con le Camere, dove giacciono già altre proposte in materia alcune simili ai contenuti ventilati, altre differenti e a tratti migliori. È fondamentale che le istituzioni chiariscano che le risposte non saranno immediate, per rispetto di chi attende da decenni, evitando toni eccessivamente ottimisti.

I criteri economici e i servizi: dubbi e timori
Dalle anticipazioni emerse, destano forte preoccupazione i criteri per l'accesso al sostegno economico (ISEE sotto i 15.000 euro, reddito personale minimo, convivenza e un impegno di assistenza di 91 ore settimanali). Se confermati, tali parametri renderebbero le misure accessibili a una platea estremamente ristretta, limitando di fatto l'impatto del provvedimento. Inoltre, il criterio delle ore di assistenza rischia di burocratizzare la cura senza coglierne la gravosità emotiva e fisica. Parallelamente, appare ancora troppo timido il riferimento ai servizi di sollievo e sostegno. I caregiver non chiedono solo e tanto un contributo economico, ma una rete di servizi territoriali omogenei e strutturati che consenta una reale conciliazione tra cura, lavoro e vita personale, prevenendo l'isolamento e garantendo continuità di supporto nel tempo. Senza servizi reali, il contributo economico rischia di diventare un mero palliativo all'abbandono istituzionale che è già ben noto.

Il riconoscimento mancato: lavoro e previdenza
Dalle informazioni disponibili, non emerge alcuna volontà di compensazione per chi, in questi anni, ha dovuto forzatamente rinunciare alla propria vita professionale per assistere un familiare. Mancano misure strutturali e certe di natura previdenziale e assicurativa per chi svolge attività di cura intensa e prolungata. Una legge sui caregiver non può guardare solo all'oggi, ma deve assumere una prospettiva di lungo periodo, riconoscendo il ruolo svolto da chi, negli anni, ha colmato le carenze del welfare pubblico. C'è poi un contestuale contrappunto: lo stesso Governo che enfatizza l'attenzione per i caregiver, sopprime (ultima legge di bilancio) Opzione Donna, l'unica timida misura che poteva sostenere madri, figlie e sorelle caregiver che, dai dati forniti dallo stesso Ministero, rappresentano il 60% del totale delle persone che svolgono questo ruolo.

L'impegno in Parlamento.
CoorDown non si limiterà all'osservazione. Seguiremo l'iter parlamentare passo dopo passo, chiedendo audizioni e depositando memorie che correggano questa e altre proposte. L'obiettivo è lavorare con tutte le forze politiche per destrutturare le parti inique e lacunose del provvedimento e ricomporle in un testo che abbia un respiro più ampio. Confidiamo che il dibattito alle Camere possa illuminare le ombre attuali e correggere quelle distorsioni che, ad oggi, rischiano di rendere il provvedimento inefficace per la gran parte delle persone con disabilità e delle loro famiglie.

"Le famiglie italiane aspettano questa legge da troppo tempo per potersi accontentare di misure parziali o difficilmente accessibili," dichiara Martina Fuga, la presidente di CoorDown. "Riteniamo positivo il riconoscimento formale della figura del caregiver familiare: è un passaggio che va nella giusta direzione. Tuttavia, perché questo passo abbia un impatto reale nella vita delle persone, deve essere accompagnato da strumenti concreti, servizi diffusi e tutele previdenziali certe. Siamo pronti a dare il nostro contributo tecnico e di esperienza affinché, alla fine dell'iter, si possa parlare di una vera riforma e non di un'occasione persa. Inizieremo a farlo non appena il testo del disegno di legge sarà pubblico e condiviso, spostando il confronto dal piano delle dichiarazioni a quello dei contenuti concreti."




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